Affermazione banale per molti, ma non per la scienza: essa abbisogna di prove scientifiche e lunghi esperimenti per dimostrare anche la più banale delle affermazioni: questo è il caso.
Uomini e donne in sovrappeso tendono ad acquistare ancora più chili se si trovano in situazioni di stress lavorativo o conducono una vita ricca di preoccupazioni, di carattere famigliare o finanziario.
La ricerca
Uno studio in merito è stato pubblicato qualche tempo fa sulla rivista American Journal of Epidemiology, per il quale i ricercatori hanno analizzato i dati di uno studio nazionale condotto negli Stati Uniti su 1.355 uomini e donne a cui sono stati misurati peso e livello di stress nel 1995 e poi nel 2004. I risultati hanno evidenziato una stretta correlazione tra l’aumento di peso e lo stress cui le persone erano sottoposte nella loro vita. Gli uomini in sovrappeso o obesi tendevano infatti ad aumentare di peso in caso di stress lavorativo o di fronte a preoccupazioni legate a problemi finanziari. Per le donne vale lo stesso concetto anche se cambiano i motivi: mentre per l’uomo sono lavoro e soldi le cause del disagio, per le donne lo stress è causato principalmente da difficili relazioni familiari oppure dal sentimento di non riuscire a controllare la propria vita.
Impatto maggiore se si parte già da un sovrappeso
L’effetto dello stress non ha avuto lo stesso impatto sulle persone di peso normale, ma solo su coloro che, all’inizio della ricerca erano già in sovrappeso o obesi. Tali risultati suggeriscono non solo che in questo periodo di recessione economica statisticamente potrebbe esserci un ulteriore aumento delle persone in sovrappeso, ma anche che, nei programmi di rieducazione e di recupero della forma fisica normale, le persone potrebbero avere bisogno, accanto a diete e programmi riabilitativi, di terapie mirate alla riduzione dello stress per ottenere migliori risultati.
Leggi anche:
- Combatti lo stress e ritrova il benessere psicofisico con il decalogo del buonumore
- Liberarsi dalla dipendenza affettiva e dalla paura dell’abbandono
- Dipendenza affettiva: riconoscerla, affrontarla e superarla
- I difetti femminili che gli uomini odiano e che le donne sottovalutano spesso
- Perché la donna tradisce l’uomo? Nove donne raccontano senza censure il loro tradimento
- Un semplice test per misurare i tuoi livelli di autostima e migliorarli
- Aumenta la tua autostima ed impara ad amarti
- Il peggior nemico siamo noi stessi: i segnali che ci stiamo autosabotando
- Scopri come affronti la vita e le sue difficoltà, con il “Test del bosco”
- Impara a camminare da solo e non cadrai mai
- Le 5 cose che indicano che stai con qualcuno che ti farà sicuramente soffrire
- I 10 uomini da evitare accuratamente in una relazione
- Depressione maggiore e minore, suicidio, diagnosi e cura: fai il test e scopri se sei a rischio
- Disturbo post-traumatico da stress: rivivere ogni giorno una esperienza drammatica
- Disturbo da attacchi di panico: sensazione di morte imminente e angoscia
- Perché l’uomo tradisce la donna? Dieci uomini raccontano senza censure il loro tradimento
- Sei vittima di un narcisista? Forse sei una donna dipendente
- L’uomo moderno non più macho: la dipendenza dalle donne
- Il narcisismo patologico al femminile: quando la donna manipola l’uomo
- 7 uomini sbagliati: come capire quali sono e lasciarli in tempo
- Anaffettività: non farla diventare una scusa per perdonargli tutto
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!
Alcuni tipi di disfunzione erettile (quella che una volta veniva chiamata “impotenza”) possono essere curati con l’esercizio fisico e una buona alimentazione: lo hanno scoperto un gruppo di ricercatori della East Carolina University guidati dal dottor Christopher Wingard in uno studio pubblicato su American Journal of Physiology. L’esercizio aerobico sembra però poter curare solo la disfunzione erettile maschile che viene causata da una scorretta alimentazione: i dati emersi dallo studio su un modello animale hanno messo infatti in evidenza la stretta correlazione fra il cibo spazzatura, l’esercizio aerobico e la capacità erettile. I ricercatori infatti hanno sottoposto per 12 settimane un gruppo di topi a una dieta ricca occidentale con cibo spazzatura ricco di zuccheri e grassi. L’altro gruppo ha invece seguito una dieta sana e durante il periodo di osservazione metà degli animali sono stati sottoposti a esercizio fisico. I risultati hanno dimostrato che i topi che avevano seguito la dieta “occidentale” ricca di cibo spazzatura e che non avevano praticato l’esercizio fisico avevano sviluppato una disfunzione erettile presentando arterie coronarie poco elastiche. Al contrario i topi che pur avendo seguito la stessa dieta avevano praticato l’esercizio fisico non presentavano disfunzione erettile rifuggendo i problemi alle arterie.
I ricercatori dell’Università di Guelph (Ontario, Canada) hanno messo a paragone centinaia di ricerche sulle sostanze afrodisiache per comprenderne l’effetto sulla funzionalità sessuale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Food Research, sostiene che tra i rimedi naturali per aumentare il desiderio, l’aggiunta di ginseng e zafferano (ma anche banane, asparagi e fichi) alla dieta è il più efficace perché agisce come un “turbo” sulla libido. Il ginseng contiene ginsenosidi che migliorano le performance fisiche, donano all’organismo energia e vitalità e sembrano essere direttamente responsabili dell’aumento del desiderio sessuale. Sembra inoltre avere effetto sull’asse ipotalamo-ipofisi-ghiandole surrenali, aumentando il livello di corticosteroidi nel circolo sanguigno. Lo zafferano è in grado di risvegliare i sensi: migliora la circolazione del sangue e favorisce il riscaldamento delle mucose aumentandone la sensibilità. Una ricerca condotta parallelamente da Ashleymadison.com, promuove altri dieci ingredienti afrodisiaci: asparagi, banane, fichi, ravanelli, vaniglia, tartufo, cioccolato, champagne, caviale e ostriche.
Da sempre nota per le sue proprietà immunostimolanti, l’aloe può essere impiegata con successo anche nei casi di sovrappeso e cellulite. Questa è una pianta preziosa per ripristinare e regolare numerose funzioni essenziali per l’organismo. Inoltre, è antiossidante, rivitalizzante, antiosteoporosi e bruciagrassi. L’integrazione si effettua impiegando il succo e la polpa dell’Aloe arborescens che contengono calcio e fosforo, indispensabili per ossa e denti; potassio, drenante e antiritenzione; zinco, utile per la pelle; magnesio, antifame nervosa; cromo, necessario per regolare i livelli di zuccheri nel sangue e mantenere attivo il metabolismo; vitamina E, antiossidante, permette di assimilare meglio i principi attivi dell’aloe; vitamine del gruppo B, fondamentali per il sistema nervoso; vitamina C, antiossidante e stimolante della produzione del collagene, quindi antirughe; monosaccaridi e polisaccaridi dalle potenti proprietà immunostimolanti; aminoacidi essenziali (che il corpo deve assumere perché non li produce da sé).
A volte viene chiamata addirittura “la pianta del miracolo“ oppure “il guaritore naturale”, sto parlando dell’Aloe Vera, una pianta dalle infinite sorprese. Ci sono oltre 200 varietà di Aloe, ma solo l’ Aloe Barbadensis Miller (Aloe Vera) è la pianta che ha maggior utilità per l’uomo grazie alle sue già dimostrate scientificamente proprietà medicinali. Il nome Aloe vera è stato usato per la prima volta da Linneo, come Aloe perfoliata var. vera (1753), tuttavia la descrizione di Linneo dell’Aloe vera come specie a sé stante è successiva alla descrizione di Miller dell’Aloe barbadensis (1768), pur trattandosi sicuramente di esemplari della stessa specie. Inoltre il nome barbadensis venne attribuito da Miller a esemplari raccolti sull’isola di Barbados, nelle Piccole Antille, sicuramente discendenti da qualche pianta di Aloe lasciata sull’isola dai navigatori portoghesi o spagnoli oltre due secoli prima. Per questo motivo, in base alle regole sull’attribuzione dei nomi, deve essere usato il nome Aloe vera Miller, (non: Linneo). Precedentemente alla classificazione binomia introdotta da Linneo, la specie era chiamata Aloe vera vulgo o Aloe vera Vulgaris sive sempervivum marinum, e successivamente Aloe foliis spinosis confertis dentatis, vaginantibus planis maculatis. Questo indica che il nome vera stia a spiegare che la pianta è stata considerata dal “volgo” la vera Aloe.
Come tutte le malattie in rapida diffusione anche il diabete, soprattutto quello di tipo 2 che viene acquisito con gli anni ma anche il tipo 1 che si sviluppa già nei primi anni di vita, sta dando vita a un florido mercato di terapie, test diagnostici e rimedi ‘anticonvenzionali’ senza nessuna base scientifica e potenzialmente pericolosi per i pazienti. A ‘censirli’ sono stati gli esperti della società italiana di Diabetologia, durante il congresso ‘Panorama Diabete’ che si è tenuto a Riccione.
Esistono modelli dinamici di comportamento alimentare che caratterizzano le persone in base alla situazione che vivono. Un nuovo studio tedesco ha