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Anemia: significato, cause, grave, sintomi, occhi, cura e rimedi
Col termine “anemia” in campo medico si intende la riduzione patologica dell’emoglobina (Hb) al di sotto dei livelli di normalità, causata da varie condizioni e malattie. Tale riduzione determina una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno, il che si traduce nei Continua a leggere
Come cambiano i testicoli e lo scroto con l’età?
L’invecchiamento fisiologico dell’organismo dell’uomo ha delle ripercussioni ben note non solo sugli organi interni come ad esempio cuore, polmoni ed intestino, ma anche sulla funzione sessuale, che si riflettono nel calo del testosterone, nelle difficoltà d’eccitazione ed erezione. Alcuni uomini sperimentano anche una notevole difficoltà nel raggiungere l’orgasmo ed una diminuzione sia del volume spermatico che della qualità dello stesso, mentre non di rado subentrano problemi di prostata ingrossata e disturbi della funzione urinaria. Ma non solo: anche lo stesso organo sessuale maschile, il pene per l’appunto, i testicoli e lo scroto possono subire variazioni.
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Come cambiano i testicoli con l’età?
I testicoli di un giovane adulto sano sono due, sono simmetrici o lievemente asimmetrici, e presentano consistenza duro-elastica, superficie liscia e forma ovoidale. Le loro dimensioni medie sono:
- 3,5 – 4 cm di lunghezza;
- 2,5 cm di larghezza;
- 3 cm di diametro anteroposteriore.
A partire dai 40 anni il volume dei testicoli tende però gradualmente a diminuire di alcuni millimetri. Tale diminuzione diventa generalmente evidente intorno ai 50 anni di età, quando la lunghezza tende ad oscillare tra i 3 ed i 3,5 cm e la larghezza è mediamente al di sotto dei 2,5 cm . La diminuzione del volume è ancora più evidente dopo i 65 anni, quando la lunghezza oscilla generalmente tra i 2,5 ed i 3 cm, con una larghezza media di circa 2 cm. Negli anni i testicoli perdono inoltre parzialmente parte della consistenza duro-elastica. La diminuzione volumetrica testicolare, pur andando di pari passo con una minore quantità e qualità dello di sperma, non intacca tuttavia la possibilità dell’uomo di fecondare una donna: al contrario di quest’ultima che va incontro a menopausa, l’uomo può infatti diventare padre virtualmente a qualsiasi età
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Perdita di sensibilità dello scroto
Con l’invecchiamento fisiologico dell’uomo – oltre alla diminuzione volumetrica del testicolo che si associa a calo della libido, della potenza eiaculatoria e di quella erettile – a causa della diminuita qualità della circolazione sanguigna nello scroto, anche quest’ultimo tende a cambiare. Generalmente intorno ai 60 anni la sensibilità della pelle dello scroto tende ad essere circa un terzo di quella posseduta 40 anni prima. A ciò si associa una costante diminuzione dei peli scrotali, parallela a quella che si verifica sul pube: ciò si verifica a causa dei valori più bassi di testosterone in circolo. Lo scroto appare inoltre meno “pieno” e la pelle scrotale, avendo una elasticità minore, può apparire più rugosa e di colore meno “vitale” a causa della minor qualità della microcircolazione sanguigna. Tutto ciò però non determina necessariamente un calo della soddisfazione sessuale: questa è infatti frutto di numerose alchimie psicofisiche nel rapporto di coppia che nulla hanno a che vedere con le dimensioni del pene, dei testicoli o della minore elasticità della cute scrotale!
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Quali sono le cause patologiche di testicolo piccolo?
I testicoli possono diminuire in grandezza rispetto alla media anche per via di varie patologie e condizioni, come ad esempio:
- atrofia testicolare secondaria a varie patologie e condizioni (ad esempio si verifica spesso in seguito all’uso cronico di alcuni farmaci dopanti, leggi anche: Steroidi anabolizzanti: effetti collaterali fisici e psicologici in uomo e donna);
- torsione del testicolo, leggi anche: Torsione del testicolo: sintomi, cure, conseguenze, neonati. E’ doloroso?
- varicocele, leggi anche: Varicocele: sintomi, operazione ed effetti sull’erezione
Integratori alimentari per migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido maschile e femminile
Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Cheratosi cutanea: cause, tipi, immagini e cure naturali e mediche
Con “cheratosi cutanea” o – più semplicemente “cheratosi” – in medicina si indica una alterazione della pelle, caratterizzata da un ispessimento Continua a leggere
Il tuo cane ti aiuta a mantenerti in salute ed in forma
Il cane è da sempre un amico fedele per un essere umano: il suo amore disinteressato può aiutare a guarire dalle malattie (vedi “pet therapy“) ma è anche un ottimo alleato per la prevenzione, dal momento che aiuta a combattere la sedentarietà e quindi abbassa il rischio di tutte le patologie ad essa correlate, come obesità, infarto, ipertensione e diabete. Uscire di casa almeno una volta al giorno, anche nei giorni di pioggia o freddo, per il benessere del proprio cane, è un fattore protettivo per molte patologie fisiche e psicologiche perché spinge le persone ad avere una regolare e quotidiana attività fisica, oltre ad avere una sorta di vantaggio psicologico, dal momento che possedere un cane ci rende – almeno in teoria – persone più responsabili.
La ricerca
La dimostrazione scientifica di un fatto già abbastanza evidente, è risultata anche da uno studio pubblicato su Journal of Epidemiology & Community Health che ha usato i dati provenienti dall’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition Norfolk: analizzando la quantità di attività fisica che avevano tremila persone di 70 circa di età, è emerso che possedere un cane rendeva più attivi del 20% gli anziani che se ne prendevano cura ogni giorno. Tradotto in termini di tempo, gli anziani con un cane risulterebbero abbattere la sedentarietà di almeno 30 minuti ogni giorno, inclusi i giorni di pioggia o freddo in cui, chi non ha un cane da portare fuori, rimane invece in casa. Una persona poco sedentaria ha minori possibilità di soffrire di obesità, ipertensione, diabete, ictus cerebrale, infarto del miocardio e patologie del circolo sanguigno degli arti inferiori, quindi… da oggi avete un motivo in più per andare presto ad un canile ed adottare un bel cagnolino!
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Morire di dolore dopo la perdita del coniuge: ecco perché accade
Dopo molti anni di matrimonio vissuti uno al fianco dell’altra, è estremamente duro andare avanti da soli. La casa così grande e silenziosa, il letto vuoto e freddo e nessuno che ti sorride al mattino. Così, molto spesso quando un’anziano muore, poco tempo si verifica il decesso anche dell’altro coniuge. Una storia tanto triste che ora però, grazie a un nuovo studio dell’Università di Birmingham, acquista anche delle ragioni scientifiche. La ricerca, pubblicata sulla rivista Immunity and Ageing sostiene che con la vecchiaia si altera il modo in cui il nostro sistema immunitario reagisce al dolore e al lutto. Sembra infatti che il dolore possa influenzare il nostro sistema immunitario tramite gli ormoni dello stress.
I ricercatori sono partiti dalla constatazione che i giovani sono più resistenti al dolore, mentre le persone anziane si ammalano più facilmente. Così hanno studiato le reazioni di 41 persone di circa 30 anni e di 52 settantacinquenni. Alcuni di loro avevano provato un grande dolore altri invece no. Gli scienziati hanno misurato l’effetto del lutto sulla funzione dei neutrofili (un tipo di globuli bianchi fondamentali per combattere le infezioni ) sul cortisolo, il cosiddetto ‘ormone dello stress’ e sul deidroepiandrosterone solfato (DHEAS), un ormone maschile chiamato ‘ormone della giovinezza’.
Le analisi hanno mostrato che i partecipanti anziani che avevano vissuto un lutto, avevano una bassissima funzione immunitaria, alti livelli di ormone dello stress e la funzione dei neutrofili più debole rispetto al gruppo dei giovani. Questo si traduce nel fatto che gli anziani che hanno vissuto un grande dolore hanno maggiori probabilità di avere un sistema immunitario compromesso. “La ragione è che gli anziani hanno già un sistema immunitario invecchiato e quindi meno in grado di rispondere a nuovi patogeni” spiega l’autore dello studio Anna Phillips, ricercatore in medicina comportamentale presso l’Università di Birmingham. “Abbiamo bisogno di ormoni bilanciati per mantenere il nostro sistema immunitario sotto controllo, ma dopo i 30 anni la quantità di DHEAS che produciamo inizia a diminuire. Gli anziani che hanno partecipato allo studio avevano infatti il 20% di DHEAS in meno rispetto alla quantità che avevano in gioventù” afferma Phillips.
Lo studio rivela infine che l’interazione tra dolore e ormoni dello stress sul sistema immunitario potrebbe spiegare la morte a breve distanza del partner che rimane da solo. “Tutti conosciamo storie di qualche anziano che muore e l’altro coniuge, perfettamente sano, se ne va poco dopo. Con lo stress da lutto i neutrofili smettono di funzionare bene, e può succedere che se l’anziano vive un trauma (come una caduta o una broncopolmonite) diventi più sensibile a nuove infezioni”.
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Quanti litri e percentuale di acqua sono presenti nel nostro corpo?
La percentuale di acqua contenuta nel nostro corpo, calcolabile tramite una bioimpedenziometria, è estremamente variabile in base a vari fattori:- Sesso;
- età;
- peso corporeo;
- salute generale;
- variabilità individuale.
- bambini: 75-80% del peso corporeo;
- uomini adulti: 65-75%;
- donne adulte: 55-65%;
- anziani: 45-60%.
La quantità di litri di acqua presenti nel corpo umano in un dato momento dipende da molti fattori, come la temperatura, l’umidità, l’aver appena svolto una attività fisica intensa, ma in media l’acqua costituisce il 65% del nostro peso corporeo. Quindi ad esempio:
- una persona che pesa 60 kg, avrà circa 39 kg rappresentati dall’acqua;
- una persona che pesa 70 kg, avrà circa 45,5 kg rappresentati dall’acqua;
- una persona che pesa 80 kg, avrà circa 52 kg rappresentati dall’acqua;
- una persona che pesa 90 kg, avrà circa 58,5 kg rappresentati dall’acqua.
L’acqua presente nel nostro corpo è rappresentata per il 40% circa di liquidi intracellulari; e per il 60% di liquidi extracellulari.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Ionoterapia: riduce il dolore muscolare-articolare ed accelera la guarigione
La ionoterapia (o elettroionoterapia) è una terapia non invasiva usata nel campo della medicina riabilitativa a vari scopi, principalmente ridurre il dolore muscolare ed articolare tipico di molte patologie croniche ed accelerare i processi di guarigione di ferite e traumi.
Come funziona la ionoterapia?
Per capirlo serve prima fare un breve ripasso di fisiologia. Il nostro organismo è un complicato sistema di cariche elettriche: anche l’aria che respiriamo e l’ambiente in cui viviamo sono caratterizzati dalla presenza, in diversa percentuale, di ioni positivi e negativi (molecole di gas atmosferici che hanno perso o acquistato una o più cariche elettriche elementari dette elettroni). Ne consegue che una variazione nella quantità di cariche possedute dall’atmosfera in cui siamo immersi determina una variazione nella composizione delle cariche elettriche del nostro organismo. Il dispositivo medico per l’Elettroionoterapia è in grado di creare una ionizzazione dell’aria attraverso l’impiego di un emettitore con punta di carbonio. Orientando l’emettitore verso la cute del paziente, la microcorrente che viene generata attraversa i tessuti biologici, senza che avvenga nessun contatto diretto con la pelle, senza quindi usare mezzi invasivi come gli aghi.
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Cosa determina nel tessuto bersaglio?
Il flusso di ioni prodotto dall’apparecchio, favorisce numerose modificazioni elettrochimiche. È la membrana cellulare (sottile involucro che delimita la cellula e la separa dall’ambiente esterno) ad essere maggiormente stimolata in modo da favorire la migrazione intra-extra cellulare di tutti gli elementi, ed in particolare del calcio, in grado di produrre una stimolazione di processi di rigenerazione e riparazione dei danni cellulari e tissutali. L’azione a livello cellulare, attraverso la depolarizzazione della membrana, l’attivazione dei canali del calcio e dei meccanismi intracellulari di trasduzione del segnale, determinerebbe una stimolazione e modulazione delle funzioni cellulari.
Tali eventi sarebbero alla base della migliore utilizzazione dell’ossigeno, della stimolazione dei sistemi enzimatici ossido-riduttivi, in particolare i citocromi, della stimolazione della sintesi proteica, di ATP e del DNA cellulare. La stimolazione degli ioni negativi esplica:
- un’attività proliferativa delle cellule epidermiche;
- un incremento della velocità del flusso ematico;
- un miglioramento dei processi di respirazione dei tessuti;
- una riduzione dell’edema infiammatorio.
Per quali condizioni e patologie è indicata la ionoterapia?
Questo sistema terapeutico viene impiegato nella cura di tutte quelle condizioni e patologie per le quali è necessaria:
- una veloce riparazione cutanea (ulcere venose, ulcerazioni cutanee, erosioni cutanee, ferite infette, piaghe da decubito, psoriasi);
- una veloce riabilitazione in caso di danni cronici legati all’apparato osteomuscolare (traumi accidentali e sportivi con lesioni cutanee e muscolari, tendiniti, borsiti, ernia del disco, osteoartrosi e osteoartriti, rachide cervico-dorso-lombare);
- trattamento e riabilitazione dei traumi da sport: i risultati ottenuti nel corso di questi anni ne hanno dimostrato l’efficacia e la rapidità di azione sulla sintomatologia algica e sulla limitazione funzionale.
I tempi di guarigione risultano sensibilmente abbreviati se confrontati con quelli necessari alle terapie farmacologiche o con l’impiego di altri mezzi fisici.
I migliori prodotti per la cura delle ossa e dei dolori articolari
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