La radiofrequenza elimina efficacemente le rughe del viso

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA NUDA BELLA CORPO ESTETICA BELLEZZA FISICO MAGRAL’uso della radiofrequenza con scopi estetici è di introduzione piuttosto recente, anche se in realtà in campo più generalmente medico, essa ha una storia di sperimentazione lunga oltre un cinquantennio, con un ampio utilizzo in ambito chirurgico in qualità di coadiuvante in caso di interventi su tessuti delicati come quelli ginecologici o di ricostruzione. La scoperta delle possibilità legate al suo utilizzo per la cura degli inestetismi della pelle, quali tipicamente le rughe o la cellulite, ha però offerto a tutte le donne (e agli uomini!) una alternativa interessante, meno invasiva e spesso più efficace al botulino – utilizzabile solo per il miglioramento temporaneo delle rughe di alcune parti del viso – e all’intervento di lifting chirurgico, che, ovviamente, è un trattamento assai più “traumatico” in quanto “ablativo”, che ricorre cioè all’asportazione di tessuti della pelle per ottenere l’effetto estetico desiderato.

Un efficace trattamento degli inestetismi: la radiofrequenza

A partire dall’uso terapeutico della radiofrequenza per i suoi effetti fisioterapici, studi recenti ne hanno evidenziato le proprietà anche per contrastare il sedimentarsi del grasso nella pelle alla base della cellulite e per stimolare la rigenerazione e la produzione di collagene ed elastina, le principali proteine che costituiscono il tessuto epiteliale e il cui deterioramento è la causa principale del formarsi di rughe e pieghe. Il funzionamento è piuttosto semplice e si basa sul riscaldamento dell’ipoderma – lo strato meno superficiale della pelle – attraverso un apparecchio che produce un’onda elettromagnetica a bassa frequenza in grado di trasformarsi in calore ad una intensità controllata e costante: tale onda si trasmette dagli strati più superficiali ad una temperatura di 30-35 gradi propagandosi in quelli più profondi secondo un “gradiente inverso”, ovvero aumentando a mano a mano che si scende in profondità fino a giungere a 55-60 gradi nell’ipoderma. L’aumento della temperatura comporta da un lato una maggiore irrorazione dei vasi sanguigni con un effetto drenante sul grasso accumulatosi nel derma e dall’altro la “denaturazione” – reazione chimica che porta alla “modifica” dei legami originari di una proteina – del collagene.

I benefici della radiofrequenza

La maggior parte delle degenerazioni della pelle che col tempo portano ad una diminuzione di tonicità ed elasticità sono dovute all’indebolimento dei legami fra collagene e tessuti: la denaturazione conseguente all’aumento di temperatura comporta un immediata nuova “tensione” delle fibre, con un effetto di contrazione e distensione che ne rimette in moto l’elasticità originaria, oltre a “costringere” i tessuti alla produzione di nuovo collagene in sostituzione di quello vecchio e deteriorato. L’effetto, dunque, è quello di un vero e proprio lifting “incruento” e che agisce su fattori naturali come le reazioni chimiche proprie delle proteine che costituiscono la pelle e che permettono quindi di ottenere in tempi brevi di rimuovere i danni, tonificare la pelle e ridonarle elasticità e lucentezza. In questo senso, il trattamento si rivela efficace sia nell’alleviare i danni derivanti dall’invecchiamento, sia quelli più generalmente arrecati alla pelle da specifici eventi traumatici come cicatrici o segnature. Non ci sono limiti di utilizzo o in termini di “attesa” di risultati, anche se è provato che gli effetti migliori del trattamento si hanno su pelli di soggetti fra i 30 e i 70 anni e con un grado di “rilassamento” cutaneo medio.

Radiofrequenza medica: le controindicazioni

Il fatto che il trattamento con radiofrequenza sia poco invasivo non significa che non debba essere fatto responsabilmente e, possibilmente anche se auto-somministrato in casa, sotto il controllo di un medico specializzato. Lo strumento di emissione delle onde, infatti, basa la propria efficacia sulla produzione di calore che innalza la temperatura della pelle “profonda”, contrastando tale effetto sulla pelle “superficiale” grazie all’azione di alcuni elementi criogeni – ovvero raffreddanti – che impediscono anche il fastidio percepito dal contatto con l’elettrodo ad alta temperatura. L’eventuale sensazione di “surriscaldamento” in genere termina con la sospensione del trattamento, ma in alcuni casi può persistere in piccoli eritemi o rigonfiamento che però scompaiono quasi sempre nel giro di qualche ora. Prima di iniziare il trattamento è opportuno affrontare una visita specialistica che escluda la presenza di infiammazioni o dermatiti sulla pelle, dato che il trattamento può essere effettuato rigorosamente e unicamente su porzioni di pelle sana. Allo stesso modo, meglio evitare l’applicazione in presenza di scottature solari anche lievi o, al contrario, esporsi ai raggi del sole, anche artificiali, nel periodo immediatamente successivo al trattamento. Inoltre, come qualunque altra terapia che si basa sull’utilizzo di onde elettromagnetiche, la radiofrequenza estetica non deve essere usata in persone con pacemaker, protesi metalliche o in stato di gravidanza.

Radiofrequenza viso: i costi

In linea generale, le parti del viso in cui maggiormente è possibile intervenire sono le “zampe di gallina”, le pieghe su naso e labbra, le rughe della fronte, nel contorno occhi e sulle palpebre, il mento rilassato e le pieghe del collo. Modalità e lunghezza di ogni trattamento è variabile in funzione della zona da trattare – sia “quale” zona, sia in relazione all’ampiezza della superficie” – sia del tipo di strumento utilizzato. Per questo, ogni trattamento specifico deve avere una durata ed una intensità concordata col medico ed adeguata alla singola situazione, allo stato “di partenza” della pelle e ai risultati che si desidera ottenere. Per questo, anche i costi di un trattamento sono variabili, in funzione del numero di sedute necessarie e della durata delle stesse. A semplice titolo esemplificativo, posso dire che mediamente una seduta da 30 minuti può avere un costo medio di circa 100 euro.

La radiofrequenza non è solo efficace sulle rughe: è anche una potentissima arma per combattere la cellulite!

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Scopri come inquadrare la tua cellulite in una delle fasi della sua evoluzione: è il primo passo necessario per contrastarla in maniera realmente efficace

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SEDERE TANGA PERIZOMA INTIMO GLUTEI CULO CELLULITE ESTETICALe celluliti? Non sono tutte uguali! Noi medici che sviluppiamo esperienza nel campo di tale patologia siamo abituati a vederne di tutti i tipi e di ogni “sfumatura” tuttavia per praticità si è deciso per una classificazione standard che consta di quattro gradi in ordine di gravità e solo l’occhio esperto di un medico sarà in grado di distinguere di quale tipologia é il vostro inestetismo.

Per semplificare al massimo e dare alle persone la capacità di riconoscere per grandi linee il proprio inestetismo possiamo definire una cellulite dura o adiposa frequente nelle giovani con tessuti tonici magari con qualche chilo di troppo; se il grasso degenera si trasforma nel primo stadio della cellulite e quando si pizzica la pelle appare la buccia d’arancia (stadio congestizio ed edematoso) e una cellulite molle o flaccida presente a tutte le età nelle donne sedentarie o in quelle che non hanno mai praticato attività sportiva con regolarità.

Le zone colpite tendono a formare gradini di grasso pieni di liquidi. Se palpiamo in superficie le zone interessate si rileva la buccia d’arancia ma se la palpazione é più profonda si sentono i noduli. Spesso si vedono capillari dilatati mentre sono più rare le smagliature (stadio fibroso e sclerotico).

Una delle prime valutazioni da parte del medico, è capire a quale stadio appartiene la cellulite, inquadrandola in uno dei 4 gradi:

Primo grado

Nel grado meno incisivo della pelle a buccia d’arancia non si presenta nessuna variazione fisiologica, ma l’istopatologia rileva sottostanti cambiamenti anatomici.

Secondo grado

In questa fase la pelle perderà il tono di colore, diminuirà la sua temperatura e il suo grado di elasticità, rendendo meno efficienti anche i movimenti e le torsioni dei muscoli delle zone affette. Anche se qui l’effetto a buccia d’arancia deve ancora manifestarsi, avrete comunque determinati sintomi d’allarme che qualcosa, all’interno del vostro corpo, non funziona correttamente.

Terzo grado

In questa fase compaiono i primi segni realmente visibili della cellulite, tra cui la rugosità a buccia d’arancia tanto temuta dalle donne quanto dagli uomini.

Quarto grado

Il grado finale sarà quello più difficile da sconfiggere, in quanto la cellulite avrà già piantato profonde radici nei tessuti connettivi sottocutanei. Qui la pelle sarà affetta da una grave forma di deformazione cutanea, priva di elasticità e tonicità.

Cosa avviene dal punto di vista patologico? Il processo che porta alla formazione della cellulite è diviso in cinque diversi momenti (o fasi):

Prima fase

Durante la prima fase, il flusso di sangue che interessa arterie e capillari, assieme alla circolazione ed al flusso linfatico, viene compromessa notevolmente. È proprio tale fenomeno che causerà un indebolimento dei tessuti circostanti la zona affetta dalla cellulite. Ecco che come conseguenze avrete un accumulo di liquidi generanti la ritenzione idrica, assieme ad un accumulo di sangue lungo i canali circolatori.

La ritenzione dei liquidi linfatici non avrà altro che risvolti negativi, in quanto avrà la conseguenza di un accumulo degli elementi tossici trasportati da tali canali, che andranno a diventare causa principale della formazione delle cellule adipose nei tessuti connettivi.

In questa fase, le modifiche che il vostro corpo stà subendo non saranno visibili ad occhio nudo.

Seconda fase

Una volta che i tessuti della pelle si sono indeboliti a causa delle conseguenze della prima fase, si avrà una fuoriuscita di sangue da tali tessuti. La pressione causata da tale rilascio sanguigno renderà la pelle più grassa e tenera, dando via alla formazione vera e propria della cellulite, ora visibile anche ad occhio nudo, anche se in piccola parte.

Terza fase

Dopo il lungo processo di immagazzinaggio di rifiuti e di liquidi linfatici, ecco che tale massa inizierà a spingere contro i tessuti esterni, dando vita ai tipici grumi adiposi caratterizzati dalla pelle a buccia d’arancia. È proprio in questa terza fase che gli effetti della cellulite raggiungono la visibilità che tutti noi conosciamo.

Fase Quattro

Il fluido linfatico, solitamente responsabile del trasporto delle sostanze nutritive lungo il corpo umano, in questa condizione volta la faccia per agire direttamente contro il vostro corpo, combattendo quindi a fianco della cellulite. Sono proprio le fibre da esso trasportate, infatti, ad intrappolare le cellule grasse e a farle prosperare nei tessuti sottocutanei, dando origine alla pelle a buccia d’arancia.

Fase Cinque

A causa della pressione di cui è affetta la zona in questione, ci sarà un dirottamento della circolazione del sangue che verrà dirottato nei tessuti circostanti, causando l’effetto simile alla superficie della ricotta. In questa fase le cellule di grasso sono bloccate completamente, sarà quindi molto difficile cercare di espellerle o sbloccarle dai tessuti connettivi, in modo da garantirne l’eliminazione. Sebbene in questa fase finale della formazione adiposa della cellulite ci sia una grossa ostruzione di tutti i canali circolatori – nonché una sedimentazione consistente delle cellule di grasso che rende veramente difficile la loro distruzione – un’attività fisica regolare combinata con un’alimentazione adeguata e ad un protocollo di cavitazione/radiofrequenza/linfodrenaggio, possono risultare veramente utili per liberarsi dal problema.

Ricordate sempre che inquadrare la vostra cellulite nel grado e nella fase giusta, permette di affrontarla nella maniera migliore visto che ogni stadio ha dei metodi di intervento ben precisi ed individuali.

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Grasso e cellulite non sono la stessa cosa! Scopri le differenze

01-00250021000001Molti fanno confusione tra grasso (cioè adiposità localizzata) e cellulite. Per capire che stiamo parlando di cose distinte basta guardare la foto qui sopra.

La donna raffigurata è la grande tennista russa Maria Sharapova. Qualcuno potrebbe mai dire di lei che sia grassa? Evidentemente no, eppure guardate la foto successiva.

Questo è il caratteristico aspetto a buccia d’arancia tanto temuto dalle donne ed è un segno inequivocabile di cellulite! Ma allora anche una magrissima campionessa mondiale di tennis può avere la cellulite? Certamente! Tanti uomini neanche immaginano quanta cellulite può nascondersi sotto un bel vestito indossato da una donna anche magrissima. Addirittura i cataloghi dei costumi da bagno sono pieni di foto di donne bellissime e magrissime che appaiono senza traccia alcuna di cellulite solo perché è intervenuto l’esperto di foto ritocco: senza il computer tantissime modelle si rivelerebbero con qualche traccia di cellulite! Questo è uno dei motivi per cui anche le donne con una bella linea hanno così tanta paura della prova costume dove non c’è una gonna a coprire i glutei o un collant a coprire le gambe!

Parlo di donne proprio perché sono loro a soffrirne di più rispetto agli uomini (in questi ultimi si riscontra molto raramente) ed inoltre secondo alcune ricerche ben l’80% delle donne dopo la pubertà è segnata dalla cellulite (alcune ricerche parlano addirittura del 95%).

Per poter distinguere con chiarezza l’adiposità localizzata dalla cellulite, è bene conoscere le peculiarità di questi due quadri clinici, che sono molto diversi tra loro, ma che spesso possono coesistere nelle stesse regioni corporee di un medesimo individuo.

Per adiposità localizzata si intende la presenza di un accumulo di tessuto adiposo in particolari regioni del corpo, non solo femminile, ma anche maschile, in base al biotipo, ovvero alla particolare conformazione fisica. Nella donna (biotipo ginoide) l’accumulo di tessuto adiposo si localizza tipicamente ai fianchi, nell’area periombelicale e sovrapubica, alle cosce e nella regione interna del ginocchio. Nell’uomo invece i depositi adiposi si accumulano tipicamente a livello addominale (biotipo androide). Ci sono però anche delle donne che, pur mantenendo intatto il loro fascino femminile, hanno delle caratteristiche molto simili al biotipo maschile, con accumuli adiposi che tendono a localizzarsi soprattutto a livello del dorso e dell’addome.

L’adiposità localizzata è caratterizzata da aumento in volume (ipertrofia) e in numero (iperplasia) degli adipociti, senza alterazione della composizione del grasso in essi contenuto, della struttura delle cellule e dell’ipoderma (pannicolo adiposo) e senza modificazioni della microcircolazione locale, ipodermica e dermica. Anche l’epidermide mantiene intatte le sue caratteristiche senza subire modificazioni. Si tratta pertanto di un aumento localizzato di tessuto adiposo cosiddetto “sano”, senza edema, né dolore, né alterazioni cutanee, a differenza di quanto avviene nella cellulite.

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La cellulite, o lipodistrofia ginoide (GLD) o panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS) è considerata da molti studiosi una condizione fisiologicamente, cioè “naturalmente” legata al sesso femminile ed è pertanto un disturbo molto comune. Il termine “cellulite”, utilizzato erroneamente da un punto di vista scientifico, è però entrato ormai nell’uso comune anche in dermatologia.
Si tratta di una condizione considerata dalla quasi totalità delle donne altamente inestetica, indipendentemente dalla sua severità. La cellulite non dipende dal peso corporeo, infatti può comparire anche in persone considerate magre, ma l’aumento di grasso o di adiposità ne enfatizza la presenza. Normalmente compare dopo la pubertà, tende a diventare cronica e peggiora con l’avanzare dell’età.
Si localizza preferenzialmente ai glutei e alle cosce dove la superficie cutanea assume il tipico aspetto a “buccia d’arancia”. Successivamente possono comparire depressioni più profonde e disomogenee, alternate ad aree irregolarmente rilevate (cute “a materasso”) e negli stadi più avanzati può interessare anche altre regioni corporee, come l’addome e le braccia.

Sebbene non sempre ci si trovi di fronte a quadri clinici impegnativi o gravi, si tratta di una vera e propria patologia, che si manifesta con un’alterazione delle cellule del tessuto adiposo (adipociti) e della microcircolazione locale, con neoformazione di fibre collagene e incremento di acido ialuronico e conseguente richiamo di acqua. L’edema (gonfiore) che si forma per il ristagno di liquidi, a sua volta comprime le strutture presenti e i vasi sanguigni, ostacolando ulteriormente la microcircolazione locale e gli scambi metabolici. Inoltre le fibre collagene, ispessendosi e moltiplicandosi in modo anomalo, vanno a incapsulare ammassi di adipociti degenerati, formando dei noduli.
Tali disordini si ripercuotono anche a carico dell’epidermide, lo strato più superficiale della pelle, con pallore, ipotermia (abbassamento della temperatura locale) e secchezza. La dolorabilità, molto soggettiva negli stadi iniziali, successivamente è presente non solo alla palpazione, ma anche spontaneamente.

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Le cause della cellulite sono molteplici, infatti si riconoscono fattori predisponenti, legati alla razza, al sesso, al biotipo, alla familiarità, e fattori scatenanti, come le terapie ormonali, uno stile di vita inadeguato, alcool, fumo, diete disordinate, ecc., ma il fattore più rilevante è legato al ruolo svolto dagli ormoni sessuali femminili, gli estrogeni, che favoriscono la ritenzione idrica e il naturale deposito di cellule adipose in particolari zone del corpo femminile, come i glutei e le cosce (biotipo ginoide). Gli estrogeni influenzano anche la microcircolazione, il delicato meccanismo di scambio di liquidi nei tessuti, che è profondamente coinvolto nella genesi della cellulite.

Nella donna inoltre, il pannicolo adiposo delle aree ginoidi ha una configurazione diversa da quella dell’uomo. Nella donna infatti i setti fibrosi decorrono perpendicolarmente alla superficie cutanea e separano grandi lobuli adiposi in sezioni rettangolari. Quando il tessuto adiposo si scompagina, aumentano le dimensioni dei lobuli e i setti di fibre collagene si sclerotizzano (si induriscono), determinando una compressione dell’ipoderma verso il derma, cioè verso la superficie, che assume così l’aspetto tipico “a materasso”. Nel tessuto adiposo dell’uomo i setti fibrosi hanno invece una disposizione romboidale, con la formazione di lobuli di forma poligonale che, anche in caso di grandi depositi di grasso, non sono in grado di invadere il derma.

Nella donna in età fertile, è possibile riscontrare quadri clinici riconducibili a forme miste, ovvero ad aree con adiposità localizzata, associate in modo variabile a modificazioni tipiche della cellulite, soprattutto nei distretti che ne sono tipicamente colpiti, come i glutei e le cosce.

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Oggi inizia l’estate e subito una buona notizia: mangiare cioccolato fa bene all’abbronzatura

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CIOCCOLATO CIOCCOLATINO DOLCI GRASSI DIETA MANGIARE CALORIEUltimamente gli amanti del cioccolato stanno avendo delle grandi soddisfazioni! Dopo il cioccolato che non ingrassa, il fatto che fa dimagrire, fa bene alla mente e fa bene al cuore ed alla circolazione, oggi abbiamo un motivo in più per amare questo alimento, soprattutto perchè oggi inizia l’estate e la voglia di abbronzatura aumenta! Pare infatti che il cioccolato aiuterebbe anche a proteggersi dai raggi del sole.

Uno studio scientifico inglese della European Dermatology e Cosmetic Science Group School of Management and Science della London University of The Arts dimostrerebbe l’efficace protezione svolta dai polifenoli contro i raggi del sole. In particolare le fave di cacao fresche, ricche di flavonoidi (potenti antiossidanti), mantengono il loro potere – in parte – anche durante la lavorazione del prodotto e sono loro ad essere importanti per la protezione della pelle.

I ricercatori hanno coinvolto 30 persone sane e le hanno divise in due gruppi: uno dei due ha consumato 20 grammi di cioccolato al giorno come spuntino per 12 settimane. Lo studio ha dimostrato che il consumo regolare di cioccolato ricco di flavonoidi conferisce una importante fotoprotezione e protegge la pelle dagli effetti dei raggi solari e quindi diminuisce il rischio di patologie della pelle. Tale effetto è ancora più potente tanto più il cioccolato è fondente.

Amanti del cioccolato: buona estate, buon appetito e buona tintarella, ma sempre con moderazione!

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Il nuovo trend della medicina estetica: il face balance

MEDICINA ONLINE DONNA CAPELLI BELLEZZA LABBRA OCCHILe più recenti tecniche di ringiovanimento si orientano verso interventi minimi, mirati e graduali, che correggono gli inestetismi del viso in modo più discreto e rivolgono maggiore attenzione alla cura della pelle. L’effetto di ringiovanimento complessivo che si ottiene, autentico e naturale, è praticabile grazie alla possibilità di utilizzare materiali qualitativamente innovativi con caratteristiche assai diverse tra loro e sempre più perfezionate tecniche iniettive, che prevedono l’uso di agocannule flessibili e di aghi speciali a parete sottile. Il nuovo trend proposto dalla medicina estetica ha già un nome: face balance. La tecnica agisce su più livelli e può essere sintetizzata in tre parole: fill, relax, care.

Continua la lettura con https://www.medicinaesteticatorino.biz/easynews/newsleggi.asp?newsid=26#:~:text=Il%20compito%20di%20intervenire%20su,per%20riposizionare%20volumi%20e%20svuotamenti.

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L’idratante da 700 euro che contiene microparticelle di diamante nero formate nello spazio

MEDICINA ONLINE DONNA BELLEZZA COSMETICA CREMA PELLE GRASSA FACCIA COSMETICI ACNE BRUFOLI MASCHERA VISO NATURALELe donne spenderebbero qualsiasi cifra per diventare più belle anche in tempo di crisi. Lo dimostra il grande successo di una costosissima crema a base di “polvere di stelle” che al reparto lusso dei blasonati grandi magazzini Harrods di Londra è costantemente esaurita: per averla bisogna mettersi in fila.

Si tratta della “111 Skin Celestial Black Diamond Cream”, idratante che contiene microparticelle di diamante nero che si sono formate nello spazio. Eppure il prezzo non è per tutte le tasche: 599 sterline, ovvero 700 euro per una confezione da 50 ml. Più di un trattamento al botulino o una seduta per attenuare le rughe con il filler di acido ialuronico.

Qual è il segreto di tanto successo? Perché le “Lady” la considerano un elisir in grado di allontanare di parecchio il momento del primo lifting? Per il suo inventore, Yannis Alexandrides, chirurgo amato dalle dive inglesi, è l’unico prodotto in grado di “ripristinare la giovinezza” e mantenerla a lungo. Nel dare vita alla “111 Skin Celestial Black Diamond Cream” si è fatto aiutare dagli scienziati della NASA che l’hanno testata sugli astronauti nello spazio, dove il processo di invecchiamento è accelerato rispetto alla terra.

Pare che questo prodotto sia in grado di veicolare negli strati profondi dell’epidermide sia il collagene di tipo “I” e “III” che l’acido ialuronico. La sua formula è segreta, ma i ben informati dicono che contenga anche il “NAC Y2“, una proteina ancora in attesa di brevetto che, una volta registrata, spopolerà nel mondo della cosmesi.Per il dottor Alexandrides la crema “stimola una potente rigenerazione cellulare regalando, grazie ad un agente schiarente chiamato Arbutina, un aspetto fresco, sano e luminoso”.

Ultimamente le creme di bellezza ci hanno abituato agli elementi più disparati: bava di lumaca, siero di vipera, guano d’uccelli, placenta di pecora. Certo nessuno si era ancora avventurato tanto in alto per spianare rughe e far scomparire le macchie scure dall’epidermide. Speriamo che il tempo confermi le doti miracolose della crema intergalattica convincendo anche chi oggi pensa che l’unica cosa stellare della “111 Cream” sia il prezzo.

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Vi svelo le dieci regole d’oro per una abbronzatura sana e senza rischi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA MARE COSTUME ABBRONZATURA ESTATE CALDO SPIAGGIA BAGNO SOLE VACANZEE’ estate e gli italiani rinunciano a tutto tranne all’abbronzatura! L’esposizione prolungata al sole, però, è stata riconosciuta come una delle principali cause dei tumori della pelle. Per combattere questa tendenza, è necessaria una maggiore e migliore informazione sui pericoli associati alle radiazioni solari.

Ecco quindi dieci consigli per abbronzarsi in maniera sana e intelligente, ottenendo una tintarella invidiabile ed evitando i rischi che metterebbero a repentaglio la salute della nostra pelle.

1) Limitare l’esposizione quando l’intensità dei raggi UV (raggi ultravioletti) è massima (intorno a mezzogiorno).

2) Durante le ore più calde, stare il più possibile all’ombra, indossare indumenti e proteggere gli occhi con occhiali da sole.

3) Usare creme e filtri solari con un adeguato filtro di protezione, soprattutto su quelle parti del corpo (mani, collo, viso) costantemente esposte al sole.

4) Iniziare con un filtro di protezione solare (FPS) alto durante le prime esposizioni, per poi abbassarlo nei giorni successivi.

5) Continuare a proteggersi anche se si è già abbronzati: l’abbronzatura attenua solo parzialmente le radiazioni ultraviolette (equivale ad un FPS di circa 4).

6) Non restare sdraiati al sole per ore, ma al contrario muoversi e svolgere attività fisica.

7) Anche restando in acqua si è esposti alle radiazioni UV: proteggersi adeguatamente.

8) Evitare l’uso di profumi e deodoranti che possono rendere la pelle più sensibile e provocare scottature. Lo stesso vale per alcuni medicinali: a tal proposito, è bene consultare il proprio farmacista.

9) Bere molta acqua per evitare la disidratazione.

10) Non sottovalutare le nuvole e il “venticello”! Le radiazioni UV agiscono anche quando la temperatura è mite: proteggersi anche quando il cielo è nuvoloso e non fa eccessivamente caldo.

Ricapitolando i punti principali: prendere il sole gradualmente, usare i filtri solari ed evitare gli orari troppo rischiosi. Sono semplici, ma vitali, regole per un’abbronzatura bella, duratura e – soprattutto – sana.

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I 6 migliori consigli per evitare l’effetto tendina delle braccia

MEDICINA ONLINE PALESTRA ALLENAMENTO DONNA MUSCOLI PESI BELLEZZA GINNASTICA PESISTICALe braccia, come tutte le parti del corpo sono soggette ad invecchiamento, dando origine alle tanto odiate dal sesso femminile: “braccia a tendina”. L’ex first lady Michelle Obama, sottoponendosi ad intervento chirurgico per ridurre la cute in eccesso nella zona del tricipite, alcuni anni fa ha dato origine ad un boom esponenziale negli USA, per tali interventi chirurgici. Per procrastinare l’intervento chirurgico per coloro che desiderano indossare abiti scollati con un fisico da pin-up, è bene aver cura di braccia e décolleté sin dalla giovane età. Come? Vediamo i sistemi più efficaci:

1) Attività fisica

L’esercizio fisico è fondamentale, eseguibile anche a casa con costanza: sia cardio (step, corsa…) che pesi sono indicati, sia per aumentare la massa muscolare (e quindi il metabolismo basale), sia per perdere peso e dare tono, non solo alle braccia. In palestra, ottimi personal trainer, potranno consigliare esercizi adatti al vostro caso, oppure, se avete già una certa esperienza, potreste creare una mini-palestra in casa, a tal proposito leggi anche: Come fare palestra a casa con e senza pesi ed attrezzatura

2) Alimentazione

Un ruolo fondamentale è svolto dalle abitudini alimentari, l’ideale è ovviamente farsi seguire da un professionista del campo. Le diete “fai da te” o senza controllo medico, consigliate da addetti che esercitano abusivamente la professione, possono facilmente provocare perdita della massa grassa, ma anche della massa magra e muscolare con conseguente danno estetico. E’ preferibile qualche kg in più che un effetto “mela raggrinzita”. Per approfondire, leggi anche: I dieci motivi per cui non riesci a dimagrire anche se ci provi da anni

3) No ai dimagrimenti continui

Continui dimagrimenti, seguiti da aumento di peso, danno origine al famoso “effetto yo-yo” che risulta assolutamente deleterio, provocando rapidamente un danno all’estetica delle braccia. Evita quindi grossi “sbalzi” di peso: cerca di raggiungere il peso forma in modo lento e graduale per poi mantenerlo stabile, in questo modo eviterai anche le odiose smagliature.

4) Integratori alimentari

L’uso di integratori alimentari adeguati, consigliati dal medico, sono un’ulteriore arma per braccia toniche con cute elastica. Ottimo anche un semplice multivitaminico con sali minerali. Per approfondire, leggi anche: Integratori soppressori dell’appetito per perdere peso

5) Olio di mandorla e creme idratanti

L’olio di mandorla pressata a freddo di qualità, associato a una buona crema idratante, è un ottimo alleato per l’elasticità della pelle di tutto il corpo: spalmatevelo sulla zona interessata con un breve massaggio, magari prima di andare a dormire lasciando l’olio agire per tutta la notte. Il miglior olio di mandorle dolci spremuto a freddo 100% puro, usato professionalmente dal nostro Staff, è questo: http://amzn.to/2B8nTjD

Per approfondire: Olio di mandorle: proprietà ed usi in cosmetica

6) Medicina estetica

Correggere definitivamente le braccia con cute in eccesso è di competenza della chirurgica estetica, ma la medicina estetica può rallentare il deterioramento se si interviene già ai primi segni, ad esempio quando si inizia una terapia di dimagrimento è bene associare delle terapie preventive.
Tra le più efficaci troviamo la biorivitalizzazione e la radiofrequenza.
Con la biorivitalizzazione, iniezioni con microaghi di principi che stimolano la produzione di collagene, elastina ed acido ialuronico, raggiungiamo rapidamente risultati eccezionali, con un minimo dolore. Sottolineiamo, a tal proposito, come micro-infiltrazioni di collagene omeopatizzato, abbiano determinato un aumento del turgore e dell’elasticità della cute.
Anche la radiofrequenza permette di raggiungere buoni risultati se effettuata con apparecchiature ad esclusivo uso medico e con un rilevante numero di sedute. L’associazione con applicazioni giornaliere di prodotti idratanti e tonificanti, migliora i risultati.

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