Differenza tra raffreddore e influenza: sintomi comuni e diversi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA RAFFREDDORE INFLUENZA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgInfluenza e raffreddore sono spesso confusi tra loro ed usati (erroneamente) come sinonimi, anche perché in effetti alcuni sintomi e ssegni sono comuni ad entrambe. Cerchiamo oggi di capire quali sono le differenze ed i punti in comune tra le due condizioni..

Con il termine “influenza” si tende a comprendere molte forme di malattia infettiva respiratoria acuta, dovute a diversi virus. In realtà si può parlare di “vera influenza” solo se ci sono tre condizioni presenti contemporaneamente:

  • febbre elevata >38 ad insorgenza brusca;
  • sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari;
  • sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola.

L’influenza è causata dal virus dell’influenza, un virus a RNA della famiglia degli Orthomyxoviridae. In tutti gli altri casi si parla genericamente di infezioni respiratorie acute o sindromi para-influenzali, come ad esempio il raffreddore comune, una rinofaringite acuta infettiva virale causata solitamente da rhinovirus.

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Cause di influenza e raffreddore

Sia raffreddore comune che influenza sono infezioni virali (cioè causate da virus) del tratto respiratorio superiore (cioè che colpiscono soprattutto le prime vie respiratoria), ma è importante ricordare che, seppur simili, sono causati da fattori eziologici diversi. I virus più comunemente responsabili del raffreddore sono:

  • Rhinovirus, un genere di Picornaviridae (fino all’80% dei casi di raffreddore comune);
  • Coronavirus (circa 15%);
  • Orthomyxoviridae (circa 5%);
  • il virus respiratorio sinciziale umano, l’adenovirus, l’enterovirus e il metapneumovirus, ed altre centinaia di tipi di virus diversi sono responsabili di circa l’1% dei casi di raffreddore (spesso nell’infezione è coinvolta più di una specie virale).

Invece, per quel che riguarda l’influenza, la causa risiede sempre nei virus appartenenti alla famiglia Orthomyxoviridae:

  • Influenzavirus A,
  • Influenzavirus B,
  • Influenzavirus C.

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Sintomi e segni di influenza e raffreddore

Raffreddore ed influenza hanno alcuni sintomi e segni in comune, tra cui:

  • naso chiuso con difficoltà a respirare;
  • naso che cola;
  • starnuti isolati o ripetuti;
  • gola infiammata e dolorante;
  • difficoltà nel deglutire;
  • tosse grassa o secca;
  • dolori muscolari;
  • mal di testa;
  • poco appetito;
  • astenia (mancanza di forze).

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Differenze tra raffreddore ed influenza

Nonostante la presenza di sintomi e segni simili tra loro, raffreddore ed influenza presentano alcune importanti differenze. Oltre alle differenze eziologiche, ricordiamo infatti che:

  • mentre la febbre è presente nell’influenza e tende ad essere mediamente elevata, invece nel raffreddore la febbre può anche essere assente oppure ad essere mediamente bassa (stato febbrile, febbricola);
  • nell’influenza la febbre si innalza più rapidamente che nel raffreddore;
  • nell’influenza tendono ad essere presenti anche brividi di freddo, di solito assenti nel raffreddore;
  • statisticamente è più facile soffrire di raffreddore che di influenza: il raffreddore comune è infatti la malattia umana più frequente al mondo;
  • il raffreddore tende a risolversi più rapidamente rispetto all’influenza;
  • i sintomi dell’influenza tendono ad essere più gravi rispetto a quelli del raffreddore;
  • nulla vieta che un raffreddore possa complicarsi con una influenza, né che una influenza possa complicarsi con un raffreddore: le due infezioni possono colpire contemporaneamente.

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Terapie di influenza e raffreddore

Nella maggioranza dei casi, sia raffreddore che influenza sono patologie autolimitanti, cioè che fondamentalmente passano da sole e senza alcun intervento medico, in un tempo che di solito non supera una settimana. E’ indicato il riposo, la corretta idratazione, una dieta leggera, l’uso di paracetamolo (Tachipirina) per abbassare la febbre e – se presenti sintomi dolorosi, l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ad esempio: ibuprofene (Brufen, Moment, Momendol, Buscofen), ketoprofene (Oki), acido acetilsalicilico (Aspirina, Vivin C). Utile l’assunzione anche di un integratore alimentare multivitaminico completo anche di sali minerali. In caso di catarro, può essere utile un mucolitico (come Mucosolvan) ed anche eventualmente uno sciroppo per la tosse. Per favorire la liberazione delle vie respiratorie sono molto efficaci anche i lavaggi nasali con soluzione salina o un bagno caldo con oli essenziali, come l’eucalipto o menta. Solo in casi specifici possono essere usati farmaci particolari, come ad esempio cortisonici applicati localmente a livello nasale. Se le vie aeree sono fortemente infiammate e congestionate e c’è il rischio di soffocamento, un cortisonico per endovena permette di tornare a respirare normalmente in tempi rapidi, eventualmente col supporto di una ossigenoterapia. Le eventuali complicanze batteriche richiedono antibiotici con spettro appropriato. In alcuni casi anche farmaci antivirali possono essere somministrati.

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Influenza e raffreddore: quando chiedere il parere del medico?

Nella maggioranza dei casi, sia raffreddore che influenza sono patologie di lieve entità, tuttavia in alcuni casi possono essere gravi o comunque essere la spia di altre patologie. Particolare attenzione va riservata ad alcune categorie di pazienti, soprattutto bambini, anziani, persone debilitate da altre patologie, persone con sintomi gravi (come dispena intensa, cioè forte difficoltà a respirare) persone immunocompromesse (ad esempio con AIDS), donne incinte e persone che presentano frequenti episodi di raffreddore e/o influenza, specie se con febbre alta e con durata della patologia che supera una settimana senza accennare una diminuzione dei sintomi. E’ infine importante rivolgersi al proprio medico se si teme di essere stato contagiato dal Covid-19.

I migliori prodotti in caso di febbre, influenza e raffreddore

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Come indossare un profilattico in modo semplice e sicuro

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE PRESERVATIVO PROFILATTICO IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE CIl profilattico, o preservativo o condom, è uno dei metodi contraccettivi più sicuri ed efficaci in assoluto, tuttavia tale efficacia è molto legata al suo corretto uso: un uso sbagliato del profilattico può farvi pensare di essere protetti quando in realtà non lo siete e ciò può portare a situazioni di gravidanza non desiderata. Vediamo oggi come indossare un preservativo in pochi semplici passaggi.

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1) Apri l’involucro del preservativo con attenzione usando i bordi per l’apertura facilitata. Spingi il condom lontano dal bordo che intendi strappare e sfrutta il sistema di apertura facilitata. In genere questo si presenta come un bordo a “zig-zag” studiato per lacerarsi velocemente e senza difficoltà. Non farti trascinare dalla passione del momento: non strappare rapidamente e con violenza l’involucro di alluminio, non usare le forbici, i denti, un coltello o altri strumenti affilati, altrimenti potresti rompere il preservativo, ed un profilattico lacerato non ti proteggerà dalle malattie e non eviterà gravidanze indesiderate. Evitate di rompere il preservativo, specie se è l’unico che avete.

2) Cerca di capire in quale direzione è stato arrotolato il condom. A volte non è un’operazione semplice, soprattutto se ti trovi al buio, quindi accendi la luce. Se il profilattico è stato avvolto con il lato “dritto” all’esterno, allora dovrebbe esserci una piccola linguetta o un orlo sul bordo. Se è stato arrotolato al “rovescio” allora il bordo sarà liscio. Puoi usare le dita per capire meglio:

  • Metti il preservativo sul pollice senza srotolarlo. Appoggialo in equilibrio come se fosse un cappellino per il dito.
  • Fai scorrere l’indice sul lato del condom, dalla punta all’anello.
  • Se il dito resta incastrato sul bordo inferiore, allora il preservativo è “al dritto”, in caso contrario è stato arrotolato “al rovescio”.
  • In questo secondo caso, afferra il profilattico per il bordo e rivolgi la punta dello stesso verso la bocca; soffia sulla punta per rovesciarla.
  • Accertati che il serbatoio che si trova sulla punta sia nella giusta direzione. Questo dovrebbe già puntare all’esterno dell’estremità del condom, ma a volte si inverte durante la fase di confezionamento. Verifica che sia orientato nel giusto verso, in modo che il resto del preservativo si srotoli in direzione opposta da esso.
  • Evita, se possibile, di usare lubrificante ulteriore.
  • Ricorda: non srotolare il preservativo se non quando lo stai indossando sul pene eretto, altrimenti ne riduci l’efficacia e sarà molto più difficile da indossare.

3) Accertati che il pene sia completamente eretto. Il preservativo deve avvolgerlo sempre in maniera molto aderente senza stringere e allo stesso tempo senza lasciare zone allentate. Se cerchi di srotolare un profilattico sul pene non del tutto in erezione, la protezione non “calzerà” correttamente e ci saranno maggiori probabilità che si sfili o si rompa durante il rapporto sessuale. Il preservativo dovrebbe passare dall’involucro singolo ai genitali relativamente in fretta. Non aprirlo finché non sei pronto a usarlo e non riciclare mai un profilattico usato.

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4) Srotola il preservativo. Dovrebbe dispiegarsi sull’asta del pene per tutta la sua lunghezza senza difficoltà. Se ti accorgi che stai cercando di indossarlo per il verso sbagliato, gettalo e ricomincia da capo. Il pene in erezione produce un liquido prima dell’eiaculazione (chiamato liquido di Cowper) che potrebbe contenere degli spermatozoi. Se il preservativo è entrato in contatto con questa secrezione, capovolgerlo e riapplicarlo potrebbe esporre il partner a malattie veneree e in rari casi portare a una gravidanza. Per indossare un profilattico segui queste istruzioni:

  • Pizzica il serbatoio tra due dita con una mano per chiuderlo e metti il preservativo sulla punta del pene in erezione con l’altra mano.
  • In seguito, srotola delicatamente il condom su tutta la lunghezza dell’asta del pene, lisciando eventuali bolle d’aria non appena si creano.
  • Rispetta le stesse indicazioni anche per applicare un profilattico a un giocattolo sessuale.

5) Durante l’utilizzo, controlla periodicamente che il preservativo non si sia rotto. Anche se non è certo né romantico che eccitante, è importante controllare l’integrità del profilattico. In alcuni casi il profilattico può rompersi e i partner, presi dalla foga del rapporto, possono non accorgersi di eventuali rotture. Se dovesse lacerarsi o sfilarsi durante il rapporto sessuale, sostituiscilo immediatamente e valuta di utilizzare un sistema contraccettivo di emergenza, come la pillola del giorno dopo. Questo farmaco impedisce la gravidanza prima che avvenga ritardando l’ovulazione o bloccando la fecondazione; per tale motivo non deve essere considerata una “pillola abortiva”.

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6) Estrai il pene e rimuovi il preservativo subito dopo l’eiaculazione. Afferra il condom per la base con una mano ed estrailo per evitare che si sfili ed esca il suo contenuto. Non lasciare che il pene avvolto dal profilattico torni flaccido prima di estrarlo, altrimenti il condom potrebbe cadere o restare nel partner.

Importante:

  • Sostituisci il condom quando passi da un tipo di penetrazione a un altro. Se vuoi passare da un rapporto anale a uno vaginale, per esempio, devi cambiare preservativo per ridurre il rischio di infezioni. Il batterio Escherichia coli che si trova nel retto causa infezioni urinarie[16] o una grave infezione vaginale. Se il pene passa dall’ano alla bocca, potrebbero svilupparsi serie infezioni gastriche.
  • Butta il profilattico in modo opportuno. Lega l’apertura con un nodo per evitare che il contenuto fuoriesca, avvolgilo in un fazzoletto di carta o nella carta igienica e gettalo nella spazzatura. Non scaricarlo nel WC. La maggior parte delle fosse settiche non è in grado di smaltire un preservativo e alla fine potrebbe ostruirsi.
  • Prima di usare un profilattico, controlla la sua data di scadenza sulla confezione. Se il profilattico è scaduto, non usarlo.
  • Conserva in modo opportuno i profilattici: se non li riponi correttamente, il materiale di cui sono composti diventa fragile e potrebbe rompersi. I condom che sono stati esposti al calore o alla luce hanno maggiori probabilità di lacerarsi. Non tenerli nella tasca posteriore dei pantaloni, nel portafoglio o nel vano portaoggetti dell’auto. Se pensi di avere dei rapporti sessuali durante la serata, mettine un paio nel portafoglio o in auto prima di uscire, ma non lasciarli lì per giorni o settimane. Riponili in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce solare diretta. Lasciali nel loro involucro finché non dovrai usarli.

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Differenza tra febbre ed influenza

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE FEBBRE HO FREDDO NON FAME Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina GluteCon il termine “influenza” si tende a comprendere molte forme di malattia infettiva respiratoria acuta, dovute a diversi virus. In realtà si può parlare di “vera influenza” solo se ci sono tre condizioni presenti contemporaneamente:

  • febbre elevata >38 ad insorgenza brusca;
  • sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari;
  • sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola.

L’influenza è causata dal virus dell’influenza, un virus a RNA della famiglia degli Orthomyxoviridae. In tutti gli altri casi si parla genericamente di infezioni respiratorie acute o sindromi para-influenzali, come ad esempio il raffreddore comune, una rinofaringite acuta infettiva virale causata solitamente da rhinovirus.

Altri sintomi di comune riscontro nell’influenza, comprendono:

  • naso chiuso con difficoltà a respirare;
  • naso che cola;
  • starnuti isolati o ripetuti;
  • gola infiammata e dolorante;
  • difficoltà nel deglutire;
  • tosse grassa o secca;
  • dolori muscolari;
  • mal di testa;
  • poco appetito;
  • astenia (mancanza di forze).

La febbre o piressia è un segno clinico; si definisce come uno stato patologico temporaneo che comporta un’alterazione del sistema di termoregolazione ipotalamico e una conseguente elevazione della temperatura corporea al di sopra del valore considerato normale (circa 36.8 gradi in condizioni basali). La febbre può essere indotta da numerosi processi patologici innescati da stimoli endogeni o esogeni, come ad esempio una infezione respiratoria come l’influenza.

Da quanto detto appara chiara la differenza tra influenza, una patologia infettiva respiratoria acuta, e la febbre, un segno clinico caratterizzato da innalzamento della temperatura corporea. Nell’influenza si ha sempre febbre, mentre la febbre non è necessariamente causata da influenza; ad esempio una febbre intermittente può essere causata da linfoma di Hodgkin.

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Herpes labiale: cause, sintomi, rimedi, trattamenti e farmaci

woman's face with a drying herpes on lipsOltre ad essere pruriginoso e doloroso, l’herpes labiale (più comunemente conosciuto come “febbre delle labbra”) può procurare disagio. Alcuni trattamenti, se impiegati alle prime avvisaglie di un focolaio, contribuiscono a ridurre la durata dell’infezione. Altri, invece, possono alleviare i sintomi. Nel corso dell’articolo, spiegheremo come riconoscere un focolaio di herpes labiale, come prevenirne la comparsa e in che modo curare questa spiacevole infezione.

La causa non è da ricercarsi nel raffreddore

L’herpes labiale non è causato dal raffreddore comune, bensì dal virus Herpes Simplex (HSV), trasmissibile attraverso il contatto con pelle infetta o fluidi corporei. Esistono due tipi di virus Herpes Simplex, il tipo 1 e il tipo 2. L’herpes labiale di solito è causato dal virus di tipo 1. Questo tipo di virus danneggia la pelle nel momento in cui inizia a riprodursi, dando così luogo alla formazione dell’herpes labiale, che può durare una settimana circa. Tra un focolaio e l’altro, il virus Herpes Simplex di tipo 1 si nasconde all’interno delle cellule nervose, impedendo quindi una guarigione permanente.

Chi può contrarre l’infezione e perché

Molte sono le persone che nel corso delle loro vita sono state infettate dal virus Herpes Simplex di tipo 1. Ma perché alcuni individui non contraggono il virus? La risposta potrebbe essere correlata al corredo genetico. Uno studio condotto nel 2008 ha identificato 6 geni presenti nella maggior parte delle persone che contraggono l’herpes labiale. Tre di questi geni possono essere relazionabili alla modalità con cui il virus Herpes Simplex di tipo 1 si riattiva, dando origine ai focolai.

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Lo stress può essere un fattore scatenante

Il virus Herpes Simplex di tipo 1, una volta penetrato nell’organismo, rimane inattivo per la maggior parte del tempo, nascondendosi nei nervi. Molte persone presentano fattori scatenanti simili, che tendono a riattivare tale virus comportando quindi la comparsa di herpes labiale. La luce del sole, la febbre, lo stress e il ciclo mestruale rientrano nella categoria dei fattori scatenanti più comuni. Alcune persone contraggono l’herpes labiale un paio di volte all’anno, ma per altre può essere un frustrante e stressante rituale mensile.

Le afte non sono la stessa cosa

L’herpes labiale di solito compare sulle labbra, mentre le afte all’interno della bocca. Le afte non comportano il virus dell’herpes e non sono contagiose. La loro causa è sconosciuta. L’herpes labiale generalmente è caratterizzato, nella fase iniziale relativa alla sua formazione, da pelle rossa e irritata. In una fase successiva si ha la formazione di vescicole, la rottura delle stesse e infine la formazione di una crosticina che coincide con l’inizio guarigione.

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Herpes labiale e contagio

L’herpes labiale è causato dal danno occorso a carico della pelle nel momento in cui il virus si riproduce all’interno delle cellule infette. La fase in cui la cute diventa pruriginosa o rossa, contraddistingue la probabile presenza del virus Herpes Simplex di tipo 1 e quindi la possibilità di trasmettere il virus stesso. La fase in cui l’herpes labiale risulta essere maggiormente contagioso, coincide con la presenza di vescicole e in concomitanza alla loro rottura, sino al momento in cui la pelle guarisce completamente tornando ad assumere un aspetto normale. Tuttavia, alcune persone possono trasmettere il virus attraverso la saliva in qualsiasi momento, anche se non hanno mai contratto l’herpes labiale.

Come avviene la trasmissione del virus?

Il virus Herpes Simplex si diffonde attraverso i fluidi corporei. Di solito è presente sulle labbra di una persona infetta, anche nel caso in cui l’herpes non sia oggettivamente visibile. Quindi, il modo principale con cui viene trasmesso è il bacio. Poiché il virus Herpes Simplex di tipo 1 può trovare terreno fertile anche nella saliva, la condivisione di posate o bicchieri può favorire l’infezione. Praticare rapporti orali può comportare la trasmissione dell’infezione da virus Herpes Simplex di tipo 1 ai genitali del partner.

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Come evitare la diffusione del virus?

La cautela è d’obbligo. Quindi è bene evitare baci, rapporti orali e la condivisione di spazzolino da denti, posate o bicchieri. Questo ridurrà notevolmente la diffusione del virus Herpes Simplex di tipo 1, anche se esiste la possibilità di non poter evitarne in toto la diffusione.

Come alleviare il dolore?

Sebbene il focolaio iniziale possa durare sino a 2 settimane, i focolai ricorrenti durano solitamente 1 settimana circa. Alcune persone possono trarre sollievo dall’applicazione di impacchi caldi o freddi. Non esiste una cura per l’herpes labiale, ma alcune creme e alcuni gel acquistabili in farmacia possono arrecare un sollievo sintomatico di bruciore e dolore.

Applicazione di creme antivirali

Le creme antivirali possono ridurre i tempi di guarigione, se applicate alle prime avvisaglie di un focolaio. Come farmaco da banco è disponibile la crema al docosanolo (Abreva). Per quanto concerne le formulazioni topiche contenenti aciclovir (Zovirax) e penciclovir (Denavir), è necessaria la prescrizione medica. Per approfondire, leggi anche: Aciclovir 400 e 800 mg compresse e sospensione orale: foglietto illustrativo

Herpes labiale e altre parti del corpo

E quando l’herpes compare in una zona diversa dalle labbra? Non è così comune, ma l’herpes labiale può comparire ovunque sul viso, anche su guance, mento o naso. Nella maggior parte dei casi tende a ricomparire nel medesimo punto. E’ possibile, sebbene sia un’eventualità piuttosto rara, che il virus dell’herpes labiale si estenda anche ad altre parti del corpo. Questo può accadere nel caso in cui si tocchi una zona con pelle lacerata o una membrana mucosa (il rivestimento protettivo umido della pelle presente in zone come occhi o vagina), dopo aver toccato la zona infetta. Questo meccanismo può comportare l’insorgenza di una infezione cutanea da herpes. Tale auto-diffusione o autoinoculazione può essere prevenuta lavandosi le mani ed evitando di toccare l’herpes labiale.

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Quando l’herpes infetta l’occhio

Tra le zone passibili ad infezione è possibile trovare dita (eczema erpetico o patereccio erpetico) e occhio (herpes oculare). L’herpes oculare colpisce principalmente la cornea. E’ la causa infettiva più comune di cecità corneale negli Stati Uniti. E’ necessario un trattamento immediato per evitare danni all’occhio. Il patereccio erpetico è doloroso. Quando i bambini contraggono quest’ultimo, di solito la causa è da ricercarsi nella diffusione del virus tramite il passaggio di quest’ultimo dalla zona infetta alle dita attraverso la suzione di dita e pollice.

Prevenzione dei focolai

Può risultare difficile prevenire completamente l’herpes labiale, ma ridurre i fattori scatenanti può essere di aiuto:

  • evitare l’esposizione alla luce solare o applicare creme solari e balsami per le labbra in grado di bloccare i raggi UV;
  • Imparare e praticare tecniche di gestione dello stress;
  • mantenere il sistema immunitario sano, dormendo a sufficienza e praticando quotidianamente attività fisica.

In caso di focolai ricorrenti o di grave entità, è consigliabile consultare il medico.

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Forsizia: cos’è e quali proprietà curative possiede?

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Raffreddore: rimedi naturali e farmacologici

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma RAFFREDDORE RIMEDI NATURALI E FARMACI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl raffreddore è una rinofaringite acuta infettiva virale causata solitamente (ma non esclusivamente) da Rhinovirus (virus a RNA appartenenti alla famiglia Picornaviridae). Questo virus causa una infezione delle prime vie respiratorie – in particolare del naso e della gola – che è fastidiosa ma di solito non grave. I sintomi del raffreddore comprendono:

  • starnuti,
  • produzione abbondante di muco,
  • congestione nasale,
  • catarro,
  • mal di gola,
  • tosse,
  • mal di testa,
  • sensazione di stanchezza.

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Si tratta della malattia umana più comune: infetta gli adulti in media 2-4 volte l’anno, e i ragazzi in età scolare fino a 12 volte l’anno; in talune popolazioni non è raro incontrare tassi di infezione superiori a 3 all’anno per persona. Il raffreddore comune è distinto dall’influenza, che è un’infezione virale più seria del tratto respiratorio, caratterizzata dall’insorgenza di ulteriori sintomi quali un rapido innalzamento della temperatura, brividi di freddo, dolori muscolari. Per quanto il raffreddore comune in sé non sia generalmente rischioso per la vita del paziente, le sue complicazioni, quali per esempio la polmonite, possono esserlo.

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Raffreddore: rimedi casalinghi

  • Salvia: sapevate che la salvia oltre ad essere un potente antibatterico è efficace anche contro il raffreddore? Basta mettere in infusione 3 foglie di salvia in una tazza di latte bollente dolcificato con il miele. Dopo 10 minuti togliere le foglie e degustare lentamente. Sembra che sia un vero e proprio toccasana.
  • Sambuco: da bere ogni giorno fino a guarigione completa. Come? Mettendo in infusione le bacche di sambuco in una tazza di acqua calda, lasciare riposare 10 minuti, filtrare e bere. Semplice, rapido e casalingo, la tisana al sambuco è un rimedio della nonna per il raffreddore tra i più antichi. Se vi fosse anche un po’ di febbre, un ottimo rimedio è la tisana fatta con parti uguali di foglie di tiglio e sambuco, da bere calda.
  • Brodo di pollo: tra i rimedi veloci per il raffreddore c’è certamente il brodo di pollo. Usato da generazioni e generazioni, il brodo di pollo aiuta ad allontanare il raffreddore grazie al brodo caldo che agisce come antiinfiammatorio.
  • Bagno caldo: vecchio come il cucco, il bagno caldo è un rimedio che fa bene per tante patologie. Nel caso del raffreddore è un coaudivante della congestione. Aggiungendo poi all’acqua calda alcune gocce di essenza di menta, il naso ne gioverà.
  • Aglio e limone: dal gusto deciso e di sicuro successo è la tisana a base di aglio e limone in cui è possibile aggiungere un po’ di miele per rendere il sapore più gradevole. Come si prepara questo rimedio della nonna per il raffreddore? Semplicemente mescolando il succo di 1 limone con uno spicchio di aglio tritato in una tazza di acqua calda. Lasciare in infusione per qualche minuto e bere ancora caldo. Si consiglia di assumere questo trattamento almeno 2 o 3 volte al giorno per tutta la durata dei sintomi.
  • Zenzero e limone: limone antisettico naturale è protagonista di molte ricette contro il raffreddore. In questo caso si accompagna con lo zenzero e acqua calda per preparare un infuso capace di decongestionare le mucose in modo molto rapido.
  • Inalazioni: le inalazioni sono rimedi tipici per chi è congestionato. Farli è molto semplice: è sufficiente prendere una ciotola di acqua bollente, mettere in infusione alcune gocce di olio essenziale di menta o di tea tree oil, coricarsi sulla bacinella, coprirsi con un asciugamano e respirare profondamente. I vapori aiuteranno il muco a sciogliersi regalando un respiro fluido. Da fare al bisogno o prima di coricarsi. Molto valide anche le inalazioni con acqua calda e sale rosa.

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Raffreddore: rimedi farmacologici

I trattamenti che aiutano ad alleviare i sintomi includono l’assunzione di semplici analgesici e antipiretici come l’ibuprofene ed il paracetamolo (Tachipirina). È stato provato che i medicinali contro la tosse non sono più efficaci degli analgesici semplici e non sono raccomandati per l’uso nei bambini a causa della scarsa efficacia e per i loro potenziali effetti collaterali. Negli adulti, la rinorrea può essere ridotta grazie all’assunzione di antistaminici di prima generazione, tuttavia, il loro uso è associato a effetti indesiderati quali la sonnolenza. Gli antistaminici di seconda generazione, invece, non sembrano essere efficaci. I decongestionanti come la pseudoefedrina risultano essere utili, mentre gli spray nasali a base di ipratropio possono ridurre la rinorrea ma sono poco attivi sulla congestione nasale e controindicati per lunghi periodi.
Gli antibiotici non hanno alcun effetto contro le infezioni virali e quindi non hanno alcuna efficacia contro i virus che causano il raffreddore comune, tuttavia essi sono ancora frequentemente prescritti, specie nel tentativo di escludere eventuali complicazioni che potrebbero essere sensibili agli antibiotici. Non vi sono farmaci antivirali efficaci per il trattamento causale del raffreddore comune, anche se alcune ricerche preliminari hanno dimostrato benefici per alcune molecole.

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Consigli pratici:

  • non usare fazzoletti di stoffa, ma privilegiare quelli di carta e usarne sempre uno nuovo ogni volta che ci si soffia il naso;
  • il naso va soffiato molto spesso: meno tempo rimane il muco nelle narici e più rapidamente se ne andrà l’infezione;
  • è importante che la casa sia continuamente aerata, anche se la stagione è fredda, per non consentire ai batteri di proliferare con più facilità;
  • bere molta acqua aiuta a fluidificare il muco e quindi ne favorisce l’espulsione.

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Mal di gola forte: rimedi naturali e farmaci per farlo passare

MEDICINA ONLINE MALE MAL DI GOLA BRUCIORE TONSILLE TOSSE SECCA GRASSA PRODUTTIVA PERSISTENTE CONTINUA CRONICA DOLORE INFLUENZA FEBBRE RAFFREDDORE NASO CHIUSO PETTO RIMEDI CURE TEMPERATURA TOSSIRE FARMACI MUCOLITICO.jpgIl raffreddore ed il mal di gola sono sinonimo di un’infiammazione della mucosa nasale e della gola. Quando siamo di fronte ad un’infiammazione, è necessario adoperarsi per spegnerla. Come fare? Utilizzando queste piante o alimenti che aiutano e favoriscono il ripristino dello stato di salute:

  • ginseng siberiano;
  • echinacea;
  • propoli;
  • sambuco;
  • curcuma;
  • eucalipto;
  • miele.

Per prevenire il mal di gola usa il ginseng siberiano, che è un vegetale che cresce nelle steppe russe: è ricco di principi attivi che migliorano l’attività degli anticorpi e ha un’azione ricostituente. Si trova in capsule e se ne assume una al giorno per un mese, per rinforzare le difese immunitarie . Ai primi sintomi prendi l’acerola Questa pianta, che è una miniera di vitamina C, è un coadiuvante delle difese immunitarie e si usa quando la gola inizia a “pizzicare”. In commercio l’acerola si trova sotto forma di estratto secco, da assumere prima del posti principali (una capsula alla volta) con un bicchier d’acqua per almeno una settimana, quando Il mal di gola inizia a manifestarsi.

Gli estratti o tinture madri di echinacea e propoli sono il rimedio ideale per rinforzare il sistema immunitario in caso di raffreddore o mal di gola. L’ideale è assumerle almeno tre volte al giorno, lontano dai pasti, quando il sintomo è attivo. Continuare poi una volta al giorno a digiuno, per almeno una settimana, dopo la scomparsa del sintomo.

Il sambuco è utilissimo per liberare le vie aeree e spegnere l’infiammazione: si trova in succo o in tisana.

Curcuma e miele sono un rimedio di eccellenza per il mal di gola: miscelati insieme, aggiungendo anche qualche goccia di limone, svolgono funzione antinfiammatoria e antibatterica.

L’olio essenziale di eucalipto è utilissimo in caso di raffreddore perché aiuta a liberare il naso e sfiammare la mucosa: bastano poche gocce in acqua bollente, per effettuare i fumenti.

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Consigli per diminuire il mal di gola

  • per ridurre il gonfiore e alleviare il fastidio, sono molto utili i gargarismi con colluttorio o con un cucchiaino di sale in una tazza di acqua tiepida. Vanno effettuati con la testa inclinata verso l’alto, per diverse volte al giorno, senza inghiottire il liquido.
  • Mantenere un’adeguata umidità degli ambienti, utilizzando umidificatori elettrici e controllando che le vaschette appese ai termosifoni siano sempre rifornite d’acqua. Assicuratevi , inoltre, che la temperatura dell’ambiente non superi i 20°C.
  • Cercar di riposare molto, dormendo circa 11-13 ore al giorno, fino alla scomparsa dei sintomi, ma mantenete le abitudini nel sonno notturno.
  • Bevete più del dovuto: l’uomo 3 litri d’acqua al giorno e la donna 2,2 litri per aiutare le secrezioni nella gola. Non abusate del caffè, in quanto può portare alla disidratazione e consumate sport drink (es Gatorade) per reintegrare i sali, gli zuccheri e i minerali necessari a combattere il mal di gola.

Farmaci per il mal di gola

Per curare il mal di gola, dovrebbe essere sufficiente utilizzare il paracetamolo (Tachipirina) o i farmaci antinfiammatori non steroidei, come l`acido acetilsalicilico e l`ibuprofene. Nei casi più lievi, quando il fastidio alla gola non è accompagnato da alcuna linea di febbre, possono essere d`aiuto anche spray, collutori e pastiglie disinfettanti.
Non è il caso di invece di assumere antibiotici “fai da te”, prima di tutto perché la maggior parte delle volte la causa della malattia è un virus, contro cui questi farmaci sono assolutamente inutili, e poi perché anche quando il mal di gola è di origine batterica deve essere il medico a prescrivere l`antibiotico più adatto al caso.

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Vaccini: servono davvero? Tutte le verità scientifiche

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma VACCINI SERVONO DAVVERO SI NO VERITA SCIENZA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pen.jpgQuando si rompe un tubo in casa, io chiamo il professionista dei tubi, cioè il mio idraulico di fiducia. Se lui mi dice che devo effettuare un certo lavoro, io lo faccio perché io sono un medico e di tubi non ci capisco… un tubo! L’esperto è lui: ad ognuno il suo lavoro. Penso che questo valga un po’ per chiunque. Mi chiedo perché invece, quando si tratta una cosa un pelino più importante – la nostra salute – ognuno diventa esperto, anche se si occupa di edilizia, di vendere immobili o di software per computer. Gente che non saprebbe dire manco la differenza non dico tra una glicoproteina CD4 ed una glicoproteina CD8, ma neanche tra un virus ed un batterio, improvvisamente diventa esperta di biologia molecolare ed esprime giudizi netti sui vaccini, condannandoli. Ma il problema non è tanto se un trentenne pensa che i vaccini siano il male assoluto: il problema è che non vaccina i suoi figli, bambini inermi che subiscono le scelte scellerate dei genitori. E’ proprio a questi genitori sono dedicate le prossime verità scientifiche.

Cosa sono i vaccini ed a cosa servono?
I vaccini sono preparati somministrati all’organismo per prevenire alcune malattie infettive. Stimolano il sistema immunitario affinché si difenda contro specifici germi, contenuti al loro interno in forma inattiva, ovvero incapaci di provocare la malattia ma in grado di stimolare la produzione di anticorpi per contrastarla.

Quali malattie si possono prevenire?
Le malattie che ad oggi i vaccini prevengono sono numerose: difterite, epatite A, epatite B, herpes zoster, influenza, meningiti, sepsi, polmoniti, morbillo, tumori e malattie dovute a papilloma virus, parotite, pertosse, poliomielite, rosolia, diarree infantili da rotavirus, tetano, varicella.

Perché dovremmo vaccinarci?
Perché i vaccini ci proteggono dalle malattie infettive. Pertanto più individui della comunità sono vaccinati, meno probabile è il contagio. Ne consegue una riduzione notevole del numero di persone malate.

A chi sono destinate le vaccinazioni?
Esistono vaccini di varie tipologie, la maggior parte dei quali sono destinati a bambini ed adolescenti. Tuttavia ci sono vaccinazioni per tutte le età, consigliate soprattutto alle “categorie a rischio” ovvero più deboli per età, stato di salute o particolari condizioni come la gravidanza. Esistono poi vaccini specifici per chi viaggia in paesi a rischio.

Perché bisognerebbe vaccinare da subito i bambini?
Perché vaccinarli nei primi mesi di vita consente di proteggerli fin da subito da eventuali malattie infettive. Ciò è possibile perché il sistema immunitario risponde bene ai vaccini anche in tenera età.

Le vaccinazioni sono obbligatorie?
No, ma sono raccomandate per l’alto valore preventivo individuale e collettivo, in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Ministero della Salute.

Le vaccinazioni comportano effetti collaterali?
Gli effetti collaterali delle vaccinazioni, sempre che si manifestino, sono molto lievi e di breve durata: da febbre moderata a leggere reazioni infiammatorie intorno all’iniezione. Eventuali reazioni allergiche sono rarissime e si manifestano subito, ragion per cui si deve attendere una ventina di minuti prima di lasciare l’ambulatorio.

Si possono prevedere le reazioni allergiche?

No, non si possono prevedere né prevenire tramite accertamenti di laboratorio ma il medico curante o il personale dei centri vaccinali può identificare eventuali situazioni a rischio.

Come e quando vanno effettuate le vaccinazioni?
Le vaccinazioni si effettuano negli ambulatori vaccinali del Sistema Sanitario Regionale e le prime vaccinazioni infantili vengono comunicate con lettera postale accompagnata da opuscolo informativo e calendario. Il genitore viene quindi invitato a un colloquio per firmare l’adesione alla vaccinazione. E’ invece il medico curante a proporre le vaccinazioni per le categorie a rischio, che possono essere eseguite da lui stesso o presso gli ambulatori.

I vaccini servono davvero?
Certamente si, ne sono così convinto che ho vaccinato mio figlio e credo che basti a farvi capire la fiducia che ho in essi.

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