Ipostenia (miastenia): cause, sintomi, diagnosi, terapie, complicanze, prognosi

MEDICINA ONLINE stanchezza ipostenia astenia forza muscoliCon “ipostenia” o “miastenia” o “astenia muscolare” (in inglese “muscle weakness” o “myasthenia”) in inglese si indica la riduzione della forza muscolare, localizzata in specifiche unità. Può essere causata da svariate patologie e condizioni, soprattutto di interesse neurologico, ortopedico e immunologico. Il contrario di ipostenia è “iperstenia”, che indica l’aumento della forza muscolare. L’ipostenia è una forma specifica di “astenia“; ricordiamo al lettore che esiste anche una astenia mentale, chiamata nevrastenia (o “scompenso nervoso”, “astenia mentale”, “astenia nervosa” o “esaurimento nervoso”).

Etimologia

Il termine “miastenia” deriva dal greco μυο (pronuncia “muo”) che significa “muscolo” e ἀσϑένεια (pronuncia “asteneia”) che significa “mancanza di forza” (composto da ἀ- privativo e σϑένος), quindi “mancanza di forza muscolare”.

Il termine “ipostenia” deriva dal greco ὑπό (pronuncia “upò”) che significa “sotto, diminuito” e σϑένος (pronuncia “stenos”) che significa “forza”, quindi “diminuzione di forza”.

Miastenia e ipostenia possono essere usati come sinonimi.

Il termine “iperstenia” deriva dal greco ὑπερ (pronuncia “uper”) che significa “sopra, aumentato” e σϑένος (pronuncia “stenos”) che significa “forza”, quindi “aumento di forza”.

Cause e fattori di rischio

Sono molte le possibili cause e fattori di rischio che determinano o comunque favoriscono l’ipostenia; tra esse ricordiamo:

Sintomi e segni associati

In base alla patologia a monte che l’ha determinata, una ipostenia può essere associata a sintomi e segni anche molto diversi tra loro, tra cui:

  • facile affaticabilità;
  • scarsa resistenza allo sforzo;
  • dolore nella sede di insorgenza (ad esempio collo, torace, schiena, zona lombare e/o arti superiori o inferiori, in alcuni casi irradiati fino a piedi o mani);
  • senso di rigidità a collo, schiena e/o arti superiori o inferiori;
  • disturbi urinari: ad esempio incontinenza urinaria e difficoltà alla minzione;
  • disturbi intestinali: ad esempio incontinenza fecale e stipsi;
  • disturbi sessuali: difficoltà a mantenere l’erezione e/o anorgasmia;
  • sintomi influenzali come febbre, cefalea, nausea, vomito, stanchezza diffusa, perdita di appetito, malessere generale (soprattutto in caso di infiammazione/infezione del midollo spinale);
  • spasmi muscolari;
  • fascicolazioni muscolari;
  • perdita dei riflessi;
  • difficoltà motorie (ad esempio difficoltà a camminare o ad eseguire movimenti);
  • paralisi parziale o totale, temporanea o permanente;
  • perdita della sensibilità cutanea;
  • indolenzimento;
  • formicoli;
  • bruciore a mani e/o piedi (parestesia);
  • intorpidimento al volto;
  • instabilità della postura a volte con perdita di equilibrio;
  • atrofia muscolare.

Differenza tra ipostenia e stanchezza

Nel gergo comune “stanchezza” è usato come sinonimo di ipostenia. In realtà, dal punto di vista medico ipostenia e stanchezza sono due concetti ben distinti:

  • la stanchezza è una fisiologica, quindi normale, reazione di un individuo che compare in seguito da un certo carico di lavoro fisico, in funzione del rapporto tra le proprie capacità fisiche ed il carico di lavoro svolto. La stanchezza scompare gradatamente appena il soggetto si riposa ed ha la caratteristica di essere correlata all’entità del lavoro svolto; in parole semplici: uno sforzo fisico lieve determina una stanchezza fisica lieve, che si recupera con un riposo più breve, mentre uno sforzo fisico severo determina una stanchezza fisica marcata, che si recupera con un riposo più lungo;
  • l’ipostenia è una condizione invece correlata a patologie o condizioni particolari (ad esempio l’età molto avanzata), è presente anche in condizioni di riposo (pur potendo essere aggravata dallo sforzo) e spesso è totalmente scorrelata all’entità del lavoro svolto; in parole semplici: anche uno sforzo fisico lieve è capace di determinare una oggettivamente esagerata stanchezza fisica che si recupera in periodi eccessivamente lunghi.

Differenza tra ipotonia muscolare e astenia

Il termine “ipotonia” in medicina indica una riduzione del tono di un organo o di parte di esso. L’ipotonia può riferirsi a diverse strutture anatomiche e condizioni, ad esempio:

Spesso si usa il termine “ipotonia” come sinonimo di “ipotonia muscolare”, ma ciò è errato poiché, come abbiamo appena visto, l’ipotonia muscolare è solo uno dei possibili tipi di ipotonia.

Da quanto detto appare chiara la differenza tra ipostenia e ipotonia muscolare: il termine “ipostenia” indica la riduzione della forza muscolare, mentre “ipotonia muscolare” indica la riduzione del tono muscolare. Ipostenia e ipotonia muscolare sono ovviamente spesso correlate: una riduzione del tono muscolare (ipotonia) può infatti spesso determinare una riduzione della forza muscolare (ipostenia), tuttavia i due termini NON sono sinonimi, dal momento che un paziente ipotonico può in alcuni casi avere una normale forza muscolare (quindi non è ipostenico) ed un paziente ipostenico può avere un normale tono muscolare (quindi non  è ipotonico).

Complicanze

Le complicanze di una ipostenia possono essere molto variabili in base alla patologia a monte che l’ha determinata: alcune ipostenie possono verificarsi singolarmente e rimanere stabili nel tempo, mentre altre possono verificarsi insieme a molti altri sintomi e peggiorare nel tempo. Le complicanze più diffuse di una ipostenia, parlando in generale, sono:

  • cronicizzazione del dolore;
  • ricorrenza degli spasmi muscolari;
  • grave perdita di forza muscolare con difficoltà nel compiere gesti semplici come camminare o scrivere;
  • paralisi parziale o totale, temporanea o irreversibile, degli arti superiore e/o inferiori;
  • perdita della sensibilità parziale o totale, temporanea o irreversibile, di vari distretti cutanei;
  • perdita parziale o totale, temporanea o irreversibile, del controllo della funzione urinaria e/o fecale con incontinenza urinaria e/o fecale;
  • comparsa di disfunzioni sessuali come disfunzione erettile ed anorgasmia;
  • problemi cardiocircolatori gravi e potenzialmente letali;
  • perdita dell’autonomia;
  • patologie psichiatriche, come ad esempio la depressione a volte causata da una delle complicanze fino ad ora elencate;
  • coma;
  • decesso del paziente.

Diagnosi

Le indagini utili per diagnosticare le cause a monte che hanno determinato una ipostenia, variano in base alla patologia che il medico arriva a sospettare tramite l’anamnesi (raccolta di tutti i dati relativi al paziente, alla sua storia, alla comparsa dei sintomi) e l’esame obiettivo (la visita vera e propria). In generale esami che potrebbero essere utili a diagnosticare una ipostenia, sono:

IMPORTANTE: non tutti gli esami elencati sono sempre necessari per raggiungere la diagnosi.

Specialisti coinvolti

La diagnosi e la cura di una ipostenia può richiedere l’intervento di varie figure professionali, tra cui neurologo, neurochirurgo, ortopedico, fisiatra, immunologo, reumatologo, oncologo, otorinolaringoiatra, posturologo, radiologo, ematologo, gnatologo, chirurgo maxillo-facciale, fisioterapista, infermiere, OSS ed altre figure professionali.

Terapia

Il trattamento di una ipostenia varia in funzione di molti fattori tra cui ovviamente il tipo specifico di patologia che l’ha determinata, l’età del paziente, le condizioni generali del paziente, la gravità dei sintomi. I trattamenti possono includere:

  • un semplice follow-up (non intervenire e seguire nel tempo l’andamento della malattia);
  • cure fisioterapiche;
  • cure farmacologiche (ad esempio farmaci per controllare il dolore o antibiotici in caso di infezioni);
  • cure chirurgiche (ad esempio interventi neurochirurgici od ortopedici).

Riportiamo di seguito brevemente alcuni esempi di terapia di una ipostenia in base alla patologia specifica che l’ha determinata (trattando la patologia a monte, l’ipostenia dovrebbe sparire o almeno diminuire):

  • miastenia gravis: il trattamento consiste nella somministrazione di anticolinesterasici o di corticosteroidi; in caso di tumore al timo si effettua una timectomia (rimozione chirurgica del timo, in genere in toracoscopia);
  • malattia di Parkinson: il trattamento consiste nella somministrazione di L-DOPA, agonisti della dopamina, inibitori MAO, catecol o-metiltransferasi, anticolinergici e bloccanti del glutammato;
  • sclerosi multipla: si somministrano corticosteroidi, immunomodulanti e immunosoppressori, che prevengono le ricadute e ritardano la progressione della malattia. Per massimizzare l’indipendenza del soggetto, ridurre la disabilità e prevenire complicanze secondarie è molto importante anche inserire il paziente all’interno di un percorso riabilitativo (non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico e sociale);
  • alcolismo: terapie farmacologiche e supporto psicoterapeutico;
  • atrofia muscolare spinale: il trattamento si basa su un approccio multidisciplinare finalizzato a migliorare la qualità della vita con ad esempio fisioterapia, ventilazione assistita e gastrostomia; talvolta è necessario ricorrere all’intervento chirurgico per eliminare una grave contrattura di uno o più muscoli;
  • sclerosi laterale amiotrofica: somministrazione di riluzolo, che agisce sui livelli di glutammato, la cui assunzione può rallentare la progressione della malattia;
  • patologie psichiatriche: somministraione di specifici farmaci e supporto psicoterapeutico;
  • siringomielia: il trattamento consiste nel follow-up a lungo termine (con visite periodiche di controllo) e nell’intervento chirurgico, eseguito però solo in caso di progressivo deterioramento neurologico, mentre in altri casi si esegue solo una terapia farmacologica sintomatica per contenere il dolore;
  • stenosi spinale conseguente a un tumore del colonna vertebrale (tumore spinale): la terapia consiste in un intervento chirurgico mirato alla rimozione della massa tumorale;
  • stenosi spinale da spondilosi: la cura consisterà, per i casi meno gravi, in un trattamento conservativo (antinfiammatori, fisioterapia, correzioni di eventuali errori posturali e adozione di uno stile di vita sano) e, per i casi più severi, in un trattamento chirurgico mirato ad alleviare la compressione a carico del midollo spinale (chirurgia decompressiva spinale).
  • mielite autoimmune: il trattamento comprende la somministrazione di farmaci corticosteroidi ed immunosoppressori, in modo da alleviare l’infiammazione presente e mitigare  la risposta impropria del sistema immunitario (che è il fattore causale della suddetta infiammazione);
  • mielite da infezione virale: il trattamento prevede la somministrazione di antinfiammatori (sia FANS che cortisonici) e farmaci antivirali;
  • mielite da infezione batterica: il trattamento prevede la somministrazione di antinfiammatori (sia FANS che cortisonici) che farmaci antibiotici;
  • mielopatia da lesione spinale a origine traumatica: la terapia prevede l’immobilizzazione, la somministrazione per via endovenosa di un corticosteroide ad elevata azione antinfiammatoria (metilprednisolone) e un’operazione chirurgica alla colonna vertebrale mirata a eliminare eventuali anomalie verificatesi a seguito del trauma.

Consigli

In alcuni casi ridurre alcuni fattori di rischio può diminuire il rischio di progressione e peggioramento di una ipostenia; a tal proposito si consiglia di:

  • ridurre lo stress psico-fisico;
  • non fumare;
  • evitare alcolici;
  • perdere peso se obesi o in sovrappeso;
  • evitare una vita sedentaria;
  • svolgere periodicamente attività sportiva adeguata all’età ed alle condizioni del paziente;
  • assumere un integratore multivitaminico multiminerale completo;
  • alimentarsi ed idratarsi in modo corretto.

Prognosi

Come abbiamo visto in questo articolo, l’ipostenia può essere determinata da condizioni e patologie molto diverse tra loro, quindi è impossibile esprimere in questa sede una prognosi unica per tutte loro. La prognosi varia enormemente in base a molti fattori, tra cui:

  • tipo di patologia;
  • gravità della patologia;
  • rapidità nel raggiungere la diagnosi ed iniziare la terapia;
  • età del paziente;
  • presenza di eventuali altre patologie (cardiopatie, diabete, malattie della coagulazione…);
  • capacità del paziente di osservare le terapie assegnate dal medico;
  • risposta del paziente alla terapia;
  • aiuto e supporto da parte di famigliari ed amici del paziente;
  • reale volontà del paziente di affrontare la malattia (ad esempio alcuni pazienti anziani tendono a “lasciarsi andare”);
  • bravura del medico.

Le possibilità di un recupero della forza normale sono molto soggettive e variano in base ai fattori prima elencati: i soggetti con grave ipostenia progressiva ed irreversibile, specie se già debilitati e/o anziani, necessitano di allettamento e di assistenza 24 ore su 24.

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