Né donna, né uomo: io sono una transessuale

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI TRANS COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WA SQUIRTIG.jpgQuella nella foto qui sopra sono io: Stella. Sono più vicina ai 40 che ai 30, sono fidanzata, di lavoro faccio la stylist e sono una transessuale. Mi sono rifatta il naso, ho eliminato barba e peli con la luce pulsata, prendo ormoni femminili, e poche settimane fa ho fatto la mastoplastica additiva, una quarta coppa D. Ma mi fermerò qui. Come la maggior parte delle transessuali, non interverrò chirurgicamente sui miei organi genitali. Mi vanno benissimo così. Ho un ottimo rapporto con il mio pene. E finalmente adesso sono quello che ho sempre voluto essere. Non un uomo. Non una donna. Ma una transessuale. Ci ho messo più di vent’anni ad arrivare dove sono ora. A capirmi, a prendere coraggio delle mie azioni, a sbagliare, a ricominciare. Sono stati anni duri. Anni disperati, di depressione, e intensi, di serate ed eccessi. Ma anche anni belli. A volte guardo le ragazze transessuali più giovani, persone che hanno 15 anni meno di me, e che hanno già fatto tutto (ormoni, epilazione, seno), e mi sento una stupida per aver sprecato tutto questo tempo. Perché non l’ho fatto prima? Non lo so. Non lo so proprio. Ognuno ha il suo cammino da fare, immagino. Quello che leggi qui è il mio.

CHE LE DONNE NON MI PIACESSERO, MI È STATO CHIARO FIN DALL’INIZIO

Ero in quarta, quinta elementare e già prendevo le mie cottarelle per i compagni maschi. Ma per il resto (sono uomo o donna?), buio totale. Non sapevo neppure che esistessero i transessuali. Sapevo solo che avevo delle fantasie: avevo 12 anni, guardavo Madonna nel video di Material Girl e pensavo: «Che figa. Io voglio essere così». Guardavo Guesch Patti che cantava Étienne, con il suo look Anni 40 (longuette, camicia bianca. Sotto: un corpetto, un body, giarrettiere) e mi dicevo: «Magari essere lei, una donna di potere, bella, determinata. Una femme fatale. Supersexy». Da adolescente, andavo a cena con i miei amici, alle serate, ai pranzi di famiglia, mi mettevo in un angolo e mi annullavo. Immaginavo di fare il mio ingresso come Guesch Patti, di attirare gli sguardi di tutti i maschi, di sedurli, di piacere. Nessuno sapeva delle mie fantasie, e io diventavo sempre più cupo. Ai miei avevo detto che ero gay, ma nulla di più. Non è stato un dramma, erano di mentalità aperta, ma da allora non mi hanno chiesto più niente. La mia adolescenza è stata lunga, solitaria, incerta. Brutta.

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TUTTO È CAMBIATO QUANDO MI SONO TRASFERITO A MILANO DALLA SARDEGNA

Milano mi ha aiutato a fiorire: qui ho fatto le mie prime esperienze omosessuali, ho cominciato a uscire, a divertirmi. Una sera, avrò avuto 22, 23 anni, in un locale gay mi sono avvicinato a una transessuale: ero un bel ragazzo sardo, abbronzato, col pizzetto. Mi avvicino e le dico: «Ciao ti posso conoscere?». E lei: «Ma certo». Io: «Non l’ho mai detto a nessuno: voglio diventare una transessuale». Risposta sua: «Ma vai a quel paese. Credevo volessi provarci con me!». Non mi ricordo neppure come si chiamava, ma quella trans lì, quella sera, fu la prima ad accogliere le mie prime confidenze e a spiegarmi le cose. Nel nostro ambiente c’è una tradizione: le più adulte aiutano le più giovani. È una specie di regola non scritta, come in una tribù, in cui la conoscenza passa di generazione in generazione. Perché quando hai 20 anni, sei un uomo e scopri che vuoi vestirti da donna, tutto è complicatissimo. Non sai come nascondere la barba, come truccarti, che parrucca usare, dove comprare gli abiti. Da solo non ce la faresti mai. Anch’io, ora che sono (ehm…) grandicella, sto aiutando alcune transessuali giovani. Mi piace. Le guido, do loro consigli, le ascolto, lo scorso weekend le ho portate a ballare… Ma sto divagando. Torniamo alla mia storia.

LA SERA CHE HO FATTO LA MIA PRIMA USCITA DA DRAG QUEEN

(odio il termine travestito, mi sembra dispregiativo), il mio amico Riccardo, che era un truccatore, mi ha aiutato a prepararmi. A diventare Stella. Ho ancora una polaroid di quella sera lì: caschetto biondo platino (chissà perché è la prima parrucca che usiamo tutte), abito nero, zeppe altissime. Ho rischiato di rompermi una caviglia a ogni passo. È stato bellissimo: eravamo al Tunnel di Milano, una serata gay, e io finalmente interpretavo la parte che avevo sempre desiderato fare. Da quel giorno ho cominciato a lavorare nei locali: adoravo fare la door selector, soprattutto dei privé. Ero una femme fatale potentissima che decideva chi poteva entrare o rimanere fuori. Feci il primo passo: mi sbarazzai della barba. Per una trans i peli in faccia sono un incubo: se fai una serata in discoteca, quando arrivi alle sei del mattino, il mostro comincia a spuntare. Terribile. Dio benedica chi ha scoperto la luce pulsata. La prima seduta è stata dolorosissima, tornai a casa con il viso tutto rosso. Poi dopo qualche giorno, mentre mi lavavo la faccia al mattino, mi resi conto che i peli mi rimanevano in mano.

PER ANNI LA MIA VITA FU COSÌ: ALLA SERA ERO STELLA, LA DRAG, DI GIORNO ERO FULVIO, IL GAY

Con chi stavo? Alla luce del sole avevo storie con ragazzi omosessuali, da uomo. Di sera, con gli etero, vestita da donna. Ero condannata a essere spaccata in due. Col tempo, mi accorsi che i ragazzi gay non mi piacevano più. Io stavo bene solo con gli eterosessuali. Mi completavano. Ero diventata brava a sedurli con gli sguardi, le parole, il cervello. Il problema era che Stella, con le sue tette finte troppo grosse, i suoi eccessi, le parrucche, il trucco pesante, esisteva solo alla sera. Mica potevo andare in giro di giorno conciata così. Dopo una serata con qualcuno, aspettavo sempre una chiamata al mattino che non arrivava mai. In quegli anni ho sofferto molte volte di attacchi di depressione. Mi curavo, ma poi abbandonavo i farmaci e dopo un po’ era tutto daccapo. Ripensandoci ora, la depressione era causata dal rapporto con il mio corpo: volevo essere una transessuale, invece ero una drag queen. Era tutto finto. Alcune mattine mi svegliavo senza forze, annichilita. Non riuscivo ad alzarmi dal letto. Gli uomini con cui stavo io erano tutti fidanzati o sposati. Che cosa trovavano in me? Non saprei. Ma non pensare che fosse, banalmente, il desiderio della trasgressione. Non c’è solo quello, e comunque con una transessuale le “combinazioni” sono tante.

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POI, UN BRUTTO GIORNO, È ARRIVATA LA CRISI ECONOMICA

Persi il lavoro. Fu come diventare adulta all’improvviso. Altri mesi bui. Di incoscienza e sofferenza. Pian piano però facevo dei cambiamenti: un trucco meno forte, un look meno eccessivo, qualche iniezione a zigomi e labbra. Il mio viso diventava sempre più effemminato. Ripresi a lavorare, le cose cominciavano ad andare meglio. Ma non riuscivo a trovare il coraggio per fare il passo. Il passo degli ormoni, il vero spartiacque. Gli ormoni ti cambiano il viso, ti addolciscono i lineamenti, ti modificano l’umore: diventi molto emotiva, vulnerabile. E poi, se fai una cura forte, hai problemi di erezione. È un prezzo da pagare altissimo. Ma faresti qualsiasi cosa pur di non prolungare l’agonia. Io ci ho messo anni prima di decidere. Un giorno una mia amica trans mi disse: «Sei ridicolo. Sei una testa di donna messa sopra un corpo da ragazzo. Ti vedi?». Eravamo in centro, mi sono guardata riflessa in una vetrina: era vero. Presi appuntamento dall’endocrinologo, ma rimandai per un anno ancora. Finalmente arriviamo alla primavera del 2014. Vado da un endocrinologo, questa volta decisa davvero, e mi faccio dare una cura ormonale.

COMINCIO CON GLI ORMONI, E MI FACCIO CHIAMARE DA TUTTI STELLA

Mi metto pure le ciglia finte, quelle permanenti. Di colpo, gli etero cominciano a guardarmi sempre di più, anche di giorno. Anche se sono Fulvio. E io sono felice.Sto meglio. Dopo qualche mese faccio la mia prima uscita al mattino con un trucco leggero, al bar sotto casa. Sorpresa: nessuno sguardo di disapprovazione. A ottobre 2014 vado in centro con un paio di jeans e i tacchi. Altra sorpresa: nessuno episodio spiacevole. Certo, ci sono gli sguardi, soprattutto delle donne, a quelli ti devi abituare. Ma saranno occhiate di curiosità o di disapprovazione? Nel frattempo incontro un ragazzo che ha 25 anni, eterosessuale, e cominciamo a uscire. Ci fidanziamo. Andiamo al cinema assieme, usciamo con le mie amiche trans e i loro fidanzati. Una vita quasi normale. Prendo coraggio, e decido di fare quello che ho sempre sognato: le tette. Il primo luglio 2015 mi sottopongo all’intervento. Quando mi sveglio sono così dolorante che non riesco neppure a essere felice.

LA FELICITÀ ARRIVA DOPO, A CASA, COME UN FIUME

Un fiume di lacrime che ogni due per tre mi viene su agli occhi. Sono spossata, svuotata, come dopo aver fatto una gran fatica. Anni di fatiche. Mi guardo le tette, e mi commuovo. Io che non ho mai fatto il bagno o la doccia con nessuno (nessuno!) ora a casa giro sempre nuda. Mi guardo allo specchio e vedo che sono quello che ho sempre voluto essere. Una trans che si chiama Stella. Di giorno e di notte.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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Calcio e crisi di coppia: l’uomo trascura la donna per vedere le partite

MEDICINA ONLINE Neymar da Silva Santos Jùnior nasce il 5 febbraio del 1992 a Mogi das Cruzes, nello stato di San Paolo, in Brasile CALCIO CALCIATORE SFONDO WALLPAPER HD PICTURE PHOTO SOCCER FOOTBALL PLAYERLa stragrande maggioranza dei maschi italici ama il calcio. E la stragrande maggioranza delle mogli, delle compagne o delle fidanzate di questi maschi, invece, del calcio se ne infischia. E’ storia vecchia e ben nota ormai da decenni. Volendo approfondire l’argomento, però, ci si rende conto che molte liti e, di conseguenza, alcune delle crisi che vengono a svilupparsi tra lui e lei prendono origine proprio dal calcio o, in generale, dall’eccessivo attaccamento degli uomini alle loro passioni sportive.

Secondo un sondaggio, circa il 67% delle donne afferma di sentirsi trascurata dal proprio compagno che, invece, dedica tempo ed attenzione, in certi casi persino in maniera morbosa, alle partite. Tenendo conto che, almeno per il calcio, ci sono incontri in diretta spalmati nell’arco di tutta la settimana, il problema per molte coppie diventa serio. Le soluzioni non sono moltissime: o gli uomini cercano di rununciare a qualche ora di sport in TV per venire incontro alle richieste delle loro donne oppure le donne trovano qualche interessante alternativa ad un marito o fidanzato troppo impegnato a seguire la squadra del cuore!

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Quali sono le paure sessuali più diffuse tra le donne?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE DONNE PIANGONO DOPO AVER FATTO AMORE SESSO ORGASMO Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Pulsata Massaggio AnoE’ noto a tutti: uomini e donne sono diversi, hanno varie forme di comportarsi, di affrontare e risolvere i conflitti nonché di agire; è ovvio che queste diversità si presentino anche nei confronti del sesso. I ragazzi hanno dei timori e le ragazze altri, sai quali sono quelli femminili più comuni?

Non piacersi
Tutti gli esseri umani provano insicurezza, tuttavia, per le donne il tema di spogliarsi difronte ad un’altra persona è spesso un punto dolente quando non sono soddisfatte di alcuni “dettagli” del loro corpo (cioè quasi sempre!). Nulla di meglio per disfarti dei suoi vestiti che farle sentire che ogni poro della sua pelle è bello, che ti piace, che la desideri pazzamente, questo farà crescere immediatamente la sua autostima e ti mostrerà il suo lato più sensuale.

Non essere abbastanza eccitante
A tutte le donne piace sapere che sono brave a soddisfare il proprio uomo, che sono appassionate a letto, ecco perché uno dei principali timori è quello di non essere abbastanza sensuali e “brave” e non far sì che lui impazzisca mentre si fa sesso.

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Non raggiungere l’orgasmo
È noto che per le donne, soprattutto per alcune, non è così facile raggiungere l’orgasmo e questo è uno dei loro principali timori sessuali, perché produce anche tensioni nell’uomo, che ritiene che non abbia svolto bene il suo compito. Giungere o meno all’orgasmo è il risultato di molti fattori, una buona stimolazione, ma anche la presenza o assenza di disfunzioni sessuali, per questo motivo è importante rilassarsi e concentrarsi nel dare e ricevere piacere invece che nell’adempiere il proprio compito con ansia e stress.

Che si pensi ad un’altra, mentre lo stai facendo
Sì, molte, ma molte donne temono questo, per questo motivo è positivo non fare riferimento alle esperienze sessuali precedenti in modo esplicito: un uomo non deve dire mai che un’ex era fantastica a letto, o che la faceva impazzire, ecc. Farai sì che lei si senta insicura e che creda che stai pensando all’altra durante i vostri incontri sessuali.

Come aiutarla?
Falle ciò che ti piacerebbe che facessero a te, dille quanto ti piace il suo corpo, ciò che fa con te a letto, parlale quando senti che qualcosa si può migliorare, sperimentate nuove cose insieme, dà e ricevi piacere, occupati dei suoi orgasmi e di sicuro le ti ripagherà facendo lo stesso per te.

Consigli

  • È normale avere paure e incertezze sessuali, la chiave sta nel non farsi vincere da queste.
  • Se pensi che le tue paure sessuali sono troppo forti e ti è difficile superarle, allora non esitare a chiedere l’aiuto di uno specialista.

Sei curioso di leggere invece, le paure maschili più diffuse? Leggi questo articolo: Quali sono le paure sessuali più diffuse tra gli uomini?

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Eiaculazione retrograda: quando lo sperma non esce o è troppo poco

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma EIACULAZIONE RETROGRADA QUANDO SPERMA NON ESCE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgL’eiaculazione retrograda (retrograde ejaculation in inglese) è una patologia in cui lo sperma, durante l’orgasmo maschile, viene eiaculato totalmente o in parte nella vescica urinaria anziché fuoriuscire dal meato uretrale (l’apertura all’apice del glande del pene) tramite l’uretra peniena. L’eiaculazione viene definita “retrograda” proprio perché l’emissione del liquido seminale avviene in direzione contraria a quella fisiologica, non verso l’esterno ma verso la vescica. L’eiaculazione “fisiologica”, invece, viene invece definita “anterograda”, appunto perché il liquido seminale viene espulso verso l’esterno.

Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

L’aneiaculazione è un disturbo diverso dall’eiaculazione retrograda, per approfondire le differenze tra le due patologie, segui questo link: Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

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Sintomi e segni

Il paziente prova un orgasmo con le tipiche contrazioni, non dissimile da un orgasmo di un paziente sano, con la differenza che lo sperma non viene emesso all’esterno, oppure fuoriesce dal pene in quantità ridotta rispetto alle quantità medie emesse da un maschio adulto sano (da 2 a 5 ml di sperma). L’eiaculazione retrograda non provoca alcun dolore al paziente.

Cosa accade allo sperma rimasto all’interno del corpo?

Lo sperma, rimasto intrappolato all’interno della vescica, viene espulso insieme all’urina durante le minzioni immediatamente successive alla mancata eiaculazione.

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Cause e fattori di rischio

In condizioni di normalità, durante l’emissione di sperma, una serie di meccanismi automatici impedisce al liquido seminale di raggiungere la vescica. L’eiaculazione retrograda è dovuta nella maggioranza dei casi all’impossibilità da parte dell’imbocco della vescica di chiudersi durante l’atto eiaculatorio, e ciò permette il flusso spermatico retrogrado.
La mancata chiusura dell’imbocco della vescica è causata, a sua volta, da traumi fisici a livello vescicale, da patologie o da deficit neurologici, congeniti od acquisiti.
L’eiaculazione retrograda rappresenta un problema che riguarda molti pazienti con diabete: la neuropatia diabetica sembra infatti la maggior responsabile del danneggiamento a carico della connessione nervosa alla vescica.
Tra gli altri fattori causali direttamente implicati nell’eiaculazione retrograda, spiccano anche l’assunzione di alcuni farmaci, le disfunzioni della prostata, deficit del sistema nervoso autonomo, complicanze chirurgiche che interessano prostata e collo vescicale, e l’intervento TURP (acronimo di resezione endoscopica trans uretrale prostatica, il più noto intervento volto al trattamento dell’ipertrofia prostatica).
L’eiaculazione retrograda è stata diagnosticata anche dopo interventi chirurgici mirati, quali elettroresezione endoscopica di adenomi prostatici di natura benigna, adenomiectomia prostatica, chirurgia spinale e degli organi pelvici, chirurgia del retro peritoneo. Le cause più comuni di eiaculazione retrograda sono sinteticamente:

  • diabete;
  • disfunzioni del sistema nervoso autonomo;
  • disfunzioni della prostata;
  • complicazioni di operazioni chirurgiche a carico della prostata compiute attraversando l’uretra o di una linfoadenectomia retroperitoneale;
  • farmaci, principalmente antipertensivi, antidepressivi e neurolettici, in particolare, i farmaci neurolettici ed antipertensivi aumentano la probabilità di generare questo disturbo.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi viene confermata se si riscontra un elevato numero di spermatozoi in un campione di urina dopo l’eiaculazione. L’eiaculazione retrograda è indistinguibile dall’aneiaculazione, specie nella sua variante orgasmica, senza un esame delle urine che constati la presenza di spermatozoi nell’urina. E’ importante però ricordare che, in un paziente affetto da azoospermia (nello sperma non sono presenti spermatozoi), l’assenza di spermatozoi nelle urine non esclude con certezza l’eiaculazione retrograda: in simili frangenti, è consigliata la ricerca del fruttosio nell’urina.
Tra le altre strategie diagnostiche, anche l’ecografia prostatica trans rettale potrebbe rappresentare un valido aiuto per l’indagine di eventuali anomalie morfologico-strutturali delle vescicole seminali.

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Trattamento e complicanze fisiche e psicologiche

L’eiaculazione retrograda, come facilmente intuibile, può risultare in un’evidente causa di sterilità, oltre a determinare danni psicologici non indifferenti nel paziente. Per approfondire continua la lettura con questo articolo: Eiaculazione retrograda: cure e complicanze fisiche e psicologiche

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, erezione e libido maschile e femminile

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dai rapporti sessuali:

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Stella Walsh: un’atleta coraggiosa con un segreto inconfessabile

MEDICINA ONLINE STELLA WALSH ATLETA CORAGGIOSA SEGRETO INCOFESSABILE SESSOQuando il rapinatore tirò fuori una calibro 38, Stella Walsh, che a 69 anni aveva ancora una forza indomita, reagì cercando di afferrare l’arma. Partì un colpo che le perforò stomaco e intestino, lasciandola riversa sul terreno di un parcheggio di Cleveland.

Chi la uccise e chi ritrovò il suo corpo che lottava contro la morte non la riconobbe.
Non riconobbe Stanisława Walasiewicz, la bambina emigrata dalla Polonia a inizio ‘900, che aveva cambiato il suo nome in Stella Walsh.

Non riconobbe la centometrista che aveva vinto alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932 stabilendo il record del mondo. Non riconobbe la donna che a Berlino nel 1936 confermò l’oro nei cento metri piani e trionfò anche nei duecento. Insomma non riconobbe una delle atlete più forti di tutti i tempi.

Stella, portata all’ospedale più vicino, si arrese sul tavolo operatorio. Era il 4 dicembre 1980. Come da prassi venne sottoposta all’autopsia. L’esame rivelò una verità che i giornali definirono “sconvolgente”. Stella soffriva di mosaicismo, una condizione allora scarsamente conosciuta, in cui diverse linee genetiche si ritrovano in uno stesso individuo. In particolare Stella aveva sia organi sessuali maschili che femminili.

La stampa cavalcò in maniera vergognosa la notizia, descrivendola come un mostro, uno scherzo della natura, un mezzo uomo. Si fecero avanti anche alcune sue storiche rivali degli anni ’30 che più o meno velatamente ventilarono la possibilità di toglierle le medaglie che aveva vinto nella sua lunga carriera.

La vita privata di Stella, il matrimonio fallito, le sue più intime confidenze, vennero passate al setaccio senza rispetto e senza pietà.
Ancora oggi il pregiudizio impera su questi argomenti e purtroppo alcuni bambini in diversi luoghi del mondo devono vivere la sorte di Stella. Costretta a nascondere fin da piccola un segreto che la famiglia giudicava ignominioso.

Ma Stella aveva scelto di essere una donna nella vita. E aveva scelto di essere un’atleta. La sua autopsia dimostrò che non aveva mai assunto sostanze che potevano modificare le sue prestazioni. Aveva vinto e lo aveva fatto regolarmente. Con la grinta e la forza di volontà di chi deve custodire un segreto inconfessabile, di chi si sente come gli altri ma viene additato come un diverso. Così Stella Walsh morì come aveva vissuto: lottando.

Lottando come emigrata povera in una società razzista, lottando come donna in una società maschilista, lottando come atleta per vedere riconosciuto il suo talento, lottando come individuo contro le discriminazioni che la circondavano.

E se il suo fisico le ha dato un vantaggio, ebbene signori, è l’unico vantaggio che questa donna abbia mai avuto nella vita.

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I 10 uomini da evitare accuratamente in una relazione

MEDICINA ONLINE TRADIMENTO 10 UOMINI DA EVITARE RELAZIONE GELOSIA PATOLOGICA NORMALE DIFFERENZE GEALOUS GIRL BOY MAN WOMAN LOVE WALLPAPER AMICIZIA RAPPORTO SESSO TRADIRE FIDANZATI MATRIMONIO MARITO MOGLIE SCOPRIRE HDL’amore percorre vie strane e per ogni donna esiste almeno un uomo al mondo che la renderà felice, il problema è trovarlo, dal momento che in giro ci sono tanti uomini che sembra si divertano a far soffrire le donne (e viceversa!). Eccovi una lista di tipologie di uomo da evitare accuratamente in una relazione, se volete evitare di soffrire.

1) Il geloso
Il geloso logora la sua mente e il vostro rapporto inventando ogni giorno spunti maliziosi o possibili tradimenti in qualsiasi cosa voi facciate. Spesso sulla gelosia possono nascere delle discussioni lunghissime che alla fine non porteranno a niente e che potranno andare avanti anche per giorni. Vi conviene uscire da questa relazione a dir poco asfissiante se volete salvarvi. Attente poi che la categoria del geloso può sfociare o assere abbinata a quella del violento: ha scatti d’ira esagerati che devono far suonare il campanello d’allarme. Meglio allontanarli definitivamente.

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2) Il narcisista
Ama molto parlare di sé, ma ascolta poco gli altri. Chi ha tendenze narcisiste cerca di essere sempre al centro della scena e fa in modo di veicolare tutta l’attenzione su di sé. Il difetto principale? Non accetta le critiche e fatica ad ammettere gli errori, perché attribuisce la responsabilità degli eventi negativi agli altri o alla sfortuna. Ricorda che spesso dietro a un comportamento megalomane si cela una personalità fragile e insicura. Tuttavia questo non è un buon motivo per… scusarlo e continuare a sopportare!

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3) L’irresponsabile
Ha superato da tempo l’adolescenza, eppure adolescente lo sembra ancora, soprattutto dal punto di vista emozionale. Disprezza le regole, non si impegna nel lavoro, né mostra di essere granché interessato a mettersi in gioco: l’irresponsabile è sempre in fuga. L’errore frequente? Pensare di poterlo cambiare. A parole non conta. È possibile iniziare a prendere seriamente in considerazione ciò che una persona dice solo quando agisce di conseguenza, con i fatti. Se mai accadrà.

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4) Il manipolatore
La sua arma più importante è il ricatto. Il manipolatore isola, usa l’amore come merce di scambio e ti mette con le spalle al muro sviluppando una dipendenza emotiva lontana anni luce da un rapporto di coppia costruttivo e sereno. È sempre pronto a minacciare di toglierti il suo amore? Lascialo andare: perdere chi denigra e colpevolizza gli altri alla lunga andrà a vantaggio della tua autostima. Amore è prendersi cura, creare fiducia.

5) L’egoista
Se percepisci che ci sia una remota possibilità che dietro atteggiamenti rigidi si nasconda una scelta di priorità ovvero l’io, è i caso di valutare la rottura. Anteporre sempre i propri, interessi, i propri corsi, il proprio lavoro, i propri genitori significa abituarti all’idea di accontentarti degli spazi rimanenti nella fitta rete di impegni. L’interesse sarà dell’io, insostituibile dal plurale noi.

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6) L’uomo senza difetti
Ognuno di noi ha dei difetti e l’uomo senza difetti non esiste. Se il vostro uomo vi fa vivere una vita di coppia talmente perfetta che vi sembra quasi di vivere una soap opera degli anni ’80, state attente! L’uomo dall’apparenza fin troppo perfetta finisce spesso per rivelare un retroscena abilmente nascosto dietro un muro di apparenza artificiale e ben costruita.

7) L’innamorato istantaneo
L’amore è una cosa bellissima, talvolta improvvisa, certamente magica e incomprensibile. A tutto c’è un limite, però. Proclamarsi innamorato dopo una settimana che ci si frequenta, promettere amore eterno o, peggio, dirti che non può fare a meno di te al primo appuntamento è tipico dell’innamorato istantaneo. Non lo fa con cattiveria: lui ci crede veramente al “ti amo” che vi dice dopo tre giorni che vi conoscete, ed è per questo che voi gli credete. Si innamora “istantaneamente” in media due volte al mese ed “istantaneamente” si disinnamora; l’importante è non cascarci.

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8) Il violento
Anche se lui ti ispira simpatia e una certa attrazione fisica, indaga per comprendere se soffre di dipendenze, qualunque esse siano. L’inclinazione all’ira o repentini scatti devono far scattare in te il campanello d’allarme: troppo spesso, come insegna la cronaca, questi segnali vengono sottovalutati dalle donne che si lasciano ingannare a comportamenti apparentemente gentili e rassicuranti. Il violento camuffa la propria natura.

9) Il mammone
Questa categoria è tra le più subdole perché il mammone all’inizio ispira tenerezza, soprattutto nella prima fase quando tutto di lui ci sembra meraviglioso. Attenta perché potrai trovarti in un poco piacevole rapporto a tre con voi due e la mamma perfetta e sempre presente, nella quale lui cercherà conforto e dalla quale correrà alla prima difficoltà. Inoltre ci saranno sempre paragoni di tipo culinario: sì, è buono ma mia mamma è insuperabile. Anche in questo caso cerca di capire subito in che guaio ti stai cacciando. E se non vuoi vivere una perenne frustrazione da confronto, lascialo perdere.

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10) Il bugiardo
È bravissimo a trovare sempre una giustificazione valida, ogni ritardo è corredato da una spiegazione accurata. Avrà sempre una scusa pronta e darà sempre una spiegazione molto accurata di ogni sua mancanza o ritardo: tutti quei particolari devono farvi dubitare subito. Questa categoria di uomini è da considerarsi spesso patologica: cercano di ottenere qualcosa mentendo sempre e quasi mai si scusano per il loro comportamento quando vengono scoperti. Per loro la bugia è pane quotidiano e la considerano la normalità. Spesso sono poi dei manipolatori minando così anche la tua autostima. Meglio lasciarlo perdere e cercare una persona autentica e di cui potersi fidare. Accontentarsi di una facciata perfetta quando dentro si vive un inferno logora la salute: invece di togliere fiducia a te stessa… toglila al bugiardo di turno e scegli di riprendere in mano la tua vita.

Se hai problemi di coppia ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a superare questo momento difficile.
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Le confessioni di un mio paziente masturbatore cronico

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Per comprendere meglio il problema, vi presento oggi un elenco di alcuni pensieri di un masturbatore cronico riguardo alla propria “attività”, che mi sono stati confessati da un mio paziente trentenne. Sono i tipici pensieri di chi ancora non comprende che alcuni tipi di masturbazione possono configurare una vera e propria patologia:

1) che problema c’è a masturbarsi tanto? Che sarà mai! Non faccio male né a me né agli altri… Non reco fastidio a nessuno quando lo faccio;

2) non faccio male alla mia salute, anzi la miglioro, visto che è assodato che la masturbazione non fa male alla salute, anzi fa bene: il mio medico di base mi ha detto che abbassa il rischio di cancro alla prostata;

3) masturbarsi è una cosa naturale, quindi non potrà mai farmi male: lo faccio ogni giorno da vent’anni e sto benissimo;

4) non ho tanti soldi da spendere in divertimenti: masturbarmi è un piacere che posso ottenere gratis;

5) posso fruire di una quantità di video porno illimitata: se mi “stufo” di un video, passo al successivo;

6) qualsiasi mia voglia recondita, può essere soddisfatta da video sempre più estremi e trasgressivi, quindi è una passione che posso portare avanti facilmente;

7) io non ho alcun problema: se voglio posso smettere di masturbarmi quando voglio, mica sono malato, basta evitare di farlo;

8) posso masturbarmi per tutto il tempo che lo desidero, quando e dove voglio;

9) quando mi masturbo, non devo sottostare a quello che la mia donna vuole;

10) quando mi masturbo, non vengo giudicato da nessuno e non ho paura di “fare cilecca”;

11) non ho successo con le donne e sono sempre solo, almeno masturbandomi provo quel piacere sessuale che mi manca;

12) mi annoio, masturbandomi il tempo passa divertendomi;

13) quando sono stressato, non c’è nulla di male se – anziché pensare al mio problema e cercare di risolverlo – allevio un po’ la tensione con una masturbazione;

14) a lavoro mi è capitato di andare in bagno a masturbarmi, certe volte metto da parte i miei impegni e rimango indietro col lavoro, per masturbarmi, ma alla fine nessun collega lo sa e comunque riesco a fare il mio lavoro, quindi non c’è alcun problema;

16) una volta ho preferito rimanere a casa a masturbarmi tutta la sera piuttosto che uscire con i miei amici;

17) preferisco masturbarmi al fare sesso con la mia ragazza;

18) potendo guardare donne bellissime che fanno cose estreme nei video porno, la mia donna ultimamente mi appare meno bella ed il fare sesso con lei è sempre più noioso;

19) subito dopo la masturbazione e l’orgasmo, a volte mi rendo conto che forse mi sto masturbando un po’ troppo e che forse è il caso di diminuire il numero di masturbazioni giornaliere, ma poi penso che è uno dei pochi piaceri della vita che mi sono rimasti, quindi come potrei vivere senza…;

20) quando mi viene voglia di masturbarmi, se non posso farlo mi prende l’ansia ma la reputo una cosa abbastanza normale, d’altronde anche se ho fame e non posso mangiare, provo fastidio;

21) internet è pieno di porno, se facesse male non potrebbero esistere tutti questi siti con video pornografici…;

22) ultimamente con la mia ragazza il sesso è meno soddisfacente e non riesco ad avere sempre una erezione, ma penso sia normale – dopo qualche mese insieme – che il sesso diventi un po’ noioso;

23) ultimamente ho considerato l’opzione di andare con una prostituta;

24) sono io che scelgo di masturbarmi o di non masturbarmi: niente mi costringe a farlo;

25) dopo che mi masturbo, a volte penso che non dovrei farlo più, ma dopo un paio d’ore mi sto già masturbando di nuovo, non riesco a smettere di farlo.

Tutti questi pensieri ricorrenti e giustificatori, simili a quelli di un tossicodipendente, a volte perfino contraddittori (“smetto quando voglio” e “non riesco a smettere”), uniti alla spropositata quantità di materiale pornografico reperibile gratuitamente in rete in qualsiasi momento e posto grazie ad un semplice smartphone, rendono il vortice della masturbazione compulsiva con video porno online, molto difficile da spezzare e trasformano un gesto originariamente naturale e fisiologico, come la masturbazione, in una schiavitù giornaliera. Il masturbatore compulsivo spesso non si sente “malato”, né esternamento appare come tale, perciò non interviene ed il problema peggiora progressivamente, anche perché – rispetto ad altre tossicodipendenze – è facilmente occultabile dietro l’apparenza di una vita “normale”. La “vita masturbatoria” divenda un “oscuro passeggero” che accompagna l’individuo ed è in grado di interferire con la sua vita relazionale, sociale e professionale. Peggiorando anno dopo anno, i normali video pornografici cominciano ad apparire meno eccitanti del solito ed alcuni arrivano a compiere atti illegali per continuare a masturbarsi con sempre maggior piacere, cosa che può comportare conseguenze distruttive per la vita del paziente, portando ad esempio a divorzi, licenziamenti e processi penali.

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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