L’auto grande è davvero il prolungamento di un pene piccolo?

MEDICINA ONLINE AUTO SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FETICISTA TRANS DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA CAMEL TOE LOVE COUPLE LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WA SQUIRTIGIn questo momento di furiosi spostamenti estivi, in cui le autostrade si saturano e si saturano anche le statali, vorrei tornare su un argomento di cui occasionalmente si discute ma sempre senza approfondire abbastanza, senza arrivare al dunque, e senza dare qualche speranza che prima o poi ci possa essere una vera soluzione del problema. Il problema è quello solito dell’automobile come prolungamento fallico. La gente, cioè i maschi, hanno un fallo, o un pene, e però ne giudicano la lunghezza insoddisfacente per avere una propria vita felice, o almeno normale. Traducendo in un italiano d’uso un po’ più gergale ma più espressivo, quasi tutti gli uomini vorrebbero avere un cazzo un po’ più lungo, se possibile vorrebbero essere quelli che hanno il cazzo più lungo della loro città, o della nazione, e forse del mondo e dell’intero universo. Diciamo così, normalmente il tuo cazzo non ti basta, rispetto ai tuoi desideri è sempre un po’ un cazzino. Come risolvere il problema?

Secondo alcuni psicologi e sociologi l’uomo troverebbe un adeguato sostitutivo della carente lunghezza del suo pene nell’automobile, che diviene il suo confortante prolungamento fallico principale. E’ noto che qualsiasi automobile è più lunga di un pene, anche la Panda o la Smart, però si sottintende che l’uomo preferisca come prolungamento fallico le macchine di grossa taglia. Se puoi ti compri questa macchina molto grande che è come avere un pene molto lungo, e, tra l’altro, che tutti possono vedere parcheggiato davanti a casa tua, in modo da saperlo che ce l’hai; mentre il pene, quello vero, lo tieni sempre chiuso nelle mutande dove nessuno lo vede. Un maligno potrebbe pensare a questo punto che, seguendo una specie di proporzionalità inversa, tanto più lunga sia la macchina che riesci a acquistare, tanto più corto sia il tuo pene.

Se questo fosse vero, ogni volta che vedi passare uno con una Panda dovresti pensare che lui sia uno che ha un pene piuttosto lungo, e ogni volta che invece passa una Mercedes o una BMW, dovresti pensare che chi la sta guidando ha un pene piccoletto. In questo senso l’automobile di grossa taglia sarebbe per un verso il prolungamento fallico desiderato, ma per l’altro, diventerebbe una specie di confessione sulle scarse dimensioni della propria strumentazione intima (voglio dire che anche questo poi potrebbe non essere uno svantaggio perché tutte quelle donne che hanno una loro conformazione intima per cui troppo grosso dà più fastidio che piacere potrebbero vedere passare uno con una Audi di quelle grandi e dirsi: “Ve’ che macchinone, quello lì magari ha uno di quei cazzetti proprio come piacciono a me”).

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Ma tutto questo non mi sembra possibile, e mi sembra piuttosto una forma di moralismo veterocomunista. Se la cosa stesse veramente così, la macchina grande sarebbe diventata una specie di raccorciatore fallico, e tutti avrebbero comprato delle Smart che a quel punto sarebbero diventate loro l’autentico prolungamento fallico desiderato. Quindi, in assenza di dati reali che mettano in correlazione la lunghezza del fallo di x con la dimensione dell’automobile di x, possiamo dire che non sappiamo se ci sia una vera corrispondenza tra la lunghezza del proprio fallo e la lunghezza della propria automobile, ma restiamo sul fatto che la corrispondenza sia a livello di desiderio: visto che quasi tutti desidererebbero avercelo più lungo, la lunghezza del succedaneo (automobile) compensa la lunghezza del desiderio di avere un pene tal dei tali e non la lunghezza di un pene reale.

Ma vorrei ritornare qui al problema di cui si parlava all’inizio e lanciare una grande sfida alla bioingegneria dell’avvenire: non si potrebbe, grazie alle cellule staminali, riuscire a creare in laboratorio dei prolungamenti del pene fatti di pene, cioè dei tessuti cavernosi in più e dei pezzi di pelle, in modo che per esempio, se uno rispetto al suo desiderio gli sembra di non averlo lungo abbastanza, possa farsi un prolungamento del pene in pene e non in lamiera e motore a combustione interna e eccetera, con tutto quello che comporta di produzione di anidride carbonica e occupazione di spazio.

Per esempio, un prolungamento del pene fatto di automobile equivale a almeno dodici quintali di materie (ferro, plastica, gomme, etc), che occupa dodici metri quadrati di spazio e in un ora di uso produce tot grammi di anidride carbonica e consuma almeno quattro litri di petrolio. Un prolungamento del pene fatto di pene, per esempio un nuovo pezzo di pene lungo cinque centimetri da attaccarti al tuo che hai già occupa meno di dieci centimetri quadrati, peserà trentacinque grammi, tanto da starti comodamente nelle mutande se non lo usi, e in un ora di uso consumerà quattrocento calorie.

Secondo me puoi venderlo a qualche migliaio di euro, facciamo fino a cinquemila, che comunque è molto inferiore come costo a quello di una Mercedes, e il costo di manutenzione poi è molto minore e non devi neanche assicurarlo. Al momento l’unica pecca che vedo nella cosa è che come prolungamento fallico per venire in montagna nel weekend è meglio l’automobile, anche se poi, una volta arrivato in montagna con una signorina graziosa, ritorna migliore il prolungamento fallico fatto di pene con le staminali.

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Usare il navigatore satellitare fa male al tuo cervello

MEDICINA ONLINE PAURA GUIDARE AUTO DONNA VOLANTE UOMO INCIDENTE PSICOLOGIA MENTE FOBIASe dovete trovare una strada o l’abitazione di un amico è meglio chiedere informazioni e orientarvi, seguendo le indicazioni presenti sui vari cartelloni. Per quanto possiate perdervi, in questa maniera, almeno non rischiate di spegnere il vostro cervello. Questi ha a disposizione delle zone atte all’orientamento. Parti che rischiano di essere danneggiate dall’uso costante di GPS e navigatore. A dimostrare tutto ciò uno studio pubblicato su Nature Communications. Sono stati osservati alcuni automobilisti mentre camminavano per uno dei quartieri più affollati di Londra, ossia Soho. Sono state effettuate vere e proprie scansioni cerebrali. In questa maniera sono state osservate le reazioni interne all’Ippocampo e alla Corteccia Prefrontale.

I risultati

Le scansioni cerebrali hanno dato risultati straordinari. Infatti, quando gli automobilisti si sono ritrovati in strade nuove e hanno dovuto fare delle scelte, senza l’aiuto del navigatore, gli strumenti hanno mostrato un’intensa attività cerebrale dell’Ippocampo e della Corteccia Prefrontale che nel giro di poco tempo raggiungeva il proprio apice. Al contrario, col navigatore nulla di tutto ciò accadeva. E ciò porta ad una mancanza di attività di due parti fondamentali del nostro cervello con conseguenze terribili. L’Ippocampo svolge il ruolo di immaginare percorsi futuri, mentre la Corteccia Prefrontale aiuta a scegliere i migliori. A spiegare ciò Hugo Spears a capo della ricerca.

Altre analisi

Queste parti non si sforzano se adoperiamo un navigatore satellitare. La ricerca però non si è fermata qui. L’indagine ha cercato di capire quale metropoli risultasse più complessa e dunque stimolante per il nostro cervello. A quanto pare, Londra ha una rete stradale davvero difficoltosa, mentre Manhattan appare più semplice da percorrere. La ricerca è stata effettuata dal The Centric Lab. L’indagine rientra in un progetto ampio finalizzato a capire in che modo l’essere umano possa evitare di spegnere il cervello. L’organizzazione, inoltre, cerca di realizzare spazi in cui sia meno difficoltoso muoversi. Da qui è nata l’idea alla base di questa fortunata ricerca. Si è infatti scoperto che il nostro cervello è anche e sopratutto influenzato dalla struttura della città in cui viviamo. Scoperta che potrebbe rivoluzionarie l’architettura futura.

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Roma, cane veglia per ore l’amico morto investito da un’auto

MEDICINA ONLINE CANE TUSCOLANA VEGLIA SU AMICO MORTO STRADA ROMA ANIMALE STORIA.jpg20/09/17. Da varie ore questo cane meticcio veglia il corpo del suo amico privo di vita, probabilmente investito da un’auto su via Tuscolana, a Roma, di fronte allo svincolo per Rocca Priora. Una veglia straziante e commovente, come potete vedere dall’immagine in alto.

L’eroico cane non si muove di un millimetro, nonostante il pericolo di essere investito a sua volta. Se qualcuno prova ad avvicinarsi si lascia accarezzare, ma sembra intenzionato a non muoversi: una triste, ma dolcissima, storia di amicizia e fedeltà.

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Attraversi la strada fuori dalle strisce pedonali? Rischi multa di 100 euro

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ATTRAVERSI STRADA FUORI STRISCE MULTA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgSi può attraversare una strada al di fuori delle strisce pedonali? Il quesito, apparentemente banale, richiede una risposta… articolata! L’Articolo 190, comma 2 e 3 del Nuovo Codice della Strada nel merito parlano chiaro:

“I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di 100 mt. dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri”.

“È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, qualora esistano, anche se sono a distanza superiore a quella indicata nel comma 2.”

Quando il pedone è sulle strisce, deve avere necessariamente i piedi sui riquadri bianchi disegnati sull’asfalto o può anche trovarsi leggermente distante?

La normaltiva esiste e prevede conseguenze per il pedone che non attraversa sulle apposite strisce. Il Codice stabilisce che è lecito attraversare fuori dalle strisce se queste non esistono o sono più lontane di 100 metri dal luogo in cui si trova il pedone e ove intende attraversare. Se sono più vicine di 100 mt, il pedone è tenuto ad avvicinarsi ed attraversare la strada in corrispondenza delle stesse. Se il pedone attraversa fuori dalle strisce perché queste non esistono o sono lontane più di 100 metri, deve farlo seguendo una linea retta e non obliquaattraversando la carreggiata in senso perpendicolare, disegnando cioè una lettera “L”, poiché proseguendo in linea retta, si riduce lo spazio più breve tra i due lati della strada, evitando ogni pericolo per ogni utente “sensibile” e per gli autoveicoli.

Rischio una multa se attraverso la strada fuori dalle strisce?
Si. La multa per chi attraversa fuori dalle strisce va dai 30 ai 100 euro. Se ad attraversare la strada fuori dalle strisce sono minorenni, la contravvenzione sarà inoltrata ai rispettivi genitori, in quanto responsabili dal punto di vista amministrativo.

Se un pedone viene investito fuori dalle strisce bianche di chi è la colpa?
In caso di investimento, l’automobilista può essere dichiarato responsabile sia che l’incidente sia avvenuto sulle strisce, sia nell’ipotesi contraria. Difatti, chi guida è chiamato non solo a rispettare le norme del Codice, ma anche a tenere un comportamento di estrema prudenza per prevenire eventuali condotte pericolose o disattente poste da altri, specie dai pedoni. La legge prevede un obbligo di diligenza ben più stringente per chi guida onde evitare rischi per l’altrui incolumità, ivi compreso prevedere ed evitare le altrui condotte pericolose ed illecite come un pedone che attraversa la strada non usando le strisce. L’automobilista DEVE essere in grado di frenare per tempo all’arrivo del pedone. Il conducente sarà esente da condanna civile e penale,solo dimostrando di non aver potuto evitare l’investimento, anche con un comportamento prudente e attento, dando prova dell’assoluta inevitabilità dell’accaduto. L’unica differenza tra l’attraversare sulle strisce o no è che nell’ultima ipotesi, sarà più facile per l’automobilista, dimostrare l’assenza di propria responsabilità, affermando che il fatto fosse “oggettivamente” imprevedibile e che il comportamento del pedone era sbagliato.

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Perché queste strisce pedonali sono in 3D?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STRISCE PEDONALI 3DRiabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei Pressoterapi.jpgE’ un paese molto affascinante che attira milioni e milioni di turisti da ogni parte del mondo e sono tanti gli usi ed i costumi di questo paese che lo rendono davvero unico al mondo: sto parlando dell’India. Un’altra caratteristica, però, davvero incredibile e che non potrà che affascinarci è quella di queste strisce pedonali 3D che vengono utilizzate per dare un’illusione ottica che induca qualsiasi guidatore a rallentare. Perché sono realizzate in questa maniera? Ovvio: questo effetto davvero incredibile si noterà da una certa distanza e quindi costringerà gli automobilisti a rallentare per evitare incidenti stradali, che sono molto diffusi in India. Una trovata geniale che dovrebbe essere adottata ovunque ed contemplata nella segnaletica stradale orizzontale ufficiale. In giro per le città dell’India ci sono tantissime strisce pedonali di questo tipo. Tutte hanno lo stesso effetto ottico e tutte risultano abbastanza efficaci perché realmente consentono di ottenere una diminuzione di velocità da parte dei guidatori che non possono fare a meno di notarle.

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Papà dimentica le gemelline di 15 mesi in auto per ore sotto il sole: morte entrambe le bambine

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AUTOMOBILI AUTO MOTORE PARCHEGGIO STRADA (2)Ancora una morte agghiacciante dovuta ad un eccesso di superficialità. Due gemelline di 15 mesi sono morte in macchina perché lasciate chiuse dentro al Continua a leggere

Benzina addio: in futuro useremo l’urina come carburante

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AUTOMOBILE MACCHINA TRAFFICO BENZINA STRADA CITTAAvete mai immaginato di far andare le vostre macchine, imbarcazioni, per accendere computer, elettrodomestici e tanto altro ancora utilizzando la pipì? Ebbene non state solo immaginando, perchè questa sarà la soluzione del futuro. L’innovazione ecologica, già sperimentata in altre parti del mondo, arriva dalla Sardegna e può condurre a risparmi anche dell’80%. Dunque a quanto pare grazie all’urina, si potrà risparmiare sul caro prezzo della benzina e gasolio. Questa geniale idea non è nuova, infatti, è stata sperimentata già in altre zone del Pianeta, ma fino ad ora nessuno l’aveva ancora progettata e resa quindi possibile.

Continua la lettura su https://www.eticamente.net/15732/lurina-sara-il-carburante-del-futuro-addio-caro-benzina.html

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Fumare in auto aumenta di cento volte l’esposizione alle sostanze nocive della sigaretta

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZAFumare, come ormai tutti certamente sapranno, è sempre e comunque dannoso e, naturalmente, sarebbe uno di quei vizi e di quelle abitudini che gli abituali consumatori dovrebbero certamente eliminare dal proprio stile di vita così da evitare, o per lo meno cercare di evitare, le più gravi e letali conseguenze e ripercussioni del fumo di sigaretta.

Fumare in posti ristretti fa ancora più male alla salute

E’ bene dire che fumare fa sempre male, tuttavia ci sono situazioni in cui fumare fa ancora più male, mi riferisco a quando ad esempio si fuma in posti ristretti o con scarso ricambio d’aria. Una delle situazioni peggiori è quando ci accendiamo una sigaretta in automobile: fumare in macchina, specialmente nel caso in cui si sia particolarmente giovani e specialmente quando i finestrini sono abbassati (come avviene quando fa caldo e si accende il climatizzatore), potrebbe essere veramente molto rischioso o, comunque, molto più pericoloso del consueto e del normale. Questo poiché, come dimostrato in un ampio studio dai ricercatori scozzesi della prestigiosa Università di Abeerden, le concentrazioni di nicotina, di particolato sottile, di tabacco e, più in generale, di smog conseguenti al consumo di almeno una sigaretta, aumenterebbero – sino a centuplicarsi – in uno spazio ristretto qual è quello dell’abitacolo dell’automobile rispetto a quanto, invece, non farebbero in uno spazio il più possibile aperto, ventilato ed arieggiato.

Lo studio scozzese

Lo studio in questione, descritto dalla rivista scientifica Tobacco Control quale uno dei più vasti mai condotti sul delicato argomento oggi alla nostra attenzione, avrebbe coinvolto ben 17 guidatori, 14 dei quali fumatori di almeno 10 sigarette al giorno, dei quali sarebbero stati monitorati, valutandone le concentrazioni di particolato sottile all’altezza della testa di un bambino posto nella zona posteriore della vettura, un totale di ben 104 viaggi della durata media di 27 minuti (le rilevazioni, in particolar modo, sarebbero state effettuate ogni 60 secondi).
Ebbene, come dichiarato in questi giorni dai ricercatori scozzesi della prestigiosa Università di Abeerden autori del programma di ricerca sin qui accuratamente analizzato, per quanti stratagemmi di ricircolo dell’aria i guidatori adottassero, le concentrazioni di particolato sottile avrebbero in ogni singolo caso superato la soglia d’attenzione stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Salute che, come forse saprete, sarebbe equivalente a 25 microgrammi di polveri fini per ogni metro cubo d’aria (questi valori, nel caso di viaggi particolarmente lunghi effettuati da fumatori particolarmente accaniti, avrebbero raggiunto gli 880 microgrammi di polveri fini per ogni metro cubo d’aria).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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