Sindrome da spogliatoio o dismorfofobia peniena: il pene sembra deforme o più piccolo o più grande di quanto sia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO UOMO DOCCIA TRISTE PENE PICCOLO ACQUA LAVA SAPONE DEPRESSIONE STANCO SESSO BARBA CAPELLI FACCIA PELLE CORPOUna delle paure più grandi di ogni uomo è quella di avere un pene diverso da quello degli altri uomini, paura – spesso totalmente immotivata – che porta ansia da prestazione e difficoltà ad approcciarsi con l’altro sesso per paura di mostrare al partner un pene che si ritiene essere deforme o troppo piccolo. Quando questa paura diventa un chiodo fisso, diventa la base su cui si instaura la dismorfofobia peniena, anche chiamata “sindrome da spogliatoio” in quanto chi ne soffre tende a evitare di fare la doccia insieme ad altri uomini in palestra o dopo l’attività sportiva nel timore di essere sottoposti a giudizio per via delle dimensioni o della forma dei propri genitali. A volte queste preoccupazioni non sono motivate dalla presenza di reali anomalie, ma ciò non impedisce ad alcuni uomini di diventare preda di idee ossessive e di comportamenti compulsivi, come il guardarsi continuamente allo specchio nel tentativo di confermare le proprie valutazioni o ricorrere a frequenti controlli medici per potere correggere il (presunto) problema.

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Pene troppo grande per il rapporto

Uno dei lati più scientificamente interessanti della dismorfofobia peniena, in costante aumento tra gli uomini, è che questa patologia non porta necessariamente a vedere il proprio pene come deforme o più piccolo di come realmente sia: chi ne soffre può vedere il proprio pene più grande della realtà e può arrivare a pensare che queste sue dimensioni “esageratamente generose” potrebbero far male alla partner durante il rapporto.

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Le dimensioni di un pene normale ed il confronto con gli attori pornografici

E’ impressionante sapere che circa l’80% dei pazienti che si sottopongono a interventi di allungamento del pene non ne avrebbero alcun bisogno, avendo un organo genitale di dimensioni normali. Ciò rimanda ad una dismorfofobia peniena, che difficilmente si sarebbe risolta con l’ausilio di tecniche di allungamento chirurgiche e/o fisioterapiche: nessuna misura appare abbastanza normale a chi soffre di questa patologia. Ma quali sono queste dimensioni normali? I diversi studi effettuati sulla misurazione del pene, considerando la difficoltà a procedere in un’indagine valutata come invasiva e le varie tecniche di misurazione utilizzate, hanno evidenziato alcune dimensioni standard, ovvero relative alla media della popolazione (normalità statistica). La concordanza dei dati evidenzia una dimensione a riposo pari a 8-10 cm in lunghezza (dalla radice dorsale del pene alla punta). Allo stato di erezione, invece, la lunghezza media varia tra i 12-16 cm con una circonferenza pari a 11- 12 mm.
Lo stato di flaccidità del pene ha una dimensione del tutto variabile e questo dipende essenzialmente da alcuni fattori:

  • la struttura anatomica costituzionale dell’individuo;
  • agenti ambientali come temperature troppo elevate (il pene si distende); oppure troppo fredde (il pene si restringe);
  • condizioni di “salute” dello stesso individuo.

Inoltre, è importante sottolineare quanto la percezione che un uomo può avere del proprio organo genitale sia visivamente distorta rispetto al possibile confronto con un altro simile posizionato di fronte. Probabilmente l’uomo che rimane legato al concetto di potenza-virilità non verrà comunque rassicurato dai dati numerici prima accennati, bensì continuerà a confrontarli con le dimensioni degli organi genitali di uomini più dotati, iniziando un confronto anche con gli attori pornografici superdotati che lo vedrà, per ovvi motivi, quasi sempre sconfitto: tutto questo può rimandare costantemente ad una visione distorta della realtà dei fatti.

Il micropene e la capacità di adattamento della vagina

Gli specialisti concordano nel ritenere che è opportuno parlare di micropene quando la sua lunghezza, in stato di erezione, è inferiore ai 7 centimetri. Condizione davvero molto rara. Questo è stato definito in base all’impossibilità di un pene al di sotto di tale dimensione in erezione, di riuscire a penetrare la cavità vaginale. Infatti, le dimensioni del canale vaginale a riposo sono di circa 7,5 cm. E’ importante però ricordare che la vagina ha una particolarità essendo una cavità a dimensioni variabili: a riposo le sue pareti sono normalmente unite, durante il coito si allargano per accogliere il pene adattandosi alle sue dimensioni. La vagina possiede una grande elasticità e si conforma a dimensioni diverse, non perdendo mai il contatto con il pene che la penetra dal momento che la natura ha previsto che una perdita di opposizione non determinerebbe la stimolazione ritmica della prostata dell’uomo e quindi eiaculazione e concepimento.

Leggi anche: “Dottore, il mio pene si sta accorciando”: la sindrome della retrazione genitale

Troppa lubrificazione vaginale e poca sensazione di penetrazione

Alla luce di quanto appena detto si può quindi dire che la maggior parte dei peni, siano perfetti per la maggior parte delle vagine, tuttavia alcuni uomini durante la penetrazione hanno la convinzione che il loro pene non sia adatto per quella vagina. Questo viene riportato essenzialmente in alcune sensazioni dove è presente un’abbondante lubrificazione vaginale e dove la donna, non essendo più giovanissima, ha perso “tono vaginale”. Sarebbe necessario ricordarsi che, se la vagina è particolarmente lubrificata, è perché la donna sta vivendo un costante e piacevole stato di eccitazione e dovreste godere di ciò, invece, di farvi problemi sull’abbondanza del liquido vaginale e sulle dimensioni del pene. Anzi, dovreste preoccuparvi se la vostra partner fosse poco o per niente lubrificata! Sembra incredibile ma la lubrificazione vaginale rimane una delle prime causa di sindrome da spogliatoio. Il mio consiglio può essere quello di interrompere temporaneamente il rapporto ed asciugare il pene dall’eccesso di liquido lubrificante femminile, per tornare ad avvertire una sensazione di maggiore penetrazione.

Leggi anche: Il pene si accorcia o no con l’età? Come le misure cambiano negli anni

Diagnosi e cure

La diagnosi è relativamente facile, il soggetto – nonostante le sue dimensioni siano normali – tende generalmente a:

  • rivolgersi insistentemente al medico per avere rassicurazioni (di cui mai si sentirà realmente soddisfatto);
  • evitare i rapporti con l’altro sesso;
  • avere pensieri ricorrenti ed ossessivi riguardo alle dimensioni del pene;
  • avere ansia da prestazione;
  • guardarsi ripetutamente allo specchio i genitali alla ricerca di un difetto che non esiste;
  • guardare di nascosto gli altri peni (nei bagni, sotto le docce della palestra…) per confrontarsi con gli altri, sentendosi sempre il “perdente” del confronto (in ogni caso, anche quando in realtà il pene degli altri è più piccolo del proprio).

Se vi ritrovate in questo quadro, potreste aver bisogno dell’aiuto di un medico (terapia farmacologica) ed un psicoterapeuta che miri a lavorare sul disturbo d’ansia e sul vissuto problematico del soggetto, consentendogli di riappropriarsi della propria autostima e di imparare ad accettare il proprio corpo perché possa essere accettato anche dagli altri. Il problema va affrontato alla radice: la scarsa autostimaGli uomini che si convincono del fatto che i propri organi genitali siano differenti rispetto agli standard medi provano infatti scarsa stima per se stessi. Le loro ansie diventano di frequente motivo di disagio non soltanto nelle relazioni sessuali ma pure nei rapporti sociali e professionali, nei casi più gravi spingendo i soggetti con dismorfofobia all’isolamento.

Ed anche: Come misurare correttamente la lunghezza del pene

Intervento chirurgico o no?

L’intervento chirurgico è generalmente sconsigliato e va considerato solo se esiste realmente una qualche anomalia nella forma o nelle dimensioni del proprio pene che solo il medico può valutare: la chirurgia può rappresentare una soluzione capace di sollevare il paziente dalle sue preoccupazioni, restituendogli una normale vita di relazione, in tutti gli altri casi (pene normale) l’intervento chirurgico è da evitare essendo quasi sicuramente non risolutivo.

Se pensi di soffrire della sindrome da spogliatoio, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere il tuo problema.

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Gli smartphone hanno ucciso l’amore

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SMARTPHONE CELLULARE TELEFONO SMARTPHONE COPPIA (2)Si guardava con frenesia nella buca delle lettere. Si andava nelle cabine telefoniche. Si aspettava sotto casa. Si attendeva, sempre. E più si attendeva, più si desiderava. Questo anni fa, un’epoca che non ho vissuto. Un tempo tutto era più lento e forse anche più duraturo. Nei negozi di elettrodomestici ho assistito a discussioni sulla durata di una lavastoviglie, un tostapane. «Pensi sia un’offerta, lo compri e ti fregano. Due, tre anni al massimo e l’aggeggio è già morto». Mi chiedo se anche l’amore sia così: un aggeggio in offerta che dopo due, tre anni muore.

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Punto G femminile: come trovarlo e stimolarlo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI (3)Va detto subito che il punto G, contrariamente a quanto avrete certamente sentito dire, non è un “pulsante magico” che basta toccare per far avere un orgasmo ad una donna, ma piuttosto un’area piacevole da stimolare per alcune donne, quindi cominciamo col non mitizzarlo.
Sebbene quasi tutte, ma non tutte, le donne lo abbiano (anche se tale cosa è messa in discussione da alcune ricerche), non tutte le donne sono sensibili e/o provano piacere in quel punto. Molte donne dicono che essere stimolate in quella zona procura loro degli orgasmi più intensi rispetto alla penetrazione del pene. Quando viene fatta pressione nel punto G alcune donne hanno lo stimolo di urinare – a causa della pressione sulla vescica – tuttavia questa sensazione, se si continua a stimolare la parete, diminuisce gradatamente provocando – in poco tempo – un piacere intenso che porta molto spesso a orgasmi multipli. Cerchiamo oggi di capire qualcosa di più su questa misteriosa zona femminile.

Perché il punto G si chiama così?

Non ci sono motivi particolarmente tecnici: il punto G si chiama così semplicemente dall’iniziale del suo scopritore, che si chiamava Grafenberg.

Cos’è il punto G?

Si tratta di un piccolo fascio di terminazioni nervose che, se correttamente stimolato, produce un grado di soddisfazione inaspettato. Neanche a farlo apposta, il punto G in effetti è la parte meno agevole da rintracciare nell’anatomia femminile. Comunque, la sua stimolazione meccanica si ha in tutte le posizioni in cui la donna sta sopra. Il punto G allora si gonfia e assume la forma di una piccola massa che sporge, come un bottoncino.

Leggi anche: Come capire se una donna ha avuto davvero un orgasmo? Ecco i segnali del piacere femminile

Ha qualcosa a che fare con la “eiaculazione” femminile?

Se la stimolazione del punto G si protrae a lungo, l’utero comincia a contrarsi fino a produrre un orgasmo molto particolare, che talora si accompagna alla produzione di un liquido chiaro. Le analisi di laboratorio hanno rivelato che questo fluido è simile alla composizione del liquido prodotto dalla prostata, che ha il compito di proteggere gli spermatozoi. Proprio per questa ragione i ricercatori hanno ipotizzato che il punto G sia un abbozzo di prostata.

A che serve il punto G?

Il punto G resta uno degli aspetti più misteriosi dell’anatomia femminile. Si è pensato anche che possa avere un ruolo nella maternità: l’orgasmo profondo prodotto dalla stimolazione del punto G è infatti spesso accompagnato da una sensazione di spinta verso l’esterno. Poiché il punto può essere stimolato anche dalla discesa del feto durante il parto, sembra possibile che il punto G abbia una funzione di aiuto alla nascita. Per strano che possa sembrare, ci sono donne, che malgrado i dolori del travaglio, raggiungono un orgasmo proprio durante l’espulsione del bambino.

Leggi anche: L’erezione deve essere rigida dall’inizio alla fine del rapporto sessuale?

Dove si trova e come si può stimolare il punto G?

Per la maggior parte delle donne il punto G è collocato nella parete anteriore della vagina ad una profondità di circa 4-5 cm proprio dietro la localizzazione esterna del clitoride. Il motivo per cui dico “la maggior parte delle donne” è che per alcune può essere differente. Il punto G è grande più o meno quanto una piccola monetina e quando stimolato propriamente si dilata un po’ e cambia leggermente struttura. Alla maggior parte delle donne sono necessari lunghi preliminari e stimolazione sessuale prima che il punto G possa loro procurare piacere. In tal senso una corretta stimolazione del punto G passa da preliminari prolungati e da una lunga stimolazione manuale e/o orale dei genitali femminili. Se proprio non riuscite ad individuare questa zona, leggete anche: Non riesco a trovare il punto G: come fare?

Individuare il Punto G

Mentre la donna giace sul dorso, inserite uno o due dita nella vagina in modo da tenere il palmo della mano rivolto verso l’alto. Successivamente piegate leggermente le dita. Come detto in precedenza la parete sulla quale si trova il punto G è una superficie rugosa, proseguite tra la vescica e la pelvi, li si trova un’area molto sensibile. E’ molto probabile che non si riconosca al tatto (comunque è caratterizzata da una forma a cupoletta tondeggiante), fate in modo che sia lei (la diretta interessata) a guidarvi. E’ importante non eccedere nella ricerca perché è possibile che alla vostra partner la pressione esercitata dia fastidio, quindi cambiare stimolazione e rimandare alla prossima volta la ricerca del punto G.

Stimolare il punto G con le dita

Individuato il punto, l’uomo dovrebbe inizialmente avere un tocco delicato, successivamente, quando il punto G si inturgidisce, può gradualmente aumentare la pressione per circa 5 minuti. Poi allentala di nuovo, anche se non del tutto, per far riposare un po’ il dito. Volendo, può inserirne un altro senza ritirare il primo (per esempio aggiungere l’indice al medio) e prepararsi a una pressione ancora più decisa. Il punto G non è delicato come il clitoride, richiede molta più pressione.

Movimenti con le dita per stimolare il punto G

  • stantuffo: avanti e indietro come un pistone;
  • fluttuazione: come lo stantuffo, con movimenti più dolci e più lenti;
  • vibrazione: movimenti ancora più dolci, ma più veloci, come quando tremi dal freddo;
  • invito: piegando il dito in su verso di te come nel gesto che significa “vieni qua”.

Le migliori posizioni sessuali per stimolare il punto G

Per i sessuologi la posizione che procura le sensazioni più piacevoli alle donne non è certamente quella cosiddetta del missionario. Infatti l’organo sessuale maschile in tal modo eccita la parete posteriore della vagina, ma non quella anteriore, dove si trova il punto G. Le migliori posizioni per stimolare il punto G sono quelle da dietro, la cosiddetta “pecorina” (con lui leggermente sopra di lei) e quella con l’uomo steso e lei sopra (lasciare che faccia lei); il pene deve entrare con una certa angolazione specifica per stimolare efficacemente il punto G.

Il punto G ed il clitoride, quali sono le differenze?

Alcuni autori descrivono il punto G come la parte interiore del clitoride. Tralasciando l’aspetto anatomico possiamo dire che i vissuti di queste due zone sensibili non riflettono affatto questa tesi.
Il clitoride ha una reazione lineare: il primo tocco è piacevolmente eccitante, e i successivi sono via via sempre più eccitanti fino a raggiungere l’orgasmo.
Il punto G è tutto il contrario, la sua reazione è ondeggiante, oscilla dal dolore al piacere, dal pianto al riso, dal non star più nella pelle fino alla pace più profonda; insomma, da un estremo all’altro. Attraverso la stimolazione di un unico punto la donna può sperimentare l’intero universo di sentimenti che il suo corpo le può offrire. Oltretutto, le sensazioni non rimangono limitate all’area pubica o al bacino, ma tendono a coinvolgere la totalità del corpo.

Ultime raccomandazioni. A lui/lei: non siate precipitosi! Masturbatela sempre con molta delicatezza e pazienza, a lei piace di più! A lei: non vi scoraggiate se il punto G a voi non fa effetto.

Vibratori e sex toys

Esistono una serie di vibratori, sex toys ed indumenti, che possono essere usati per ottenere più piacere e rendere più appagante il rapporto per entrambi i partner, noi vi consigliamo questi:

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Le donne rivelano le 16 piccole cose che rendono un uomo irresistibile

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO AMORE COPPIA SESSO FIDANZATI FIORILo sai anche tu: ci sono alcune piccole cose che rendono un uomo ancora più sexy. A tutte è capitato di essere attratte da un ragazzo a causa di dettagli apparentemente poco importanti (e a volte pure strani). Magari delle mani enormi, ciglia foltissime oppure un paio di jeans davvero skinny. Particolari irresistibili, per alcune e meno per altre. E adesso su Whisper, il social network anonimo per rivelare segreti, alcune ragazze vere hanno condiviso le loro confidenze più intime, rivelando quali sono le piccole cose che, ai loro occhi, rendono un uomo incredibilmente attraente all’istante, anche se – secondo l’opinione di chi scrive e dell’intero Staff – la maggioranza di tali affermazioni sono ben poco realistiche e decisamente “blue pill”, cioè politicamente corrette: ad esempio un bel ragazzo che ammette di piangere e che è “imprevedibile” può essere visto da una donna come sensibile ed originale, mentre un brutto ragazzo che ammette le stesse cose, può essere semplicemente visto dalla stessa donna come debole e “strano”. Ciò accade spessissimo, più di quanto siamo disposti ad ammettere, e ci fa capire quanto conta l’estetica nel determinare la “piacevolezza” di un tratto caratteriale. Una volta che è chiaro al lettore come io vedo le cose, vediamo ora insieme la lista di cose che rendono un uomo irresistibile secondo Wisper:

1. La condivisione è fondamentale «Ragazzi, vi amiamo davvero quando condividete con noi i vostri sentimenti. Non vi sminuite certo ai nostri occhi, anzi, vi rendete ancora più sexy».

2. Piangere è sexy. «Se un ragazzo ammette che gli capita di piangere, per me diventa subito irresistibile».

3. Non dimenticate i fornelli. «Il mio cuore si scioglie all’istante, e vedo cuoricini e arcobaleni dappertutto se un uomo cucina per me».

4. La normalità annoia. «Più sono strani e imprevedibili, più li trovo attraenti».

5. Prendeteci in braccio. «Una vola, in un bar, flirtavo con un ragazzo che, di punto in bianco, mi ha presa in braccio. E io non sono esattamente magra. Non mi sono mai sentita così sexy in tutta la mia vita». (Prima, però, assicuratevi sempre che la donna in questione acconsenta, per evitare denunce…).

6. Avere il controllo della situazione è cool. «Non c’è niente di più affascinante di un uomo che sa prendersi le sue responsabilità».

7. Sintonizzatevi con umorismo. «Quando un ragazzo capisce le mie battute, lo trovo subito irresistibile».

8. Lavarsi e profumarsi è un plus che premia. «Se un ragazzo ha un buon odore lo trovo immediatamente molto, molto più attraente».

9. Date una mano in casa. «Quando mio marito è impegnato nelle faccende domestiche, gli dico sempre che lo trovo davvero sexy e poi facciamo l’amore».

10. I piatti, raga! «Se dopo aver cenato un uomo si mette a lavare i piatti, ai miei occhi guadagna subito 100 punti in più».

11. Siate creativi. “Per me, un ragazzo che sa suonare uno strumento è subito interessantissimo».

12. L’educazione è afrodisiaca. «Non c’è niente di più fascinoso di un ragazzo educato e rispettoso».

13. Non toglietevi la maglietta. «Un uomo vestito come si deve per me è 100 volte più seducente di uno che gira a torso nudo, anche se ha la tartaruga in vista».

14. I papà sono irresistibili. «Trovo che mio marito quando si concentra per fare qualcosa di manuale sia supersexy. Ma lo è ancor di più mentre legge le favole a nostro figlio».

15. Intelligenza + amore: il mix perfetto. «È impossibile resistere a un ragazzo superintelligente e con un cuore d’oro».

16. La spontaneità è eccitante. «Adoro quando un ragazzo, così dal nulla, mi manda un messaggio stra-tenero».

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Perché l’uomo tradisce la donna? Dieci uomini raccontano senza censure il loro tradimento

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE UOMO TRADISCE DONNA Tradimento Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Vagina HDIn un altro articolo ci eravamo chiesti i motivi per cui le donne tradiscono i loro uomini, vediamo invece oggi quali sono i motivi per cui sono gli uomini a tradire le proprie donne, basati sulle testimonianze e le confessione dei miei pazienti maschi. Attenzione: le testimonianze sono vere e decisamente poco politically correct!

Leggi anche: Perché un uomo sposato tradisce la moglie con un’altra donna o una prostituta?

1) Ho tradito perché ne avevo la possibilità

La donna generalmente quando tradisce cerca un uomo che le dia quello che il proprio uomo magari le dava un tempo ma che ora non le dona più: sicurezza, attenzione, farsi sentire desiderata, farsi sentire amata. Pur potendo essere fatto in modo istintivo, il tradimento nella donna è un processo di solito lento, costruito nel tempo. A noi uomini invece basta un attimo. A noi uomini basta una donna che voglia avere un rapporto sessuale. Questa è la pura verità che in pochi ammettono. Per molti uomini, il solo venire a conoscenza di una donna che voglia avere un rapporto sessuale con loro, è abbastanza per farli tradire. La maggior parte delle donne tradisce quando le manca qualcosa dal rapporto? Noi uomini tradiamo anche se non ci manca nulla dal rapporto.

Leggi anche: Perché la donna tradisce l’uomo? Nove donne raccontano senza censure il loro tradimento

2) Ho tradito per infrangere le regole

Una delle voglie principali degli esseri umani è da sempre ciò che non può avere. Provare il brivido del proibito. “Tradire”, per la sua definizione, implica qualcosa che non si dovrebbe fare. Proprio per questa ragione, la gente vuole farlo e soprattutto gli uomini. Ricordiamoci che il tradimento esiste solo perché noi lo abbiamo inventato, non è una regola universale della natura, come la forza di gravità. La fedeltà è una regola costruita dalla nostra società per motivi sociali. E a noi uomini le regole piace infrangerle.

Leggi anche: Le 5 cose che indicano che stai con qualcuno che ti farà sicuramente soffrire

3) Ho tradito per sentirmi giovane

Un uomo, magari sposato e con figli, può avere tutti gli anni e le responsabilità che volete, ma all’interno è un vulcano che non vede l’ora di riesplodere. L’età che avanza lo spaventa, perché ha paura che il vulcano che è dentro di loro si spenga definitivamente. Per questo, se può, tradisce. E tradisce con una donna possibilmente molto più giovane. Per tornare ad essere il ragazzo che era magari trent’anni prima. Per tornare a far esplodere il vulcano.

Leggi anche: Gli uomini sono per natura poligami e sono attratti da donne giovani: le verità che nessuno ha il coraggio di ammettere

4) Ho tradito per rimettermi in gioco

Qualsiasi uomo, in fondo in fondo, è insicuro. Un buon modo per sfidare sé stesso e ritrovare fiducia in sé è riuscire ad attrarre una nuova donna, magari giovane e considerata una preda ambita da tanti uomini.

5) Ho tradito per rompere la routine

Ogni uomo, specie se fa un lavoro di ufficio da tanti anni e se con la moglie fa sempre le stesse cose, sogna di spezzare la routine con una pazzia. E quale migliore pazzia di un tradimento? Più rottura degli schemi di così!

Leggi anche: Confessare un tradimento e riavvicinarsi al partner dopo averlo tradito

6) Ho tradito per noia e curiosità

Dopo essere stati con la stessa donna per lungo tempo, gli uomini sono costretti dalla società a dimenticarsi cosa voglia dire stare con una donna diversa. Ma sotto sotto, nascosta sotto una noia che l’uomo fa finta di considerare “una bella vita tranquilla”, la curiosità di avere una donna nuova accanto rimane viva. Se capita l’occasione, l’uomo colmerà questa curiosità.

7) Ho tradito per la dopamina e l’effetto Coolidge

Per capire meglio questo punto, leggete questo articolo illuminante (tantissime cose sul tradimento maschile vi appariranno chiare!): Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

8) Ho tradito perché mi hanno spinto i miei amici

Situazione tipo: una vostra bella collega di lavoro vi fa chiaramente capire che farebbe sesso con te. Tu però sei sposato e non vuoi tradire tua moglie. I tuoi colleghi iniziano a pressarti con “se te la lasci scappare sei pazzo”, “ma che sei diventato gay?”, “ogni lasciata è persa”. Ed ecco che tante certezze, giorno dopo giorno, possono cadere. L’amicizia tra uomini è una cosa particolare! Gli amici possono convincere un uomo a tradire con molta facilità. Un uomo con degli amici singles, potrebbe essere inavvertitamente persuaso a tradire, semplicemente ascoltando le avventure sessuali degli amici, che fanno risvegliare in lui curiosità e quel vulcano prima citato.

Leggi anche: Uomo egoista a letto: cosa fare e come comportarsi?

9) Ho tradito perché è la natura che mi spinge a farlo

La natura ha dato alle donne un numero limitato di ovocellule: la donna tenderà per sua natura a ricercare un numero limitato di partner che abbiano grandi qualità. La natura ha dato all’uomo un numero di spermatozoi virtualmente infinito: l’uomo cercherà per sua natura a ricercare un numero virtualmente infinito di partner. Per la donna la ricerca è “qualitativa”, per l’uomo è “quantitativa”. Tutto qui. L’uomo è stato programmato per spargere il proprio seme il più possibile per assicurare la continuazione della specie umana. Da quel giorno, l’umanità non si è semplicemente evoluta abbastanza per far si che gli uomini ignorino completamente questo impulso. Per alcuni versi, gli uomini sono come dei cani addomesticati. Potete insegnare al cane a non abbaiare. Potete portarlo ad un livello di obbedienza dove sia condizionato a non abbaiare. Ma se qualcuno bussa alla porta, probabilmente abbaierà ugualmente.

Leggi anche: Quando una storia d’amore subisce un duro colpo, può tornare come prima?

10) Ho tradito perché la mia partner è perfetta

Sembrerebbe una affermazione senza senso ma non è così. Quando un uomo tradisce una donna, quest’ultima potrebbe in alcuni casi sentirsi responsabile. Comincerà magari a chiedersi “cosa ho fatto mancare al mio uomo, tale per cui lui l’ha cercata in un altra?”. La realtà è un’altra. In molti casi in cui un uomo tradisce, non è stato un errore della donna, ma semplicemente una specie di sorte inevitabile. Le donne hanno la tendenza ad analizzare troppo il perché gli uomini tradiscono. Come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, spesso le donne tradiscono per cercare qualcosa che l’uomo le fa mancare e pensano che la stessa cosa accada per l’uomo. Non è così. La donna può essere perfetta e non far mancare nulla al marito, ma l’uomo la può tradire lo stesso. L’uomo, inoltre, non utilizza il tradimento come uno strumento di vendetta come spesso fa la donna. Lo fa perché il vulcano è sempre attivo, appena c’è la possibilità di eruttare.

Se sei stato tradito o tradita dalla tua partner o dal tuo partner ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire ed a superare questo brutto momento.

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Sesso e AIDS: l’HIV si trasmette anche tramite il sesso orale

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (2)L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è una patologia ancora oggi molto diffusa che colpisce più di 30 milioni di persone nel mondo (due terzi dei quali solo nel continente africano) e, nonostante i progressi fatti nel suo trattamento, rimane una patologia insidiosa e molto temibile. Il contagio da virus dell’AIDS (cioè il virus HIV) avviene oggi prevalentemente (ma non esclusivamente) per via sessuale, a causa di rapporti non protetti: l’HIV si trasmette attraverso il sangue, lo sperma e i fluidi vaginali. L’occasione di scrivere questo articolo me l’ha fornita la lettura di un numero della rivista scientifica “Journal of Virology” dove si parla proprio di HIV associato al sesso orale. Ecco una panoramica sui rapporti a rischio e sulle pratiche sicure.

Penetrazione vaginale

Il rapporto sessuale con penetrazione vaginale è a rischio per entrambi i partner: l’HIV è presente sia nello sperma maschile che nei fluidi vaginali; tuttavia, il rischio di contagio è maggiore per le donne che fanno sesso con uomini sieropositivi. Il preservativo protegge se utilizzato correttamente dall’inizio del rapporto.

Leggi anche: HIV e AIDS: come, dove e quando si eseguono i test per la diagnosi?

Penetrazione anale

Il rapporto con penetrazione anale è quello più rischioso: la mucosa anale è delicata e – data la la minore lubrificazione – più soggetta a lesioni e microtraumi; inoltre è più facile che lo sperma contenente virus entri nella circolazione sanguigna. Il rischio è minore – anche se comunque presente – per chi penetra: il virus può infatti passare dall’ano attraverso l’uretra. Anche in questo caso il preservativo, usato correttamente dall’inizio del rapporto con un lubrificante adatto, protegge. Il fisting, cioè la penetrazione anale col pugno, è considerata a rischio perché il virus potrebbe trasmettersi attraverso lesioni cutanee.

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Sesso orale

Veniamo ora al principale tema di questo articolo. Molti giovani mi chiedono speranzosi se un rapporto sessuale orale li tiene al sicuro da un eventuale contagio. Mi dispiace deludervi ma purtroppo non è così. Ovviamente il rischio di contrarre l’HIV tramite un rapporto orale è statisticamente più basso rispetto ad un rapporto vaginale ed estremamente più basso rispetto ad un rapporto anale, tuttavia questo rischio è comunque presente. La fellatio (stimolazione orale del pene) è a rischio per chi la pratica: l’HIV presente nello sperma potrebbe trasmettersi attraverso la mucosa orale, soprattutto in presenza di microtraumi. Se il vostro è un partner occasionale è consigliabile praticare la fellatio con il preservativo o, per abbassare il rischio, evitare almeno di accogliere il suo sperma nella vostra bocca. So che con questo consiglio potrei rovinare il week end a tanti maschietti ma… non si scherza con una patologia come questa! Anche senza il contatto diretto tra sperma e mucosa orale, questo tipo di rapporto è comunque a rischio quando sia sul pene che sulla mucosa siano contemporaneamente presenti delle ferite, specialmente se ancora in fase di sanguinamento.

Il cunnilingus (stimolazione orale dell’organo genitale femminile) è a rischio: le secrezioni vaginali possono contenere il virus HIV, che può essere trasmesso – come per la fellatio – tramite la mucosa orale. Il cunnilingus è da evitare durante le mestruazioni. L’utilizzo di una ‘diga’ (una striscia in lattice che si può ottenere da un preservativo) come barriera limita il rischio.

L’anilingus (stimolazione orale dell’ano, chiamata anche ‘rimming’) è una pratica considerata a rischio non solo riguardo l’HIV, ma anche per altri tipi di infezione. Ricordatevi infatti che tramite questo e tutti gli altri tipi di rapporto sessuale fin qui elencati, c’è la possibilità di contrarre una grandissima quantità di patogeni e molte tipologie di malattia sessuale. L’anilingus può rappresentare un mezzo di contagio e può essere ancora più pericoloso se effettuato dopo un rapporto anale, proprio perché durante la penetrazione l’ano può lacerarsi e sanguinare e ciò è ovviamente rischioso.

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Altre brutte notizie

Per alcuni scienziati il rischio nella fellatio si estenderebbe addirittura oltre la trasmissione in presenza di microtraumi al pene e alla mucosa orale.  Il Dr. Xuan Liu dell’Università di Los Angeles ha infatti realizzato uno studio che tenderebbe a dimostrare la base scientifica di alcuni contagi definiti “probabili da fellatio”, anche se il medico sostiene che si tratta della via di contagio meno rischiosa. Tutti conosciamo bene il rischio nel caso in cui la bocca o il glande e le mucose presentino delle micro lesioni impossibili da vedere ad occhio nudo, come ad esempio in caso di gengiviti. Tuttavia, anche senza tagli né irritazioni nella bocca, il virus dell’HIV, secondo lo studio realizzato per la prima volta dai ricercatori americani, può infettare i tessuti. Lo studio ha riguardato una cinquantina di reperti di tessuti orali provenienti da una cinquantina di pazienti sieronegativi. Tutti questi tessuti sono stati esposti a diversi tipi di virus HIV che sono riusciti ad infettarli attraverso cellule chiamate cheratinociti e che sono presenti sulla superficie dei tessuti della bocca. Da questi tessuti l’infezione passa poi nel sangue. Insomma, nonostante si sia sempre detto che la via orale, senza eiaculazione, risulti essere la meno pericolosa per il contagio da HIV, resta il fatto che un rischio concreto ora è stato dimostrato scientificamente. L’uso del preservativo nel rapporto orale diventa così più che consigliato e non dimentichiamo inoltre che il rapporto orale è comunque rischioso per altri tipi di malattie a trasmissione sessuale. Sulla possibilità di trasmissione dell’HIV attraverso la fellatio vi è comunque un dibattito tra chi considera questa pratica a rischio di trasmissione dell’HIV e chi sostiene che la possibilità sia solo teorica (plausibilità biologica).

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Come non si trasmette l’HIV?

Il virus HIV non si trasmette:

  • abbracciandosi (fermo restando che il contatto tra due ferite sanguinanti può tecnicamente essere fonte di contagio);
  • accarezzandosi;
  • baciandosi;
  • masturbando il partner, a condizione che lo sperma o le secrezioni vaginali non vengano a contatto con ferite aperte;
  • scambiandosi vibratori o altri “sex toys”, a condizione che si rispettino elementari norme igieniche, come lavarli con un disinfettante prima e dopo l’uso; l’ideale sarebbe mettere un preservativo sull’oggetto e sostituirlo ad ogni nuova penetrazione.

Per approfondire:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Il sesso è davvero importante in una coppia?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SESSO COPPIA BACIO AMOREAlcune persone pensano che il sesso sia sopravvalutato, mentre altre ritengono che ci siano moltissime ragioni per cui è estremamente importante. Il sesso, in realtà, è un aspetto fondamentale della vita di coppia, anche se non tutti vi danno lo stesso peso: molti problemi di relazione dipendono proprio dalla poca importanza che danno al sesso o alla frequenza con cui si dovrebbero avere rapporti sessuali. Le coppie di qualsiasi età che sono soddisfatte del loro rapporto, è difficile che non abbiano una buona intesa e vita sessuale, mentre coppie che non hanno rapporti sessuali sono spesso – anche se non sempre – infelici e frustrate e statisticamente tendono più facilmente a divorziare.

Parametri “normali”? Nel sesso non esistono

Pur non esistendo dei veri e propri parametri di normalità, in genere viene considerata una coppia “senza sesso” quella che ha rapporti sessuali non oltre le dieci volte l’anno, tuttavia ogni coppia è diversa. Alcune coppie felici hanno in media 3 o 4 rapporti sessuali al mese, ma questo dipende da coppia a coppia, da come si mantiene l’impulso sessuale negli anni e da molti altri fattori. La stessa importanza che viene data al sesso può cambiare nel tempo: non mi dite che l’importanza che date al sesso a 20 anni è la stessa che gli dedicate a 70! In una coppia si trasforma e cambia anche il modo di praticarlo, così come cambiano altri aspetti della relazione. In ogni caso conoscersi e conoscere l’altra persona è un lavoro che non finisce mai, quindi non bisogna dare per scontate questioni importantissime per la vita di coppia, come la sessualità. La cosa fondamentale è continuare ad ascoltare e ad imparare l’uno dall’altro.

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Non esistono “leggi” nel sesso, quindi non c’è ragione di sentirsi in colpa perché si chiede ciò che si vuole o perché non si desidera quello che l’altro chiede: la vera legge dei rapporti è che la comunicazione è fondamentale. Parlare è il modo migliore per risolvere i problemi, specie in campo sessuale. Affinché un rapporto di coppia funzioni per quanto riguarda la sessualità, è necessario parlarsi senza sentirsi in colpa, spiegando con calma i propri desideri e quello che eventualmente si considera una mancanza da parte del partner. Solo così i rapporti sessuali potranno essere davvero piacevoli e, di conseguenza, aumenterà anche la loro frequenza e, quasi sicuramente, ciò aumenterà l’intesa della coppia. In un rapporto di coppia, infatti, di solito l’unica cosa che si condivide in modo esclusivo è il sesso, cioè il sesso è ciò che rende la relazione di coppia diversa da quella tra due amici, quindi è importante che esista intesa sessuale, affinché la coppia funzioni. Nella coppia, inoltre, il sesso è molto più che divertimento, infatti richiede un profondo livello di comunicazione. Il sesso nella coppia richiede di parlare di questioni emotive intime, richiede di conoscere l’altro, di sapere cosa lo fa stare bene, di rispettarsi a vicenda, di dare e ricevere, arrivando ad un alto livello di fiducia reciproco.

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Ho 30 anni e ho amato due donne: le ho consumate e perse entrambe

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