Subito dopo il matrimonio scopre di essere malata di cancro e sceglie la morte

Brittany Maynard, 29 anni, statunitense, si era da poco sposata con suo marito quando, nel gennaio dell’anno scorso, le è stato diagnosticato un tumore al cervello. Passa del tempo, si cercano possibili cure, ma non c’è nulla da fare: si tratta del glioblastoma multiforme. La sopravvivenza a tre anni è appena del 7%. A Brittany i medici danno solo 14 mesi di vita. Negli ultimi tempi le sue capacità intellettive sono purtroppo peggiorate, la malattia le ha causato atroci dolori. Consapevole dello stato in cui si trova, Brittany ha deciso di farsi e di fare un particolare “regalo” al marito per il suo compleanno. Ha deciso di darsi la morte. La data scelta è il primo novembre, cioè tra tre settimane, esattamente due giorni dopo il compleanno di suo marito. In quel giorno si spegnerà, grazie ai farmaci prescritti dal suo medico, circondata dal calore del marito, di sua mamma e del cane Charlie. La famiglia di questa sfortunatissima donna si è spostata appositamente da San Francisco nell’Oregon, per aver accesso al “Death with Dignity Act.” L’Oregon è infatti uno dei cinque stati degli U.S.A. che permette di usare questo particolare “trattamento” medico. Il suo non è un suicidio, tiene a precisare: «Non c’è una cellula del mio corpo che voglia morire», ha detto Brittany, «Io voglio vivere. Vorrei che ci fosse una cura per la mia malattia, ma non c’è… Essere in grado di scegliere di andare con dignità è meno terrificante».

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Mike Matarazzo: la vita e la lettera del bodybuilder morto a causa del doping

MEDICINA ONLINE Mike Matarazzo DEATH DEAD MORTE BODY BUILDING DOPING LETTERA MUSCOLI.jpgA 48 anni il 16 agosto 2014 è purtroppo venuto a mancare il culturista statunitense Mike Matarazzo. Michael Richard Matarazzo – questo il suo vero nome – è stato a lungo un bodybuilder professionista IFBB.

La carriera

Nato l’8 novembre 1965 a Boston, Massachusetts (USA), da una famiglia di origini italiane, Matarazzo si è poi trasferito a Venice, in California, per approfondire la sua carriera di bodybuilding. Ex pugile, Matarazzo ha vinto per la prima volta la Gold’s Gym Classic nel 1989 in Massachusetts. Noto principalmente per le sue braccia e polpacci massicci, il suo miglior piazzamento nella competizione Mr. Olympia (su sette presenze totali) è stato nono, nel 1998. Matarazzo era alto 5 piedi e 10 pollici (178 cm). Pesava 250 libbre (113 kg) durante le competizioni e 275 libbre (124 kg) in off-season. L’ultima apparizione di Matarazzo in un evento di bodybuilding professionale è stata al Mr. Olympia del 2001, dove si è piazzato 21°.

Il ritiro

Matarazzo è stato costretto al ritiro a causa di un intervento chirurgico a cuore aperto subito l’8 dicembre 2004 a causa dell’ostruzione delle arterie coronariche. L’8 novembre 2007, Matarazzo ha subito un infarto del miocardio, il suo secondo problema cardiaco dall’operazione del 2004. Il 3 agosto 2014 Matarazzo è stato ricoverato nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale di Stanford a Palo Alto a causa di complicazioni cardiache, probabilmente legate all’uso smodato di farmaci dopanti. Morì il 16 agosto in attesa di un trapianto di cuore. In base all’opinione dei medici che lo avevano in cura, i farmaci che assumeva hanno avuto un ruolo importante nei problemi cardiaci che hanno determinato il decesso del culturista. Al momento della sua morte risiedeva a Modesto, in California, ed era stato costretto a smettere di lavorare a causa della sua funzione cardiaca, estremamente più bassa del normale.

La lettera di Mike Matarazzo

Come abbiamo visto, la vita di Mike Matarazzo è stata dedicata al body building che però – oltre a dargli tante gioie – gli ha sicuramente segnato la vita causandogli problemi di salute, in particolare problemi cardiaci, con molta probabilità legati al doping, come confermato da lui stesso. Ecco le parole di Mike Matarazzo in una sua famosa lettera:

“Da dove inizio? Dovrei dire che tutto ciò che mi ha portato ai miei problemi di cuore è iniziato nell’attimo in cui ho iniziato seriamente a competere nel bodybuilding. Al fine di diventare sempre più grosso, ho mangiato cinque, sei, sette chili di carne rossa al giorno, senza verdure. E sono stato alla larga anche dalla frutta a causa del suo contenuto in zuccheri.
La cosa peggiore sono state le sostanze chimiche. Ho così tanti ricordi dell’essere rimasto in una stanza d’albergo durante la settimana, cinque giorni o due giorni prima di una gara, facendo cose indicibili al mio corpo – steroidi, ormone della crescita, diuretici – non risparmiando nulla di quello che noi bodybuilders facciamo per ottenere una determinata forma.
Questo ha determinato tutta la mia vita, perciò a tutti quei ragazzi che si trovano nell’eterna ricerca di ottenere braccia e polpacci da 50 cm o più, e a tutti quelli che sono così convinti della loro capacità di non morire mai, io dico: cambiate il vostro punto di vista.
La vostra preoccupazione dovrebbe essere quella di ottenere un corpo quanto più in salute possibile, perché l’intenzione dovrebbe essere quella non solo di arrivare fino alla vostra prossima gara o fino alla fine di un contratto di bodybuilding, ma di vivere a lungo. E a lungo per l’essere umano è una quantità di tempo pari al nulla. Il tempo se ne va veloce, anche più veloce quando la vostra salute se ne è andata e ormai non avete più niente per cui vivere.”

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L’iraniana Mirzakhani è la prima donna al mondo a ricevere il “Nobel” per la matematica

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma Maryam MIRZAKHANI NOBEL Fields Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia HD Filler Botulino 1Maryam Mirzakhani ha vinto il premio più prestigioso nel campo della matematica: la medaglia Fields. Le è stata conferita il 14 agosto a Seoul, durante il 27mo Congresso internazionale dei matematici. Si tratta di un riconoscimento così importante da essere definito il “Nobel” per la matematica. Viene assegnata ogni quattro anni a un massimo di quattro candidati sotto i 40 anni di età e dal 1936, anno in cui fu istituita, nessuna donna la aveva mai vinta. Nata nel 1977 a Teheran, negli anni del liceo si è guadagnata due medaglie d’oro alle Olimpiadi internazionali della matematica e dopo la laurea a Teheran è partita per gli Stati Uniti per un dottorato ad Harvard. Successivamente Maryam passa un periodo di ricerca al Clay Mathematics Institute ed insegna a Princeton, la stessa famosissima università dove insegnò anche Albert Einstein. Nel 2008, ad appena 31 anni, è diventata professoressa alla prestigiosa Università di Stanford, in California, dove vive tuttora con il marito e una figlia di tre anni. Il suo ambito di studio è la matematica pura e in particolare le superfici di Riemann.

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Robin Williams è morto

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Roma E MORTO ROBIN WILLIAMS Attore Film Radiofrequenza Rughe Cavitazione Grasso Pressoterapia Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Filler BotulinoEra uno dei miei attori preferiti da quando vidi “L’attimo fuggente” la prima volta, da quel momento in poi il dott. John Keating divenne il mio prototipo di professore. Era il 1989. Mi ispirò quando un anno dopo lo vidi nei panni del medico nel film “Risvegli” dove recitava affianco a Robert De Niro. Purtroppo poco fa la notizia: Robin Williams è morto all’età di 63 anni. Forse si tratta di suicidio. A comunicarlo la polizia di Marin County in California.

Robin Williams si è suicidato a causa della depressione?

Secondo le prime informazioni alle 11.55 del mattino (ora della California, tardo pomeriggio in Italia) il servizio di emergenza 911 ha ricevuto una chiamata che chiedeva aiuto per un uomo incosciente e con difficoltà respiratorie. Quando sono arrivati i soccorsi, Williams era già morto. Non si conoscono ancora le cause del decesso su cui sta indagando la polizia, ma si sospetta che l’attore premio Oscar si sia suicidato: sembrerebbe infatti che il corpo dell’attore sia stato trovato dalla sua assistente impiccato con una cintura e con dei leggeri tagli sui polsi. Secondo lo sceriffo Williams è morto per asfissia, ma soltanto l’autopsia sarà in grado di dare una risposta certa. «Negli ultimi tempi combatteva con una grave depressione» ha spiegato la sua addetta stampa Mara Buxbaum. Sembrerebbe inoltre che ultimamente il grande attore avesse anche problemi economici che lo costringevano a interpretare ruoli che non avrebbe voluto fare, solo per recuperare soldi. “Ci sono le bollette da pagare, la mia vita si è ridimensionata”, aveva lui stesso raccontato poco tempo fa al Parade Magazine, “sto vendendo il mio ranch a Napa”, una proprietà da 35 milioni di dollari, “non me lo posso più permettere“. L’ultima volta che Williams è stato visto era la mattina del 10 agosto e si trovava nella sua residenza di Marin County con la moglie.

Il dolore della moglie

La famiglia ha diffuso una nota chiedendo di rispettare la privacy. «Ho perso mio marito e il mio miglior amico. Il mondo ha perso uno degli artisti e delle persone più amate», ha scritto nella nota la moglie Susan Schneider, «Ho il cuore spezzato e speriamo che Robin venga ricordato non per la sua morte ma per gli innumerevoli momenti di gioia e riso che ha dato a milioni di persone». Due settimane fa Williams aveva scritto su Instagram per il compleanno della figlia: «Tanti auguri a Ms. Zelda Rae Williams! Hai un quarto di secolo ma per me sei sempre la mia bambina». Protagonista di numerosi film, da «Good Morning Vietnam» a «Hook – Capitan Uncino» e «Mrs. Doubtfire»; Robin Williams ha vinto un Oscar nel 1997 come miglior attore non protagonista per «Will Hunting – Genio ribelle» diretto da Gus Van Sant e con la sceneggiatura di Matt Damon e Ben Affleck, film da cui è tratta la scena che vedete in questo bellissimo video:

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Michael Schumacher: non avremo mai più buone notizie

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica Michael Schumacher NON MAI  BUONE NOTIZIERoma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia HD Sesso Pene Laser Filler Rughe

Noi medici diamo spesso brutte notizie ai nostri pazienti, tuttavia capita anche a volte – ahimè troppo raramente – di dare qualche buona nuova. Purtroppo non è questo il caso. “Temo, e ne sono quasi certo, che non avremo mai più buone notizie sullo stato di salute di Michael Schumacher”. A lanciare l’allarme è Gary Hartstein, anestesista statunitense ed ex delegato medico per la F1, parlando delle condizioni del tedesco, ancora ricoverato all’ospedale di Grenoble. “Non ho alcuna informazione diretta – precisa – ma ritengo che, se ci fossero buone notizie, saremmo stati informati. Non avrebbe senso di non dare ai fan buone notizie, se ci fossero”.

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Donne italiane di cui andare orgogliosi

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo DONNE ITALIANE ANDARE ORGOGLIOSI Scienza Scienziate Fisica Nobel Chimica Ricerca Medicina Estetica Roma Cavitazione Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Pene Laser Filler RugheSi distinguono nei vari campi della ricerca scientifica, dalla fisica alla chimica. Il loro lavoro aiuta a farci guarire dal cancro o a farci comprendere meglio la patogenesi dell’Alzheimer. Sono premi Nobel; sono state le prime al mondo a laurearsi nonostante la donna fosse considerata come immeritevole ed incapace di studi superiori. Vincono selezioni dove meno di uno su mille ce la fa; da astronaute portano la bandiera italiana tra le stelle. Sono tra le prime cinque persone al mondo più influenti; conoscono sette lingue. Scrivono trattati di matematica usati in tutti il mondo; indagano le galassie. Scoprono malattie del sangue e individuano molecole capaci di bloccare la proliferazione delle cellule tumorali. Dirigono laboratori di ricerca all’avanguardia e progetti presso il CERN.

E lo fanno quasi sempre stando lontane da casa, dalla famiglia, in Svizzera, in Germania, negli Stati Uniti, perché qui in Italia al posto loro ci sarebbe la segnalata-incapace-belloccia di turno.

E primeggiano nel mondo senza aver bisogno di quote rosa, semplicemente perché sono più in gamba dei loro colleghi maschi, contando solo sulle loro capacità, superando ogni pregiudizio di genere.

Perché le donne italiane non sono tutte Nicole Minetti, Sara Tommasi o Raffaella Fico.

Perché non c’è bisogno che sia l’8 marzo per “ricordarsi” delle donne.

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Giuseppe, atleta dei record a 97 anni: «Fino ai 50 ero pigro e fumavo»

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo GIUSEPPE ATLETA RECORD 97 ANNI Dieta Chirurgia Estetica Roma Impotenza Cavitazione Pressoterapia Grasso Eiaculazione Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Laser Filler Rughe Boto1Ogni tanto prende il raffreddore. Capita, a 97 anni (98 il prossimo 20 maggio). Anche perché Giuseppe Ottaviani da Sant’Ippolito, «il paese degli scalpellini», mille anime tra Fano e Pesaro, non è che poi faccia molto per riguardarsi. «Mi alleno a giorni alterni, ma spesso capitano anche due sedute consecutive. Vado in palestra o al campo di atletica all’aperto di Fano» racconta al telefono, la voce squillante di uno che dalla vita ha ottenuto uno sconto che ha del miracoloso: «Se non ci fosse la carta d’identità, davvero non ci crederei di essere a un passo dal secolo di vita: e pensare che non faccio niente di particolare per stare bene!». È giorno di interviste, oggi, per Ottaviani. Lo cercano alcune tv. Il telefono squilla in continuazione. Ma a Sant’Ippolito non si scompongono: lo sanno da un pezzo che l’ex sarto del paese, con quel fisico che è un inno alla normalità (un metro e 70 d’altezza per una cinquantina di chili), è un fenomeno unico, un «ET» dell’atletica, forse un mistero per la scienza, anche se a lui non piace sentirselo dire: «Adesso non facciamola troppo lunga, eh…».

Continua la lettura su https://www.corriere.it/salute/14_aprile_02/giuseppe-atleta-record-97-anni-fino-50-ero-pigro-fumavo-3db7fabc-ba4a-11e3-9050-e3afdc8ffa42.shtml#:~:text=Vado%20in%20palestra%20o%20al,non%20faccio%20niente%20di%20particolare

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Lizzie Velasquez soffre della Sindrome di De Barsy

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Sex HD Calorie Peso Dieta Sessuologia Pene Laser Filler Rughe Botulino Lizzie Velasquez Sindrome di de BarsyLizzie Velasquez che vedete qui sopra in foto, è la sfortunata donna di cui si parla in questo articolo. E’ una delle circa 30 persone al mondo a soffrire di una rarissima malattia genetica autosomica recessiva, chiamata Sindrome di De Barsy (DBS) . Tale malattia fu descritta per la prima volta da de Barsi (da qui il nome) nel 1968. Come dicevo prima, è una malattia estremamente rara: nel 2008, sono stati documentati solamente 27 casi al mondo. Pensateci, la prossima volta che pensate di essere sfortunati! Ma vediamo di cosa si tratta.

Sintomi e segni

La sindrome di De Barsy è caratterizzata da dismorfismi facciali (rime palpebrali rivolte verso il basso, sella nasale piatta e larga e bocca piccola), con aspetto progeroide, fontanella ampia a chiusura tardiva, cutis laxa (CL), iperlassità articolare, movimenti atetoidi e iperreflessia, ritardo della crescita pre- e postnatale, deficit cognitivo, ritardo dello sviluppo, opacità corneale e cataratta. La prevalenza non è nota, ma finora sono stati descritti, come prima accennato, circa 30 casi. La trasmissione è autosomica recessiva.

Cause e istologia

In molti casi l’eziologia non è nota, tuttavia sono state identificate le mutazioni del gene PYCR1 (17q25.3) in pazienti che presentavano fenotipi sovrapposti (cute rugosa, osteopenia e aspetto progeroide) di DBS, CL autosomica recessiva tipo 2 (ARCL2), sindrome della cute rugosa (WSS) e gerodermia osteodisplastica (GO). Le anomalie oculari, i movimenti atetoidi e l’iperreflessia sono segni caratteristici della DBS, che di solito consentono di differenziarla dalla GO, ARCL2 e WSS. L’esame istologico delle biopsie cutanee nei pazienti con DBS può rivelare la presenza di fibre elastiche caratteristiche, frammentate e fini, anche se sono stati descritti pazienti con biopsie cutanee normali.

Trattamento

Il trattamento è sintomatico e comprende la chirurgia oculare precoce e la fisioterapia per prevenire le contratture. I pazienti affetti dalla DBS hanno una prognosi variabile. In alcuni casi la morte sopraggiunge durante l’infanzia per disturbi neurologici gravi e infezioni ricorrenti. Nella maggior parte dei pazienti con mutazioni in PYCR1, si è osservato un miglioramento spontaneo dell’aspetto progeroide. In alcuni pazienti i disturbi del movimento rimangono stabili.

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