Niente sesso: siamo sposati, poi ho scoperto che mi tradiva

La mia non è una storia di sesso, ma una storia di non-sesso. Quello che da anni non faccio con mio marito. Quello che vorrei ricominciare a fare con mio marito: con lui l’intesa sessuale c’è sempre stata, da quando ci siamo sposati ormai 27 anni fa. Io ne avevo 22, lui – 8 anni più di me – è stato il mio primo amore. Nel giro di pochi anni ci siamo conosciuti, sposati e abbiamo fatto due figli. Il sesso? Bellissimo: non solo c’è sempre stata grande intesa ma eravamo entrambi molto aperti e senza tabù. Intesa che, con gli anni, ha iniziato a scemare. Io lo cercavo, lui diceva di essere stanco. Finché un giorno, una decina di anni fa, ho trovato il messaggio di una donna sul suo telefono.

L’amore? Una volta al mese

Non c’era nulla di compromettente, ma ho iniziato a farmi qualche domanda quando, alla mia richiesta di spiegazioni, lui ha fatto finta di nulla. A quel punto le cose fra noi hanno iniziato a ad andare sempre peggio, ci siamo allontanati. Però non sono il tipo da far finta di nulla: dopo un po’ ho deciso di parlargliene e ho sollevato il problema, sentendomi rispondere che pretendevo troppo. Facevamo l’amore una volta al mese, secondo lui per una coppia sposata da tanto era già una buona media e poi, diceva, era stanco per via dei continui spostamenti sul lavoro. Io insistevo che dovevamo ritornare alle scintille di prima, lui diceva che esageravo, che il sesso non era poi così importante.

Le mail dell’altra

Con me, di certo. Con l’altra, invece, il sesso era importante sì. Un giorno, per caso, ho scoperto sul suo pc uno scambio di mail con una donna. Mail molto esplicite – sia lei che lui si raccontavano le cose che avevano fatto a letto insieme. Parlavano di momenti di passione ma anche di trasgressione, come una volta in cui lui aveva fatto da guardone mentre lei aveva un rapporto con un altro. Mi sono infuriata, gli ho messo davanti le email e lui non ha potuto negare, anche se in un primo momento ci ha provato. Non ero arrabbiata solo per il tradimento, ma per il fatto che in quelle mail avevo riscoperto un lato di lui che conoscevo bene: l’uomo aperto, curioso, senza tabù nel sesso. L’uomo con cui avevo passato momenti bellissimi a letto. L’uomo con cui avrei volentieri sperimentato le cose che invece lui aveva condiviso con la sua amante. Sesso anale, per esempio. Ma anche sesso a tre, perché no.

E adesso, il vuoto

Gliel’ho detto: gli ho chiesto di fare le stesse cose con me, di ricominciare la nostra vita, anche e soprattutto sessuale, da zero. Cosa mi ha risposto? Che mi ama, che io sono la sua compagna di vita e la mamma dei suoi figli, che «queste cose» con me non riesce a farle. Da quella discussione sono passati anni: viviamo ancora insieme ma non abbiamo più rapporti. Io non faccio sesso da anni (né con lui né con altri: non l’ho mai tradito) e con il tempo ho anche smesso di masturbarmi: lo faccio solo raramente, è come se mi fossi «ibernata». Ho provato a comprarmi un vibratore per vedere se riuscivo a risvegliarmi da questo torpore ma non mi ha convinto, e quindi è rimasto nel cassetto. Non so come finirà la nostra storia. Non so se questa situazione, per noi, sia superabile.

Maria, 49 anni

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Bambina di 10 anni incinta al parco sta per partorire, poi arriva il “marito” e…

Quante donne incinta si possono incontrare in un posto tranquillo e rilassante come un parco? Tantissime, se però la donna incinta non è una vera e propria donna, bensì una bambina di 10 anni sul punto di partorire, allora è lecito rimanere a bocca aperta. Ed è proprio questa la reazione delle vittime di questa esilarante candid camera, quando si trovano davanti ad una scena del tutto inaspettata. I passanti non riescono a credere ai loro occhi, e si siedono sulla panchina accanto alla bambina per sincerarsi delle sue condizioni di salute. Bisogna dire che la ragazzina è un’attrice nata, che recita il proprio ruolo in maniera impeccabile, facendo credere alle malcapitate vittime di essere sul punto di partorire.

Ma ecco che in fondo alla strada spunta la jeep scura del “marito”, venuto a prendere la moglie per portarla all’ospedale. Solo che dalla vettura, guidata da un complice seduto sul sedile posteriore, scende un bambino della stessa età che corre dalla propria compagna. La cosa più divertente sono le espressioni incredule delle vittime, che non sospettano minimamente che si tratti di un simpatico scherzo! Una donna cerca addirittura di bloccare il bambino, mentre un’altra controlla l’interno dell’auto per capire come possa un ragazzino di quell’età essere in grado di guidare.

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I vantaggi del non masturbarsi: le rivelazioni di un ex masturbatore cronico

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma VANTAGGI NON MASTURBARSI MASTURBATORE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaLa castità non è una novità per il sottoscritto: molte volte, all’interno di una relazione, mi è capitato che – per vari motivi legati a me o all’altra persona -l’astinenza fosse inevitabile. Ma una volta in particolare me la ricordo chiaramente perché l’astinenza dall’eiaculare durò molto più del solito, cioè tre settimane in cui non ho fatto sesso né mi sono masturbato, in pratica, niente orgasmi ­per 21 giorni. Ero solito masturbarmi almeno una o due volte ogni giorno della mia esistenza e queste tre settimane di astinenza mi hanno cambiato la vita: sul lavoro ero concentrato, tenevo in ordine la casa, e sono riuscito a portare a termine progetti personali che avevo rimandato all’infinito.

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Sono sicuro che ti ritroverai nelle mie prossime parole

Diciamo la verità da uomo a uomo: se possiamo noi uomini non smettiamo mai di masturbarci, a nessuna età, neanche dopo che ci siamo sposati, specialmente quando ci sentiamo meno attratti dalla nostra partner (dopo tanti anni insieme) ed internet ci ha messo a disposizione gratis una quantità di “materiale” enorme: ormai basta uno smartphone con uno schermo abbastanza grande ed il gioco è rapidamente fatto: “fai sesso” con la tua pornostar preferita dove, quando e per quanto tempo vuoi. In teoria non ci sarebbe nulla di male, ma il problema è che il confine tra il masturbarsi ogni tanto ed il masturbarsi in modo compulsivo è veramente sottile. Il problema è che questo confine lo hai superato in maniera così graduale, che non ti sei mai reso conto di soffrire di masturbazione compulsiva. Lo hai tenuto nascosto alla tua partner ed al tuo medico; ci hai scherzato su coi tuoi amici maschi; hai sottovalutato il problema, ritenendo questo tipo di masturbazione assolutamente naturale. Hai trovato poche informazioni sul web perché l’autoerotismo compulsivo è ancora un argomento tabù in un paese bigotto come l’Italia. In questo modo il tuo disturbo è peggiorato e masturbarti varie volte al giorno è diventata la tua “normale” quotidianità, rubando tempo ed energie alla tua famiglia, al tuo lavoro, alla tua vita. Qualche volta hai provato a smettere, ma ci sei “ricascato” esattamente come un tossicodipendente (te lo dico subito: sei drogato di dopamina, il neurotrasmettitore che ti fa provare piacere durante l’orgasmo, la masturbazione compulsiva non è un vizio: è una tossicodipendenza). Non hai idea di quanto evitare la masturbazione compulsiva possa portare vantaggi sia alla salute del tuo corpo che della tua mente.

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Secondo la mia esperienza, astenersi per un tempo anche limitato – pochi giorni – può fare molto bene al corpo, alla mente e all’anima. Ovviamente masturbarsi ogni tanto fa altrettanto bene, ed è una pratica incoraggiata anche dagli studiosi. Per esempio Jim Pfaus, professore di neuroscienze alla Concordia University di Montreal, ci ricorda che:

La masturbazione riduce lo stress, ed è dimostrato che fare sesso o masturbarsi può abbassare il battito cardiaco per 12 ore e ridurre il rischio di cancro alla prostata. In più, ci permette di migliorare le nostre vite ed i nostri ritmi sessuali; se pianificata ci aiuta ad esempio quando soffriamo di eiaculazione precoce. Masturbandoci ci concentriamo sugli stimoli erotici o pornografici a cui siano esposti. Questo amplia le nostre fantasie sessuali, e di conseguenza è un arricchimento dei nostri processi creativi.

Perciò è importante continuare a masturbarsi saltuariamente, ma anche astenersi per qualche tempo ha enormi benefici. Benefici che, con l’aiuto del professor Pfaus, voglio condividere con voi, per spingervi a provare l’astinenza dalla masturbazione.

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SEI SEMPRE TU, MA SEI PIÙ PRODUTTIVO

Nelle tre settimane di astinenza ho scritto 20 articoli, costruito un letto, iniziato a lavorare a un libro e mangiato molta insalata, proprio come ogni adulto funzionale che teme le malattie cardiovascolari. Appena ho ricominciato a masturbarmi tutta quella produttività è calata, come se col mio sperma se ne fosse andato anche tutto il mio potenziale. Non sono un esperto, ma ho immaginato che ci fosse una spiegazione scientifica; dato che il liquido seminale contiene testosterone, se ti tieni dentro quel testosterone finirai per essere più reattivo, giusto? Più o meno. Mi spiega il professor Pfaus che:

Trattenere il liquido seminale non fa sì che i suoi componenti ‘ritornino’ nel sangue, però, se il liquido seminale resta nel tuo corpo, significa che non stai facendo sesso né ti stai masturbando, e che perciò devi essere più pronto e vigile nel caso si presenti l’occasione. Penso che questa sia l’energia di cui si parla nel sesso tantrico. Imparando a mantenere un’erezione senza eiaculare fa sì che l’organismo scaturisca in un piacere finale più intenso. È vero per noi come è vero per i ratti. Questo aumento di ‘energia’ è un fattore psicologico e non solo fisico.

Questa è la mia esperienza personale con l’aumento di energia. Dopo essermi impostato in modalità “no alla masturbazione”, ho scoperto che avevo bisogno di tenere la mente occupata. E cosa c’è di meglio che provare a montare un letto o dedicarsi a qualche hobby? Evitando la masturbazione, il tempo a mia disposizione per fare qualunque cosa era improvvisamente aumentato, così come la mia energia e voglia di fare.

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NON VUOI PIANGERE APPENA TI SVEGLI

Da giovane mi svegliavo ed il mondo mi sembrava un luogo meraviglioso e pieno di opportunità. Ora che sono un uomo adulto, ogni mattina porta con sé mal di schiena, decine di e­mail da leggere ancora prima di essermi lavato i denti e qualcuno che ci mette millenni per ritirare dei soldi al bancomat proprio quando vai di fretta e c’è traffico perché piove. Durante le tre settimane di astinenza, per qualche ragione, ogni mattina era sempre meno brutta della precedente, pioggia o non pioggia. Non masturbarmi mi dava una sensazione di leggerezza, come una sensazione di pulizia. Dice il professor Pfaus:

Alcuni uomini provano un forte sentimento di colpa legato alla masturbazione, altri cercano di raggiungere l’orgasmo diverse volte al giorno, in maniera ossessiva-compulsiva. Alcuni uomini soffrono di entrambi i problemi. Questo meccanismo ossessivo-compulsivo li porta a masturbarsi frequentemente, troppo frequentemente, perché alla fine non solo diventano dipendenti dalla dopamina a livello fisico, ma creano anche a livello psicologico un rapporto di rifiuto verso il loro pene e il meccanismo di eiaculazione.

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Nel masturbatore cronico ogni momento è buono per masturbarsi, sia a casa che fuori casa. Qualsiasi cosa tu stia facendo, basta un minimo stimolo (a volte neanche quello!) affinché il tuo pene “prenda il controllo della situazione”. E’ come se tu perdessi la capacità di controllarlo. Fondamentalmente, non riuscire a controllare il tuo pene, o pensare di non poterlo fare, è un’esperienza abbastanza miserabile che va ad aumentare l’ansia che è proprio alla base della masturbazione cronica, in una sorta di circolo vizioso che aumenta sempre più. La parte di te che ti rende più maschio col tempo diventa paradossalmente quella che ti priva della virilità. Combattere per riacquistare il controllo sul tuo pene può farti uscire da quel mondo in cui sei sempre all’erta per poter rubare qualche minuto per masturbarti. E, oggettivamente, può essere un gran bene.

Leggi anche: Come fare per avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?

UN’EREZIONE COSTANTE

Questo effetto non bisogna neanche spiegarlo: più che un aspetto positivo è una reazione fisica. Non masturbarsi può farti sentire all’erta, pulito, e pronto a capovolgere la tua vita. Tuttavia ti ritroverai ad avere erezioni in qualsiasi momento, perfino quando sei al telefono con tuo padre o quando vai al supermercato a comprare il pane. Come ci spiega il professor Pfaus:

L’erezione, sia per gli uomini che per le donne, richiede l’azione del sistema nervoso simpatico e di quello parasimpatico. Innanzitutto il cuore deve pompare più sangue nei tessuti. Poi, una volta che il sangue irrora la spongiosa—il tessuto spugnoso posizionato nella parte cavernosa di pene e clitoride, vicino alle labbra e in altri tessuti erettili—il sistema nervoso parasimpatico prende il sopravvento, facendo in modo che il sangue rimanga nelle zone genitali. C’è un meccanismo spinale nella zona lombare inferiore che serve a passare dal sistema parasimpatico a quello simpatico, che di conseguenza attiva l’orgasmo (e nell’uomo l’eiaculazione). Mentre hai un’erezione, questo meccanismo è inibito (tra le altre cose) da una diminuzione della serotonina. Quindi, se ti masturbi di frequente, finisci per essere in uno stato refrattario, che attiva il meccanismo di diminuzione di serotonina, ma che ora diminuisce o inibisce il sangue che fluisce nei genitali, perché mantiene il tono parasimpatico (che genera una contrazione dei vasi sanguigni). Perciò se ti rilassi per un po’, dalle 24 alle 48 ore, diciamo, noterai che l’erezione successiva sarà maggiore. Comunque ognuno è fatto a modo suo, per cui una situazione ottimale per una persona può rappresentare una disfunzione per un’altra. Bisogna prendere caso per caso.

Quindi se volete darvi all’astinenza, cercate di capire quanto tempo è indicato per voi. E se volete provare a resistere per un po’, ma non volete che la gente vi fissi in metropolitana, dovete stabilire un tempo di astinenza ragionevole.

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POTRESTI ACCUMULARE UN PO’ DI FRUSTRAZIONE

Questa è la parte più fastidiosa e imbarazzante dell’astinenza. E non è decisamente un lato positivo. Privati di un qualsiasi svago sessuale per più di 48 ore, quasi tutti gli uomini che conosco farebbero precipitare la scala evolutiva trasformandosi in esseri simili a scimmie. E non c’è niente di peggio che essere degli stupidi scimmioni. La distrazione offerta dal lavoro e gli hobby è utile, e se riesci a mantenerla magari hai anche probabilità di cavartela. Ma è assolutamente sensato che l’assenza di masturbazione faccia impennare i propri desideri sessuali. Di conseguenza, almeno secondo la mia esperienza, la castità è qualcosa che – paradossalmente – si gode appieno con un partner. Se lo fai da solo, sia per scopi sadici che a mo’ di sfida personale, ed improvvisamente ti rendi conto di essere in mezzo a una stanza e di aver fissato la stessa persona per più tempo del necessario, allora ti consiglio di fermarti.

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema. 

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Traduzione ed adattamento:
Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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I forti non umiliano gli altri: li aiutano a migliorarsi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma FORTI NON UMILIANO GLI ALTRI AIUTANO Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina.jpgLe persone forti e sicure di sé, in palestra, le riconosci subito. Non hanno bisogno di ostentare la propria forza, né di mettersi in posa di fronte allo specchio, né di fare versi disumani ad ogni sforzo per farsi notare dal pubblico. Le persone forti e sicure di sé si allenano senza far rumore, quasi in disparte.

E soprattutto le persone forti non umiliano gli altri: li aiutano a migliorarsi.

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Sposa aggredisce il marito durante il viaggio di nozze perché ha il pene troppo…

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SPOSA MARITO NOZZE PENE TROPPO GRANDE GROSSO Legge 104 Avvocato Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Pene.jpgCome ci racconta il dailymail, Mnombo Madyibi è un uomo sudafricano di 32 anni, conosciuto tra gli amici con il soprannome di “anaconda” che è rimasto vittima di una storia molto curiosa. Il suo nomignolo svela gran parte del motivo dell’inconveniente che gli è successo: l’uomo infatti, a causa delle sue doti molto virili, invece che venire apprezzato per il dono ricevuto da madre natura, è stato aggredito dalla donna che aveva appena sposato.

I due, che prima del matrimonio non avevano mai avuto rapporti intimi, durante il viaggio di nozze hanno ricevuto uno spiacevole finale: la neo sposa, alla vista del pene del marito, è rimasta letteralmente sconvolta. Accecata dalla rabbia, si è così scagliata contro Mnobo, prima mordendogli un orecchio, per poi aggredirlo con un orso di peluche e rompergli infine una bottiglia di vino in testa. Lo sposo, incredulo per quanto accaduto, avrebbe però riferito agli agenti che la reazione della sposina è stata scatenata dal viaggio di nozze “troppo economico”. Eppure, stando alle deposizioni della donna, non sembrerebbe essere questo il motivo di tale furia.

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Perché viene la cistite e come curarla?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE VIENE LA CISTITE CURA TERAPIA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaLa cistite è una comune patologia, specie tra le donne, caratterizzata da una infiammazione della vescica. I sintomi classici della cistite sono: bruciore al tratto urinario; stimoli frequenti ed impellenti di urinare, espellendo spesso solo una lieve quantità di urina (pollachiuria); l’urina in genere è torbida in quanto contiene globuli bianchi, espressione della reazione dell’organismo nei confronti dell’infezione; l’urina può anche contenere un po’ di sangue (ematuria) a causa dell’infiammazione della vescica, ma ciò non è un indice di gravità della patologia.

Perché la cistite è più frequente nelle donne che negli uomini?

La cistite è spesso dovuta ad un’infezione da parte di microbi presenti naturalmente nel tratto digestivo: gli enterobatteri. Nell’80% dei casi, si tratta di un batterio denominato Escherichia coli (colibacillo). Nelle donne più che negli uomini, tali microbi passano facilmente dall’intestino alla vescica per ragioni anatomiche, dato che gli orifizi dell’ano e dell’uretra (canale in cui scorre l’urina proveniente dalla vescica) sono estremamente vicini tra loro. Inoltre l’uretra femminile è molto corta, misura solo dai 2 ai 4 cm (quella maschile è lunga circa 20 cm): è quindi estremamente facile per i microbi, una volta passati dall’ano all’uretra, risalire lungo l’uretra verso la vescica. Il risultato è che tale patologia è molto frequente tra le donne: una su due ha avuto o avrà la cistite nel corso della propria vita.

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Quali fattori possono determinare la cistite?

I fattori primari sono quelli che facilitano la colonizzazione microbica perineale ed il passaggio dei microbi intestinali nell’uretra. Si tratta di:

  • rapporti sessuali;
  • ricorso a lavande vaginali con prodotti che provocano squilibrio della flora batterica locale;
  • alterazioni del transito intestinale (diarrea o stipsi);
  •  menopausa, in quanto è associata ad un’atrofia della mucosa vaginale e ad una riduzione delle secrezioni vaginali, fattore di proliferazione dei microbi.

I fattori secondari di rischio di cistite sono quelli che favoriscono la proliferazione dei microbi nella vescica, riducendo lo svuotamento vescicale. Si tratta di:

  • scarsa assunzione di bevande (meno di 1,5 litri/giorno, anche meno di quantità maggiori, se il fabbisogno idrico è particolarmente elevato);
  • diabete;
  • gravidanza.

Nella maggior parte dei casi la cistite è causata da vari ceppi di E. coli, ovvero dei batteri che vivono di norma nell’intestino. Spesso le donne prendono la cistite dopo un rapporto sessuale: infatti, il rapporto sessuale consente ai batteri di raggiungere più facilmente la vescica attraverso l’uretra. Il rischio di contrarre la cistite può aumentare se i rapporti sono frequenti. La cistite può anche essere causata dal diaframma o dall’utilizzo di profilattici: in entrambi i casi è maggiore il rischio di infezione del tratto urinario.

Leggi anche: Fabbisogno idrico giornaliero: quanta acqua bere al giorno?

Perché viene la cistite nei bambini?

La cistite è un’infezione che anche i bambini possono contrarre facilmente. Le cause che possono portare alla sua manifestazione sono: un anomalia nella struttura o nella funzione dell’apparato urinario, un riflusso dell’urina dalla vescica alle uretere e verso i reni, uso di gabinetti ed abitudini non igienici, uso di bagnoschiuma o saponi che infiammano l’uretra o magari la presenza di altri casi in famiglia di infezioni urinarie. I sintomi della cistite sono di solito un forte bruciore, accompagnato spesso nei bambini da vomito e assenza di appetito. Negli adulti si manifesta invece anche un crescente stimolo a urinare o una frequente minzione.

Leggi anche: Differenza tra nefrologo ed urologo: patologie e competenze specifiche e comuni

Come si cura la cistite?

La terapia è basata sull’assunzione di antibiotici. Numerose famiglie di antibiotici sono efficaci sui batteri più frequentemente responsabili di cistiti.
A seconda dei farmaci e dei casi, la terapia può essere assunta in un’unica soluzione (trattamento monodose), per 3 giorni o per 7 giorni (in particolare in caso di diabete, nelle donne incinte o quando i sintomi sono presenti da più di una settimana).
Il trattamento deve sempre essere associato all’assunzione di molti liquidi (da 1,5 a 2 litri al giorno).

Per ulteriori informazioni, leggi: Bruciore e stimoli frequenti di urinare: cistite, sintomi e cure

Per approfondire:

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Il dramma delle spose bambine: 70 mila all’anno muoiono di parto

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DRAMMA SPOSE BAMBINE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Pressoterapia AnoVittime di abusi, discriminazioni o costrette a matrimoni forzati in età minorile, sono milioni di bambine e di giovani donne nel mondo. L’11 ottobre, è la Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze, proclamata dall’ONU, e le varie organizzazioni umanitarie ricordano l’impegno comune nella lotta ai diritti delle giovani donne, diffondendo dati allarmanti sul fenomeno.

“Oggi nel mondo ci sono oltre 700 milioni di donne che si sono sposate in età minorile e che hanno dovuto rinunciare ad avere una crescita normale, fisica e mentale. Ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una minorenne; una volta su tre – cinque milioni di casi – si tratta di una bambina con meno di 15 anni. Hanno dovuto spesso affrontare gravidanze precoci e violenze domestiche – ha sottolineato il presidente dell`Unicef Italia Giacomo Guerrera e promuovere l’istruzione delle bambine è l`investimento più potente che una nazione possa fare, perché accelera la lotta contro la povertà, le malattie, la disuguaglianza e la discriminazione di genere”.

I dati diffusi dall’Unicef sui diritti negati e sul fenomeno delle spose bambine sono preoccupanti. Sarebbero 70.000 le ragazze, tra i 15 e i 19, che muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto e le bambine sotto i 15 anni hanno 5 volte più probabilità di morire durante la gestazione rispetto alle donne tra i 20 e i 29 anni. Inoltre un bambino che nasce da una madre minorenne ha il 60% delle probabilità in più di morire in età neonatale, rispetto a un bambino che nasce da una donna di età superiore a 19 anni. E anche quando sopravvive, sono molto più alte le possibilità che possa soffrire di denutrizione e di ritardi cognitivi o fisici. Per quanto riguarda il livello di povertà e la mancata istruzione, sempre secondo il rapporto, le donne rappresentano la metà della popolazione nel mondo, ma costituiscono il 70% dei poveri. Si stima che un aumento del 10% di ragazze che frequentano la scuola, farebbe aumentare il pil del 3% e che solo 1 ragazza ogni 3 maschi frequenta la scuola secondaria.

Il fenomeno delle spose bambine è in costante aumento e, secondo il rapporto presentato oggi da Save The Children, tra le principali barriere che impediscono alle ragazze di accedere a servizi e opportunità ci sono i matrimoni precoci. “Ogni sette secondi, nel mondo, una ragazza con meno di 15 anni si sposa, spesso con un uomo molto più grande di lei”, stando ai dati del dossier Every Last Girl: Free to live, free to learn, free from harm.

La comunità internazionale si è impegnata a mettere fine alla pratica dei matrimoni precoci entro il 2030, tuttavia se il numero di spose bambine nel mondo crescerà ai ritmi attuali nel 2030 avremo 950 milioni di donne sposate giovanissime e 1,2 miliardi nel 2050, sempre secondo i dati diffusi.

“I matrimoni in età minorile rappresentano l’inizio di un ciclo di ostacoli e svantaggi che negano alle ragazze i loro diritti fondamentali, tra cui i diritti alla salute e all’istruzione, e impediscono loro di vivere la propria infanzia, di realizzare i propri sogni e di costruirsi un futuro ricco di opportunità – ha affermato Helle Thorning-Schmidt, direttore generale di Save the Children International – e ha aggiunto – “Le bambine e le ragazze che si sposano troppo presto sono spesso costrette ad abbandonare la scuola e sono le prime a rischiare di subire violenze domestiche, abusi e stupri. Rischiano inoltre di incorrere in gravidanze precoci, con conseguenze molto gravi sulla loro salute e su quella dei loro bambini, e risultano particolarmente esposte al rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come l’Hiv”.

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Il dossier contiene anche la graduatoria dei Paesi dove le ragazze hanno maggiori opportunità di crescita e di sviluppo, basata su 5 parametri: matrimoni precoci, numero di bambini per madri adolescenti, mortalità materna, completamento della scuola secondaria di primo grado e numero di donne in Parlamento. Il Niger, valutando tutti i 5 criteri, occupa il posto più basso della classifica, la Svezia quello più alto. Tra i paesi virtuosi l’Italia è in decima posizione: ha gli stessi risultati della Svezia per quanto riguarda il numero di figli per madri adolescenti (6 su 1.000) e tasso di mortalità materna (4 su 100.000 nascite), mentre ha una percentuale minore di donne che siedono in Parlamento (31% contro 44%). Per quanto riguarda gli altri Paesi, Finlandia e Norvegia, occupano il secondo e il terzo posto in classifica, mentre Spagna e Germania seguono l’Italia di qualche posizione. In coda alla classifica ci sono Ciad, Repubblica Centrafricana, Mali e Somalia, che si caratterizzano per numeri molto alti di spose bambine. Gli Stati Uniti non vanno invece oltre la 32esima posizione, in virtù di tassi di mortalità materna e numero di bambini nati da madri adolescenti più alti di quelli di altri Paesi ad alto reddito.

Inoltre si sottolinea che l’India è il Paese con il più alto numero di spose bambine, con il 47% delle ragazze, più di 24,5 milioni, sposate prima di aver compiuto i 18 anni. In India, del resto, così come in Afghanistan, Yemen e Somalia, sono numerosi i casi di spose bambine che hanno meno di 10 anni. Anche guerre e crisi umanitarie contribuiscono ad alimentare il fenomeno: molte ragazze siriane vengono costrette dalle famiglie a sposarsi in tenerissima età, nella convinzione che questo sia l’unico modo per metterle al riparo da violenze e per assicurare loro risorse e mezzi di sostentamento che le stesse famiglie non sono più in grado di garantire. Tra le ragazze siriane rifugiate in Giordania, nel 2013, una su quattro di età compresa tra i 15 e i 17 anni risultava già sposata.

Infine ogni anno, secondo il rapporto, 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni mettono al mondo un figlio, mentre sono oltre un milione le ragazze che diventano madri prima di compiere i 15 anni. Le complicazioni durante la gravidanza e il parto rappresentano, dopo i suicidi, la seconda causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni, con circa 70.000 ragazzine che perdono la vita ogni anno.

Ancora, nel mondo 30 milioni di bambine rischiano di subire mutilazioni genitali femminili nel prossimo decennio e oltre un terzo delle giovani donne nei Paesi in via di sviluppo non ha accesso all’istruzione. In molti Paesi al mondo, infine, le ragazze continuano a non potersi esprimere liberamente e a non essere coinvolte nei processi decisionali pubblici e privati. A livello globale, solo il 23% dei seggi parlamentari è occupato da donne le quali, peraltro, presiedono le Camere dei Parlamenti solo nel 18% dei casi. La più alta percentuale di donne in Parlamento si registra in Ruanda (64%).

Alla vigilia della Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze, anche Terre des Hommes ha diffuso la quinta edizione del Dossier della Campagna “Indifesa” (La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo) e ha lanciato #Indifesa per accendere i riflettori sui diritti negati. Secondo quanto riportato 44 milioni di bambine al di sotto dei 14 anni hanno subito mutilazioni genitali e l’incidenza più elevata si riscontra in Gambia (il 56% delle under 14 sono mutilate), in Mauritania (54%) e Indonesia, dove circa la metà delle bambine con meno di 11 anni ha subito questa pratica.
Se si analizza però il fenomeno in numeri assoluti, la capitale mondiale delle mutilazioni femminili, secondo il rapporto, è l’Egitto con circa 27 milioni vittime stimate. Al secondo posto l’Etiopia, con 23,8 milioni di vittime. Questi dati aiutano inoltre a mettere a fuoco un ulteriore elemento: la mutilazione genitale femminile non è un corollario della religione musulmana.  Il caso dell’Etiopia, Paese a maggioranza cristiana, “dimostra quanto la pratica della mutilazione genitale femminile sia trasversale a tutte le religioni. Riguarda infatti l’89% delle donne etiopi musulmane, il 67% di quelle cattoliche e il 69% di quelle che seguono altre confessioni cristiane”, ha affermato il Consiglio supremo dell’Università Al-Azhar del Cairo, massima autorità teologica islamica.
Ma, secondo il rapporto, il fenomeno delle mutilazioni genitali esiste anche in Europa: ci sono centinaia di migliaia di donne e ragazze che convivono con questa pratica (circa 500mila) o che sono a rischio di subirla (180mila). I dati però risalgono al 2012 e gli esperti tendono comunque a prendere in parte le distanze per via delle differenze nelle metodologie di rilevazione adottate dai singoli Paesi.
Altro dato è che il fenomeno delle mutilazioni genitali ha assunto dimensioni allarmanti anche negli Stati Uniti, dove sarebbero circa 513mila le donne, le ragazze e le bambine che hanno subito una mutilazione genitale o che sarebbero a rischio di subire questo intervento. E il loro numero, secondo un recente rapporto governativo, si è triplicato rispetto al 1990 (erano circa 168mila). Un incremento che si determinato soprattutto a causa dei flussi migratori provenienti dai Paesi in cui questa pratica è abituale.

I dati di Terre des Hommes non sono incoraggianti neanche per quanto riguarda il fenomeno delle spose bambine. Ogni anno, da quanto diffuso, circa 15 milioni di ragazze si sposano prima di aver compiuto i 18 anni e sono costrette ad abbandonare i giochi e gli studi. In Mauritania e in Niger, ad esempio, più della metà delle baby spose tra i 15 e i 19 anni ha un marito più vecchio di 10 anni o più. Oggi, sono circa 720 milioni le donne che si sono sposate prima della maggiore età. Più di una su tre (circa 250 milioni) aveva meno di 15 anni il giorno del matrimonio.
Il rapporto lancia l’allarme: “malgrado i progressi fatti per contrastare il fenomeno, se non si interverrà con politiche più efficaci il numero delle spose bambine continuerà ad aumentare nei prossimi anni fino ad arrivare a 950 milioni entro il 2030 e nel 2050 a un miliardo e 200 milioni di baby spose, la metà delle quali nei Paesi dell’Africa sub-sahariana”.
Già oggi, l’Africa è il continente più segnato da questo fenomeno: Somalia, Niger, Repubblica Centrafricana, Mali, Sud Sudan, Guinea e Malawi sono tra i Paesi in cui i matrimoni precoci sono maggiormente diffusi. Tutti sono fragile states, paesi fragili, segnati da guerre (dichiarate ufficialmente o meno), emergenze umanitarie e povertà estrema.
Anche le catastrofi naturali possono essere un fattore di incentivazione del fenomeno. Il Bangladesh è uno dei Paesi in cui è più elevata l’incidenza: il 52% delle ragazze si sposa prima dei 18 anni e il 18% prima dei 15 anni; il 2% delle baby spose nel Paese ha meno di 11 anni.

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Il peggior tipo di uomo che “ci prova”, secondo le donne

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI FIORILi chiamano uomini-cozza o uomini-tellina. Il risultato cambia poco: si tratta dell’uomo che si appiccica alla propria donna senza mollarla nemmeno un istante. Il tipo appiccicoso, per intenderci. Quello che affida tutta la sua arte seduttiva prevalentemente all’eloquio, soprattutto attraverso delle “frasi tipo” che ormai le donne un po’ più sveglie hanno imparato a memoria.

Solitamente racconta fin dai primi approcci tutta la sua vita passata, comprese le vicende legate alle sue ex. Il lato peggiore di questo genere di soggetti è che, di solito, decidono tutto a modo loro senza chiedere mai alla donna cosa pensa o cosa vorrebbe fare. Ovviamente si incolla come una sorta di ventosa e segue la compagna ovunque vada lasciandole poco o nessuno spazio per sé, per le sue faccende o anche solo per un’uscita con le amiche.

L’uomo appiccicoso sa promettere cose che, a conti fatti, nessuno riuscirebbe a mantenere eppure si dilunga nel progettare un futuro improbabile accanto a chi dice di amare. Riempie la sua lei di messaggi, e-mail, telefonate e squilletti per tutto il giorno. A questo punto, signori uomini, se i vostri sistemi di corteggiamento o i vostri comportamenti sono tra quelli appena elencati, sappiate che rientrate a pieno titolo nella tipologia degli “appiccicosi” e sappiate anche che le donne, in generale, vi sopportano pochissimo. Ergo: o cambiate stile ed approccio o dovrete cercarvi una santa disposta a tollerarvi!

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