Il cioccolato fondente combatte aterosclerosi, infarto del miocardio ed ictus cerebrale

MEDICINA ONLINE CIOCCOLATO DOLCIIn questo articolo abbiamo parlato di un nuovo tipo di cioccolato che “non ingrassa”, ma le buone notizie non finiscono per chi ama il cioccolato (e chi non lo ama?): un quadratino al giorno aiuta a mantenere in salute sia vasi sanguigni che cuore. «Recenti studi scientifici hanno evidenziato che il cacao ha effetti benefici sull’aterosclerosi, cioè la formazione di placche di grasso all’interno delle pareti arteriose che, causando la chiusura progressiva delle arterie e quindi la riduzione del flusso di sangue, può portare all’infarto cardiaco e all’ictus cerebrale» conferma il professor Flavio Doni, responsabile dell’unità operativa di cardiologia del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro.

Continua la lettura con https://www.bergamonews.it/2013/03/05/cioccolato-fa-beneal-cuore-ma-devesseread-alta-presenza-di-cacao/171716/

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Carne creata in vitro con cellule staminali di mucca: la mangeranno anche i vegetariani?

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE LABORATORIO RICERCA OSPEDALE SCIENZA SCIENZIATO MICROSCOPIO VETRINO FARMACI CHIMICA TEST ESPERIMENTO ANALISI CLINICHE BIOLOGIA MICROBIOLOGIA VIRUS LABORATORYUn hamburger creato a partire da cellule staminali bovine sarà presto servito nei ristoranti di Londra: è il risultato di anni di ricerche dirette dal Dott. Mark Post in Olanda, che spera così di mostrare al mondo che la “carne in vitro” può divenire a breve una fonte di nutrimento.
Una “carne in vitro”, per definizione, è una carne artificiale. Nella fattispecie questo hamburger è stato concepito utilizzando cellule del collo di una mucca grazie a tecniche sviluppate per la creazione di organi. Le cellule staminali hanno la capacità di trasformarsi in una moltitudine di altre cellule, comprese quelle muscolari necessarie alla carne di hamburger.

Niente grasso

L’équipe del Dott. Post ha utilizzato alcune decine di miliardi di cellule muscolari per creare 20.000 fibre di tessuti muscolari molto fini. Per cui questo hamburger in vitro non è composto di nessuna materia grassa, assicura il Dott. Post al quotidiano New York Times, precisando che il gusto è ragionevolmente buono.
Lo scienziato stima che il costo della carne in vitro dovrebbe in futuro considerevolmente abbassarsi. Ma precisa che ci sono ostacoli maggiori che dovranno essere risolti dagli scienziati prima che cominci la produzione in massa.

Ostacoli

L’ostacolo principale a cui la comunità scientifica deve far fronte non è tanto scientifico ma culturale: non solo dovrà convincere la società che la carne coltivata in un laboratorio non presenta alcun pericolo, ma dovrà anche persuaderla a cambiare alcune abitudini alimentari, una difficoltà non di poco conto.
Un primo passo per smettere l’allevamento intensivo, che porta anche a danni ecologici ambientali? Come si comporteranno i vegetariani e le persone che preferiscono non mangiare carne o pesce per scopi culturali e religiosi?

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Bevi birra? Danneggi la tua prostata

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BIRRA ALCOLICO ALCOLISMOIl consumo regolare di alcol provoca sicuramente problemi alla prostata, ma non solo, li causerà anche al cuore, al fegato e molto probabilmente anche al pancreas. La birra danneggia la prostata ancor più degli altri alcolici. Ma cominciamo con la domanda base:

Perché l’alcol causa problemi al nostro corpo?
L’alcol viene metabolizzato alla stessa maniera dello zucchero bianco raffinato dal nostro organismo. La differenza principale è che l’alcol richiede molte più sostanze nutrienti per essere metabolizzato. Per una persona perfettamente sana (rarissime al giorno d’oggi) l’alcol assunto in moderazione non è un problema, e addirittura secondo alcuni (ma NON secondo il sottoscritto) potrebbe portare un piccolo contributo benefico, ma se hai problemi alla prostata dovresti astenerti nella maniera più assoluta dal bere alcolici. Ti porterà solo benefici nel lungo ma anche nel breve periodo. Quando si tratta della birra poi la faccenda si complica di molto.

Perché la birra danneggia di più la prostata?
La birra può provocare problemi ancora più gravi alla prostata a causa del livello di lieviti presenti. L’altro ingrediente è il luppolo che può irritare la prostata.
Anche se c’è un componente chimico nel luppolo che è risultato essere anti cancro (xanthohumol) dovresti bere almeno 17 pinte di birra al giorno per assumerne un quantitativo sufficiente. Ovviamente il gioco non vale la candela e non può essere di certo considerata una scusa per iniziare a bere così tanta birra!

I lieviti
Tutti gli alcolici sono prodotti dalla fermentazione di lieviti. I superalcolici sono distillati ad alta temperatura il che uccide i lieviti presenti. Il vino ha un tasso alcolico sufficiente ad uccidere i lieviti (12 gradi), ma la birra no: nella birra raramente il tasso alcolico arriva oltre i 6 gradi e a meno che non sia stata pastorizzata (processo che comunque ucciderebbe anche tutti i componenti attivi positivi del luppolo) i lieviti presenti sarebbero ad alta concentrazione.
Bevendo questi lieviti essi entrano direttamente nel flusso sanguigno e possono proliferare e riprodursi in maniera impressionante, arrivando velocemente alla prostata e provocando i vari disturbi e dolori che spesso provoca. Se si è certi di avere un tasso di lieviti molto alto nel nostro organismo è consigliato fare dei cicli di argento colloidale di 2 settimane per ucciderli completamente ed evitare che si riproducano. Se soffri di prostatite acuta o cronica questi lieviti possono essere davvero micidiali. Anche una sola birra può causare problemi a chi ha questo tipo di infezione. Questi lieviti possono arrivare addirittura negli acini ghiandolari della prostata (che sono dei piccoli sacchetti). Se rimangono chiusi negli acini questi lieviti non versandosi più nel flusso sanguigno, non compariranno mai nei classici test urologici. Quindi l’andrologo che farà le analisi non vedendo infezioni o lieviti presenti penserà che è tutto a posto e questo può davvero essere sconcertante visto che probabilmente i dolori persistono e in modo anche molto intenso. Questo significa che se hai una prostatite abatterica, cioè dai test non risulta un’infezione di lieviti in corso, è molto probabile che essi siano presenti negli acini ghiandolari della prostata ma dagli esami non risultino.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare il benessere della prostata
Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di diminuire infiammazioni e bruciori e migliorare la salute della prostata:

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Un farmaco al batterio ci curerà dall’obesità?

farmaco batterio obesità guarireBuone notizie per le persone con molti chili in eccesso. Un recente studio ha dimostrato come le persone obese abbiano un sistema batteriologico diverso rispetto al resto della popolazione. I batteri presenti nel loro intestino sono meno numerosi e di un genere differente rispetto a quelle delle persone “normali”.

Akkermansia Muciniphila

Il batterio “Akkermansia Muciniphila”, ad esempio, presente nell’intestino delle persone in una percentuale che va dal 3 al 5 per cento, diminuisce in maniera drastica tra gli obesi. Partendo da questo presupposto, i ricercatori dell’università cattolica di Louvain, in Belgio, ha cercato di aumentare il numero di batteri “Akkermansia Muciniphila” nell’intestino di alcune “cavie” per capire se questo puo’ aiutare loro a dimagrire. Il risultato è stato pubblicato nella rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” e nel test condotto nei topi ha dimostrato come questi abbiano perso perso.

La ricerca sui topi

I ricercatori hanno imposto un regime alimentare molto rigido alle cavie. Parliamo di una dieta ricca di grassi, finalizzata a far crescere in maniera rapida la colonia batterica. Poi i topi sono stati sottoposti ad un “nutrimento” a base di batteri i quali hanno fatto dimagrire le cavie della metà rispetto al loro peso precedente. Inoltre il loro tasso di resistenza all’insulina era diminuito. Il tasso di resistenza è uno dei parametri usati per identificare i casi di diabete. I batteri funzionano come un cemento utile per addensare le barriere mucose all’interno dell’intestino con l’effetto di arrestare il corso di sostanze tra intestino e sangue.

Diventerà un farmaco?

Il professor Patrice Cani ha spiegato che è la prima volta che viene dimostrato un legame tra flora batterica e metabolismo. Per i ricercatori inoltre tale scoperta conferma che solo un tipo di batteri su tutti quelli presenti nel nostro intestino regola il metabolismo. Ora bisogna capire se l’arricchimento di “Akkermansia Muciniphila” possa essere funzionale anche per gli esseri umani. Secondo Patrice Cani in un futuro prossimo si potrebbe arrivare ad un farmaco che aumenti la flora di questo specifico batterio. Colin Hill, microbiologo all’università di Cork è ancora più pragmatico e paradossale: “Penso che si potrà mangiare torte e dolciumi tutti i giorni contando sui batteri che annulleranno gli accumuli di grasso”.

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Il sogno di molti si avvera: arriva la cioccolata che non ingrassa

MEDICINA ONLINE DIETA PERDERE PESO CIBO ALIMENTAZIONI CIOCCOLATO DOLCI GRASSI CALORIEUn cioccolato speciale che ha la metà dei grassi del cioccolato tradizionale e che fa bene come la frutta. Un sogno per golosi? Nient’affatto: è la nuova ricetta presentata da Stefan A.F. Bon, dell’Università di Warwick, durante il 245esimo incontro nazionale dell’American Chemical Society.

Il nuovo cioccolato ha la metà dei grassi e contiene succo di frutta e vitamina C, grazie a una formulazione chimica in grado di ridurre le calorie e aumentare i benefici attraverso la presenza della frutta. La nuova ricetta è applicabile a tutti i tipi di cioccolato – fondente, bianco e al latte – e permette anche di ottenere diverse varietà: alla mela, all’arancia, al mirtillo.

La tecnica – denominata pickering nel gergo specifico – sostituisce al grasso tradizionale microgocce di frutta o cola dietetica, riducendo sensibilmente anche gli zuccheri totali, e promette di garantire un cioccolato denso e tanto vellutato da sciogliersi in bocca. A detta di Bon il pickering, infatti, consentirebbe di preservare “tutte le cose che rendono il cioccolato ‘cioccolatoso’. Il nostro studio – prosegue – è solo il punto di partenza per un sano cioccolato, abbiamo stabilito la chimica alla base di questa nuova tecnica, ma ora speriamo che l’industria alimentare userà il nostro metodo per fare gustose barrette a basso contenuto di grassi”.

Già in passato molti studi hanno elogiato le proprietà benefiche del cacao. Ne sono da tempo note le qualità antiossidanti – garantite dai flavonoidi, presenti in massimo grado nel cioccolato fondente – e nel 2011 una ricerca presentata al Congresso Europeo di Cardiologia ha evidenziato come consumare cacao porti un abbassamento della pressione sanguigna con relativa riduzione di rischio di malattie cardiovascolari. Uno studio ancor più recente condotto dall’Università della California ha poi svelato che che, se assunto con regolarità, non solo migliorerebbe colesterolo e regolazione dell’insulina, ma ridurrebbe anche la massa corporea.

E se già questo ci faceva sentire legittimati nella nostra voglia di cioccolato, non possiamo che aspettare quello made in Warwick. Come dire: golosi di tutto il mondo unitevi! La scienza sembra essere dalla vostra.

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Gelato si o no? Calorie e benefici del gelato

MEDICINA ONLINE GELATI DOLCI CALORIE GRASSO DIETAOggi mi sento ottimista e vi rispondo: gelato si, ovviamente con moderazione e possibilmente alla frutta. E poi vi dico una cosa insospettabile: il gelato non fa poi così male, anzi si rivela un alimento in grado di apportare parecchi benefici al nostro organismo, a partire da tutti i nutrienti fondamentali che fornisce: calcio e vitamina B. Forse stentiamo a crederci, ma va bene anche nell’ambito di una dieta ipocalorica. Se scegliamo i gusti alla frutta, non dobbiamo temere per le calorie, a patto di non esagerare con le porzioni. In sostanza, il gelato può diventare proprio ciò che ci serve per appagare gusto e benessere nel momento in cui sta per arrivare la bella stagione che è  il test più importante per la nostra linea. Vediamo nello specifico pregi e virtù del gelato.

Oltre ad essere nutriente, si può considerare un cibo ad indice glicemico basso. Questo vuol dire che consente di evitare i picchi dell’insulina e ci fa sentire sazi più a lungo. Per ciò che riguarda le calorie, siamo su circa 120 kcal su 100 grammi per quelli alla frutta e su 230 kcal per 100 grammi per i gusti alla crema. In entrambi i casi comunque non mancano gli apporti a favore della salute. La frutta mette a disposizione antiossidanti, la crema proteine del latte o delle uova; non mancano sali minerali, grassi facilmente digeribili e fosforo utile per i muscoli. Il gelato è ottimo anche per chi fa sport. Contiene acqua in abbondanza per reintegrare le perdite dovute al sudore che si produce durante l’esercizio fisico. Il lattosio e il saccarosio inoltre si rivelano importanti per il metabolismo dei globuli rossi e per il tessuto nervoso.

Leggi anche: Come fare il gelato al caffè in casa ricetta semplice

Alcuni gusti in particolare, come la nocciola e il pistacchio, sono ricchi di omega 3 e di omega 6, che contribuiscono a combattere gli effetti dell’invecchiamento cellulare. Da non dimenticare che il gelato fa bene anche all’umore. Lo hanno dimostrato differenti studi scientifici sull’argomento, come quello condotto dagli esperti dell’Institute of Psychiatry di Londra: mangiando il gelato, si innesca nel cervello un meccanismo di ricompensa molto simile a quello che si ottiene nel momento in cui ci si dedica all’ascolto della propria musica preferita. Ciascuno trova una motivazione psicologica che dà soddisfazione: ritorno nostalgico all’infanzia, aiuto nelle crisi sentimentali, consolazione dopo una giornata faticosa. Ogni gusto ha proprietà particolari: caffè e tiramisù per ricaricarsi, amarena e pistacchio per rilassarsi, cioccolato per contrastare i momenti di tristezza. D’altronde non dobbiamo sottovalutare il fatto che gli zuccheri facilmente assorbibili riescono ad attivare la corteccia orbito – frontale, un’area cerebrale inserita in quello che viene definito il circuito del piacere.

Una ricerca dell’Università di Amsterdam ha messo in evidenza che mangiare un delizioso gelato influisce sulle espressioni del viso, che diventano improntate ad una sensazione di gioia. Il discorso sembra valere soprattutto per gli italiani, che possono contare su una tradizione legata al gelato affermata. Insomma il gelato ha tante qualità, influisce positivamente sull’umore, ci fornisce utili elementi nutritivi e va bene anche inserito in una dieta ipocalorica, basta sempre il buon senso e seguire i consigli del vostro medico di fiducia!

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La dieta ti sta facendo perdere massa magra o massa grassa? Scoprilo con la bioimpedenziometria

MEDICINA ONLINE DIETA DONNA PANCIA GRASSO DIMAGRANTE GRASSI CALORIE ATTIVITA FISICA SPORT DIMAGRIRE PERDERE PESOLa bioimpedenziometria (Body Impedence Assessment o B.I.A.) è una tecnica che permette la valutazione immediata e non invasiva della composizione corporea.
Questo tipo di analisi si sta affermando sempre più, come una metodica affidabile, ripetibile, non invasiva per la valutazione dei parametri correlati alla composizione corporea del soggetto.

Come funziona?

Dal punto di vista fisico, la bioimpedenza è la somme di 2 componenti: la resistenza elettrica e la reattanza.

  • La resistenza elettrica del corpo umano è inversamente proporzionale all’acqua totale contenuta nel corpo umano; inoltre, i  tessuti privi di grasso rappresentano dei buoni conduttori con una bassa resistenza, in quanto contengono una notevole quantità di acqua ed elettroliti; al contrario, il tessuto adiposo è un cattivo conduttore elettrico, in quanto offrono un’elevata resistenza elettrica. La resistenza elettrica non dipende quindi solo dal contenuto idrico dell’organismo, ma anche dalla proporzione esistente tra i vari tessuti.
  • La reattanza è invece la forza che si oppone al passaggio della corrente a livello di una struttura dotata di capacità, cioè che si comporta come un condensatore. Nel corpo umano, le membrane cellulari, costituite da un sottile doppio strato lipidico (isolante) interposto fra due ambienti ricchi di fluidi e proteine (conduttori) costituisce un ottimo modello di condensatore. La reattanza è quindi proporzionale alla massa totale dei tessuti privi di grasso.

Cosa ricavo da questi dati?

Il sistema è in grado di ricavare molti valori indicanti la composizione corporea del soggetto: Acqua totale corporea, Massa magra, Massa grassa, Massa cellulare, Rapporto tra acqua intracellulare e acqua extracellulare, e altri dati utili per determinare, non solo la composizione corporea in un dato momento, ma anche le sue variazioni con analisi ripetute a distanza di tempo, ad esempio in seguito ad una dieta o ad un cambio delle abitudini alimentari, o dell’attività fisica. La BIA inoltre ci consente di valutare l’entità di eventuali stati di ritenzione idrica ed infine permette di dimostrare se il trattamento dietoterapico sta facendo perdere realmente massa grassa e non massa magra e altri tessuti più importanti.

Prima del test

Ecco come comportarsi prima del test:

1. Pasti. Il test va effettuato almeno 5 ore dopo l’ultimo pasto.
2. Idratazione. Non bere grosse quantità di acqua nelle 2 ore immediatamente precedenti l’esecuzione del test.
3. Caffè. Non bere caffè nelle 4 ore precedenti il test.
4. Alcool. Non assumere alcool nelle 24 ore precedenti l’esecuzione del test.
5. Esercizio fisico. Attendere almeno 12 ore prima di eseguire il test, dopo un’esercizio fisico (l’esercizio fisico ha infatti importanti ripercussioni sul contenuto di acqua del corpo).

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Come si fa il test?

Si fa stendere il soggetto sul lettino a piedi nudi e si applicano gli elettrodi al piede e alla mano. Gli elettrodi sono in tutto 4:   una coppia sul dorso della mano (preferita la destra), di cui uno sull’articolazione metacarpo – falangea del III dito (elettrodo iniettore) e l’altro sull’articolazione radio-ulnare (elettrodo sensore), e una coppia sul dorso del piede omolaterale, di cui uno sull’articolazione metatarso – falangea del III dito (iniettore), e l’altro sull’articolazione tibiotarsica (sensore). Il paziente, supino, non a contatto con elementi metallici, può tenere scoperti solo mano e piede ipsilaterali, con arti inferiori divaricati di 45° e arti superiori abdotti di 30° per evitare contatti cutanei con il tronco; i cavetti dell’analizzatore sono collegati con pinzette agli elettrodi. I piedi debbono essere bene asciutti, per evitare dispersioni. Quanto tutto è pronto viene inviata la corrente a bassa intensità e l’Impedenziometro invia al computer collegato i dati acquisiti.

Misurazioni

Alcune tipiche misurazioni ottenibili con la bioimpedenziometria, sono:

  • Acqua Totale in litri e in percentuale
  • Acqua Intracellulare in litri e in percentuale
  • Acqua Extracellulare in litri e in percentuale
  • Rapporto tra Massa Intracellulare ed Extracellulare
  • Indice di Benessere Indice di Massa Corporea (BMI)
  • Indice di Massa Cellulare Corporea (BCMI)
  • Massa Cellulare in kg e in percentuale
  • Massa Grassa in kg e in percentuale
  • Massa Magra in kg e in percentuale
  • Massa Muscolare in kg e in percentuale
  • Rapporto di scambio Sodio/Potassio
  • Metabolismo basale in kcal
  • Nomogrammi di idratazione e di cellularità.

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Vi racconto perché chi fuma sigarette elettroniche per smettere, non solo è destinato a fallire, ma fumerà ancora più di prima

storia di un fumatore elettronico sigaretta elettronica

Premetto che quello che sto per scrivere è ovviamente una mia opinione e una generalizzazione e che sicuramente chi legge conoscerà il “fratello di un amico dello zio del cognato” che ha smesso di fumare grazie alle sigarette elettroniche. Premetto inoltre che spero con tutto il cuore di sbagliarmi con l’auspicio di trovarmi qui magari tra sei mesi a dirvi che la sigaretta elettronica ha debellato la piaga del tabagismo e io avevo fatto delle considerazioni assolutamente errate. Tuttavia vi faccio notare che quello che scrivo è basato non solo su profonde conoscenze della fisiologia e della biochimica del corpo umano ma anche, ed ancor più importante, sulla mia personale esperienza (sono stato fumatore per anni) e sui tantissimi amici e pazienti tabagisti che, da quando ho smesso, mi raccontano le loro esperienze cercando consigli per smettere con questa tossicodipendenza.

Inoltre non vendo libri antifumo, non vendo corsi per smettere, non vendo farmaci nè rimedi omeopatici per non fumare: insomma le mie parole sono totalmente imparziali ed in buona fede, mentre la stessa cosa non si può dire di tante persone che ogni giorno decantano le virtù delle e cig perchè poi, a scavar bene, scopri che non sanno manco da lontano cosa siano ad esempio i recettori ionotropici pentamerici come i nAChR importanti per capire come funziona la dipendenza dal tabacco e che hanno aperto un negozio di “tabacco elettrico” e quindi sono in pieno conflitto di interesse!

In questo articolo eravamo rimasti ad uno dei punti “contro” il fumare le sigarette elettroniche:

La diffusa percezione di una minore pericolosità di questo prodotto (non supportata da adeguati fondamenti scientifici) può portare a fenomeni negativi come il sovradosaggio.

Ho visto persone stare letteralmente tutto il giorno attaccate a questi strumenti, addirittura all’ospedale si “svapa” allegramente in corsia (medici, infermieri, pazienti) con la scusa che “tanto non fa male”. I risultati cominciano a vedersi a distanza di pochi mesi, la storia (per chi usa l’elettronica con nicotina) si riassume così:

1) Fumo l’e-cig perchè non fa male o almeno fa meno male e perchè voglio smettere. Quindi butto le vecchie sigarette nel cestino e speranzoso mi compro una bella elettronica!

2) Nell’ e-cig metto ricariche di nicotina a basso dosaggio (perchè il medico mi ha detto che per smettere devo gradatamente diminuire il contenuto di sostanza) però la forza di volontà non è sempre ferrea e, siccome posso fare un tiro in ogni momento e in ogni luogo, mi ritrovo distrattamente a fare qualche tiro molto spesso.

3) “Ma tanto che mi importa della forza di volontà? Sto usando la sigaretta elettronica che non fa male e ci penserà lei a portarmi gradatamente a smettere!” Quindi senza neanche accorgermene sto tutto il giorno a svapare (esattamente come prima senza neanche accorgermene mi accendevo le sigarette tradizionali, anzi di più perchè ora posso farlo sempre e ovunque) quindi a fine giornata avrò assunto pari, se non maggiore, quantità di nicotina rispetto a quanta ne assumevo con le sigarette tradizionali. Oppure alzerò la quantità di nicotina altrimenti “i tiri non sanno di niente“, cioè parlo di quella sensazione che ha il fumatore quando passa da una maestosa “Malboro rossa” a una leggerissima “Phillip Morris One”.

4) Passano le settimane e la quantità di nicotina aumenta perchè svapo tutto il giorno, anche a lavoro in quei momenti dove prima, con le sigarette tradizionali, non avrei potuto assumere nicotina. In compenso non ho perso la gestualità legata al fumo e psicologicamente sono ossessionato dal farmi un tiro ogni cinque minuti visto che non sono più legato alle esigue pause caffè/pranzo per assumere la nicotina: posso fumare quando voglio!

5) Passa un mese e magicamente mi accorgo di quanto più bella era la sensazione di avere in bocca un morbido e rassicurante filtro di una cara vecchia fumosa sigaretta rispetto a questo freddo pezzo di “plastica e ferro”. Poi la moda sta “scemando” e tanti miei amici sono tornati alle sigarette normali: forse perchè sono più buone? E poi comincio a sentirmi uno scemo con questo affare in bocca mentre con le vecchie sigarette era così “normale” fumare, mi sentivo più a mio agio!

6) Una bella sera davanti alla tv mi accorgo di aver finito tutte le ricariche. Eppure voglio fumare. Ma sono le 11 di sera, il negozio “elettronico” è chiuso! Ehi, ma c’è il distributore automatico di sigarette “normali” qui sotto casa. Scendo, mi compro un pacchetto delle vecchie sigarette. Lo compro da 10, tanto ormai io non sono un fumatore vero! L’accendo. Mi accorgo di quanto sia poetica una vecchia sigaretta: il rumore del tabacco che brucia, la cara vecchia sensazione di un morbido filtro, quell’alone di fumo vero e consistente, quel piccolo falò (vero, non come la lucina delle elettroniche) che faccio illuminare ad ogni tiro…

State tranquilli: arrivati a questo punto siete tornati ad essere un fumatore. Anzi, per essere precisi non avete mai smesso.

Per essere ancora più precisi siete anche più fumatori di prima perché grazie all’e-cig:

1) con la scusa che faceva meno male e potevi fumare quando e dove volevi, tramite l’elettronica negli ultimi mesi avrete probabilmente assunto più nicotina di quanta ne avreste assunta se aveste fumato le tradizionali

2) non avrete abbandonato la gestualità (che è una delle componenti più importanti della dipendenza dalle sigarette)

3) vi siete per mesi deresponsabilizati accollando su quel pezzo di plastica quello che invece doveva poggiare sulla vostra forza di volontà e sulla ferrea convinzione di voler smettere

4) avete idealizzato ancora più di prima la tanto cara sigaretta tradizionale (già pensavate fosse buona, ora vi siete anche convinti che niente la potrà mai sostituire egregiamente)

5) vi siete abituati ad assumere nicotina a dosi SI più basse, ma più ravvicinate (due o tre tiri ogni 5 minuti)

6) vi siete abituati ad assumere nicotina in posti dove ora, con le tradizionali, non potete più fumare con relativo aumento di frustrazione e quindi di voglia di fumare

7) vi è inconsciamente rimasta la falsa percezione, che avevate sviluppato con l’e-cig, che “fumare non fa poi così male”

8) avete deluso l’amico, o il figlio, o l’amica, o i vostri genitori a cui avevate promesso che grazie alla sigaretta elettronica avreste smesso: ciò vi trasmette ansia e vergogna che non fanno che aumentare la vostra voglia di fumare

9) avete collezionato l’ennesimo fallimento quindi si fa ancora più forte dentro di voi la convinzione che “non siete capaci a smettere” precludendo forse definitivamente ogni nuovo tentativo

10) nel migliore dei casi avete smesso diminuendo gradatamente la nicotina nell’e cig soffrendo molto di più che se aveste smesso di botto: passare da venti “bionde” a zero e soffrire l’astinenza per dieci giorni e poi essere liberi è molto meglio che torturarsi per mesi diminuendo milligrammo per milligrammo! Un po’ come farsi la ceretta e strappare lentamente la striscia di carta! E’ un concetto espresso molto bene anche nel famoso libro di Allen Carr

Tutta questa storia poi non prende in considerazione quei soggetti, ne conosco molti, che anzichè buttare le vecchie sigarette e dedicarsi solo alle e-cig, fumano contemporaneamente sigarette elettroniche (magari sul lavoro) e sigarette tradizionali (magari nelle pause dal lavoro). L’effetto di questa abbuffata di nicotina sul corpo è quello di una tromba d’aria su una capanna di paglia: ricordatevi che la nicotina è un pesticida, non un succo di frutta! La nicotina non è innoqua: i suoi potenti effetti vaso/bronco costrittivi, quando assunta in alte dosi, sono distruttivi in soggetti che già soffrono di altre malattie molto diffuse come ipertensione arteriosa o asma bronchiale.

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