Era il 2008 quando fu annunciato al mondo il primo trapianto di una trachea bio-ingegnerizzata: si trattava di una struttura-base da un donatore su cui erano state cresciute cellule staminali prelevate dalla paziente stessa, una donna colombiana di 30 anni madre di due bambini. Il chirurgo toracico che la operò allora, l’italiano Paolo Macchiarini, nei giorni scorsi ha riferito sulla rivista scientifica Lancet gli esiti di quell’intervento a cinque anni di distanza: qualche piccolo intoppo c’è stato, ma la donna ha tuttora una buona qualità di vita e quella prima operazione oggi può essere guardata come apripista di una nuova medicina rigenerativa.
Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/13_ottobre_29/trachea-bio-ingegnerizzata-funziona-bilancio-cinque-anni-dall-intervento-a1e526f8-4089-11e3-a16f-76083166bd35.shtml
Leggi anche:
- Trapianto di faccia: i casi più famosi al mondo
- Ricostruire un cuore con la stampante 3D per un futuro senza infarto del miocardio
- Sfigurata dalla neurofibromatosi, dopo il trapianto di faccia ha un volto nuovo
- Morta a 49 anni la prima donna ad aver subito il trapianto di faccia
- La chirurgia regala un volto nuovo alla ragazza sfigurata usando la pelle del suo seno
- Costruisci i tuoi organi con la stampante 3D
- Il «mini-rene» costruito in laboratorio grazie alle staminali
- Differenza tra omotrapianto, allotrapianto, xenotrapianto e isotrapianto
- Com’è fatto il cuore, a che serve e come funziona?
- Differenza tra apparato e sistema con esempi
- Apparato respiratorio: anatomia in sintesi, struttura e funzioni
- Apparato digerente: cos’è, com’è fatto, a che serve e come funziona?
- Cosa succede al cibo nello stomaco dopo averlo ingerito?
- Differenza tra laringe, faringe e trachea
- L’uomo con il naso sulla fronte
- Il cancro le deforma il volto, non ce l’ha fatta la mamma coraggio che ha lottato fino alla fine contro la malattia
Lo staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
Oltre quattro ragazze su dieci, tra le under 25, non utilizza metodi contraccettivi (e nessun tipo di protezione) quando sceglie di fare l’amore per la prima volta. Rispetto ad un’analoga ricerca dl 2010 si registra un +5% di giovanissime che affrontano il sesso senza precauzioni. Sono i dati raccolti nel 2013 dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia illustrati a Napoli durante il Congresso nazionale dei ginecologi italiani
A tre anni continua a non sviluppare l’Aids la bambina del Mississippi nata con il virus dell’Hiv e trattata con una massiccia dose di farmaci antiretrovirali fino ai 18 mesi. «Non è un colpo di fortuna», ha assicurato la direttrice dello studio Deborah Persaud, virologa e esperta dell’Hiv nei bambini, «ma il risultato positivo di una terapia aggressiva e molto precoce, che potrebbe aver impedito al virus di prendere il controllo sulle cellule immunitarie della bambina».
In internet sta girando un messaggio-bufala secondo il quale vi sarebbero in circolazione delle confezioni di frutta in scatola tailandesi deliberatamente infettate con l’HIV. Nel messaggio c’è scritto di non comprare qualsiasi di tipo di marmellata proveniente da quel paese: rambutans, longan, lychee, perché più di 200 pazienti infetti dal virus sarebbero stati obbligati a far gocciolare il proprio sangue nei cibi in scatola. Secondo quanto riportato dal messaggio, il Ministero della salute avrebbe confermato questo fatto e avrebbe ordinato di ritirare i cibi in scatola dalla circolazione. La bufala è stata smascherata da Hoax Slayer.
Oggi parliamo di un tipico problema che le donne reputano molto fastidioso e contemporaneamente noi uomini non riusciamo a comprendere: la tricoptilosi. Ma di che si tratta? La tricoptilosi è una diffusissima anomalia delle punte dei capelli, le quali si presentano tipicamente biforcute. Insomma tricoptilosi è nient’altro che il nome tecnico delle… doppie punt! Spesso anche se la donna tratta i suoi capelli con tanta cura e amore, le doppie punte continuano ad apparire. Vediamo ora di capire il perché vengono e come possiamo fare per evitarle.

Irritabilità, cattivo umore e sensazione di fatica: il primo lunedì dopo il passaggio all’ora solare non è facile per un italiano su quattro, che soffrirebbe di un ‘jet lag’ da cambio dell’ora. Bisogna però precisare che non tutti soffrono allo stesso modo il ritorno all’ora solare. Si tratta comunque di un piccolo jet lag, e soprattutto i bambini e gli anziani soffrono di più. Un adulto deve solo avere la pazienza di aspettare due o tre giorni per l’adattamento al nuovo orario. Col ritorno all’ora solare, i soggetti che hanno l’orologio biologico particolare del ‘gufo’ stanno meglio, perché dormono un’ora in più al mattino.