Integratore di Ossido Nitrico per erezioni potenti e durature

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVIl monossido di azoto (anche chiamato “ossido nitrico” o “NO”; in inglese “nitric oxide”) nel corpo umano rappresenta un importante neurotrasmettitore con effetto vaso-dilatatore attraverso la stimolazione dell’enzima guanilato ciclasi ed è utilizzato per la terapia dell’ipertensione polmonare, in particolare nei neonati affetti da insufficienza respiratoria ipossemica. Per la sua capacità vasodilatatoria, l’ossido nitrico riveste una fondamentale importanza nell’erezione del pene, dove è proprio la dilatazione dei vasi sanguigni che permette l’afflusso di sangue necessario per mantenere una erezione potente e per lunghi periodi.

Ecco perché un integratore di Ossido Nitrico può esserti molto utile

Gli integratori che promuovono un aumento di disponibilità di Ossido Nitrico sono usati, spesso con risultati sorprendenti, sia da soggetti affetti da disfunzione erettile (impotenza), ma anche da soggetti assolutamente sani per ottenere più soddisfazione dal rapporto, in quanto anche un soggetto che non soffre di disfunzione erettile può in ogni caso ottenere un potenziale miglioramento dell’erezione, con asta e glande del pene più turgidi e per periodi più lunghi. Sia soggetti molto giovani, che più anziani, grazie all’integrazione di prodotti che promuovono la formazione di Ossido Nitrico possono in pratica avere erezioni migliori senza i rischi di farmaci come Viagra, Cialis o Levitra, e con costi decisamente minori. L’uso di questi integratori riveste particolare importanza anche in persone che soffrono di ansia da prestazione: la maggiore facilità e tenuta dell’erezione, permette infatti a questi soggetti di dedicarsi al rapporto senza il rischio di “brutte figure”, innescando un circolo vizioso positivo che porta a rapporti sessuali decisamente più soddisfacenti e duraturi.

Integratori che aumentano la disponibilità di Ossido Nitrico

L’Ossido Nitrico viene sintetizzato a partire da ossigeno ed arginina grazie all’azione degli enzimi NO-sintasi ed attraverso una reazione multifasica molto complessa. Per aumentare la disponibilità di Ossido Nitrico, è utilissimo un integratore completo come questo: https://amzn.to/2IHSTr2

Altri integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di altri integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Com’è fatta e come funziona una protesi peniena idraulica

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME FATTA PROTESI PENIENA IDRAULICA TRI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpg

Quella che una volta veniva chiamata impotenza – cioè la disfunzione erettile presente in varie forme (organica, psicogena, mista) e con diversi livelli di gravità – viene oggi curata con farmaci (tra cui il Sildenafil, il famoso Viagra) ma anche con impianti protesici qualora il trattamento farmacologico non sortisca gli effetti desiderati. Esistono due tipi di protesi peniene che permettono l’erezione: protesi malleabili e protesi idrauliche.

  • Le protesi malleabili (anche denominate “semirigide” o “non idrauliche”) sono costituite da due cilindri che si impiantano nei corpi cavernosi e conferiscono al pene uno stato di rigidità parziale e permanente appena sufficiente per avere un rapporto sessuale soddisfacente.
  • Le protesi idrauliche sono dei dispositivi più complessi. Sono costituite da varie componenti che permettono il controllo diretto dell’erezione da parte dal paziente, il quale potrà, ogni volta che lo desidera, far passare il proprio pene da uno stato di flaccidità ad uno stato di erezione completa e viceversa.

Il dispositivo in figura è una protesi peniena idraulica tricomponente.

Com’è fatta una protesi peniena idraulica?
Le protesi idrauliche tricomponenti constano di:

  • un serbatoio pre-riempito con soluzione fisiologica, posizionato nei pressi della vescica;
  • due cilindri gonfiabili da inserire nei corpi cavernosi (le strutture erettili del pene);
  • un meccanismo di attivazione/disattivazione rappresentati da una micropompa e un pulsante collocati nel tessuto sottocutaneo scrotale.

Questo dispositivo consente di mimare un’erezione con meccanismo simile a quello fisiologico, con solo un 2-5% di incidenza di guasti meccanici della protesi stessa a 10 anni dall’impianto.

Come funziona una protesi peniena idraulica?
Premendo un tasto a livello della pompa posizionata all’interno del proprio scroto, il paziente farà passare il liquido dal serbatoio collocato dietro l’osso pubico dentro i cilindri all’interno del pene. Riempiendosi di liquido, i cilindri si gonfiano determinando una erezione totale del pene che potrà essere mantenuta per tutto il tempo desiderato. Premendo un altro apposito tasto a livello della pompa, il paziente potrà far passare nuovamente il liquido dai cilindri al serbatoio, facendo ritornare così il pene allo stato di flaccidità.

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Erezione debole da ansia da prestazione: quali sono i rimedi e le cure?

MEDICINA ONLINE SESSO ANSIA PRESTAZIONE SESSUALE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA CAMEL TOE LOVE FIRST TIME LOVER SEX GIRL MAPrima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento trattato, ti consiglio di leggere: Erezione debole o assente da cause psicologiche: cura e rimedi

Cosa fare per i problemi di erezione psicologici?

Blocchi mentali di vario genere, come quelli descritti nell’articolo appena citato, possono concorrere singolarmente, o in gruppo, nel creare il problema di erezione psicologico. Questo problema va in primo luogo accettato come “normale” meccanismo psico-fisico perché, come abbiamo visto prima, non sempre sono sinonimo di gravi disturbi mentali. Anzi, il più delle volte, sono semplici sintomi di piccole tendenze mentali non adatte a provocare e mantenere l’erezione durante i rapporti sessuali. Difatti quasi sempre i problemi di erezione psicologici si verificano solo durante il rapporto sessuale con la partner, e non nell’intimità durante l’autoerotismo (masturbazione). Accettare il problema di erezione mentale, capendo che non è nulla di assolutamente grave, ma una normale conseguenza di tali tendenze mentali non adatte a provocare l’erezione, è il primo importante passo da fare.
Ma accettare solamente il problema senza poi cercare di “correggerlo”, o di intraprendere una metodologia specifica per migliorare i fattori mentali che provocano e mantengono l’erezione del pene durante il sesso, porta col tempo a un peggioramento della situazione mentale e dei suoi problemi erettivi e sentimentali connessi. Dopo aver accettato il problema bisogna, quindi, cercare subito il metodo specifico per eliminare le cause mentali dei problemi di erezione psicologici e, allo stesso tempo, per migliorare e potenziare le cause mentali che provocano e mantengono l’erezione del pene.

Tecniche consigliate

Ecco le tecniche ed i modi che consiglio per superare problemi legati alla disfunzione erettile da cause psicologiche:

  • Eseguire esercizi e tecniche mentali per elevare l’autostima sessuale, la sicurezza interiore e in se stessi, la serenità mentale durante il rapporto sessuale e l’eccitabilità mentale. In altre parole, tutti i fattori psicologici e mentali che provocano e favoriscono la qualità dell’erezione durante il rapporto sessuale con la tua partner.
  • Parlare apertamente col partner del tuo problema, cercando di affrontarlo insieme. Ricordati che l’ansia che hai tu, specie la prima volta con un partner nuovo, la può avere anche l’altra persona, quindi giocare “a carte scoperte” può rappresentare un valido aiuto.
  • Creare delle situazioni più eccitanti del solito, ad esempio fai l’amore in posti nuovi o consiglia al partner di indossare una lingerie più “maliziosa” o ad esempio una parrucca, o un vestito eccitante. Questi stimoli sono così potenti che possono a volte bastare per sovrastare l’ansia da prestazione; leggi anche: Aumentare il desiderio sessuale femminile: guida completa
  • Esegui gli esercizi di Kegel. Allena fisicamente il muscolo pubococcigeo può aiutarti anche dal punto di vista psicologico; leggi: Esercizi di Kegel: allena il muscolo pubococcigeo per aumentare potenza sessuale ed eiaculazione
  • Evitare di guardare spesso porno online e di masturbarsi in maniera compulsiva, leggi: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi
  • Altro aiuto può ovviamente provenire da alcuni farmaci, a tal proposito leggi anche: Meglio Viagra, Cialis, o Levitra per trattare la disfunzione erettile? Un utile confronto tra i tre farmaci 
  • Un aiuto molto importante può essere fornito da un medico sessuologo.

Integratori alimentari

Si può provare con opportuni integratori che possono aiutare, a volte anche con il semplice effetto placebo, la vostra erezione, a tal proposito qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

Se credi di avere un problema di erezione debole da cause psicologiche, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneLeggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Quanto pesa un litro di acqua liquida o ghiacciata? Perché il ghiaccio galleggia?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma PERDERE PESO ESTATE DIETA GHIACCIO Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Filler BotulinoPotrebbe sembrare una domanda banale, ed in teoria lo sarebbe, eppure a tutti noi può venire un dubbio di quelli a cui persino un bambino delle medie, che ha appena studiato il concetto di “densità”, potrebbe rispondere.

Quanto pesa un litro d’acqua?

La risposta è semplice: un litro di acqua pesa un chilogrammo, poiché la densità dell’acqua è uguale a uno. Questa era la risposta facile, ma per essere più precisi ricordiamo che in realtà 1 litro di acqua pesa in realtà leggermente meno di 1 kg, e cioè: 0,9999729 kg, questo alla pressione di 1 atmosfera e ad una temperatura di 3,98°. Una bottiglia da un litro d’acqua pesa comunque di più di 1 kg: non dimenticate infatti il peso della bottiglia che la contiene, che può essere di vetro o di plastica e può far aumentare il peso complessivo fino ad oltre 1 kg. C’è da dire che ovviamente il peso dell’acqua può variare anche in base alla sua purezza: basta la presenza anche di una piccola parte di un elemento disciolto in acqua, per far variare la sua densità e far pesare un litro di acqua, più o meno di un kg, motivo per cui un litro di acqua distillata pesa meno di un litro di acqua minerale o di acqua essenziale.

Quanto pesa un litro d’acqua ghiacciata?

Anche l’acqua ghiacciata ha lo stesso peso: se metti dell’acqua a ghiacciare nel freezer noterai che aumenta di volume, ma la sua massa, e quindi suo il peso, resta invariato: quello che varia è la sua densità, che diminuisce. In pratica anche un litro di acqua ghiacciata pesa un chilogrammo, ma occupa più spazio a parità di massa, motivo per cui la densità diminuisce e – se mettete una bottiglia di vetro nel frigo con dentro acqua – questa si potrebbe spaccare per la pressione che l’aumentato volume dell’acqua ghiacciata esercita sulle pareti. C’è da dire che di solito, gli oggetti solidi sono più densi dei liquidi, tuttavia il ghiaccio è un’eccezione: al contrario degli altri liquidi (le cui molecole sono chimicamente “ordinate” allo stato liquido e “disordinate” allo stato solido), l’acqua ha la particolarità di avere molecole “disordinate” allo stato liquido ed “ordinate” allo stato solido (ghiaccio). Come visibile dall’immagine in basso, il ghiaccio ha molecole che occupano più spazio e determinano una minore densità.

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Diversa disposizione delle molecole dell’acqua (a) allo stato liquido; (b) allo stato solido

Perché il ghiaccio galleggia?

Abbiamo appena detto che il ghiaccio è una eccezione: in che senso? Nella maggior parte dei casi il raffreddamento di un liquido determina un graduale aumento della sua densità fino a quando diventa solido ed a quel punto raggiunge la sua massima densità. L’acqua si comporta in modo diverso rispetto agli altri liquidi: raffreddandolo, la sua densità inizialmente aumenta, tuttavia, invece di raggiungere la massima densità quando il congelamento si blocca, raggiunge la massima densità a 4°. Raffreddare l’acqua oltre i 4 gradi inverte la tendenza e porta ad una diminuzione della sua densità a causa delle sue caratteristiche chimiche. A 0° un litro d’acqua ghiacciata pesa circa 0,9168 kg contro 0,9997 kg di un litro di acqua allo stato liquido; quando l’acqua diventa ghiaccio, ha quindi una densità inferiore all’acqua: l’acqua è 9% meno densa dell’acqua, quindi occupa 9% di spazio in più e, per il principio di Archimede, rimane a galla sull’acqua.

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Curiosità

Se si riempie completamente un bicchiere di acqua con un cubetto di ghiaccio che ci galleggia, quando il ghiaccio si scioglierà l’acqua traboccherà o no dal bicchiere? No: il cubetto di ghiaccio, sciogliendosi, non fa sollevare ulteriormente il livello dell’acqua, che quindi non traboccherà. Un cubo di ghiaccio, immerso nell’acqua, ne aumenta il livello poiché viene spostato un volume di acqua pari a quello della porzione di ghiaccio immersa. Poiché il ghiaccio ha una densità inferiore a quella dell’acqua liquida, non
tutto il blocchetto è immerso ma una parte, pari a meno di un decimo del volume totale, rimane al di fuori della superficie (si pensi per esempio agli iceberg, la cui
parte emersa è decisamente minore di quella sommersa). Man mano che il ghiaccio del
cubetto si scioglie, il volume di acqua spostata diminuisce e conseguentemente, il livello dell’acqua nel bicchiere dovrebbe a sua volta abbassarsi, tuttavia ciò non avviene poiché l’acqua del ghiaccio fuso va gradualmente ad aggiungersi all’acqua del bicchiere, facendo in modo che, nel complesso, il livello dell’acqua non diminuisca e non aumenti con il progressivo scioglimento del cubetto.

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Varicocele: sintomi, operazione ed effetti sull’erezione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma TESTICOLI SCROTO DIMENSIONI ANATOMIA FUN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneIl varicocele (in inglese “varicocele”) è una patologia varicosa che interessa le vene del testicolo ed è caratterizzata dalla dilatazione ed incontinenza delle vene testicolari (o spermatiche) che decorrono lungo il funicolo spermatico e che hanno il compito di drenare il sangue dal testicolo: ciò spesso provoca un gonfiore in corrispondenza del testicolo interessato. Quando queste vene sono dilatate si verifica un reflusso di sangue dall’alto verso il testicolo, che provoca un suo aumento di temperatura e una condizione ambientale sfavorevole per una normale spermatogenesi.

Che cos’è il funicolo spermatico?
Il funicolo spermatico è una sorta di peduncolo o cordone (è infatti noto anche come cordone spermatico), di consistenza molle, del diametro di circa un centimetro e della lunghezza media di 14 centimetri.
Esteso dal lato posteriore del testicolo all’orifizio addominale del canale inguinale, il funicolo spermatico percorre – procedendo dal basso – lo scroto e il canale inguinale.

Anatomia
I testicoli ricevono il sangue dall’arteria genitale (arteria testicolare) attraverso il canale inguinale che mette in comunicazione lo scroto all’addome.
Le vene testicolari (superficiali e profonde) si riuniscono e dopo aver raccolto le vene dell’epididimo, risalgono ed entrano a far parte del funicolo spermatico dove costituiscono il plesso pampiniforme.
Da questo si origina la vena testicolare, che a destra sbocca nella vena cava inferiore, a sinistra invece giunge alla vena renale sinistra.
Tali vene, nell’uomo possono diventare incontinenti e dilatarsi impedendo così il deflusso di sangue venoso dal testicolo verso la parte alta del corpo. Si crea quindi una condizione di reflusso e stasi di sangue verso il testicolo.

Epidemiologia
Interessa circa il 10-20% della popolazione generale maschile, tipicamente tra i 15 e 25 anni. Può insorgere già in età preadolescenziale (riscontro nel 2-2.5% dei ragazzi tra i 7 e i 10 anni) ma l’epoca in cui normalmente si manifesta è quella della maturazione sessuale, tra gli 11 e i 16 anni. Da non sottovalutare, poi, la costituzione del giovane: infatti, il varicocele colpisce con maggior frequenza i soggetti longilinei e di statura elevata.
È interessato soprattutto il testicolo sinistro (95%) e raramente il testicolo destro (5%), ciò a causa delle differenti caratteristiche anatomiche tra le due vie vascolari.

Varicocele: infertilità e sterilità
Il varicocele è piuttosto comune ed è presente in quasi il 40% degli uomini con problemi di fertilità e sterilità. Ecco perché, anche nelle sue forme di minore entità, dovrebbe essere diagnosticato precocemente in età adolescenziale quando ancora non ha avuto il tempo di determinare un danno al testicolo interessato.

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Patogenesi
La patogenesi del varicocele non è tuttora conosciuta; si pensa sia determinato da una congenita debolezza delle pareti venose associata ad una incontinenza delle valvole, la pressione del sangue determinata dalla posizione eretta a lungo andare determina la dilatazione delle vene.
Oltre il 95% delle condizioni di varicocele sono legate ad una situazione idiopatica (le cosiddette forme primarie). E’ possibile che fattori costituzionali, analogamente a quanto si verifica per le vene degli arti inferiori, condizionino una debolezza della parete venosa, con progressivo sfiancamento della stessa; ciò porta ad una conseguente incontinenza valvolare con la comparsa di un reflusso retrogrado ematico caratteristica saliente del varicocele. Va segnalato, tuttavia, che eventuali processi espansivi retroperitoneali o pelvici comprimenti le strutture venose possono causare un ostacolo al deflusso venoso e la comparsa di varicocele (in particolare la comparsa di varicocele in età adulta o in sede destra deve suggerire l’esclusione di eventuali patologie compressive estrinseche – varicocele secondario).

Varicocele idiopatico o secondario
Secondo alcuni ricercatori, il malfunzionamento delle valvole venose (prima tesi) sarebbe causa del cosiddetto varicocele idiopatico. Il varicocele idiopatico è tipico degli adolescenti e degli adulti giovani. Il termine idiopatico, che in ambito medico si associa alle patologie che insorgono senza cause identificabili, fa riferimento al fatto che il motivo per cui si crea il malfunzionamento delle valvole venose rmane tuttora ignoto. Il varicocele idiopatico è, solitamente, un disturbo di lieve entità. Al contrario il blocco a valle delle vene testicolari (seconda tesi) sarebbe all’origine del cosiddetto varicocele secondario. In medicina, una patologia è detta secondaria quando insorge per un problema in altre sedi del corpo (è per esempio secondaria l’ipertensione polmonare che insorge a causa di un tumore a livello toracico che spinge sulle arterie polmonari).
In molti varicoceli secondari, si sospetta che il problema responsabile del blocco al flusso sanguigno sia la presenza di un tumore a livello pelvico o addominale (per esempio un carcinoma renale); tumore che comprime i vasi venosi entro cui dovrebbe riversarsi il sangue preveniente dalle vene testicolari. I varicoceli secondari sono tipici delle persone con più di 40 anni.

A cosa porta un varicocele non trattato?
Il varicocele, se non trattato, può determinare alterazioni della spermatogenesi, indipendentemente dalla sua entità clinica, con vari meccanismi, tra cui:

  • alterazioni termiche del testicolo,
  • stasi venosa con conseguente ipossia,
  • effetto tossico di radicali liberi.

Tali fattori conducono nel tempo ad una diminuzione progressiva e ingravescente della fertilità, causando alterazioni del numero, motilità e morfologia degli spermatozoi. Non sempre però questo si verifica. Ciononostante una diagnosi precoce – come già prima accennato – è fondamentale per seguire l’evolversi della patologia a carico della funzione riproduttiva. Dopo la cura del varicocele (che sia chirurgica o radiologica) la funzionalità e il numero degli spermatozoi mostra un netto miglioramento. I varicoceli più gravi possono comportare a due complicazioni:

  • Atrofia testicolare. In medicina, il termine atrofia fa riferimento a una riduzione della massa di un tessuto o di un organo, provocata dalla diminuzione del volume cellulare (cioè delle cellule che costituiscono il tessuto o l’organo colpito).
    L’atrofia testicolare, quindi, è una riduzione delle dimensioni di uno o di entrambi i testicoli.
    In caso di varicocele, il testicolo interessato è ovviamente quello affetto dal problema ai vasi venosi testicolari.
    Le precise cause scatenanti sono poco chiare. Secondo la teoria più accreditata, a provocare l’atrofia testicolare sarebbe il ristagno di sangue venoso a livello scrotale; in questo sangue, infatti, vi sono tossine e prodotti di scarto prelevati dai tessuti appena irrorati, che, sostando a lungo nello scroto, determinerebbero un danno più o meno grave al testicolo e una riduzione del suo volume.
    Inoltre, sempre per colpa del ristagno di sangue venoso, la circolazione sanguigna arteriosa risulta ostacolata e insufficiente a mantenere in vita tutte le cellule del testicolo con varicocele.
  • Infertilità e sterilità maschile. Come l’atrofia, anche l’infertilità maschile sembrerebbe dovuta al ristagno di sangue nelle vene testicolari. Ciò provocherebbe un anomalo aumento della temperatura attorno ai testicoli; aumento della temperatura che, a lungo andare, pregiudica la formazione dello sperma e le capacità di movimento degli spermatozoi. Sebbene sia una complicanza possibile, l’infertilità maschile da varicocele è un’eventualità assai rara.

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Sintomi
Molte persone con varicocele non accusano nessun sintomo. Quando le dimensioni siano sufficienti a causare sintomi, sostanzialmente si ha: dolore sordo del testicolo, senso gravativo di pesantezza a livello scrotale e problemi di infertilità.
Il dolore associato al varicocele è dovuto all’eccessiva pressione del sangue all’interno delle vene dilatate. Tale aumento pressorio così come il dolore aumentano quando:

  • si sta in piedi per lunghi periodi di tempo;
  • si pratica attività sportiva;
  • si sollevano pesi;
  • fa caldo;
  • è sera;
  • alla fine di un rapporto sessuale.

Il dolore si riduce invece d’intensità quando il paziente si corica a pancia in su.
I segni più frequenti sono vene dilatate palpabili a livello scrotale, descritte come un “sacchetto vermiforme” (la contrazione addominale fa aumentare il volume delle vene), inoltre il testicolo colpito da varicocele può risultare più piccolo rispetto al controlaterale.

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Diagnosi
Generalmente la diagnosi di varicocele viene posta semplicemente con la visita, un’accurata ispezione dello scroto ed un completo esame obiettivo da parte del medico andrologo permette di determinare la presenza di varicosità a livello testicolare. E’ comunque indispensabile una corretta e approfondita valutazione delle cause e dell’entità per le quali non è sufficiente la sola visita clinica. Dal momento che il varicocele può portare ad una compromissione della qualità del liquido seminale è indispensabile uno spermiogramma e un Eco-colorDoppler testicolare, strumento principale nella valutazione del varicocele e soprattutto nelle forme subcliniche di difficile individuazione e definizione fornendo informazioni necessarie all’identificazione e tipizzazione documentando il reflusso venoso.
Solitamente si distinguono 4 livelli di varicocele: I, II, III e IV grado.
L’ecocolordoppler è inoltre indispensabile nel follow-up del soggetto dopo la terapia allo scopo di valutarne il successo o l’eventuale persistenza di reflusso venoso e le modificazioni del volume e del trofismo testicolare.

Terapia
L’indicazione al trattamento della patologia viene data dall’andrologo quando il varicocele è associato ad alterazione della quantità e/o qualità degli spermatozoi o a dolore testicolare. Il trattamento ha come scopo principale quello di migliorare la spermatogenesi o di prevenire un suo deterioramento futuro.
Attualmente esistono due opzioni di trattamento per i soggetti affetti da varicocele:

  • la scleroembolizzazione percutanea;
  • l’intervento chirugico.

Indicazioni principali alla terapia chirurgica sono: alterazione dello spermiogramma o dolore. Esiste un largo consenso al trattamento del varicocele nelle seguenti condizioni: adulti e adolescenti con varicocele sintomatico (dolore); adolescenti con riduzione del volume testicolare sinistro > 2-3 ml rispetto al controlaterale (prevenzione); adolescenti avanzati con varicocele di 3° grado e progressivo deterioramento dei parametri seminali in follow-up di 1-2 anni; maschi partners di coppia infertile da meno di tre anni, con anomalia della qualità seminale inspiegata.
Il controllo dei parametri seminali con spermiogramma andrebbe fatto non prima di 3-4 mesi dall’intervento.

Dopo l’intervento chirurgico
Dopo un intervento chirurgico per il varicocele, è importante evitare rapporti sessuali e masturbuzione per alcune settimane.

Varicocele ed erezione
Né il varicocele, né la terapia chirurgica del varicocele – se ben effettuata – hanno effetti fisici sull’erezione. In alcuni pazienti può determinarsi però una disfunzione erettile da cause psicologiche, a tal proposito leggi anche: Erezione debole o assente da cause psicologiche: cura e rimedi

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Frenulo del pene: cos’è e perché la sua lunghezza è importante?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PENE UOMO RAGAZZO VERGINITA FILETTO FRENULO GLANDE ASTA RAPPORTO SESSUALE IMENE PENETRAZIONE VAGINA CORONA FIMOSI SOLCOCORONALE MEATO URETRALE SPERMAUn “frenulo” (in inglese “frenulum“) in anatomia è un tessuto che collega due o più parti anatomiche, permettendone la trattenuta ed anche, in alcuni casi, il movimento. Esempi di frenuli sono: frenulo labiale, linguale, del pene, del clitoride, del velo midollare superiore.

Il frenulo del pene

Il frenulo del prepuzio del pene (in inglese “frenulum of prepuce of penis”) in particolare è il sottile lembo di pelle che unisce il glande al prepuzio. Quando il pene è flaccido, il frenulo è solitamente nascosto all’interno del prepuzio, diventando quindi visibile solo al momento dell’erezione con il conseguente scoprimento del glande. Al contrario, nei soggetti circoncisi, il frenulo è normalmente rimosso al momento dell’operazione.
Questo tessuto è molto sensibile perché ricco di vasi sanguigni e di recettori nervosi. Per questo, se stimolato direttamente può provocare piacere, mentre una stimolazione troppo intensa può causare disagio.

Leggi anche: Il massaggio Jelqing per l’allungamento del pene funziona davvero?

Frenulo del pene: a che serve?

Tenendo in considerazione l’alta elasticità del frenulo del pene, la sua funzione primaria è in un certo senso meccanica. Serve infatti come “freno” (questo significa il termine) quando, durante l’erezione, si scopre il glande. In questo momento, il prepuzio si distende lungo il pene e il frenulo, se normoconformato e normoelastico, interviene limitandone l’escursione e impedendo una eccessiva trazione. Ovviamente, quando il pene torna poi flaccido, il frenulo garantisce pure la “ricopertura” del glande da parte del prepuzio, assicurandone il corretto posizionamento. Il frenulo ha però un suo ruolo preciso anche nella dinamica sessuale. È infatti molto ricco di recettori sensoriali, che hanno il compito di trasmettere sensazioni (di solito) piacevoli, ma anche dolorose o sgradevoli se il frenulo viene sottoposto a manovre incongrue o violente.

Vedi anche: foto di un pene sottoposto a frenulotomia

Lacerazione del frenulo

Se particolarmente sollecitato, può, come tutti i tessuti umani, andare incontro a lacerazioni parziali o totali, con sanguinamento e intenso dolore. La lacerazione del frenulo può avvenire nel caso il pene (o la vagina in caso di rapporto sessuale) non sia stato ben lubrificato o sia stato sottoposto a un’elevata sollecitazione. In caso di rottura cercare di disinfettare la ferita.

Leggi anche: Esercizi per allungamento del pene (massaggio Jelqing): funzionano? Tecnica e rischi

Perché la lunghezza del frenulo è così importante?

In alcuni individui il frenulo rimane corto e impedisce al prepuzio di scoprire sufficientemente il glande, provocando talvolta una sensazione di fastidio durante l’erezione e rendendo necessaria una frenulotomia: un intervento chirurgico che consiste principalmente nel recidere il frenulo del prepuzio, dopodiché i margini dell’incisione vengono suturati (vedi foto in alto). A tale proposito, leggi anche: Frenulo corto (breve): sintomi, complicanze e trattamenti

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Lui mi ha lasciata all’improvviso, senza una spiegazione: che fare?

MEDICINA ONLINE tricotillomaniTricofagia tricobezoario CAPELLI VOLTO DONNA TRISTE AIUTO PELO STRAPPARSI SHAMPO CAPELLI SFIBRATILa vostra è stata una storia importante e credevate che non sarebbe finita mai. Eppure quel giorno è arrivato, lui ti ha lasciata senza un motivo ed all’improvviso ti è crollato il mondo addosso. È difficile superare la fine di un amore. Ma ci siamo passate tutte quante, ricordando poi quel momento con un sorriso non appena è arrivato un nuovo ragazzo, che ci ha fatto battere il cuore ancora più forte. La fine di un amore non è la fine del mondoTuttavia, bisogna equipaggiarsi bene per attraversarla. Ecco qualche regola d’oro per farcela al meglio.

Innanzitutto, occorre prendere le distanze dal nostro ex, rinunciando almeno per ora all’ipotesi di diventare buoni amici. Sarebbe ancora troppo prematuro.

Fondamentale dedicarsi a qualche nuova attività (uno sport, un hobby di qualsiasi tipo), che ci permetta non solo di concentrarci su qualcosa, riversandoci le nostre energie fisiche e mentali, ma anche di venire a contatto con gente nuova.

È utile porsi un obiettivo e lavorare per raggiungerlo, come mettersi in forma o imparare a ballare.

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Bisogna concentrarsi su se stesse, prendendosi maggiore cura di sé, coccolandosi, e magari operando anche un cambiamento di look, che ci potrebbe aiutare a rompere con il passato e la nostra vecchia immagine per aprire un nuovo capitolo della nostra vita.

Non si può superare al meglio la fine di un amore senza le proprie amiche. Quindi, ricordiamoci sempre di non metterle mai da parte per un ragazzo, perché sono loro quelle che ci saranno sempre. Usciamo con loro, andiamo alle feste, ridiamo, usciamo a fare una passeggiata, qualsiasi cosa pur di non stare chiuse in casa a piangere da sole.

Forse è ancora troppo presto per iniziare una nuova storia, meglio godersi il più possibile questo tempo da single. Tuttavia, farsi corteggiare da altri ragazzi non ha mai fatto male a nessuna. Le attenzioni di un altro ragazzo, infatti, possono aiutarci a recuperare fiducia e sicurezza in noi stesse.

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Confidarsi con gli amici aiuta tanto, ma non parliamo sempre e soltanto di lui. Questo non solo ci fa male, ma rischia di annoiare anche chi ci ascolta, facendoci risultare pesante e fastidiosi. Pensiamo a divertirci.

Non controlliamo in continuazione il cellulare per vedere se lui ci ha chiamate e, soprattutto, non chiamiamolo noi. Cancelliamo il suo numero e, se lo conosciamo a memoria, cerchiamo di non cadere mai nella tentazione di telefonargli per sfogarci con lui o per fargli sapere quanto ci manca.

Forse adesso non ci credi. Soffri così tanto che ti sembra impossibile guarire da questa feritaMa con il passare dei giorni, potrai accorgerti che la vita da single è semplicemente fantastica e che non ti serve un ragazzo per essere felice.

E allora sarai pronta per un nuovo amore… un amore più bello.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Superare la fine di una storia, come riuscirci?

MEDICINA ONLINE DONNA TRENTANNI SINGLE PAURA RAPPORTO SESSO SAD TRISTE PIANTO RAGAZZA FIDANZATA AMORE PRINCIPESSA TRISTEZZA DEPRESSIONE MENTE EMOZIONI SESSO SEX GIRL YOUNG CUTE CRYING VERY UNHAPPY WALLPAPERSuperare la fine di un amore non è mai facile. La separazione dalla persona amata è uno dei momenti più bui nella vita di una ragazza e di una donna in generale. Non importa da quanto si stava insieme, l’età o la posizione sociale, conta solo il fatto di aver immaginato il futuro con quella persona che, dall’oggi al domani, ha deciso di non volerci più. Delusione, dolore, rabbia, incomprensione: sono tante le emozioni che si sovrappongono nel momento in cui si viene lasciati. Si tratta di qualcosa di terribile, doloroso, apparentemente insuperabile, ma possiamo assicurarvelo: se ne esce e non è una frase di circostanza.

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Superare la fine di una storia importante

Il percorso per superare la fine di una storia, soprattutto quando quest’ultima è stata un amore importante, è lungo e travagliato, ma arriverete ad essere di nuovo felici e questa esperienza vi servirà per capire che siete forti e che potete farcela anche da sole (o magari con una persona diversa e migliore al vostro fianco), perché ognuna di noi ha dentro di sé una forza incredibile che non avrebbe tirato fuori se non ne fosse stata costretta. “Non tutti i mali vengono per nuocere“, dice il proverbio e, allora, il consiglio più importante che possiamo darvi è quello di attraversare tutte le fasi di elaborazione della rottura, senza saltarne nessuna. Ma andiamo ad analizzare cosa accade in ogni ragazza quando un amore finisce e a scoprire tutti i trucchi per uscire vive dalla rottura. Perché si può, credeteci.

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Cosa fare per superare la fine di una storia d’amore?

Se fingete con voi stesse e con gli altri di stare bene, ingannandovi, non farete altro che rendere più lungo il processo di guarigione. La prima fase è quella del dolore: lasciatevi attraversare da esso senza opporvi, piangete, disperatevi, passate nottate a sfogarvi con le amiche, mangiate gelato e guardate film strappalacrime. Lo sfogo è fondamentale per superare il duro colpo della fine di una relazione, dunque, non abbiate paura di tirare fuori tutta quella sofferenza, quel dolore, quella tristezza che vi fa contrarre lo stomaco, che vi fa sentire quel nodo alla gola, che vi fa sentire che non ce la farete a rialzarvi.

Dopo il dolore e i pianti disperati, arriverà la fase della rabbia, ma anche questa è fondamentale per voltare pagina e guardare avanti dopo la fine di un amore. Dopo esservi colpevolizzate, il vostro punto di vista sta a poco a poco cambiando e questo è un bene: iniziate a pensare non solo a quello che avete sbagliato voi, ma anche agli errori fatti dal vostro ex. Iniziano a riemergere quelle cose di lui che non sopportavate, quelle che non rimpiangete affatto e tutte quelle lacrime versate nelle settimane precedenti, iniziano a poco a poco a trasformarsi in pensieri arrabbiati e sprezzanti. Tutto questo è molto importante, perché fa uscire la storia da quell’idealizzazione tipica di quando ci si lascia, ovvero che era tutto perfetto (cosa quasi sempre falsa).

A questo punto sarete pronte per affrontare la fase di ricostruzione: uscite con le amiche, trovate tutti gli hobbies e le passioni che avevate trascurato per stare con lui, ponetevi degli obiettivi e rispettateli. Concentrarvi su voi stesse è una delle migliori terapie per superare una storia finita.

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Fine di una relazione e depressione

In alcuni casi, però, può capitare che la prima di queste 3 fasi – quella del dolore – duri talmente a lungo, da poter essere paragonato a un periodo di depressione. Chiudersi in se stesse, rifiutarsi di parlare con tutti, cercare di superare da sole il dolore è la peggior terapia che si possa seguire, quella che senza dubbio vi porterà dritte dritte verso il baratro emotivo. Ricordatevi di superare questa parentesi buia, che lo sottolineiamo sarà solo una parentesi e non tutta la vostra vita, stando in mezzo alla gente, uscendo, svagandovi e tirando fuori tutto quello che avete dentro, solo così sarà scongiurato il pericolo di deprimervi dopo la fine di una storia.

Consigli per superare la fine di una storia

Un altro proverbio dice che “Il tempo è la miglior medicina per i mali dell’anima” e, dopo la fine di una storia, è assolutamente vero. Quando una relazione arriva al capolinea, infatti, è necessario mettere un punto e andare a capo. In che senso? Nel senso che un allontanamento forzato e un periodo di tempo da dedicare a se stesse è necessario per curare le ferite, rialzarsi e ripartire alla grande. Restare amici con il proprio ex su Facebook, Instagram o altri social, ad esempio, potendo andare sempre a sbirciare nella sua vita (o meglio, in quella parte di vita che lui decide si condividere sui social), mandargli ogni tanto qualche messaggino, rivederlo non sono i comportamenti giusti da avere se si ha davvero l’intenzione di superare la fine di una storia.

Per non pensare e non cadere nella tentazione di ritornare dal vostro ex, sforzatevi di ritagliarvi degli spazi solo vostri: iscrivetevi in palestra, ad esempio, andate a correre al parco con un’amica o in compagnia di cuffiette, smartphone e della vostra musica preferita, dedicatevi a qualche hobby, investite sul vostro futuro e non date modo alla noia e ai cattivi pensieri di prendere il sopravvento.

Con il tempo, una volta superato il dolore, vedrete che riuscirete ad analizzare in modo obiettivo la vostra storia finita, a capire dove si è sbagliato e quali sono state le cause della rottura e, inaspettatamente, scoprirete di aver imparato molto da quella relazione finita male. Ma, soprattutto, vi accorgerete che il vostro ex fidanzato non era l’unico ragazzo al mondo e, magari, vi renderete conto di avere persone molto più speciali al vostro fianco. Insomma, imparerete a guardare il mondo e l’amore con occhi diversi, più maturi, più obiettivi, perché in fondo la sofferenza e la delusione, a volte, servono proprio per andare incontro a qualcosa di più bello.

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Film da vedere dopo la fine di una storia

Se, dopo la fine della vostra storia importante, avete voglia di non pensare, di ridere e di riprendere in mano la vostra vita partendo da un film, sono tante le pellicole che, proprio come una iniezione di felicità, vi faranno sentire subito meglio: da Il diario di Bridget Jones, a Love Actually, da Amiche da Morire a Tutte contro di lui. Preparate una busta di popcorn, rilassatevi sul divano, chiamate qualche amica e vedrete che la vostra storia sarà già un ricordo più lontano e meno doloroso.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner e non riesci a gestire da sola questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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