Asse ipotalamo-ipofisi-gonade: funzionamento ed ormoni rilasciati

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ASSE IPOTALAMO IPOFISI GONADE ORMONI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’ipotalamo secerne il GnRH che va a stimolare l’adenoipofisi per la secrezione di due gonadotropine, LH ed FSH. Quest’asse neuroendocrino è silente fino al periodo della pubertà e viene sollecitato durante il periodo puberale e grazie all’inizio dell’attività secretoria da parte dell’ipotalamo inizia ad essere sollecitata l’ipofisi che sollecita così l’attività delle gonadi che iniziano la sintesi degli steroidi e la maturazione dei gameti. Ancora non si sa qual è il primo evento che scatena l’attivazione di quest’asse durante la pubertà, le gonadotropine LH ed FSH prima della nascita, dopo la nascita e nell’età matura.

La secrezione di GnRH da parte dell’ipotalamo inizia nella 4° settimana di gestazione; questo rilascio pian piano sollecita l’ipofisi a rilasciare LH ed FSH e la loro sintesi inizia verso la 10 – 12 settimana di gestazione; poco prima della nascita questi valori decadono per mantenersi basse durante la prima infanzia e la secrezione si mantiene bassa anche durante la seconda infanzia e anche nell’età peri-puberale, momento in cui l’asse inizia a svegliarsi. Durante l’infanzia la quantità di FSH circolante supera quella dell’LH, in effetti l’FSH ha effetti sull’attività maturativa dei gameti. Durante la pubertà vediamo che l’attività secretoria del GnRH diventa più consistente probabilmente perché ci sono fattori di tipo inibitorio che vengono rimossi anche se ci sono ancora molti studi in corso.

L’LH a livello gonadale inizia la sintesi degli steroidi gonadici, testosterone nel testicolo, estrogeni e progesterone nelle ovaie. Nella donna la secrezione di LH ed FSH è ciclica mentre nell’uomo questa ciclicità non c’è. Nella tarda età nella donna l’attività riproduttiva cessa, nella menopausa infatti la quantità di gameti femminili è stata consumata o comunque è andata incontro ad un processo degenerativo per cui la donna non è più in grado di concepire; l’uomo invece mantiene la sua attività maturativa anche al di là dei 60 anni.

Il GnRH è un decapeptide, una proteina di 10 aa. che tramite la circolazione portale ipofisaria raggiunge l’ipofisi dove induce sintesi e rilascio di LH ed FSH che sono due glicoproteine costituite da una sub unità alfa e una beta quindi sono etero dimeri e includono nella molecola anche residui carboidratici; la subunità alfa  è costituita da uno stesso numero di aa. che sono sempre gli stessi e quindi questa subunità alfa è comune alla subunità alfa del TSH e della gonadotropina corionica CG, quella che cambia è la subunità beta che si differenzia sia per lunghezza in aa. che per sequenza.

Il GnRH induce a recettori specifici di membrana sulle cellule ipofisarie e la risposta che dà quando si lega è che va ad attivare il metabolismo dei fosfolipidi, in generale tutti i fattori di rilascio ipotalamici vanno ad attivare recettori di membrana connessi con l’attivazione dei fosfolipidi di membrana quindi formazione di DAG, attivazione proteina chinasi C e di IP3 ma anche attivazione dell’cAMP mentre LH ed FSH hanno recettori di membrana è il meccanismo di traduzione che attivano è quello dell’adenilato ciclasi con incremento di cAMP.

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Apparato genitale femminile: anatomia, funzioni e patologie in sintesi

MEDICINA ONLINE VAGINA VULVA APPARATO GENITALE FEMMINILE SCHEMA ANATOMIA UTERO TUBE FALLOPPIO OVAIOL’apparato genitale femminil è l’insieme degli organi e delle strutture anatomiche che permettono la riproduzione e l’accoppiamento nella donna, studiato dal medico ginecologo. L’apparato genitale femminile è composto da due parti principali:

  • genitali interni;
  • genitali esterni.

Genitali interni

I genitali interni sono:

  • Ovaie. Le ovaie sono organi pari, piccoli, situati sulle pareti laterali della piccola pelvi. Le ovaie sono formate da follicoli ovarici che liberano le cellule uovo mature chiamate ovuli: queste discendono nelle Tube di Falloppio dove avviene la fecondazione (se l’ambiente è favorevole e sono presenti spermatozoi attivi). Se l’uovo non viene fecondato entro 24 ore, viene eliminato tramite la mestruazione, se invece viene fecondato, l’ovulo discende nell’utero dove si forma lo zigote.
  • Salpinge. Tromba o tuba di Falloppio.
  • Utero. L’utero è un organo impari, cavo, muscolare. Assomiglia alla forma di una pera rovesciata ed ha il compito di accogliere il feto durante la gestazione. Si trova tra il retto e la vescica. La cavità dell’utero è distinta in tre parti: corpo, in rapporto con la vescica e delimita lo spazio o cavo vescica-uterino, collo ed istmo.
  • Vagina. La vagina è il canale antistante l’utero e, nel rapporto sessuale, è l’organo che accoglie il genitale maschile (pene). La vagina è la sede in cui si può prevenire meccanicamente o chimicamente la fecondazione, inserendo appositi sistemi, quali ad es. il diaframma e la spirale intrauterina o I.U.D. (Intra Uterine Device), che vanno a chiudere la bocca dell’utero e/o inibire la fecondazione.

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Genitali esterni

I genitali esterni sono:

  • pube (anche chiamato “monte di Venere”);
  • clitoride (ricoperto dal prepuzio clitorideo);
  • grandi labbra;
  • piccole labbra;
  • orifizio uretrale;
  • imene;
  • orifizio vaginale;
  • perineo.

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Funzioni dell’apparato genitale femminile

L’apparato genitale femminile ha funzioni sia riproduttive che endocrine:

  • funzione riproduttiva: produce gameti femminili;
  • funzione endocrina: produce ormoni femminili, quali gli estrogeni e i progestinici.

Principali patologie dell’apparato sessuale femminile

Le principali patologie e condizioni dell’apparato sessuale femminile, sono:

  • vaginiti: insieme di infiammazioni che coinvolgono la vagina, spesso causati da mancanza di igiene adeguata;
  • amenorrea: mancanza del flusso mestruale;
  • dismenorrea: mestruazioni dolorose;
  • vaginismo: spasmo involontario dei muscoli vaginali e perivaginali nel momento della penetrazione del pene o del tentativo – reale o immaginario – di penetrazione. Il vaginismo rende dolorosi, se non addirittura impossibili, i rapporti sessuali;
    prolasso vaginale: spostamento verso il basso delle pareti vaginali per cedimento delle strutture di sostegno e sospensione della vagina;
  • climaterio: insieme dei sintomi legati alla menopausa
  • infezioni da Candida Albicans, un fungo che viene trasmesso dal maschio durante i rapporti sessuali;
  • fibroma: tumore benigno, da tenere sotto stretto controllo medico in quanto se trascurato potrebbe evolvere nella forma maligna;
  • anomalie congenite, rappresentate da uteri malformati in varia maniera (per esempio doppi o con setti);
  • polipi endometriali e del canale cervicale: spesso benigni, richiedono però valutazione istologica per la possibile presenza di atipie;
  • cancro endometriale, più frequente in donne in perimenopausa;
  • patologie del collo uterino: sostanzialmente includono le infiammazioni ed il cancro.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Ragazza è sterile per un tumore: sua madre partorisce un figlio per lei

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma RAGAZZA STERILE MADRE FIGLIO PER LEI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgA 18 anni sembrava che la sua esistenza fosse spezzata inesorabilmente: il cancro al collo dell’utero che le avevano appena diagnosticato le lasciava poche speranze di vita e le toglieva per sempre ogni possibilità di avere figli. Quel referto medico suonava come una condanna a morte che spazzava via in un colpo solo tutti i suoi sogni di adolescente. Tre anni dopo Jessica Jenkins, una parrucchiera 21enne di Rhymney, nel Galles, si ritrova guarita dal tumore e con un bimbo di tre chili tra le braccia, partorito il 2 dicembre da sua madre Julie Bradford, 45 anni, che ha portato avanti la gravidanza al posto della figlia: la ragazza, infatti, prima di cominciare le cure si era fatta prelevare 21 ovuli per avere degli embrioni da congelare e utilizzare in futuro in caso se ne fosse presentata l’occasione. Julie, già madre di tre figli, si ritrova ora a essere contemporaneamente madre e nonna del piccolo Jack.

In quei 21 ovuli (solo dieci dei quali sono sopravvissuti) c’era già una premonizione: a 21 anni Jessica avrebbe avuto un bimbo, anche se a partorirlo sarebbe stata sua madre. «Mamma è stata la donna più coraggiosa e sorprendente del mondo, la amo in un modo che non si può descrivere per avermi dato mio figlio – dice la ragazza – Fin da bambina desideravo diventare madre, ora il mio sogno si è avverato. Jack è perfetto sotto ogni aspetto».

Quando nel 2013 Jessica andò in ospedale per farsi visitare, i medici le dissero che aveva una malattia trasmessa sessualmente: secondo loro era troppo giovane per avere un tumore all’utero. La verità venne a galla solo dopo ulteriori test, quando la biopsia rivelò che si trattava proprio di un tumore e, poche settimane dopo, fu accertato che si era diffuso ai linfonodi. I medici furo chiari: Jessica non avrebbe mai più potuto avere figli. Fu a quel punto che la ragazza decise di far congelare gli ovuli, e Julie si offrì come madre surrogata.
In questi anni Jessica ha lottato contro il cancro e, a quanto pare, sembra avercela fatta: ora è in remissione, si sottopone a regolari check-up per assicurarsi che il cancro non torni e collabora a una campagna per incentivare le giovani donne a sottoporsi al pap-test. Visti i risultati, in primavera ha deciso che la sua vita poteva nuovamente guardare al futuro e, insieme al marito Rees, ha benedetto il momento in cui aveva fatto congelare i suoi ovuli: un embrione è stato scongelato e impiantato nel grembo di sua madre, che il 2 dicembre ha partorito Jack, consentendole di dare con orgoglio l’annuncio su Facebook.

«Gli ultimi tre anni – ha detto Julie – sono stati i peggiori in assoluto, ma per fortuna ho avuto la fortuna di poter contribuire perché tutto tornasse a posto. Vedevo Jessica così sofferente e impaurita che avrei voluto prendere il suo posto, ma non c’era nulla che potessi fare e mi sentivo inutile: il cancro sembrava essersi impadronito delle nostre vite. Avevamo tutti il cuore spezzato pensando che il sogno di mia figlia, quello di avere un bimbo, non si sarebbe mai potuto avverare. Per questo, quando si è presentata la possibilità di fare da “madre surrogata” non ci ho pensato due volte: è stato un onore per me mandare avanti la gravidanza del bimbo di Jessica e Rees. Siamo stati così tante volte in ospedale in questi anni: non mi sembra vero che l’ultima visita sia stata per un’occasione così felice».

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Cos’è la pubertà, a che età inizia e come si manifesta?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO OSPEDALE ANAMNESI ESAME OBIETTIVO SEMEIOTICA FONENDOSCOPIO ESAMELa pubertà è un periodo della vita di un essere umano in cui avvengono marcati cambiamenti psichici, morfologici e funzionali attraverso i quali il corpo di un bambino diviene un corpo adulto capace di riprodursi producendo autonomamente i propri ormoni sessuali. I cambiamenti che avvengono in pubertà riguardano soprattutto lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, la maturazione delle gonadi (testicolo e ovaio, che iniziano la gametogenesi, cioè la formazione di spermatozoi ed oociti) e modificazioni psicologiche e comportamentali (come lo sviluppo della pulsione sessuale).

A che età inizia la pubertà nel maschio?
Nel maschio la pubertà inizia intorno al tredicesimo anno di età e dura fino ai 18-20 anni.

A che età inizia la pubertà nella femmina?
Nella femmina la pubertà inizia generalmente prima che nel maschio, intorno all’undicesimo anno di età e dura fino a circa 18 anni.

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Cosa determina un anticipo della pubertà?
Nell’ultimo secolo e mezzo nei paesi sviluppati si è assistito ad un anticipo progressivo  della pubertà, almeno fino agli anni ’70, spiegabile sulla base di diversi elementi. Se da un lato ha inciso il maggior apporto calorico e proteico, unitamente alle migliori condizioni igieniche ed ambientali, dall’altro anche il contesto fortemente sessualizzato che caratterizza le società occidentali contribuisce ad anticipare in maniera evidente l’inizio della pubertà.

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Cosa determina un ritardo della pubertà?
Vi sono una serie di fattori che agiscono in senso contrario, come l’altitudine (l’ipossia relativa ritarda lo sviluppo puberale) e l’attività fisica particolarmente intensa (specie se associata a basso peso corporeo e disordini alimentari). Infine, non bisogna dimenticare che a parità di condizioni di vita, salute, alimentazione e contesto sociale, l’epoca della pubertà può comunque differire – anche in maniera significativa – sulla base di fattori genetici individuali.

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Come si manifesta la pubertà nei maschi?
Nel maschio, il primo segno della pubertà è l’aumento di volume dei due testicoli, vale a dire di quegli organi deputati alla produzione degli spermatozoi. A tal proposito, si parla di spermarca per indicare la prima eiaculazione, che normalmente avviene tra i 13 ed i 16 anni; la normospermia viene invece raggiunta a circa 17 anni. Inizia a crescere un accenno di barba sul viso.

Come si manifesta la pubertà nelle femmine?
Analogamente al maschio, nella donna si parla di menarca per indicare l’età di insorgenza della prima mestruazione, che compare appunto verso l’undicesimo anno di età; dopo questo periodo la percentuale di cicli anovulatori si attesta intorno al 55% nei primi due anni, per poi scendere al 20% dopo 5 anni e risalire nella pre-menopausa (si tratta ovviamente di dati generali, suscettibili di un’ampia variabilità individuale). Le mammelle iniziano a svilupparsi ed ingrandirsi.

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Come identificare con esattezza l’inizio della pubertà?
Mentre nelle donne l’inizio della pubertà, corrispondente al menarca è facilmente identificabile, come anche l’aumento delle mammelle, molto più difficile risulta nel maschio risalire all’epoca dello spermarca; molto spesso, infatti, il funzionamento dei testicoli si rende evidente per la prima volta durante un sogno, con l’emissione di sperma senza che il giovane stesso si sia reso conto dell’accaduto.

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Quali sono i cambiamenti in pubertà che avvengono in entrambi i sessi?
Aldilà del menarca per le femmine e dello spermarca per gli uomini, la pubertà si accompagna a profondi cambiamenti morfologici, funzionali e psichici comuni sia ai maschi che alle femmine, con le duvute differenze qualitative/quantitative. Per entrambi i sessi si assiste alla comparsa di peli ascellari, pubici ed anali, allo sviluppo delle ghiandole sudoripare e degli organi sessuali, all’aumento di lunghezza delle corde vocali e al cambiamento della voce; il tutto accompagnato da un rapido incremento della statura. Al termine della pubertà saranno cambiate anche le differenze nelle proporzioni tra massa ossea, massa muscolare (una volta e mezza superiori nel maschio adulto), e tessuto adiposo (due volte superiore nella femmina adulta).

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Quando si parla pubertà precoce e ritardata?
Entro certi limiti, ritardi ed anticipi nell’insorgenza della pubertà sono in genere fisiologici, ma in determinate situazioni possono nascondere una patologia (spesso di origine ormonale) od una grave alterazione organica. In genere si parla di pubertà precoce quando insorge prima degli 8 anni nella donna e dei 9 nel maschio, e di pubertà ritardata qualora non compaiano segni di sviluppo sessuale entro i 13,4 anni nella femmina ed i 14 anni nel maschio.

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Carcinoma dell’ovaio: cause, sintomi, diagnosi, cure e prognosi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO CARCINOMA OVARICO TUMORE MALIGNO OVAIO MORTALITA PROGNOSI UTERO DONNA CHIRURGIALe ovaie sono due organi delle dimensioni di circa tre centimetri (ma con variazioni rispetto all’età) situati una a destra e una a sinistra all’utero a cui sono Continua a leggere