Quali sport sono “migliori” per i bambini? Meglio uno sport singolo o di squadra?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO CALCIPO BAMBINO SPORTUna attività sportiva equilibrata, associata ad una buona alimentazione e svolta fin dalla giovane età, forgerà degli adulti più sani ed in forma, per questo al più presto il bimbo dovrà essere indirizzato, dai propri genitori, verso una attività sportiva idonea al suo carattere ed i suoi gusti.
In questo articolo avevamo già affrontato un argomento molto importante: Fare palestra da giovani blocca la crescita? Oggi voglio continuare a trattare di “piccoli atleti” cercando di capire quali sport sono i più adatti per i bambini.

A che età i bambini possono iniziare sport?

I miei pazienti mi chiedono spesso a quale età il bimbo può iniziare a fare una attività sportiva. Ovviamente dipende molto dal bambino e da sue eventuali patologie, tuttavia una indicazione di massima può essere un limite di tre anni di età, anche se per alcuni bimbi il limite può essere esteso ai cinque anni di età. Importante il parere del vostro pediatra di fiducia che conosce lo stato di salute e vi saprà indirizzare nella giusta età di inizio. Certamente questo limite non impedisce al bimbo inferiore all’età limite, di fare movimento, anzi: qualsiasi bambino deve essere spinto ad attività ricreative – specie all’aperto – che lo tengano da subito in forma. Purtroppo i bimbi italiani non sono troppo sani in questo senso, senza contare che un bambino obeso tende ad essere deriso dai compagni ed isolato con relativi problemi a livello psicologico.

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Quali sport sono “migliori” tra 3/5 anni ed 8 anni?

Equitazione (con pony), calcio (dai 6/7 anni come tutti gli sport di squadra), danza, ciclismo, judo/karate (dai 7/8 anni), pattinaggio su ghiaccio, ginnastica artistica. Il mio preferito in assoluto è il nuoto. Quest’ultimo meraviglioso sport può essere “praticato” addirittura da bimbi di nove mesi: non potete neanche immaginare quanto i bimbi così piccoli si sentano a loro agio nell’acqua!

Il mio sport preferito per bambini (ed adulti)

Il nuoto merita un approfondimento particolare. E’ importantissimo per migliorare i riflessi, la coordinazione e la sicurezza del bimbo. E’ uno sport “simmetrico” quindi rappresenta anche un ottimo sport “secondario” per integrare sport asimmetrici come tennis o scherma. ll nuoto è anche un’attività che non dà carichi sull’apparato locomotore, perché l’acqua toglie l’effetto peso e comporta bassi rischi di traumi. Ultimo, ma non per importanza, il nuoto è utile anche ai fini della sicurezza: secondo i dati della Federazione Italiana Nuoto, negli ultimi 20 anni gli incidenti mortali in acque libere sono scesi del 70% proprio grazie alle attività della scuola nuoto.

Il ciclismo

Può essere iniziato intorno ai 4/5 anni. Aiuta a migliorare l’autostima, la fiducia in se stessi, l’equilibrio, la capacità di risolvere situazioni nuove e affrontare problemi. Si tratta di uno sport asimmetrico che ovviamente predilige gli arti inferiori, però insegna ad usare tutto il corpo per stare in equilibrio e coordinare i movimenti. Il ciclismo aiuta il bimbo ad imparare a rispettare la strada e le sue regole della strada. Attenzione alla postura ottimale della schiena e all’uso di una bici adatta al bimbo.

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Karate e judo

Soprattutto il karate, richiede una coordinazione neuromotoria che al di sotto di una certa età è poco sviluppata. La pratica delle arti marziali (in particolare del judo), inoltre, necessita di una certa forza, che comincia a svilupparsi solo verso i 7/8 anni, per poi completarsi negli anni successivi. Sono sport utili sia ai bambini più timidi e insicuri perché infondono fiducia nelle proprie capacità, sia a quelli più vivaci perché insegnano a controllare la propria aggressività. L’attività agonistica è indicata per il karate da 11 anni, per il judo da 14 anni.

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Quali sport sono “migliori” tra 8 e 12 anni?

Oltre a quelli già visti nel precedente paragrafo, si aggiungono i seguenti sport: canottaggio, sci, basket, tennis, nuoto sincronizzato, ping pong, atletica leggera, pallamano, pallanuoto, pallavolo, scherma.

Tennis e scherma

Sono sport che richiedono certe capacità “tattiche” che il bambino piccolo non possiede ancora. Inoltre, sono sport asimmetrici, perché fanno lavorare solo alcune parti del corpo, in particolare uno degli arti superiori. I corsi possono iniziare a 8 anni ma in questo caso più che mai è fondamentale che si faccia prima della preparazione generica in modo da riequilibrare la simmetria dell’allenamento e poi si apprenda la tecnica. Si tratta poi di due sport che divertono e appassionano, ma sviluppano molto concentrazione e disciplina. L’attività agonistica per il tennis è consigliata da 10 anni, per la scherma da 8 anni.

Meglio sport singolo o di squadra?

Questo ovviamente dipende dal carattere del bambino. Se il giovane atleta è molto competitivo potrebbe trovare più interessanti quegli sport dove “combatte” da solo contro gli altri, come ad esempio il nuoto o il tennis (dove comunque c’è la possibilità di giocare in team con staffette e doppi); invece se il bambino è molto socievole, troverà più divertenti i giochi di squadra come il calcio o la pallavolo (dove ha comunque la possibilità di primeggiare come singolo). E’ preferibile iniziare una attività di squadra dai 6/7 anni in poi.

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Sport e bambini “particolari”

Lo sport ha anche la capacità di aiutare bambini con problemi di socializzazione: ad un bambino solitario, timido, che tende ad isolarsi, potrebbe giovare moltissimo uno sport di squadra, possibilmente all’aria aperta. Ad un bambino con deficit di attenzione proporrei uno sport dove è importante la disciplina mentale oltre che fisica, come il judo o il karate. In caso di bambino con ritardo mentale trovo ottimo uno sport come l’equitazione.

Cosa NON deve fare mai un genitore con un bambino che fa sport?

La prima cosa è non forzare mai un bambino ad uno sport solo perché piace a voi genitori: dopo averlo iscritto ad un corso, chiedetegli sempre se quello sport lo diverte davvero o se ci va solo perché è costretto da voi genitori: in quest’ultimo caso non dovete costringerlo. Importantissimo poi evitare di spingere il bambino ad atteggiamenti troppo competitivi, trasferendo su di lui aspettative di successo che sono proprie dei genitori: può darsi che lui preferisca diventare un bravo chitarrista all’essere un campione di calcio!

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Almaz Ayana riscrive la storia dell’atletica: oro e record nei 10.000 metri

MEDICINA ONLINE Almaz Ayana riscrive la storia oro e record nei 10.000 OLIMPIADI GAMES ATLETICA RECORD MONDIALE CORSARIO DE JANEIRO –  Il primo acuto di questi Giochi. Assoluto. Stupefacente. L’atletica si presenta con un colpo da maestra, di quelli che addirittura dispiace arrivino così presto, di mattina, in uno stadio mezzo vuoto. E oltretutto quel po’ gente che c’era non dava l’impressione di apprezzare adeguatamente lo spettacolo, come se i presenti, chiassosi ma distratti, non si rendessero conto di ciò che stava accadendo sotto i propri occhi, di cosa stava maturando un giro dopo l’altro, del fatto che una ragazza etiope di 24 anni stava cucendo la storia su questa pista, colpa anche dell’altoparlante che continuava a invitare a prestare attenzione all’eptathlon (non ce ne vogliano Ennis e compagne).

Continua la lettura su https://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/rio2016/discipline/atletica-leggera/2016/08/12/news/atletica_subito_da_record_ayana_mondiale_nei_10000_donne-145869376/

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Come fare gli addominali alti, bassi e laterali (obliqui): i consigli per evitare i dieci errori più comuni

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME FARE ADDOMINALI ALTI BASSI ERRORI Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Dieta Grasso Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Luce Pulsata  Macchie Cutanee Pene Pressoterapia MassaggioPer avere una pancia piatta e tonica, non basta perdere il grasso locale in eccesso: è necessario rinforzare i muscoli addominali.

Esiste anatomicamente un addominale alto ed uno basso?

Prima di proseguire l’articolo, ritengo importante fare una premessa di anatomia semplice. Nonostante molti, sbagliando, in palestra facciano distinzione tra addominali “alti” e “bassi”, ciò è un errore. Il muscolo che dà all’addome il caratteristico aspetto a scacchi è un unico muscolo chiamato muscolo retto addominale; il suo aspetto particolare è dovuto a tre o quattro iscrizioni tendinee trasversali e da una verticale che lo separano nella caratteristica configurazione a scacchiera. Non esistono quindi anatomicamente addominali alti o bassi (o superiori e inferiori). I diversi esercizi per gli addominali comportano certamente stimoli differenti, ma il muscolo allenato è sempre il retto addominale in toto. Il fatto che nel titolo abbia inserito questa errata distinzione, riflette la volontà di far trovare questo articolo ai motori di ricerca: dipende dal fatto che molti, nel fare una ricerca sugli addominali su Google, inseriscono le diciture “alti” o “bassi”.

Da quali muscoli principali è costituito l’addome?

Oltre al già citato muscolo retto addominale, l’addome è costituito principalmente anche dai muscoli obliqui e dal muscolo trasverso. Gli obliqui interni ed esterni corrono lungo il lato del ventre e aiutano a piegare e a ruotare ai lati il corpo, oltre ad assisterlo nella flessione del tronco. Il muscolo trasverso è un profondo strato muscolare che sostiene tutta la struttura interna e gli organi dell’addome. Aiuta ad appiattire lo stomaco e viene coinvolto nella respirazione, nella minzione, nella defecazione e nel parto. Il traverso aiuta anche a sostenere la colonna vertebrale in alcuni esercizi. Altri muscoli addominali sono il piramidale, il quadrato dei lombi, il cremastere e i muscoli intrinseci del rachide lombare.

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I dieci errori comuni nello svolgere esercizi per gli addominali

1) Il movimento non parte dalla testa Se tieni le mani dietro alla testa, assicurati di non chiudere i gomiti e di non spingere la testa con le braccia mentre ti sollevi. Ti verrà naturale farlo, ma questa spinta affaticherà i muscoli del collo e farà lavorare male l’addome . Se tieni le braccia in un’altra posizione, ricorda comunque di non coinvolgere la testa e il collo nell’esercizio. Ricorda che il movimento giusto non parte dalla testa o dal collo: parte dalla pancia.

2) Non curvare la schiena Non provare a mettere la testa sulle ginocchia. Più ti sollevi da terra meglio è, ma fino a un certo limite. Se la schiena inizia a curvarsi, farai uno sforzo troppo grande con la parte bassa della schiena. La schiena deve stare diritta. Inoltre, quando state stesi, schiacciate bene per terra la vostra zona lombare.

3) Piedi a terra Se non riesci a tenere i piedi a terra e non li hai assicurati a terra in qualche modo, dovrai fare uno sforzo aggiuntivo con le cosce per provare a tenerli giù. Nel caso in cui le tue gambe si stancassero prima dei tuoi addominali e ti costringessero a smettere, l’intero esercizio sarebbe stato inutile.

4) Non solo stesi sul tappetino Dimenticarsi che gli addominali lavorano non soltanto nella classica posizione stesi per terra sul tappetino, ma anche con altri esercizi. Provate a correre o, ancora meglio, saltare la corda per dieci minuti al giorno e vedrete che risultati!

5) Supera i tuoi limiti, ma con buon senso Ricorda che l’unico modo per rinforzare i muscoli, è spingerli oltre la loro soglia di resistenza. Se però fai troppe ripetizioni e inizi a sentire un dolore intenso, significa che stai esagerando. Fermati, perché nel migliore dei casi non riusciresti più a eseguire l’esercizio nella maniera corretta, mentre nel peggiore dei casi rischi di determinare un danno al tuo fisico.

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6) Respira bene Un errore molto comune quando si fanno gli addominali è quello di rimanere in apnea, non respirare mentre si fanno gli esercizi. La respirazione è invece il segreto non solo per fare dei buoni esercizi per l’addome, ma per gli esercizi di tutto il corpo. La regola è semplice: dovete espirare (buttare fuori l’aria) tutte le volte che contraete il muscolo e inspirare (mettere dentro l’aria) quando invece tornate in posizione.

7) Fai stretching Dopo aver fatto gli addominali è importantissimo fare stretching per evitare i dolori del giorno dopo. A seguito dell’allenamento stendetevi e tirate le braccia e le gambe per allungare gli addominali.

8) Non fare solo addominali Vi state focalizzando sugli addominali per avere una pancia piatta, ma vi state dimenticando di tutte le altre parti del vostro corpo? Non fate questo errore: l’allenamento deve essere completo e bilanciato su tutte le parti del corpo. Ricordate: la bellezza di un corpo è soprattutto nell’armonia delle sue parti.

9) Non far passare troppo tempo tra le ripetizioni L’alta percentuale di fibre rosse nei muscoli addominali consente a questi di recuperare velocemente dopo lo sforzo. Una pausa troppo lunga quindi manderebbe a monte lo stimolo allenante. Il recupero tra le serie, negli esercizi per gli addominali, non dovrebbe mai superare i 40 secondi.

10) Chiedi consiglio al medico Prima di iniziare qualsiasi tipo di esercizio a casa da soli, consultate il vostro medico, specialmente se non siete più in forma o se avete patologie dell’apparato locomotore, ad esempio non fare esercizi per gli addominali se ti è stata diagnosticata l’osteoporosi: gli esercizi per l’addome ti espone al rischio di fratture da stress.

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Addominali: quante ripetizioni fare?

Prima di chiudere è importante ricordare che il muscolo retto addominale, essendo di media costituito al 50% da fibre bianche ed al 50% di fibre rosse, si allena in maniera ottimale alternando ripetizioni maggiori e minori, ad esempio serie con 10 ripetizioni alternate a serie con 20 ripetizioni.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Menez, infortunio choc: tagliato di netto l’orecchio. Oggi l’operazione chirurgica

Ieri il terribile incidente all’orecchio durante l’amichevole con il Lorient, oggi l’intervento chirurgico. Un brutto avvio di avventura a Bordeaux per l’ex calciatore della Roma Jeremy Menez, che stamattina si è sottoposto ad un’operazione per salvare l’orecchio destro, reciso di netto da una scarpata fortuita di un avversario.

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I 10 calciatori italiani più pagati al mondo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO CALCIO SPORT STADIOIl mercato è appena cominciato, o comunque nel pieno di trattative, più o meno realistiche e destinate ad andare in porto, possono come visto nascere da un momento all’altro. Per questo stilare classifiche relative agli acquisti più onerosi o ai giocatori che guadagnano di più è assai rischioso, perché si tratta di graduatorie soggette a continue variazioni. Visto il momento del calcio italiano, non inteso come squadre di club, ma come giocatori nazionali, ci si può però addentrare nella hit delle stelle del pallone più pagate. Sì, perché come ha insegnato la nazionale, all’orizzonte non ci sono campioni nostrani destinati a essere oggetto delle attenzioni delle grandi d’Europa e quei pochi (Bonucci) sono blindati dall’unica squadra che può permettersi di farlo. E anche perché… il mercato cinese ha chiuso, poco dopo il colpo da maestro riuscito a Pellè. Scopriamo allora la classifica dei Paperoni azzurri.

10. Riccardo Montolivo
​Per alcuni tifosi la sua permanenza in rossonero e le cifre del suo ingaggio sono il simbolo del decadimento milanista oltre che delle contraddizioni della società, decisa a tenere la barra dritta in tema di rinnovi agli over 30. E invece al capitano al momento senza portafoglio di trofei il conto in banca sorride grazie ai 3 milioni netti garantiti dal contratto appena firmato fino al 2019 in sostituzione di quello scaduto lo scorso 30 giugno e firmato 4 anni prima al momento del chiacchierato addio alla Fiorentina. Significativo il taglio all’ingaggio, nell’ordine del milione lordo, ma ancora insufficiente per permettere a Riccardo di entrare nel cuore dei tifosi nonostante sembri a questo punto più che probabile che la carriera dell’ex viola si concluderà proprio in rossonero.

9. Giorgio Chiellini
​Come Buffon, Marchisio e Bonucci, anche Giorgio è stato inserito nel clan degli “eletti”, coloro che hanno avuto il privilegio di veder celebrato il proprio rinnovo da 3,5 milioni da una conferenza stampa ad hoc alla firma del presidente Agnelli. Il centrale livornese è ormai un’istituzione in casa bianconera come confermato da quello che, siglato il, sembra essere stato un rinnovo a vita. Significative le cifre, considerando anche età e ruolo, ma la società più ricca e organizzata d’Italia sa valorizzare le proprie bandiere come pochi altri club (ma non ditelo a Del Piero…) e ha capito con bravura per tempo l’importanze che un’asse italiana può avere prima ancora a livello di equilibri di spogliatoio che di future vittorie.

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8. Leonardo Bonucci
​Questa sembra essere l’unica posizione della hit a rischio di cambiamento. Colpa del rendimento in continua ascesa di Kaiser Leo, ormai stella internazionale del mercato dei difensori. Nota la stima di Conte, pure Guardiola lo avrebbe voluto al Manchester City. Per quest’anno non se ne farà nulla, ma il contraltare espone la Juve al rischio di dover ritoccare in maniera significativa verso l’alto l’ingaggio del proprio leader difensivo, fissato a 3,5 milioni appena un anno fa dopo il rinnovo ufficializzato alla presenza del presidente Agnelli. Di fronte agli 8 milioni che aveva promesso il City c’è il rischio di dover quasi raddoppiare gli emolumenti.

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7. Gianluigi Buffon
​Con ogni probabilità, in attesa degli ultimi assalti alla Champions e del sogno del 5° Mondiale, Super Gigi un paio di “ultime cose” le ha fatte: difendere la porta dell’Italia in un Europeo e in precedenza, il, firmare l’ultimo contratto della carriera. Il rinnovo di Buffon con la Juventus ha esteso la scadenza del contratto del capitano bianconero al 30 giugno 2018, a 40 anni già compiuti, quando non dovrebbero esserci alternative al giorno dell’addio al calcio giocato. Meglio non pensarci, magari pensando alla quantità di motivazioni e obiettivi da dover provare a raggiungere, come pure al maxi ingaggio, per l’età, da 4 milioni, comunque tagliato del 20% rispetto a quanto guadagnato fino al semestre precedente.

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6. Marco Verratti
​C’era una volta un centrocampista di belle speranze, anzi già quasi certezze, che dopo aver portato in Serie A la squadra della propria città sotto la guida di Zdenek Zeman, volò in un top club europeo senza neppure aver mai disputato un minuto nel massimo campionato italiano. Il Paris Saint Germain battè la concorrenza di Juventus e Milan e con gli attuali chiari di luna non sembrano esserci margini per il grande ritorno, a meno di una follia dei bianconeri comunque non in questa sessione di mercato. Da Ancelotti a Blanc fino a Emery, infatti, Verrattì è e resterà una colonna di una squadra a caccia della consacrazione in Europa. E per riscattare una stagione tormentata dalla pubalgia che gli è costata un posto all’Europeo, Marco ha appena prolungato di un anno il contratto in scadenza nel 2019, passando da un ingaggio di 3,2 milioni a 4 netti. In fondo, neppure troppi considerando la crescita progressiva.

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5. Andrea Pirlo
​Non per soldi, ma per passione e volontà di scoprire nuove culture, fatto sta che nella classifica dei Paperoni d’Italia c’è anche il Maestro. Lasciata la Juventus con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto, con annesso ingaggio da 5,4 milioni, il fuoriclasse bresciano ha optato a 37 anni per un pre-pensionamento dorato, accettando la proposta della neonata franchigia del New York Fc, affiliata al Manchester City. In una squadra non proprio piena di giovani, con tra gli altri Lampard e Villa, Pirlo ha faticato ad ambientarsi, riuscendo comunque a strappare un ingaggio di tutto rispetto, che insieme a una bacheca molto fornita può aiutare a dimenticare le delusioni tecniche della Grande Mela.

4. Mario Balotelli
​Classico caso di contratto da rivedere, pena il rischio di incontrare serie difficoltà nel proseguire la propria carriera ad alti livelli. Il peccato originale risale al tempo della seconda avventura inglese, quando nell’estate 2014, dopo il deludente Mondiale brasiliano, il Milan decide di accettare la proposta del Liverpool di Brendan Rodgers. Balo nella città dei Fab 4 con un ingaggio-shock da 6 milioni, ma purtroppo 4 diventerà anche il voto-medio delle poche e sofferte apparizioni con la maglia dei Reds. Tornato al Milan in prestito nella stagione successiva, caratterizzata da poche presenze e parecchi infortuni, ora il Liverpool lo ha riaccolto, ma solo per forza in attesa di smistarlo. Per rilanciarsi sembrano esserci solo due strade: accettare di ridursi l’ingaggio per ripartire da un club di seconda fascia oppure non tagliarsi gli emolumenti e sperare in una chiamata da paesi esotici. Ma il mercato cinese ha chiuso i battenti…

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3. Sebastian Giovinco
​A quasi 30 anni il pascià di Toronto non sembra disposto a rivedere la propria scelta di esiliarsi nella crescente Mls, maturata nel gennaio 2015 a costo di dire di no in maniera definitiva a quella Juventus nel quale è cresciuto e anche alle chances di essere convocato dal ct Conte per l’Europeo 2016. In effetti in Francia la Formica Atomica non ha messo piede, nonostante una prima stagione da favola con gol e il titolo di capocannoniere, comunque non sufficiente per spingere la propria squadra alle battute finali dei playoff. Di certo anche la componente economica ha avuto un peso nella scelta controcorrente di Seba, ora blindatissimo da un ingaggio di 6,3 milioni netti che sembra rendere impossibile la marcia di ritorno verso la Serie A.

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2. Daniele De Rossi
​Storia di 3 anni e mezzo fa. Sull’orlo di un clamoroso addio, richiesto al Manchester City da Roberto Mancini, Capitan Futuro sta per dire addio al proprio soprannome e alla squadra che ne ha scandito tutta la carriera. La proprietà americana, insediatasi da meno di un anno, ha sottovalutato quel contratto in scadenza così per evitare una cessione che avrebbe creato molto rumore è costretta di fatto a ricomprarsi De Rossi, che firma il classico contratto della vita: 6,5 milioni fino al 30 giugno 2017. Amore eterno alla causa giallorossa, ma davvero a peso d’oro, rispetto ai 3 milioni percepiti fino a quel momento.

1. Graziano Pellè
​A un anno dalla scadenza del contratto con il Southampton, che gli avrebbe riconosciuto 2,5 milioni netti (senza mai accettare di rivedere al rialzo l’ingaggio dopo le ottime prime due stagioni disputate con la maglia dei Saints), Graziano è stato folgorato… sulla via di Jinan. Lo Shandong, club pericolante nella massima divisione del campionato cinese, è andato oltre tutti i limiti di spesa toccati dal pur sempre più ricco torneo nazionale assicurando al centravanti della Nazionale un contratto di due anni e mezzo da 38 milioni di euro complessivi. I calcoli sul guadagno giornaliero, anzi all’ora, hanno subito invaso il web, di pari passo con le ironie e le perplessità di chi giudica fuori parametro certe cifre. Intanto Pellè incassa e impreca: se fosse andato dentro quel rigore…

Articolo di Davide Martini, trovato su: www.90min.com

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Ecco come funzionano i controlli antidoping: il caso Schwazer

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PRELIEVO SANGUE LABORATORIO ANALISI DEL SANGUE ANEMIAShock nel mondo dell’atletica leggera italiana. In pieno fermento pre-Olimpiadi (i giochi cominceranno a Rio il 5 agosto prossimo), una bufera si è appena abbattuta, per la seconda volta, sul marciatore altoatesino Alex Schwazer. Stando a quanto ha riportato oggi La Gazzetta dello sport, infatti, lo sportivo – già squalificato per 3 anni e 9 mesi per la positività all’Epo riscontrata prima dei Giochi di Londra 2012 e da poco tornato ad allenarsi e gareggiare in vista delle Olimpiadi di Rio – sarebbe risultato nuovamente positivo a un controllo antidoping, effettuato a Vipiteno il primo gennaio scorso su disposizione della International Association of Athletic Federations (Iaaa), l’ente internazionale che si occupa di atletica leggera.

Continua la lettura su https://www.wired.it/scienza/medicina/2016/06/22/caso-schwazer-controlli-antidoping/

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Come si svolgono i controlli
Appena l’atleta viene informato di essere stato selezionato per un controllo, questi viene identificato e affiancato, fino al termine dei prelievi dei campioni, da un funzionario del Nado incaricato di vigilare sulla condotta corretta (per evitare che, per esempio, l’atleta possa inquinare il campione, o sostituirlo, o ritardare troppo il prelievo).

I prelievi dei campioni di sangue e urina sono strettamente regolamentati in modo tale da non compromettere la sicurezzadell’atleta e, contemporaneamente, l’affidabilità dei test. Le modalità di prelievo del sangue, in particolare, sono descritte in estremo dettaglio: “Il Bco provvede a detergere l’epidermide utilizzando un batuffolo d’ovatta imbevuto con disinfettante sterile in corrispondenza di una zona che non influisca negativamente ai fini della prestazione dell’atleta, applicando, ove necessario, un laccio emostatico. Il Bco procede al prelievo del campione ematico da una vena collocata in superficie, facendo defluire il sangue nel contenitore di raccolta definitivo. Il laccio emostatico, ove applicato, deve essere rimosso non appena l’ago è penetrato”.

Qualche numero
Ogni anno, la Sezione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive del ministero della Salute pubblica un rapporto sui risultati dell’attività antidoping svolta nei dodici mesi precedenti. Stando all’ultimo rapporto, nel 2015 sono stati eseguiti 177 controlliprogrammati, che hanno coinvolto 860 atleti, di cui 591 maschi (68,7%) e 269 femmine (31,3%) con un’età media di 27,6 anni (28,2 per i maschi e 26,1 per le femmine). Di questi, 25 sono risultati positivi, con una sostanziale differenza di genere, pari al 3,4% per gli uomini e 1,9% per le donne. La percentuale più elevata di principi attivi rilevati dai controlli appartiene alla classe degli agenti anabolizzanti (vedi sotto), con il 34,1%, seguiti da diuretici e agenti mascheranti (14,6%) e corticosteroidi (14,6%).

Le sostanze
La categoria più diffusa di sostanze dopanti è quella dei cosiddetti agenti anabolizzanti, tra i quali spiccano testosterone e derivati (nandrolone e stanozololo su tutti), che aumentano massa muscolare potenza mimando il comportamento naturale dell’ormone sessuale maschile.

Le prestazioni possono aumentare fino al 40%, ma gli effetti collaterali comprendono crescita anomala delle ossa lungheazoospermiaimpotenzaipervirilizzazione, danni al sistema cardiocircolatorio e tumori al fegato. Esistono poi gli ormoni proteici (di cui fa parte l’Epo, o eritropoietina),  sostanze che stimolano la produzione di globuli rossi, migliorando così la disponibilità di ossigeno nel sangue e la resistenza fisica, ma aumentando contemporaneamente il rischio ictus infarto. E ancora, gli stimolanti, i narcotici e le enmotrasfusioni, che rispettivamente agiscono sul sistema nervoso centralediminuiscono la soglia del dolore e aumentano l’emoglobina nel sangue.

Infine, una menzione particolare è da riservare alla nuova frontiera del doping genetico, la modifica del DNA degli atleti per migliorarne le prestazioni. Un settore di cui ancora si sa molto poco, ma che potrebbe rivelarsi particolarmente pericoloso nel prossimo futuro.

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Un bodybuilder muore e un altro è grave: inchiesta a Foggia

MEDICINA ONLINE INIEZIONE OLIO SYNTHOL PALESTRA MORTO ALLENAMENTO PESI MUSCOLI PALESTRA DOPING PROTEINE MORTE INTEGRATORE BODY BUILDING 14 FARMACI ILLEGALI PROIBITI ANFETAMINE TREMBOLONELa Procura di Foggia ha disposto perquisizioni in alcune palestre della città pugliese dopo che un culturista, il 30enne Gianni Racano, è morto e un altro è ricoverato in gravi condizioni. Il sospetto è che i due atleti possano avere assunto sostanze dopanti in vista di una gara di body building che si disputerà tra qualche giorno. nell’inchiesta sono indagati i titolari di due palestre.

Racano è morto il 17 aprile, dopo una settimana di coma farmacologico indotto. I suoi genitori hanno immediatamente presentato una denuncia. Gli inquirenti sospettano sia stato immesso sul mercato illegale un lotto di medicinali dopanti e pericolosi. Il timore è che possano provocare altri danni a persone che ne facciano uso.

Le condizioni dell’altro culturista coinvolto, ricoverato a Foggia, sono stabili. L’uomo è fuori pericolo. Nel corso di perquisizioni, condotte anche in palestre e abitazioni private, sono stati sequestrati prodotti medicinali su cui sono in corso accertamenti.

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Come rimettersi in forma prima della prova costume in modo rapido e sicuro

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DIMAGRIRE GRASSO DIETA DIETOLOGIA CALORIE IPOCALORICA OBESO OBESITA SOVRAPPESO KGMolti miei pazienti aspettano davvero l’ultimo momento per rimettersi in forma prima di un evento importante, che può essere la prova costume, o un colloquio di lavoro importante o… il loro matrimonio! Quando vengono nel mio studio “disperati”, non mi perdo in chiacchere e capisco subito cosa fa al caso loro: il mio programma terapeutico d’urto “Cellulite&grasso-Stop!“. Seguendo le mie indicazioni ed i miei trattamenti combinati si possono raggiungere in appena due mesi ed in totale sicurezza, obiettivi impensabili con altre metodiche:

  • perdita di peso fino a 15 kg in due mesi (con dieta proteica);
  • riduzione delle circonferenze corporee (specie a livello di addome, braccia, fianchi e cosce);
  • gambe più snelle e meno doloranti;
  • diminuzione e scomparsa della cellulite nelle zone trattate;
  • rassodamento di lassità specie a livello di braccia, gambe, addome e glutei;
  • diminuzione e scomparsa di accumuli adiposi a livello di addome, braccia, fianchi, interno coscia e glutei.

Cellulite&grasso-Stop! è un programma terapeutico personalizzato che – grazie all’azione combinata di cavitazione, radiofrequenza monopolare, applicazione di specifici gel anticellulite (Concentrato Biorivitalizzante Anticellulite di I e II fase CBA-I&II formulazione esclusiva) e drenaggio linfatico manuale – riesce a farvi perdere grasso, adiposità localizzate e cellulite in poche sedute e senza alcuno sforzo. I trattamenti sono anche piacevoli e rilassanti e combattono efficacemente non solo grasso e cellulite: il programma terapeutico medico Cellulite&grasso-Stop! agisce anche sulle smagliature più giovani, sulle lassità cutanee, sulle gambe gonfie e doloranti, ridonando al vostro corpo salute, tonicità, bellezza e benessere, fin dalle prime sedute.

Il programma Cellulite&grasso-Stop! è rivolto sia alle donne che agli uomini e comprende anche la valutazione settimanale delle masse corporee tramite bioimpedenziometria, ed include una dieta personalizzata ed uno schema individuale di esercizi fisici, adatti alla vostra costituzione. Verrete inoltre seguiti, durante tutto l’arco del trattamento, dal punto di vista psico-dietologico e capirete quanto importante sia la vostra mente quando affrontate un programma dimagrante intensivo.

Il programma Cellulite&grasso-Stop! viene svolto nella totale sicurezza del paziente, poiché ogni fase del trattamento avviene sotto controllo medico e solo dopo una accurata visita medica generale che comprende anamnesi ed esame obiettivo. La visita è importante perché mira ad escludere eventuali controindicazioni e serve per organizzare il progetto terapeutico personalizzato. Durante la prima visita vi verrà anche accuratamente spiegata ogni singola fase del trattamento e saranno chiariti tutti vostri dubbi. La sicurezza del paziente è – insieme alla buona riuscita della terapia – il mio obiettivo principale.

Il programma Cellulite&grasso-Stop! riattiva il vostro metabolismo, migliora la circolazione degli arti inferiori, vi regala benessere psico-fisico, salute e bellezza, soprattutto a livello di glutei, fianchi, interno coscia, braccia, seno ed addome, con effetti immediati e che durano nel tempo.

Il programma Cellulite&grasso-Stop! comprende sette diversi passaggi che affrontano il problema del grasso in eccesso da varie angolazioni:

1) Cavitazione: ultrasuoni a bassa frequenza che distruggono gli adipociti (le cellule che contengono il grasso) e quindi “svuotano” la zona trattata senza lasciare inestetiche cicatrici chirurgiche. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sulla cavitazione.

2) Radiofrequenza monopolare: onde elettromagnetiche che agiscono sul collagene, sulla circolazione e sui fibroblasti locali, con effetto tensorio immediato: la cute della zona trattata sarà più tonica e giovane. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sulla radiofrequenza monopolare.

3) Massaggio linfodrenante: aiuta la circolazione locale a “smaltire” il grasso fuoriuscito dagli adipociti durante la cavitazione. I grassi rimessi in circolo saranno eliminati con le urine. Il massaggio linfodrenante ha anche l’azione di migliorare la circolazione sanguigna specie degli arti inferiori, con conseguente migliore ossigenazione dei tessuti. Il risultato è quello di avere gambe più leggere e snelle, non più dolenti. Clicca qui per leggere il mio articolo completo sul massaggio linfodrenante.

4) Applicazione di crema ad azione lipolitica e drenante: una mia speciale crema che viene applicata durante il massaggio linfodrenante e che aiuta l’eliminazione del grasso locale e contrasta l’accumulo di liquidi. La crema è personalizzata, cioè è diversa da paziente a paziente e la creo in base alla sua soggettività: ogni fisico ha bisogno del giusto principio attivo. Gli ingredienti possono variare di molto e sono ad esempio: teobromina, caffeina, teofillina, guaranà, estratti di alghe, flavonoidi, saponine, nicotinati (come il metilnicotinato e la nicinamide), capsaicina. Le mie creme ad azione lipolitica, drenante ed anticellulite sono migliori delle maggior parte delle creme esistenti in commercio perché hanno un INCI mediamente migliore, non contengono conservanti e sono create in base sulle caratteristiche soggettive del paziente.

5) Valutazione psicologica del paziente: durante i nostri incontri cercheremo insieme eventuali problemi che hanno indotto il paziente ad alimentarsi in maniera errata ed eccessiva. Nella mia esperienza posso confermare che occuparsi semplicemente del lato nutrizionale serve abbastanza poco se non si risolve un eventuale disagio psicologico a monte. Con molti pazienti obesi mi è bastato semplicemente affrontare l’evento traumatico scatenante o i problemi non risolti della loro vita, per aiutarli ad alimentarsi nella maniera adeguata.

6) Assegnazione di un idoneo programma di attività fisica: ad ogni paziente viene assegnato un piano di attività sportiva assolutamente personalizzato in base alla sua situazione di salute, al suo carattere ed al tempo che ha a disposizione.

7) Dieta personalizzata con bioimpedenziometria (valutazione delle masse corporee). All’interno della dieta posso inserire anche degli integratori alimentari ad azione termogenica e “brucia grassi” (con caffeina, ginseng, iodio…). In alcuni casi selezionati assegno al paziente una Dieta Proteica che permette di perdere 2 kg di peso a settimana (clicca qui per leggere il mio articolo completo sulla Dieta Proteica).

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