Da cosa sono attratte api e vespe?

MEDICINA ONLINE APE BEE WASP VESPA MOSCA ZANZARA MOSQUITO INSETTO PUNTURA SHOCK ANAFILATTICO ADRENALINA MORTE MORIRE DIE VITA LIFE DOLORE PELLE CUTE ADRENALINA FIORE POLLINEDa cosa sono attratte api e vespe? Saperlo vi eviterà di essere le vittime predilette dei loro pungiglioni, che provocano dolore, è vero, ma è passeggero e verrà sostituito da un gonfiore che sparirà dopo un massimo di ventiquattr’ore; ma ci sono persone allergiche al veleno di vespe e api e devono per forza evitare di essere attaccate e stare quindi lontane da questi insetti, adottando tutte le strategie di difesa possibili, come quella di evitare le sostanze che attirano una gran quantità di aculeati (apivespe e calabroni) o di indossare vestiti di un colore ben preciso. Ovviamente, non dovete vivere con l’ansia di essere punti: prima di tutto perché è un episodio abbastanza raro, se non si entra direttamente in contatto con questi insetti; secondo, perché comunque ci sono dei rimedi che riescono a far passare in men che non si dica dolorerossore e gonfiore.

Vespe e api sono attratte da alcuni prodotti che utilizziamo abitualmente e cercano di appropriarsene, il più delle volte, silenziosamente. Cosa fare, allora? Seguire questi utili consigli, che vi faranno passare un’estate senza spiacevoli ricordi:

  • Evitate profumicreme e protezione solare dall’odore forte (anche al mare): potete essere scambiati per un fiore invitante;
  • Non usate un abbigliamento dai colori sgargianti, soprattutto se passate delle giornate in campagna: api e vespe – ma anche zanzare e moscerini – sono attratti soprattutto dall’arancione e dal giallo. Il bianco vi salva;
  • Se praticate attività fisica all’aperto, fate attenzione quando passate accanto a un alveare: gli aculeati sono attratti dall’odore di sudore. Per evitare l’eccessiva sudorazione (iperidrosi), dovete limitare i cibi che consentono questo fenomeno;
  • Fate attenzione ogni volta che lasciate aperta una bottiglia o lattina di una qualunque bevanda zuccherina: potreste trovare una spiacevole sorpresa all’interno;
  • Quando mangiate la frutta, dovete controllare se un’ape o una vespa sta cercando di banchettare col vostro cibo.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Urinare in piscina è un pericolo per la salute?

MEDICINA ONLINE ABBRONZATURA CLORO CHIMICA SOLE MARE MONTAGNA MELANINA PELLE CUTE SOLE MARE PISCINA RADIAZIONE SOLARE NUVOLE ALTITUDINE UVA UVB INFRAROSSISe fai la pipì in piscina l’acqua diventa rossa e ti scoprono subito“: chi non ha mai creduto, almeno per un giorno, almeno per un’ora, al mito degli anni Ottanta secondo il quale nelle piscine pubbliche mettevano dei reagenti coloranti all’acido urico? Be’, leggenda o meno, di fatto molti sono rimasti segnati da questa storia e in vasca non urinano. Questione di educazione, e questione di igiene. Ma ci sono invece molte persone che invece la pipì in piscina la fanno eccome. Il vostro vicino di corsia? Probabilmente, ma non solo, visto che Micheal Phelps (al Wall Street Journal) e Ryan Lochte (in occasione delle Olimpiadi di Londra) hanno candidamente ammesso di farla eccome, in allenamento come in gara.

Urina in piscina: i pericoli per la salute
Ora però si scopre che la pipì nell’acqua delle piscine non è solo un problema di igiene ed educazione, ma proprio un rischio per la vita. Dopo il caso del ragazzino del Nebraska che nel 2006 ha rischiato di morire, uno studio condotto dalla China Agricultural University con la Purdue University e pubblicato su Environmental Science & Technology ha dimostrato come la combinazione di cloro e acido urico possa generare cloruro di cianogeno, una sostanza usata come arma chimica nel corso della Seconda guerra mondiale capace di attaccare polmoni, cuore e sistema nervoso tramite inalazione o ingestione e portare anche alla morte.

Cosa fare?
E quindi – per timore che qualcuno non si trattenga – dobbiamo smettere di andare in piscina e andare al mare? Assolutamente no: anche in piscina i benefici del nuoto rimangono immensamente superiori ai potenziali rischi. Però qualche accorgimento in più può essere utile: per esempio preferire quando possibile le piscine che, in modo naturale (finestre) o forzato (sistemi di ventilazione) garantiscono una frequente e abbondante circolazione dell’aria, se non proprio quelle all’aperto, almeno in estate: infatti secondo uno studio del 1994 la circolazione dell’aria abbatterebbe il rischio riscontrato nei nuotatori professionisti di rintracciare cloroformio nel sangue.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Kestine (ebastina) 20mg compresse, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

KESTINE COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Ebastina.

Eccipienti

Nucleo: cellulosa microcristallina, lattosio, amido di mais pregelatinizzato, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa, macrogol 6000, titanio biossido.

Indicazioni

Trattamento sintomatico di riniti allergiche (stagionali o perenni) associate o meno a congiuntiviti allergiche; orticaria.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; insufficienza epatica grave; bambini di eta’ inferiore a 12 anni;gravidanza e l’allattamento.

Posologia

>>Compresse 10 mg. Riniti allergiche: A dosi di 10 mg 1 volta al giorno, ebastina e’ efficace nell’alleviare i sintomi delle riniti allergiche; nei pazienti con sintomi piu’ gravi, comprese le riniti allergicheperenni, 1 dose unica di 20 mg 1 volta al giorno, puo’ essere di maggiore beneficio. Orticaria: la dose per gli adulti e’ di 10 mg 1 voltaal giorno. Nei pazienti con insufficienza epatica di grado lieve o moderato si consiglia di non superare il dosaggio giornaliero di 10 mg. La sicurezza e l’efficacia nei bambini di eta’ inferiore a 12 anni none’ stata studiata. >>Compresse 20 mg. Riniti allergiche: A dosi di 20mg 1 volta al giorno, ebastina e’ efficace nell’alleviare i sintomi delle riniti allergiche gravi. Nei pazienti con sintomi meno gravi e’ raccomandata una dose unica di 10 mg 1 volta al giorno. Nei pazienti coninsufficienza epatica di grado lieve o moderato si consiglia di non superare il dosaggio giornaliero di 10 mg. L’utilizzo e’ riservato agliadulti e bambini di eta’ superiore a 12 anni. Modo di somministrazione: ebastina puo’ essere assunta durante o lontano dai pasti.

Conservazione

Proteggere dalla luce. Conservare a una temperatura non superiore ai 30 gradi C.

Avvertenze

Usare cautela nell’utilizzo di ebastina nei pazienti in cui sia noto un rischio cardiaco, come quelli con sindrome dell’intervallo QT prolungato, ipopotassiemia, in trattamento con farmaci che inducono un incremento dell’intervallo QT o che inibiscono il sistema enzimatico CYP3A4, come gli antimicotici azolici e gli antibiotici macrolidi. Ebastinadeve essere utilizzata con cautela nei pazienti con insufficienza renale o con insufficienza epatica di grado lieve o moderato. Questo medicinale contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditaridi intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp Lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Sono state valutate le interazioni di ebastina in associazione con ketoconazolo o eritromicina (entrambi noti per l’effetto di prolungamentodell’intervallo QTc). Con queste associazioni, sono state osservate delle interazioni risultanti in un aumento dei livelli plasmatici di ebastina ma in un prolungamento di soli 10 msec circa dell’intervallo QTc maggiore di quello che si riscontra con ketoconazolo o eritromicinada soli. Non sono state riportate interazioni di ebastina con teofillina, warfarin, cimetidina, diazepam o alcool. Quando si somministra ebastina con il cibo, si osserva un aumento dei livelli plasmatici e dell’AUC del principale metabolita acido attivo dell’ebastina da 1,5 a 2 volte. Questo aumento non altera il valore di Tmax. L’assunzione di ebastina con il cibo non interferisce con il suo effetto clinico.

Effetti Indesiderati

Di seguito sono riportate le reazioni avverse segnalate durante l’usodi ebastina raggruppate secondo la classificazione sistemica e d’organo (SOC) e per frequenza. Molto rare (<1/1000). Patologie cardiache: palpitazioni, tachicardia; patologie gastrointestinali: bocca secca, dispepsia, dolore addominale, nausea, vomito generali; patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: astenia, edemaepatobiliari; esami diagnostici: anormalita’ nei test di funzionalita’ epatica; patologie del sistema nervoso centrale: sonnolenza, mal ditesta, vertigini, disestesia; disturbi psichiatrici: insonnia, nervosismo; patologie dell’apparto riproduttivo e della mammella: disturbi mestruali; patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: rash, orticaria, dermatite.

Gravidanza E Allattamento

La sicurezza di ebastina in gravidanza non e’ stata studiata nella donna. Studi sul ratto e sul coniglio non hanno mostrato effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppo embrio-fetale, ne’ sul corso dellagestazione o sullo sviluppo peri e post-natale. Nell’animale non sonostati evidenziati effetti teratogeni. Tuttavia, non ci sono studi controllati sulla donna gravida e gli studi sulla riproduzione non sono sempre predittivi della risposta nell’uomo. Per questo motivo, ebastinadeve essere somministrata alle donne in gravidanza solo in caso di assoluta necessita’ e sotto il controllo del medico. L’uso di ebastina e’sconsigliato durante l’allattamento, poiche’ non e’ noto se nella donna ebastina viene escreta nel latte.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Levocetirizina 5mg compresse rivestite, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

LEVOCETIRIZINA TEVA

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Levocetirizina dicloridrato.

Eccipienti

Nucleo: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, silice colloidale anidra, magnesio stearato. Rivestimento: opadry^(R) Y-1-7000 composto da ipromellosa, titanio diossido, macrogol 400.

Indicazioni

Trattamento sintomatico della rinite allergica perenne, della rinite allergica stagionale e dell’orticaria cronica idiopatica.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ alla levocetirizina, ad altri derivati della piperazina o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Pazienti con insufficienza renale grave con clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min.

Leggi anche:

Posologia

La compressa rivestita con film deve essere assunta per via orale, ingerita intera con acqua, e puo’ essere assunta con o senza cibo. Adultie adolescenti: 5 mg una volta al giorno. Bambini di eta’ compresa trai 6 e i 12 anni: 5 mg una volta al giorno. Non e’ raccomandato nei bambini di eta’ inferiore ai 6 anni per carenza di dati sulla sicurezzae sull’efficacia del prodotto. Anziani: al momento non esistono dati che suggeriscono la necessita’ di ridurre la dose a condizione che la loro funzione renale sia normale. Pazienti con insufficienza renale: gli intervalli tra le dosi devono essere stabiliti individualmente a seconda della funzione renale. Compromissione normale 1 compressa una volta al giorno; lieve 1 compressa una volta al giorno; moderata 1 compressa ogni 2 giorni; grave 1 compressa ogni 3 giorni. Nefropatia all’ultimo stadio, pazienti sottoposti a dialisi: controindicato. Pazienti con insufficienza epatica: non e’ necessario alcun aggiustamento della dose se non in pazienti affetti da insufficienza sia epatica sia renale. Durata del trattamento: dipende dal tipo, dalla durata e dal decorsodella sintomatologia. Per la febbre da fieno sono generalmente sufficienti 3-6 settimane, nel caso di una breve esposizione al polline puo’bastare anche una sola settimana. Sono attualmente disponibili esperienze cliniche con 5 mg di levocetirizina in forma di compressa rivestita con film per un periodo di trattamento di 6 mesi.

Conservazione

Non richiede alcuna condizione particolare di conservazione

Avvertenze

Non e’ raccomandato nei bambini di eta’ inferiore ai 6 anni in quantole compresse rivestite con film attualmente disponibili non permettonoaggiustamenti della dose. Si raccomanda cautela con l’assunzione di alcool. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp-lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Non sono stati condotti studi di interazione con la levocetirizina (ne’ studi con induttori del CYP3A4); studi con il composto racemato cetirizina hanno dimostrato che non esistono interazioni avverse, clinicamente significative (con pseudoefedrina, cimetidina, ketoconazolo, eritromicina, azitromicina, glipizide e diazepam). E’ stata rilevata una lieve diminuzione della clearance della cetirizina (16%) in uno studioa dosi multiple con teofillina (400 mg una volta al giorno); mentre ladisponibilita’ della teofillina non veniva alterata dalla somministrazione concomitante di cetirizina. Il cibo rallenta ma non diminuisce il grado di assorbimento della levocetirizina. Nei pazienti sensibili,la somministrazione concomitante di cetirizina o levocetirizina con alcool o altri agenti deprimenti il SNC puo’ influire sul sistema nervoso centrale, benche’ sia stato dimostrato che il racemato cetirizina non potenzia l’effetto dell’alcool.

Effetti Indesiderati

Esami diagnostici. Molto raro (<1/10.000): aumento di peso, anomalie della funzionalita’ epatica. Patologie cardiache. Molto raro: palpitazioni. Patologie del sistema nervoso. Comune (>=1/100, <1/10): sonnolenza, cefalea. Patologie dell’occhio. Molto raro: disturbi visivi. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Molto raro: dispnea. Patologie gastrointestinali. Comune: secchezza delle fauci. Non comune (>=1/1.000, <1/100): dolori addominali. Molto raro: nausea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Molto raro: edema angioneurotico,prurito, rash, orticaria. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: spossatezza. Non comune: astenia. Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: ipersensibilita’, compresa anafilassi. Patologie epatobiliari. Molto raro: epatite.

Gravidanza E Allattamento

I dati disponibili su un numero limitato di gravidanze esposte al farmaco indicano l’assenza di effetti indesiderati della cetirizina sulla gravidanza o sulla salute del feto/neonato. Finora non sono disponibili altri dati epidemiologici significativi. Non sono disponibili dati clinici sulle gravidanze esposte alla levocetirizina. Studi animali nonindicano effetti nocivi diretti o indiretti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto o sullo sviluppo post-natale. Occorre prestare attenzione nel prescrivere il medicinale alle donne in stato di gravidanza. E’ atteso che la levocetirizina venga escreta nellatte materno. Pertanto, durante l’allattamento l’uso non e’ raccomandato e il suo utilizzo deve essere preso in considerazione solo se il beneficio atteso per la madre e’ maggiore del rischio a cui e’ esposto il lattante.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Differenza tra calcoli e polipi

MEDICINA ONLINE BILE DOTTO EPATICO COMUNE CISTICO COLEDOCO CISTIFELLEA COLECISTI FEGATO DIGESTIONE ANATOMIA SCHEMA SISTEMA BILIARE SINTESI IMMAGINEIl calcolo è una concrezione (cioè un aggregato) di sali minerali associati o meno a sostanze organiche che si forma nell’organismo, specialmente dentro condotti ghiandolari ed in alcuni organi cavi per precipitazione e successiva aggregazione di sostanze prima disciolte nei relativi secreti. Normalmente facciamo riferimento a due tipologie di calcoli clinicamente rilevanti:

  • calcoli renali: quelli che si formano nelle vie urinarie e determinano calcolosi renale;
  • calcoli biliari: che si formano nella cistifellea e nei dotti biliari e determinano colelitiasi.

Con “polipo” in medicina si indica  un’escrescenza patologica che si forma su una mucosa, una sierosa o all’interno del connettivo sinoviale, sporgente in una cavità del corpo o in un canale. Di solito si tratta di una neoformazione di carattere benigno, mentre per le neoformazioni di carattere maligno è più appropriata la definizione di carcinoma o adenocarcinoma. Se il polipo aderisce direttamente al tessuto, si parla di polipo sessile, mentre se aderisce mediante un peduncolo, il polipo si definisce peduncolato.

In particolare i “polipi della colecisti” sono rilevazioni della mucosa che riveste internamente la parete della colecisti. Queste formazioni sono molto comuni, inoltre la grande maggioranza di esse è del tutto benigna e rappresentata da polipi di colesterolo. Una piccola parte è rappresentata da adenomi o da papillomi della parete, che sono considerati veri e propri tumori benigni della parete della colecisti.

La maggior parte dei polipi della colecisti si forma a causa dei calcoli. La colesterolosi che è alla base della formazione dei polipi nella parete della colecisti è caratterizzata dall’accumulo di trigliceridi in particolari cellule (i macrofagi) della parte di parete che si chiama lamina propria. Questo accumulo è quello che dà origine all’aspetto ecografico di piccoli polipi. I polipi di colesterolo sono formati da queste cellule che contengono colestrerolo e che sono ricoperte da un singolo strato di cellule dell’epitelio. Il motivo della loro formazione tuttavia è sconosciuto. Alcuni scienziati pensano che queste lesioni possano derivare da depositi diretti di colesterolo che proviene dal colesterolo presente nel sangue, altri ritengono che steroli liberi possano essere trasferiti dalla bile alla mucosa che costituisce la parete della colecisti e che lo sviluppo dei polipi possa essere associato con un’alterata sintesi epatica del colesterolo stesso.

Sia calcoli biliari, che polipi biliari, pur essendo strutture diverse, possono dare origine a colica biliare, in quanto entrambi possono causare una ostruzione del flusso di bile all’interno dei condotti biliari.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Perché quando piove le ferite fanno male?

MEDICINA ONLINE TUONO LAMPO FULMINE SAETTA DIFFERENZA NEVE GRANDINE PIOGGIA NEVISCHIO GHIACCIO TEMPORALE ROVESCIO TEMPESTA NEVE ARTIFICIALE TECNICA NATURALE TORNADO TROMBA D'ARIA URAGANO CICLONE TIFONENon c’è ancora una risposta univoca e certa alla domanda del titolo. Secondo alcuni ricercatori la causa è nel tessuto delle vecchie ferite: il tessuto cicatriziale è infatti leggermente diverso dal tessuto sano e questa sua diversità fa si che sia più sensibile alle variazioni di pressione del clima e si manifesta come dolore. Quando cambia il tempo (sta per arrivare pioggia ad esempio) cambia infatti la pressione atmosferica (che si abbassa) e ciò si avverte di più nelle parti lesionate come possono essere cicatrici, ferite o fratture, ma anche a livello delle articolazioni.

Leggi anche:

Relativamente al dolore articolare che precede il cambio di tempo, Robert Jamison, professore di anestesia e psichiatria alla Harvard Medical School, fa l’esempio del palloncino gonfiato. Quest’ultimo è sottoposto ad una pressione sia interna che esterna, “Se quella esterna cambia, il palloncino si dilata, ampliando la sua volumetria. E’ lo stesso fenomeno che si verifica all’interno delle articolazioni; quando si ha un calo della pressione esterna, determinati tessuti premono sui nervi circostanti, riacutizzando il dolore, questo è probabilmente l’effetto che le persone avvertono, soprattutto se i nervi sono irritati”, aggiunge Jamison.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Perché quando cambia il tempo ho dolori alle ossa e mal di testa?

MEDICINA ONLINE RAIN TORNADO COLD WATER OMBRELLO TEMPO AUTUNNO INVERNO CLIMA METEO METEREOPATIA WINTER AUTUMN WALLPAPER Alone-sad-girl-lonely-walk-with-umbrella-miss-you-imagesC’è chi è più sensibile da questo punto di vista e soffre particolarmente i cambi di stagione. Non è niente di grave: semplicemente alcune persone sono meteopatiche e il loro organismo reagisce al clima. Soprattutto in particolari condizioni di umidità, in molti lamentano dolori articolari ed emicranie. Molto frequente, poi, qualche fastidio a vecchie cicatrici o ad ossa che, in passato, hanno subito untrauma o una frattura. Quante volte avete sentito dire: “Mi fa male il metatarso del piede che mi sono rotto nel ’97. Quindi domani piove”. No, non è preveggenza. Semplicemente il corpo sente prima e parla attraverso il dolore.

Un team della University of Manchester ha condotto, all’interno di un progetto chiamato “Cloudy with a Chance of Pain“, una ricerca interessata proprio alla relazione tra dolori articolari e meteo. L’indagine ha coinvolto 9mila persone alle quali è stato chiesto di scaricare un’app sullo smartphone per tenere una sorta di “diario digitale“. Il loro compito era scrivere, ogni giorno, la condizione dolorosa. L’app, dal canto suo, era in grado di tenere un altro diario sulle condizioni meteo della località di residenza degli utenti. A fine giornata, il sistema incrociava i dati.

Il risultato? Il team di ricercatori ha dimostrato come nei giorni in cui il cielo è grigio e in presenza di piogge, il dolore lamentato dalle persone si acuiva. Ciò vuol dire che i sintomi che il corpo manifesta “riconoscono” le stagioni e si aggravano nei mesi più freddi e piovosi. La principale responsabile è sicuramente l’umidità che “penetra” nelle ossa. Per chi soffre di questa sintomatologia, infatti, i bagni di sole sono una vera panacea.

Leggi anche:

Secondo gli esperti, già da questi primi risultai della ricerca è possibile tratte importanti conclusioni. Se dal diario digitale queste persone prese a campione per l’indagine hanno scoperto di soffrire di disturbi cronici, sanno già che nei mesi freddi e nelle giornate particolarmente umide dovranno fare i conti con dolori articolari e mal di testa. Mada un punto di vista scientifico perché si scatena questo tipo di reazione? Il calo della pressione barometrica che, molto spesso, precede una tempesta, è in grado di alterarela pressione all’interno delle nostre articolazioni. E il risultato è chiaramente il dolore.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Marmellata di fragole: ricetta pratica e deliziosa

MEDICINA ONLINE MARMELLATA GELATINA CONSERVA MOSTARDA SENAPE VERDURA FRUTTA OLIO BARATTOLO BOTULINO DISINFEZIONE COTTURA BOLLITURA PESCA KIWI CREMA NUTELLA LIMONI RICETTA CACAO FATTA INQuella che vi presento oggi è un ricetta semplicissima per fare in casa la marmellata di fragole, buona e saporita!

Ingredienti

  • 1 kg di fragole;
  • 500 grammi di zucchero di canna (anche meno se non vi piace troppo dolce);
  • in alternativa utilizzate qualche altro dolcificante naturale, ad esempio il succo d’agave;
  • scorze di limone;
  • 1 limone spremuto.

Preparazione

Tagliare le fragole a piccoli pezzetti e lasciar macerare insieme allo zucchero, il succo di limone e le scorze tagliate grossolanamente in un contenitore coperto. Tenere in frigorifero per una notte. Il giorno seguente, con un colino passare lo sciroppo che si è formato sul fondo del contenitore e versarlo in un altro recipiente o in una bottiglia. Metterlo da parte conservandolo in frigorifero (vedi sotto come utilizzarlo).

Cuocere la polpa di fragole (togliendo prima le scorze di limone) per circa 20/30 minuti a fuoco basso fino a quando il composto non si addensa un po’. A questo punto togliere dal fuoco e frullare il tutto con un frullatore ad immersione. Rimettere nuovamente sul fuoco finchè la marmellata non è pronta. Per capirlo basta fare la “prova del piattino” ovvero prendere un cucchiaino del composto metterlo su di un piatto che si girerà poi in senso verticale: se la marmellata rimane attaccata oppure scende molto lentamente allora vuol dire che è pronta!

Invasare ancora calda nel barattolo e chiudere ermeticamente. Se si vuole avere una maggiore conservazione del prodotto, far bollire il barattolo di marmellata per 15/20 minuti. In alternativa, una volta invasata la marmellata ancora bollente, chiudere e girare il barattolo a testa in giù per far formare il sottovuoto. Rigirare quando è freddo.

Il vantaggio della marmellata di fragole fatta con questo procedimento è che contiene meno zucchero, dato che gran parte rimane con lo sciroppo che si leva all’inizio della preparazione e che può essere usato in molti modi, come:

1. Condire la macedonia

2. Allungarlo con l’acqua e berlo al posto di una qualsiasi bevanda dissetante.

3. Insaporire i vostri frullati preferiti.

4. Preparare ghiaccioli alla fragola (sempre meglio allungarlo con l’acqua).

5. Aromatizzare il vostro tè facendolo diventare un tè alla fragola (anche con il tè verde).

6. Utilizzare nella preparazione di dolci.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!