Differenza tra psicosi, nevrosi, perversione, devianza, isteria, nevrastenia

MEDICINA ONLINE CERVELLO TELENCEFALO MEMORIA EMOZIONI CARATTERE ORMONI EPILESSIA STRESS RABBIA PAURA FOBIA SONNAMBULO ATTACCHI PANICO ANSIA VERTIGINE LIPOTIMIA IPOCONDRIA PSICOLOGIA DEPRESSIONE VERTIGINE DONNAI termini elencati nel titolo sono spessi confusi dai meno esperti: cerchiamo oggi di fare chiarezza in modo semplice ed accessibile anche ai non “addetti ai lavori”.

Nevrosi

Con il termine nevrosi (o neurosi, in inglese “neurosis”) in psichiatria e psicologia si indica un insieme di disturbi psicopatologici in genere scaturiti da un conflitto inconscio, il cui sintomo di base è costituito dall’ansia e dell’angoscia cronica senza che vi sia però una perdita di contatto con la realtà. La nevrosi può essere definita come una “scarsa capacità di adattamento al proprio ambiente, incapacità di cambiare i propri schemi di vita e incapacità di sviluppare una personalità più ricca, più complessa e più soddisfacente”. La nevrosi si contraddistingue da altre forme di psicopatologia, come le psicosi, principalmente in quanto il paziente non perde il contatto con la realtà: le funzioni cognitive del paziente sono infatti in genere ben conservate; il soggetto appare cosciente, lucido e consapevole delle proprie limitazioni e dei propri sintomi. Il termine non è più comunemente utilizzato dalla comunità psichiatrica.

Per approfondire: Nevrosi: significato in psicologia, psicoterapia e psichiatria, descrizione e trattamento

Psicosi

Con “psicosi” (in inglese “psychosis”) in psichiatria e psicologia si indica un tipo di disturbo psichiatrico espressione di una severa alterazione dell’equilibrio psichico dell’individuo, con compromissione dell’esame di realtà, frequente assenza di insight, e frequente presenza di disturbi del pensiero come deliri e allucinazioni. Le psicosi si manifestano con severi sintomi cognitivi e comportamentali. Le forme più comuni e note di psicosi sono la paranoia, il disturbo bipolare e la schizofrenia. Nel linguaggio di uso comune, ad esempio nel linguaggio giornalistico, il termine “psicosi” indica genericamente un sentimento di forte paura e ansia legato ad un particolare evento scatenante tale da condizionare il comportamento delle persone. Ad esempio “la pandemia da Coronavirus da determinato una psicosi collettiva nelle persone”; in questo caso sarebbe scientificamente più corretto parlare di “nevrosi” e non di “psicosi”. La nevrosi, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, si contraddistingue dalle psicosi in quanto il paziente non perde il contatto con la realtà, cosa che invece avviene nella psicosi. Nelle psicosi, al contrario di ciò che avviene nelle nevrosi, le funzioni cognitive del paziente sono più o meno gravemente alterate; il soggetto appare non cosciente, non lucido ed inconsapevole delle proprie limitazioni e dei propri sintomi.

Per approfondire:

Perversione e devianza

Con il termine “perversione” (in inglese “perversion“) in psichiatria e psicologia si indica un atteggiamento deviato che si realizza nell’ideazione e perseguimento di comportamenti distorti rispetto al senso comune, che si oppongono all’ortodossia ed alla normalità, intesi come ortodossia e normalità della società e dell’epoca di riferimento (società ed epoche storiche diverse hanno infatti standard di normalità anche estremamente diversi tra loro ed in questo senso la “perversione” non è quindi un concetto assoluto). Il soggetto perverso sa che esistono delle norme ed è in grado di riconoscerle, tuttavia tende a trasgredirle deliberatamente e ciò, invece di farlo sentire in colpa, tende a provargli piacere; il soggetto può provare ansia quando vuole trasgredire e non può. Il concetto di perversione non si oppone a nevrosi né a psicosi: il soggetto nevrotico può essere perverso o non perverso, come lo psicotico può essere perverso o non perverso. Solitamente “perversione” è utilizzato come sinonimo di devianza, anche se più precisamente quest’ultima rappresenta una violazione delle norme sociali riconosciute.

Per approfondire:

Isteria

Isteria è un termine, oggi in disuso, utilizzato nella psichiatria ottocentesca per indicare un tipo di attacchi nevrotici molto intensi, di cui erano generalmente vittime soggetti femminili. Nell’isteria, il soggetto ha un trauma psicologico, in genere totalmente rimosso, che converte in manifestazioni fisiche, come convulsioni simili all’epilessia, paralisi, cecità, sordità ed altri sintomi che possono essere scambiati per manifestazioni di malattia neurologica.

Per approfondire:

Nevrastenia

Con il termine “nevrastenia” (anche chiamata “scompenso nervoso”, “astenia mentale”, “astenia nervosa” o “esaurimento nervoso”; in inglese “neurasthenia” o “nervosism” o erroneamente “nervous breakdown”) in medicina e psicologia si indica un tipo particolare di astenia in cui il paziente avverte una perdita di energie mentali; ricordiamo al lettore che esiste anche una astenia muscolare, chiamata miastenia o ipostenia.
L’espressione “esaurimento nervoso” è ormai usata volgarmente per indicare qualsiasi situazione di stress-psico fisico prolungato che “esaurirebbe” la capacità nervosa di sopportare tale stress, tuttavia appare impropria dal momento che il sistema nervoso non si può “esaurire”, ma al massimo “malfunzionare” rispetto alla norma, producendo i sintomi, da cui la più corretta espressione “scompenso nervoso“.
In alcuni casi il termine “neurastenia” è usato per indicare la sindrome della fatica cronica e sindromi simili con componente in parte psicogena, come la fibromialgia.

Per approfondire: Nevrastenia (esaurimento nervoso): cause, diagnosi, cure

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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