Uno studio americano segnala la possibile efficacia preventiva esercitata dall’avocado rispetto alle patologie cardiovascolari. La ricerca dell’Università della Pennsylvania si è concentrata sulla varietà Hass ed è stata presentata nel corso dell’American Society for Nutrition Scientific Sessions and Annual Meeting at Experimental Biology.
Il dott. Li Wang, che ha coordinato lo studio, spiega: «il consumo di avocado diminuisce il numero delle particelle di colesterolo LDL piccolo e denso nei soggetti in sovrappeso e obesi».
Il colesterolo “piccolo e denso” è quello che preoccupa di più i medici perché rappresenta il principale fattore di rischio cardiovascolare. I ricercatori hanno esaminato un campione di soggetti obesi o in sovrappeso, assegnandoli in maniera casuale al consumo di un avocado della varietà Hass o a una dieta senza avocado ma in ogni caso a basso tenore di grassi. Stando ai dati resi noti da Wang e dalla coautrice della ricerca Penny Kris-Etherton, entrambe le diete avevano come risultato la diminuzione del colesterolo LDL, ma solo quella a base di avocado riusciva a ridurre in maniera significativa il numero di particelle di lipoproteine (LDL-P). Seguendo la dieta senza avocado non si registravano differenze in quest’ultimo parametro.
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Esistono alcuni semplici accorgimenti per sfruttare al meglio le sostanze presenti negli alimenti, in particolare in quelli vegetali. Intanto dovrebbero essere introdotti nella dieta gradualmente e in quantità sempre più sostenute, in modo tale che l’organismo si abitui ad assimilarli. E, come regola generale, vanno poco cotti: solo in questo modo non si distruggono le vitamine e gli enzimi che rinforzano il sistema immunitario, né si compromettono i sapori. Evitando così di esagerare con i condimenti.
Non sei tanto alto? Oggi potresti aver un motivo per sorridere: la tua vita potrebbe essere più lunga delle persone più alte di te! A dirlo è una ricerca dell’Università di Hawaii secondo cui l’aspettativa di vita sarebbe inversamente proporzionale all’altezza di un individuo. Pertanto, chi è più basso della media beneficerebbe di qualche anno in più di vita rispetto a chi è più slanciato.
I miei pazienti fumatori me lo ripetono smesso: “non smetto di fumare perché tanto l’inquinamento fa più male della sigaretta”. Una ricerca ora sembra smontare questa affermazione che già il buon senso aveva reso assurda e ipocrita. Le sigarette inquinano fino a sei volte più di un tir e quindi fa meno male “respirare” i gas di scarico di un autoarticolato che il fumo da tabacco. È questo il risultato di un esperimento condotto dagli scienziati dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. È stato stabilito infatti che il tabacco produce più smog di un camion di 13mila cc di cilindrata: fumare per otto minuti sprigiona nell’aria una quantità di polveri fini e ultrafini (Pm1, Pm2,5 e Pm10) da 4 a 6 volte superiore rispetto a un tir rimasto acceso per lo stesso tempo al minimo dei giri, con punte record di 700 microgrammi al metro cubo.