Perché alcuni rumori ci fanno venire i brividi e sono così fastidiosi?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE RUMORI SUONI BRIVIDI STRIDULI FASTIDIOSI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgSenti un suono acuto e stridulo ed hai un brivido di fastidio del tutto particolare, diverso da quello che, ad esempio, ci procura un “normale suono” a volume troppo alto: quante volte ti è successo? È una reazione innata che Continua a leggere

Scegliere di cambiare può fare paura ma può salvarti la vita

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SCEGLIERE CAMBIARE VITA FA PAURA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpg

E tu che vuoi fare? Rimanere tutta la vita ad aspettare davanti al bivio?

A tutti è capitato almeno una volta nella vita di aver pensato: e se cambiassi qualcosa nella via vita? E se cambiassi la mia intera vita? Qualcuno ha poi davvero messo in pratica un qualche tipo di cambiamento ma magari dopo un breve periodo di “prova” si sia arreso e abbia recuperato le vecchie abitudini, il che di solito genera molta frustrazione. Cosa è successo? In realtà, noi siamo esseri abitudinari. Non è “colpa” nostra, siamo programmati in questo modo. Il nostro cervello è un risparmiatore d’energia nato, vuole fare il più possibile con il minimo sforzo. Inoltre, non è neppure così negativo, le abitudini permettono di risparmiare tempo ed energia che si possono dedicare a cose più importanti. Ma il problema sorge quando diventiamo vittime di queste abitudini e modi di pensare, quando non lasciamo spazio per il cambiamento. Così terminiamo funzionando con il pilota automatico perennemente inserito e iniziamo a morire lentamente.

Come funzionano le nostre due menti?
Non abbiamo uno, ma due cervelli che lavorano insieme attraverso un cablaggio neurale ascendente e discendente. Esiste un cervello subcorticale, che è più primitivo e utilizza la via ascendente per comunicare con la neocorteccia, che è il livello più alto del cervello ed è collegata al processo decisionale consapevole, al pensiero e all’autocontrollo emotivo. Questo cervello usa il percorso discendente per comunicare con la zona subcorticale.
Pertanto, è come se esistessero due menti che lavorano all’unisono. La mente subcorticale è sempre attiva, più veloce, involontaria e automatica. È motivata da impulsi ed emozioni, si prende cura della nostra routine abituale e guida le nostre azioni quando dobbiamo prendere una decisione nel giro di alcuni millisecondi.
La neocorteccia è più lenta perché funziona in modo volontario. Il suo compito è quello di assecondare la routine, silenziare gli impulsi emotivi, apprendere nuovi modelli, delineare progetti e prendere decisioni delle quali abbiamo soppesato, più o meno, i pro ed i contro.
La cosa interessante è che ogni volta che dobbiamo imparare qualcosa di nuovo si attiva la neocorteccia. Ma nella misura in cui iniziamo a padroneggiare la nuova attività, per una mera questione di economia energetica, la bilancia comincia a inclinarsi verso la parte discendente. Così, quanto più ripetiamo una determinata routine, tanto più la neocorteccia si scollegherà e si attiverà la zona subcorticale. Il cervello funziona in questo modo per risparmiare energia. Con questa distribuzione dei compiti, il cervello tenta di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Naturalmente, non è qualcosa di negativo, al contrario, in questo modo vengono liberate il resto delle nostre risorse cognitive. Infatti, il sistema automatico lavora abbastanza bene per la maggior parte del tempo, ma ha anche delle “debolezze”. Le nostre emozioni, motivazioni e pregiudizi, causano inclinazioni e disallineamenti di cui non ci rendiamo conto. Pertanto, se di tanto in tanto non attiviamo la neocorteccia, corriamo il rischio di rimanere bloccati nella zona di comfort creata dal nostro cervello.

Scegliere il cambiamento può fare paura ma e imprescindibile
Il cambiamento implica innovazione, e tutti i nuovi stimoli passano prima al vaglio della zona subcorticale. Tuttavia, quando la nostra mente ha funzionato troppo a lungo su base abitudinaria, questo cambiamento genera una risposta d’allarme. L’amigdala lo considera un pericolo che va a destabilizzare l’equilibrio raggiunto, così lancia l’allarme. Se non siamo in grado di superare questa fase resteremo paralizzati, sopraffatti dalla paura. Resteremo bloccati nella nostra zona di comfort, dove ci sentiremo più comodi, ma prima o poi, quando il mondo cambierà, ci renderemo conto che non siamo stati in grado di adattarci e cambiare le nostre abitudini. Ed è proprio in quel momento che la nostra zona di comfort diventerà un posto scomodo nel quale ci sentiremo a disagio. Pertanto, è importante non fare troppo affidamento sulla nostra zona subcorticale e mantenere attiva la nostra neocorteccia. Ciò significa che dobbiamo:

  • Sviluppare l’attenzione piena, diventare più consapevoli di ciò che abbiamo intorno a noi, delle nostre abitudini, pensieri ed emozioni.
  • Cercare le novità e vivere nuove esperienze, in modo tale che il cervello subcorticale non abbia paura di tutto ciò che è nuovo.
  • Riflettere sulle nostre abitudini e credenze, chiedendoci se sono ancora funzionali o hanno perso la loro ragion d’essere.

Il segreto per cambiare è semplice: prendere la decisione con la nostra neocorteccia, e quindi coinvolgere la zona subcorticale, in modo tale che la sua funzione si limiti a mantenerci motivati. Farlo è più facile quando comprendi che queste paure, insicurezze e resistenze provengono in realtà dalla parte del cervello che vuole tenerti legato alle vecchie abitudini. Ricorda che solo quando hai il coraggio di fare ciò che non fai di solito otterrai dei risultati diversi, spesso straordinari.

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Leggere male a tuo figlio influenza lo sviluppo del suo cervello

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma LEGGERE MALE FIGLIO SVILUPPO CERVELLO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLeggere una storia ai propri figli è un’abitudine molto diffusa ed importante che potenzia lo sviluppo del bambino, anche se i neuroscienziati avvertono che staremmo sprecando una buona opportunità, perché, a quanto pare, non lo stiamo facendo correttamente.
Infatti, la maggior parte dei genitori legge ai figli la notte prima che si addormentino, per conciliare velocemente il sonno. Così il racconto prima di addormentarsi si trasforma in una routine il cui obiettivo principale è quello di rilassare il bambino. Altri genitori sono più attenti e si preoccupano che la lettura migliori le competenze linguistiche dei bambini o consolidi determinati valori.
Ma i neuroscienziati affermano che leggere libri ai bambini, senza fare pause o promuovere la riflessione, è come guardare un film. In pratica, i bambini vengono attratti nella trama e sono così ansiosi di arrivare alla fine per scoprire come termina la storia che si perdono i dettagli più importanti, o almeno si lasciano sfuggire le maggiori opportunità di crescita. La buona notizia è che i genitori possono rimediare a questo “errore” cambiando semplicemente il modo di leggere.

La lettura cambia il cervello del bambino
Uno studio condotto da psicologi della Princeton University ha scoperto che quando leggiamo un romanzo sviluppiamo un atteggiamento più empatico e comprendiamo meglio gli stati mentali degli altri. Questo perché i romanzi catturano la nostra attenzione e, attraverso la trama, ci coinvolgono nei pensieri e le emozioni dei personaggi, aiutandoci a metterci nei panni degli altri.
Un altro studio condotto presso la Emory University ha fatto un passo ulteriore scoprendo che gli effetti della lettura sul cervello non sono effimeri, ma si mantengono nel tempo. Secondo questi neuroscienziati, leggere un buon romanzo è come ricevere un dolce ma potente “massaggio”, direttamente nel cervello. E la cosa più interessante è che questi cambiamenti persistono anche cinque giorni dopo aver terminato la lettura, indicando che gli effetti della lettura non terminano quando chiudiamo il libro.
Ovviamente, la maggior parte dei libri per bambini non sono così profondi e ricchi di dettagli, ma in generale tutti i racconti infantili possono essere utilizzati per favorire l’empatia e sviluppare il processo decisionale. In effetti, uno studio condotto presso l’Ospedale di Cincinnati con bambini tra 3 e 5 anni d’età, ha rivelato che il cervello dei piccoli ai quali i genitori solevano leggere, mostrava una maggiore attività in risposta alla lettura nei settori connessi alla comprensione narrativa e le immagini visive.
Il segreto per ottenere che la lettura potenzi ulteriormente l’apprendimento e lo sviluppo del cervello infantile è molto semplice: leggere facendo delle pause.

Enfatizzare i conflitti migliora l’apprendimento
Secondo i neuroscienziati, la chiave perché i bambini ottengano il massimo beneficio dalla maggior parte dei libri è che i genitori siano in grado di evidenziare i conflitti che si presentano nella trama, esattamente l’opposto di ciò che gli adulti fanno di solito.
Infatti, spesso sorvoliamo velocemente i conflitti che si presentano nei libri, leggiamo rapidamente per arrivare alla fine, che in genere è: “e vissero tutti felici e contenti”. Ma in realtà, dovremmo proprio fare una pausa quando nella trama si presentano delle situazioni conflittuali e chiedere al bambino cosa farebbe al posto dei protagonisti della vicenda.
A questo proposito, gli studi hanno dimostrato che quando stiamo imparando e dobbiamo prendere una decisione, ricordiamo meglio. Ciò che avviene in questi casi è che il cervello inizia a funzionare nel suo complesso. Quando il bambino ascolta il racconto che gli leggono i genitori assume un ruolo passivo. Tuttavia, quando partecipa attivamente e prende decisioni circa il corso degli eventi si attivano diverse aree cerebrali che facilitano ulteriormente l’apprendimento.
Ed è proprio questo momento di riflessione che permette un apprendimento più olistico, che lascia tracce profonde nel cervello del bambino. Infatti, spesso la parte più interessante del racconto si verifica proprio quando i genitori chiudono il libro e il bambino riflette su ciò che ha sentito. Per questo si dice che i libri migliori sono quelli che fanno pensare quando la storia è finita.

Un momento per la trama e un’altro per l’ apprendimento
È importante che genitori e insegnanti comprendano che l’obiettivo della lettura non è semplicemente che i bambini imparino parole nuove o sviluppino l’amore per la lettura, ma generare esperienze più intense dal punto di vista intellettuale che favoriscano anche lo sviluppo delle funzioni cognitive. Inoltre, questa forma di lettura stimola anche l’empatia, dato che motiva il bambino a mettersi al posto dei personaggi, “buoni” o “cattivi”, contribuendo a sviluppare la “Teoria della Mente”. Inoltre, trovarsi di fronte a un dilemma morale è anche un potente strumento per trasmettere dei valori.
Naturalmente, non è necessario fare una pausa per riflettere ogni volta che leggiamo loro una storia, perché è anche importante che i bambini godano della magia della trama e si lascino trasportare dagli eventi. Tuttavia, è importante che genitori e insegnanti siano consapevoli del fatto che la lettura veloce non permette di ottenere il massimo beneficio da quei libri speciali che contengono lezioni di vita in attesa di essere scoperte.

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E’ possibile essere vergini anche dopo essere state penetrate?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ESSERE VERGINI DOPO ESSERE PENETRATE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIn questo articolo ci eravamo chiesti se restare incinta da vergini senza penetrazione sia possibile; inoltre ci eravamo chiesti se sia possibile non essere più vergini anche senza essere state penetrate.

Vediamo ora se sia possibile rimanere vergini anche dopo essere state penetrate. In un certo senso, la risposta è si. Se facciamo coincidere la perdita della verginità con la deflorazione (cioè la rottura dell’imene che è la membrana che ricopre l’ingresso della vagina), allora si può rimanere vergine anche dopo la penetrazione del pene. Questo perché in alcuni casi l’imene è particolarmente elastico e rimane pressoché intatto anche dopo la prima penetrazione. Inoltre grazie alle ultime tecniche di chirurgia estetica, ricordo che un imene lacerato può essere anche ricostruito chirurgicamente tramite imenoplastica. Un imene integro NON è quindi sempre indice di verginità.

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E’ possibile perdere la verginità senza essere state penetrate?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO IMENE DOVE SI TROVA VERGINE LACERATO ROTTURA DEFLORAZIONE VAGINA DONNA RAGAZZA PENE PENETRAZIONE SESSO SESSUALITA PRIMO RAPPORTO SESSUALE

Una nostra giovane lettrice, ci ha scritto: “Cara redazione di Medicina OnLine, ho paura che il mio imene si sia rotto mentre mi masturbavo. E’ possibile non essere più vergini anche se non ho mai avuto rapporti sessuali con nessuno? Grazie”

Ricordiamo per prima cosa a tutti i lettori che in questo articolo ci eravamo chiesti se restare incinta da vergini senza penetrazione sia possibile; inoltre ci eravamo chiesti se sia possibile essere vergini anche dopo essere state penetrate. Detto questo, vediamo ora se sia possibile NON essere più “vergini” anche SENZA essere state mai penetrate da un pene.

La risposta è SI, ma solo se facciamo coincidere la perdita della verginità con la deflorazione (cioè la rottura dell’imene che è la membrana che ricopre l’ingresso della vagina). La lacerazione dell’imene non avviene necessariamente durante il primo rapporto sessuale con penetrazione del pene: in alcuni casi può avvenire precedentemente al primo rapporto sessuale penetrativo, ad esempio a causa dell’introduzione di oggetti (dita, assorbenti interni, sex toys…) in vagina oppure a causa di un trauma dovuto ad incidenti, masturbazione particolarmente invasiva, attività fisiche e sportive, oppure anche a causa di malattie (ad esempio infezioni) o una operazione chirurgica denominata imenotomia (o “imenectomia”) necessaria in alcuni casi di imene imperforato congenito o acquisito, per curare un ematocolpo, cioè la raccolta anomala di sangue nella vagina. In tutti questi casi l’imene può apparire lacerato e la donna potrebbe essere considerata “non più vergine” dal partner, anche senza che lei sia mai stata effettivamente penetrata.

L’imene lacerato può in alcuni casi essere ricostruito, grazie l’intervento chirurgico denominato imenoplastica.

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Restare incinta vergine senza penetrazione è possibile?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma RIMANERE INCINTA VERGINE SENZA PENETRAZIONE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgMolte giovani pazienti alle prime esperienze sessuali mi fanno questa domanda:

si può rimanere incinta essendo vergine, cioè senza che un pene mi abbia mai penetrata in vagina?

La risposta è sì, anche se le possibilità di essere incinta senza penetrazione sono decisamente basse, ma è bene affermare che l’oocita può essere fecondato da uno spermatozoo anche quando la donna è vergine e non è mai stata penetrata da un pene. Ai meno esperti di anatomia la risposta potrebbe sembrare strana, per fare chiarezza cerchiamo di capire per prima cosa cos’è e come è fatto un imene.

Anatomia dell’imene

L’imene (dal greco hymén, membrana) è una membrana mucosa che ricopre l’esterno dell’apertura della vagina. Nel primo rapporto completo solitamente – ma non necessariamente! – avviene la deflorazione, cioè la rottura dell’imene, evento che viene fatto coincidere con la perdita della verginità. Molti pensano che, finché si è vergini – cioè finché non avviene la rottura di questa membrana – rimanere incinte sia impossibile, ma ciò non è vero. L’imene, anche quando è integro, non è infatti a “tenuta stagna”, bensì possiede una piccola apertura (a volte anche più di una, di grandezze e forme variabili, come potete vedere sul lato destro della foto in alto). Queste aperture nell’imene, non solo sono assolutamente normali, ma sono anche necessarie per permette il passaggio verso l’esterno del sangue mestruale e delle secrezioni: se l’imene fosse a tenuta stagna, tali liquidi rimarrebbero intrappolati nella vagina, con grandi rischi per la salute.

Leggi anche: Dita sporche di sperma toccano la vagina: c’è rischio di gravidanza?

Incinta senza rottura dell’imene

Tramite l’apertura fisiologica di un imene integro, lo sperma emesso nei dintorni dell’imene può comunque – seppur in quantità esigue – raggiungere la parte interna della vagina e dare avvio ad una gravidanza. Gli scenari nei quali una donna può essere incinta senza la penetrazione o con un rapporto sessuale incompleto sono i seguenti:

Quando aumenta il rischio?

La possibilità di rimanere incinta anche senza penetrazione e rottura dell’imene è tanto più probabile quando:

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Cani uccisi, macellati e mangiati sul posto: la decisione della Corea del Sud

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CANI UCCISI MACELLATI MANGIATI SUL POST  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIn Asia ogni anno vengono uccisi e mangiati oltre 30 milioni di cani. Sono i dati citati nel documentario Eating Happiness presentato lo scorso anno agli Oscar e confermati dall’associazione Human Society. Il documentario aveva un obbiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che stava accadendo in paesi come Cina, Vietnam, Thailandia o le due Coree. Ora per la Corea del Sud il messaggio sembra essere passato. Almeno in parte: il sindaco di Seongnam, città che ospita il grande mercato di Moran, il quale da solo commercia un terzo dei cani in tutto il Paese grazie a 22 rivenditori, ha annunciato lo stop alle macellazioni.

Cani scelti dai clienti e macellati sul posto
In Sud Corea ogni anno vengono consumati, stimano le associazioni ambientaliste, 2 milioni di cani. Le modalità con cui vengono allevati, custoditi e ammassati in gabbie e poi uccisi sono brutali e “inumane” tuonano da anni i membri della “Korea animals” in difesa degli amici a quattro zampe. Nella città di Moran i cani vengono scelti direttamente dai consumatori che li osservano mentre sono in gabbia: se lo desiderano, i clienti possono chiedere che vengano uccisi e macellati sul posto. Una pratica che va avanti da decenni e che, nonostante leggi del 1991, non trova fine.
Solo a Moran, mercato dove dal 1960 si vende di tutto, dagli animali vivi o morti all’antiquariato, ogni anno vengono commerciati 80mila cani. “Vogliamo fermare questo commercio – ha detto il sindaco Kang Won-gu-e  questo potrebbe essere l’inizio di un lungo cammino per risolvere il problema . Speriamo di sradicare l’immagine negativa di questo mercato”.  E’ una missione, tanto che il sindaco cita il Mahatma Gandhi: “La grandezza di una nazione può essere giudicata dal modo in cui vengono trattati i suoi animali”.

Le cose stanno cambiando
Questa pratica però in Corea del Sud sta lentamente cambiando. Complice la globalizzazione e l’occidentalizzazione, anche attraverso internet, le nuove generazioni vivono i cani come animali da compagnia e non più come cibo. Una visione, tra l’altro, che si discosta profondamente da quella dei “nemici” della Corea del Nord: Kim Jong-Un avrebbe infatti più volte incitato i suoi cittadini a mangiare carne di cane. Le fonti sulle parole del leader di Pyongyang sono sempre difficili da verificare, ma più media (anche della Corea del Sud) riportano l’appello di Kim a “mangiare i cani e ucciderli a bastonate per ottenere una carne più buona. Sono ricchi di vitamine”. Mentre dalla Corea del Nord, i primi di dicembre, agenzie vicine al regime riportavano la notizia dell’incremento di cibi a base di cane “anche da esportare all’estero”.
Il nuovo accordo fra i rivenditori del mercato di Moran e il governo cittadino di Seongnam potrebbe rappresentare però ora un nuovo punto di svolta, almeno in Sud Corea, per  questa terribile pratica. Nei prossimi giorni tutte le strutture di macellazione e le gabbie saranno rimosse e il Comune si impegna a sostenere finanziariamente i negozi che vorranno ristrutturare o cambiare i loro esercizi di vendita.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Diabete a Natale: le 10 regole da seguire per tenere sotto controllo la glicemia

MEDICINA ONLINE NATALE DOLCI NATALIZI PANDORO PANETTONE SFOGLIATA LIEVITAZIONE INGREDIENTI ZUCCHERO A VELO CALORIE RICETTE DIFFERENZE DIETA CIBO DOLCE COLOMBA PASQUA BUONE FESTE CAPODANNOCene e pranzi si moltiplicano in occasione delle feste di fine anno. E c’è chi ha già fissato l’appuntamento col dietologo subito dopo l’Epifania. Ma nonostante il diabete è possibile affrontare le festività natalizie senza troppi problemi, con le dritte degli esperti della Società italiana di diabetologia (Sid). “Le feste rappresentano un’occasione per riunirsi con i propri familiari e incontrare amici e conoscenti. Come tutti – rassicura Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) – anche la persona con diabete deve godere del tempo speso a tavola durante le festività di fine anno e seguendo poche semplici accortezze, allontana il rischio di peggiorare il proprio stato di salute”.

Il decalogo per la persona con diabete messo a punto dagli esperti della Sid, contiene alcune regole di buon senso e di facile applicazione che permettono il mantenimento di un buon controllo metabolico, senza perdere il gusto e il piacere di un buon pranzo. Con in più un consiglio fuori decalogo: “Condividete la gioia della tavola con i vostri familiari, la vicinanza dei nostri cari ci aiuta a gestire il diabete con giudizio e buon senso. Durante le festività natalizie e per tutto l’anno”. Ecco dunque i punti del ‘decalogo’ firmato dai diabetologi:

1) Occhio alle porzioni. Ridurre le quantità delle porzioni di ogni portata, per assaporare tutti i piatti della tradizione senza nuocere eccessivamente alla glicemia

2) Misurare più spesso la glicemia. Prima e dopo i pasti, per diventare consapevoli dei cibi che maggiormente aumentano la glicemia e provvedere eventualmente a correzioni estemporanee con boli addizionali di insulina, per chi ne fa uso

3) Bere tanta acqua. Quando mangiamo di più, bere tanta acqua aiuta la diuresi; al contrario, è bene limitare gli alcolici ed evitare bevande zuccherate

4) Largo alla verdura. Assunta all’inizio di ogni pasto o durante, aiuta a sentirsi sazi più facilmente e limita l’assorbimento degli zuccheri

5) Non restare a digiuno a lungo. Fare dei piccoli spuntini con frutta fresca o cereali integrali protegge da oscillazioni glicemiche ampie, permettendo di giungere al pasto successivo senza troppa fame

6) Usare l’olio extravergine d’oliva. Condire sempre le pietanze con olio extravergine di oliva, un vero toccasana per il cuore e i vasi, evitando l’utilizzo di burro o strutto

7) Dopo i pasti fare un po’ moto. Dopo un pasto sostanzioso, una passeggiata in compagnia o un po’ di ballo con gli amici consentono di attenuare i picchi glicemici post-prandiali

8) Attenzione ai dolci e alla frutta secca. Meglio non consumarli a fine pasto, quando aumenterebbero eccessivamente il carico glicemico. Preferire i dolci fatti in casa, soprattutto se preparati con farine integrali (tipo 2) o di legumi. La frutta secca, in piccole quantità, può essere assunta come uno spuntino tra un pasto e l’altro

9) Preferire metodi di cottura sani. Preparare le nostre pietanze usando la cottura al vapore, al forno, alla griglia ed evitando la frittura

10) Finiti i giorni di festa rimettersi subito in riga. Compensare tutte le eccezioni seguendo con attenzione il regime dietetico abituale nei giorni non festivi.

Per approfondire, leggi anche:

Articoli sul prediabete:

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