Priapismo: quando l’erezione dura più di quattro ore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENE SESSO UOMO SCROTO TESTICOLI DISFUNSIONE ERETTILE IMPOTENZAIl priapismo è un’erezione patologica del pene, non spontaneamente riducibile, spesso dolorosa, prolungata oltre le 4 ore, persistente anche dopo l’eventuale orgasmo e comunque non necessariamente correlata a stimoli sessuali. Se non viene trattato in tempi utili, il priapismo – oltre a risultare piuttosto fastidioso ed imbarazzante – determina lesioni permanenti ai tessuti del pene, esitando in disfunzione erettile (impotenza). E’ quindi importante che ogni uomo sappia riconoscere quest’emergenza urologica, soprattutto alla luce del sempre più diffuso ed indiscriminato utilizzo, a scopo ricreativo, di farmaci contro la disfunzione erettile (viagra, levitra, cialis, papaverina, alprostadil ecc.). Per il nostro quotidiano angolo culturale vi ricordo che il termine priapismo deriva da Priapo, dio greco della fertilità, figlio di Afrodite, dotato di un membro mostruosamente pronunciato in lunghezza e rigidità. Le varie forme di priapismo vengono suddivise in due grandi categorie: quelle ischemiche o a basso flusso (priapismo venoso) e quelle non ischemiche o ad alto flusso (priapismo arterioso).

Continua la lettura su https://www.my-personaltrainer.it/salute/priapismo.html

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Perché agli uomini piace così tanto il seno delle donne?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DONNA SESSO SEXY SENO SDRAIATA LETTO AMORE ORGASMOQuante volte abbiamo visto un uomo parlare con una donna formosa avendo gli occhi puntati sul suo seno? Ma perché gli uomini eterosessuali sono così affascinati dai seni delle donne? Larry Young, uno dei maggiori esperti al mondo nel campo delle neuroscienze del legame sociale, nel suo nuovo libro: The Chemistry Between Us: Love, Sex, and the Science of Attraction, propone una risposta all’affascinante quesito.

L’unico mammifero che assegna un significato sessuale al seno

Gli esseri umani sono gli unici mammiferi attratti sessualmente dalle mammelle e che assegnano ad esse un significato sessuale. Non solo per l’uomo è eccitante sessualmente guardarle e toccarle, ma anche la donna prova piacere sessuale quando viene stimolata sul seno. Quando Roy Levin, dell‘Università di Sheffield, e Cindy Meston, dell’Università del Texas, ha intervistato 301 persone – tra cui 153 donne – ha scoperto che stimolando i seni o capezzoli l’eccitazione sessuale è aumentata nell’82% delle donne.

Leggi anche: La donna con il seno più grande del mondo [VIDEO]

Il seno come “segnale di genere”

Le donne hanno un seno pronunciato, gli uomini hanno un petto piatto o con una mammella poco accentuata grazie ad un muscolo pettorale più o meno allenato. Avere un seno sporgente permette quindi di identificare “a colpo sicuro” una donna. Dal punto di vista evoluzionistico quindi un seno molto voluminoso permette, dall’uomo preistorico in poi, di distinguere con rapidità una femmina con cui accoppiarsi, in maniera molto più sicura rispetto ad un esemplare con un seno di ridotte dimensioni. Lo stesso discorso si applica per i fianchi che nelle donne sono più larghi che negli uomini: seno e fianchi indicano all’uomo preistorico quale sia la femmina e più sono pronunciati più saranno facilitati nella ricerca. Basti pensare alla Venere di Willendorf che è la prima rappresentazione in nostro possesso di un corpo femminile ideale: è una piccola statua calcarea risalente all’età preistorica che si presenta dinnanzi ai nostri occhi con forme rotonde, soprattutto i fianchi e i seni. Nei secoli tali segnali non sono mai cambiati, in effetti l’unico cambiamento tra l’ideale di bellezza di tale statuetta preistorica e l’ideale attuale è… il grasso. Nell’età preistorica una femmina grassa (e una delle prime cose che segnala un eccesso di grasso è appunto un seno grande) rappresentava – in periodi di perenne carestia – un soggetto che aveva grandi possibilità di sopportare una gravidanza e ciò era un forte segnale attrattivo per il maschio. Nell’età attuale, in cui il cibo nelle società industriali è facilmente disponibile per tutti, il peso ideale è diventato segno di salute e determina forte attrazione per l’uomo. Però bacino largo e seno abbondanti resistono negli ideali maschili, ora come migliaia di anni fa.

Leggi anche: Differenza tra seno della donna e seno dell’uomo

Il seno imita le forme dei glutei ed il seno grande le imita meglio

Perché un uomo trova sessualmente eccitante i seni di una donna? Una ipotesi si basa sull’idea che nella maggior parte dei casi i rapporti sessuali degli animali sono effettuati con una penetrazione in cui il maschio è sito posteriormente alla femmina. Alcune scimmie femmine a tal proposito espongano il loro “fondoschiena” per provocare la reazione sessuale del maschio. Negli esseri umani (che al contrario della maggioranza degli animali hanno rapporti “ventre a ventre” in cui non sono visibili i glutei), si pensa che il seno nel corso dell’evoluzione sia diventato più grande imitando i contorni della parte posteriore di una donna. Inoltre, più i seni sono grandi e più ricorderanno la rotondità dei glutei.

Ci sono ancora molti motivi per cui il seno è così apprezzato dagli uomini, scoprili leggendo la seconda parte dell’articolo a questo link: Perché agli uomini piace così tanto il seno delle donne? Seconda parte

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

 

Perché le donne perdono interesse nel sesso dopo il matrimonio?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SESSO AMORE COPPIA SESSUALITA ATTRAZIONE PENETRAZIONE LETTOUn nuovo studio dimostra quello che molti già sapevano ma speravano fosse solo un luogo comune: in una relazione duratura la donna perde il desiderio sessuale mentre per l’uomo questo non avviene. La scoperta che potrebbe potenzialmente aiutare le coppie in quanto potrebbe incoraggiare entrambi i partner ad essere più realistici circa la loro vita sessuale, è il risultato di uno studio condotto da due ricercatori. I due scienziati, Sarah Murray e Robin Milhausen, dell’università di Guelph, Canada, hanno intervistato 170 donne diplomate e uomini di qualsiasi età che fossero coinvolti in una relazione da 1 a 9 mesi, di riportare i loro livelli di soddisfazione sessuale e sull’intensità del loro desiderio.

Le donne meno desiderose in base alla durata

I partecipanti si sono detti generalmente soddisfatti della loro vita sessuale, ma le donne hanno riportato un minor grado di desiderio sessuale in relazione alla lunghezza del rapporto. “Specificatamente, per ogni mese in più di relazione, il desiderio sessuale delle donne diminuiva dello 0.2% sul Sexual Function Index”, si legge nella relazione dei due ricercatori. In effetti, la durata delle relazioni sentimentali era un miglior indicatore del desiderio sessuale femminile rispetto alla tipologia del rapporto o alla soddisfazione sessuale.

Il desiderio diminuisce per tutti

Ma alcuni ricercatori ritengono che per entrambi, sia gli uomini che le donne, il desiderio sessuale diminuisce nel corso del tempo, nel momento in cui si passa dall’amore appassionato all’amore compassionevole. E’ una questione di assestamento ormonale. Secondo i teorici evolutivi il desiderio maschile dovrebbe restare alto per consentire loro di generare molti figli, mentre il calo del desiderio femminile dovrebbe diminuire principalmente a causa del fatto che la loro attenzione si sposta verso l’educazione dei figli. Come a dire che dopo il matrimonio la donna perde interesse per l’attività sessuale e si interessa più dei figli.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Facebook è meglio del sesso

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COPPIA AMORE SESSO RAPPORTO INNAMORATIPer qualcuno lanciarsi nell’universo dei social network può essere meglio del sesso. In fondo c’è tutto il mondo con cui intrattenersi, anziché uno solo partner, o anche più, ma insomma mai quanti se ne trovano nel flusso inarrestabile dei media sociali. Nonostante le differenze nell’esperienza, la pensa così il 42% dei partecipanti a uno studio dell’Università di Chicago, che ha dichiarato di non riuscire a resistere al richiamo del web, mentre Eros si deve accontentare dell’11% del campione. Ma non solo la carnalità soccombe alla tecnologia: Facebook e Twitter sarebbero ormai tentazioni più forti di sesso e sigarette. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Psychological Science, secondo cui il desiderio di dare una sbirciatina al proprio profilo è molto più difficile da tenere a bada.

Continua la lettura su https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/stilidivita/2012/10/12/Facebook-Twitter-tentazioni-piu-forti-alcol-sesso_7619003.html

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Donne nate senza vagina: è la sindrome di Rokitansky-Kuster-Hauser

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO DONNA TRISTE STANCA STRESS SONNO TRISTEZZA DEPRESSIONELa  sindrome di Rokitansky-Kuster-Hauser (anche chiamta agenesia mülleriana o aplasia utero vaginale o semplicemente sindrome di Rokitansky; in inglese müllerian agenesis o müllerian aplasia o vaginal agenesis o Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser syndrome o MRKH syndrome), è una condizione congenita (cioè presente già alla nascita) che è caratterizzata dall’assenza dell’utero e – in parte o totalmente – della vagina, mentre le ovaie sono presenti e anche i genitali esterni sono normali. E’ causata da un alterato sviluppo dei dotti di Müller, cui consegue l’agenesia dell’utero e variabili malformazioni della porzione prossimale della vagina. A ciò consegue amenorrea primaria, infertilità e l’impossibilità dei rapporti sessuali.

Cenni storici

Questa sindrome prende il nome dal suo più famoso scopritore il barone Karl Von Rokitansky (Cecoslovacchia, 1804-1878), medico e professore all’università di Vienna. Esistono evidenze di malformazioni vaginali sin dai tempi antichi. Già Ippocrate nel libro “Natura della donna” descrive la presenza di un’ostruzione membranosa del canale vaginale. Nel 1829 Mayer e nel 1838 Rokitansky descrivono una sindrome che include l’agenesia dell’utero e della vagina, mentre successivamente sarà Kuster ad osservare una correlazione con difetti urologici. Per questo motivo questa condizione viene anche chiamata sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser.

Diffusione

Si stima che la prevalenza della sindrome sia di 1-5 neonate su 10.000.

Leggi anche: La vagina è uguale in tutte le donne?

Cause

Normalmente durante l’embriogenesi umana, insieme ai vari apparati e sistemi, avviene lo sviluppo del apparato riproduttivo; nei pazienti affetti da questa malattia lo sviluppo inizia ma non riesce a concludersi. La  sindrome di Rokitansky è causata da un alterato sviluppo dei dotti di Müller, cui consegue l’agenesia dell’utero e malformazioni della porzione prossimale della vagina. La causa a monte che determina tale alterato sviluppo è attualmente ancora non del tutto compreso. Sono stati studiati numerosi geni al fine di identificare una causa genetica. Le forme tipiche e atipiche del disturbo sono presumibilmente causate da mutazioni in diversi geni. Il gene WNT4 (braccio  corto del cromosoma 1) è stato implicato nella versione atipica di questo disturbo. Una mutazione genetica causa la sostituzione di un residuo di leucina in prolina nella posizione dell’amminoacido 12. Questo evento riduce i livelli intranucleari di β catenina, inoltre rimuove l’inibizione degli enzimi steroidogenici come la 3β-idrossisteriod deidrogenasi e la 17α-idrossilasi. I pazienti hanno quindi un eccesso di androgeni. Inoltre, senza WNT4, il dotto mulleriano è deformato o assente. Gli organi riproduttivi femminili, come la cervice, le tube di Falloppio e gran parte della vagina, sono quindi colpiti. È stata segnalata un’associazione con la sindrome da microdelezione 17q12, una mutazione per delezione nel braccio lungo del cromosoma 17. Il gene LHX1 può essere la causa di un certo numero di casi.

Sintomi e segni

Dal punto di vista clinico la sindrome di Rokitansky si manifesta con l’assenza di utero e vagina, con ovaie e genitali esterni nella norma e normale cariotipo femminile. In alcuni casi possono essere associate anomalie a carico di altri organi e apparati come reni e vie urinarie, cuore e scheletro (vedi il prossimo paragrafo). La maggior parte delle pazienti con la sindrome di Rokitansky se ne accorge durante la pubertà, dato che, nonostante le modificazioni normali legate alla pubertà (sviluppo dei caratteri sessuali secondari con pubarca, cioè formazione di peli pubici, e telarca, sviluppo delle mammelle), si ha amenorrea (cioè le mestruazioni sono assenti): è opportuno ricordare che attualmente tale sindrome rappresenta la seconda causa di amenorrea primaria dopo la sindrome di Turner. Le ovaie – normalmente presenti – infatti inducono la caratterizzazione femminile tipica della pubertà, ma le mestruazioni non compaiono in virtù dell’assenza dell’utero. La conseguenza più importante – e più drammatica per la donna – di questa malattia è l’impossibilità totale di avere una gravidanza data la mancanza dell’utero. Inoltre, finchè non si interviene chirurgicamente a creare un’apertura ed uno spazio vaginale, per la donna sarà impossibile la normale penetrazione vaginale durante i rapporti.Esternamente i genitali appaiono normali.

Tipologie

Esistono due tipologie di sindrome di Rokitansky:

  • sindrome di Rokitansky di primo tipo (MRKH di tipo I): si riscontra l’assenza solo di utero e vagina;
  • sindrome di Rokitansky di secondo tipo (MRKH di tipo II o MURCS -Müllerian aplasia, Renal aplasia and Cervico-thoracic Somite dysplasia):  si riscontra l’assenza di utero e vagina ma sono anche associate malformazioni di altri organi, tra cui reni, cuore e scheletro. In particolare il 40% delle donne malate presenta anomalie renali (il 15% nasce con un solo rene), il 10% presenta difficoltà uditive e il 10-12% anomalie scheletriche.

Il secondo tipo è generalmente considerato quello più grave e potenzialmente caratterizzato da sintomi e segni in quantità maggiore rispetto al primo tipo.

Un’altro tipo di classificazione, prevede tre gruppi:

  • Tipica agenesia mulleriana – Aplasia/ipoplasia uterovaginale isolata (prevalenza 64%);
  • Agenesia mulleriana atipica – Aplasia/ipoplasia uterovaginale con malformazione renale o aplasia/ipoplasia uterovaginale con disfunzione ovarica (prevalenza 24%);
  • Sindrome MURCS – Aplasia/ipoplasia uterovaginale con malformazione renale, malformazione scheletrica e malformazione cardiaca (prevalenza 12%).

Leggi anche: La ragazza con due vagine che ha dovuto perdere la verginità due volte

Diagnosi

La diagnosi di sindrome di Rokitansky è essenzialmente clinica. Tuttavia la normale visita medica va integrata con esami genetici per il controllo del cariotipo, un’ecografia pelvica e una risonanza magnetica per il controllo dell’anatomia interna. Importante anche una ecografia renale, visto che, come dicevo all’inizio dell’articolo, spesso tale patologia è associata e anomalie a carico di altri organi ed il rene è statisticamente quello più colpito.

Trattamento

Per quanto riguarda il trattamento è possibile ricostituire la vagina mediante intervento chirurgico di vaginoplastica: la costruzione di una neovagina è necessario per permettere alla paziente di avere una normale vita sessuale. Questo ovviamente non risolve il problema dell’assenza dell’utero (per cui permangono per tutta la vita l’infertilità e l’amenorrea), anche se in futuro si prevede che sarà possibile ricorrere al trapianto di utero. Già adesso presso la Clinica Ginecologica dell’ospedale Umberto I di Roma si stanno sperimentando nuove terapie a base di cellule staminali autogene, cioè prelevate dalla stessa paziente. Il trattamento con utero artificiale è ancora in fase di studio. Ritornando all’impossibilità di avere figli, una ulteriore brutta notizia è che l’assenza dell’utero rende impossibile anche il ricorso a tecniche di fecondazione in vitro. Rimane la possibilità della maternità surrogata (vietata in Italia) oppure ovviamente dell’adozione. I trattamenti effettuati sono finalizzati a migliorare il rapporto sessuale ed a migliorare la qualità della vita della paziente, soprattutto dal punto di vista psicologico. Per migliorare il rapporto sessuale sono utilizzati sia dilatatori vaginali, sia la chirurgia, che presenta numerosi approcci, tra i quali:

  1. il metodo McIndoe: prevede l’utilizzo di cute del paziente al fine di confezionare una vagina artificiale; dopo l’intervento l’uso di dilatatori vaginali può rendersi necessario in caso di stenosi.
  2. il metodo Vecchietti: consiste nell’inserimento, a livello del fondo cieco della vagina, di una dispositivo di forma ovalare che viene successivamente messo in trazione dall’interno dell’addome tramite un intervento laparoscopico; l’intervento dura in tutto 45 minuti. In tal modo la vagina può crescere in dimensione di 1 cm al giorno, creando una vagina normale in circa una settimana o più.

Il trapianto uterino è stato eseguito in un certo numero di persone con agenesia mulleriana, ma l’intervento è ancora in fase sperimentale. Poiché le ovaie sono presenti, le persone con questa condizione possono avere figli genetici attraverso la fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione a un portatore gestazionale. Nell’ottobre 2014, è stato riferito che un mese prima una donna svedese di 36 anni era diventata la prima donna con un utero trapiantato a dare alla luce un bambino sano. È nata senza utero, ma aveva ovaie funzionanti. Lei e il padre sono passati alla fecondazione in vitro per produrre 11 embrioni, che sono stati poi congelati. I medici dell’Università di Göteborg hanno quindi eseguito il trapianto di utero, essendo il donatore un amico di famiglia di 61 anni. Uno degli embrioni congelati è stato impiantato un anno dopo il trapianto e il bambino è nato prematuro a 31 settimane dopo che la madre aveva sviluppato la preeclampsia. La ricerca promettente include l’uso di strutture coltivate in laboratorio, che sono meno soggette alle complicazioni del tessuto non vaginale, e possono essere coltivate utilizzando le cellule della donna stessa come fonte di coltura. Il recente sviluppo di vagine ingegnerizzate utilizzando le cellule del paziente stesso ha portato a vagine perfettamente funzionanti capaci di mestruazioni e orgasmo in un certo numero di pazienti.

Supporto psicologico

Scoprire di essere affette dalla sindrome di Rokitansky è ovviamente uno shock molto forte per la donna, che avrà la certezza di non poter mai rimanere incinta oltre alla percezione di essere “meno donna” del normale. La diagnosi avviene spesso in giovane età, durante le prime fasi post-puberali e ciò rende ancora più traumatica la notizia: in questo senso è assai importante avere un supporto psicologico e psichiatrico, che aiuti la paziente ad accettare la malattia. Alcune pazienti potrebbero avere un forte contraccolpo psicologico e ricadere nella depressione, nell’isolamento sociale e perfino in idee suicidarie: in questi casi farmaci antidepressivi e psicoterapia possono essere di grande aiuto.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

I lati positivi del caldo: il sole estivo aumenta il testosterone

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COPPIA AMORE SESSO RAPPORTO INNAMORATI ESTATE SPIAGGIA MARE VACANZE TRAMONTOVi siete mai chiesti perché durante l’estate c’è un boom di nuove coppie? I motivi sono vari: le vacanze, l’assenza di stress, i vestiti si accorciano e diventano più provocanti… Ma per quel che riguarda l’uomo anche la chimica gioca la sua parte! Uno studio chiamato “Association of vitamin D status with serum androgen levels in men” portato a termine dai ricercatori dell’università di Graz (Austria) ha dimostrato il collegamento tra sole e libido maschile. Nei mesi estivi il sole favorisce nell’uomo l’aumento del livello di testosterone e l’attivazione di tutti gli altri ormoni, tra cui i feromoni. Per questo durante i mesi estivi, nei quali si è esposti maggiormente ai raggi solari, gli uomini accumulano più elevati livelli di testosterone ed il desiderio sessuale è maggiore (come maggiore è la voglia di tradire l’eventuale partner). Tale aumento di testosterone sembra protrarsi fino a settembre, mese nel quale il testosterone degli italiani è infatti quasi il doppio che nei mesi invernali.

Vitamina D e testosterone?

Il livello di testosterone aumenta quando cresce nell’organismo la vitamina D, sostanza che si innalza nell’organismo proprio in seguito all’esposizione ai raggi solari. Allo stesso tempo l’abbronzatura estiva è piacevole alla vista ed elimina alcuni inestetismi cutanei: ciò è in grado di migliorare la capacità attrattiva di entrambi i sessi ed i flirt estivi sono nell’uomo essi stessi fattori che aumentano il testosterone. Ma durante l’estate non solo aumenta il testosterone: con l’abbronzatura aumentano anche i feromoni, che hanno un ruolo chiave nel governare le reazioni istintive di fronte a un’altra persona. Insomma d’estate il corpo maschile si “gioca tutte le carte a sua disposizione” e libera tutte le sostanze chimiche in grado di attivare l’attrazione sessuale, senza considerare che il caldo estivo è un forte vasodilatatore e ciò facilita anche l’erezione del pene.

Il freddo inverno

Quando ci sono meno ore di luce, invece, il livello di testosterone diminuisce e cala anche il desiderio sessuale. Secondo gli esperti la libido mediamente cala a partire da novembre e raggiunge il suo livello più basso a febbraio, anche a causa della debolezza delle radiazioni solari in questo periodo. Una ricerca svolta nel 2012 tra i nostri pazienti maschi tra i 20 e i 60 anni, conferma questa tesi. La grande luce estiva, inoltre, ha un effetto euforizzante e antidepressivo in grado di stabilizzare l’umore e di rivitalizzare tutti i sensi. Basta pensare a come ci può rendere tristi il buio o una giornata di pioggia e di come invece ci rende allegri una bella giornata di sole e di luce. Buon sole e buona abbronzatura a tutti i lettori, ma sempre usando il buon senso!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

L’amplificazione del punto G per aumentare il piacere sessuale femminile

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEAumentare il volume del punto G? Una nuova tecnica, ancora poco conosciuta in Italia, lo permette!

Il  G-Spot Amplification™ o G-Shot™è un metodo sicuro, veloce, efficace e indolore per amplificare o aumentare il volume del punto di Grafenberg (G-Spot o punto-G) per mezzo di una sostanza dalla formulazione originale. L’ingrediente attivo è un collagene sottoposto a un particolare trattamento che rende superflui i test allergologici preliminari, diversamente dalla maggior parte dei prodotti a base di collagene presenti sul mercato.

Il trattamento, che avviene in ambulatorio con una semplice anestesia locale e dura pochi minuti, rende più facile localizzare il punto-G e pertanto aiuta la donna a ottenere il massimo piacere sessuale. Il G-Spot Amplification™  è stato inventato e messo a punto dal dr. David Matlock del Laser Vaginal Rejuvenation Institute™  Medical Associates, Inc., un centro medico statunitense riconosciuto in tutto il mondo per le sue pionieristiche tecniche chirurgiche di ringiovanimento vaginale e di laser-vaginoplastica.

Gli studi del dott. Matlock confermano che il 95% delle donne sottoposte al trattamento riportano un aumento della gratificazione sessuale. Se questi risultati saranno confermati da ulteriori studi sono sicuro che in pochi anni questo semplice intervento diventerà tra le operazioni ambulatoriali più richieste dalle donne.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Iniezione di acido ialuronico sul pene: il rapporto sessuale dura quattro volte di più!

MEDICINA ONLINE SESSO AMORE COPPIA RAPPORTO SESSUALE ATTRAZIONEL’eiaculazione precoce non fa più paura grazie ad un nuovo rivoluzionario metodo. Da oggi sarà possibile durare più a lungo mentre si fa l’amore grazie ad una ricerca scientifica che a portato alla creazione di un filler a base di acido ialuronico da iniettare sul glande. Quest’ultimo, una volta iniettato all’interno della parte terminale del pene, consentirebbe di aumentare di quattro volte la durata di un rapporto sessuale, almeno stando a quanto affermato da Alessandro Littara, direttore del Centro di Medicina sessuale di Milano.

La ricerca anti eiaculazione precoce, pubblicata di recente sulla rivista International Journal of Impotence Research è stata eseguita beneficiando della partnership di diversi centri universitari, fra cui l’Institute for Membrane and System Biology dell’Università di Leeds e il dipartimento di specialità chirurgiche di Reggio Emilia.

Per giungere alla scoperta di questo rivoluzionario metodo in grado di estendere l’orgasmo, i ricercatori hanno preso in esame un gruppo di oltre 100 pazienti con un’età compresa fra i venticinque e i quarant’anni. Tutti i soggetti in questione avevano una partner fissa da almeno 12 mesi e soffrivano di eiaculazione precoce. Il detto disturbo finiva con il manifestarsi dopo appena un minuto dall’inizio del rapporto sessuale.

Grazie alle iniezioni sul glande, l’80% di coloro che hanno preso parte allo studio è riuscito a migliorare le proprie performance sessuali. Oltre a riscontrare un considerevole aumento della durata delle proprie prestazioni, gli ex eiaculatori precoci hanno finito con il riscontrare anche una maggiore durata nel partner. Quest’ultimo caso si sarebbe verificato nel 70% dei casi. E’ inoltre stato riscontrato una crescita del volume del glande, tutto ciò senza alcun effetto collaterale o complicazione di sorta. Per quel che concerne i dettagli tecnici, la durata del filler si aggira intorno ai 12 mesi, tuttavia, l’effetto del medesimo in molti casi ha superato i 18 mesi.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!