Secondo la teoria di Brønsted-Lowry, un acido è una sostanza capace di cedere ioni H+ a un’altra specie chimica detta base, una base è invece una sostanza capace di acquisire ioni H+ da un’altra specie chimica, detta acido.
Secondo la teoria di Lewis, un acido è una sostanza capace di accettare un doppietto elettronico da un’altra specie chimica capace di donarli detta base; una base è invece una sostanza capace di donare un doppietto elettronico a un’altra specie chimica detta acido.
Gli acidi e le basi appartengono a due classi di composti chimici che presentano alcune proprietà completamente opposte.
Gli acidi:
- hanno un sapore prevalentemente aspro;
- conferiscono alle cartine al tornasole una colorazione rossa;
- a contatto con quasi tutti i metalli reagiscono liberando idrogeno allo stato gassoso.
le basi:
- hanno sapore amaro;
- danno al tornasole una colorazione blu;
- sono viscide al tatto.
Le reazioni acido-base sono quelle reazioni chimiche in cui un protone (ione H+) passa da una specie chimica ad un’altra. Fra queste le più comuni, in soluzione acquosa, sono quelle di neutralizzazione. Mescolando soluzioni acquose di un acido e di una base, si sviluppa questo tipo di reazione, che ha la caratteristica di procedere rapidamente producendo un sale e acqua. Ad esempio se facciamo reagire insieme l’acido cloridrico e l’idrossido di sodio avremo una tipica reazione di neutralizzazione:
HCl + NaOH ⇄ H2O + NaCl
Acido cloridrico + idrossido di sodio ⇄ acqua + cloruro di sodio
Misura della forza di un acido ed una base
La forza di un acido o di una base può essere analizzata attraverso la misura della concentrazione degli ioni H3O+ e OH-, che saranno stati prodotti in soluzioni acquose rispettivamente acide o basiche per cessione o sottrazione di protoni. Sulla base di questo criterio, sono state ideate due scale, note come pH e pOH, i cui valori corrispondono rispettivamente al logaritmo, cambiato di segno, della concentrazione dello ione ossonio e dello ione idrossido in soluzione acquosa:
pH = -log [H3O+]
pOH = -log [OH-]
All’acqua pura corrisponde pH uguale a 7,0; l’aggiunta di un acido produce un aumento della concentrazione dello ione ossonio [H3O+] e una conseguente riduzione del valore del pH che fornisce una misura della forza dell’acido in analisi.
Leggi anche:
- Cosa significa idrofilo in italiano ed in chimica
- Cosa significa idrofobo in italiano ed in chimica
- Differenza tra idrofobo ed idrofilo con esempi
- Differenza tra aldeidi, chetoni ed alcheni
- Cos’è la densità in chimica? Densità di acqua ed aria a varie temperature
- Massa e peso di un corpo sulla Luna rispetto alla Terra
- Differenza tra densità e peso specifico
- Differenza tra densità e viscosità di un fluido con esempi
- Differenza tra densità relativa ed assoluta
- Differenza tra densità e concentrazione
- Differenza tra sinapsi elettrica e chimica
- Mitosi: spiegazione delle quattro fasi
- Sinapsi chimica ed elettrica: cosa sono ed a che servono?
- Differenza tra neuroni e nervi
- Qual è la differenza tra arteria e vena?
- Ciclo di Krebs e respirazione cellulare: spiegazione facile e schema
- Differenza tra assoni e dendriti
- Differenza tra cellule eucariote e procariote
- Virus e virioni: cosa sono, come sono fatti, come funzionano e come si riproducono
- Differenza tra cellula aploide e diploide con esempi
- Riproduzione cellulare e ciclo cellulare
- Meiosi: spiegazione di tutte tappe
- Differenza tra neuroni e gangli
- Barriera ematoencefalica: dove si trova, funzioni, quali sostanze la attraversano
- Com’è fatto il cervello, a che serve e come funziona la memoria?
- Sistema nervoso: com’è fatto, a che serve e come funziona
- Sistema nervoso autonomo simpatico e parasimpatico: anatomia e funzioni
- Dopammina: cos’è ed a che serve?
- Neurotrasmettitori: cosa sono ed a che servono
- Giunzione neuromuscolare (placca motrice) cos’è ed a che serve?
- Capacità massima dello stomaco: si può “mangiare fino a scoppiare”?
- Differenza tra acidosi ed alcalosi, metabolica e respiratoria
- Differenza tra polipnea e tachipnea
- Respiro patologico: le alterazioni del ritmo respiratorio normale
- Respiro di Biot ed apnee: caratteristiche e cause patologiche e non patologiche
- Respiro di Cheyne-Stokes: caratteristiche e cause patologiche e non patologiche
- Respiro di Kussmaul: caratteristiche e cause
- Respiro di Falstaff: caratteristiche e cause
- Differenza tra monosaccaridi, disaccaridi, polisaccaridi, oligosaccaridi
- Differenza tra pentosi, esosi e triosi: cos’è il fruttosio?
- Differenza tra aldosi e chetosi con esempi
- Differenza tra zuccheri e carboidrati: sono la stessa cosa?
- Differenza tra zuccheri semplici e complessi con esempi
- Differenza tra zuccheri e grassi con esempi
- Differenza tra zuccheri di riserva e di struttura
Lo staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
L’imene è situato subito prima dell’inizio della vagina, non in profondità, appena dopo le piccole labbra. Lo si può vedere anche da sola, usando uno specchietto, sedendosi sul bidet a cosce aperte e con una fonte di luce davanti: si vede una specie di plica di tessuto carnoso, rosa-rosso, attaccata alle pareti vaginali subito all’interno delle piccole labbra, che non chiude completamente l’orifizio vaginale. Solitamente nel mezzo dell’imene, anche se ancora integro, vi è uno o più forellini, necessari per la fuoriuscita delle mestruazioni.
E’ stata una mamma a notarlo. L’episodio è della serie del 2012, quindi sono cinque anni che è in giro per il mondo e che è stato visto da centinaia di migliaia di bambini e dai loro genitori. Dai loro annoiati genitori: perché la visione dei cartoni animati con i figli non è certo qualcosa di elettrizzante. In ogni caso nessuno fino ad ora aveva avuto niente da ridire e, a quanto ci risulti, nessuno ha riportato traumi infantili. Invece ad una zelante mamma statunitense non è sfuggito nulla: il suo occhio allenato ha visto un pene nell’episodio 35 della prima stagione dell’Ape Maia. Una breve sequenza nella quale, sul tronco di un albero, compare appunto l’incisione di un pene.
Con il termine “disfagia” (in inglese “dysphagia“) si intende la difficoltà del corretto transito del cibo nelle vie digestive superiori subito dopo averlo ingerito, quindi anche le difficoltà a deglutire rientrano nel campo delle disfagie.
Con il termine “disfagia” (in inglese “dysphagia“) si intende la difficoltà del corretto transito del cibo nelle vie digestive superiori (tipicamente l’esofago) subito dopo averlo ingerito, quindi anche le difficoltà a deglutire rientrano nel campo delle disfagie. A seconda della zona dove si determina la difficoltà del passaggio del cibo, la disfagia viene classificata in:
Sebbene l’irritazione cutanea sia un fenomeno che possa colpire qualsiasi individuo, vi sono alcune categorie di persone che sono definite più “a rischio”. Tra queste categorie abbiamo:
Con il termine “disfagia” (in inglese “dysphagia“) si intende la difficoltà del corretto transito del cibo nelle vie digestive superiori (tipicamente l’esofago) subito dopo averlo ingerito, quindi anche le difficoltà a deglutire rientrano nel campo delle disfagie.