La crisi economica ci fa mangiare troppo poco pesce

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETASecondo l’Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi, l’Associazione italiani di dietetica e nutrizione clinica, solo il 33% degli italiani, rispetto al 38% dello scorso anno, mangia pesce almeno due volte alla settimana come indicano le linee guida del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione per una corretta alimentazione. I dati 2013 della quinta edizione dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi sottolineano una riduzione del consumo di prodotti ittici sulle tavole: il 66% degli italiani ha modificato le abitudini alimentari per diminuire spese e sprechi. E proprio i consumatori più attenti al prezzo (pari al 67% del campione) afferma di consumare pesce saltuariamente (26%) o solo una volta la settimana (36%).

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Etichetta con meno calorie? Ingrassiamo di più!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SUPERMERCATO MARKET CIBO SPESA CIBO CARRELLO COMPRARE ETICHETTA ALIMENTI DIETA FAMIGLIA FIGLI GENITORI BAMBINIL’etichetta nutrizionale serve ai consumatori per fare scelte informate e consapevoli. Se fosse compilata in modo corretto e fornisse davvero tutte le informazioni necessarie per farsi un’idea di cosa si sta acquistando, il che non sempre accade, si potrebbe essere d’accordo. Ma un’affermazione come questa resta molto imprecisa perché non tiene conto di un elemento determinante nelle decisioni di consumo: il condizionamento psicologico.

Un team internazionale di ricercatori, nordirlandesi, inglesi e canadesi, ha appurato che esiste un legame tra ciò che viene riportato in etichetta e le modalità con le quali gli alimenti vengono consumati, ma è di verso opposto a quello che pensavamo. In pratica presentando una pietanza come povera di grassi o a basso contenuto calorico, il rischio è che il consumatore sia spinto ad assumerne quantità maggiori, vanificando quindi l’eventuale minore apporto energetico.

Gli studiosi lo hanno scoperto arruolando 48 adulti tra i 23 e i 50 anni per tre giorni di esperimento, con intervalli di due settimane uno dall’altro. Il pasto di prova, da consumare a pranzo, era sempre lo stesso: pollo al curry con riso, accompagnato però ognuna delle tre volte da un’etichetta nutrizionale diversa. Rispetto all’etichetta standard, presentata al primo giorno di esperimento, l’etichetta che descriveva la pietanza come “low fat” e a basso contenuto calorico ha stimolato i partecipanti a mangiare mediamente 28 grammi di cibo in più, corrispondenti a 39 calorie.

Nonostante le persone fossero ugualmente sazie il giorno dell’etichetta low fat e il giorno in cui invece il pasto era accompagnato da un’etichetta che evidenziava un elevato contenuto di grassi, dichiaravano di sentire il desiderio di mangiare di più in presenza di un’etichetta “favorevole”. E così è stato. E se 28 grammi, o 39 calorie, vi sembrano pochi, è con l’accumulo quotidiano di quantità aggiuntive di cibo ed energia che si mette su peso. Se questo comportamento non è auspicabile per nessuno, va preso ancor più sul serio quando a metterlo in pratica sono persone che hanno già problemi di peso e che proprio per questo scelgono cibi dietetici pensando di limitare l’introito calorico.

I vantaggi derivanti dal mangiare cibi sani sarebbero vanificati dal consumo eccessivo indotto dalle etichette che, per molti, sono l’equivalente di un “permesso” per mangiare maggiori quantità di un determinato alimento. Se il surplus calorico non è controbilanciato da una maggiore spesa energetica però, ovvero se mangiando di più non ci si premura anche di consumare di più, si ottiene il risultato contrario di quel che si voleva: l’ago della bilancia inevitabilmente sale.

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Troppi dolci a Natale? Dite addio alla memoria

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DOLCI DI NATALE BISCOTTI TORTA CALORIE GRASSI ZUCCHERO NATALIZISe per Natale avevate intenzione di sospendere la dieta, di dimenticare tutti i vostri buoni propositi e di darvi alle abbuffate di dolci, beh, sappiate che potreste danneggiare la vostra memoria, e in maniera irreversibile! A dirlo è un recente studio: pare che dosi elevate di zucchero, anche consumate raramente, alterino rapidamente la memoria. Il tutto è stato dimostrato e provato dai ricercatori della School of medical science della University of New South Wales, a Sydney, con una ricerca pubblicata sulla rivista Brain, Behavior and Immunity. È pur vero che lo studio è stato effettuato sui topi, ma pare che gli effetti sugli umani siano praticamente gli stessi.

Nell’esperimento è stata data acqua zuccherata in dosi elevate per qualche giorno agli animali; questi, nonostante si alimentassero generalmente in modo sano, hanno dimostrato grande difficoltà nel compiere le azioni che prima sembravano loro facili, come trovare alcuni oggetti spostati in zone separate delle gabbie. Si è notato anche un aumento dello stato infiammatorio dell’area dell’ippocampo. Ecco come commenta Margaret Morris, una delle scienziate coinvolte nell’esperimento: “La scoperta è importante perché pensiamo possa fare luce anche sul processo di declino cognitivo umano. Ci ha sorpreso la velocità con cui si è verificato il deterioramento della memoria in rapporto al consumo di zuccheri. Abbiamo anche visto che il danno permane anche quando i topi hanno ripreso a mangiare in modo sano”.

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I pomodori proteggono dal rischio di cancro al seno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PASTA DIETA MEDITERRANEA CUCINARE CIBO DIETA DIMAGRIRE CUCINA POMODORI (3)Dopo la menopausa le donne vedono aumentare il proprio rischio di cancro al seno quando il loro indice di massa corporea tende ad aumentare (clicca qui per calcolare il tuo indice di massa corporea). Uno studio della Rutgers University ha verificato che seguire una dieta ricca di pomodori può proteggerle da questo rischio, grazie all’effetto positivo sui livelli di ormoni che hanno un ruolo decisivo nel regolare il metabolismo dei grassi e degli zuccheri.

Frutta e verdura sono ricche di nutrienti essenziali, vitamine, minerali e antiossidanti come il licopene, in grado di apportare benefici significativi all’organismo. “Crediamo che un consumo regolare almeno delle porzioni giornaliere consigliate di frutta e verdura possa promuovere la prevenzione del cancro al seno nella popolazione a rischio”, ha dichiarato Adana Llanos, assistente di Epidemiologia alla Rutgers University, del New Jersey e autrice principale dello studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. Llanos e colleghi hanno messo a confronto gli effetti del pomodoro con quelli della soia su un gruppo di 70 donne in post-menopausa.

Lo studio ha dimostrato che con la dieta a base di pomodori i livelli di adiponectina (un ormone che regola i livelli di grasso e zucchero nel sangue) aumentavano del 9 per cento, con un effetto lievemente più marcato sulle donne con un indice di massa corporea più basso. Al contrario quando le partecipanti hanno seguito una dieta ricca di soia i loro livelli di adiponectina risultavano diminuiti. Non è quindi forse da ricercare nella soia il motivo per il quale le donne asiatiche, che ne consumano più delle americane, presentano tassi più bassi di cancro al seno.

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Cibo, dieta e salute: le 10 buone notizie dell’anno

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO HAMBURGER PATATINE FRITTE PATATE PANINO FAST FOOD JUNK FOOD FRITTI DIETA DIMAGRIRE GRASSI (4)L’anno sta per finire e la rivista Time ha messo in fila le dieci notizie più importanti dell’anno nel settore alimentazione e benessere, molte sono buone notizie, anche se non tutte! Eccole a questo link: https://www.dire.it/newsletter/odm/anno/2013/dicembre/16/?news=08

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Dieci buoni motivi per bere caffè

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA NATURA BOSCO CAFFE CAFFEINA TAZZINA COLAZIONE BEVANDA CALDA FREDDO AUTUNNO INVERNOIo lo prendo sempre macchiato caldo senza schiuma, c’è chi lo preferisce espresso, chi all’americana, chi al ginseng e chi in una delle numerosissime varianti ormai in circolazione in ogni angolo del mondo, ma sicuramente non c’è adulto che non abbia mai provato a bere un caffè. Benedetto dagli studenti universitari e da chi fa un lavoro che lo obbliga a svegliarsi molto presto, per molti è un rito, per tanti un’abitudine, per tutti è soprattutto un piacere. Ma le opinioni riguardo alle controindicazioni del caffè lo reso “amaro” a chi alla salute proprio non vuole rinunciare. Ora però arrivano buone notizie per tutti gli amanti del caffè: fa bene al cervello, alla pelle e al corpo (anche se non bisogna mai esagerare!).

Continua la lettura su https://www.panorama.it/news/caffe-10-buoni-e-sani-motivi-per-berlo

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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L’indice di qualità della dieta dieta è più utile dell’Indice di massa corporea?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KG BILANCIA (2)A parità di calorie assunte si può essere magri, normali o obesi. E’ la qualità a fare la differenza tanto che, dopo l’indice di massa corporea (Bmi) nasce l’indice di qualità dieta (Iqd), più utile del conto delle calorie. Lo dimostra una ricerca fatta dalla sezione di fisiopatologia medica ed endocrinologia dell’università Sapienza di Roma, presentata due giorni fa in occasione del settimo congresso regionale della Società italiana dell’obesità, in corso all’università Sapienza.

Continua la lettura su https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/alimentazione/2013/12/14/-Indice-qualita-dieta-piu-utile-che-conto-calorie_9783540.html

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Lo zucchero crea dipendenza e ci spinge all’abbuffata più dei grassi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DOLCI DI NATALE BISCOTTI TORTA CALORIE GRASSI ZUCCHERO NATALIZI (2)Qual è l’ingrediente dei cibi colpevole di indurci ad abbuffate e pasti esagerati di cui poi immancabilmente ci si pente? Molti pazienti a questa domanda rispondono sicuri: i grassi! Ma sbagliano. E’ lo zucchero contenuto nei cibi – e non i grassi – a farci mangiare troppo e a spingerci alla sovra-alimentazione. A portare nuovamente lo zucchero sul banco degli imputati, stavolta con l’accusa di portare ad eccessi a tavola, è un interessante studio condotto da Eric Stice dell’Oregon Research Institute e pubblicato sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition.

Continua la lettura su https://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/alimentazione/2013/12/13/Zucchero-sotto-accusa-spinge-abbuffata_9772819.html

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