Con “legamento” (o ligamento, in inglese “ligament”) si identifica in campo medico una robusta formazione di tessuto connettivo denso di tipo fibroso che ha principalmente queste funzioni:
- tenere unite fra loro due o più strutture anatomiche, come ad esempio due segmenti di osso;
- mantenere nella posizione che gli è propria un organo;
- concorrere a delimitare aperture o cavità nelle quali si trovano altre formazioni anatomiche (come nervi, vasi sanguigni o linfatici).
Esempi di legamenti
Il nome dei legamenti deriva in genere dalle parti ossee e dagli organi con cui hanno rapporto o che collegano, per esempio: «legamento femorale, legamento gastroepatico. Esempi di legamenti sono:
- Il legamento ileofemorale: ha forma di ventaglio; origina al di sotto della spina iliaca anteriore inferiore, con due fasci che divergono a ventaglio, il fascio obliquo, diretto al margine anteriore del grande trocantere e il fascio verticale,verso la parte più bassa della linea intertrocanterica.
- Il legamento pubofemorale: nasce dal tratto pubico del ciglio dell’acetabolo, dall’eminenza ileo-pettinea e dalla parte laterale del ramo superiore del pube per perdersi nella capsula davanti al piccolo trocantere.
- Il legamento collaterale ulnare: è conformato a ventaglio e s’irradia dall’epitroclea al margine mediale dell’incisura semilunare.
- Il legamento largo dell’utero: è la porzione di peritoneo che portandosi lateralmente all’utero va a rivestire le tube uterine di falloppio.
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Funzioni dei legamenti e resistenza ai traumi
I legamenti hanno principalmente funzione stabilizzatrice, impediscono cioè che particolari movimenti o forze esterne derivanti da traumi, alterino la posizione delle strutture ai quali sono collegati. Nel corpo umano i legamenti sono disposti in modo tale da intervenire attivamente soltanto nei gradi estremi del movimento, quando l’integrità dell’articolazione è messa in serio pericolo. Sono molto resistenti, tuttavia, specie in individui non abituati agli esercizi di stretching, difficilmente riescono a sopportare allungamenti oltre il 5% della loro lunghezza (fa eccezione il legamento collaterale mediale del ginocchio, capace di una elasticità quasi del 20%). Se un trauma è relativamente lento la loro resistenza è tale da staccare la piccola parte di osso a cui sono collegati (avulsione ossea). La distorsione alla caviglia è un classico esempio di lesione legamentosa: quando appoggiamo male un piede la caviglia viene bruscamente allontanata dal calcagno determinando la lesione dei legamenti che tengono unite queste due ossa.
Tipi particolari di legamenti
- I legamenti crociati sono fasci fibrosi dell’articolazione del ginocchio tra loro incrociati;
- i legamenti gialli sono robusti fasci fibrosi, dal particolare colore giallastro, che uniscono due lamine vertebrali adiacenti, mantenendo in rapporto due vertebre contigue.
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Si definisce parto l’espulsione spontanea o l’estrazione strumentale del feto e degli annessi fetali dall’utero materno. Il parto può distinguersi in due tipi:

Nell’uso comune spesso utilizziamo le parole “residenza”, “dimora” e “domicilio” per indicare la stessa cosa, cioè la casa o meglio il luogo in cui una persona vive; dal punto di vista legale ciò non è però corretto.
Le superfici apicali delle cellule epiteliali possono presentare 3 tipi di specializzazioni:
Nonostante cartilagine ed osso siano due tessuti differenti sono strettamente correlati e per molti versi simili. Entrambi hanno cellule che derivano dallo stesso progenitore (le cellule osteoprogenitrici, che in seguito si differenzieranno in condroblasti e osteoblasti), entrambi hanno cellule che secernono matrice attorno a loro (condroblasti ed osteoblasti) sino a rimanerne intrappolati, quando questo avviene le cellule maturano (condrociti e osteociti) e rimangono intrappolati in spazi chiamati lacune. Entrambi sono tessuti connettivi specializzati di sostegno, la differenza principale sta nelle funzioni e nella composizione.
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