Sindrome miastenica di Lambert-Eaton e altre sindromi miasteniche

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Sindrome miastenica di Lambert-Eaton

La sindrome miastenica di Lambert-Eaton (in inglese “Lambert–Eaton myasthenic syndrome” da cui l’acronimo “LEMS“) è una rara forma di miastenia. E’ una malattia autoimmunitaria di interesse neurologico, immunologico, ortopedico e fisiatrico. La LEMS è strettamente associata allo sviluppo di tumore polmonare a piccole cellule: oltre la metà dei pazienti con sindrome di Lambert-Eaton sviluppano, nei tre anni successivi, un tumore di questo tipo, oppure già ne sono affetti al momento della diagnosi.

Diffusione

La LEMS si verifica più frequentemente tra i maschi al di sopra dei 40 anni di età; la sua prevalenza oscilla tra 1 e 9 casi ogni milione di abitanti. L’età di esordio è prevalentemente quella adulta.

Cause e fattori di rischio

La LEMS è una malattia autoimmunitaria ed è quindi provocata da autoanticorpi, cioè da anticorpi anomali che sono diretti verso strutture “self”, cioè proprie dell’organismo. In questo caso gli autoanticorpi sono di tipo IgG e diretti contro i canali del calcio voltaggio-dipendenti delle terminazioni pre-sinaptiche di tipo colinergico della placca neuro-muscolare: tale “assalto” anomalo da parte delle IgG è responsabile dei sintomi della malattia. Le cause che innescano a monte tale meccanismo immunitario anomalo non sono state ancora del tutto chiarite: probabilmente in un individuo già predisposto si innestano fattori ambientali come le infezioni.

Contagio e trasmissione

La miastenia non è contagiosa né ereditaria, tuttavia può esserci una certa famigliarità.

Sintomi e segni

La sindrome miastenica di Lambert-Eaton è caratterizzata principalmente da ipostenia (cioè riduzione della forza muscolare) e facile affaticabilità principalmente della muscolatura di:

  • spalle;
  • collo;
  • tronco;
  • cingolo pelvico.

I muscoli oculomotori e le palpebre, pur potenzialmente essere interessati, sono colpiti molto meno frequentemente che nella miastenia gravis e quasi mai come manifestazione precoce (cosa che invece avviene spesso nella miastenia gravis). La debolezza della muscolatura aumenta durante l’attività muscolare (contrassegnando così l’affezione come una miastenia) ma si verifica un lieve ma significativo aumento della forza muscolare durante le prime contrazioni (“inversione della risposta miastenica”). I riflessi tendinei sono generalmente assenti oppure, se presenti, sono ridotti e questo potrebbe indurre il sospetto di una polineuropatia. Altri possibili sintomi sono:

  • parestesie;
  • dolore;
  • secchezza delle fauci;
  • stipsi;
  • incontinenza vescicale;
  • disfunzione erettile (impotenza).

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Diagnosi

La diagnosi può essere complessa, perché i sintomi, specie all’esordi, sono subdoli, aspecifici e difficili da distinguere da situazioni normali e da altre patologie neurologiche, autoimmunitarie, ortopediche quindi sia la diagnosi che la diagnosi differenziale sono spesso complesse. La patologia si sospetta all’anamnesi ed all’esame obiettivo, in cui il paziente può rivelare affaticabilità con debolezza compare con lo sforzo, migliora dopo il riposo e peggiora con la ripetizione dello sforzo. L’elettromiografia (EMG), a differenza del quadro in corso di miastenia gravis, evidenzia un aumento dell’ampiezza dei potenziali d’azione (risposta incrementale) per elevate frequenze di stimolazione (10 Hz o più). Il difetto principale consiste in un alterato rilascio di quanti di acetilcolina in corrispondenza della membrana presinaptica della placca motoria, in modo analogo a quanto accade in corso di botulismo. La presenza di una neoplasia polmonare può essere evidenziata mediante radiografia del torace, tomografia computerizzata o risonanza magnetica (RM).

Patologie associate

La maggior parte dei pazienti è affetta da un microcitoma o da un’altra neoplasia polmonare e questo fa pensare che la cellula tu morale elabori una sostanza che interferisce con il rilascio di acetilcolina in corrispondenza della giunzione neuromuscolare e dei gangli simpatici. Recentemente sono stati identificati anticorpi che alterano i canali del calcio voltaggio-dipendenti. Le neoplasie associate sono tipicamente di piccole dimensioni e talora non evidenziabili, ma è bene ricordare che i casi sporadici, non associati a neoplasia, possono raggiungere
il 25%.

Terapia farmacologica e chirurgica

Il cloridrato di guanidina (20-30 mg/kg al giorno) o la meno tossica 3,4-diaminopiridina (20 mg 5 volte al giorno), in associazione con la piridostigmina o il prednisone, determinano un miglioramento dei sintomi. Questi farmaci si sono dimostrati più efficaci nel trattamento delle forme non tumorali di miastenia gravis. L’asportazione chirurgica dell’eventuale neoplasia consente la guarigione.

Prognosi e qualità della vita

Pur potendo questa malattia potenzialmente interferire con la mobilità, la maggior parte dei pazienti, specie se di età inferiore ai 65 anni e trattati precocemente ed in modo efficace, ha una qualità di vita definibile normale e la loro aspettativa di vita è paragonabile ad un individuo sano. Nei casi più gravi possono verificarsi perdita dell’autonomia, allettamento e necessità continua di un supporto esterno: il paziente, specie se giovane, può soffrire questo stato che può portare ansia, isolamento sociale, depressione e pensieri suicidari.

Altre sindromi miasteniche

Diversi tipi di miastenia congenita e familiare non immunomediata, tutti rari, sono stati descritti da Engel. Un deficit di pseudocolinesterasi, di natura congenita o acquisita, può determinare un’ipostenia prolungata o un’apnea quando, nel corso dell’anestesia generale, vengono somministrati succinilcolina o altri miorilassanti depolarizzanti. Gli antibiotici arninoglicosidici e altri farmaci simili possono compromettere, in certi pazienti, il rilascio di un neurotrasmettitore, interferendo con il flusso degli ioni calcio in corrispondenza delle terminazioni nervose. La somministrazione di questi farmaci ai pazienti miastenici è particolarmente pericolosa.

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