Perché viene voglia di fumare dopo aver fatto sesso?

MEDICINA ONLINE CIGARETTE SIGARETTA FUMO PASSIVO ATTIVO TERZIARIO DANNI DIFFERENZE NICOTINA SMETTERE DI FUMARE NO STOP SMOKING CANCRO POLMONE TOSSICODIPENDENZA VIZIO ARIA TUMOREAllo stato attuale non ci sono vere e proprie ricerche scientifiche che abbiano risposto a questa domanda. La mia teoria è che, a collegare l’attività sessuale e la sigaretta, sia la dopamina (o dopammina).

Cos’è la dopamina?

La dopamina è un neurotrasmettitore, cioè una sostanza che veicola le informazioni fra i neuroni attraverso la trasmissione sinaptica. Ha molte funzioni, tra cui importantissima è la sua capacità di agire sul sistema nervoso simpatico causando l’accelerazione del battito cardiaco e l’innalzamento della pressione del sangue. Per approfondire leggi anche: Sistema dopamminergico: i circuti nervosi della dopammina

Legame tra dopamina e la ricompensa

L’effetto che più ci interessa per capire il legame tra sesso e sigaretta è quello legato alla “ricompensa“. Stimoli piacevoli fisiologici come il fare l’amore, il mangiare, il bere o stimoli piacevoli artificiali come l’assunzione di sostanze stupefacenti come appunto la nicotina delle sigarette, stimolano il rilascio di dopamina nel nucleus accumbens che è un sistema di neuroni situato nella porzione ventrale dello striato, una parte del nostro cervello. In pratica, quando il nostro corpo è sottoposto ad uno stimolo che lui considera piacevole, rilascia dopamina come ricompensa, e la dopamina ci regala piacere.

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Dopo l’orgasmo vuole ancora dopamina

Durante l’attività sessuale (che sia un rapporto sessuale o masturbazione), il nostro cervello è inondato da cascate di dopamina. Vi è un crescendo di questo neurotrasmettitore, almeno finché non si verifica l’orgasmo. A quel punto si ha un picco di dopamina che termina al finire dell’orgasmo. Ma il nostro cervello desidera ancora altra dopamina. La maniera più rapida che ha il fumatore per innalzare nuovamente la dopamina, e continuare a provare un piacere chimicamente simile a quello precedente l’orgasmo, è accendersi una sigaretta. La nicotina agisce sul sistema nervoso, dove si lega a dei recettori ed innesca la liberazione proprio della dopamina. In pratica, secondo la mia teoria, la voglia di fumare che si verifica dopo l’orgasmo, dipende in gran parte dalla volontà inconscia che abbiamo di avere nuova dopamina e nuovo piacere. Alcune donne, dopo l’orgasmo, mangiano subito dolci per lo stesso motivo: un cibo buono determina rilascio di dopamina. Molti masturbatori cronici, fumano varie sigarette durante una lunga masturbazione (edging) per aumentare ancora di più il piacere, visto che a dopamina si somma altra dopamina.

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Voglia di nicotina da astinenza

Un altro motivo potrebbe essere legato all’astinenza da nicotina. Durante il rapporto sessuale, che ammettiamo duri circa mezz’ora, i due partner di solito non fumano. Alla fine del rapporto, il fumatore medio (che fuma una sigaretta ogni circa 45 minuti) avrà voglia di fumare proprio perché i livelli di nicotina nel suo sangue sono calati oltre il livello che innesca i sintomi di astinenza e determina quindi la voglia impellente di assumere nuova nicotina con una nuova sigaretta.

I migliori prodotti per smettere di fumare

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, pensati per il fumatore che vuole smettere di fumare o che ha smesso da poco:

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Glicemia alta o bassa: valori normali, che patologie indica e come si controlla nei diabetici

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PSICHIATRIA MEDICINA DELLE DIPENDENZE DIRETTORE MEDICINA ONLINE GLICEMIA IPERGLICEMIA IPOGLICEMIA DIABETE INSULINA PANCREAS FEGATO METABOLISMO SANGUE PREDIABETE EMOGLOBINA GLICAIl glucosio è il principale zucchero contenuto nel sangue, origina dal cibo ingerito ed è la principale fonte di energia dell’organismo. Il sangue trasporta il glucosio a Continua a leggere

Cos’è una ghiandola endocrina? A che servono gli ormoni ed il sistema endocrino?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GHIANDOLA SISTEMA ENDOCRINO Riabilitazione Medicina Estetica Nutrizionista Dieta Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Ano Pene Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio AntifumoSe vi chiedessi a grandi linee a cosa serve il sistema circolatorio, voi sapreste rispondere. Lo stesso accadrebbe se vi chiedessi del sistema respiratorio o di quello nervoso. Ma se io vi chiedessi a che serve il sistema… endocrino, voi sapreste rispondere? In caso negativo, continuate la lettura e lo scoprirete!

Che cos’è il sistema endocrino ed a che serve?

Il sistema endocrino è un insieme di ghiandole (dette appunto “endocrine” o a secrezione interna), interagenti e coordinate tra loro, che hanno il compito di secernere ormoni. Questo sistema ha una funzione informativa strettamente correlata a quelle del sistema nervoso e del sistema immunitario.

Leggi anche: Differenza tra ghiandola esocrina ed endocrina con esempi

Che cos’è una ghiandola?

Le ghiandole sono un insieme organizzato di cellule specializzate nel produrre e secernere una o più particolari sostanze. Alcune ghiandole sono così piccole da poter essere viste solo al microscopio; altre, come il fegato e il pancreas, sono dei veri e propri organi.

Qual è la differenza tra ghiandola endocrina ed esocrina?

Esistono due tipi di ghiandole: endocrine ed esocrine.

  • Le ghiandole endocrine (o a secrezione interna) che liberano i loro prodotti nella corrente sanguigna. Esempi di ghiandola endocrina sono: l’ipofisi, il pancreas, il timo, la tiroide, le paratiroidi e le ghiandole surrenali.
  • Le ghiandole esocrine (o a secrezione esterna) che liberano i loro prodotti al di fuori del corpo o all’interno del tubo gastroenterico. Esempi di ghiandola esocrina sono: il fegato; il pancreas esocrino; la mammella; le ghiandole salivari; le lacrimali; le sebacee; le sudoripare.

Leggi anche: Ipotalamo: anatomia, struttura e funzioni

Che cosa sono gli ormoni ed a che servono?

Sono sostanze sintetizzate e secrete da cellule, le quali esercitano un’azione oligodinamica (cioè in concentrazioni infinitesime e senza effetti energetici o plastici diretti) su cellule bersaglio situate a distanza variabile. La loro funzione è quindi quella di fungere da messaggeri che “informano” le cellule bersaglio, raggiungendole per diffusione diretta, se sono vicine, oppure attraverso la corrente sanguigna se sono distanti. Le cellule bersaglio, a loro volta, sono sensibili a un certo messaggio ormonale in quanto, e soltanto se, posseggono specifici recettori di membrana per quell’ormone.
In generale, dal punto di vista chimico gli ormoni sono proteine o brevi catene di amminoacidi o molecole derivate da un amminoacido oppure hanno la struttura cosiddetta steroidea (come la molecola del colesterolo, da cui derivano).

Gli ormoni sono prodotti solo da ghiandole specializzate?

No, sono prodotti anche da cellule presenti in vari organi, per esempio il cervello, il rene, il tubo digerente e il cuore.

Una ghiandola endocrina produce un solo tipo di ormone?

No; la maggior parte delle ghiandole endocrine è costituita da cellule diverse tra loro, ciascuna delle quali secerne un particolare ormone.

Quali sono le ghiandole endocrine?

Ipofisi; epifisi; tiroide; paratiroidi; timo; isole pancreatiche; ghiandole surrenali; ghiandola interstiziale del testicolo; ovaio. Oltre a queste ghiandole endocrine maggiori, vi sono cellule che producono sostanze di tipo ormonico, come quelle del rene, che producono l’eritropoietina (indispensabile per la maturazione dei globuli rossi nel midollo osseo) o quelle dello stomaco, che producono la gastrina (che stimola le ghiandole gastriche a produrre i succhi gastrici). Inoltre l’ipotalamo produce ormoni peptidici che agiscono sulla ghiandola ipofisaria, alla quale sono trasportati attraverso i vasi venosi del cosiddetto sistema portale ipofisario e che sono noti come fattori di liberazione o RH (Releasing Hormones) e fattori di inibizione o RIH (Releasing Inibiting Hormones). Un esempio di questi ultimi è la somatostatina, ritrovata anche in altri organi, come il pancreas e l’intestino. L’azione di tali ormoni e i rapporti tra sistema nervoso centrale e ipofisi sono oggetto di indagine della neuroendocrinologia.

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La melatonina diminuisce testosterone, libido, muscoli e quantità di sperma?

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MELATONINA TESTOSTERONE LIBIDO MUSCOLI SPERMA EIACULAZIONE SESSO Medicina Estetica Riabilitazione Nutrizionista Cavitazione Radiofrequenza Seno Pene Massaggio Dieta  Proteine Muscoli PalestraLa melatonina è una sostanza prodotta principalmente dalla epifisi (o ghiandola pineale) che agisce sull’ipotalamo e ha la funzione principale di regolare il ciclo sonno-veglia. La produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale umana segue un ritmo circadiano: diminuisce quando l’uomo è esposto alla luce del giorno, mentre aumenta quando scende l’oscurità e ciò favorisce il sonno, per questo motivo è usata spesso come integratore al posto dei farmaci per trattare l’insonnia.
Inizialmente si pensava fosse un ormone, ma ciò è falso per vari motivi: è secreta anche da altri organi e non solo dalla pineale; non esiste alcun fattore di rilascio per la melatonina; provoca effetti da sovradosaggio pressoché nulli; se si asporta la ghiandola pineale, la melatonina circolante non scompare.

La melatonina influenza libido, testosterone, muscoli e quantità di sperma?

La melatonina ha molte qualità ma purtroppo, secondo alcuni ricercatori, sembra influenzare negativamente sesso ed intera sfera sessuale dell’uomo, interferendo nell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo, che vedete raffigurato nell’immagine.
La melatonina assunta in quantità elevate con integratori alimentari diminuirebbe – da parte dell’ipotalamo – il rilascio di GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) che induce il rilascio di gonadotropine (FSH e LH) dall’ipofisi anteriore, per questo motivo diminuirebbe la sintesi di testosterone e quindi la libido e la muscolatura (forza e volume dei muscoli). Più precisamente, inibirebbe la secrezione dell’LH (ormone luteinizzante) che stimola nel maschio l’attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone e di sperma.

Uno studio ritenuto autorevole pubblicato sul Journal of Andrology e condotto per 6 mesi, arriva a questa conclusione:

La somministrazione a lungo termine di melatonina è associata a una riduzione della qualità dello sperma in un certo numero di uomini sani, probabilmente attraverso l’inibizione dell’aromatasi a livello testicolare.

Potete trovare lo studio in questo pdf: Melatonin Administration Alters Semen Quality in Healthy Men

Pur essendo questa correlazione ad oggi ancora molto dibattuta e controversa, se cercate un aumento del testosterone e quindi un aumento della libido, dei muscoli, della forza, del testosterone e della quantità di sperma emessa con l’eiaculazione (nonché migliori erezioni), dovreste probabilmente smettere di assumere la melatonina, o almeno – se indispensabile – limitare l’assunzione alla dose di 1mg/die.

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Come aumentare il testosterone per migliorare muscoli e rapporti sessuali

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PESI PALESTRA SPORT GINNASTICA MUSCOLI FISICO PESISTICA (14)Cos’è il testosterone ed a cosa serve?

Il testosterone è prodotto dall’organismo ed è uno degli ormoni essenziali per la crescita della massa muscolare; attraverso una serie di reazioni biochimiche è capace di stimolare l’aumento della forza, della sintesi proteica, delle prestazioni, diminuire i livelli del colesterolo cattivo e migliorare l’umore.

Quanto testosterone possiede un uomo e quanto una donna?

L’organismo maschile è capace di produrre circa 10 mg di testosterone al giorno, mentre l’organismo femminile produce, in media, 0,25 – 1,0 mg al giorno. Intorno ai 18 anni si ha il picco di testosterone; con l’avanzare dell’età è normale che il rilascio di questo ormone diminuisca: fisiologicamente si ha un calo dei livelli di testosterone a partire dai 30 anni.

Consigli per aumentare i livelli di testosterone

1. Evita l’allenamento aerobico in eccesso. Dai preferenza agli allenamenti aerobici di breve durata e alta intensità, questi, oltre a garantire migliori benefici aiutano ad aumentare la produzione di testosterone.

2. Allenati con intensità. Se vuoi vedere risultati significativi, devi essere disposto a sfidare i tuoi limiti. Quanto maggiore sarà lo sforzo più testosterone il tuo organismo sarà capace di produrre.

3. Aggiungi carico. Un buon metodo di stimolare la produzione di testosterone è utilizzare carichi pesanti e fare poche ripetizioni. Ci sono studi che dimostrano i migliori effetti utilizzando l’85% della ripetizione massimale (RM).

Leggi anche: Come varia il testosterone in caso di astinenza dall’eiaculazione

4. Concentrati negli esercizi composti. Esegui degli esercizi composti come base dei tuoi allenamenti: squat, sollevamenti bilanciere su panca, vogatore, trazioni alla sbarra, parallele, flessioni sulle gambe.

5. Non allenarti in eccesso. Dormi sufficientemente per riuscire a recuperare ed evitare di entrare in overtraining. L’ overtraining può contribuire a diminuire fino al 40% il livello del testosterone. Se ne senti la necessità fai una pausa dagli allenamenti durante una o due settimane. La privazione del sonno può favorire il rilascio del cortisolo, ormone catabolico che induce all’abbassamento dei livelli di testosterone.

6. Ingerisci grassi salutari, monoinsaturi e polinsaturi (Omega-3 e Omega-6). Sono presenti in alimenti come: arachidi, noci, mandorle, avocado, pesce e determinati oli come quello dei semi di lino, olio d’oliva e canola.

7. Ingerisci Vitamina C. Questa vitamina è capace di controllare i livelli di cortisolo. È presente in alimenti come: limone, arancia, maracuja, acerola, fragola, pomodori ecc.

8. Assicurati di ingerire la quantità sufficiente di Zinco. La carenza di questo minerale rende difficile il rilascio del testosterone. Non essendo libero nel flusso sanguigno l’ormone non riesce a svolgere le sue funzioni, essendo l’anabolismo muscolare una di queste. Puoi incontrare lo Zinco in questi alimenti: Noci, castagne, carni, salmone, fegato ecc.

9. Aumenta il consumo di verdure crucifere: broccoli, cavoli, rapa, cavolini di Bruxelles ecc. Questi vegetali stimolano la riduzione dei livelli di estrogeno aumentando così il testosterone.

Leggi anche: Orgasmi multipli maschili: come avere due eiaculazioni di seguito

10. Per aumentare i livelli di testosterone e costruire muscolo devi consumare proteine. Devi cercare di ingerire la quantità di proteine adeguata al tuo peso corporeo e, preferenzialmente, che le stesse siano di alta qualità. Impara a scegliere le migliori proteine del siero del latte per aumentare la massa muscolare.

11. Evita il consumo di alcool. L’alcool influenza negativamente i livelli di testosterone, per questo bevi con moderazione.

12. Riduci lo stress. Troppo stress stimola il rilascio del cortisolo. Ricorri ad attività alternative di rilassamento fisico ed emozionale (massaggi corporali, agopuntura, yoga ecc.).

13. Evita la masturbazione compulsiva. A tale proposito leggi: Dipendenza dal porno online: ecco perché è così facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva che porta all’impotenza. I pensieri del masturbatore cronico

14. Prendi il sole. A tale proposito leggi: I lati positivi del caldo: il sole estivo aumenta il testosterone

Attenzione alla melatonina!

La melatonina, usata per trattare l’insonnia, influenza molto negativamente la sfera sessuale dell’uomo. La melatonina diminuisce – da parte dell’ipotalamo – il rilascio di GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine) che induce il rilascio di gonadotropine (FSH e LH) dall’ipofisi anteriore, per questo motivo diminuisce la sintesi di testosterone e quindi la libido. Più precisamente, inibisce la secrezione dell’LH (ormone luteinizzante) che stimola nel maschio l’attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone e di sperma. Smettete di assumere la melatonina, o almeno limitate l’assunzione alla dose di 1mg/die.

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

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Trapianto di cellule pancreatiche e pancreas artificiale per dire addio al diabete

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PANCREAS ANATOMIA FUNZIONI SINTESI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PenePresso l’Ospedale Niguarda di Milano è stato effettuato il primo trapianto in Europa di cellule pancreatiche che ha permesso ad un paziente di 41 anni di guarire dal diabete di tipo 1 e dire finalmente addio all’insulina. La tecnica utilizzata è stata messa a punto da Camillo Ricordi che dirige il centro Diabetes Research Institute (DRI) dell’Università di Miami dove già in passato sono stati seguiti i primi due casi mondiali. L’intervento ha coinvolto l’équipe della Chirurgia Generale e dei Trapianti, quella dell’Anestesia e Rianimazione 2, la Diabetologia, la Nefrologia e la Terapia Tissutale.

L’operazione

L’operazione consiste nel trapianto delle isole pancreatiche sulla membrana che circonda gli organi addominali. In pratica si va ad inserire chirurgicamente quelle cellule senza le quali si soffre di diabete di tipo 1. Quando le isole pancreatiche non fanno il loro dovere, l’insulina scarseggia e i livelli di glucosio che dovrebbe regolare aumentano al punto da provocare iperglicemia e, nei casi peggiori, il coma. Per questo, per mantenere sotto controllo il Diabete di tipo 1, i pazienti devono costantemente controllare i livelli di insulina nel sangue così da assumerne la dose necessaria in caso di bisogno. Permettendo dunque alle isole pancreatiche di funzionare, non si rischia più di subire un calo dell’insulina e si guarisce dal Diabete di tipo 1, come è avvenuto appunto a Milano per il paziente di 41 anni che, secondo il comunicato ufficiale dell’ospedale, adesso “sta bene e ora non ha più bisogno di somministrarsi insulina per mantenere sotto controllo i valori di glicemia”.

Leggi anche: Cosa può e non può mangiare il diabetico: cibi per controllare la glicemiaCosa può e non può mangiare il diabetico: cibi per controllare la glicemia

Rischio rigetto

L’altra buona notizia è anche che il paziente non è a rischio rigetto. Le isole pancreatiche, donate da un soggetto sano, vengono inglobate in una “impalcatura biologica” che si unisce il plasma del paziente con la trombina in una sostanza gelatinosa che aderisce all’omento (tessuto altamente vascolarizzato che ricopre gli organi addominali). “L’organismo – spiegano – assorbe gradualmente il gel lasciando le isole intatte, mentre si formano nuovi vasi sanguigni che forniscono l’ossigenazione e gli altri nutrienti necessari per la sopravvivenza delle cellule”.

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Pancreas artificiale

Entro il 2018 potrebbe inoltre essere disponibile un “pancreas artificiale” capace di replicare le funzioni di quello naturale. Il dispositivo sarebbe in grado, nello stesso tempo, di misurare la glicemia nel sangue dei pazienti con diabete di tipo 1 e di regolare automaticamente la quantità d’insulina da iniettare nell’organismo. Lo sostengono, in uno studio pubblicato sulla rivista Diabetologia, Hood Thabit e Roman Hovorka, due ricercatori dell’Università Cambridge (Regno Unito). Durante la ricerca, gli autori hanno analizzato i progressi scientifici finora compiuti nello sviluppo di tecnologie capaci di supportare i pazienti diabetici nella gestione della malattia. Sulla base dei dati raccolti, hanno concluso che per il momento sono disponibili da una parte, strumenti di rilevazione del livello di glucosio nel sangue e, dall’altra, microinfusori (o “pompe per l’insulina”) che iniettano nell’organismo piccole dosi d’insulina. Ma, osservano, non è ancora stato messo in commercio un dispositivo capace di svolgere entrambe queste funzioni. Tuttavia, secondo Thabit e Hovorka, entro un paio d’anni potrebbe essere reperibile un “pancreas artificiale” che sia in grado di misurare i livelli di glucosio presenti nell’organismo e di rilasciare l’insulina solo quando ce n’è bisogno.

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“Può causare cancro”: procura di Torino avvia inchiesta su farmaco anti-diabete

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO FARMACISTA FARMACIA FARMACO PILLOLA COMPRESSA PASTICCA MEDICAMENTO INTEGRATORE ALIMENTARE PRINCIPIO ATTIVO VITAMINE (4)La procura di Torino ha avviato un’inchiesta, condotta dai Nas, su un farmaco per la cura del diabete che potrebbe aumentare il rischio di cancro alla vescica. L’inchiesta è partita da un esposto presentato dall’associazione Promesa (Protezione professioni mediche e sanitarie). L’ipotesi di reato è commercio o somministrazione di medicinali guasti.

Continua la lettura su https://www.adnkronos.com/potrebbe-causare-il-cancro-procura-torino-avvia-inchiesta-su-farmaco-anti-diabete_2cGzprPoaILd6HQlASiJQc

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Punture sul dito addio, per i bimbi diabetici arriva la tecnica ‘flash’

MEDICINA ONLINE DUODENO PANCREAS DIGESTIONE GLICEMIA DIABETE ANALISI INSULINA ZUCCHERO CARBOIDRATI CIBO MANGIARE DIETA MELLITO TIPO 1 2 CURA TERAPIA FARMACI STUDIO NUOVE TENOLOGIE TERAPIEUn sensore per dire addio alla fastidiosa routine delle punturine sul dito. Da oggi i giovani diabetici europei avranno a disposizione un nuovo sistema di monitoraggio del glucosio – ‘FreeStyle Libre’, per il quale la casa farmaceutica Abbott ha annunciato di aver ottenuto il marchio CE – ora indicato anche per i bambini e i ragazzi dai 4 ai 17 anni con diabete. Chi convive con il diabete deve monitorare quotidianamente il suo stato di salute, pungendosi le dita per controllare il livello di glucosio e poter raggiungere un buon controllo della glicemia. Con il nuovo sistema, disponibile in diversi Paesi europei, la lettura del livello di glucosio viene effettuata grazie al sensore che si applica sulla parte posteriore del braccio ed elimina la necessità delle periodiche punture sul dito. Il sensore è progettato per rimanere applicato al corpo fino a 14 giorni e in un recente studio di accuratezza in bambini e ragazzi dai 4 ai 17 anni, ha dimostrato di essere preciso, stabile e affidabile nel corso dei 14 giorni di utilizzo.

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