Le 14 cose che sicuramente non sai sul raffreddore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RAFFREDDORE RINITE INFLUENZA FEBBRE TOSSE MAL DI GOLA SINUSITE FREDDO NASO CHE COLA BAMBINI BIMBI (3)Arriva poco dopo l’inizio della scuola e ci accompagna fino alle vacanze estive. Parlo del famigerato “raffreddore”, circondato da sempre da una marea di luoghi comuni che hanno ben poco di scientifico. C’è chi non abbandonerà mai la convinzione che un colpo di freddo faccia venire il raffreddore e chi è sicuro di prenderlo quando ha il sistema immunitario indebolito. Nonostante decenni di ricerche, alcune veramente curiose, bisogna ammettere che anche la scienza è ancora perplessa di fronte al raffreddore e tante domande sono ancora senza una risposta chiara. Ecco che cosa ad oggi si può dire in materia. Con un’avvertenza: la scienza non è fatta di dogmi (per fortuna!) e quindi non è detto che le risposte siano definitive.

1. Quanti sono i raffreddori?  Anche se perfino gli scienziati parlano del «virus del raffreddore», a causare il malanno sono cinque famiglie di virus. I più comuni, responsabili del 30-40 per cento dei raffreddori, sono i Rhinovirus, di cui esistono circa duecento varietà geneticamente distinte.

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Laringite, asma, sinusite, raffreddore: riduci i sintomi con i suffumigi

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RAFFREDDORE RINITE INFLUENZA FEBBRE TOSSE MAL DI GOLA SINUSITE FREDDO NASO CHE COLAI suffumigi – anche detti vapori, fumenti, alcuni addirittura li chiamano “sauna facciale” – sono un ottimo rimedio naturale per molte patologie, ovviamente affiancati da una mirata terapia medica.

Ma cosa sono i suffumigi?

La suffumigazione, o più semplicemente fumigazione, è una pratica dalle origini antiche, basata sulla riduzione di una sostanza in fumi o vapori a scopo terapeutico. La tecnica della suffumigazione è abbastanza semplice: la parte malata viene posta al di sopra di un recipiente contenente una data sostanza in infusione a caldo; così, per praticare una fumigazione delle vie respiratorie, basterà coprirsi il capo con un panno, per impedire al vapore di disperdersi, e respirare a bocca aperta i fumi che salgono dal recipiente. Ogni due minuti circa si consiglia di riemergere e respirare normalmente l’aria ambientale, per poi ripetere l’intera operazione altre due o tre vote. I suffumigi sono quindi particolarmente indicati in presenza di faringiti, laringiti, asma, malattie bronchiali, naso chiuso, ecc. In tutte queste circostanze risultano particolarmente utili prodotti fitoterapici a base di sostanze balsamiche sciolte nell’acqua. A seconda dell’azione desiderata, si hanno fumigazioni emollienti, stimolanti, secche ecc.

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Consigli generali

Oggi esistono in commercio molti tipi di apparecchi fumigatori, che creano artificialmente vapori derivati dal farmaco usato. Nel settore fitoterapico si fa spesso ricorso agli oli essenziali balsamici, che devono essere tuttavia utilizzati in concentrazioni piuttosto basse, nell’ordine delle 5-6 gocce per litro d’acqua calda, ma non bollente, in modo da allontanare il rischio di laringospasmo soprattutto nei bambini. A concentrazioni maggiori, senza comunque superare le 10 gocce, gli oli essenziali balsamici possono essere disciolti nell’acqua da bagno per ottenere il medesimo effetto terapeutico.
In generale, è importante evitare il fai da te, poiché i suffumigi con oli essenziali possono essere controindicati a diverse categorie di soggetti, come ad esempio gli asmatici.  Particolare attenzione anche all’uso prolungato: in genere è da evitare. Quando invece si deve necessariamente ricorrere al sempre sconsigliato fai da te, è meglio mettere da parte i suffumigi agli oli essenziali ed utilizzare infusi delle varie droghe vegetali (foglie, fiori ecc.), da aggiungere all’acqua bollente per poi respirarne i vapori. Contro il raffreddore, possono in tal senso bastare 30 grammi di foglie di eucalipto in mezzo litro d’acqua bollente.
Basilico, eucalipto, lavanda, limone, maggiorana, rosmarino, tea tree e timo sono particolarmente indicati in caso di raffreddore o sinusite. Anice, camomilla, menta piperita e zenzero sono utilizzati quando si cerca un effetto antinfiammatorio, mentre suffumigi molto caldi con un semplice decotto di malva o altea sono indicati in presenza di mal di gola, per la loro capacità di lenire l’epitelio infiammato. I suffumigi della tintura in acqua di benzoino, pianta arborea o arbustiva, odorosa, appartenente alla famiglia delle Styracaceae, sono utili per trattare raffreddori, tossi e faringiti. Analogo discorso per i suffumigi di sodio benzoato, che leniscono l’epitelio infiammato ed espletano una lieve azione espettorante. Nella farmacopea ufficiale italiana sono riportate le istruzioni per preparare una soluzione concentrata per suffumigi, a base di essenze di eucalipto, menta e pino silvestre; la posologia è di 10 gocce per litro di acqua bollente.

Leggi anche: Rinite allergica: cos’è, sintomi, gola, tosse, rimedi e terapie

Il procedimento più facile

Il procedimento è molto semplice: si mette l’acqua sul fuoco e si porta ad ebollizione, poi si toglie la pentola dal fornello e si aggiunge un principio attivo, che può variare da caso a caso, poi si avvicina il viso alla pentola e si inalano i vapori che si propagano, per almeno 10 minuti. L’effetto è amplificato se ci si copre il capo con un asciugamano. Quale sostanza aggiungere all’acqua? La soluzione più alla portata di tutti, ma comunque efficace, è usare il bicarbonato : un elemento che tutti hanno in casa e che si presta a molti usi; in questo caso aiuta a lenire l’infiammazione e a fluidificare il catarro che si blocca in caso di sinusite, creando forti dolori alla testa. Per attenuare ancor più efficacemente la sinusite, per prevenire il raffreddore e le difficoltà respiratorie che ne derivano, è consigliabile usare alcune gocce di oli essenziali balsamici come i già prima citati timo ed l’eucalipto. Questo metodo vi aiuterà a liberare le vie respiratorie.

I suffumigi sono anche utili nella cura della pelle del viso

I vapori sono uno step fondamentale anche nel procedimento della pulizia del viso. L’ideale è farli settimanalmente con un po’ di bicarbonato o di tea tree oil, se avete la pelle impura: questo aiuterà i pori della vostra pelle ad aprirsi e ad espellere le impurità. Dopo questo trattamento la vostra pelle sarà pronta per fare un bello scrub naturale e una maschera purificante (magari con l’argilla!) o idratante. Insomma, i suffumigi sono un rimedio antico, totalmente naturale ed economico, che è veramente efficace e che sarà di grande aiuto soprattutto adesso che si avvicina il periodo invernale. L’importante è non esagerare e farsi aiutare da un bravo medico che vi saprà consigliare i prodotti più adatti alla vostra condizione.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Sinusite: cause, sintomi e cure di una malattia del freddo molto diffusa

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RAFFREDDORE RINITE INFLUENZA FEBBRE TOSSE MAL DI GOLA SINUSITE FREDDO NASO CHE COLA BAMBINI BIMBI (3)Le temperature basse portano con se e peggiorano una serie di condizioni e patologie fastidiose: influenza, geloni, febbre, tosse, raffreddore. Una delle patologie più diffuse, peggiorate dal freddo è la sinusite. E’ un tipico disturbo che si acuisce proprio durante i periodi autunnali ed invernali. Fastidiosa e, spesso, quasi insopportabile, la sinusite arriva spesso in pessima compagnia di sintomi difficili da ignorare, come mal di testa e tosse. Che sia acuta o cronica, ecco qualche indizio in più per riconoscere la sinusite, inquadrarne i sintomi, adottare i rimedi giusti e scegliere la cura più efficace.

Cos’è la sinusite?

La sinusite è un’infiammazione acuta o cronica a carico dei seni paranasali, e in particolare della mucosa che li riveste che, gonfiandosi, produce una eccessiva quantità di muco. Il meccanismo innescato è deleterio: la mucosa si gonfia causando un restringimento degli osti che ostacola il normale drenaggio del muco verso le cavità del naso e della bocca; il ristagno del muco diventa “terreno fertile” per batteri, virus o funghi che dal naso o dalla gola possono raggiungere i seni paranasali, aggiungendo all’infiammazione anche l’infezione. Se non viene curata o se la terapia è inefficace la sinusite può anche diventare cronica: l’infiammazione può perdurare col risultato che gli osti rimangono ostruiti pur causando sintomi di solito lievi o non causando alcun sintomo. In alcuni periodi dell’anno, poi, i sintomi si rifanno vivi, i disturbi si riacutizzano.

Le cause della sinusite

Tra i responsabili più quotati in caso di sinusite ci sono i batteri e i virus, che aggrediscono le vie aeree facilitando la formazione di muco, ma anche le infiammazioni delle radici dei denti dell’arcata superiore non devono essere sottovalutate. Oltre alle cause, giocano un ruolo cruciale nella comparsa delle sinusite i fattori predisponenti, come la malformazione delle strutture ossee del naso (deviazione del setto nasale o malformazioni della struttura dei turbinati), la presenza di polipi al naso o la rinite allergica.

Tutti i sintomi della sinusite

La sintomatologia che caratterizza la sinusite comprende:

  • naso chiuso;
  • forte mal di testa;
  • tosse con catarro;
  • secrezioni di muco giallastro;
  • la discesa delle secrezioni nasali verso la gola (scolo faringeo);
  • voce nasale;
  • fronte, guance e zigomi dolenti.

Cure per la sinusite

Se i colpevoli sono i batteri, i farmaci da somministrare sono gli antibiotici, in grado di contrastare il processo infiammatorio e infettivo a carico delle strutture nasali. In aggiunta, il medico può prescrivere altri farmaci che agiscono sui sintomi: decongestionanti locali, da utilizzare con l’areosol, per sciogliere il muco e corticosteroidi locali per fluidificare le secrezioni e liberare le vie aeree.

Suffumigi per la sinusite

Per fluidificare il catarro e contrastare il fastidioso naso chiuso, i suffumigi sono ottimi alleati. La miscela naturale vincente allo scopo comprende: timo, fiori di lavanda, foglie di eucalipto, fiori di camomilla, foglie di menta e olio essenziale di pino mugo.

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Cos’è l’influenza, chi rischia di “prenderla” e come comportarsi con i bambini?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO RAFFREDDORE RINITE INFLUENZA FEBBRE TOSSE MAL DI GOLA SINUSITE FREDDO NASO CHE COLA BAMBINI BIMBI (5)Tutti l’anno avuta almeno una volta, ma sapete realmente cosa sia?

Cos’è l’influenza e quali sono i suoi sintomi?

Forse non tutti sanno che la patologia che prende il nome di influenza, già descritta da Ippocrate circa 2400 anni fa, deve il suo nome dalla vecchia dottrina miasmatico-umorale che forniva una spiegazione astrologica di questa malattia: in tempi antichi si affermava infatti che l’influenza era causata appunto da una certa “influenza” che i pianeti e le stelle avevano sul nostro corpo. Per fortuna la scienza ha fatto qualche passo in avanti ed ora sappiamo che l’influenza è in realtà una malattia infettiva causata da un virus RNA della famiglia degli Orthomyxoviridae. Come dicevo poco fa, tutti noi l’abbiamo “presa” almeno una volta nella vita e quindi tutti conosciamo fin troppo bene i fastidiosi sintomi: febbre (che però può anche non essere presente), malessere generale psico-fisico, cefalea, dolori osteomuscolari, difficoltà respiratoria, tosse, faringodinia. L’esordio è generalmente improvviso e brusco e la sintomatologia dura circa 4 giorni ma può anche protrarsi più a lungo.

Leggi anche: Sangue dal naso (epistassi) in bambini e adulti: cause, rimedi naturali, cosa fare e cosa NON fare

Vaccinazione e influenza

Ogni anno il 5-10% della popolazione italiana si ammala. I virus influenzali possono causare forme lievi o gravi di malattia che occasionalmente possono anche portare a morte. La vaccinazione è lo strumento di prevenzione più efficace ed è fondamentale per le categorie a rischio come i bambini affetti da determinate patologie. Solo vaccinandosi si può contribuire a ridurre il numero di casi, di ospedalizzazioni e di morti premature. I vaccini antinfluenzali sono considerati sicuri poiché vengono sottoposti a controlli di qualità predefiniti a livello internazionale. A volte, tuttavia, possono manifestarsi reazioni avverse, per lo più lievi.

Leggi anche: Perché viene la tosse e come faccio a farla passare?

Categorie a rischio di contrarre l’influenza

Tutti corrono il rischio di contrarre il virus dell’influenza, ma alcune categorie sono più vulnerabili di altre. I gruppi a rischio comprendono:

  • le persone anziane;
  • quelle con patologie croniche come asma grave;
  • altre patologie respiratorie;
  • diabete e malattie endocrine;
  • malattie cardiovascolari;
  • malattie renali croniche;
  • malattie epatiche croniche;
  • tumori;
  • malattie metaboliche;
  • malattie muscolari e neurologiche che colpiscono la funzione respiratoria;
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
  • immunocompromissione congenita o acquisita.

Bambini ed influenza

Un’attenzione particolare è poi richiesta a tutti i genitori che hanno i figli affetti da determinate patologie. Tutti coloro che hanno un figlio con cardiopatia, pneumopatia, diabete e fibrosi cistica, devono vaccinare il proprio figlio proprio per evitare la possibilità che contragga l’influenza. Bambini con queste patologie sono – infatti – soggetti a rischio per le quali una semplice influenza può diventare una malattia di particolare rilevanza. Per tutti i bambini in buona salute è sufficiente fronteggiare i sintomi avvalendosi del consiglio del medico, somministrare farmaci per la febbre e tenere le vie respiratorie il più libere possibile. Insomma i tipici comportamenti che i genitori di bambini ormai non più piccoli conoscono molto bene. Secondo gli esperti, la vaccinazione dovrebbe essere effettuata ogni anno a partire da metà ottobre. È comunque possibile vaccinarsi anche più tardi, quando la stagione influenzale è già iniziata.

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La trachea bio-ingegnerizzata funziona, il bilancio a cinque anni dall’intervento

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO OSPEDALE CHIRURGIA SALA OPERATORIA OPERAZIONE CHIRURGICAEra il 2008 quando fu annunciato al mondo il primo trapianto di una trachea bio-ingegnerizzata: si trattava di una struttura-base da un donatore su cui erano state cresciute cellule staminali prelevate dalla paziente stessa, una donna colombiana di 30 anni madre di due bambini. Il chirurgo toracico che la operò allora, l’italiano Paolo Macchiarini, nei giorni scorsi ha riferito sulla rivista scientifica Lancet gli esiti di quell’intervento a cinque anni di distanza: qualche piccolo intoppo c’è stato, ma la donna ha tuttora una buona qualità di vita e quella prima operazione oggi può essere guardata come apripista di una nuova medicina rigenerativa.

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/13_ottobre_29/trachea-bio-ingegnerizzata-funziona-bilancio-cinque-anni-dall-intervento-a1e526f8-4089-11e3-a16f-76083166bd35.shtml

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Le 10 fasi (più una) che accomunano tutti i fumatori: prima parte

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FUMA SIGARETTA NICOTINA TABAGISMO TOSSICODIPENDENZA OCCHIALI DA SOLE UOMOQuelle che vi sto per descrivere sono, secondo l’esperienza mia e di amici e pazienti fumatori, ex fumatori e mogli/mariti di fumatori, le fasi che attraversa (quasi) chiunque quando passa dallo stato di “non fumatore” al classico “un pacchetto al giorno” fino all’auspicabile “ho smesso di fumare”. Questo articolo è sia per i lettori fumatori che, credo, si ritroveranno facilmente in almeno una delle fasi, ma anche per i non fumatori: voglio dar loro uno “spaccato” della – assurda e in perenne contraddizione con se stessi – vita da fumatore in modo che possano comprendere meglio come funziona la trappola del fumo e magari aiutare una persona cara a smettere di fumare.

1) Fase “Io non diventerò mai un fumatore”
Al liceo andavo al mitico Giulio Cesare di Roma. All’epoca erano presenti vari giornali scolastici fatti dagli studenti, uno di questi era il “No surrender” su cui a volte scrivevo anche io. Uno degli articoli che ho scritto riguardava proprio i danni dal fumo e di quanto io fossi estremamente contrario alle sigarette. Poco più di un anno dopo, durante una gita scolastica a Venezia, mi sono ritrovato a fumare la mia prima sigaretta, spinto da una mia compagna di classe fumatrice. Questo per dirvi che non conta quanto voi siate maldisposti verso le sigarette: tutti i fumatori prima erano non fumatori, ma basta fare qualche tiro per ritrovarsi nel circolo vizioso della tossicodipendenza da nicotina, che dura potenzialmente tutta la vita.

2) Fase “Solo una sigaretta per provare”
Capita il giorno in cui tutti fumano e tu non vuoi essere da meno. Capita che la ragazza o il ragazzo che ti piace fuma e tu non vuoi essere da meno. Capita che il tuo migliore amico fuma ed è più “figo” di te e tu non vuoi essere da meno. Allora fumi la tua prima sigaretta, di solito nel fragore di una tosse esagerata. Pensi che ne vuoi provare solo una, per curiosità, tanto tu non diventerai mai un vero fumatore: a una persona sveglia come te non potrà mai succedere. Ed invece è già successo: non sempre ma molto spesso basta una sola sigaretta per innescare un circolo vizioso che può durare tutta la vita.

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3) Fase “Ne fumo poche, non diventerò mai dipendente dal fumo”
Dopo la prima sigaretta di solito capita che il soggetto non compri le sigarette visto che lui si sente convinto di essere un “non fumatore”. Quello che il soggetto fa è “scroccare” una sigaretta ogni tanto ai suoi amici, che dopo un po’ cominceranno a dirgli “basta fregarmi le sigarette, perché non te le compri?”. Il soggetto fuma poco, a volte può capitare che durante la settimana non fumi per poi farsene un paio il sabato sera. Questo alimenta in lui la convinzione di non essere un “un vero” fumatore perché lui riesce a controllarsi al contrario di tutti i suoi amici che invece fumano abitualmente. “Io fumo solo in occasioni speciali o la sera quando esco con gli amici, un pacchetto mi dura dieci giorni, io non sono un fumatore vero, e poi fumo pure le sigarette light che fanno meno male”. Frasi sentite mille volte, specie dai più giovami. Aiutato da questa convinzione decide, per non sentire i suoi amici lamentarsi, di comprarsi le sigarette. Ma non il pacchetto da 20 (“quello è da veri fumatori”) bensì quello da 10 che è “più adatto alle mie esigenze di non fumatore che fuma solo un paio di sigarette ogni tanto”.

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4) Fase “Da 5 a 10 a 20 sigarette al giorno”
La nicotina è una droga che crea dipendenza, assuefazione e, se negata al corpo, astinenza. Nella maggioranza dei casi ciò porta il fumatore “del sabato sera” ad aumentare sempre più la quantità di sigarette. In un arco di tempo estremamente variabile, e senza rendersene conto, si passa quindi dalle sigarette del week-end, al pacchetto da dieci sigarette ed infine a quello da venti, in alcuni casi perfino quest’ultimo diventa insufficiente a coprire il “fabbisogno giornaliero di nicotina”. Negli ultimi mesi della mia dipendenza io sono arrivato a fumare circa 25 sigarette al giorno. Di solito in questa fase di crescita del consumo, il soggetto è maldisposto ad ammettere agli altri, e soprattutto a se stesso, che non può fare a meno di fumare. Il risultato è che nell’uscita serale con gli amici dice agli altri e si autoconvince che se lui vuole può anche decidere di non fumare quella sigaretta che ha appena preso in mano. Per orgoglio non la fumerà ma nella sua testa per il resto della serata la voglia di fumare sarà altissima come anche il nervosismo. Nessuno riuscirà a convincere un fumatore ottuso che quella voglia e quel nervosismo sono nient’altro che i sintomi dell’astinenza dalla nicotina, esattamente come un eroinomane in astinenza da eroina ha voglia di farsi ed è nervoso.

5) Fase “Sono un fumatore, lo ammetto”
Per leggere questa fase e le successive, continua la lettura con: Le 10 fasi (più una) che accomunano tutti i fumatori: seconda parte

I migliori prodotti per il fumatore che vuole smettere di fumare
Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, pensati per il fumatore che vuole smettere di fumare o che ha smesso da poco. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Perché viene la tosse e come faccio a farla passare?

MEDICINA ONLINE MILK LATTE VACCINO DI CAPRA PASTORIZZATO STERILIZZATO UHT ALTA QUALITA FRESCO LUNGA CONSERVAZIONE MICROFILTRATO INTERO PARZIALMENTE SCREMATO LIPIDI GRASSI COLESTEROLO BAMBINI NEONATI LATTANTI DIETA CALORIEFreddo e gelo, batteri, virus, fumo di sigaretta o quant’altro, a prescindere da cosa la provochi la tosse è un problema veramente fastidioso. I modi per risolvere o alleviare il disturbo sono molti ma di certo non tutti applicabili. Come sempre la cosa essenziale da fare è la diagnosi, ovvero individuare la causa scatenante. Cerchiamo insieme di capire come comportarsi anche in base al tipo di tosse che si ha. Secca o grassa che sia.

Perché viene la tosse?
La tosse è un sintomo di qualcosa che non va nelle vie respiratorie: si manifesta come reazione naturale per allontanare un elemento di disturbo: in genere catarro, polvere, agenti irritanti, patogeni (virus e batteri), muco nasale, quando la tosse è di gola, oppure può venire più dal profondo, dai bronchi e dai polmoni. Come la febbre dunque, anche la tosse di per se stessa non è una cosa grave, ma solo il sintomo di una malattia che nella maggior parte dei casi guarirà in breve, come anche un raffreddore, grazie all’azione del sistema immunitario. Vanno escluse comunque col medico delle cause importanti, specie la tosse perdura per più giorni. Ecco quindi qualche consiglio.

Leggi anche: Perché ci viene la febbre e perché non dobbiamo aver paura di lei

I rimedi naturali e domestici contro la tosse
Bere molti liquidi o utilizzare un umidificatore è utile sia per ammorbidire e rinfrescare una gola irritata, sia per fluidificare il muco. Il miele è un ottimo rimedio naturale riconosciuto scientificamente, per sedare la tosse. Ma attenzione, a differenza di ciò che si pratica abitualmente, andrebbe evitata la somministrazione del nettare nei bambini al di sotto dei 12 mesi: sembra infatti che possa scatenare botulismo infantile, a causa delle spore del batterio Clostridium Botulinum che può contenere (soprattutto nella preparazione domestica, ma anche industriale). In un adulto non sono rischiose, ma nell’apparato gastrointestinale di un neonato sì. Meglio evitare.

Rimedi per calmare la tosse grassa
Per calmare la tosse grassa si può ricorrere ai farmaci espettoranti, ma anche se si tratta di medicinali da banco, è sempre buona norma chiedere al medico, soprattutto per ciò che riguarda i bambini sotto i 4 anni, ma anche più in generale per escludere che il catarro, se in grandi quantità, sia sintomo di polmonite, bronchite o si abbia l’asma. Una particolare attenzione va riposta anche nell’utilizzo dei cosiddetti mucolitici. Se il catarro c’è ed esce tranquillamente, non è il caso di sollecitare l’ulteriore sua produzione con un medicinale di questo tipo, preferibile in caso di tosse secca.

Rimedi per sedare la tosse secca
In commercio esistono gustose caramelle calmanti della tosse, ma vanno evitate nei bambini sotto i 4 -5 anni. In caso di tosse talmente stizzosa da non permettere un sonno adeguato o particolari condizioni di salute, con l’ausilio di un medico si può optare per un sedativo della tosse o un mucolitico. Vi sono formulazioni anche per l’età pediatrica. Il miele e l’idratazione con i liquidi come dicevamo pocanzi, per tutto il resto dei casi.

Quando somministrare gli antibiotici per la tosse?
In genere gli antibiotici per la tosse non vanno dati perché nella maggior parte dei casi questa è provocata da infezioni virali (e ricordiamo che questa classe di farmaci agisce solo sui batteri). A volte può capitare che subentri però un’infezione batterica: sarà il medico a stabilire la diagnosi e l’eventuale necessità di una terapia antibiotica.

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Se la tosse è provocata da asma e allergia
Se con tutti i rimedi finora elencati non c’è una soluzione alla tosse, questa potrebbe essere dovuta da un attacco d’asma e/o provocato da un’allergia: se accompagnata da affanno e mancanza d’aria è il caso di un approfondimento diagnostico terapeutico per l’asma. Altrimenti un antistaminico può alleviare il disturbo.

Tosse nei fumatori
Ovviamente non potevo fare un accenno alla tosse da fumatore che purtroppo conosco bene essendo stato io stesso un fumatore per alcuni anni. E’ frequente soprattutto al mattino, è produttiva ed è direttamente proporzionale alla quantità di sigarette fumate. Il mezzo più semplice per contrastarla è smettere di fumare (ovviamente). Ma a parte questo, non è un sintomo da trascurare: può svilupparsi in bronchite cronica o in selezionati casi essere il segnale (NON precoce) di un tumore ai polmoni.

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