Sei vittima di un narcisista? Forse sei una donna dipendente

medicina-online-dott-emilio-alessio-loiacono-medico-chirurgo-roma-tattiche-usate-narcisisti-conversazioni-riabilitazione-nutrizionista-infrarossi-accompagno-commissioni-cavitazione-radiofrequenza-ecogPerché alcune donne ed alcuni uomini restano invischiati in relazioni amorose malsane, che spesso non hanno nemmeno l’ambire di sbocciare?
Perché – soprattutto le donne – rimangono per anni appese, agonizzando in lunghe e sospiranti attese, colmando vuoti, tollerando assenze, fughe e ritorni di lui o ancora peggio perché alcuni di noi, vivono relazioni di coppia e familiari deprivanti, umilianti, spesso ignorando chiari segnali di violenza psicologica e nei casi più gravi anche fisica?
Perché alcune donne ed alcuni uomini amano “troppo”? Perché si identificano sempre con l’archetipo della salvatrice (salvatore), della guaritrice (guaritore), della madre (padre) e si illudono di poter “cambiare” l’uomo (la donna) che incontrano?
Perché le donne, e alcune persone in genere, ognuna con un grado di gravità diverso, non si amano, non si stimano, non sanno stare con se stessi? Tutti noi abbiamo vissuto almeno una volta nella vita una relazione insoddisfacente, un amore non corrisposto, oppure non chiaro, ambiguo, soprattutto in adolescenza, quando la personalità è ancora in formazione e con essa anche la capacità di stare in una relazione affettiva matura ed appagante.

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Intrappolati nella relazione

La delusione d’amore, la scoperta che l’altro non è sempre disponibile solo perché noi lo desideriamo, è fonte di grande frustrazione e sofferenza, ma può anche rappresentare anche un’occasione di crescita, individuale o di coppia.
Che succede se invece si resta attaccati alla speranza che quella persona possa amarci come noi desideriamo? Che succede se la persona di cui ci innamoriamo si comporta con noi in modo ambiguo? Se si mostra interessata solo a tratti per poi sparire, se è fredda distaccata, inaffidabile e cinica?
Ce la prendiamo spesso con le persone anaffettive, aride, egoiste e distaccate che spesso identifichiamo con l’etichetta “narciso”, ma ci siamo mai chiesti perché noi, rimaniamo in relazioni affettive e sessuali deprivanti e insoddisfacenti?
C’è da dire che il partner narcisista si presenta sempre nel migliore dei modi: seducente, coinvolgente, interessato e spesso affrettato (sei la mia vita, sei l’unico vero amore della mia vita, andiamo a vivere insieme…), quindi è capace di intrappolarci in relazioni tossiche. In seguito, il narcisista tende a ritrarsi, soprattutto quando l’oggetto d’amore è stato conquistato. Non sempre il narciso è interessato all’aspetto sessuale, quello è un complemento, spesso anche noioso per lui/lei, che implica il donarsi anche se in parte all’altro e per questo è anche spesso il territorio in cui si dibatte meno volentieri. Lascia intendere, si concede brevemente per poi sparire, lasciando l’altro a desiderarlo/a, si pone sempre come dominante nella relazione, lui/lei ha le migliori idee, le migliori soluzioni, lui/lei è il/la più intelligente, il/la più scaltro/a.

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Qual è la vittima ideale del narcisista?

Quasi certamente è una persona insicura che ha subito abbandoni e traumi affettivi e che vede nella possibilità che il/la narciso/a la/lo ami, la conferma del suo valore, la vincita di una sfida ardua e anche l’occasione di colmare un grande vuoto affettivo. Non importa che età abbia, che lavoro faccia; sia che sia una persona timida e remissiva oppure audace ed aggressiva, di fondo soffre di una grave insicurezza affettiva.
E perché tentare di colmarla in una relazione con una persona anaffettiva ed arida? Che senso ha?
Se io voglio capire se sono in grado di aprire le porte, ne cercherò una chiusa. Inutile cercare di aprire una porta aperta. Solo quando comprendiamo che L’AMORE E’ UNA PORTA APERTA PER TUTTI, allora forse smetteremo di chiederci se noi ne siamo degni.
Tuttavia cresciamo con degli schemi di relazione e spesso, passiamo la nostra intera vita a cercare di disconfermarci il fatto di non essere degni di amore, perché così coi hanno fatto sentire da piccoli. TI AMERO’ SE…TI AMERO’ QUANDO…SARAI PULITO, AVRAI FATTO I COMPITI, SOMIGLIERAI A ME, FARAI IL BRAVO… e via dicendo.
Un amore non gratuito, al quale spesso non possiamo ambire, un ricatto affettivo di base: sei nato grazie a me.
Inutile dire che spesso questi genitori sono narcisi a loro volta e il figlio, deve rappresentare per loro la conferma del loro valore come genitori e come persone, un orpello, uno stemma, un premio da esibire più che un anima da amare.
Ecco allora che inseguire il mito del grande amore sfuggente, diventa il modo per conquistare quell’amore di cui non ci siamo ritenuti mai degni.
Una persona che dipende affettivamente, è una persona che non vuole scegliere di amarsi e di diventare genitore di sé stesso e continua a cercare nell’altro un genitore non disponibile.

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Maggiore autostima per superare vecchi traumi

Spesso si sceglie come partner proprio quel genitore dal quale avremmo voluto maggiore amore o con il quale abbiamo avuto un rapporto più conflittuale, nella speranza, con la relazione adulta, di colmare i vecchi vuoti. E’ per questo che se ci troviamo in una relazione con un narcisista anaffettivo, dobbiamo capire quanto deprivante sia per noi la relazione e rimboccarci le maniche, attraverso un percorso di terapia volta a riacquistare autostima ed a superare i traumi affettivi non risolti, per far si che non si ripetano, come una catena di tristi destini, che vede più spesso donne tra le sue vittime. Anche se negli ultimi anni le cose stanno radicalmente cambiando, c’è da dire che storicamente – tra i due sessi – è la donna ad essere culturalmente più incline a sottomettersi ad una relazione insoddisfacente perché la cultura patriarcale l’ha deprivata anche dei sui primari diritti come persona, addestrandola alla dipendenza affettiva; ecco che i concetti di sottomissione, pazienza e amorevolezza sono spesso esasperati, entrano in ballo moltissimo anche i fattori culturali, gli stereotipi di genere e di ruolo (una donna deve aiutare il suo uomo, una donna amorevole sa portare pazienza etc..), ma anche gli uomini spesso restano vittime di donne narciso, belle donzelle con infinite problematiche, che sono sempre a un passo da concedersi o che spesso sono già impegnate con altri che vorrebbero lasciare ma… Quindi anche l’uomo, sebbene più raramente può essere un dipendente affettivo.

Se credi di essere intrappolata o intrappolato in una relazione tossica o che il tuo partner sia un narcisista manipolatore, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire ed a superare questa situazione.

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Eiaculazione retrograda: cure e complicanze fisiche e psicologiche

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVL’eiaculazione retrograda (di cui abbiamo parlato in questo articolo: Eiaculazione retrograda: quando lo sperma non esce o è troppo poco) può risultare in un’evidente causa di sterilità; a tal proposito, è doveroso rivolgersi al medico quando si sospetta la patologia.
Il trattamento d’elezione è la terapia  farmacologica: l’imipramina (farmaco antidepressivo) e la pseudo-efedrina si sono rivelate notevolmente vantaggiose per risolvere l’eiaculazione retrograda: si stima che, in seguito a tale terapia farmacologica, la prognosi sia eccellente nel 40% dei casi.
Le sostanze farmacologiche utilizzate non si rivelano sempre utili, in tal caso si può ricorrere all’elettroeiaculazione, in cui l’emissione dello sperma è favorita dall’introduzione di una sonda nel retto, capace di stimolare le vescicole seminali. Riguardo ai problemi di fertilità, sarebbe sufficiente una inseminazione artificiale con sperma isolato per centrifugazione dall’urina.

Complicanze fisiche e psicologiche
Pur non essendo una patologia pericolosa per la salute, l’eiaculazione retrograda può compromettere le possibilità di mettere incinta la propria partner, inoltre i soggetti con eiaculazione retrograda in genere, soffrono molto per la mancata visione del getto di sperma durante l’orgasmo. Alcuni pazienti con eiaculazione retrograda lamentano anche anorgasmia psicologica, causata dalla mancata visione immediata dello sperma.

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Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma TESTICOLI SCROTO DIMENSIONI ANATOMIA FUN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PenePrima di iniziare la lettura, ti consiglio di leggere questo articolo: Eiaculazione retrograda: quando lo sperma non esce o è troppo poco

Eiaculazione retrograda e aneiaculazione sono due patologie che possono essere facilmente confuse in virtù del fatto che entrambe “culminano” nello stesso sintomo: la mancanza di emissione di sperma al momento dell’orgasmo maschile; tuttavia sono due patologie diverse per un importante particolare:

Mentre l’aneiaculazione è un disturbo caratterizzato dall’assenza completa di eiaculazione al momento dell’orgasmo, quindi NON C’E’ AFFATTO emissione di liquido seminale; invece nella eiaculazione retrograda l’emissione dello sperma è presente, ma anziché verificarsi verso l’esterno, si verifica verso l’interno.

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Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi, seconda parte

MEDICINA ONLINE MASTURBAZIONE OSSESSIVO COMPULSIVA DIPENDENZA INTERNET ONLINE VIDEO PORNO PORNOGRAFIA SESSO SEX ADDICTION FILMATI SESSUALITA TELEVISIONE PC COMPUTERQuesta è la seconda parte dell’articolo che vi aiuterà a smettere di masturbarvi in maniera compulsiva; per leggere la prima parte seguite questo link: Come smettere di masturbarsi e di guardare porno online in 14 passaggi

8) Sviluppa una relazione importante

Passare del tempo con amici intimi o un partner ti farà sentire più sicuro di te e ti terrà lontano dallo schermo del computer. Fare l’amore spesso col proprio partner può far perdere ai porno online parte del loro fascino. Impegnati nel tuo rapporto e cerca di farlo funzionare, rinnovandolo, ad esempio organizzando una serata a cena in un ristorante galante o facendo un viaggio da soli tu ed il partner in una meta romantica.

9) Evita le situazioni “provocanti”

L’evitare di cadere in tentazione passa anche dall’evitare qualsiasi situazione e argomento che possa direttamente o indirettamente spingerti a masturbarti.

  • Evita il bagno caldo, che può più facilmente indurti a masturbarti: se devi lavarti meglio una doccia tiepida.
  • Quando ti distrai ascoltando una canzone, vedendo un film o leggendo un libro, fai in modo che non abbiano riferimenti sessuali.
  • Quando sei in situazioni “pericolose”, ad esempio sei steso sul tuo letto e sei solo in casa con un cellulare in mano, alzati e fai altro.
  • Se stai su Facebook o Instagram, evita di soffermarti sulle foto provocanti di modelli o attori che di tanto in tanto si possono vedere sui social.
  • Evita di guardare foto dei tuoi partner o ex partner che possano farti ricordare una situazione sessualmente eccitante.
  • Evita di inserire foto “provocanti” sullo sfondo del tuo pc/tablet/smartphone.
  • Evita di guardare programmi televisivi che mostrano modelli o modelle seminude.
  • Evita di frequentare locali e negozi dove è possibile vedere spogliarelli o acquistare materiale inerente al sesso.
  • Se la vista di un corpo seminudo ti fa venir voglia di masturbarti, evita quegli sport dove è facile averci a che fare, come ad esempio il nuoto.

10) Parlane con una amico o col partner

Anche se i tuoi amici non saranno in grado di aiutarti a trovare un modo di uscirne, parlarne semplicemente con qualcuno ti farà sentire meno solo, anche perché probabilmente – vista la diffusione del fenomeno – anche lui avrà lo stesso problema. Se il rapporto con il partner è veramente sincero, potresti provare a parlarne apertamente.

11) Fai una doccia fredda

Quando la tentazione è irresistibile, fai una doccia “fredda” e la voglia tenderà a sparire.

  • Se di solito ti masturbi sotto la doccia, il freddo ti farà pensare a tutto tranne che a farlo.
  • Se vuoi fare una doccia calda ed hai paura di cadere in tentazione, imposta un timer in modo che suoni al massimo cinque minuti dopo essere entrato nel box, e cerca di uscire prima che scada il tempo.

Leggi anche: Dipendenza dal porno online: ecco perché è così facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva che porta all’impotenza. I pensieri di un mio paziente masturbatore cronico

12) Prova a digiunare ed eliminare sostanze stimolanti

Astenerti dal consumo di cibo o bevande per qualche ora al giorno può distrarre la mente dalla masturbazione compulsiva e dal desiderio di visionare materiale pornografico. Il digiuno può anche essere una scusa per tenerti temporaneamente alla larga da alimenti e bibite ritenuti – a torto o a ragione – afrodisiaci. Se usi integratori stimolanti, come guaranà, ginseng o ginkgo biloba, è preferibile smettere di assumerli.

Leggi anche: I vantaggi del non masturbarsi: le rivelazioni di un ex masturbatore cronico

13) Cancella tutto il porno che hai

Elimina video, link, cronologia, foto e ogni altra cosa di pornografico che hai su pc, smartphone e tablet.

  • Elimina sia il porno (immagini e video) scaricato dal web sia quello “amatoriale” (ad esempio quello fatto con partner o ex-partner, anche perché – in alcuni casi – potrebbe essere addirittura illegale).
  • Se razionalmente non riesci a cancellare tutto il materiale che hai accumulato, prova a sfruttare il “senso di colpa tipico del periodo post masturbazione“: appena hai finito una masturbazione, proprio quando è solitamente più alto il tuo senso di colpa e quindi la voglia di smettere, cancella la tua collezione (anche dal cestino del pc o dello smartphone!), ma non aspettare a farlo quando sarai tornato razionale: fallo subito dopo la fine della masturbazione (ed evita di usare programmi per recuperare i dati cancellati dal cestino!).
  • Elimina dal pc o dallo smartphone, qualsiasi programma o app che usi per scaricare video pornografici da internet.
  • Esci da tutti i gruppi e le chat Telegram (o altra app) che frequenti per visionare o scaricare materiale pornografico.
  • Se hai una collezione di riviste, cd o dvd pornografici, eliminali.
  • Se proprio non riesci ad eliminare il materiale tutto insieme, eliminalo in maniera graduale (ad esempio un tot di file al giorno).

Leggi anche: Erezione debole o assente da cause psicologiche: cura e rimedi

14) Cerca informazioni e parlane col medico e con lo psicoterapeuta

Se hai cercato più volte da solo di smettere di masturbarti in modo compulsivo e/o di guardare i video pornografici e non sei stato in grado di farlo, potresti aver bisogno di chiedere aiuto. Anche se potresti sentirti in imbarazzo a discutere la situazione con un’altra persona, alla fine non ti pentirai di averlo fatto. Ecco cosa fare:

  • Trova aiuto su internet. Cerca l’argomento e leggi i consigli delle altre persone che soffrono di problemi simili su forum autorevoli. Tuttavia, se passare tempo su internet scatena la tua dipendenza, riduci al minimo il tempo che passi online o fallo con un amico.
  • La masturbazione compulsiva non dovrebbe essere mai sottovalutata, anzi deve essere affrontata con l’aiuto di un professionista. Parlane col medico e lo psicoterapeuta. Potranno consigliarti le giuste terapie, come quella farmacologica e quella psicoterapica.

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Come capire se il tuo partner non ti ama più

MEDICINA ONLINE UOMO IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO ANDROPAUSA CRISI DI MEZZA ETA QUANTO DURA SINTOMI DEPRESSIONE COPPIA AMORE MATRIMONIO PENE SESSUALITAA tutti prima o poi capita nella vita di vivere un rapporto amoroso che da intenso e pieno di energia si trasformi in un qualcosa di spento e privo di emozioni. Se però siamo noi a non amare più, prima o poi lo capiremo e saremo in grado di porre fine ad un rapporto stanco ed ormai giunto al termine. Ma se è il nostro partner a non amarci più? La domanda da porsi, in tal caso, sarà: “come capire che il mio partner non mi ama più?” Ecco come.

L’essere umano è un coacervo di emozioni, pensieri e idee che lo rendono talmente tipico, da non poter essere paragonato a nessun altro. Partendo da questo presupposto, si possono individuare alcuni elementi ricorrenti nel comportamento del proprio partner, nel momento in cui quest’ultimo non ama più o, quantomeno, non come prima. Elemento primario da verificare è la mancanza di attenzioni nei nostri confronti: quando un uomo o una donna sono innamorati, riempiono di attenzioni il proprio partner; attenzioni che possono svilupparsi in mille modi diversi, come cucinare per lui o lei, comprare dei regali, coccolarlo/a, provare gelosia, etc. Ponendo per esempio il caso che il nostro partner fosse stato sempre “coccolone” nei nostri confronti, oppure abbastanza geloso, se dall’oggi al domani ci si rende conto che queste attenzioni non avvengono più, vuol dire che è scattato il primo campanello d’allarme.

Altro elemento da considerare è l’apatia del partner. Quando una persona non è più innamorata, tende a diventare apatica e a mostrare un certo fastidio o noia a fare qualunque cosa insieme al partner. Se prima ogni evento era un’occasione per stare insieme, sorridere e divertirsi, quando nel partner si affievolisce il sentimento, lo stesso evento diventa una vera e propria “seccatura”. Addirittura, nei casi estremi, il partner disamorato tenderà ad innervosirsi quando gli viene proposto di fare qualcosa insieme. Nel caso in cui si riscontrano entrambi gli elementi (carenza di attenzioni e apatia), c’è la quasi certezza che il partner non sia più innamorato ed è giunto il momento di decidere se è il caso di proseguire la storia, superandone i problemi, o chiuderla prima di farsi ulteriormente del male.

Se non vengono riscontrati i due elementi appena descritti, o se si è ancora convinti che, nonostante tutto il partner sia ancora innamorato, c’è un terzo elemento che può fornirci la prova inconfutabile. Se il partner inizia sempre più ad esprimere il desiderio di uscire da solo o se lo fa senza interpellare l’altra metà, allora significa che sicuramente qualcosa si è rotto. Quando, invece, un partner inizia ad essere insofferente se deve fare qualcosa con l’altra metà ed è contento quando deve uscire da solo, si può affermare che l’amore è svanito e non c’è altro da fare che chiudere il rapporto e tuffarsi in nuove esperienze.

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Quali sono le paure sessuali più diffuse tra gli uomini?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica QUANTO DURARE RAPPORTO SESSUALE EIACULAZIONE PRECOCE Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Sesso Pene BotulinoE’ noto a tutti: uomini e donne sono diversi, hanno varie forme di comportarsi, di affrontare e risolvere i conflitti nonché di agire; è ovvio che queste diversità si presentino anche nei confronti del sesso. I ragazzi hanno dei timori e le ragazze altri, sai quali sono quelli maschili più comuni?

Il problema delle dimensioni
Le dimensioni contano o non importa? La risposta non arriverà da una donna ma da essi, in quanto all’inizio dell’attività sessuale l’uomo non sa esattamente se è ben dotato o meno; se la risposta è favorevole starà tranquillo e forse farà l’arrogante durante tutto il resto della vita, ma se no, sarà l’inizio di una paura senza fine. Incertezze, luci spente, timore nei primi incontri rivestono parte dei problemi che derivano da questa situazione.

L’insicurezza per il loro aspetto
Questo è uno dei timori sessuali più comuni non solo degli uomini, ma anche delle donne: denudarsi di fronte a un altro non è facile per nessuno dei due sessi; per questo motivo d’ora in poi tutti potete rilassarvi e sapere che entrambi siete altrettanto spaventati per i chili di più, questa pancia che non scompare o le braccia poco toniche.

Mancata erezione
Nella gioventù questo timore non esiste di solito in quanto la risposta allo stimolo è molto più rapida, ma poi dopo i 30 anni, aumentano le esigenze ed il sistema vascolare funziona in maniera diversa: questo è il motivo per cui gli uomini cominciano a dubitare e a temere se ci sarà o meno una erezione, qualcosa che a molti spaventa.

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Non far provare piacere al partner
Dopo le dimensioni, questo è la grande paura maschile per eccellenza: non riuscire a compiacere la partner. Non farle raggiungere l’orgasmo è certo un problema che terrorizza perché ricollegabile automaticamente alla quantità di orgasmi con il godimento e la pienezza sessuale.

Breve durata del rapporto
Vi sono incontri ed incontri, alcuni sono così intensi, con tanta stimolazione preliminare, così tanto ardenti che per entrambi è difficile contenere l’orgasmo e giungere al piacere in pochi minuti. Questo è uno scenario specifico, tuttavia uno dei maggiori timori degli uomini relativo al sesso è di eiaculare precocemente, lasciando la partner insoddisfatta e sorpresa.

Il rapporto non è stato gradito
Il sesso è molto più di due persone in un atto, si tratta di chimica, compatibilità, di dare e ricevere piacere e non tutti gli incontri sessuali, e non tutte le persone si prestano a tal fine. Ecco perché molti uomini hanno il timore di non piacere letto, che in definitiva la partner non si sia sentita contenta di accettare né soddisfatta e l’incontro non si ripeterà più.

Come aiutarlo?
Se si tratta di un ragazzo che davvero ti interessa, è importante che tu gli faccia sapere che la compatibilità e la chimica sessuale si acquisiscono con la conoscenza dell’altro, sperimentando, dando e ricevendo, dicendo ciò che piace, chiedendo cosa gli fa provare piacere, adulandolo per il suo corpo e il suo pene e non avere paura di dire ciò che credi dovrebbe cambiare affinché ci sia il godimento di entrambi . Fai per lui quello che ti piacerebbe che facessero per te.
Se desideri leggere altri articoli simili a Quali sono le paure sessuali più comuni tra gli uomini, ti consigliamo di visitare la nostra categoria Relazioni sentimentali.

Consigli

  • È normale avere paure e incertezze sessuali, la chiave sta nel non farsi trascinare da loro.
  • Se pensi che le paure sessuali sono troppo forti e ti costa superarle, allora non esitare a cercare l’aiuto di uno specialista.

Sei curioso di leggere invece, le paure femminili più diffuse? Leggi questo articolo: Quali sono le paure sessuali più diffuse tra le donne?

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Quali sono le forme di pene più comuni ed in cosa sono facilitate nel rapporto?

MEDICINA ONLINE FORME DEL PENE PIU DIFFUSE FACILITATE RAPPORTO SESSUALE POSIZIONI SESSO UOMO DONNA DIMANSIONI LUNGHEZZA CIRCONFERENZA COME SI MISURA GLANDE PENETRAZIONE VAGINA.jpgIl piacere sessuale non solo giunge con l’esplorazione ma anche la stimolazione adeguata di ciascuna zona erogena del Continua a leggere

Differenze tra menopausa ed andropausa: come cambia la sessualità nell’uomo e nella donna

MEDICINA ONLINE UOMO IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO ANDROPAUSA CRISI DI MEZZA ETA QUANTO DURA SINTOMI DEPRESSIONE COPPIA AMORE MATRIMONIO PENE SESSUALITATerza età e sessualità possono andare d’accordo, nonostante si sappia che tornare a rivedere le regole del sesso, alla luce degli evidenti cambiamenti che intercorrono per l’avanzare degli anni, in certi casi, specie quando si presentano i primi disturbi, non è così facile. Più spesso la tentazione di “metterci una pietra sopra” sia per gli uomini che per le donne, sembra essere la via più semplice da percorrere, precludendo invece il benessere completo a entrambi, reciprocamente. Con il passare degli anni all’uomo e alla donna accadono dei mutamenti fisici, psicologici e ormonali che alterano la rispettiva predisposizione alla vita sessuale: per le donne si parla di menopausa, per l’uomo invece si comincia a parlare di andropausa.

Menopausa

La menopausa si presenta in genere in una età che va dai 45 ai 55 anni e porta con sé per la donna una serie di cambiamenti fisici importanti: finiscono le mestruazioni, diminuisce il livello di ormoni estrogeni e progesterone, aumentano gli ormoni prodotti dalla ghiandola ipofisaria. Con la menopausa compaiono le prime rughe, la pelle cede leggermente per diventare più molle e tenera, il colorito di corpo e viso sono meno rosei e diventano più pallidi o più scuri a seconda della carnagione, in genere possono accadere dimagramento o aumento del peso, a seconda della personale predisposizione e una distribuzione diversa dei grassi sul corpo. Se si trattasse solo di questo non se ne risentirebbe a livello sessuale: il problema più difficile da superare è quello legato alla lubrificazione della vagina e al trofismo della muscosa vaginale, che non essendo più stimolata dall’ovulazione non necessita di predisporsi alla riproduzione, come anche a causa del cambiamento della produzione ormonale si possono verificare episodi di sudorazione e di svenimenti, che possono causare fastidio nei momenti più delicati. Invece, al contrario, per la donna potrebbe essere piacevole riscoprire insieme al suo partner il piacere del sesso a cuor leggero, senza la preoccupazione della procreazione, legata solo all’esclusivo piacere, da rivivere con la stessa delicatezza della prima volta, ascoltando i diversi ritmi del ciclo del corpo e dedicandosi più all’amore che non alla passione smisurata.

Andropausa

L’uomo entra in andropausa a partire dai 50 anni (in alcuni casi anche in modo precoce intorno ai 40/45 anni), che però per il maschio non si manifesta con segni evidenti e forti come nella donna. L’uomo produrrà a partire dai cinquant’anni in poi sempre meno testosterone, un fatto che potrebbe portarlo ad avere un ciclo del desiderio più fiacco, ma niente affatto improduttivo, il maschio in andropausa non perde la capacità di procreare. Il maschio che avverte il calo del desiderio necessita di tempi più lunghi per arrivare all’eccitazione, un fatto però che non si accoppia male con la donna in menopausa, che necessita anch’ella di tempi meno prepotenti. Per il maschio l’unico limite effettivo è quello psicologico, causato dalla paura e dall’ansia della prestazione, il terrore di non arrivare a colmare il piacere o la paura di disturbare la donna, anch’ella in ritrosia, potrebbero frenare una vita sessuale che al contrario è del tutto possibile.

Se credi di avere un problema di crisi di mezza età, di crisi di coppia o di patologie sessuali di origine psicologia, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

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