Smegma: quando lo sporco si accumula sul pene, cause e cure

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZALo smegma (dal greco σμῆγμα che significa “sapone”) è un prodotto di secrezione dei genitali maschili e femminili, cui si associano cellule epiteliali esfoliate provenienti dalle mucose, sebo, sporcizia, residui di sperma dopo una eventuale eiaculazione e materiali umidi, in genere di provenienza urinaria.

Dove si trova lo smegma?

Nei maschi lo smegma si viene a raccogliere principalmente sotto il prepuzio, nel solco balano-prepuziale.

Da cosa viene prodotto principalmente lo smegma?

Lo smegma maschile è prodotto dalle ghiandole del solco balano-prepuziale (ghiandole riscontrabili alla base del glande del pene). Originariamente si riteneva che lo smegma fosse prodotto dalle ghiandole sebacee situate vicino al frenulo, chiamate ghiandole di Tyson, tuttavia studi successivi non sono riusciti a dare una conferma a questa tesi. Secondo Wright lo smegma viene prodotto dalle cellule della mucosa del prepuzio, tali cellule si accrescono e tendono a migrare verso la superficie della mucosa, si distaccano e subiscono una degenerazione grassa, dando così luogo allo smegma. A parere di Parkash poiché si è visto che lo smegma contiene il 26,6% di grassi e il 13,3% di proteine, questo fatto indica con ragionevole certezza che si tratta di composti derivanti da detriti necrotici epiteliali di sfaldamento.

Leggi anche:

A cosa serve lo smegma?

Le sue funzioni non sono ancora state del tutto chiarite, si pensa che lo smegma abbia funzione principalmente lubrificante.

Cosa contiene lo smegma?

Lo smegma è ricco di squalene e secrezioni prostatiche e seminali, nonché di cellule epiteliali e di mucina probabilmente originata dalle ghiandole uretrali di Littre, oltre che a sporco ed eventualmente spermatozoi e residui di plasma seminale. Alcuni autori affermano che lo smegma contiene enzimi con attività antibatterica, come il lisozima e ormoni come l’androsterone, sebbene altri autori non concordino con queste indicazioni.

Vedi anche: foto di pene con smegma

Lo smegma nelle fasi di crescita

L’incidenza di smegma aumenta dell’1% tra i 6-7 anni e dell’8% tra i 16-17 anni (con un’incidenza complessiva del 5%). La quantità di smegma prodotta durante l’infanzia è molto limitata, anche se nel prepuzio è già possibile riscontrare la presenza di alcune ghiandole sebacee. La produzione di smegma successivamente aumenta dall’adolescenza fino alla maturità sessuale, quando la funzione lubrificatoria dello smegma assume il suo pieno valore. A partire dalla mezza età la produzione di smegma si riduce fino a scomparire completamente nella vecchiaia.

Rischi legati alla presenza di smegma

I rischi legati ad un accumulo cronico di smegma sul pene sono molti, come le infezioni, l’eventuale rischio di coinvolgere la partner, fino ad un aumentato rischio di cancro del pene. Per approfondire leggi: Smegma: i rischi dell’accumulo di sporco sul pene

Curiosità sullo smegma

Lo smegma non viene prodotto soltanto dagli uomini, bensi anche dalle donne: mentre nei maschi lo smegma è raccoglie sotto il prepuzio, nelle femmine lo smegma si accumula intorno al clitoride e nelle pieghe delle piccole labbra.
Lo smegma nelle donne viene prodotto dalle ghiandole apocrine del clitoride e da particolari ghiandole sebacee rintracciabili a livello delle piccole labbra. Nella piena maturità sessuale queste ghiandole secernono appunto una sostanza bianca, simile allo smegma prepuziale. Come già accennato al materiale di provenienza ghiandolare si aggiungono cellule epiteliali di sfaldamento delle mucose, oltre a sporcizia e materiali umidi, in genere componenti dell’urina.

Cure che impediscano la formazione dello smegma

Non esistono cure che impediscano la formazione dello smegma, tuttavia – senza arrivare alla circoncisione – è sufficiente una buona igiene quotidiana (specie dopo una eiaculazione) del pene per neutralizzare i possibili rischi legati ad una sua lunga permanenza sotto il prepuzio, nel solco balano-prepuziale.

Il miglior prodotto per la pulizia dei genitali maschili e la prevenzione di smegma, infezioni e cattivi odori, selezionato, usato e raccomandato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: http://amzn.to/2juf3pJ, molto efficace grazie agli estratti a base di Eugenia caryophyllus ed Helicrysum italicum, che possiedono una forte azione detergente, antibatterica, antimicotica ed antinfiammatoria.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Prostatite batterica e abatterica: sintomi e rimedi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PROSTATITE BATTERICA ABATTERICA SINTOMI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPrima di iniziare a parlare della prostatite, è necessario un piccolo accenno di fisiologia. La prostata è una ghiandola fibromuscolare che appartiene all’apparato urogenitale atta alla produzione del secreto prostatico, un fluido che durante l’eiaculazione, nell’uretra, si mescola con gli spermatozoi prodotti dai testicoli per dare origine al liquido seminale. La prostata dell’uomo può essere palpata mediante esame rettale, essendo collocata circa 5 cm anteriormente al retto e all’ano. Nel soggetto normale è piramidale, simile ad una castagna, ma talvolta assume una forma a mezzaluna o in caso di ipertrofia a ciambella.

Che cos’è la prostatite?

La prostatite è un’infiammazione a carico della ghiandola prostatica, interessa dal 30% al 50% degli uomini sessualmente attivi e in genere colpisce coloro che non hanno ancora raggiunto i cinquant’anni.
La prostatite acuta batterica è dovuta a un’infezione batterica a carico della ghiandola.
La prostatite cronica batterica non è molto comune ed è dovuta a una proliferazione batterica in loco che può coinvolgere anche le vescicole seminali, i dotti deferenti, gli epididimi e i testicoli.
La prostatite cronica abatterica può esordire a ogni età, ma in genere colpisce gli uomini over 25. L’esordio sintomatico non è imputabile a cause rilevabili.
La sindrome dolorosa del pavimento pelvico si caratterizza per il permanere di uno spasmo a carico della muscolatura del pavimento perineale (muscoli elevatori dell’ano), spesso con conseguente infiammazione dei nervi pudendi. Gli esami non rilevano, anche in questo caso, la presenza di batteri patogeni, enterobatteri proveniente dall’ampolla rettale del paziente esclusi (E.Coli, Proteus, Klebsiella, Enterococco, ecc).
La prostatite asintomatica, come indicato dal nome, non presenta sintomi che il paziente riesce a riferire, la sua presenza infatti non si accompagna a dolore o fastidio, con conseguente ritardo nella diagnosi.

Quali sono le cause della prostatite?

La prostatite acuta batterica è dovuta a un’infezione batterica a carico delle vie urinarie.
La prostatite cronica batterica, sovente recidivante nel tempo, è causata dalla proliferazione dei batteri a livello della prostata.
La comparsa dei sintomi della prostatite cronica abatterica non è direttamente collegabile a cause specifiche: l’esame delle urine, dello sperma e il tampone uretrale non rilevano la presenza di batteri patogeni. I sintomi possono presentarsi, attenuarsi, regredire e poi ricomparire.
Le cause dell’insorgenza della sindrome dolorosa del pavimento pelvico possono essere molteplici; la malattia spesso si presenta in seguito a una prostatite. In altri casi può insorgere a seguito di disturbi proctologici come fistole, ragadi ed emorroidi o può essere essa stessa responsabile della loro manifestazione. Può inoltre manifestarsi a seguito di un periodo di stress o di sovraccarico psico-fisico.

Quali sono i sintomi della prostatite?

Segni e sintomi caratteristici della prostatite sono:

  • disuria
  • bruciore alla minzione
  • iperpiressia
  • dolore pelvico
  • eiaculazione precoce
  • impotenza
  • talvolta incontinenza e infertilità.

In particolare la prostatite acuta batterica può manifestarsi con:

  • brividi
  • febbre
  • dolore nella parte bassa della schiena e nella zona genitale
  • frequenza – urgenza minzionale (spesso di notte)
  • dolore o bruciore durante la minzione
  • dolori muscolari

La prostatite asintomatica non esordisce con dolori o fastidi riferibili dal paziente, ma vi sono segni di infiammazione o infezione nello sperma o nel secreto prostatico.

Come prevenire la prostatite?

È consigliabile evitare le attività con le quali si corre un rischio di traumi perineali. Anche un’attività sessuale regolare è salutare.

Diagnosi

Per la diagnosi il medico potrà avvalersi di:

  • esame fisico generale;
  • visita urologica con esplorazione digito-rettale finalizzata alla palpazione della prostata;
  • esami di laboratorio: esame delle urine, esame del secreto prostatico, esame del liquido seminale;
  • ecografia vescico-prostatica e più raramente ecografia trans rettale;

Trattamenti

Il trattamento può variare in base al tipo di prostatite diagnosticata.

Nel caso della prostatite abatterica e della sindrome cronica dolorosa del pavimento pelvico possono essere utili:

  • farmaci anti-infiammatori;
  • bagni caldi;
  • modifiche all’alimentazione;
  • aumento dell’assunzione di liquidi;
  • favorire l’eiaculazione, per agevolare il drenaggio della prostata e il rilassamento muscolare;
  • infiltrazioni dei nervi pudendi o della prostata.

Nel caso della prostatite batterica cronica e acuta il trattamento può prevedere:

  • farmaci (antibiotici e sulfamidici);
  • modifiche all’alimentazione;
  • integratori.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Quali sono le forme di pene più comuni ed in cosa sono facilitate nel rapporto?

MEDICINA ONLINE FORME DEL PENE PIU DIFFUSE FACILITATE RAPPORTO SESSUALE POSIZIONI SESSO UOMO DONNA DIMANSIONI LUNGHEZZA CIRCONFERENZA COME SI MISURA GLANDE PENETRAZIONE VAGINA.jpgIl piacere sessuale non solo giunge con l’esplorazione ma anche la stimolazione adeguata di ciascuna zona erogena del Continua a leggere

Come indossare un profilattico in modo semplice e sicuro

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE PRESERVATIVO PROFILATTICO IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE CIl profilattico, o preservativo o condom, è uno dei metodi contraccettivi più sicuri ed efficaci in assoluto, tuttavia tale efficacia è molto legata al suo corretto uso: un uso sbagliato del profilattico può farvi pensare di essere protetti quando in realtà non lo siete e ciò può portare a situazioni di gravidanza non desiderata. Vediamo oggi come indossare un preservativo in pochi semplici passaggi.

Leggi anche:

1) Apri l’involucro del preservativo con attenzione usando i bordi per l’apertura facilitata. Spingi il condom lontano dal bordo che intendi strappare e sfrutta il sistema di apertura facilitata. In genere questo si presenta come un bordo a “zig-zag” studiato per lacerarsi velocemente e senza difficoltà. Non farti trascinare dalla passione del momento: non strappare rapidamente e con violenza l’involucro di alluminio, non usare le forbici, i denti, un coltello o altri strumenti affilati, altrimenti potresti rompere il preservativo, ed un profilattico lacerato non ti proteggerà dalle malattie e non eviterà gravidanze indesiderate. Evitate di rompere il preservativo, specie se è l’unico che avete.

2) Cerca di capire in quale direzione è stato arrotolato il condom. A volte non è un’operazione semplice, soprattutto se ti trovi al buio, quindi accendi la luce. Se il profilattico è stato avvolto con il lato “dritto” all’esterno, allora dovrebbe esserci una piccola linguetta o un orlo sul bordo. Se è stato arrotolato al “rovescio” allora il bordo sarà liscio. Puoi usare le dita per capire meglio:

  • Metti il preservativo sul pollice senza srotolarlo. Appoggialo in equilibrio come se fosse un cappellino per il dito.
  • Fai scorrere l’indice sul lato del condom, dalla punta all’anello.
  • Se il dito resta incastrato sul bordo inferiore, allora il preservativo è “al dritto”, in caso contrario è stato arrotolato “al rovescio”.
  • In questo secondo caso, afferra il profilattico per il bordo e rivolgi la punta dello stesso verso la bocca; soffia sulla punta per rovesciarla.
  • Accertati che il serbatoio che si trova sulla punta sia nella giusta direzione. Questo dovrebbe già puntare all’esterno dell’estremità del condom, ma a volte si inverte durante la fase di confezionamento. Verifica che sia orientato nel giusto verso, in modo che il resto del preservativo si srotoli in direzione opposta da esso.
  • Evita, se possibile, di usare lubrificante ulteriore.
  • Ricorda: non srotolare il preservativo se non quando lo stai indossando sul pene eretto, altrimenti ne riduci l’efficacia e sarà molto più difficile da indossare.

3) Accertati che il pene sia completamente eretto. Il preservativo deve avvolgerlo sempre in maniera molto aderente senza stringere e allo stesso tempo senza lasciare zone allentate. Se cerchi di srotolare un profilattico sul pene non del tutto in erezione, la protezione non “calzerà” correttamente e ci saranno maggiori probabilità che si sfili o si rompa durante il rapporto sessuale. Il preservativo dovrebbe passare dall’involucro singolo ai genitali relativamente in fretta. Non aprirlo finché non sei pronto a usarlo e non riciclare mai un profilattico usato.

Leggi anche:

4) Srotola il preservativo. Dovrebbe dispiegarsi sull’asta del pene per tutta la sua lunghezza senza difficoltà. Se ti accorgi che stai cercando di indossarlo per il verso sbagliato, gettalo e ricomincia da capo. Il pene in erezione produce un liquido prima dell’eiaculazione (chiamato liquido di Cowper) che potrebbe contenere degli spermatozoi. Se il preservativo è entrato in contatto con questa secrezione, capovolgerlo e riapplicarlo potrebbe esporre il partner a malattie veneree e in rari casi portare a una gravidanza. Per indossare un profilattico segui queste istruzioni:

  • Pizzica il serbatoio tra due dita con una mano per chiuderlo e metti il preservativo sulla punta del pene in erezione con l’altra mano.
  • In seguito, srotola delicatamente il condom su tutta la lunghezza dell’asta del pene, lisciando eventuali bolle d’aria non appena si creano.
  • Rispetta le stesse indicazioni anche per applicare un profilattico a un giocattolo sessuale.

5) Durante l’utilizzo, controlla periodicamente che il preservativo non si sia rotto. Anche se non è certo né romantico che eccitante, è importante controllare l’integrità del profilattico. In alcuni casi il profilattico può rompersi e i partner, presi dalla foga del rapporto, possono non accorgersi di eventuali rotture. Se dovesse lacerarsi o sfilarsi durante il rapporto sessuale, sostituiscilo immediatamente e valuta di utilizzare un sistema contraccettivo di emergenza, come la pillola del giorno dopo. Questo farmaco impedisce la gravidanza prima che avvenga ritardando l’ovulazione o bloccando la fecondazione; per tale motivo non deve essere considerata una “pillola abortiva”.

Leggi anche:

6) Estrai il pene e rimuovi il preservativo subito dopo l’eiaculazione. Afferra il condom per la base con una mano ed estrailo per evitare che si sfili ed esca il suo contenuto. Non lasciare che il pene avvolto dal profilattico torni flaccido prima di estrarlo, altrimenti il condom potrebbe cadere o restare nel partner.

Importante:

  • Sostituisci il condom quando passi da un tipo di penetrazione a un altro. Se vuoi passare da un rapporto anale a uno vaginale, per esempio, devi cambiare preservativo per ridurre il rischio di infezioni. Il batterio Escherichia coli che si trova nel retto causa infezioni urinarie[16] o una grave infezione vaginale. Se il pene passa dall’ano alla bocca, potrebbero svilupparsi serie infezioni gastriche.
  • Butta il profilattico in modo opportuno. Lega l’apertura con un nodo per evitare che il contenuto fuoriesca, avvolgilo in un fazzoletto di carta o nella carta igienica e gettalo nella spazzatura. Non scaricarlo nel WC. La maggior parte delle fosse settiche non è in grado di smaltire un preservativo e alla fine potrebbe ostruirsi.
  • Prima di usare un profilattico, controlla la sua data di scadenza sulla confezione. Se il profilattico è scaduto, non usarlo.
  • Conserva in modo opportuno i profilattici: se non li riponi correttamente, il materiale di cui sono composti diventa fragile e potrebbe rompersi. I condom che sono stati esposti al calore o alla luce hanno maggiori probabilità di lacerarsi. Non tenerli nella tasca posteriore dei pantaloni, nel portafoglio o nel vano portaoggetti dell’auto. Se pensi di avere dei rapporti sessuali durante la serata, mettine un paio nel portafoglio o in auto prima di uscire, ma non lasciarli lì per giorni o settimane. Riponili in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce solare diretta. Lasciali nel loro involucro finché non dovrai usarli.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Pillole e farmaci per l’allungamento del pene: funzionano davvero?

MEDICINA ONLINE FARMACO MEDICINALE PRINCIPIO ATTIVO FARMACIA PILLOLA PASTIGLIA DINITROFENOLO DNP DIMAGRIRE DIETA FARMACI ANORESSIZANTI MORTE EFFETTI COLLATERALI FOGLIO FOGLIETTO ILLUSTRAAllo stato attuale della ricerca scientifica non esistono al mondo sostanze, che siano farmaci, integratori, fitoterapici o qualsiasi altra molecola conosciuta, in grado di aumentare la lunghezza massima del pene.

Esistono certamente farmaci ed integratori per migliorare l’erezione, la libido e la quantità di sperma emessa con l’eiaculazione, ma – ripeto – non per aumentare la lunghezza peniena.

Quindi il mio consiglio è di stare alla larga da fantomatiche – e costose – pillole per aumentare la lunghezza del pene.

Il pene può essere allungato in qualche modo?
A tale proposito leggi questo articolo: Il pene può essere allungato o no?

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Liquido seminale (sperma) trasparente ed acquoso: cause e cure

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRUn cambiamento nell’aspetto, nel colore o nel volume dell’eiaculato può essere un segno di una condizione o patologia che riguarda testicoli, vescichette seminali, vie urinarie, vescica e/o prostata. Il liquido seminale normalmente eiaculato durante l’orgasmo ha un aspetto bianco grigio opalescente ed è abbastanza omogeneo, viscoso e denso. Il liquido seminale è composto da una parte liquida (il plasma seminale, prodotto principalmente dalla prostata) e da una parte solida, che sono gli spermatozoi (prodotti dai testicoli). Quando ci appare molto trasparente e/o liquido potrebbe essere caratterizzato da una concentrazione di spermatozoi molto scarsa (e ciò potrebbe essere correlato a cattiva spermatogenesi e problemi di infertilità/sterilità) o da altre cause che riguardano le vie genitali. Vediamo ora in quali casi lo sperma, altro modo in cui viene chiamato il liquido seminale, può cambiare aspetto e diventare meno denso.

Frequenza dell’eiaculazione

E’ importante ricordare che è normale che lo sperma tenda a risultare sempre più liquido e meno opaco (ma mai completamente trasparente!) quando si verificano varie eiaculazioni in un arco di tempo piuttosto ristretto. Lo sperma cambia in caso di eiaculazioni frequenti poiché scarso di spermatozoi: questi impiegano almeno 60 giorni per maturare nei testicoli ed in caso di rapporti o masturbazioni con eiaculazione non c’è tempo di raggiungere la densità media che ne caratterizza l’aspetto abituale. Spesso per risolvere il problema è sufficiente far passare più tempo tra una eiaculazione e l’altra. Anche la masturbazione ripetuta più volte ogni giorno, può rendere le ultime eiaculazioni molto più liquide. Per approfondire:

Dieta

A dare le caratteristiche fisiche a questo fluido del corpo maschile, possono contribuire vari fattori. Ad esempio, poiché il colore bianco è dato principalmente dalle proteine, questo potrebbe risultare più chiaro e trasparente se l’uomo ha una dieta povera di proteine. Per approfondire: Come avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?

Non confonderlo col liquido pre-eiaculatorio

Non bisogna confondere però lo sperma con il liquido pre-eiaculatorio: questo è presente sul pene già dal momento dell’eccitazione (è prodotto dalla ghiandola di Cowper) e serve a lubrificare durante la penetrazione. Questo liquido è decisamente trasparente e benché possa contenere spermatozoi, di fatto non è sperma. Per approfondire: Il liquido pre-eiaculatorio può indurre gravidanza e trasmettere l’HIV?

Età avanzata

Lo sperma cambia fisiologicamente negli anni ed è normale, superati i 50 anni, notare una progressiva diminuzione della quantità dello sperma e della sua densità. Per approfondire: Come cambia lo sperma negli anni? Quantità, consistenza ed altre caratteristiche

Diminuzione del numero di spermatozoi

Una anomala produzione di spermatozoi potrebbe indicare una malattia dei testicoli, una patologia endocrinologica o altra condizione che impedisce alle gonadi maschili di procedere con la spermatogenesi, cioè il processo che porta alla formazione degli spermatozoi. Ad esempio anche un varicocele può innalzare eccessivamente la temperatura a livello dello scroto e rendere difficile la creazione degli spermatozoi, col risultato che lo sperma apparirà più liquido e trasparente. La prima cosa da fare in caso di anomalie del liquido seminale, è lo spermiogramma, seguito da un controllo del PSA, nell’ambito di una visita andrologica. Per approfondire, leggi questi articoli:

Cure

Come abbiamo visto, le cause di sperma trasparente o eccessivamente liquido sono diverse, quindi non esiste una cura unica che funzioni in tutti i casi. In genere il problema dello sperma troppo liquido si risolve con delle brevi terapie con integratori alimentari o farmaci. È comunque necessario – soprattutto se il problema si presenta spesso ed in giovane età – farsi visitare immediatamente dal proprio andrologo. Il medico effettuerà la diagnosi grazie alla visita e ad eventuali esami (come lo spermiogramma) per individuare il problema, ammesso che esista, e solo in base ai risultati degli esami prenderà provvedimenti adeguati per curare la causa a monte che lo ha determinato. Si tratta di un problema comunque molto comune, che colpisce almeno una volta praticamente tutti gli uomini in età fertile. Solo in rari casi sarà necessaria una terapia chirurgica, ad esempio in caso di varicocele o problemi relativi alla prostata, come l’iperplasia prostatica benigna o il cancro della prostata.

Integratori per migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la quantità/qualità dello sperma e la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Da dove fuoriesce l’urina negli uomini?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ESERCIZI ALLUNGAMENTO PENE JELQING TECN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneL’urina, in arrivo dalla vescica, percorre l’uretra e fuoriesce attraverso una apertura chiamata meato uretrale (o orifizio, o apertura, in inglese urethral opening o external urethral meatus), un piccolo forellino che nell’uomo è posizionato sul glande, proprio sulla punta del pene.

Dal meato uretrale maschile possono fuoriuscire sia l’urina che – durante l’orgasmo – lo sperma, al contrario del meato uretrale femminile attraverso il quale può uscire solo l’urina.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Cancro del testicolo: prevenzione, diagnosi, stadiazione, cure

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CANCRO TESTICOLO TUMORE STADIAZIONE CURE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPrima di iniziare la lettura dell’articolo, vi consiglio di leggere: Testicoli e scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

I testicoli sono gli organi maschili preposti alla produzione degli spermatozoi e di alcuni ormoni. Il tumore maligno del testicolo è una neoplasia relativamente rara, tuttavia è purtroppo una delle più frequenti nei giovani. Il cancro si sviluppa in seguito a un’alterazione nelle cellule del testicolo, che provoca una crescita incontrollata delle stesse di determinando la formazione di una massa. La maggior parte dei tumori del testicolo originano dalle cellule germinali, che danno origine agli spermatozoi.

Quanto è diffuso

I tumori del testicolo  colpiscono soprattutto la popolazione giovane (in genere tra i 20 e i 40 anni). Nella fascia di età fino a 50 anni costituiscono il tipo di tumore principale (12% di tutte le diagnosi nel genere maschile). Dopo i 50 anni l’incidenza si riduce del 90%. Fino alla metà degli anni Settanta, nove uomini su 10 con tumore del testicolo morivano nel giro di un anno. Oggi i tumori del testicolo guariscono nel 95 per cento dei casi. Nel 2015 in Italia si sono registrati circa 2.000 casi.

Leggi anche:

Sintomi

Di solito il tumore esordisce con un nodulo, un aumento di volume, un gonfiore o un senso di pesantezza del testicolo . Per questo è importante che gli uomini imparino a fare l’autoesame del testicolo (così come le donne fanno l’autoesame del seno) palpando l’organo di tanto in tanto per scoprire in tempo eventuali anomalie. Anche la brusca comparsa di un dolore acuto al testicolo è tipico di questo tumore, assieme a un rapido aumento del volume che può essere provocato da una emorragia all’interno del tumore. Viceversa, anche il rimpicciolimento del testicolo può essere un segnale di esordio della malattia. Infine, è importante che i genitori facciano controllare i bambini dal pediatra di fiducia, poiché una correzione dell’eventuale discesa incompleta del testicolo entro il primo anno di vita riduce il rischio di cancro e facilita la diagnosi precoce del tumore.

Fattori di rischio

I principali fattori di rischio di questo tumore sono:

  • il criptorchidismo, cioè la mancata discesa nello scroto del testicolo, che resta nell’addome o nell’inguine; il rischio rimane anche se il difetto è stato ridotto chirurgicamente
  • lo sviluppo anormale del testicolo causato da malattie quali la sindrome di Klinefelter
  • la familiarità, ossia la presenza di casi in famiglia di tumore al testicolo
  • l’età: questa patologia colpisce soprattutto i giovani, in particolare tra i 15 e i 34 anni.

Leggi anche:

Diagnosi

Per la diagnosi del tumore del testicolo si possono utilizzare:

  • Esame obiettivo: lo specialista identifica eventuali alterazioni morfologiche del testicolo e richiede i necessari approfondimenti diagnostici.
  • Ecocolordoppler e/o ecografia testicolare: è lo strumento più adatto per la diagnosi della lesione testicolare e per la valutazione della sua estensione locale. E’ una metodica non invasiva, senza alcuna controindicazione.
  • Esami del sangue: l’innalzamento dei valori di alcune sostanze circolanti nel sangue (marcatori tumorali) può indicare la presenza di tumore del testicolo.
  • Orchiectomia radicale inguinale: consiste nell’asportazione chirurgica di un testicolo (il tumore raramente colpisce entrambi i testicoli). E’ una procedura comunemente eseguita in tutti i casi di sospetto cancro del testicolo. Il tessuto asportato viene poi analizzato da un anatomopatologo allo scopo di accertare la presenza del tumore e le sue caratteristiche.
  • TAC: è una metodica utile per definire l’esatta stadiazione della malattia (linfonodi retroperiotoneali e/o localizzazioni in altri organi o distretti corporei).
  • PET (Tomografia a Emissione di Positroni): è una moderna tecnica diagnostica di ausilio nella ristadiazione dell’estensione della malattia.

La diagnosi differenziale è posta rispetto ad altre patologie benigne dello scroto (epididimite, cisti dell’epididimo ecc.).

Stadiazione del tumore del testicolo

Dopo gli esami diagnostici e la conferma della diagnosi di cancro del testicolo, la stadiazione del tumore ai testicoli avviene attraverso il dosaggio ematico di marcatori tumorali specifici (alfa-fetoproteina, beta-HCG e latticodeidrogenasi), l’orchiectomia radicale inguinale (che ha anche valenza terapeutica, poiché permette la rimozione del tumore primitivo e la valutazione istologica) e l’esecuzione di una TAC, per identificare la presenza di eventuali localizzazioni metastatiche.

Trattamenti

A seconda del tipo di neoplasia e della sua estensione, sono possibili diverse strategie terapeutiche, tra cui vigile osservazione, chirurgia, chemioterapia, radioterapia.
Il paziente affetto da tumore del testicolo può avere problemi di fertilità.

  • Chirurgia
    Se il tumore è diagnosticato in una fase precoce, l’intervento chirurgico di rimozione di un testicolo (orchiectomia radicale inguinale) può essere l’unico trattamento necessario, seguito da stretta osservazione. L’esame anatomopatologico per la determinazione del tipo istologico (seminoma, carcinoma embrionario, choriocarcinoma, tumore del sacco vitellino) del tumore riveste un’importanza cruciale per la definizione della terapia più adeguata.
    L’asportazione di un testicolo desta spesso preoccupazione negli uomini. Oltre a produrre gli spermatozoi, il testicolo produce anche gli ormoni maschili: la funzione ormonale torna solitamente alla normalità dopo l’asportazione di un testicolo. Se necessario, il paziente può assumere ormoni allo scopo di ristabilire i livelli normali. L’asportazione di un testicolo non dovrebbe influire sulla funzione sessuale. In caso di preoccupazione per l’aspetto esteriore, gli urologi possono discutere con il paziente l’impianto di una protesi testicolare nello scroto.
    In caso di diffusione del tumore oltre i testicoli, possono rendersi necessari un secondo intervento chirurgico, la chemioterapia o la radioterapia oppure una combinazione di queste terapie.
    Qualora il cancro si sia diffuso ai linfonodi può essere necessario un intervento di dissezione dei linfonodi addominali (chirurgia retroperitoneale). L’asportazione dei linfonodi non influisce sulla capacità del paziente di avere un’erezione o un orgasmo. Tuttavia questo intervento chirurgico può diminuire la fertilità in quanto interferisce con l’eiaculazione.
  • Chemioterapia
    Solitamente, il cancro del testicolo risponde molto bene alla chemioterapia. La necessità della chemioterapia dipende dal tipo, dallo stadio e dalle dimensioni del tumore. In seguito, può essere necessaria la chirurgia allo scopo di garantire la rimozione totale dell’eventuale residuo tumorale.
    Alcuni farmaci antitumorali interferiscono con la produzione di spermatozoi: anche se molti uomini riacquistano la fertilità, talvolta l’effetto è permanente. Come precauzione prima del trattamento, è possibile ricorrere alla conservazione dello sperma ad uso futuro.
  • Radioterapia
    La radioterapia è particolarmente efficace contro un tipo di cancro del testicolo detto seminoma. In genere, la radioterapia non influisce sulle capacità sessuali del paziente. Può tuttavia interferire con la produzione di spermatozoi: questo effetto è solitamente temporaneo e la maggioranza degli uomini riacquista la fertilità nell’arco di pochi mesi. Il paziente può comunque valutare l’ipotesi di ricorrere alla crioconservazione dello sperma prima di sottoporsi al trattamento.

Leggi anche:

Prevenzione

Per questo tipo di tumore non esiste un programma di prevenzione specifico e l’autopalpazione regolare dei testicoli rimane ancora oggi il metodo più efficace ed economico per intercettare una neoplasia testicolare in fase precoce.
Tuttavia pazienti con difficoltà riproduttiva associata a:

  • ridotta conta spermatica
  • testicoli con volume inferiore a 12 ml
  • FSH elevato
  • una storia clinica criptorchidismo

rappresentano una fascia di popolazione con un rischio più elevato di sviluppare un tumore del testicolo. L’ecografia testicolare rappresenta un valido strumento diagnostico per restringere ulteriormente la selezione dei pazienti sub-fertili con un rischio di tumore particolarmente elevato. Nei pazienti con alterazioni del tessuto testicolare (microlitiasi-calcificazioni) è indicata, oltre alla autopalpazione, una ecografia testicolare con cadenza annuale.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!