Differenza tra plasma liquido e secco

technician placing blood tubes in the laboratory centrifuge

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Il plasma è la parte liquida del sangue: dal caratteristico colore giallo paglierino è composto per il 90% da acqua, in cui sono disciolti sali e proteine plasmatiche: albumina, fibrinogeno e fattori della coagulazione prodotti dal fegato, le immunoglobuline (o anticorpi per la difesa) prodotte dai linfociti.

Plasma liquido

Può essere conservato per un periodo massimo di 1 anno, a -30 °C e a condizione che il congelamento avvenga entro 6 ore dal prelievo (da un solo donatore). Dopo un rapido scongelamento, il plasma deve essere impiegato tempestivamente.

Plasma secco

Si ottiene mediante liofilizzazione (essiccazione ottenuta per raffreddamento) di una miscela di plasma prelevato da me no di 6 giorni da un numero massimo di 12 donatori. La durata della conservazione è di 5 anni a temperatura ambiente; è impiegato in soluzione in un solvente specifico.

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Scura o chiara, liquida o schiumosa: la tua urina rivela la tua salute

MEDICINA ONLINE URINA SCURA CHIARA COLORE MALATTIE RENI SALUTE.jpgL’urina è formata da acqua ed altre sostanze di rifiuto ed è, per il medico, un importante strumento di diagnosi. Può assumere sfumature del rosso, verde, giallo, blu ed ogni tonalità – a meno che non si sia semplicemente mangiato un alimento di quel colore specifico o assunto un particolare farmaco – è indicativo di un preciso problema di salute. Così, ad esempio, una urina di colore rosso può indicare la presenza di malattie renali o cardiache, ma può anche essere la semplice ed innocua conseguenza dell’avere mangiato barbabietole che contengono betanina, un composto colorato rossastro. Vediamo ora alcuni tipi particolari di urina.

Paglierino chiaro

Il paglierino chiaro rappresenta la normale colorazione dell’urina, ovvero una corretta idratazione, quindi non c’è nulla da preoccuparsi, il nostro stato di salute è ottimo.

Urina trasparente

L’urina trasparente potrebbe indicare una eccessiva idratazione, o meglio che abbiamo bevuto troppa acqua, o in casi rari potrebbe indicare una eccessiva quantità di zuccheri (iperglicemia) che potrebbe portare a lungo andare allo sviluppo di diabete. Quest’ultimo caso si verifica quando abbiamo in continuazione sete e andiamo in bagno ad urinare più del dovuto.

Leggi anche: Odore delle urine di pesce, zolfo o ammoniaca: cause e cure

Giallo trasparente

Il giallo trasparente è una colorazione ottimale dell’urina, il soggetto è in buone condizioni di salute.

Giallo scuro

Il giallo scuro rappresenta una normale condizione di salute. La colorazione più scura potrebbe essere dovuto dal fatto che non siamo molto idratati. Quindi per ovviare a questo, bevete di più durante il corso della giornata.

Ambrato o color miele

Questo colore ci indica che il nostro corpo è disidratato e questo accade quando non beviamo a sufficienza o quando abbiamo una grande perdita di liquidi (sudorazione, utilizzo di diuretici, diarrea, ecc). Vi consigliamo di bere di più.

Leggi anche: Le tue feci dicono se sei in salute: con la Scala di Bristol impara ad interpretarle

Arancione

Il colore arancione potrebbe essere dovuto ad una disidratazione, o potrebbe essere ancora dovuto a una patologia del fegato o del dotto biliare. Molte volte potrebbe essere causato dall’assunzione di un farmaco (anti-infiammatori come la sulfasalazina (Azulfidine); fenazopiridina (Pyridium), e alcuni farmaci chemioterapici) o di un colorante presente negli alimenti.

Sciroppo

Il color sciroppo potrebbe rappresentare un grave disidratazione o ancora più grave la presenza di una malattia al fegato. Quindi bevete di più e se il problema persiste consultate uno specialista per eventuali accertamenti.

Leggi anche: Differenza tra nefrologo ed urologo: patologie e competenze specifiche e comuni

Da rosa a rosso

Il colore rosa-rosso potrebbe essere dovuto al consumo di un particolare alimento come ad esempio il rabarbaro, la barbabietola, mirtilli e rape. In casi gravi invece, il colore rossastro potrebbe essere dovuto alla presenza di sangue nelle urine dovuto a patologie come infezioni del tratto urinario, ingrossamento della prostata, cisti renali, calcoli renali o alla vescica, o tumori cancerosi e non-cancerosi. Questa colorazione potrebbe ancora essere dovuta ad avvelenamento cronico da mercurio o piombo.

Grigio sporco, verdastro

Queste tipologie di urina possono essere causate da infezioni del tratto urinario e da calcoli renali.

Leggi anche: Le tue unghie dicono molto sulla tua salute: ecco come leggerle

Blu o verde

Il colore blu o verde dell’urina che si verifica raramente, potrebbe essere dovuta alla presenza di una di infezione batterica delle vie urinarie causata ad esempio da batteri Pseudomonas (colorazione verde). Spesso questa colorazione potrebbe essere causata dall’assunzione di qualche farmaco (amitriptilina, indometacina e propofol) o dal consumo di un colorante alimentare.

Marrone scuro

Possono indicare malattie del fegato oppure un melanoma, per la presenza di melanina nelle urine.

Leggi anche: Esame delle urine completo con urinocoltura: come fare e capire i risultati

Gradazioni del blu

In questo caso si parla di sindrome del pannolino blu, malattia ereditaria che aumenta i livelli di calcio nel sangue.

Urina schiumosa

L’urina normale è liquida e saltuariamente lievemente schiumosa e ciò non deve destare preoccupazioni. Se però persiste una elevata quantità di schiuma, ciò potrebbe essere la manifestazione di un consumo eccessivo di proteine, di infezioni urinarie o di problemi renali.

Urine torbide

Possono essere causate da infezioni delle vie urinarie, in questo caso possono essere associate a bisogno frequente di urinare con poca usina emessa ogni volta, dolore durante la minzione, febbre, debolezza. Se le urine sono torbide e rosse, possono essere la spia di un problema alla prostata. Per approfondire: Mi alzo spesso di notte per urinare: quali sono le cause e le cure?

Calcoli biliari e renali

Se le urine sono scure e le feci chiare, probabilmente vi è la presenza di calcoli biliari. Se il colore delle urine si avvicina al rosso e si avverte, o si è da poco avvertito, un dolore intenso ed improvviso al fianco, solitamente da un solo lato, è probabile la presenza di calcoli renali. Per approfondire: Calcoli urinari bloccati in rene, uretere, vescica e uretra: cause e cure

Sintomi gravi: cosa fare?

In caso di sintomi potenzialmente gravi, come forte dolore alla minzione, dolore addominale intenso, sangue nelle urine, malessere genrale e/o blocco totale della minzione, vi consigliamo di recarvi dal vostro medico, che indagherà la situazione con anamnesi, esame obiettivo, esami di laboratorio (ad esempio esame delle urine e/o del sangue) e/o di diagnostica per immagini (ad esempio radiografia addominale, ecografia addominale o cistoscopia).

Consigli

Per ridurre queste problematiche alcuni consigli generici possono essere:

  • bere la giusta quantità di acqua: per le donne circa 1.5 litri al giorno, per gli uomini 2 litri, con dosi aumentate in caso di forte caldo ed attività sportiva intensa. Per approfondire: Idratazione corretta: quanta acqua bere al giorno e perché è così importante;
  • alimentarsi in modo corretto;
  • evitare la vita sedentaria;
  • evitare il fumo di sigaretta;
  • evitare l’abuso di alcolici;
  • usare il profilattico in caso di rapporti sessuali con sconosciuti;
  • evitare i rapporti sessuali con partner che hanno malattie sessualmente trasmissibili come candidosi e sifilide;
  • usare indumenti intimi di alta qualità;
  • evitare vestiti troppo stretti a livello dei genitali;
  • mantenere una adeguata igiene intima.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Differenza tra toracentesi, paracentesi e rachicentesi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA TORACENTESI PARACENTESI RACHI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgCon i termini “toracentesi”, “paracentesi” (anche chiamata peritoneocentesi) e “rachicentesi” (chiamata anche puntura lombare) si indicano tre tecniche chirurgiche diagnostiche e terapeutiche che vengono condotte introducendo un ago sottile, di solito sotto guida ecografica, rispettivamente nel torace, nell’addome e nella cisterna lombare.

  • Con la toracentesi si preleva del liquido dalla cavità pleurica, il sottile spazio virtuale compreso tra la pleura viscerale e parietale dei polmoni, mentre il paziente sta seduto e piegato in avanti;
  • con la paracentesi si effettua la stessa operazione ma nella cavità peritoneale che si trova tra i visceri addominali, quando il paziente è sdraiato sulla schiena o su un fianco. Talvolta può essere lasciato un tubicino che continua a drenare liquido nei giorni successivi;
  • con la rachicentesi si estrae il liquido cefalorachidiano, prodotto dai plessi corioidei, che scorre nel canale midollare della colonna vertebrale, negli spazi subaracnoidei e nei ventricoli cerebrali. Il fluido cerebrospinale può essere raccolto con maggiore sicurezza nella cisterna lombare, dove il midollo spinale termina nella cauda equina, subito al di sotto del livello della prima (L1) o seconda (L2) vertebra lombare. La cisterna lombare si estende poi nell’osso sacro.

Per approfondire:

Nelle cavità pleuriche e peritoneali normalmente si trova solo un sottile velo di liquido: il suo accumulo in una quantità superiore al normale prende il nome a livello toracico di “versamento pleurico” ed a livello addominale di “ascite“. Il liquido può essere essudato (edema infiammatorio) o trasudato (edema non infiammatorio).

A tale proposito leggi anche:

Perché si effettuano?
Dopo il prelievo del liquido, quest’ultimo viene inviato al laboratorio analisi in modo da capire la causa che ha determinato questo accumulo, che può dipendere da un tumore oppure da malattie di altra natura (come una pleurite nel caso della toracentesi o una cirrosi nel caso di una paracentesi). Oltre che a scopo diagnostico, la procedura può essere effettuata per ridurre la pressione determinata sugli altri tessuti dal liquido in eccesso, che può alterare il funzionamento di alcuni organi, ostacolare la respirazione o causare dolore.
La rachicentesi è utile nella diagnosi di varie patologie, in particolare quelle che colpiscono il cervello, le meningi ed il midollo spinale, come ad esempio: meningite, encefalite, meningoencefalite, mielite, neoplasie, leucemie, emorragie subaracnoidee, varie malattie neurodegenerative.
La rachicentesi può essere considerata urgente nel caso il sospetto clinico indirizzi verso una diagnosi di meningite/meningoencefalite, oppure di emorragia subaracnoidea con un primo riscontro di TAC negativa.

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Cos’è l’idropisìa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma IDROPISIA ANASARCA EDEMA GENERALE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgChe significa il termine idropisìa? E’ un termine medico che ormai non viene più usato, al suo posto si usa il termine “anasarca”.

Idropisìa e anasarca sono quindi sinonimi. Per capire cosa si intende con anasarca, leggi: Anasarca, edema generalizzato, idropisìa: cause, sintomi e cure

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Idrope: cause, tipi e terapia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAMECon il termine “ìdrope” si intende un  accumulo anomalo di trasudato (edema non infiammatorio) in una cavità sierosa del corpo, cavo pericardico, cavo pleurico e cavo peritoneale.

Etimologia

Il termine deriva dal latino hydrops, a sua volta derivante dal greco antico ὕδρωψ e composto da ὑδρο, acqua, e ὤψ, aspetto.

Idrope della colecisti

Si tratta di una complicazione della colelitiasi, dovuta all’esclusione della colecisti dal circolo biliare per ostruzione del dotto cistico o del collo della colecisti stessa da parte di un calcolo biliare. La mucosa della colecisti assorbe i pigmenti biliari e le altre componenti della bile secernendo muco; la cavità si va riempiendo, così, di una soluzione mucoide e aumenta di dimensioni. Tale condizione può complicarsi ulteriormente, nel caso di sovrainfezione, con un empiema, oppure può andare incontro a perforazione. Più raramente può manifestarsi un infarto della colecisti.

Idrope fetale

Si tratta di una condizione caratterizzata dall’accumulo di liquido nel corpo fetale, nei tessuti o nelle cavità sierose. Si distingue una idrope fetale immune, dovuta alla presenza di anticorpi circolanti materni contro antigeni eritrocitari fetali, mentre in tutti gli altri casi si parla di idrope fetale non immune. Nella metà di casi la causa rimane sconosciuta. Tra le cause riconosciute vi sono: l’alfa talassemia, malattie cardiache fetali, sindrome da trasfusione feto-fetale e infezioni fetali, specialmente quella da parvovirus B19.

Vedi anche: foto di idrope fetale

Idrope endolinfatico

È una condizione presente nelle fase iniziali della sindrome di Ménière. Inizialmente porta solo ad alterazioni della funzione uditiva; successivamente si cronicizza e coinvolge i labirinti provocando alterazioni dell’equilibrio[4]. In questo caso non si tratta di un trasudato, ma dell’aumento di quantità di un liquido fisiologicamente presente.

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Anasarca, edema generalizzato, idropisìa: cause, sintomi e cure

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ANASARCA EDEMA SISTEMICO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’anasarca è un esempio di edema non infiammatorio sistemico o generalizzato. E’ caratterizzato da accumulo di edema massivo e diffuso, sottocutaneo, non avente origine infiammatoria, che determina gonfiore diffuso dei tessuti sottocutanei, dovuto alla ritenzione di un’abnorme quantità di liquido interstiziale. Idropisìa è un termine non più in uso per designare la presenza di liquido nelle cavità sierose, successivamente sostituito da anasarca.

Leggi anche:  Differenza tra edema infiammatorio, non infiammatorio, essudato, trasudato, idropisìa e idrope

Sintomi e segni di anasarca

Oltre all’evidente gonfiore con cute sovrastante che appare liscia, tesa ed assottigliata, questa grave forma di edema generalizzato comporta senso di spossatezza, affanno e notevole aumento di peso. Il fenomeno si associa, inoltre, a versamenti nelle cavità sierose (pleure, peritoneo e pericardio).

Cause di anasarca

Le cause più diffuse dell’anasarca sono:

  • gravidanza;
  • sindrome nefrosica;
  • insufficienza renale;
  • grave scompenso cardiocircolatorio;
  • insufficienza cardiaca;
  • malattia di Gaucher;
  • insufficienza epatica;
  • cirrosi epatica;
  • eritroblastosi fetale.

Leggi anche: Edema infiammatorio e vasi sanguigni nell’infiammazione

Anasarca feto-placentare

L’anasarca feto-placentare è una grave complicanza della malattia emolitica del neonato (o eritroblastosi fetale), la quale può presentarsi in caso di incompatibilità tra il gruppo sanguigno Rh del feto e quello della madre. Questa condizione colpisce il feto durante lo sviluppo e ne determina spesso la morte intrauterina.

Terapia dell’anasarca

Non esiste una terapia unica che sia efficace in tutti i tipi di anasarca: la terapia deve intervenire sulla causa a monte che l’ha determinata quindi è diversa in base a tale causa.

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Differenza tra edema localizzato, generalizzato e sistemico

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ANASARCA EDEMA GENERALIZZATO TRASUDATO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpg

Edema localizzato (a sinistra) e generalizzato (a destra)

Prima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento, ti consiglio di leggere: Cos’è l’edema, come e perché si forma?

Con il termine “edema” si intende in medicina un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell’organismo, all’esterno dei vasi sanguigni e delle cellule. Tale accumulo anomalo può localizzarsi in:

  • una zona specifica e circoscritta del corpo, più o meno grande, come un dito o un braccio: in questo caso si parla di edema localizzato;
  • tutto il corpo: in questo caso l’edema è detto generalizzato o sistemico.

Un esempio di edema generalizzato è l’anasarca. La differenza tra edema localizzato e sistemico, non si fermano alle zone interessate, anche le cause che le determinano sono molto diverse.

Leggi anche:  Anasarca, edema generalizzato, idropisìa: cause, sintomi e cure

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Un esempio di edema localizzato agli arti inferiori

Cause di edema localizzato

Le forme localizzate agli arti sono quasi sempre causate da patologie che interessano la circolazione venosa o linfatica, come per esempio una trombosi venosa. Casi particolari di edema localizzato sono quelli conseguenti a un trauma come un dito gonfio dopo uno schiacciamento, un bernoccolo dopo aver battuto la testa o un gonfiore dopo una puntura di insetto.

Cause di edema generalizzato o sistemico

Le forme di edema generalizzato o sistemico hanno come cause principali, patologie di interesse internistico, come ad esempio:

  • le malattie cardiache che comportano uno scompenso;
  • le affezioni che determinano una grave insufficienza renale;
  • le patologie che provocano una forte riduzione dell’albumina, come sindrome nefrosica, grave compromissione della funzionalità epatica (come nel caso della cirrosi) o stati di grave carenza alimentare.

Leggi anche:  Differenza tra acidosi ed alcalosi, metabolica e respiratoria

Edema infiammatorio e non infiammatorio

L’edema può essere di tipo infiammatorio (anche chiamato essudato) o di tipo non infiammatorio (trasudato). Per approfondire leggi: Differenza tra edema infiammatorio, non infiammatorio, essudato, trasudato, idropisìa e idrope

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Cos’è l’edema, come e perché si forma?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSE EDEMA COME PERCHE FORMA INFIAMMAZIO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgCon “edema” si intende un accumulo anomalo di liquidi negli spazi interstiziali dell’organismo, all’esterno dei vasi sanguigni e delle cellule. L’edema può interessare una zona circoscritta, come per esempio una gamba, oppure può essere generalizzato se si manifesta in tutto l’organismo. In questo caso, prima che l’edema sia clinicamente evidente, devono accumularsi diversi litri di liquido; per questo motivo l’aumento di peso precede generalmente le altre manifestazioni dell’edema. Quando l’edema interessa tutti i distretti corporei si parla di anasarca. Il termine idrope, per quanto sinonimo di edema, indica l’accumulo del liquido sieroso in una cavità del corpo, solitamente quella peritoneale. Idropisìa è un termine non più in uso per designare la presenza di liquido nelle cavità sierose, successivamente sostituito da anasarca.

Leggi anche:  Anasarca, edema generalizzato, idropisìa: cause, sintomi e cure

Meccanismo di formazione dell’edema

La generazione di fluido interstiziale è stabilita dall’equazione di Starling che descrive la relazione tra la pressione oncotica e la pressione idrostatica del capillare, agenti con direzioni opposte lungo le pareti semi-permeabili dei capillari. Nell’organismo sano la pressione idrostatica, che tende a determinare la fuoriuscita di liquidi dai capillari, è pressoché bilanciata dalla pressione colloido-osmotica, che si esercita in direzione opposta. Quella minima fuoriuscita di liquidi nello spazio interstiziale viene drenata dai vasi linfatici, che la reimmettono nel circolo venoso attraverso il dotto toracico che sbocca nella giunzione tra la vena succlavia e la vena giugulare interna. Quando la pressione idrostatica non è più bilanciata dalla pressione colloido-osmotica si verifica un’ostruzione linfatica, aumenta la permeabilità vascolare e si verifica un accumulo di liquido negli interstizi che, se non risolto, provoca edema.

Leggi anche: Idrope: cause, tipi e terapia

Edema infiammatorio e non infiammatorio

L’edema può essere di tipo infiammatorio (anche chiamato essudato) o di tipo non infiammatorio (trasudato). Per approfondire leggi: Differenza tra edema infiammatorio, non infiammatorio, essudato, trasudato, idropisìa e idrope

Edema localizzato e generalizzato

L’edema può essere localizzato e generalizzato, a tal proposito ti consiglio di leggere: Differenza tra edema localizzato, generalizzato e sistemico

Leggi anche:

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