Quali sono l’uomo e la donna viventi più longevi d’Italia?

MEDICINA ONLINE ANDREA LATTARI ANNI ETA ULTRACENTENARIO MARESCIALLO CARABINIERE ANNI ULTRACENTENARIE ITALIA ITALIANE SORELLEAttualmente la donna vivente più anziana d’Italia è Giuseppina Projetto che ha ben 115 anni, è nata il 30 maggio 1902 e vive a Montelupo Fiorentino (Firenze) in Toscana. Giuseppina è attualmente la più anziana persona vivente d’Italia, oltre ad essere la seconda donna vivente più anziana d’Europa e la quinta nel mondo. La signora Proietto nasce alla Maddalena, ma è di origine siciliana: il nonno materno si era trasferito dalla Sicilia con la spedizione di Giuseppe Garibaldi ed il padre Cicillo Projetto, originario di Sciacca, aveva conosciuto la madre durante il servizio militare in Sardegna.

Attualmente l’uomo vivente più anziano del nostro Paese invece è il maresciallo Andrea Lattari (vedi foto in alto), un carabiniere in pensione che ha 109 anni. E’ nato a Palermo il 10 gennaio 1908 e vive ormai da anni a Desenzano del Garda (Brescia) in Lombardia. Lattari è laureato in Economia e Commercio ed è ovviamente anche il carabiniere vivente più anziano d’Italia. Tra i suoi ricordi la campagna d’Africa e gli anni trascorsi nei servizi speciali di informazione sulle navi durante la seconda guerra mondiale. Dopo essere transitato alle dipendenze del ministero degli esteri, la sua carriera si è svolta in varie sedi diplomatiche fino all’ultimo incarico, in Polonia, conclusosi nel 1973.

Gli italiani non sono nuovi a casi come questi: grazie ad un insieme di fattori come dieta, società e clima, sono  infatti il popolo più longevo d’Europa e dell’intero mondo occidentale, ed il secondo popolo più longevo al mondo dopo i Giapponesi. Le donne italiane vivono attualmente quasi 85 anni e gli uomini italiani circa 80: in media un italiano vive circa 83 anni, 2 anni in più di tedeschi ed inglesi e ben 4 di più degli statunitensi.

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La siciliana Fefè festeggia 106 anni con la sorella Dedè di 112

MEDICINA ONLINE ANNI ULTRACENTENARIE ITALIA ITALIANE SORELLE FEFE DEDE Festeggia 106 anni con la sorella di 112.jpgFesteggia 106 anni con la sorella di 112. Sta facendo il giro del mondo la storia di Fefè centenaria italiana che ha spento le candeline in compagnia della sorella Dedè, che ha ben 112 anni. Le due donne vivono insieme ormai da tantissimo tempo in una casa di Canicattì, in provincia di Agrigento, e non si sono mai separate. Dedè è una maestra in pensione da quasi mezzo secolo. In passato è stata premiata dal ministro dell’istruzione e Sergio Mattarella gli ha conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica. Entrambe le donne non si sono mai sposate e la loro convivenza procede benissimo.

Il segreto della longevità

Oggi vivono in un palazzo del paese, in Sicilia, dove a prendersi cura di loro c’è il nipote Aldo. In questi giorni hanno festeggiato il compleanno di Fefè brindando insieme ai loro numerosi parenti. Le due anziane non solo sono centenarie, ma godono anche di ottima salute. Ricevono le visite delle loro amiche, chiacchierano, leggono e recitano poesie, in particolare “L’Infinito” di Leopardi, che è la loro preferita. Diega, detta “Dedè”, afferma che il segreto della loro longevità sarebbe solo uno: andare a letto sempre con la coscienza a posto. Tutti i suoi studenti la ricordano con affetto e la donna ancora oggi è molto conosciuta nel suo paese e in tutta la Sicilia. Nei prossimi giorni il Sindaco organizzerà una festa per celebrare il compleanno della donna insieme a tutta la cittadinanza. Dedè e Fefè sono solo due fra i tantissimi centenari presenti nel nostro paese: noi italiani siamo infatti il popolo più longevo d’Europa, ed il secondo popolo più longevo al mondo dopo i Giapponesi.

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“Instagram mi ha salvato dall’anoressia”: la storia di Emelle

MEDICINA ONLINE ANORESSIA Emelle Lewis Instagram saved my life Anorexic whose weight plummeted to just FIVE stoneÈ viva per “miracolo” Emelle Lewis, una studentessa di psicologia 22enne di Huddersfield, Gran Bretagna, così ossessionata dal suo peso corporeo da finire nell’incubo dell’anoressia e arrivare a pesare appena 31 kg.

Mi sentivo grassa e brutta

Emelle aveva solo 15 anni quando ha iniziato a dimagrire perché si sentiva “grassa e brutta”. Ha eliminato drasticamente le calorie e ha iniziato a frequentare ossessivamente la palestra.
“Tutto è iniziato al liceo – ha raccontato Emelle al Daily Mail – Mi sentivo troppo grassa. Le mie amiche erano fidanzate. Io, invece, non riuscivo a trovare un ragazzo”. Da quel momento è caduta nella trappola: si nutriva di gallette di riso, insalata e cereali. Si rifiutava di farsi curare e pensava che il resto del mondo le volesse rovinare la vita.
Era così magra che doveva indossare i suoi vestiti da bambina, ma era convinta di dover bruciare costantemente le calorie e di non poter stare mai seduta: “Quando ero malata, non pensavo di essere io il problema. Credevo di poter condurre una vita normalissima, nonostante la mia magrezza”.

Adesso sto bene: non sprecate la vita!

Poi è arrivata la svolta: “Mi ricordo che, un giorno, ero coricata e pensavo che sarei morta da un momento all’altro. Mi sono detta: ‘Non ti sei ancora realizzata. È veramente questa la fine che vuoi fare?’ No, non era quella… È stato molto difficile, ma da quel momento qualcosa nella mia testa è cambiato”. Emelle è riuscita a riprendersi, anche con l’aiuto delle storie di ragazze come lei su Instagram. Sul loro esempio ha provato a raccontarsi e a cercare di guarire.
Ora Emelle sta meglio e ha deciso di raccontare la sua storia per sensibilizzare l’opinione pubblica e persuadere altre ragazze come lei: “Adesso sto bene con me stessa. Mi piace il mio corpo. Anche se per un po’ di tempo ho dovuto ignorare la mia mente. Sono una persona più forte di prima e vedo il mondo con occhi diversi. La vita è troppo breve, non sprecatela”.

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Marco Columbro: “Gli alieni esistono, Gesù era uno di loro, il papa lo sa”

MEDICINA ONLINE Marco Columbro Gli alieni esistono, Gesù era uno di loro, il papa lo sa LORELLA CUCCARINI PAPERISSIMA CANALE 5 ANNI 90.jpg“Gli alieni esistono, Gesù era uno di loro”. A parlare è Marco Columbro, uno dei volti più amati e conosciuti della tv, soprattutto negli anni ’90. Il conduttore, dopo essere scomparso per molto tempo dal piccolo schermo, ha rilasciato una lunga intervista a Spy, in cui ha parlato di un possibile contatto con gli extraterrestri, svelando le sue teorie su questo tema. “Chi si occupa di spiritualità come me – ha detto alla rivista – si occupa anche di vita tout court. Io non credo che esista solo l’uomo in questo pianetino immerso in miliardi di altre galassie”. Secondo Marco Columbro, il papa sarebbe a conoscenza dell’esistenza degli alieni. “Pure Papa Francesco, due anni fa, ha fatto una dichiarazione pazzesca – ha spiegato – passata sotto silenzio: Noi dobbiamo portare nel nostro cuore gli insegnamenti di un essere alieno, il cui nome era Gesù”.

E’ scritto anche nel Vangelo

Per Columbro, re della tv per tanti anni insieme a Lorella Cuccarini, le prove di ciò che dice sarebbero evidenti e si troverebbero anche nei testi sacri: “Nel Vangelo stesso, quello di Giovanni – ha raccontato -, è riportata una frase di Gesù: ‘Io non sono di questo mondo, dove vado io voi non potete venire. Io sono di lassù, voi siete di quaggiù’. Più chiaro di così!? Se il Papa ha detto una cosa del genere è solo perché sa che prima o poi ci sarà un contatto con questi esseri. E sarà più prima che poi. Pure Putin è sull’orlo di fare una dichiarazione di questo tipo. D’altronde, i grandi capi di Stato solo in contatto con loro sin dagli anni 40, noi siamo frutto della loro creazione”.

Marco Columbro ha spiegato di aver studiato a lungo il tema degli alieni,soprattutto dopo aver abbandonato il piccolo schermo agli inizi del 2000 a causa di una malattia. “Mi ritengo un libero ricercatore dello spirito da 35 anni – ha spiegato -. Ho avuto il privilegio di conoscere vari maestri spirituali, compreso il Dalai Lama. Ma non seguo nessuna religione, sia chiaro: non sono buddista. A me interessano gli esseri umani, specie se illuminati e migliori di me, e i loro insegnamenti”.

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Liù, la cagnolina che fiuta i tumori prima dei medici

MEDICINA ONLINE LIU CANE CAGNOLINA FIUTA TUMORE CANCRO CANE MOLECOLARE.jpgLa cagnolina Liù è veramente un “dottore” speciale: è stata addestrata come cane  molecolare da Lorenzo Tidu, tenente colonnello veterinario, e dal suo conduttore, il sergente Paolo Sardella e grazie alla sua bravura riesce ad effettuare in modo perfetto una “rilevazione olfattiva” delle urine, indicando la presenza o meno di tracce di cancro. Ricordiamo che un “cane molecolare” è un cane addestrato a percepire e distinguere anche le più piccole particelle di odore, le “molecole” appunto, e riesce a memorizzare le tracce e ad associarle in modo da non perderle anche a distanza di tempo. Già i cani hanno un olfatto straordinario: i cani molecolari lo hanno ancora più sviluppato! Grazie a questa peculiarità, il cane molecolare è il re delle unità cinofile specializzate nella ricerca di droga, esplosivi, denaro, persone scomparse… 

La molecola che il cane riesce a fiutare

“Liù ci ha dimostrato che il tumore possiede una molecola caratteristica caratterizzante, e per questo il cane riesce a riconoscerla subito grazie al suo olfatto. Con l’aiuto del cane, da questo momento in poi, speriamo di individuare questa molecola e di riuscire a isolarla. A quel punto la diagnosi precoce e la prevenzione saranno molto più semplici”. Nell’ospedale di Castellanza i medici e i militari collaborano da oltre cinque anni per combattere i tumori. Liù fa parte del team e si divide fra il centro veterinario militare di Grosseto e i laboratori dell’Humanitas.

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L’addestramento

“I medici ci fanno arrivare i campioni delle urine dei pazienti sottoposti a controllo e nel suo ambiente abituale il cane esegue con calma tutti i suoi test – ha svelato l’addestratore di Liù -. La prima fase dell’addestramento è servita a insegnargli a distinguere gli odori caratteristici. Esattamente come si fa per la ricerca delle droghe o degli esplosivi. Ogni volta che riconosce quell’odore caratteristico, ma solo in quel caso, Liù si siede e noi così possiamo capire il messaggio che vorrebbe farci arrivare. Un lavoro che per gli uomini e la scienza è tanto importante, per il cane è un divertimento. Che, nella sua testa, ha un solo obiettivo: conquistare una dose in più di crocchette e il suo giocattolo preferito”.

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Diagnosi precoce: definizione, significato, tumori, esempi, perché è importante

MEDICINA ONLINE MEDICO PAZIENTE CONSULTO DIAGNOSI MEDICO DI BASE FAMIGLIA ANAMNESI OPZIONI TERAPIE STUDIO OSPEDALE AMBULATORIO CONSIGLIO PARERE IDEA RICHIESTA ESAME LABORATORIO ISTOLOGICO TUMORE CANCROCon “diagnosi precoce” (in inglese “early diagnosis“) si intende una diagnosi – cioè l’identificazione di una patologia o condizione in base a segni e sintomi – che viene effettuata nelle fasi iniziali di sviluppo della patologia. Esempi di strumenti di diagnosi precoce diretti ed indiretti sono il Pap-test per il carcinoma della cervice uterina, la mammografia/ecografia/palpazione per il carcinoma della mammella, la dermoscopia e l’analisi della cute per il melanoma ed i carcinomi della pelle, la valutazione del PSA abbinata a ispezione digitale della prostata, il sangue occulto nelle feci per il tumore intestinale. Nel momento in cui il paziente non ha alcun sintomo ma ha dei fattori di rischio elevati (ad esempio donna con madre con cancro al seno), una diagnosi precoce può essere facilitata da interventi di screening (esami fatti PRIMA che la malattia si manifesti) pianificati con criterio e buon senso.

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Diagnosi precoce: in quali casi è importante?

La diagnosi precoce di una malattia è importante soprattutto nei casi in cui la patologia ha un decorso molto rapido. Più il momento di insorgenza della patologia ed i suoi esiti gravi (ad esempio il decesso) sono ravvicinati del tempo, più diventa importante una diagnosi precoce. Con esiti gravi non si intende esclusivamente la morte del paziente, ma anche conseguenze gravi e nella maggioranza dei casi irreversibili ed invalidanti di una data patologia. Ad esempio una diagnosi precoce di diabete, e la messa in atto di cure opportune, può evitare al paziente il “piede diabetico” e la frequente amputazione del piede. Per approfondire leggi: Piede diabetico: gradi di rischio, sintomi, diagnosi e terapia

Diagnosi precoce: come si ottiene?

La diagnosi precoce si ottiene grazie alla bravura del medico che, grazie all’anamnesi, all’esame obiettivo, alla scelta dei giusti esami (di laboratorio o di diagnostica per immagini) e ad i “diagrammi diagnostici” che ha in testa, accumulati in anni di esperienza, riesce ad individuare la patologia. La bravura del medico è quella di “prendere la giusta strada“, in equilibrio tra il far fare al paziente gli esami meno invasivi possibili (e meno costosi per il sistema sanitario!) e quelli più utili per fare diagnosi. A volte perfino scegliere come esame di prima scelta una ecografia al posto di una risonanza magnetica, può fare una enorme differenza.

Troppo tardi per la diagnosi precoce

A volte però, la diagnosi precoce semplicemente non è possibile. Il paziente può arrivare così “tardi” dal medico che una diagnosi precoce è praticamente impossibile, costringendo il medico ad un’altra diagnosi, ben più grave: quella di malattia terminale.

Diagnosi precoce: quanto conta la fortuna del medico

Pochi medici lo ammetteranno, ma molto spesso entra in gioco la semplice fortuna. Ogni medico, a prescindere dalla propria specializzazione, è particolarmente “esperto” nella cura di alcune patologie piuttosto che di altre e ciò può avvenire sia a causa della cultura personale, sia per vari motivi assolutamente casuali. Ad esempio un medico può aver avuto recentemente un caso raro dove, dopo lunghe indagini, è giunto a diagnosi. Se dopo poco tempo gli si ripropone un nuovo paziente con sintomi simili al precedente, il medico può essere facilitato nel trovare la patologia e quindi fare una diagnosi più precoce, col risultato che il secondo paziente può salvarsi quando il primo era deceduto.

Diagnosi precoce: quanto conta la fortuna del paziente

La fortuna conta, purtroppo, ancora tanto, più di quanto molti medici sono disposti ad ammettere. Prendiamo ad esempio il temibilissimo cancro al pancreas. Una diagnosi precoce di questo tumore può rappresentare la sopravvivenza del paziente come una diagnosi tardiva ne rappresenta molto spesso la morte. Il problema è che i sintomi di tumore maligno del pancreas sono molto lievi e poco specifici nelle fasi iniziali e diventano invece importanti nelle fasi terminali: ciò spinge il paziente ad andare dal medico solo quando ormai è troppo tardi ed una diagnosi precoce è quasi impossibile. Eppure, e di casi così ne ho visti parecchi, a volte capita che il paziente faccia esami per altri motivi che lo portano a fare diagnosi letteralmente salvavita. Se ad esempio un paziente con cancro pancreatico al primo stadio si reca a fare una radiografia perché da alcuni giorni ha una stipsi cronica dovuta ad una dieta poverissima di fibre, il medico potrebbe scoprire il cancro nelle fasi iniziali per puro caso ed attuare subito delle cure che – in assenza di stipsi e radiografia – sarebbero iniziate decisamente più tardi. Ciò rappresenta la differenza tra la vita e la morte del paziente.

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L’ora d’oro

In medicina, in particolare nella chirurgia d’urgenza, la “golden hour” (letteralmente l’ora d’oro) si riferisce al periodo di tempo – non necessariamente di un’ora: va da pochi minuti a diverse ore – dopo una lesione traumatica o l’insorgenza di una patologia. Durante questo periodo vi è la più alta probabilità che una diagnosi “precocissima” della patologia in atto, ed il relativo rapido trattamento medico, possa evitare la morte del paziente, come avviene ad esempio in caso di ictus cerebrale ed infarto del miocardio o – ancora di più – nella rottura di un aneurisma dell’aorta o nell’arresto cardiaco. Per approfondire, leggi: Un’ora, una sola ora, può cambiare tutto, per sempre

Diagnosi precoce: perché è così importante?

L’individuazione precoce di una patologia, offre non soltanto maggiori possibilità di cura e di sopravvivenza, ma permette anche di attuare interventi meno aggressivi e di assicurare una migliore qualità di vita al paziente. Pensiamo ad un tumore maligno nelle fasi iniziali: curarlo è relativamente facile ed il paziente probabilmente sopravvivrà. Lo stesso tumore maligno dopo qualche mese può aver dato origine a metastasi, con possibilità terapeutiche che si restringono, diventano più invasive e probabilmente insufficienti per salvare la vita del paziente.

Diagnosi precoce: non sempre è sufficiente

Ci sono dei casi in cui perfino una diagnosi precoce può non impedire il decorso più o meno rapido della malattia, come avviene nelle malattie neurodegenerative (ad esempio nella SLA o nella sclerosi multipla) e/o una prognosi infausta.

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A quanto corrispondono pinta e mezza pinta in litri?

MEDICINA ONLINE BIRRA ALCOL VINO DRINK PUB LATTE YOGURT PANCIA GRASSI DIFFERENZE PIU CALORIE DIABETE GLICEMIA INSULINA ZUCCHERI CARBOIDRATI CIBO DOLCE MANGIARE ACQUA VALORI PROPRIETA NUTCon “pinta” si identifica una unità di misura della capacità utilizzata per i liquidi, che – pur non facendo parte del Sistema Internazionale di unità di misura – è comunque molto usata in paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna e Irlanda. E’ comune anche l’uso in Italia, specie in riferimento ad alcolici, in particolare la birra. Esistono due tipi di pinta, quella inglese (anche chiamata “imperiale”) e quella americana. Ecco le corrispondenze tra i due tipi e con i litri ed i centilitri.

Pinta inglese o imperiale

  • 1 pinta inglese: corrisponde circa a 0,56 litri (56 cl);
  • mezza pinta inglese: corrisponde circa a 0,28 litri (28 cl);
  • 1 pinta inglese: corrisponde a 1,2 pinta americana.

Pinta americana

  • 1 pinta americana: corrisponde circa a 0,47 litri (47 cl);
  • mezza pinta americana: corrisponde circa a 0,23 litri (23 cl)
  • 1 pinta americana: corrisponde a 0,83 pinta inglese.

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Unità di misura in cucina: cucchiaio, tazza, bicchiere, cucchiaino ed equivalenze

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica NO CIBI COTTI COTTURA VITAMINE Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Sesso Pene HD Laser Filler Rughe BotulinoQuante volte i cuochi, specie se alle prime armi, rimangono bloccati sul’unità di misura degli ingredienti o sulla capienza di cucchiaini, bicchieri e tazze? Ecco allora un pratico schema che può aiutarci a capire meglio unità di misura ed equivalenze tipicamente usate in cucina

I Liquidi
Misuratore di liquidi ecco le sigle: Unità di misura in litri (l o lt), decilitri (dl), centilitri (cl), millilitri (ml), centimetri cubici (cc).

1 LITRO È UGUALE A:
1 lt = 100 cl oppure 10 dl oppure 1000 ml oppure 1000 cc
1/2 lt = 50 cl oppure 5 dl oppure 500 ml oppure 500 cc
1/4 di litro = 2,5 dl oppure 250 ml oppure 250 g
1/5 di litro = 2 dl oppure 200 ml oppure 200 g
1/10 di lt = 10 cl oppure 1 dl oppure 100 ml oppure 100 cc oppure 100 g
1/100 di lt = 1 cl oppure 0,1 dl oppure 10 ml
1 dl = 1/10 di lt

1 litro di olio = 900 g
1 litro di acqua = 1 kg

INOLTRE:
0,5 lt corrisponde a 1/2 lt
0,33 lt corrisponde a 1/3 di lt
0,25 lt corrisponde a 1/4 di lt
0,20 lt corrisponde a 1/5 di lt

Pesare con cucchiai, cucchiaini e tazze
UNA TAZZA CONTIENE:
2 bicchieri di liquido
1/4 di litro di liquido
140 grammi di farina
120 grammi di fecola di patate
200 grammi di zucchero
225 grammi di riso

UN BICCHIERE CONTIENE:
10 cucchiai di liquido
100 ml di liquido
120 grammi di farina
100 grammi di fecola di patate
150 grammi di riso
150 grammi di zucchero

UN CUCCHIAIO CONTIENE:
3 cucchiaini di liquido
10 ml di liquido
12 grammi di farina
10 grammi di fecola di patate
20 grammi di riso
15 grammi di sale fino
15 grammi di zucchero

UN CUCCHIAINO CONTIENE:
6 gocce di liquido
7 ml di liquido
7 grammi di burro
4 grammi di farina
7 grammi di riso
5 grammi di sale fino
5 grammi di zucchero

Oncia e Libbra
1 oncia = meno di 30 grammi oppure 30ml oppure 1/8 cup
2 once = 60 grammi oppure 60 ml oppure 1/4 cup
3 once = 90 grammi oppure 90 ml oppure 3/8 cup
4 once = 120 grammi = 120 ml oppure circa 115 grammi oppure 1/2 cup
5 once = 150 grammi oppure 15 0ml oppure 5/8 cup
8 once = circa 230 grammi
1 libbra = 454 grammi
1 pinta = 0,47 litri
1 gallone = 3,78 litri

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