Ormone follicolo stimolante (FSH) alto, basso, valori normali e significato

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L’ormone follicolo-stimolante (FSH, follicle-stimulating hormone), conosciuto anche come follitropina, è un ormone sintetizzato dall’adenoipofisi che ha la funzione di stimolare l’ovulazione nella donna e la spermatogenesi (formazione di nuovi spermatozoi) nell’uomo; si tratta quindi di un valore fondamentale nella valutazione della fertilità.

Più nel dettaglio, l’ormone è in grado nella donna di favorire la crescita dei follicoli nelle ovaie fin quando quello dominante rilascerà l’ovulo pronto ad essere fecondato; con il procedere della maturazione, i diversi follicoli rilasciano delle sostanze in grado di ridurre progressivamente la produzione di FSH (feedback negativo). Questo aspetto è molto importante per capire come interpretare l’esame, perchè con l’aumentare dell’età diminuiscono i follicoli a disposizione ad ogni ciclo e quindi le sostanze prodotte per segnalare che è possibile diminuire la produzione dell’ormone diventano inferiori e, di conseguenza, i valori di FSH diventano più alti.

Semplificando possiamo riassumere così:

  • In giovane età ad ogni ciclo mestruale vengono prodotti numerosi follicoli (anche se poi solo uno rilascerà l’ovulo) e questa grande quantità è un forte segnale che riduce la produzione di FSH (valori bassi nel sangue).
  • Verso la menopausa ad ogni ciclo mestruale sono ormai pochi i follicoli disponibili rimasti, che non hanno quindi più la forza di abbassare sufficientemente i valori di FSH, che saranno quindi più alti.

Valori Normali

  • Uomini
    • Età prepubere: 0-5.0 mIU/ml
    • Pubertà: 0.3-10.0 mIU/ml
    • Adulto: 1.5-12.4 mIU/ml
    • Donne
      • Età prepubere: 0-4.0 mIU/ml
      • Pubertà: 0.3-10.0 mIU/ml
      • Età fertile
        • Fase follicolare: 1.0-8.8 mIU/ml
        • Ovulazione: 4.0-25.0 mIU/ml.
        • Fase luteale: 1.0-5.1 mIU/ml
      • Menopausa: 16.7-134.8 mIU/ml

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all’altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Interpretazione

Donna

Quando viene prescritto per lo studio della fertilità di una donna, l’esame viene effettuato di norma nella prima fase del ciclo (fase follicolare) e più esattamente in genere fra il terzo ed il quinto giorno del ciclo, ci concentreremo quindi sull’analisi di questo valore.

Il valore dell’ormone follicolo stimolante ci permette di valutare la fertilità della donna dal punto di vista della riserva ovarica, in altre parole di permette un’idea approssimativa di quanti ovuli rimangono a disposizione.

Uno studio del 1989 effettuato su più di 750 cicli mestruali di circa 450 donne, ha dimostrato che, anche a parità di età, le donne con valori di FSH in terza giornata (ossia dal terzo giorno della mestruazione) inferiori a 15 mIU/ml dimostravano una drammatica differenza di probabilità di gravidanza rispetto alle donne con valori superiori a 25 mIU/ml, che avevano invece molte più difficoltà.

Cercando di generalizzare i risultati, l’esame nelle donne nel terzo giorno di ciclo può essere così valutato:

    • Valori superiori a 15: scarse probabilità di successo (ma non nulle).
    • Valori tra 10 e 15: possibile diminuzione della fertilità dovuta all’età.
    • Valori inferiori a 10: situazione ottimale.

Mi preme tuttavia aggiungere che uno studio recente ha dimostrato che, nonostante sia più difficile rimanere incinta con valori alti, in caso di gravidanza il rischio di complicazioni rimane legato all’età ed indipendente dall’FSH; questo significa che la quantità di ormone presente di fornisce una stima della quantità dei follicoli ancora presenti e sulla probabilità di impianto, ma non influisce in alcun modo sulla loro qualità

Un valore alto è infine predittivo di scarsa probabilità di successo anche in caso di tecniche di fecondazione assistita; questo è dimostrato dal fatto che molti centri per l’infertilità non accettano donne con valori di FSH oltre una certa soglia, in genere proporzionale all’età. Per esempio il CHR considera normali questi valori:

Età FSH
< 33 anni < 7.0 mIU/ml
33-37 anni < 7.9 mIU/ml
38-40 anni < 8.4 mIU/ml
Più di 40 anni < 8.5 mIU/ml

Questo tuttavia non significa che non sia possibile rimanere incinta con valori superiori, ma solo che può insorgere qualche difficoltà in più; il dato viene infine spesso incrociato con il valore di ormone antimulleriano, un esame molto più recente e preciso per la stima della riserva ovarica.

Uomo

Nel caso dell’uomo l’esame viene in genere richiesto in presenza di uno spermiogramma non ottimale, in quanto consente di ottenere indicazioni sulle possibili cause.

Elevati livelli di FSH maschile sono dovuti a un’insufficienza testicolare primaria., causata in genere da difetti dello sviluppo nella crescita dei testicoli o a lesioni agli stessi:

Difetti dello sviluppo:

  • Mancato sviluppo,
  • Anomalie cromosomiche,
  • Infezione virale (parotite),
  • Trauma,
  • Radiazioni,
  • Chemioterapia,
  • Malattie autoimmuni,
  • Tumori delle cellule germinali.

Bassi livelli fanno invece pensare a disturbi ipofisari o ipotalamici.

Valori Bassi

  • Amenorrea
  • Anoressia
  • Disfunzione ipotalamica
  • Iperplasia surrenale
  • Ipofisectomia
  • Ipogonadotropismo
  • Pubertà tardiva
  • Tumore al testicolo
  • Tumore alle ovaie
  • Tumore del surrene

Valori Alti

  • Acromegalia
  • Adenoma pituitario
  • Amenorrea
  • Anorchidia
  • Castrazione
  • Insufficienza gonadica
  • Insufficienza ovarica
  • Insufficienza testicolare
  • Iperpituitarismo
  • Ipogonadismo
  • Isterectomia
  • Menopausa
  • Mestruazione
  • Orchiectomia
  • Pubertà precoce
  • Sindrome di Stein-Leventhal
  • Sindrome di Turner
  • Sindrone di Klinefelter
  • Tumore ipotalamico

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l’esame

Il risultato può essere alterato da numerosi farmaci, inoltre i valori di possono aumentare nel caso di soggetti fumatori.

Si segnala infine che recenti esami radiologici possono influenzare il risultato.

Quando viene richiesto l’esame

Sia negli uomini che nelle donne l’esame può essere richiesto in caso di problemi di infertilità, ma nelle donne è spesso usato anche nei casi di ciclo mestruale irregolare od assente.

Preparazione richiesta

Non è richiesta alcuna preparazione particolare nè il digiuno, ma è molto importante effettuare il test nel giorno indicato dal medico per una corretta valutazione del risultato.

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Rottura dell’imene (deflorazione): come avviene, è dolorosa?

MEDICINA ONLINE IMENE ROTTURA SANGUE VAGINA DOLORE SESSO PENE PENETRAZIONE DONNA RAGAZZA SESSUALITA RAPPORTO SESSUALE SPERMA EMORRAGIA CHIAMARE DOTTORE FEMMINILE GINECOLOGIA MESTRUAZIONILa deflorazione, ossia la fisiologica rottura dell’imene, segue solitamente il momento della penetrazione della donna, durante il primo rapporto sessuale. In genere, la lacerazione di questa membrana non è dolorosa, ma può comportare un leggero disagio o un temporaneo sanguinamento. Chiaramente molto dipende dall’approccio del partner (più o meno delicato), dallo spessore della membrana e della diversa vascolarizzazione del tessuto.

Elasticità dell’imene

A seconda del suo aspetto e della sua forma, l’imene può essere talmente elastico da non lacerarsi al momento del coito, rimanendo integro. In altri casi, invece, la membrana è così sottile che può facilmente rompersi anche durante i preliminari e non sanguinare per nulla, senza necessariamente dover arrivare alla penetrazione completa durante l’atto sessuale. Dopo la deflorazione, al posto dell’imene, non restano che piccoli lembi, denominati lobuli imenali.

La rottura dell’imene fa male?

La deflorazione può provocare un po’ di dolore e in alcuni casi la perdita di sangue (solo qualche goccia). Molti amplificano il senso del dolore attribuendolo alla perdita della verginità, ma in realtà molto dipende dalla nostra soglia di sopportazione del dolore e dalla “dolcezza” del partner. Ci sono ragazze che non soffrono affatto, altre si. Per evitare fastidi o problemi il primo consiglio è di dedicarsi a lungo ai preliminari, poi di agire con molta dolcezza attraverso spinte piccole e leggere.

Quanto sangue si perde?

La quantità di sangue è in genere abbastanza ridotta, tuttavia anche una esigua quantità ematica è di solito capace di macchiare indumenti e coperte. Per approfondire: Rottura dell’imene (deflorazione): si perde sangue e quanto?

Non sempre penetrazione

La rottura dell’imene non sempre dipende da atti sessuali. In qualche caso, infatti, la lacerazione può verificarsi a causa dell’introduzione di oggetti in vagina (ad esempio assorbenti interni o sex toys) oppure in seguito ad un trauma dovuto a masturbazione o altro, o ad attività fisiche o sportive (ad esempio andando in bicicletta o facendo ginnastica) o anche nella “deflorazione chirurgica” (imenectomia), un intervento necessario in caso di imene imperforato congenito o acquisito per far defluire all’esterno il sangue delle mestruazioni. Inoltre, l’imene può rompersi per malattie (come alcune infezioni) e visite mediche. Quest’ultimi casi sono comunque molto rari.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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E’ possibile rimanere incinta in menopausa?

MEDICINA ONLINE DONNA GRAVIDANZA INCINTA PANCIA ANATOMIA IMMAGINI FETO BAMBINO BIMBO POSIZIONE PODALICO ESERCIZI MANIPOLAZIONE GINECOLOGO OSTETRICOLa menopausa è l’evento fisiologico che corrisponde al termine del ciclo mestruale e quindi dell’età fertile della donna: le ovaie non producono più follicoli ed ormoni estrogeni.

Quando si verifica la menopausa?
La menopausa spontanea, o fisiologica, si verifica normalmente in un periodo che oscilla tra i 45 ed i 50 anni.

E’ possibile rimanere incinta in menopausa?
Non è possibile se si tratta di vera menopausa; nel dubbio – prima di avere rapporti non protetti – chiedete consiglio al vostro medico. E’ invece possibile una gravidanza durante la premenopausa.

Premenopausa, postmenopausa o perimenopausa
Il termine premenopausa indica il periodo precedente l’ultima mestruazione; postmenopausa indica il tempo successivo l’ultima mestruazione. Per perimenopausa intendiamo un periodo più esteso rispetto alla premenopausa, che si esaurisce dopo un anno all’atto della menopausa.

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Posso rimanere incinta a 50 anni?

MEDICINA ONLINE DONNA GRAVIDANZA INCINTA PANCIA ANATOMIA IMMAGINI FETO BAMBINO BIMBO POSIZIONE PODALICO ESERCIZI MANIPOLAZIONE GINECOLOGO OSTETRICORimanere incinta a 50 anni è improbabile, ma non impossibile, tuttavia si tratta di rari casi eccezionali, senza considerare che diventare mamma a 50 anni è un rischio ed un pericolo, sia per la madre che per il feto. Già a partire dai 35 anni di età, sale il rischio che la gravidanza non avrà un buon esito, aumentando le possibilità di problematiche metaboliche e cardiovascolari. Inoltre, la probabilità di una gravidanza è inficiata anche dalla forte riduzione della fertilità femminile che si verifica già intorno ai 40 anni. Tutto ciò è comunque soggettivo: ad esempio una 40enne sana, normopeso ed in forma potrebbe infatti avere più possibilità di concepimento (e più possibilità di concepire figli sani) di una 35enne fumatrice, obesa, sedentaria e che soffre di una patologia all’utero.

Fino a che età si può rimanere incinta?

Non esiste una risposta unica a questa domanda: ogni donna è infatti diversa ed il ciclo ovarico risponde a un differente equilibrio ormonale; però la donna ha, in media, un picco di fertilità tra i 15 ed i 30 anni, che inizia a descescere lentamente dopo i 30 anni e, più rapidamente, dopo i 35 anni. Dopo i 40 anni le possibilità di avere figli, pur se non assenti, sono molto ridotte e diviene molto difficile se non impossibile che vi sia una gravidanza spontanea e naturale dopo i 45-50 anni. Se si verifica una menopausa (cessazione delle mestruazioni) “precoce”, tale limite potrebbe essere anticipato a prima dei 40 anni. In ogni caso, un bambino concepito dopo i 30 anni, ha una più alta possibilità di avere anomalie congenite e malattie genetiche, come la sindrome di Down. Per approfondire, leggi: Sindrome di Down: cause, sintomi in gravidanza e nei neonati

Menopausa

La menopausa è il fisiologico periodo della vita di una donna, caratterizzato dalla scomparsa del ciclo mestruale. Infatti, le ovaie iniziano la loro attività col menarca (la prima mestruazione) intorno ai 10-12 anni e continuano per tutta la vita, fino allo stop (tra i 45-55 anni). L’assenza della mestruazione, amenorrea, implica un decadimento della capacità fertile. I sintomi della menopausa, comunemente, sono: vampate di calore accompagnate a sudorazione eccessiva, secchezza vaginale con conseguenti rapporti sessuali dolorosi, ansia, insonnia, depressione e dolori articolari, ossei e muscolari diffusi. L’inizio della menopausa non è sinonimo di invecchiamento, ma i sintomi sono dovuti a una diminuzione degli estrogeni circolanti

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A che età si va in menopausa?

In genere tra i 45 ed i 50 anni. Si parla di menopausa precoce quando avviene prima dei 40 anni; menopausa prematura quando ha luogo prima dei 45 anni; e infine menopausa tardiva dopo i 55 anni d’età. I primi sintomi della menopausa sono le irregolarità mestruali, e non a caso dopo 6 mesi di assenza di mestruazioni si parla di pre-menopausa. La diagnosi definitiva avviene con un’amenorrea di 12 mesi.

Menopausa disturbi

disturbi della menopausa possono essere attenuati con una dieta ad hoc. In particolare per sopperire alla carenza ormonale è possibile mangiare soia, o in generale cibi ricchi di fitoestrogeni; per il rischio di problematiche ossee (osteoporosi) è giusto aumentare l’apporto di vitamina D. Inoltre, per evitare l’incremento del peso corporeo è giusto eliminare grassi, cibi ipercalorici o fritti.

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Diventare mamma

Le vampate di calore in gravidanza possono essere presenti, ma chiaramente non sono imputabili a una peri-menopausa. Diventare mamma è possibile prima che il ciclo diventi irregolare e la fertilità diminuisca, e quindi come si resta incinta? Le probabilità di rimanere incinta nei giorni fertili sono altissime; questi giorni comprendono l’ovulazione e i due giorni precedenti e i due giorni successivi a essa. Per approfondire: In quale giorno e settimana del ciclo è più probabile rimanere incinta?

Menopausa e gravidanza

Una gravidanza in menopausa, chiaramente una gravidanza non indotta con procreazione medicalmente assistita, è impossibile. In una menopausa franca e conclamata non si può rimanere incinta, sebbene nella fase immediatamente precedente, se ci sono ancora cicli, questo è possibile; tuttavia le probabilità sono ridotte, poiché gli ultimi cicli sono anovulatori, e quindi non c’è alcun ovulo fecondabile.

Menopausa precoce sintomi

Quali sono i sintomi della menopausa? I sintomi sono gli stessi della normale menopausa; tuttavia, quello che cambia, è la causa scatenante. Una menopausa precoce può essere dovuta ad anomalie cromosomiche, galattosemia, o nei casi più gravi se vi è chemioterapia, radioterapia, o interventi chirurgici sull’apparato genitale femminile.

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Differenza tra piccole e grandi labbra

MEDICINA ONLINE VULVA LABBRA GRANDI PICCOLE LABIA MINORA MAJOR VAGINA SEX SESSO DONNA APPARATO SESSUALE FEMMINILE CLITORIDE MEATRO URETRALE OPENING IMENE VERGINITA WALLPAPER PICS PICTURE PHOTO.jpgLa “vulva” è l’insieme degli organi dell’apparato genitale femminile che sono esterni e quindi visibili. Fanno parte della vulva le grandi labbra, le piccole labbra, il clitoride e il vestibolo della vagina. Molti confondono le grandi labbra con le piccole labbra, in particolare le piccole labbra sono erroneamente da molti chiamate grandi labbra.

MEDICINA ONLINE VULVA VAGINA ORIFIZIO VAGINALE URETRA URETRALE PUBE PELI PEBICI DONNA MONTE DI VENERE CLITORIDE PICCOLE GRANDI LABBRA ANO PERINEO RAGAZZA REALE FEMMINILE ORGANI GENITALI FEMMINILI SESSO PENETRAZIONE PENE ANO

Vediamo le differenze tra queste due strutture dell’apparato sessuale femminile:

Le grandi labbra (in inglese “labia majora”, vedere figura in alto) sono più grandi ed esterne rispetto alle piccole labbra. Sono fisse e caratterizzate da un colore più scuro, poiché lo strato cutaneo che le copre è maggiormente pigmentato rispetto alla normale colorazione cutanea; si tratta inoltre di un tessuto particolarmente ricco di ghiandole sudoripare (che rispondono ad una funzione di attrazione sessuale soprattutto nel mondo animale).

Le piccole labbra (in inglese “labia minora”, vedere figura in alto) sono più piccole e più vicine alla vagina rispetto alle grandi labbra. Sono mobili e possono ricoprire l’entrata della vagina. Sono situate anteriormente al clitoride, da cui decorrono formando il prepuzio clitorideo.

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Isterectomia: cosa succede dopo l’intervento e conseguenze

ChirurgiaL’isterectomia è l’intervento chirurgico mediante il quale viene asportato l’utero o parte di esso. Viene effettuato per varie patologie come: fibromi uterini: (tumori benigni), endometriosi, sanguinamenti uterini anomali e prolasso dell’utero. La durata dell’intervento varia a seconda della patologia (se l’utero presenta fibromi di grandi dimensioni l’asportazione sarà più lenta, così come in caso di endometriosi diffusa). In media è di due ore per l’isterectomia laparotomica, circa un’ora per quella laparoscopica e vaginale. Nel caso di isterectomia d’urgenza, si preferisce la via laparotomica, che permette di controllare meglio i sanguinamenti. E’ sempre necessario il ricovero, che per gli interventi per via laparotomica può risultare leggermente più lungo. Se non ci sono complicanze, la dimissione avviene, in media, dopo 4 o 5 giorni dall’intervento, dopo la medicazione delle ferite.

Post intervento

La convalescenza post operatoria dura circa 4-6 settimane, anche se l’intervento eseguito per via vaginale può ridurre questo periodo.

  • Ci potranno essere perdite ematiche o sierose per alcuni giorni dopo l’intervento, fino a 1 o 2 settimane.
  • E’ possibile fare il bagno dopo 20 giorni dall’intervento.
  • E’ consigliabile evitare gli sforzi nel periodo successivo all’intervento, anche se tutte le normali attività potranno essere riprese nel giro di circa 4 settimane.
  • E’ consigliabile evitare i rapporti sessuali per 4 – 6 settimane.
  • E’ necessaria una visita di controllo post operatoria o la rimozione dei punti di sutura, qualora sia necessario.

Conseguenze per la paziente

La maggior parte delle donne non nota alcuna differenza nella propria risposta sessuale dopo l’isterectomia, e molte la trovano addirittura migliorata. E’ normale che la donna provi psicologicamente un senso di perdita dopo l’asportazione dell’utero, un’organo così importante per la femminilità. Se insieme all’utero vengono asportate entrambe le ovaie della paziente, la menopausa avrà inizio in seguito all’intervento. Tra i sintomi della menopausa possono esservi vampe di calore, sudorazione notturna, secchezza vaginale. Per alleviarli si possono usare lubrificanti o terapie ormonali. Se le ovaie della paziente non vengono asportate la menopausa inizierà al tempo della vita della paziente in cui si sarebbe verificata naturalmente in assenza dell’intervento.

In seguito ad isterectomia, aumenta il rischio di enterocele, a tal proposito leggi anche: Enterocele: cos’è, definizione, sintomi, cause, intervento, immagini

Alternative

L’isterectomia non è che uno dei metodi per la terapia dei problemi uterini. Prima di decidere se sia la scelta giusta per la paziente, parlare con il medico curante della propria condizione e delle eventuali altre opzioni disponibili. Se la paziente decide che è necessario procedere all’isterectomia, informarsi sulle possibili conseguenze, parlare dei rischi dell’intervento e richiedere al medico curante quale tipo di intervento è preferibile nel proprio caso.

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Differenza tra isterectomia totale (completa) e radicale

MEDICINA ONLINE VAGINA VULVA APPARATO GENITALE FEMMINILE SCHEMA ANATOMIA UTERO TUBE FALLOPPIO OVAIOL’isterectomia è l’intervento chirurgico mediante il quale viene asportato l’utero; l’isterectomia può essere di vari tipi, principalmente “totale”, “subtotale” o “radicale”. In particolare la differenza tra totale e radicale è che:

  • nell’isterectomia totale (o completa) si asporta l’intero utero, è il tipo di isterectomia più diffusamente eseguito.
  • nell’isterectomia radicale si asportano utero, collo dell’utero, parte superiore della vagina e tessuti di supporto. Tale intervento si esegue in alcuni casi di tumore maligno.

A volte , contemporaneamente all’isterectomia, si asportano anche una o entrambe le ovaie e le trombe di Falloppio. Nel caso di asportazione di entrambe le ovaie e le trombe, l’intervento si chiama salpingo-ooforectomia bilaterale.

In quali casi si effettua una isterectomia? 
L’isterectomia si esegue in caso di problemi gravi, ad esempio il cancro dell’utero. Si esegue inoltre per altri problemi riguardanti l’utero, quando altre terapie intraprese non hanno dato esito positivo. Il medico può proporre l’isterectomia per uno dei seguenti motivi:

  • Fibromi uterini: tumori benigni (non cancerosi) che si sviluppano diffusamente all’interno del muscolo uterino. Nella maggior parte dei casi non causano problemi e le loro dimensioni si riducono dopo la menopausa, ma a volte possono causare forti sanguinamenti o dolore.
  • Sanguinamenti uterini anomali: perdite di sangue ingenti o irregolari dalla vagina.
  • Prolasso dell’utero: l’utero si abbassa e sprofonda nella vagina. Tale fenomeno dipende dai muscoli e dai tessuti poco tonici o allentati.
  • Endometriosi: condizione in cui il tessuto dell’endometrio (la membrana che riveste l’interno dell’utero) comincia a crescere all’esterno dell’utero e sugli organi circostanti. Tale condizione è causa di mestruazioni dolorose, perdite di sangue anomale e difficoltà a restare incinta. L’endometriosi tende a migliorare dopo la menopausa.

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Non riesco a rimanere incinta: colpa dell’utero

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Benessere Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere di fumare Dimagrire cavitazione gravidanzaProblemi all’utero possono condurre a problemi di infertilità, dal momento che esso permette all’embrione di svilupparsi. Durante questo processo l’utero si ricopre di una mucosa (l’endometrio) che permette all’embrione di annidarsi nell’utero.

Cos’è che può creare un problema?
A volte può essere presente una cisti all’utero che ostacola l’insediamento dell’embrione. Anche l’endometriosi (la presenza di parti di mucosa in aree inappropriate) può intralciare la fecondazione. Inoltre talvolta l’utero stesso presenta una malformazione che gli impedisce di preservare un ovulo fecondato.

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Gli esami
L’indagine diagnostica prevede l’uso di isteroscopia (si introduce un sondino attraverso la cavità uterina) oppure la videolaparochirurgia.

Le soluzioni
Il tuo ginecologo ti prescriverà innanzitutto una cura farmaceutica, se il tuo problema non risulta grave (una cisti che può riassorbirsi col tempo oppure un endometriosi superficiale). Spesso però un intervento chirurgico può rivelarsi la migliore soluzione per poter aver un figlio; altrimenti l’ultima soluzione possibile consiste in un ciclo di fecondazione assistita.

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