Melograno: proprietà, calorie, benefici per la salute, olio e scrub esfoliante

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MELOGRANO MELAGRANA GRANATA FRUTTO DIETA CIBOIl melograno (Punica granatum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Punicaceae, originario dell’Asia sud-occidentale ed ormai diffuso in tutto il mondo. Il frutto del melograno si chiama granata o melagrana. Con il termine melograno spesso si indicano sia l’albero che il frutto, ma più correttamente in italiano il frutto viene chiamato melagrana, tuttavia da ora in poi nell’articolo chiamerò il frutto con “melograno”. Il nome melograno deriva dal latino malum (“mela”) e granatum (“con semi”). La forma del melograno ricorda in effetti quella di una mela, ma ecco all’interno la sorpresa dei suoi numerosi chicchi dal gusto leggermente acidulo.

Qual è il periodo dell’anno tipico della melagrana?
E’ un frutto tipico dei mesi più freschi, quelli autunnali (matura a partire dal mese di ottobre).

Quante calorie ha una melagrana?
E’ un frutto poco calorico, 100 grammi di melagrana contengono circa 65 calorie. Un melograno di media grandezza contiene solitamente circa 70/80 calorie.

Proprietà e benefici della melagrana
E’ ricco di sostanze molto importanti per la nostra salute, tra cui:

1) Antiossidanti contro i radicali liberi. Il frutto del melograno è tra i più ricchi di antiossidanti. In particolare è una fonte di flavonoidi che aiutano il nostro organismo a mantenersi in salute e a prevenire l’invecchiamento precoce. In generale gli antiossidanti servono a contrastare l’azione dei radicali liberi. Grazie alla presenza di antiossidanti come gallico e ellagico , questo frutto aiuta inoltre a proteggere la pelle contro i danni UVB, proteggendo il DNA delle cellule. Per lo stesso motivo i melograni contribuiscono ad evitare il cancro della pelle, gli effetti dell’invecchiamento cutaneo e anche aiutare ad alleviare i sintomi delle scottature.

2) Vitamine per i malanni autunnali. Si tratta inoltre di una fonte di vitamine, soprattutto di vitamina A, vitamina C, vitamina E e vitamine del gruppo B. In autunno il suo contenuto di preziose vitamine ci aiuta a prevenire i malanni di stagione e a rafforzare l’organismo.

3) Sali minerali per depurare e diuresi. Il melograno contiene anche sali minerali importanti come il manganese, il potassio, lo zinco, il rame e il fosforo. La composizione di questo prezioso frutto si completa con acqua, zuccheri e fibre. La sua ricchezza d’acqua e il suo contenuto di potassio lo rendono un alimento utile per depurare l’organismo e per stimolare la diuresi.

4) Calcio per osteoporosi in menopausa. Consumare il melograno regolarmente può contribuire ad aumentare il livello di calcio: è importante ottenere la giusta quantità di calcio al giorno specie per le ossa, al fine di prevenire le malattie legate alla perdita di densità ossea come l’osteoporosi. Bere o mangiare melograni è particolarmente utile se la perdita ossea è dovuta ai cambiamenti dati dalla menopausa, questo perché i semi di melograno contengono estrogeni, l’ormone che durante la menopausa le donne perdono gradualmente a causa del depauperamento delle uova nelle loro ovaie .

5) Protezione da varie malattie. Le sostanze contenute nel melograno, prevengono molte patologie. Rafforzano il sistema immunitario, ci aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e ad abbassare la pressione sanguigna soprattutto quando il suo innalzamento è dovuto a cause alimentari. Il consumo costante di melograno sembra prevenire l’Alzheimer.

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Utilizzi della melagrana e dei suoi chicchi in cucina e in cosmesi
Come possiamo sfruttare appieno il frutto del melograno?

1) Macedonie. Alcune persone sono felicissime di sgranare i chicchi di melograno e di condirli semplicemente con un po’ do succo di limone, mentre altre utilizzano i chicchi come ingrediente aggiuntivo ad altra frutta di stagione per preparare delle macedonie.

2) Piatti salati. I chicchi di melagrana si abbinano anche a piatti salati, a partire dalle insalate di cavolo rosso e dalle insalate di cereali. Ad esempio, i chicchi di melagrana sono un ingrediente davvero gustoso da abbinare alla frutta secca per preparare il cous cous o al farro e all’uva per preparare un’insalata di frutta e cereali.

3) Succo di melograno. Come fare per preparare un gustoso succo di melograno? Preparare il succo di melograno è semplice come spremere un’arancia o un limone. Infatti basta avere a disposizione un normalissimo spremiagrumi. In questo modo otterrete una bevanda ricca di vitamine e di antiossidanti.

4) Scrub per esfoliare la pelle. I semi di melograno schiacciati sono perfetti per l’esfoliazione! Perché non fare uno scrub fai da te per viso e corpo con un po’ di zucchero?
Per aiutare ad eliminare le cellule morte della pelle basterà unire una purea di semi di melograno con olio di cocco e zucchero, ottenendo un impasto che dovrà essere steso sulla pelle con massaggi circolari, evitando il contorno occhi e risciacquando subito con acqua tiepida.

Olio di semi di melograno per pelle secca, rughe, eczemi e psoriasi
L’olio di semi di melograno si ricava mediante la spremitura a freddo dei semi rimasti dopo la separazione della polpa e l’estrazione del succo. Rappresenta circa il 12-20% del peso totale dei semi. I semi di melograno contengono vitamina E, acido ellagico, steroli e acidi grassi, in particolare acido linolenico.
Per le donne che hanno la pelle secca o irritata è un vero trattamento di bellezza, infatti i suoi usi in cosmetica richiamano sempre di più l’attenzione a questo olio antico e di grande efficacia. Ottime sono infatti le capacità di nutrire, idratare e riparare l’epidermide e migliorare l’elasticità della pelle. Senza la giusta umidità, le rughe diventano più abbondanti e pronunciate, la pelle appare asfittica e manca di lucentezza.
Questo olio apporta la giusta umidità, ha proprietà estrogeniche naturali, antiossidanti, è antinfiammatorio, antimicrobico, migliora l’elasticità della pelle e la protegge. Tali proprietà curative uniche sono dovute alla sua composizione unica di acidi grassi, principalmente acido punicico (CLA).
Olio di melograno può dare sollievo alle irritazioni dovute a eczemi, psoriasi e pelle bruciata dal sole. Aiuta la produzione di collagene e agisce sui radicali liberi. Lo si trova come ingrediente in balsami per labbra, creme, lozioni sieri per il viso, saponi, oli da massaggio, prodotti per la cura del viso e del corpo. Diversi studi recenti hanno dimostrato che stimola la proliferazione dei cheratinociti, favorendo la rigenerazione e il rafforzamento dell’epidermide.

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Si chiama Junior Cox-Noon ed è già diventato un idolo del web, anche se ha appena nove settimane di vita. Il bimbo, nato il 30 luglio 2016 a Brighton, è stato soprannominato Baby Bear per via dell’inusuale quantità di capelli che fin dai primi giorni della sua vita ha cominciato a spuntargli in testa e della pettinatura vaporosa (bouffant). La madre del bambino, intervistata dal Daily Mail, ha detto che non taglierà i capelli a Junior e li lascerà crescere spontaneamente: “È una cosa unica e va preservata”. In questo video la mamma asciuga i capelli al piccolo e la scena è veramente simpatica!

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Le 12 caratteristiche fisiche maschili che che piacciono alle donne

MEDICINA ONLINE Jason Momoa acquaman

Questa è la seconda parte dell’articolo: vi consigliamo prima di leggere la prima parte, che trovate QUI.

7) Capelli folti e luminosi

I capelli sono molto molto molto (ma molto davvero!) importanti per determinare la bellezza del viso e quindi quella dell’intera persona. Devono essere folti, ben tagliati e possibilmente devono apparire forti e luminosi, mai sporchi e assolutamente senza forfora. Decisamente non apprezzati gli uomini pelati, a meno che non assomigliate al Vin Diesel dei primi Fast & Furious! E’ anche importante però fare una differenza tra chi i capelli li ha e decide di tagliarseli praticamente a zero e chi Continua a leggere

Capire se sono incinta: i primi 7 sintomi di gravidanza

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma A CAPIRE SONO INCINTA SINTOMI GRAVIDANZA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina AnoI primi sintomi e segni  dell’esordio esordio di una gravidanza si confondono facilmente sia con la sindrome premestruale sia con disturbi di differente origine (ad esempio, quelli causati dallo stress). Come si fa, dunque, a capire se si è incinta oppure no? L’unico metodo certo è il test di gravidanza, benché anch’esso abbia alcuni limiti (se effettuato nel modo errato o troppo precocemente), insieme al primo sintomo di dolce attesa, ovvero l’assenza di mestruazioni. Vi sono, comunque, alcuni segnali da considerare e che potrebbero rappresentare la spia di una gravidanza, impariamo a riconoscere i sette più importanti, che sono anche i più precoci.

1) Ritardo delle mestruazioni

Sembra banale ricordarlo, ma il sintomo più “veritiero” ed evidente di una gravidanza è la mancanza di mestruazioni. Ma un ritardo può essere considerato la norma, laddove il ciclo mestruale si presenta solitamente irregolare. Così come in presenza di stress, traumi o cambio di stagione. Chiaramente, se il ritardo si protrae a lungo e le mestruazioni non compaiono, l’ipotesi di una gravidanza si fa più nitida.

Leggi anche: Quando fare il test di gravidanza dopo il rapporto: dopo quanto risulta positivo

2) Gonfiore e tensione delle mammelle

La gravidanza può annunciarsi con una sensazione di gonfiore della mammella e dolore al seno. Ma questi sintomi sono comuni anche alla sindrome premestruale e, dunque, con essa facilmente confondibili. C’è da aggiungere, però, che molte donne all’inizio della gravidanza percepiscono un cambiamento nella forma e nell’aspetto del seno. Quest’ultimo appare, dunque, non solo più gonfio e teso ma anche “diverso”: capita, infatti, che il capezzolo diventi più “scuro”. Anche in questo caso, sapersi osservare con attenzione è un ottimo modo per imparare a conoscersi e a prendersi cura di sé. A tale proposito leggi anche: Mastodinia: quando il seno è gonfio e dolorante

3) Sonnolenza o stanchezza eccessiva

Anche in questo caso, si tratta di sintomi spesso presenti in gravidanza ma comuni anche a numerose condizioni diverse dall’attesa. Sonnolenza e stanchezza possono, infatti, essere dovute a stress, eccesso di lavoro, cambio di stagione, carenze nutrizionali o patologie in corso (acute oppure croniche).

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4) Nausea e repulsione per alcuni alimenti e odori

Quando si pensa ai primi sintomi di gravidanza, la nausea è una delle immagini più associate. E, infatti, la nausea gravidica fa parte di una sintomatologia molto comune, spia di una gravidanza che procede nel modo migliore. Quindi, è vero che provare una sensazione di nausea o repulsione verso taluni cibi e profumi – soprattutto se tali cibi e profumi precedentemente ci piacevano ed all’improvviso li proviamo repugnanti – può essere sintomo di gravidanza. Il riconoscimento di questi segnali si fa più nitido – ripeto – se si inizia a sentire rifiuto proprio per ciò che fino al giorno prima si gradiva, per esempio per il caffè o un certo tipo di formaggio o di pesce, o ancora per il proprio profumo preferito. Ma bisogna sempre tener presente che la nausea si può associare anche a disturbi nervosi, virus gastrointestinali, digestione difficile, intossicazione alimentare ed intolleranze.

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5) Crampi addominali

All’inizio della gravidanza, nel momento dell’impianto, l’utero si contrae e provoca dolori all’addome. I “crampi da impianto” sono comuni a molte donne e rientrano dunque nella vasta sintomatologia precoce di gravidanza. Ma il mal di pancia può essere causato anche dalle mestruazioni in arrivo oppure da semplici disturbi intestinali o, ancora, da stress ed emotività.

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6) Vomito

Anche vomitare improvvisamente ed apparentemente senza alcun motivo, può essere sintomo di gravidanza, specie se ciò si associa a nausea provata per odori e cibi prima apprezzati. Il vomito da solo tuttavia non è molto attendibile come segno di gravidanza: può essere infatti determinato da molte altre condizioni e patologie, tra cui intossicazioni da cibo, farmaci, forte paura, ingestione di veleni ed affezioni gastrointestinali, epato-biliari o renali. Il vomito può inoltre essere inoltre correlato a mal d’auto, mal di mare e mal d’aria, oltre che a situazioni di ansia o stress cronico.

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7) Perdite ematiche

Le perdite di tipo ematico di solito sono correlate all’inizio delle mestruazioni. Ma, se ci si conosce bene, le perdite ematiche “anomale” possono anche rappresentare la spia di un esordio di gravidanza. Queste ultime si presentano più “leggere” e di colore diverso a quelle relative alle mestruazioni. Inoltre, in caso di gravidanza, le perdite ematiche non evolvono aumentando di intensità e quantità come durante il consueto svolgimento delle mestruazioni. Anche in questo caso, però, test e ginecologo rappresentano la via da perseguire per ottenere una risposta sicura.

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Da cosa sono attratte zanzare e mosche?

MEDICINA ONLINE ZANZARA TIGRE MOSQUITO MOSKITO MOSCA INSETTO MOSCA PUNTURA MORSO PRURITO PELLE PUNGE FASTIDIO ESTATE ATTRAE WALLPAPER PICS PICTURE PHOTOZanzare e mosche sono insetti particolarmente fastidiosi e possono anche essere veicolo di malattie, anche gravi, nell’uomo. Scopriamo oggi quali sono i motivi che li attraggono.

Cosa e chi attrae le mosche?

La mosca domestica (Musca domestica) è un insetto assai mobile ed è attratto da cumuli di rifiuti, escrementi, liquami, substrati in decomposizione che rappresentano i luoghi ideali dove depositare le uova. La più alta concentrazione di questi insetti si ha negli allevamenti di bestiame, e nei centri di raccolta rifiuti delle nostre città. E’ un insetto “curioso” guidato da sensazioni visive ed olfattive, tende a posarsi ovunque. Sono attratte indistintamente da qualsiasi cibo solido o liquido, sano e in putrefazione. Al momento della riproduzione ricerca materiali come rifiuti e letamai, sufficientemente caldi ed umidi.

Leggi anche: Come allontanare le mosche con metodi naturali

Perché le zanzare pungono?

Le zanzare che ci pungono sono solo quelle femmine (gli esemplari maschi non pungono) e lo fanno perché col nostro sangue riescono a trovare il nutrimento adatto a deporre le uova.

Cosa e chi attrae le zanzare?

Le zanzare sono attratte, in primo luogo, dal rilascio di CO2, cioè l’anidride carbonica che emettiamo col respiro: in pratica quando respiriamo la CO2 rilasciata dal nostro organismo attrae l’insetto verso di noi. Durante la gravidanza la quantità di CO2 emessa e più elevata e ciò spiega perché le zanzare prediligano le donne incinte. Il rimedio principale non è ovviamente quello di trattenere il respiro, bensì creare una fonte secondaria che emetta CO2 e “confonda” l’animale, come le apposite piastrine. I nostri profumi sono un’altra fonte molto attrattiva per le zanzare, sia quello naturale della nostra pelle, sia quelli artificiali delle case cosmetiche. Anche il calore del nostro corpo rappresenta una attrattiva per le zanzare, specie quando la temperatura esterna è più bassa e le zanzare si dirigono nei nostri appartamenti attratti dal nostro calore e da fonti di luce.
Secondo uno studio effettuato dal Pest Control Technology Institute, le zanzare preferiscono il sangue del gruppo “0” più che quello del gruppo “B” e circa il doppio di quello del gruppo “A”., quindi anche il tuo gruppo sanguigno potrebbe attrarre più zanzare. Un’altra fonte molto attrattiva è la luce ultravioletta, che non a caso vengono usati per attrarre gli insetti verso le zanzariere elettriche dove vengono uccise tramite folgorazione.

Leggi anche: Sistemi per evitare di essere punti dalle zanzare

Altre cose che attraggono le zanzare

Le zanzare sono attratte dai soggetti sportivi, per almeno due motivi: dopo un’intensa attività fisica, nei muscoli si forma acido lattico e le zanzare sono attratte dal suo odore (oltre che dal calore del corpo, che aumenta durante gli sforzi) inoltre, alcuni integratori usati dagli sportivi, aumentano la quantità di ammoniaca e di acido urico che espelli con il sudore ed anche questa è una attrattiva irresistibile per l’insetto. Anche le colonie di batteri che albergano nei pressi di piedi e caviglie, specie dopo tanto sport, attraggono le zanzare, motivo per cui tali insetti pungono soprattutto alle estremità del corpo (anche perché è qui che spesso trovano vasi sanguigni venosi rilevati e facilmente accessibili).
Bere alcolici aumenta il rischio della possibilità di essere punti, sia per l’etanolo (che attrae le mosche), sia perché l’alcol è un vasodilatatore ed aumenta la temperatura corporea. Inoltre le persone con alte concentrazioni di colesterolo o steroidi sulla pelle sembrano attirare più zanzare: anche gli ormoni fanno la loro parte. Infine i colori scuri, come il nero, ed il rosso, sembrano attrarre maggiormente le zanzare.

Prodotti per allontanare le zanzare

Di seguito vi riporto una lista di prodotti estremamente efficaci, scelti e testati personalmente da me e dal mio Staff, per neutralizzare le zanzare, le mosche ed altri insetti fastidiosi:

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Com’è fatto il cervello, a che serve e come funziona la memoria?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME FATTO CERVELLO SERVE FUNZIONA MEMORIA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene.jpgIl cervello è l’organo più importante del sistema nervoso centrale (SNC), presente in tutti gli animali a simmetria bilaterale, compreso ovviamente l’uomo.

A che serve il cervello?

Il cervello controlla tutte le funzioni del nostro corpo; quelle che permettono di restare in vita, poi le attività psichiche, motorie e sensoriali. Molte di queste funzioni sono sotto il controllo della volontà, mentre altre sono del tutto “autonome” (respiro, battito cardiaco, attività digestive ecc.). Nell’essere umano, inoltre, il cervello è la sede di funzioni cosiddette “superiori”, come il pensiero, il linguaggio, l’apprendimento ecc. Le funzioni “volontarie” del cervello si dividono in tre gruppi: quelle motorie (come camminare, deglutire, afferrare), quelle sensitive (cioè legate ai 5 organi di senso) e quelle cognitive (linguistiche, mnemoniche, logiche e di giudizio). Fra tutte le funzioni cognitive quelle più soggette all’invecchiamento sono quelle legate alla memoria.

Leggi anche: Sistema nervoso: com’è fatto, a che serve e come funziona

Quanto pesa un cervello?

Il peso è piuttosto variabile, normalmente non supera i 1500 grammi ed ha un volume compreso tra i 1100 e i 1300 cm³, tenendo presente la possibilità di significative variazioni tra individuo e individuo oltre al sesso (il cervello maschile è mediamente più grande di quello femminile) ed ovviamente all’età.

Qual è la differenza tra cervello ed encefalo?

L’encefalo (dal greco ἐγκέφαλος, enképhalos, “dentro la testa”, composto di ἐν, en, “in” e κεϕαλή, kephalè, “testa”) è quella parte del sistema nervoso centrale (SNC) completamente contenuta nella scatola cranica e divisa dal midollo spinale. L’encefalo è composto da tre parti:

  • tronco encefalico (diviso in bulbo, ponte e mesencefalo);
  • cervelletto;
  • cervello.

Da ciò si intuisce come l’encefalo sia la parte del SNC che è nel cranio, mentre il cervello è una parte dell’encefalo stesso.

Leggi anche: Tronco cerebrale (mesencefalo, ponte e bulbo) anatomia e funzioni in sintesi

Com’è fatto un cervello?

Il cervello è diviso in due parti:

  • Telencefalo (la porzione più superficiale dell’encefalo, costituito dagli emisferi cerebrali e dai nuclei della base. Il telencefalo è estremamente sviluppato e può essere suddiviso in quattro aree o lobi: lobo frontale, lobo parietale, lobo occipitale, lobo temporale. Il telencefalo include anche la corteccia cerebrale che è importantissima a livello funzionale essendo sede delle “funzioni cerebrali superiori”, quali il pensiero e la coscienza.
  • Diencefalo: posto internamente alla sostanza bianca telencefalica, è costituito da cinque porzioni (talamo, epitalamo, metatalamo, ipotalamo, subtalamo) strutturalmente e funzionalmente legate ai nuclei della base. Si trova in continuazione, caudalmente, con il mesencefalo tramite i due peduncoli cerebrali.

Leggi anche: Cervello maschile e femminile: quali sono le differenze?

Cos’è la “plasticità cerebrale”?

Il cervello possiede una proprietà straordinaria, chiamata “plasticità cerebrale”. Si tratta della capacità di modificare la propria struttura e la propria funzionalità in base all’attività dei neuroni e di rispondere all’esperienza o di essere addirittura modificato da quest’ultima. Nei primi tre anni di vita la plasticità cerebrale è altissima, ma anche il cervello adulto, sulla base delle ultime scoperte scientifici che, è in grado di rimodellarsi continuamente sulla base delle nuove esperienze, formando nuovi circuiti sinaptici o ristrutturando gli esistenti. Oggi sappiamo infatti che il cervello dell’uomo non è una struttura rigida e determinata dalla nascita ma può ancora crescere e cambiare la sua struttura fisica anche in età adulta. E siamo proprio noi, con le nostre abitudini di vita e le esperienze, a forgiare la nostra mente in un modo piuttosto che in un altro.

Leggi anche: Mark Sloan e il recupero fittizio: il mistero del cervello pochi attimi prima di morire

Cos’è la memoria?

La memoria è una delle funzioni principali del cervello. Essa consiste nella capacità di immagazzinare, mantenere e richiamare determinate informazioni. L’encefalo è in grado di elaborare impressioni figurate, verbalizzare quanto appreso e associarlo a informazioni precedenti. Maggiori sono le possibili associazioni, più è facile ricordare per tempi più lunghi quanto appreso.

Vari tipi di memorie

Classicamente si distinguono vari tipi di memoria. Uno dei criteri più frequentemente utilizzati è quello per cui, a seconda del carattere fugace o duraturo delle informazioni immagazzinate, si distinguono una memoria a breve termine (o immediata) e una memoria a lungo termine. La prima è quella che trattiene una bassa quantità di dati per pochi secondi o pochi minuti. La seconda invece consente di mantenere una maggiore quantità di informazioni per un periodo di tempo più duraturo (potenzialmente illimitato). Tutti hanno esperienze di memorie a lungo termine in cui i ricordi si associano a emozioni forti vissute in una determinata circostanza. Nella memoria a lungo termine si possono poi distinguere una memoria episodica che riguarda le esperienze personali o i ricordi e che dipende dal contesto, soprattutto affettivo, con cui sono state vissute e una memoria semantica che si riferisce ai ricordi dei fatti e alla conoscenza degli oggetti e del mondo (la cui rievocazione non riguarda il contesto spazio-temporale in cui queste informazioni sono state immagazzinate). Per esempio, ricordare che nell’estate di un tal anno siamo stati a Parigi riguarda la memoria episodica, ma sapere che Parigi è la capitale della Francia è conservato nella memoria semantica. Infine, con la memoria procedurale ci si riferisce alla capacità di ricordare una serie di movimenti che si compiono per svolgere un’azione automaticamente, senza averne una continua consapevolezza. Per esempio allacciarsi le scarpe, farsi il nodo alla cravatta ecc. Quest’ultima, a differenza delle altre due, è molto più resistente all’usura del tempo e al danno cerebrale. L’incapacità di ricordare si definisce invece “amnesia”. Si distinguono l’amnesia anterograda, quando non si riescono a immagazzinare nuovi dati dopo un trauma (per esempio uno shock psico- fisico, un lutto, un incidente) e l’amnesia retrograda quando non si ricordano più eventi accaduti immediatamente prima di un trauma (un fenomeno tipico degli incidenti e dei traumi cranici). Per approfondire, leggi anche:

Come funziona la memoria?

Nell’encefalo non esistono singole zone deputate alla memorizzazione dei singoli dati. Ogni informazione, infatti, viene distribuita attraverso un complesso di cellule deputate alla memorizzazione. Il funzionamento della memoria non è stato ancora del tutto chiarito: nuove memorie vengono immagazzinate all’interno di nuovi circuiti neuronali (ogni nuovo dato crea dei nuovi collegamenti nel nostro cervello). Continua la lettura con questo articolo: Come funziona la nostra memoria e come facciamo per aumentarla: guida per prendere trenta e lode agli esami universitari

Integratori per il cervello e la memoria

Prodotti ottimi per contrastare la stanchezza mentale e migliorare memoria e concentrazione, sono:

Per approfondire: Gli integratori per allenare il tuo cervello e sviluppare una memoria prodigiosa

Leggi anche:

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Cervello maschile e femminile: quali sono le differenze?

MEDICINA ONLINE CERVELLO MASCHILE FEMMINILE DIFFERENZE ENCEFALO PSICOLOGIA AMORE PENSIERI OBIETTIVI PROBLEM SOLVING SOLUZIONE ITER MECCANISMI MEMORIA RAGIONAMENTO.jpgIl cervello è l’organo più importante del sistema nervoso centrale con un peso piuttosto variabile che non supera i 1500 grammi ed ha un volume compreso tra i 1100 e i 1300 cm³, tenendo presente la possibilità di significative variazioni tra individuo e individuo, anche legate a sesso, età e altri fattori.

Il cervello della donna adulta pesa in media circa il 12% in meno di quello dell’uomo adulto. Fino a non molti decenni or sono questo veniva interpretato come il correlato biologico di una presunta superiorità intellettiva dell’uomo rispetto alla donna. In realtà questa differenza riflette semplicemente la maggiore taglia corporea del maschio rispetto alla femmina nella specie umana. Infatti se si fa una misura non assoluta del peso cerebrale, ma relativa al peso corporeo la differenza si annulla ed anzi ne esiste una molto lieve a favore della femmina.

Il cervello femminile ha l’11% in più di neuroni rispetto a quello maschile nelle aree del linguaggio e dell’ascolto, inoltre presenta zone collegate alle emozioni e alla memoria, situate nell’ippocampo, più grandi che negli uomini. Il cervello femminile ha meno circuiti neuronali nell’amigdala, zona del cervello in cui si attivano le risposte di fronte al pericolo o si generano i comportamenti aggressivi, ecco perché alcuni possono arrivare a uno scontro fisico in pochi secondi mentre molte donne fanno di tutto per evitare il conflitto.La zona del cervello in cui si genera l’ansia è quattro volte inferiore negli uomini. Nell’uomo lo spazio cerebrale preposto all’impulso sessuale è due volte più grande.

Esistono altre piccole ma significative differenze anatomiche fra il cervello della donna e dell’uomo: in particolare le connessioni fra i due emisferi cerebrali sono relativamente più sviluppate nella donna che nell’uomo, mentre in piccoli centri nervosi di una regione del cervello chiamata ipotalamo, esistono nell’uomo neuroni maggiori in numero e dimensioni. D’altro canto, test appropriati mettono in luce differenze in alcune capacità intellettive fra l’uomo e la donna, ad esempio nel pensiero logico-matematico, nella capacità di calcolo, nell’abilità linguistica, nella capacità di orientamento spaziale.

In linea di massima è possibile ipotizzare oggi che l’uomo possegga un cervello che segue schemi logici più basati sulla razionalità, mentre nella donna il funzionamento cerebrale sarebbe maggiormente di tipo intuitivo, che nell’uomo il funzionamento dei circuiti nervosi sia più rigido mentre è più plastico nella donna. Questa differenza è certamente il risultato di una catena di effetti, avvenuti nel corso di millenni, che coinvolgono la genetica, gli ormoni, il cervello, i comportamenti, e che non implicano alcun giudizio di inferiorità o superiorità, di maggiore o minore intelligenza, ma semplicemente il riconoscimento del fatto che durante l’evoluzione, nel corso di millenni, l’uomo e la donna hanno avuto ruoli diversi e per questo si sono realizzati adattamenti cerebrali diversi nei due sessi, in grado di fornire una base neurobiologica alle diversità comportamentali.

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