Differenza tra massaggio linfodrenante e pressoterapia

MEDICINA ONLINE DRENAGGIO LINFA LINFODRENAGGIO MASSAGGIO LINFODRENANTE MANUALE MECCANICO PRESSOTERAPIA GAMBALE MACCHINARIO ESTETICA VASI GAMBE CELLULITE GRASSO PEDANA VIBRANTE.jpgLinfodrenaggio è un termine che indica un drenaggio (uno spostamento, per intenderci) della linfa dalla periferia al centro del corpo, con il principale scopo di rimetterla in circolo ed evitare che si accumuli, ciò per ridurre gli edemi periferici, migliorare la circolazione sanguigna/linfatica e migliorare l’ossigenazione dei tessuti. Il linfodrenaggio viene effettuato naturalmente dal nostro corpo tramite il sistema linfatico. Purtroppo tende a diventare meno efficace andando avanti negli anni, specie se il soggetto conduce una vita sedentaria, per questo può essere utile “aiutarlo” dall’esterno, tramite linfodrenaggio manuale o meccanico.

Linfodrenaggio manuale (drenaggio linfatico manuale o massaggio linfodrenante): il drenaggio viene effettuato con particolari tipi di massaggi svolti appunti con le mani da personale qualificato, ad esempio il massaggio Vodder.

Linfodrenaggio meccanico: il drenaggio viene effettuato/facilitato da particolari macchinari, come ad esempio il macchinario usato nella pressoterapia, oppure una pedana vibrante. La pressoterapia, in particolare, è un trattamento che ha il fine di drenare la linfa in cui, alle mani che massaggiano, vengono sostituiti una serie di gambali (o bracciali, se viene usata sulle braccia) che si gonfiano e si sgonfiano in modo coordinato e ritmico in modo da spingere la linfa in una data direzione.

Terapia linfodrenante casalinga
Vi riportiamo una lista di prodotti per una terapia linfodrenante che potete usare comodamente a casa. Se soffrite di gambe pesanti, gonfiori, cellulite e dolori agli arti inferiori, potrebbero essere un ottimo investimento per la vostra salute e la vostra bellezza. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff di medici e fisioterapisti seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile:

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E’ meglio il massaggio linfodrenante manuale o la pressoterapia?

MEDICINA ONLINE DRENAGGIO LINFA LINFODRENAGGIO MASSAGGIO MANUALE MECCANICO PRESSOTERAPIA GAMBALE MACCHINARIO ESTETICA VASI GAMBE CELLULITE GRASSO PEDANA VIBRANTEMassaggio linfodrenante manuale o pressoterapia

Non esiste una risposta univoca alla domanda se sia meglio un massaggio linfodrenante o la pressoterapia. Entrambe le tecniche sono equamente efficaci nell’ottenere il drenaggio della linfa, a patto che:

  • il massaggio drenante sia effettuato da un operatore esperto ed in modo corretto, con il giusto movimento e la giusta pressione;
  • il macchinario usato per la pressoterapia sia di buona qualità (abbia ad esempio un numero di gambali non inferiore a 6);
  • il macchinario usato sia programmato in modo adeguato dall’operatore (troppi mmHg di pressione possono danneggiare i vasi sanguigni);
  • i gambali e/o i bracciali della pressoterapia siano posizionati sul corpo in modo adeguato;
  • entrambe le tecniche siano effettuale solo dopo parere medico che escluda patologie particolari, ad esempio tumore maligno, infezioni, vene varicose ed insufficienza venosa grave, che controindichino il trattamento;
  • entrambe le tecniche siano affiancate da un corretto stile di vita (alimentazione corretta, eliminazione del fumo di sigaretta ed adeguata attività fisica).

Da quanto detto appare dunque chiaro che, più che la scelta della metodica, è importante la scelta del professionista che la pratica e quindi la sua tecnica o la sua strumentazione. Entrambe le tecniche possono dare risultati buoni o scadenti in base a questo fattore. Infine nessuna delle due tecniche darà, da sola, risultati soddisfacenti se non vengono affiancate, come già detto prima, un corretto stile di vita.

Terapia linfodrenante casalinga

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Differenza tra pressoterapia e linfodrenaggio

MEDICINA ONLINE DRENAGGIO LINFA LINFODRENAGGIO MASSAGGIO MANUALE MECCANICO PRESSOTERAPIA GAMBALE MACCHINARIO ESTETICA VASI GAMBE CELLULITE GRASSO PEDANA VIBRANTE.jpgLinfodrenaggio è un termine che indica un drenaggio (uno spostamento, per intenderci) della linfa dalla periferia al centro del corpo, con il principale scopo di rimetterla in circolo ed evitare suoi accumuli, ciò per ridurre gli edemi periferici, migliorare la circolazione sanguigna/linfatica e migliorare l’ossigenazione dei tessuti.

Il linfodrenaggio può essere di tre tipi:

  • fisiologico: è il naturale drenaggio che viene effettuato dal nostro corpo tramite il sistema linfatico. Purtroppo tende a diventare meno efficace andando avanti negli anni, specie se il soggetto conduce una vita sedentaria;
  • tipo manuale (drenaggio linfatico manuale o massaggio linfodrenante): il drenaggio viene effettuato con particolari tipi di massaggi svolti appunti con le mani da personale qualificato, ad esempio il massaggio Vodder;
  • tipo meccanico: il drenaggio viene effettuato/facilitato da particolari macchinari, come ad esempio il macchinario usato nella pressoterapia, oppure una pedana vibrante.

La pressoterapia è un trattamento che ha il fine di drenare la linfa in cui, alle mani che massaggiano, vengono sostituiti una serie di gambali (o bracciali, se viene usata sulle braccia) che si gonfiano e si sgonfiano in modo coordinato e ritmico in modo da spingere la linfa in una data direzione.

In definitiva la differenza tra “linfodrenaggio” e “pressoterapia” consiste nel fatto che la pressoterapia è uno dei vari sistemi disponibili per praticare il linfodrenaggio.

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Segno di Babinski nella sclerosi multipla e nella SLA (sclerosi laterale amiotrofica)

MEDICINA ONLINE RIFLESSO SEGNO BABINSKI POSITIVO CORTICOSPINALE PIRAMIDALE SINTOMI CERVELLO EMORRAGIA CEREBRALE ISCHEMIA EMORRAGICA ICTUS TETRAPARESI TETRAPLEGIA MORTE COMA PROFONDO STATO VEGETATIVOA PARALISICon “segno di Babinski” o “riflesso di Babinski” in semeiotica neurologica si intende una risposta anomala al riflesso cutaneo plantare, la quale indica la presenza di una lesione a carico del tratto corticospinale del sistema nervoso (che provvede ai movimenti volontari fini dei muscoli e che, in condizioni fisiologiche, esercita un’inibizione tonica del riflesso). Il riflesso cutaneo plantare si evoca strisciando una punta smussata lungo il margine laterale della pianta del piede, partendo da sopra il tallone, e portandola verso la parte supero-interna fino al primo metatarso. Nell’adulto, in condizioni di normalità, col riflesso plantare si induce la flessione plantare (o estensione dorsale) delle dita del piede, mentre in presenza di lesioni a carico del sistema corticospinale, lo stesso stimolo evoca la flessione dorsale (o estensione plantare) dell’alluce e l’apertura “a ventaglio” delle altre dita (fenomeno di Duprè), determinando quindi l’inversione del riflesso cutaneo plantare, vedi immagine in alto.

Il segno di Babinski positivo, al di sopra dei 3 anni di età, può indicare svariate patologie, tra le quali la SLA (sclerosi laterale amiotrofica) e la sclerosi multipla.

Sclerosi laterale amiotrofica (SLA)

In questa patologia progressiva del motoneurone, si può riportare positività bilaterale del riflesso di Babinski con RTP iperattivi e spasticità. Solitamente la SLA si manifesta con fascicolazioni, associate ad atrofia e debolezza muscolare. La mancanza di coordinazione rende le attività della vita quotidiana difficili per il paziente. Segni e sintomi associati comprendono alterazioni del linguaggio, difficoltà di masticazione, deglutizione e respirazione, pollachiuria e minzione imperiosa, nonché, a volte, soffocamento ed eccessiva scialorrea. Anche se lo stato mentale rimane intatto, la prognosi sfavorevole del paziente può portare a periodi di depressione. La paralisi bulbare progressiva interessa il tronco encefalico e può causare episodi di pianto o di riso inappropriato. Per approfondire leggi: Sclerosi laterale amiotrofica (SLA): cause, sintomi, diagnosi e prognosi

Sclerosi multipla (SM)

Nella maggior parte dei pazienti affetti da questa malattia demielinizzante, la positività del riflesso di Babinski si manifesta alla fine bilateralmen­te. Questa è di solito successiva a segni e sintomi di SM, quali parestesie, nistagmo e offuscamento della vista o vista doppia. Segni e sintomi associati comprendono parola scan­dita (parole tagliate con pause tra le sillabe), disfagia, tremore, debolezza, incoordinazio­ne, spasticità, atassia della marcia, convul­sioni, paraparesi o paraplegia, incontinenza vescicale e, talvolta, perdita della sensibilità dolorifica, termica e propriocettiva. Anche la labilità emotiva è frequente. Per approfondire leggi: Sclerosi multipla: cause, sintomi, diagnosi e prognosi

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Classificazione generale delle paresi e delle plegie

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Classificazione delle paralisi in base alla distribuzione topografica

La classificazione delle paralisi in base alla distribuzione topografica, fa riferimento alle parti del corpo colpite ed agli effetti che la lesione provoca. Due termini sono al centro di questo metodo di classificazione:

  • paresi: indica un indebolimento o una paralisi parziale (possibilità di movimento, pur se limitata);
  • plegia: indica una condizione di paralisi completa (impossibilità di movimento).

Le classificazioni topografiche comunemente utilizzate nella pratica medica odierna si basano sull’utilizzo della combinazione dei due termini prima citati, in associazione a vari prefissi.

I termini “monoplegia” e “monoparesi” indicano che la condizione (rispettivamente di paralisi completa e di paralisi parziale) interessa solo un arto.

I termini “diplegia” e “diparesi” di solito indicano che la condizione (rispettivamente di paralisi completa e di paralisi parziale) interessa due parti simmetriche del corpo, per esempio entrambi gli arti inferiori.

I termini “emiplegia” ed “emiparesi” indicano che ad essere affetti dalla condizione (rispettivamente di paralisi completa e di paralisi parziale) sono il braccio e la gamba di una parte del corpo, ad esempio il braccio destro e la gamba destra.

I termini “paraplegia” e “paraparesi” indicano che ad essere affetta dalla condizione (rispettivamente di paralisi completa e di paralisi parziale) è la parte inferiore del corpo, comprese entrambe le gambe.

I termini “triplegia” o “triparesi” indicano che sono affette dalla condizione (rispettivamente di paralisi completa e di paralisi parziale) solo tre zone del corpo. Potrebbe quindi trattarsi di entrambe le braccia e di una gamba o di entrambe le gambe e di un braccio o di un arto inferiore, di uno superiore e della faccia.

Le espressioni “doppia emiplegia” ed “emiparesi doppia” indicano che tutti e quattro gli arti sono coinvolti (rispettivamente da paralisi completa o da paralisi parziale), ma che un lato del corpo è maggiormente colpito rispetto agli altri.

I termini “tetraplegia” e “quadriplegia” indicano che tutti e quattro gli arti sono colpiti da paralisi completa.

I termini “tetraparesi” o “quadriparesi” indicano che tutti e quattro gli arti sono colpiti da paralisi parziale.

I termini “pentaplegia” e “pentaparesi” significano che, oltre al coinvolgimento di tutti e quattro gli arti (con paralisi rispettivamente completa e parziale), il soggetto è colpito da paralisi dei muscoli respiratori. Nella pentaplegia il paziente non sopravvive se non grazie ad un respiratore meccanico.

Classificazione delle paralisi in base al tono muscolare

Molti termini relativi alla funzione motoria descrivono gli effetti della paralisi sul tono muscolare e sul modo in cui i muscoli interagiscono. Il tono muscolare, che in condizioni normali, ad esempio, si determina quando si piega un braccio, è caratterizzato dalla contrazione del bicipite e dal rilassamento del tricipite. Quando il tono muscolare è compromesso i muscoli lavorano in maniera non coordinata o in opposizione tra loro. Due termini utilizzati per descrivere il tono muscolare sono:

  • ipertonia/ipertonico: tono muscolare aumentato, spesso risultante in arti molto rigidi. L’ipertonia è associata con la paralisi cerebrale spastica;
  • ipotonia/ipotonico: tono muscolare diminuito, spesso risultante in arti flaccidi. L’ipotonia è associata con la paralisi cerebrale non spastica.

Classificazione delle paralisi in base alla funzione motoria

Le due forme principali sono quella spastica e quella non spastica. Ognuna ha molteplici variazioni ed è possibile avere casi caratterizzati dalla compresenza di entrambe le forme.

  • la forma spastica è caratterizzata da un aumento di tono muscolare;
  • la forma non spastica (“forma flaccida“) è caratterizzata da tono muscolare diminuito o fluttuante.

La classificazione in base alla funzione motoria fornisce una descrizione sia della maniera in cui il bambino è affetto dalla condizione sia dell’area nella quale la lesione è localizzata. L’uso di tale tipo di classificazione fornisce a genitori e medici una descrizione al contempo ampia e specifica dei sintomi del bambino. Ciò aiuta lo specialista nella scelta del trattamento avente le maggiori probabilità di successo.

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Da donna a uomo: l’incredibile trasformazione di Jamie

MEDICINA ONLINE Jaimie Wilson TRANSGENDER TRANFORMATION FEMALE MALE TRANS CHIRURGIAUn corpo scolpito, una passione sfrenata per la musica e due affascinanti occhi lagunari: ecco come si presenta oggi Jaimie Wilson, 21 anni, giovane musicista che sta spopolando non poco su Instagram. Ma cosa caratterizza davvero questo ragazzo non è il suo bell’aspetto di oggi quanto la sua storia precedente: Jaimie è infatti uno fra le milioni di persone transgender che vivono oggi negli Stati Uniti. Nel 2005, all’età di 18 anni, Jamie ha infatti deciso di intraprendere la delicata strada della transazione, conscio del fatto che finalmente avrebbe potuto incarnare ciò che realmente sentiva di essere: un uomo.

In un primo momento non volevo fare coming out come transgender perché non ho mai mostrato alcun “segno”, come li definisce la gente.

Ha spiegato il ragazzo in numerosi post presenti sul suo profilo Instagram ufficiale, tutt’oggi seguito da più di 400mila persone. Una scelta, quella di cambiare sesso, che ha scosso non poco l’opinione della famiglia e degli amici e li ha portati ad abbandonarlo. Una decisione che non ha però distolto Jaimie dal suo scopo, ovvero ottenere il corpo per cui aveva lottato così tanto. Dopo 2 anni di cure di testosterone, operazioni chirurgiche e duro lavoro in palestra, Jaimie è finalmente l’uomo che aveva sempre desiderato essere. Oggi, nel 2017, il giovane americano è una vera e propria star del mondo social: attraverso la sua esperienza ha ispirato numerose persone ad accettarsi, nonostante le difficoltà, e a comprendere quanto sia necessario esprimersi per ciò che si è davvero, anche se ciò significa andare incontro all’abbandono di persone care. Jaimie è anche un aspirante musicista e in poco tempo si è anche affermato come cantante grazie a numerose cover postate sul suo canale Youtube: grazie a esse è stato inoltre invitato a esibirsi sul palco del Festival di Sziget a Budapest, nell’agosto 2017, insieme a celebri cantanti moderni come i The Chainsmokers, Pink e il rapper Wiz Khalifa.

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Manovra di Glenard: come si effettua ed a cosa serve

MEDICINA ONLINE RENI RENE URINA APPARATO URINARIO URETRA URETERE AZOTEMIA ALBUMINA SINDROME NEFRITICA NEFROSICA PROTEINURIA POLLACHIURIA UREMIA DISURIA CISTITE INFEZIONE POLICISTICO LABORATORIOLa manovra (o tecnica) di Glenard si usa in semeiotica medica per effettuare la palpazione dei reni.

Come si effettua la manovra di Glenard

Le mani sono poste come nel metodo di Guyon, ma la mano si trova controlateralmente al rene (mano sinistra per il rene destro) con il pollice che limita lo spostamento renale, che viene palpato fra una mano ed il pollice; preferibile su bambini e/o adulti longilinei.

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Salmonella in gravidanza: trasmissione, rischi, consigli per evitarla

MEDICINA ONLINE GRAVIDANZA INCINTA DIARREA FECI LIQUIDE FETO PARTO CESAREO DIETA FIBRA GRASSI ZUCCHERI PROTEINE GONFIORE ADDOMINALE MANGIARE CIBO PRANZO DIMAGRIRE PANCIA PESO INTESTINOLa salmonella è un’infezione batterica causata dal batterio della salmonella (Salmonella enteritidis e Salmonella typhimurium) ed è causata dalla contagio fecale-orale, dal contatto con superfici contaminate e dall’assunzione di acqua e cibi contaminati, specie se gli alimenti sono crudi. In genere la salmonella non dà grossi problemi, ma cosa accade quando si contrae in gravidanza?

Donna in gravidanza più suscettibile

Va detto che la donna in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, è più suscettibile a questo tipo di infezioni. Questo anche a causa di un indebolimento del sistema immunitario che si ha proprio durante la gravidanza stessa a causa di tutti i cambiamenti legati ad essa.

Sono a maggior rischio infezione da salmonella le donne che:

  • sono affette da acloridria (disfunzione dell’apparato digerente, consistente nell’assenza di acido cloridrico nel succo gastrico) e da malattie neoplastiche;
  • assumono farmaci anti-acido, in pregressa o concomitante terapia antibiotica ad ampio spettro;
  • sono immunodepresse (HIV, AIDS) o stanno seguendo una terapia immunosoppressiva;
  • che hanno da poco subito interventi chirurgici a carico dell’apparato gastrointestinale.

Trasmissione della salmonella al feto

La salmonella in gravidanza può essere trasmessa al feto e ciò avviene attraverso il passaggio per la placenta, oppure durante il passaggio del bimbo nel canale del parto.

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Consigli per evitare la salmonella in gravidanza e cibi da escludere

Per evitare rischi per il bambino è bene evitare di contrarre la salmonella in gravidanza. A questo scopo si consiglia di cuocere molto bene le uova e il pollame e fare attenzione, quando li si prepara, a non toccare direttamente con le mani sporche altri alimenti che si devono consumare. Per evitare la salmonella in gravidanza e i conseguenti rischi per il feto, poi, andrebbe escluso proprio il consumo di alcuni alimenti come le uova crude, ma anche la maionese. In genere, per ridurre il rischio è bene:

  • lavare le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti;
  • cuocere tutti i cibi di derivazione animale e limitare il consumo di uova crude o poco cotte;
  • lavare bene frutta e verdura;
  • lavare tutti gli utensili e i gli eventuali macchinari;
  • mettere nel frigo gli alimenti preparati e non consumati;
  • proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori;
  • consumare latte pastorizzato;
  • evitare le contaminazioni tra cibi, separando i crudi e i cotti;
  • evitare che persone con diarrea preparino alimenti e assistano soggetti a rischio;
  • non utilizzate lo stesso coltello usato per tagliare la carne cruda per tagliare anche la carne cotta.

Particolare attenzione andrebbe riservata nel corso dei viaggi in Paesi dalle condizioni igieniche scarse, in particolar modo durante la balneazione, nell’approvvigionamento di acqua e nell’utilizzo di ghiaccio, nel consumo di carne e di frutti di mare, infine nell’usufruire dei servizi igienici. Nei Paesi con un’elevata diffusione della zoonosi non è da escludere la possibilità di ricorrere a piccole quantità di disinfettante, come ipoclorito di sodio, per rendere sicuri alimenti, oggetti ed anche l’acqua da bere.

Gli alimenti a rischio:

  • uova crude oppure poco cotte e derivati a base di uova, come creme;
  • latte crudo e derivati del latte crudo, compreso il latte in polvere;
  • carne e derivati soprattutto se poco cotti;
  • salse e i condimenti per le insalate;
  • preparati per dolci;
  • gelato artigianale e commerciale;
  • pesce crudo e sushi;
  • frutta e verdura contaminate durante il taglio.

Salmonella e uova

Sciacquate bene le uova prima del loro utilizzo e non usatele se dalla confezione sono uscite col guscio già crepato: una piccola spaccatura, infatti, è già sufficiente per consentire la penetrazione nell’uovo del batterio eventualmente presente nelle feci della gallina.
Si calcola che nel mondo il 50% delle epidemie di salmonellosi sia dovuto a uova contaminate, mentre la carne bovina e suina (consumata cruda o poco cotta) e i derivati del latte possono provocare, rispettivamente, il 15% e il 5% dei casi.

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