Eutirox: si può assumere in gravidanza ed allattamento?

MEDICINA ONLINE VAGINA DONNA BACIO SESSULITA GRAVIDANZA INCINTA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY OMOSESSUAANSIA DA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE FRIGIDA PAURA FOBIA TRADIMENTOPer le donne in gravidanza ed allattamento, la terapia a base di Eutirox non deve essere interrotta e può essere somministrata, nei casi di effettiva necessità e sotto un controllo diretto del medico.

Il dosaggio di Eutirox può essere diverso da quello che assumevate prima dell’inizio della gravidanza.

Gli studi finora effettuati NON hanno riscontrato effetti negativi legati allo sviluppo del feto, tranne nel caso di sovradosaggio, per questo è necessario fare molto attenzione al dosaggio corretto di farmaco somministrato.

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Differenza tra osso fibroso e lamellare

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO SCHELETRO CANE UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE BACINO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALEL’osservazione al microscopio della struttura di un osso ci permette di riconoscere:

  • un tessuto osseo di tipo fibroso o non lamellare;
  • un tessuto osseo di tipo lamellare.

Il tessuto osseo fibroso, o a fibre intrecciate, è un osso immaturo e si rinviene normalmente nell’embrione, nei neonati, in sede metafisaria e durante la guarigione delle fratture. Una volta deposto, il tessuto fibroso viene prontamente riassorbito e rimpiazzato con tessuto osseo di tipo lamellare. Al microscopio, il tessuto osseo fibroso si presenta come una serie di fibre intrecciate nelle tre dimensioni dello spazio in maniera pressoché casuale. Le maglie di questa “ragnatela tridimensionale” sono costituite da grosse fibre di collagene dallo spessore rilevante (5-10 μm di diametro).

L’osso non lamellare è, nell’insieme, più elastico e meno consistente di quello lamellare, a causa della minore quantità di minerali e della mancanza di un orientamento preferenziale delle fibre di collagene.

Il tessuto osseo lamellare forma l’osso maturo che deriva dal rimodellamento del tessuto osseo fibroso o di osso preesistente. Rispetto al precedente, è un tessuto più organizzato, con un orientamento ordinato e parallelo delle fibre collagene, che si dispongono in strati sovrapposti, detti lamelle ossee. Tra una lamella e l’altra, piccoli spazi comunicanti tra loro: le lacune, ospitano le cellule che, per mezzo di un sistema di canalicoli, entrano in contatto con le zone dell’osso dalle quali possono ricevere materiali nutritivi.

Tra i due tipi di tessuto, il lamellare è il più diffuso e costituisce la quasi totalità dell’osso compatto e buona parte dell’osso spugnoso. I due tipi di tessuto osseo (lamellare e non lamellare) si distinguono per la disposizione delle fibre collagene, ordinate nel primo tipo e non ordinate nel secondo. Negli adulti, tutto il tessuto osseo è di tipo lamellare; troviamo il tipo non lamellare durante l’ossificazione o durante la riparazione delle fratture.

Il tessuto osseo lamellare è a sua volta suddivisibile in osso spugnoso ed in osso compatto. La composizione di base è uguale ma è diversa la loro disposizione tridimensionale. Questa diversificazione consente di ottimizzare il peso e l’ingombro delle ossa in funzione delle diverse sollecitazioni cui sono sottoposte.

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Se hai il diabete puoi andare in pensione anticipata

MEDICINA ONLINE DUODENO PANCREAS DIGESTIONE GLICEMIA DIABETE ANALISI INSULINA ZUCCHERO CARBOIDRATI CIBO MANGIARE DIETA MELLITO TIPO 1 2 CURA TERAPIA FARMACI STUDIO NUOVE TENOLOGIE TERAPIEHai il diabete? C’è la possibilità che tu possa andare prima in pensione. Ebbene sì, anche se i lavoratori affetti da diabete non possono avvalersi della pensione anticipata, esiste la possibilità di lasciare prima il lavoro nel caso in cui la patologia porti all’insorgenza di problemi fisici che compromettano l’abilità al lavoro.

Solo se il diabete determina una riduzione della capacità lavorativa – si legge sul sito di informazione giuridica studiocataldi.it – sarà infatti possibile avanzare la richiesta. Insomma, il ricorso alla pensione anticipata non è una possibilità riconosciuta in base alla mera insorgenza di una malattia, ma è necessario che questa determini una percentuale di invalidità medicalmente accertata.

La valutazione di uno specialista in medicina legale – si legge – potrà infatti verificare se la patologia influenzi l’esecuzione di una determinata attività lavorativa. Per fare richiesta bisognerà, dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo da parte del proprio medico curante (che questi provvederà a trasmettere telematicamente all’INPS), inoltrare domanda di invalidità all’INPS che designerà apposita commissione medica per la valutazione correlata al riconoscimento della percentuale di invalidità.

Se dal diabete diagnosticato derivi una percentuale di invalidità, si potranno ottenere diverse misure se sussistano i necessari requisiti contributivi: è riconosciuta la pensione di vecchiaia anticipata, a 55 anni e 7 mesi di età per le donne e 60 anni e 7 mesi per gli uomini, con almeno 20 anni di contributi e se l’invalidità è almeno pari all’80% (ad esclusione dei dipendenti del pubblico impiego).

E ancora. I lavoratori con invalidità superiore al 74% potranno richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, una maggiorazione annua di 2 mesi di contributi figurativi in più. Inoltre – spiegano gli esperti di studiocataldi.it – se il soggetto è impossibilitato a svolgere alcuna attività lavorativa potrà ottenere la c.d. pensione di inabilità. La sua condizione di infermità dovrà essere tale da determinare un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa (100% di invalidità); il beneficiario deve vantare almeno 5 anni di anzianità assicurativa e tre anni di contributi dovranno essere versati nell’ultimo quinquennio.

Ai dipendenti pubblici, infine, è riconosciuta la pensione per inabilità (assoluta e permanente) alla mansione (cioè correlata al tipo di attività espletata dal dipendente) o a proficuo lavoro.

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Quanti litri e percentuale di acqua sono presenti nel nostro corpo?

Dimmi che acqua bevi e ti dirò chi seiLa percentuale di acqua contenuta nel nostro corpo, calcolabile tramite una bioimpedenziometria, è estremamente variabile in base a vari fattori:
  • Sesso;
  • età;
  • peso corporeo;
  • salute generale;
  • variabilità individuale.
Mediamente queste sono le percentuali di acqua presente nel nostro corpo:
  • bambini: 75-80% del peso corporeo;
  • uomini adulti: 65-75%;
  • donne adulte: 55-65%;
  • anziani: 45-60%.

La quantità di litri di acqua presenti nel corpo umano in un dato momento dipende da molti fattori, come la temperatura, l’umidità, l’aver appena svolto una attività fisica intensa, ma in media l’acqua costituisce il 65% del nostro peso corporeo. Quindi ad esempio:

  • una persona che pesa 60 kg, avrà circa 39 kg rappresentati dall’acqua;
  • una persona che pesa 70 kg, avrà circa 45,5 kg rappresentati dall’acqua;
  • una persona che pesa 80 kg, avrà circa 52 kg rappresentati dall’acqua;
  • una persona che pesa 90 kg, avrà circa 58,5 kg rappresentati dall’acqua.

L’acqua presente nel nostro corpo è rappresentata per il 40% circa di liquidi intracellulari; e per il 60% di liquidi extracellulari.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Bere acqua e limone fa dimagrire? Tutti i benefici

MEDICINA ONLINE MANGIARE LIMONE ACQUA LEMON WATER ROSSE FRUTTA MAGRA DIABETE CALORIE GLICEMIA RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBO LONTANO DAI PASTI WALLPAPER.jpgÈ vero che bere acqua e limone fa dimagrire o è solo un sogno? Sarete molto felici di sapere che sì, è tutto vero e che no, non è solo un sogno! Ma rimanete con i piedi ben piantati a terra, perché non è certo miracolante: non dovete pensare, quindi, di poter mangiare di tutto e di più e che acqua e limone vi salverà, perché è sempre e comunque importante fare una sana dieta e muoversi, muoversi, muoversi! Effettuando delle ricerche sul web, comunque, abbiamo scoperto che molti medici consigliano di bere un bicchiere di acqua tiepida e limone al mattino per facilitare la perdita di peso, ma soprattutto è un metodo che abbiamo sperimentato in prima persona e possiamo testimoniare l’effettivo aiuto che giunge da questo metodo per dimagrire.

C’è una domanda importante a cui trovare risposta, però: perché e in che modo ciò accade? Si tratta di una scoperta che viene dall’India, che prova il fatto che bere acqua e limone ha un sacco di benefici: depura, aumenta le difese immunitarie, idrata, purifica, rinfresca l’alito e infine ha un effetto dimagrante. Come mai? Il limone, che è molto usato anche contro i brufoli, aiuta la rimozione di tossine digestive e contiene fibre di pectina, che aiuta la regolarizzazione delle funzioni intestinali ed è in grado di favorire il rapido assorbimento degli zuccheri. Inoltre, riduce gli attacchi di fame ed ecco perché fa dimagrire.

Inoltre, una seconda spiegazione riguarda la vitamina C contenuta nel frutto – utile anche per una maschera viso naturale -: è stato provato da uno studio pubblicato sul Journal of American College of Nutrition che il consumo di questa vitamina aiuta a perdere peso; chi ha consumato grandi quantità di vitamina C, infatti, ha bruciato più grassi durante gli allenamenti di chi ne ha invece consumato meno. Infine, bere acqua e limone non solo fa dimagrire ma stimola la diuresi e combatte il gonfiore.

È consigliabile, quindi, bere un bicchiere di acqua tiepida o calda con mezzo limone spremuto, tutto questo rigorosamente a digiuno e lasciate passare almeno venti minuti prima di fare colazione; potete anche sostituire l’acqua con un tè verde. Intanto, lavate bene i denti perché il limone potrebbe danneggiarne lo smalto. Da evitare in caso di gastrite e non usate l’acqua fredda, perché potrebbe essere uno shock per l’intestino. Potete anche bere un bicchiere di acqua tiepida e limone due o tre volte al giorno, per stimolare il metabolismo.

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Quando inizia e finisce l’autunno?

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Rughe Cavitazione Dieta Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Nutrizionista Cellulite Dimagrire Sessuologo  Roma Crema Pelle FREDDO MANI RUVIDEL’autunno 2017 inizia venerdì 22 settembre (equinozio d’autunno) e finirà giovedì 21 dicembre (solstizio d’inverno).

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Quanto pesano scheletro ed ossa?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GABBIA TORACICA DOVE CHE SERVE COMPOSTA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneL’insieme delle ossa che compongono il nostro sistema scheletrico, rappresenta mediamente il 20 % (un quinto) della nostra massa corporea totale, con ovvie variazioni individuali.

Ad esempio:

  • in un individuo che pesi 50 kg, circa 10 kg sono rappresentati dalle ossa;
  • in un individuo che pesi 60 kg, circa 12 kg sono rappresentati dalle ossa;
  • in un individuo che pesi 70 kg, circa 14 kg sono rappresentati dalle ossa;
  • in un individuo che pesi 80 kg, circa 16 kg sono rappresentati dalle ossa.

I migliori prodotti per la cura delle ossa e dei dolori articolari 

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere di ossa, legamenti, cartilagini e tendini e la cura dei dolori articolari. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Quante ossa ed articolazioni abbiamo nel nostro corpo?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma OMERO OSSO ANATOMIA FUNZIONI SINTESI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione RadiofreLo scheletro umano è formato da una grande quantità di ossa di varie forme e dimensioni e può essere suddiviso in ossa del capo, ossa del tronco e ossa degli arti.

Il numero totale di ossa che compongono lo scheletro di un adulto è: 206.

Il numero totale di articolazioni che compongono lo scheletro di un adulto è: 68.

Lo scheletro umano di un neonato presenta 270 ossa, mentre – come abbiamo visto – il numero di ossa di un adulto è 206. Ciò si spiega col fatto che durante lo sviluppo alcune ossa si uniscono tra di loro.

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