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Informazioni su dott. Emilio Alessio Loiacono

Medico Chirurgo iscritto all’albo dei Medici Chirurghi di Roma con numero d’iscrizione 61477. Direttore del gruppo di ricerca Medicina OnLine.

Le tue dieci abitudini che ti danneggiano i reni

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma DIECI ABITUDINI TI DANNEGGIANO RENI Radiofrequenza Rughe Cavitazione Peeling Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Dieta Pancia Sessuologia Filler BotulinoSe vi chiedessi a cosa serve il cuore, sapreste cosa rispondermi. Se vi chiedessi a cosa servono i polmoni, ancora una volta sapreste cosa rispondermi. Ma se vi chiedessi a cosa servono i reni? Vi assicuro che non tutti hanno ben chiaro quale siano di preciso i loro compiti. I reni sono due organi retroperitoneali essenziali per la nostra salute: filtrano dal sangue i prodotti di scarto del metabolismo del nostro corpo e li eliminano tramite l’urina che producono, assorbono i minerali, contribuiscono a mantenere la nostra pressione arteriosa entro dei limiti normali, mantengono il corretto equilibrio idro-salino dell’organismo (cioè il giusto bilanciamento di sali e liquidi che permette al nostro corpo di funzionare in maniera ottimale). Senza dimenticare che – contribuendo alla giusta idratazione del nostro corpo – contribuiscono in modo incisivo anche sulla nostra bellezza (influendo, ad esempio, nei confronti della cellulite). Ecco allora, che prendersi cura dei propri reni diventa un argomento essenziale per vivere bene, in salute e belli. Eppure, esistono delle abitudini particolari, di cui magari non ci rendiamo nemmeno conto, che potrebbero danneggiare questi organi preziosi. Ecco quali sono:

1 Bere bevande gassate

A confermare l’ipotesi della stretta correlazione tra le bevande gassate e la formazione dei calcoli renali, uno studio dell’Università di Harvard, condotto con la collaborazione del Policlinico Gemelli di Roma. Secondo quanto emerso dalle analisi effettuate, sembrerebbe che chi consuma una lattina al giorno di bibite zuccherate ha un rischio del 23-33% maggiore dell’insorgenza di calcoli, di chi consuma meno di una lattina alla settimana.

2 Trattenere l’urina

Non svuotare la vescica quando se ne sente la necessità è una cattivissima abitudine. Se fatto in maniera frequente, può aumentare la pressione dell’urina nei reni e comprometterne la salute.

3 Consumare troppo sale

Il sale è un elemento importante per il nostro corpo, ma non in dosi eccessive. Aumenta la pressione sanguigna e mette sotto sforzo i reni. Attenzione quindi a quanto ne adoperate.

4 Assumere poco magnesio con la dieta

Se nel nostro corpo non viene introdotto abbastanza magnesio, il calcio non può essere assimilato in maniera corretta e questo può causare un sovraccarico e la formazione di calcoli renali. Per evitare che avvenga ciò, è consigliabile consumare alimenti che contengono buone fonti di magnesio, come ad esempio le noci, i semi, le verdure a foglia verde e i fagioli.

5 Avere disturbi del sonno

Dormire bene è utile al nostro umore, ma anche al nostro corpo. E anche i reni possono risentire della mancanza di sonno. In base a una ricerca effettuata dai ricercatori del Peter Munk Cardiac Centre delToronto General Hospital, i ritmi circadiani hanno un impatto importante sul rinnovamento dei tessuti cardiovascolari e, quindi, anche del tessuto renale. L’interruzione del sonno potrebbe quindi danneggiare gli organi.

6 Bere poca acqua

I nostri reni devono essere adeguatamente idratati per poter svolgere le loro funzioni. Se non si beve abbastanza, le tossine possono iniziare ad accumularsi nel sangue, perché non c’è abbastanza liquido per drenarle. Un modo semplice per verificare se non si sta bevendo abbastanza, ad esempio, è vedere quanto sono scure le urine.

7 Assumere poca vitamina B6 con la dieta

Una dieta sana significa un buon funzionamento degli organi interni, anche dei reni. Secondo i medici dell’Università del Maryland Medical Center, una grave carenza di vitamina B6 può essere una delle cause dell’insorgenza di calcoli renali. Per una funzione renale ottimale, sarebbe necessario consumarne 1,3 mg al giorno.

8 Abusare di farmaci

Spesso tendiamo a prendere una medicina al comparire del primo dolore di testa. È una cosa a cui dovremmo pensare molto attentamente. I medicinali, tutti, sono dotati di effetti collaterali e molti di essi possono provocare danni ai reni.

9 Assumere troppe proteine con la dieta

Spesso sentiamo dire che una dieta ad alto contenuto di proteine garantisce i migliori risultati in termini di dimagrimento. È importante sapere, però, che un regime alimentare che prevede l’assimilazione di una quantità esagerata di proteine potrebbe obbligare l’organismo a un lavoro eccessivo per la metabolizzazione dei cibi. Nel tempo, questo crea un sovraccarico epatico e renale. Il prodotto della digestione delle proteine ​​è l’ammoniaca, una tossina che i reni neutralizzano con maggiore difficoltà. Più proteine ​​significa più sforzo per i reni, che, nel tempo, portare vedere ridotta la loro funzionalità. Meglio osservare le quantità consigliate dal medico.

10 Trascurare le infezioni più comuni

Non trattare le infezioni comuni in maniera rapida e corretta spinge ad affaticare ed esaurire il nostro corpo. Questo può portare anche a danni ai reni. Alcuni studi hanno dimostrato che le persone che sono riluttanti a riposare e guarire correttamente, spesso finiscono ad avere malattie renali.

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Dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma DIMENTICA CERVELLO ASCOLTA TUO CUORE Radiofrequenza Rughe Cavitazione Peeling Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Dieta Pancia Sessuologia Filler BotulinoTrova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera… Come trovarlo? Dimentica il cervello e ascolta il tuo cuore.

Immagine e dialogo tratto dal film “Vi presento Joe Black”.

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L’acido salicilico per levigare la tua pelle e combattere l’acne

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA BELLA ESTETICA CAPELLI OCCHI BELLEZZA COSMETICI PELLE RUGHE TRUCCO MAKE UP FIORI NATURAL’acido salicilico è un acido carbossilico incolore cristallino, idrossiacidi. Per sostituzione dell’ossidrile fenolico con un acetile, dall’acido salicilico si ottiene l’acido acetilsalicilico, noto principio attivo dell’Aspirina. In chimica, l’acido salicilico è chiamato acido 2-idrossibenzoico, identificato dalla formula bruta C7H6O3. La molecola deriva dall’idrolisi enzimatica della salicina, glucoside salicoside estratto dal salice bianco (Salix alba).

L’acido salicilico in cosmesi ed in medicina estetica

L’acido salicilico è un noto agente esfoliante utilizzato in cosmesi per preparare scrub o peeling chimici. Le sue spiccate virtù cheratolitiche e leviganti rendono questa molecola molto indicata per combattere efficacemente l’acne papulo-pustolosa di lieve e moderata entità, inoltre è un componente essenziale di prodotti per la cura della keratosis pilaris e delle verruche. Può anche essere usato in determinati casi di psoriasi al fine di eliminare la desquamazione e agevolare quindi il trattamento topico.

Come agisce l’acido salicilico sulla pelle?

Una volta applicato sulla nostra pelle, l’acido salicilico agisce come potente cheratolitico: tale molecola è in grado di spezzare selettivamente la catena proteica della cheratina, abbondantemente presente nei corneociti. Non esercitando alcun effetto sulle altre proteine, l’acido salicilico è in grado di esfoliare e distruggere solamente le cellule dello strato corneo: per questa ragione, la molecola è ben tollerata dalle cellule sottostanti, chiaramente prive di ogni traccia di cheratina.
A livello cutaneo, l’acido salicilico diminuisce le forze di coesione dei corneociti: così facendo, viene favorita la desquamazione dei cheratinociti iperpigmentati, incoraggiando nel contempo il rinnovamento cellulare. L’effetto finale promosso dall’acido salicilico è sorprendente: i “nuovi” cheratinociti, essendo meno ricchi di pigmento melanico, donano alla pelle un aspetto uniforme, levigato e luminoso. L’acido salicilico è sfruttato anche per le sue proprietà batteriostatiche e lenitive: la sostanza, infatti, penetra rapidamente nelle lesioni infiammate esercitando eccellentemente queste funzioni, senza peraltro provocare fenomeni irritativi evidenti.

Concentrazioni dell’acido salicilico

In ambito cosmetico, l’acido salicilico è utilizzato ad una concentrazione variabile dall’1 al 2% (in quantità tanto maggiore quanto più basso è il pH del cosmetico utilizzato). In ambito ambulatoriale, invece, la molecola può essere utilizzata in soluzione alcolica ad una concentrazione variabile dal 20 al 30%.

Acido salicilico: indicazioni

L’indicazione principale dell’acido salicilico è preparare peeling chimici, scrub o creme contro l’acne papulo-pustolosa di grado lieve o moderato: eliminando il tappo di cheratina, questa molecola è in grado di liberare il follicolo pilo-sebaceo riducendo visibilmente segni e sintomi del disturbo. Inoltre – come già prima accennato – l’acido salicilico penetra rapidamente nelle lesioni acneiche infiammate esercitando un’eccellente azione batteriostatica. A tale scopo, sono generalmente necessarie 4-6 sedute di trattamento, distanziate l’una dall’altra di almeno 21 giorni.

Oltre all’acne papulosa, l’acido salicilico trova indicazione nelle seguenti circostanze:

1) Acne in fase comedonica ed acne nodulare;
2) Rosacea;
3) Macchie scure sulla pelle legate al photoaging (tipico stato d’iperpigmentazione cutanea delle persone di mezza età ed anziane);
4) Melasma o cloasma (maschera gravidica);
5) Disturbi del cuoio capelluto: forfora, psoriasi (concentrazione max. dell’acido salicilico ammessa per legge nei cosmetici per capelli: 3%);
6) Calli, duroni ed ipercheratosi in genere;
7) Verruche;
8) Keratosis pilaris.

E’ utile ricordare che, esfoliando la pelle, l’acido salicilico facilita l’assorbimento di altri principi attivi, soprattutto agenti idratanti, emollienti, nutrienti ecc.. Particolarmente indicate a tale scopo sono le creme all’acido ialuronico, in grado di esercitare un eccellente effetto idratante (ed antirughe).

Rischi, controindicazioni ed effetti collaterali

L’effetto cheratolitico esercitato dall’acido salicilico può avvenire in modo piuttosto evidente: difatti, non è raro che, dopo l’applicazione del prodotto sulla pelle, si vengano a formare grosse chiazze scure di corneociti. Tuttavia, questo effetto collaterale tende a svanire nell’arco di un breve periodo di tempo.
Non vi sono particolari controindicazioni all’uso di creme od altri cosmetici preparati con acido salicilico, fatta eccezione – chiaramente – per l’allergia ai salicilati.
Si raccomanda di evitare l’esposizione al sole durante l’intero trattamento con acido salicilico: questa sostanza, infatti, assottigliando la naturale barriera dello strato corneo, rende la cute estremamente suscettibile alle radiazioni UV. A tale scopo, oltre ad evitare quanto possibile l’esposizione diretta al sole (e le sedute abbronzanti), si raccomanda di applicare creme solari ad alta protezione (SPF 50).

Importante

Come prima accennato, l’acido salicilico non dev’essere somministrato – né per applicazione topica, né per via orale – ai soggetti allergici ai salicilati. Una reazione allergica a questa sostanza può causare sintomi come alterazione marcata del colore della pelle, rush cutaneo, orticaria, rigonfiamento di mani e piedi, rossore agli occhi, anafilassi (casi estremi)
Non utilizzare prodotti contenenti acido salicilico nei bambini di età inferiore ai 3 anni.

Acido salicilico ed acido glicolico

Similmente all’acido salicilico, anche le creme all’acido glicolico si rivelano fedeli alleate della bellezza contro le lesioni acneiche. Tuttavia, queste due molecole presentano una differenza non trascurabile: mentre l’acido salicilico è indicato anche per velocizzare la guarigione del processo infiammatorio (generato dall’acne papulosa), l’acido glicolico è efficace esclusivamente per trattare l’acne solo dopo che l’infiammazione è stata risolta.

FONTI:

http://www.corriere.it/salute/dizionario/s…ido/index.shtml
http://www.inerboristeria.com/acido-salici…o-per-acne.html
www.my-personaltrainer.it/benessere/acido-salicilico.html
http://www.farmaciavernile.it/index.php?pa…chk=1&Itemid=65
Manuale di cosmetologia – Proserpio, Racchini

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Se ami un fiore… non lo raccogli

Due fiori margherite viste da vicinoSe ami un fiore, non lo raccogli; se ami una persona, non la possiedi

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Qual è la giusta percentuale di grasso che dobbiamo avere nel corpo?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma GIUSTA PERCENTUALE GRASSO CORPO Radiofrequenza Rughe Cavitazione Peeling Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Dieta Pancia Sessuologia Sex Filler Botulino

In molti, dopo avere stati sottoposti all’esame bioimpedenziometrico, mi chiedono quale sia la percentuale di massa grassa che il loro corpo deve possedere per essere considerati “in forma”. Da ora in poi, grazie alla figura che vedete qui in alto, questa percentuale non sarà più un mistero!

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Cartoline dalla mia città: la Fontana di Trevi

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma CARTOLINE CITTA FONTANA DI TREVI Radiofrequenza Rughe Cavitazione Peeling Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Dieta Pancia Sessuologia Sex Filler BotulinoLa Fontana di Trevi è la più grande fontana della città di Roma, probabilmente è la più famosa fontana al mondo. Progettata da Nicola Salvi, inaugurata nel 1735, la Fontana di Trevi è posta su di un lato del  Palazzo Poli.
Il tema della fontana è il mare: al centro spicca una grande statua di Oceano che guida un cocchio a forma di conchiglia trainato da due cavalli alati, a loro volta guidati da altrettanti tritoni.
Famosa è l’usanza di gettare una moneta all’interno delle sue acque, esprimendo al contempo un desiderio. Meta di milioni di turisti ogni anno, la fontana attualmente è in fase di restauro. Se venite a visitare la mia città, non potete perdervi lo spettacolo di questa meravigliosa fontana!

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Il liquido pre-eiaculatorio può indurre gravidanza e trasmettere l’HIV?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (6)Spesso si sente parlare di un liquido che viene espulso dal pene, prima che ci sia una vera e propria eiaculazione, e molti pazienti mi chiedono se è vero che questo liquido posso indurre o no una gravidanza, specie quelli che praticano il “coitus interruptus“, cioè la tempestiva estrazione del pene eretto dalla vagina qualche istante prima dell’eiaculazione, nel tentativo di evitare il contatto diretto dello sperma con la vagina e quindi una gravidanza indesiderata. Una donna può rimanere incinta solo con questo liquido? La prima cosa da dire è che tale secrezione prende il nome di…

Liquido pre-eiaculatorio (liquido di Cowper): cos’è?

Ha diversi sinonimi: secrezione eiaculatoria, secretio ex libidine, liquido preorgasmico, liquido prostatico, liquido prespermatico, liquido preseminale. Ai tempi dell’università il nome che il prof. esigeva all’esame era il più corretto “liquido di Cowper“, perché viene prodotto dalle ghiandole omonime. Come appare il liquido pre-eiaculatorio? In condizioni fisiologiche è un liquido trasparente, incolore o lievemente biancastro e viscoso. Viene prodotto – come già prima acennato – dalle ghiandole di Cowper (o ghiandole bulbouretrali) durante la masturbazione, i preliminari e le fasi iniziali di un rapporto sessuale, ma anche durante la penetrazione precedentemente all’orgasmo ed all’eiaculazione dello sperma. In alcuni casi viene espulso durante la notte o semplicemente in caso di estrema eccitazione se l’uomo è esposto ad immagini, video o situazioni erotiche anche in assenza di attività sessuali, soprattutto in caso di prolungata astinenza. Per approfondire, leggi: Ghiandole di Cowper e liquido di Cowper: anatomia e funzioni

Il liquido preseminale viene espulso dal meato uretrale posto sull’apice del pene dell’uomo ben prima dell’eiaculazione vera e propria. La quantità emessa dipende dal singolo individuo, si possono verificare espulsioni di quantità modeste fino ad emissioni copiose.

Se sei qui perché hai paura di essere incinta, potrebbe essere utile leggere questo importante articolo che ti aiuterà a capire se è già in corso una gravidanza: Capire se sono incinta: i primi sintomi di gravidanza

Leggi anche: E’ possibile rimanere incinta con il coito interrotto?

A che serve il liquido pre-eiaculatorio?

La sua funzione è quella di neutralizzare l’acidità dell’urina e quindi in pratica esso prepara un ambiente idoneo al passaggio dell’eiaculato vero e proprio. In poche parole “pulisce e lubrifica” l’uretra, favorendo il successivo passaggio di sperma. Inoltre sembra facilitare l’adesione dello spermatozoo all’ovocita e la sua capacitazione: ovvero facilita le fertilizzazione della cellula uovo e quindi la genesi dell’ embrione.

Leggi anche: Restare incinta vergine senza penetrazione è possibile?

Cosa contiene il liquido pre-eiaculatorio?

Non sono noti studi su larga scala riguardo alla presenza di sperma nel liquido di Cowper. Indagini su campioni ridotti di popolazione rilevano l’assenza di tracce di spermatozoi. Tuttavia la presenza di spermatozoi può essere causata dallo stesso liquido che lubrificando l’uretra trasporta con sé eventuali residui di sperma presenti da un rapporto precedentemente avuto, ed è quindi consigliabile orinare tra la consumazione di un rapporto e l’altro. Questi solitamente sono in numero insufficiente a causare una gravidanza, ma possono verificarsi casi inattesi, che rendono rischioso il metodo anticoncezionale del coito interrotto.

Leggi anche: Dita sporche di sperma toccano la vagina: c’è rischio di gravidanza?

Il liquido pre-eiaculatorio può indurre gravidanza?

Per prima cosa è utile ricordare che il “coito interrotto” è una pratica contraccettiva assolutamente poco sicura e poco consigliabile, anche perché non ci ripara dalle malattie veneree, al contrario di quanto avviene usando un profilattico. Detto ciò il liquido pre-eiaculatorio non contiene spermatozoi (se non quelli, come detto prima, che ristagnano nell’uretra da una eiaculazione precedente), quindi non è teoricamente in grado di indurre gravidanza. Tuttavia altre ricerche indicano che in circa il 40% dei casi si repertano qualche centinaio di migliaia di spermatozoi, spesso mobili, nel liquido pre-eiaculatorio. Chi ha ragione? Probabilmente la differenza sta nella tecnica di raccolta del liquido preeiaculatorio. Uno studio ha rivelato che il liquido pre-eiaculatorio raccolto mediante eccitazione indotta da stimoli visivi NON contiene spermatozoi, mentre il liquido pre-eiaculatorio raccolto mediante eccitazione indotta da masturbazione e movimenti coitali ne contiene qualche centinaio di migliaia. Esisterebbe quindi una differenza fra i liquidi pre-eiaculatori secreti con o senza senza stimolazione tattile del pene: sono presenti spermatozoi solo nel secondo caso. In effetti gli autori della ricerca, prudentemente, concludono raccomandando l’uso del profilattico o di altro anticoncezionale. In via del tutto induttiva la quantità secreta non dovrebbe essere sufficiente ad indurre gravidanza. Quindi se da un lato si può stare sufficientemente tranquilli, dall’altro meglio sempre le cautele!

Leggi anche: Perché ho un ritardo del ciclo? Quanti giorni devono passare prima di preoccuparmi? A chi chiedere aiuto e come mi devo comportare?

La sopravvivenza degli spermatozoi in uretra

Ribadiamo ancora, visto che è un concetto importantissimo: gli spermatozoi rimangono vivi in uretra dopo l’eiaculazione anche fino a SEI ore e vengono teoricamente dilavati dall’urina alla prima minzione. In caso di secondo rapporto ravvicinato, tenete sempre in considerazione che un eventuale liquido pre-eiaculatorio, seppur non contenente di per se spermatozoi, può “raccogliere” spermatozoi dell’eiaculazione precedente, rimasti lungo l’uretra. Meglio urinare e lavarsi bene tra un rapporto ed il successivo, meglio ancora usare il preservativo. Per approfondire: Per quanto vivono gli spermatozoi dopo un’eiaculazione in vagina e nell’ambiente?

Può il liquido pre-eiaculatorio trasmettere il virus dell’HIV?

La risposta purtroppo è SI. Vari studi hanno confermato che il liquido pre-eiaculatorio può veicolare il virus dell’HIV, cioè il virus che causa l’AIDS. A tale proposito vi consiglio di leggere anche: HIV e AIDS: come, dove e quando si eseguono i test per la diagnosi?

Per difenderti dal liquido pre-eiaculatorio:

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Il nostro cervello è fatto al 75% di acqua…

MEDICINA ONLINE CERVELLO INTELLIGENZA IDEA STUDIOIl nostro cervello è fatto al 75% di acqua; per certe persone che conosco questa percentuale si avvicina decisamente al 100%. Anche a voi capita altrettanto?

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