Mappa europea della lunghezza del pene: italiani fuori dal podio

MEDICINA ONLINE LUNGHEZZA PENE EUROPA MAPPA EUROPEAN PENIS SIZE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE  DONNA PENE ITA EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WALLPAPER.jpgDopo la mappa mondiale della lunghezza del pene, oggi vi proponiamo più in particolare quella europea, basata su diverse statistiche. Primi di questa particolare classifica sono risultati a sorpresa gli ungheresi con una media di 16,51 cm, seguiti dai cugini francesi che si attestano su un buon 16,01 cm. Medaglia di bronzo per gli uomini della Repubblica Ceca con 15,89 cm, seguiti dagli olandesi che si posizionano quarti con 15,87 cm. Noi italiani siamo purtroppo fuori dal podio: ci attestiamo a un comunque dignitoso quinto posto con una media di 15,74, superando il Belgio che si posiziona sesto con 15,65. Germania, Spagna e Regno Unito ben lontane, rispettivamente con 14,48; 13,85 e 13,97. Maglia nera alla Romania: 12,73 centimetri.

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Le dieci tecniche per toglierti qualcuno dalla testa

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO COPPIA AMORE LITIGIO TRISTE RABBIA NERVOSO SEPARAZIONE DIVORZIO LITIGARE (4)Capita a tutti nella vita di fare i conti con pensieri intrusivi, è una cosa normale ma estremamente fastidiosa. Nei casi più lievi questi pensieri sono solo una fonte di distrazione, ma se non trattati nel modo corretto possono diventare delle vere e proprie ossessioni. Proprio come i problemi somatici, anche nel caso dei pensieri intrusivi è meglio affrontarli all’esordio: presi in tempo sono più facili da vincere, ma se lasciati lì a crescere, potrebbero diventare ingestibili. Molti studi rivelano che lo stress che deriva dalla ruminazione mentale facilita l’insorgenza di depressione, cancro, problemi cardiaci e malattie autoimmuni. Cosa puoi fare quindi per toglierti qualcuno dalla testa o per smettere di pensare a qualcosa che ti assilla, ma verso la quale non puoi fare nulla? Ecco dieci strategie che ti possono aiutare.

1) Serve tempo

La prima cosa da fare è smettere di nutrire quel pensiero parlando sempre di lui o di lei o pensando sempre a lui o lei. Appena nella nostra testa si materializza il pensiero del nostro ex partner, interrompiamolo sul nascere pensando ad altro o iniziando a fare una qualsiasi attività che ci possa distrarre immediatamente. Il tempo è tuo alleato e, se riesci a bloccare sul nascere i pensieri negativi ora, tra un po’ di tempo i pensieri negativi cercheranno di irrompere sempre meno volte nella tua testa.

2) Nutri la curiosità verso quello che verrà dopo

In certi casi più di agire è importante fermarsi a osservare. Smetti di contrastare quel pensiero e siediti a spiare il futuro con la curiosità di scoprire cosa arriverà domani. Cerca di progettare nuova vita e nuove situazioni, prendendo strade che prima non avevi mai intrapreso. Iscriviti in palestra, iscriviti ad un corso di ballo, iscriviti a nuoto, iscriviti ad un corso di pittura… Fai qualcosa di nuovo che ti permetta di voltare pagina e, magari, incontrare nuove persone!

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3) Non fare il gioco della colpa

Vuoi veramente toglierti qualcuno dalla testa? Evita di cercare un colpevole alla situazione in cui vi trovate. Nella maggioranza dei casi, la colpa non è mai solo da una parte ma da entrambe le parti. In ogni caso è sempre controproducente passare le giornate a rimurginare sul fatto di chi sia la colpa.

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4) Non chiederti cosa prova lui/lei

La cosa peggiore che puoi fare è immaginare cosa sta provando lui o lei in questo momento. Immaginare che stia male pensando a te, può essere piacevole, ma non risolve certo la situazione ed in ogni caso potrebbe essere una cosa non vera. Immaginare che stia bene senza di te, può solo farti del male. Pensa ad organizzare la TUA nuova vita, piuttosto che pensare a come lui o lei si sia riorganizzata la sua.

5) Affronta i tuoi problemi assoluti

Il problema non è la recente separazione. Non è nemmeno la mancanza di lui/lei. Il tuo problema è quello che fa finire tutte le tue storie nello stesso modo. Non puoi agire sul particolare per affrontare il generale. Per esempio, non ha senso affrontare il tuo ex se il motivo per il quale vi siete lasciati sono le tue frequenti crisi di rabbia, che ti hanno portato a chiudere le ultime relazioni. Cerca i tuoi lati negativi e migliorali, in modo da non sabotare le tue nuove relazioni.

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6) I pensieri caldi sono inutilizzabili

Quando le ferite sono ancora aperte e il nostro cuore un turbinio di emozioni, non è possibile ragionare. Occorre freddezza per affrontare le situazioni con la giusta razionalità. Qualsiasi pensiero che ti verrà in testa subito dopo la fine di una relazione, potrebbero essere estremamente razionali e quindi inutili o controproducenti per affrontare la situazione.

7) Non chiederti cosa pensano gli altri di te

Primo: non riuscirai mai a immaginarlo correttamente. Secondo: a cosa ti serve aggiungere l’ansia sociale a una situazione dove la tua ansia privata sta già divorando la tua serenità? Gli altri ed i loro giudizi non devono esistere: esisti solo tu.

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8) I pensieri non sono fatti

La prima cosa da imparare sui propri pensieri è di non credere mai del tutto a quello che pensi. Credere intensamente a qualcosa non rende quella cosa più vera.

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9) Puoi imparare dai tuoi pensieri?

Ospita nella tua testa solo i pensieri che possono servirti per crescere, riconoscerli è facile, sono quelli che non ti fanno soffrire. I pensieri che possono farti crescere sono privi di emozioni ma carichi di punti di domanda a cui rispondere. Trovare le risposte significa crescere.

10) Perdonati

Non è necessario essere onesti con la proprio sofferenza. Sì, è accaduto. Sì, è orribile. Ma veramente pensi di non essere nulla oltre questo tuo errore? Perdonati! Non sono solo gli altri che meritano il nostro perdono, siamo sopratutto noi stessi. Siamo umani ed è umano sbagliare. Al massimo, impara dai tuoi errori, in modo da non rifarli più.

Se credi di non riuscire da solo o da sola a gestire la fine di una relazione, ed i tuoi pensieri diventano ogni giorno più cupi, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Erezione di pene con protesi peniena [VIDEO] Attenzione: immagini sessualmente esplicite

MEDICINA ONLINE PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE PENETRAZIONE CHIRURGIA VIAGRA IMPIANTO SESSUALE POMPETTA POMPA IDRAULICA PROTESI PENIENA COME FUNZIONA ARIA.jpgIn caso di disfunzione erettile che non risponde alle terapie farmacologiche, come il Viagra, una delle soluzioni Continua a leggere

Tutti i motivi per cancellare il tuo ex fidanzato da Facebook

MEDICINA ONLINE CELLULARE COLAZIONE SMARTPHONE APP WHATSAPP APPLICAZIONE PROGRAMMA TELEFONARE TELEFONO TELEFONINO PHONE CALL MARMELLATA MANGIARE DONNA MATTINA BREKFAST WALLPAPER PIC HI RHai rotto con il tuo fidanzato ormai da diverso tempo, magari ti stai già frequentando con qualcun altro, non c’è rancore tra di voi, e quindi tu e il tuo ex siete ancora “amici” su Facebook. Come mai dopo aver eliminato ogni traccia del vostro amore (strappato le foto, regalato i vestiti comprati insieme, tolto di mezzo tutto ciò che potesse farti pensare ancora a lui) non lo hai cancellato dalla cerchia delle tue amicizie social? Non ce la fai? Non vuoi? O magari vorresti ma è troppa la curiosità di continuare a monitorare la sua vita a distanza?

Mantenere un rapporto di amicizia via social con l’ex fidanzato è sempre più frequente, soprattutto tra i giovani, ma, sebbene apparentemente non ci sia nulla di male, psicologicamente ed emotivamente il poter accedere quando si vuole, dal pc o dallo smartphone, alle foto, ai video e ai post dell’ex può essere deleterio ed impedirti di voltare pagina una volta per tutte.

Ecco tutti i motivi per cui è meglio cancellare il tuo ex da Facebook:

1. Dimenticarlo sarà più semplice

Soprattutto se nella storia sei tu ad essere stata lasciata, mantenere l’amicizia con il tuo ex su Facebook non ti aiuterà a dimenticarlo, anzi, soffrirai di più e ti dannerai ad ogni foto che lui pubblicherà con una ragazza sospetta. Per dimenticare e ricominciare, meglio non vedere e non sapere

2. Eviterai la dipendenza da ex

Poter controllare in qualunque momento la vita “virtuale” del tuo ex può portarti fino alla dipendenza, fino a sentire il bisogno spasmodico di vedere dove si trova, con chi sta e cosa posta appena hai un momento libero. Come si fa a voltare pagina così?

3. Lui non potrà controllarti

Non devi sottovalutare il fatto che, se siete “amici” su Facebook, anche lui può controllare cosa fai, cosa scrivi e le foto che posti e questo potrebbe provocarlo e portarlo ad avere una reazione (un mi piace, uno smile, un cuoricino). Se hai deciso di chiudere definitivamente, meglio evitare che ciò accada.

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4. Allontanerai depressione e rimpianti

Facebook è anche il miglior amico dei rimpianti. A guardare e riguardare le foto del tuo ex, potresti finire per rimpiangere i momenti passati insieme e, se disgraziatamente lui dovesse iniziare ad uscire con una nuova ragazza, potresti finire per deprimerti. Cliccare su quell’ “elimina” è la cosa migliore per il tuo cuore e per la tua salute e dopo averlo fatto ti sentirai subito più leggera

5. Sarai più felice

Secondo uno studio eseguito in America, le persone che non hanno gli ex tra i propri amici di Facebook hanno il 73 per cento di possibilità in più di essere felici

6. Potrai essere te stessa

Quello che viene mostrato attraverso Facebook, è solo una parentesi della proprio vita e questo vale anche per te e il tuo ex. Se ti limiterai a seguire solo la sua vita virtuale, avrai sempre una visione distorta della realtà, che potrebbe portarti a fraintendere e a rispondere mostrando sui social una te poco vera, ma molto influenzata dal tuo ex e da quello che potrebbe pensare aprendo il tuo profilo.

A meno che tu non abbia mantenuto un rapporto di amicizia vera e face to face con il tuo ex, dunque, cancellarlo da Facebook sarà la cosa migliore da fare, per poter guardare avanti da single o con una nuova persona al tuo fianco.

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Coppia: le cose per cui non vale MAI la pena litigare

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Le cose peggiorano quando poi si litiga per motivi del tutto futili che potrebbero essere risolti con una semplice chiacchierata o uno sguardo. Vediamo quali sono i motivi per cui non vale assolutamente la pena di litigare con il proprio partner:

I soldi

Litigare per i soldi è davvero di cattivo gusto, in particolar modo quando si tratta di una coppia. Certo, diverso è il caso di problemi gravi come lui che vi chiede continuamente soldi in prestito per giocare o per i suoi vizi.

Il sesso

Il sesso si fa, non si discute. Se vi trovate più spesso a litigare sul sesso che a farlo vuol dire che il vostro è un problema di comunicazione che va risolto in fretta.

Il tempo libero

Non si può in alcun modo pretendere che il partner passi tutto il suo tempo libero con noi, è malsano per il rapporto e per la propria individualità. Allo stesso modo non bisognerebbe discutere sul modo in cui il partner decide di trascorrere il suo tempo libero, a patto che non ci manchi di rispetto.

Gli amici

Ognuno ha il diritto di avere i suoi amici e litigare su di loro è veramente assurdo. Cosa vi importa se il suo migliore amico è maleducato e rozzo? Non siete voi a doverci passare del tempo insieme.

Le cose vecchie

Se c’è qualcosa su cui è veramente ridicolo discutere sono i vecchi episodi che dovrebbero già essere stati discussi e archiviati. Tornarci sempre e rinfacciarli è inutile e logorante.

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Cattivi odori del pene: cause e consigli per neutralizzarli

MEDICINA ONLINE SESSO ANSIA PRESTAZIONE SESSUALE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA CAMEL TOE LOVE FIRST TIME LOVER SEX GIRL MAUn pene perfettamente pulito, ha un odore neutro e non fastidioso: la presenza di cattivi odori può essere ricondotta, nella maggioranza dei casi, a due problemi principali:

  • scarsa igiene dei genitali e conseguente accumulo di sporcizia;
  • malattie genito-urinarie, quasi sempre infezioni.

Pene maleodorante a causa dell’accumulo di smegma
Lo smegma è una sostanza viscosa, biancastra e maleodorante che – in assenza di un’adeguata igiene intima – si accumula sotto il prepuzio, specie al di sotto della corona del glande, conferendo al pene un cattivo odore. L’accumulo di smegma, di per sé, non ha nulla di patologico; questo materiale è infatti costituito da secrezioni sebacee e prostatiche, da eventuali residui di liquido seminale e da cellule epiteliali esfoliate (cellule morte che si staccano dal glande e dal prepuzio). Il materiale sebaceo deriva in particolare dall’attività delle ghiandole di Tyson o ghiandole prepuziali, ed è del tutto normale. Se però non viene adeguatamente rimosso, lo smegma tende ad accumularsi nel tempo favorendo la proliferazione di batteri, che ne metabolizzano le componenti proteiche e lipidiche producendo sostanze di cattivo odore. L’accumulo di smegma tende ad aumentare dopo un’intensa stimolazione sessuale o pratiche di masturbazione. La sua rimozione è importante poiché – aldilà dei cattivi odori – il ristagno di questo materiale tende ad innescare infiammazioni locali ed eccessive proliferazioni batteriche.

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Fimosi
Essendo privi di prepuzio, il problema dello smegma appena visto risparmia i soggetti circoncisi. Viceversa, tende ad essere più grave nei pazienti con fimosi, cioè con un prepuzio troppo stretto che scorre con difficoltà sul glande. A tal proposito, occorre considerare che la presenza del prepuzio favorisce la proliferazione batterica, poiché crea un microambiente caldo, umido e ricco di secrezioni e sostanze nutritizie per i batteri.

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Pene maleodorante con secrezioni
Un pene di cattivo odore e con fuoriuscita di secrezioni viscose, opache-giallastre e maleodoranti dall’uretra, è spesso spia di una malattia a trasmissione sessuale chiamata gonorrea (o blenorragia) e volgarmente detta “scolo” proprio a causa di tale secrezione. Anche l’infezione da clamidia e la candida maschile possono associarsi alla perdita di secrezioni biancastre dal pene. Talvolta la perdita di secrezioni diviene apprezzabile solo spremendo il glande. Altre volte, le perdite sono assenti nonostante il soggetto sia portatore (sano) della malattia. La presenza di un’infezione può essere accompagnata anche da bruciore durante l’emissione di urina; altri sintomi potenzialmente associati a malattie a trasmissione sessuale includono dolore o gonfiore testicolare, febbre, lesioni ulcerative del pene e infiammazione del glande.

Igiene del pene e prevenzione dei cattivi odori
Per evitare che il proprio pene emani cattivi odori è sufficiente rispettare alcuni semplici consigli:

  • lavare regolarmente e con cura il glande e lo strato interno del prepuzio, ritraendolo completamente;
  • è sufficiente utilizzare acqua tiepida, a cui si può abbinare un detergente intimo delicato; l’igiene dovrà essere effettuata strofinando bene la zona, in modo da rimuovere lo smegma che si accumula nelle numerose pieghe;
  • terminata la pulizia è importante asciugare la zona con cura, tamponandola con un asciugamano, poiché l’umidità favorisce lo sviluppo di batteri;
  • l’igiene del pene diviene particolarmente importante prima e dopo i rapporti sessuali o al termine della masturbazione per evitare l’accumulo di sperma ed altre secrezioni che derivano dal pene o dalla vagina;
  • è raccomandabile ritrarre il proprio prepuzio anche durante la minzione per evitare che l’urina possa rimanere sotto il prepuzio;
  • l’utilizzo del preservativo è fondamentale per la prevenzione di malattie a trasmissione sessuale: se ne consiglia l’utilizzo soprattutto in caso di rapporti con partner occasionali o di natura anale;
  • se il partner ha una conclamata infezione ai genitali, è preferibile astenersi dai rapporti per tutto il tempo in cui questa infezione verrà curata

Il miglior prodotto per la pulizia dei genitali maschili e la prevenzione di smegma, infezioni e cattivi odori, selezionato, usato e raccomandato dal nostro Staff di esperti, lo potete trovare qui: http://amzn.to/2juf3pJ, molto efficace grazie agli estratti a base di Eugenia caryophyllus ed Helicrysum italicum, che possiedono una forte azione detergente, antibatterica, antimicotica ed antinfiammatoria.

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Il maschio sempre più femminile: pene più corto e sterilità raddoppiata

I lati positivi del caldo il sole estivo aumenta il testosteroneIl testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, di un uomo di 60 anni è molto più basso rispetto a quello di suo padre, mentre il pene dei giovani d’oggi è più corto mediamente di quasi un centimetro rispetto al passato; inoltre, in Italia la fertilità è più che raddoppiata in venti anni, fattore che influisce nel netto calo demografico italiano. Se continuiamo cosi, con 1,3 figli in media a donna, siamo destinati a veder sparire il 60% dei giovani nel giro di tre generazioni. I casi al limite della infertilità sono veramente aumentati, una volta un uomo produceva 300, 400 milioni spermatozoi per eiaculato, ora ben il 30% in meno”.

Il pericolo viene dalla chimica
Ma a cosa è dovuta questa trasformazione dell’uomo? Innanzitutto alle sostanze chimiche con cui, mangiando o nelle attività quotidiane, arriviamo a contatto ogni giorno. Tra queste soprattutto i ftalati, presenti nei saponi, nei profumi e in molti altri oggetti di uso quotidiano. Oppure il bisfenolo A: nei cibi in scatola all’interno c’è una pellicola che sembra plastica che è fatta di bisfenolo A, e una parte può migrare nel cibo che mangiamo. La maggiore fonte di esposizione a questa sostanza per noi pensiamo sia proprio il cibo in scatola.

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Fallimento del maschio
Ed ecco dunque che con l’esposizione a questi elementi chimici sin dal momento in cui siamo nella pancia di nostra madre, genera la femminizzazione del maschio. Noi siamo tutti programmati per essere di sesso femminile: se non succedesse qualcosa durante lo sviluppo del feto saremmo tutte femmine. È il “programma di base”, mentre diventare maschio, significa modificare questo programma. Il testosterone è fondamentale per un uomo. Quello che noi stiamo vedendo, è che il programma di sviluppo attivato dal testosterone non sta più funzionando correttamente. Alcuni studiosi parlano di femminilizzazione del maschio, ma forse sarebbe più preciso definirlo un fallimento della mascolinizzazione.

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Un mese senza guardare porno, ecco com’è andata e cosa ho imparato

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Ricordo perfettamente il momento in cui mi sono reso conto che forse era arrivato il momento di smettere di guardare porno. Sulla timeline di Facebook, metà dei miei amici aveva condiviso questo pezzo che linka una serie di test per valutare la dipendenza dal porno. L’immagine di apertura è un divanetto nero di pelle nel mezzo di una stanza, piazzato di fronte a una scrivania. Lo riconoscete? Se non vi dice nulla, buon per voi. Io l’ho riconosciuto.

Quell’immagine è l’apertura di vari porno. Di solito in quei video una donna entra, si siede sul divano e un ragazzo trasandato con codino e mani grandi le fa una specie di provino. Poi lei si spoglia e i due finiscono a scopare sulla scrivania. L’articolo ti mette in guardia: se associare quel divanetto nero con il porno ti viene automatico, allora hai un problema.

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Ma io sapevo già di avere un problema.

E il mio problema non è che guardo continuamente porno; è che, anche volendo, il mio cervello non è più capace di costruirsi delle fantasie. Internet è sempre lì, e le sirene di Pornhub mi richiamano con la loro dolce melodia 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Perché allora assumermi l’impegno di fare tutto da solo?

La notte dell’ultimo dell’anno, parlando di buoni propositi, il mio amico Matteo se ne è uscito dicendo, “Oh, io per un po’ smetto di guardare porno. Mi disintossico.” Poi mi ha detto che a Milano, dove viviamo entrambi, c’è una delle più grandi concentrazioni di consumatori di porno d’Europa. Il fatto che fossi uno di loro—l’esercito dei ferventi masturbatori senza volto—era a dir poco deprimente.

“Allora smetto anch’io,” ho detto pieno di buone intenzioni. Poi però qualche porno l’ho guardato comunque, e finito febbraio ho deciso di affrontare seriamente la mia missione.

Prima guardavo porno con una certa regolarità: mi facevo un giro su RedTube, YouPorn o Tube8 quasi tutte le sere, prima di andare a dormire, e talvolta anche di giorno, se mi annoiavo. Proprio per questo, pensavo che smettere del tutto all’improvviso sarebbe stato difficile. Al contrario, i primi giorni si sono rivelati sorprendentemente semplici: la cosa più simile a cui lo posso paragonare è smettere di fumare. Non accendersi una sigaretta diventa un motivo di orgoglio, una sfida personale, una battaglia che devi vincere se vuoi continuare a guardarti allo specchio.

Questa sensazione, almeno per i primi giorni, era più gratificante del desiderio a cui avevo deciso di rinunciare. Mi masturbavo con i soliti ritmi, e usare nuovamente l’immaginazione era eccitante. Pensavo alle mie ex ragazze, a quelle con cui ero stato a letto e alle cose che avevo sempre voluto fare ma che per timidezza non ho mai osato chiedere. Non era certo una novità, ovviamente, ma non lo avevo mai fatto così sistematicamente. Ora, ogni volta che volevo masturbarmi dovevo crearmi il mio video personale: concentrarmi, aggiungere dettagli, arricchire la storia, darle un ordine cronologico.

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Tutto fiero ho cominciato a credere che il mese senza porno che avevo davanti non sarebbe stato così difficile. Ma mi sbagliavo.

Il primo problema, e il più fastidioso, riguardava la mia capacità di immaginazione. Non c’è voluto molto perché le fantasie diventassero ripetitive: le stesse scene, gli stessi posti, le stesse persone, gli stessi corpi, lo stesso sesso. Non riuscivo a trovare l’inventiva per superarle—e dire che arrivare anche solo fin lì era stato faticoso. Tutte le volte che provavo a sforzarmi tornavo a ciò che già conoscevo, come una vecchia coppia sposata che ripete in automatico gli stessi movimenti: spegnere le luci, missionario, crampi alle gambe, bicchiere d’acqua, silenzio.

Dieci giorni dopo l’inizio dell’esperimento ho smesso di masturbarmi, ma sentivo comunque la pulsione all’orgasmo. Mi ero imposto la castità, pur di non affrontare quel processo. Potrà sembrare un’ovvietà, ma fino a che non ci passi in prima persona è difficile capirlo: usare l’immaginazione può essere complicato. E io non ci ero più abituato.

Sì, vi vedo già a darmi del pigro: un uomo che non ha voglia di mettere insieme qualche immagine di una donna nuda. Ma il problema principale era raccogliere il desiderio. Mi masturbo da più o meno 15 anni, e il porno è diventato un surrogato del desiderio: migliaia di video, la maggior parte dei quali riducibili all’immagine di un pene che meccanicamente entra ed esce da una vagina, che hanno fatto tutto il lavoro al posto mio. Deluso, mi sono reso conto che in 15 anni non avevo praticamente mai usato la mente per raggiungere l’orgasmo.

Quanta tristezza in una sola frase.

Fortunatamente, e non con una certa fatica, anche questa seconda fase si è conclusa. Quella successiva è coincisa con il benaccetto ritorno del desiderio: per la prima volta si trattava del mio corpo, non della mia testa. Era un qualcosa che non avevo mai provato prima, o almeno, di cui non ho alcuna memoria.

Prima di smettere di guardare i porno, le sequenza era questa:

1) volevo farmi una sega;
2) andavo su un sito porno;
3) sceglievo un video;
4) mi facevo una sega.

Questo processo non sembrava molto naturale, probabilmente perché non lo era affatto. Il porno rappresentava solo una fase tra le tante della noiosa, familiare routine che mi aiutava a raggiungere qualcosa che nella mia testa avevo già completamente pianificato. Ora ero tornato ad avere delle fantasie e dei desideri random: prima venivano le fantasie, poi mi masturbavo. Ed era molto meglio.

Mi sono accorto anche che, per la prima volta, non pensavo a niente di particolare. Non alla coppia francese, non alla threesome in un bungalow, non a un’orgia – ma solo a sensazioni fisiche che ero finalmente in grado di apprezzare. Era più simile al sesso di tutte le volte in cui mi ero masturbato.

Un giorno ne ho parlato con un’amica. Mi ha detto—e per lei era la cosa più ovvia del mondo—che quando si masturba, raramente lo fa con una serie di immagini predefinite. Per lei si tratta più di creare una sensazione. Ha anche sottolineato una cosa che prima non avevo mai notato, nonostante le migliaia di video porno che mi sono visto in vita mia.

“Nell’80 percento dei porno non ci sono le mani,” ha detto.

“Cioè? Che vuol dire non ci sono le mani?”

“Che non ci sono le mani, questo vuol dire.”

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Il bisogno di mostrare la penetrazione e di concentrarsi sulla donna vuol dire che tutte le azioni che associamo al sesso fatto bene—mani, abbracci, prese varie—vengono eliminate per prediligere gli angoli migliori. Il sesso senza ciò che rende bello il sesso.

Dopo quel confronto ho notato un miglioramento sostanziale nei miei orgasmi. Prima di smettere di guardare porno, durante l’orgasmo c’era un momento in cui raggiungevo l’apice, ma quella sensazione scompariva velocemente, lasciando pochissime tracce. Adesso l’orgasmo dura di più. La sensazione rimane, mi sento più coinvolto.

Se prima quando mettevo un video andavo direttamente alla scena che mi piaceva, venivo, e poi chiudevo velocemente il computer per nascondere l’imbarazzo, adesso mi prendo il mio tempo. Quella depressione post masturbazione è solo un ricordo.

Il mese nel frattempo è passato, ma ho deciso di continuare comunque a masturbarmi senza porno. Non so quanto resisterò, perché un mese è facile, ma poi? Dopo la luna di miele, quando la spinta della novità si esaurisce e torna la forza dell’abitudine, le cose si complicano.

Ora come ora credo che riuscirò ad andare avanti per un altro po’, ma non voglio mentire: ricadere nel vecchio vizio è estremamente facile. Credo sia come fumarsi una sigaretta dopo che hai smesso: i primi due tiri fanno schifo, ne fai altri due e sei fregato per sempre.

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

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