Con “dismetria degli arti inferiori” si indica una differenza di lunghezza dei segmenti ossei degli arti inferiori. La dismetria è un problema molto comune, dato che le due parti del corpo umano (emisoma) non sono mai perfettamente simmetriche. Le cause di tale patologia sono numerose e si distinguono in «congenite» (emiipertrofie, arti ipoplasici, displasie scheletriche) e «acquisite» (traumatiche, infettive, infiammatorie, neurologiche). In assenza di patologie specifiche, la differenza tra gli arti inferiori può essere semplicemente idiopatica (cioè presente senza causa apparente). È spesso difficile in questi casi capire se l’arto «malato» è quello più lungo oppure quello più corto. Nel neonato possono insorgere alcune patologie per cui il femore o la tibia (o entrambi) di un arto risultano più lunghi rispetto all’altro. Tutte queste vanno valutate con molta attenzione.
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Vacanze e peso: il tema non riguarda solo gli adulti, ma anche i bambini, per i quali il maggior tempo a disposizione e una dieta più libera rispetto a quella imposta dal menu scolastico non necessariamente – o non sempre – si rivelano benefici come si potrebbe pensare. A suggerirlo è uno studio condotto negli Usa e appena pubblicato dal Journal of School Health. Alcuni ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston (Texas), dopo aver ripetutamente monitorato il peso di quasi 3600 bambini (che sono stati seguiti dal loro ingresso alla scuola elementare e per tutta la sua durata) hanno osservato che la velocità dell’aumento di peso era maggiore durante la pausa estiva rispetto al periodo scolastico. Periodo che, invece, aveva un impatto positivo sul peso dei piccoli, soprattutto su quelli sovrappeso o obesi.
Secondo uno studio britannico della Oxford University, pubblicato sul Journal Psychological Medicine, una percentuale che oscilla tra il 4 e il 5 per cento dei maschi che hanno appena avuto un figlio soffre di depressione post-natale, contro il dieci per cento delle neo-mamme. I papà del terzo millennio si prendono oneri e onori di un nuovo modo di essere genitori che, ormai da tempo, stanno vivendo ed esplorando. Papà che cambiano i pannolini, che giocano, che danno le pappe e che cantano la ninnananna. Papà che si svegliano la notte, che cullano, che massaggiano il pancino e che danno lo sciroppo. Papà che ridono e che fanno le vocine, che si prendono il congedo parentale, ma anche papà depressi, troppo stanchi, scarichi e caricati da un eccesso di responsabilità che li fa entrar a pieno titolo in quella condizione di depressione post-parto che era un tempo a esclusivo appannaggio femminile.
Il periodo post parto, si sa è molto delicato per la neo mamma che si trova ad affrontare nuove fatiche e ha quindi bisogno di più energia da dedicare al neonato, soprattutto se allatta. Nello stesso tempo ci si ritrova con un corpo che non è più quello di prima, ma non si ha molto tempo per occuparsi di se stesse attraverso la dieta giusta e l’attività fisica. Come fare allora per tornare in forma e allo stesso tempo mantenere livelli ottimali di energia? Non saranno certo valanghe di carboidrati raffinati e zucchero bianco che vi aiuteranno, anzi, questi andrebbero evitati, ma consumando carboidrati integrali e proteine in misura maggiore rispetto ai carboidrati. Le proteine infatti saziano molto di più rispetto ai carboidrati e, le uova in particolare, riescono ad assicurare livelli di energia ottimali grazie al ferro che contengono ed alla vitamina B12.
Anche i neonati rischiano di aumentare di peso, soprattutto se vengono alimentati con il latte artificiale, anche se ciò non mette del tutto d’accordo i medici! Il latte materno non rischia di sovra-alimentare il piccolo, tuttavia sembra renderlo più… irascibile!
Sono domande che mi vengono spesso poste da genitori in ansia perché il figlio più giovane ha deciso di andare in palestra o perché vogliono che lui faccia uno sport ma sono indecisi su quale.