Esercizi per allungamento del pene (massaggio Jelqing): funzionano? Tecnica e rischi

MEDICINA ONLINE PENE ESERCIZI PER ALLUNGAMENTO PENE PRESA OK MASSAGGIO JELQING POMPE A VUOTO SESSO TESTICOLI PENETRAZIONE SPERMA EREZIONE UOMO METODI FUNZIONANO O NO DANNI MEDICI.jpgIl jelqing (chiamato anche “mungitura del pene” o “spremitura del pene”) è un esercizio che servirebbe, secondo i suoi estimatori, ad aumentare le dimensioni del pene (lunghezza e circonferenza). Il raggiungimento di tale scopo sarebbe causato dal forzare grandi quantità di sangue nel pene in direzione della punta del glande, aumentando la pressione interna e creando un quantità controllata di micro-lesioni nelle strutture del pene. Queste micro-lesioni dovrebbero essere – secondo le intenzioni dei “jelqers” – in gran parte riparate durante la notte, similmente a quanto avviene nella crescita muscolare.

Tecnica di massaggio jelqing

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ESERCIZI ALLUNGAMENTO PENE JELQING PRESA OK Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.png

La presa OK

L’esercizio classico consiste nell’applicare una presa OK (vedi foto) con pollice ed indice alla base del pene lubrificato e parzialmente eretto, riducendo la circolazione sanguigna, e nello spingere la presa in avanti verso il glande. Una volta che la presa ha raggiunto il glande, la stessa presa è applicata con l’ altra mano e lo stesso movimento è effettuato con questa. Il processo è ripetuto in modo continuo per un certo numero di ‘spremute’. Ogni ‘spremuta’ dovrebbe richiedere almeno tre secondi.

  1. Applicare una presa OK alla base con una mano
  2. Spremere dolcemente in avanti verso il glande
  3. Applicare una presa OK con l’ altra mano e rilasciare la prima
  4. Spremere dolcemente in avanti verso il glande
  5. Applicare una presa OK alla base con la prima mano e rilasciare la seconda

Secondo la tecnica classica, è importante che il jelqing sia preceduto e seguito dal riscaldamento, al fine di rilassare i tessuti e ridurre le chances di lesioni, che sia effettuato con il pene con un livello di erezione media e per un periodo limitato.

Il jelqing funziona?

A tal proposito leggi questo articolo: Il massaggio Jelqing per l’allungamento del pene funziona davvero?

Il pene può essere allungato in qualche modo?

A tal proposito leggi questo articolo: Il pene può essere allungato o no?

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: http://amzn.to/2HRt3Ah

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

Per approfondire, leggi:

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Erezione debole o assente da ansia e cause psicologiche: cura e rimedi

MEDICINA ONLINE GELOSIA UOMO COME FUNZIONA ONE HUNGRY SAD COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRLL’impossibilità di raggiungere una erezione potente e duratura che permetta un rapporto sessuale soddisfacente per entrambi i partner, sia se si tratti di un problema lieve e temporaneo, sia che si tratti di disfunzione erettile conclamata (impotenza), può avere fondamentalmente due tipologie di cause, a volte anche contemporaneamente presenti:

  • cause di tipo organico (fisiche);
  • cause di origine mentale (psicologiche).

In questo articolo analizzeremo solo i problemi di erezione psicologici per meglio capire cosa siano esattamente, perché si verificano e come comportarsi per superarli. Vi anticipo inoltre che in fondo a questo articolo troverete anche una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, facilitando e potenziando l’erezione, procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Sono elencati anche alcuni ausili che permettono l’allungamento della lunghezza del pene senza chirurgia, utili per fornire al paziente maggior fiducia in sé stesso e nelle proprie prestazioni sessuali, il che spesso è sufficiente per superare l’ansia da prestazione.

Le tre fasi dell’erezione maschile

Quando non esiste alcuna patologia organica che possa impedire una erezione potente e duratura, il problema è da ricercare nella psiche: il meccanismo psico-fisiologico per ottenere una sana erezione ha infatti origine in essa, nella nostra mente. Se la mente si trova in uno stato di serena eccitazione mentale allora quest’ultima, che è un fattore puramente psicologico, si trasforma in seguito in un insieme di segnali biochimici e ormonali che attivano un forte afflusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene, gonfiandolo di sangue come se fosse un comune palloncino e portandolo all’erezione completa. In parole semplici l’erezione è composta da tre fasi:

  1. fase dello stimolo, legata ad eccitazione mentale;
  2. fase di trasmissione del segnale chimico/nervoso;
  3. fase organica, legata ad un afflusso di sangue ai corpi cavernosi del pene provocato dall’eccitazione mentale stessa.

Venendo a mancare l’eccitazione mentale, o essendo discontinua o poco coinvolgente a livello emotivo, oppure venendo contrastata da paure o ansie da prestazione, viene inevitabilmente a mancare anche il fattore finale: l’afflusso di sangue al pene. La conseguenza è la mancanza totale o parziale di erezione, o la perdita di erezione durante la penetrazione o il rapporto sessuale.

Un problema in costante aumento

I problemi di erezione di origine psicologica sono oggi estremamente diffusi, difficile dire con esattezza se più o meno rispetto a quelli determinati da cause organiche poiché le statistiche, in tal senso, sono molto contraddittorie fra loro e spesso commissionate dalle stesse multinazionali farmaceutiche che produco i famosi farmaci per la disfunzione erettile, quindi è ipotizzabile che siano poco imparziali. Quello che pare certo al giorno d’oggi è l’aumento delle cause di tipo psicologico rispetto al passato, questo per via degli enormi cambiamenti nello stile di vita della società e per via dell’aumento di un’informazione errata e fuorviante nel settore della sessualità. All’uomo di oggi sono richieste prestazioni sessuali che siano di alto livello, tuttavia lo stress legato alla crisi economica e agli orari di lavoro sempre più duri, rendono meno serena la sua vita. Non ultima è l’ansia generata nell’uomo dal raffrontarsi con il materiale pornografico sempre più diffuso in rete, che raffigura attori con erezioni straordinarie che lui non riesce a raggiungere.
L’incapacità di ottenere erezioni sane e durature, si è ultimamente diffusa anche tra i giovanissimi, a causa della masturbazione compulsiva. A tal proposito leggi anche: Masturbazione compulsiva e dipendenza da pornografia causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge.

Cause psicologiche

Vediamo ora una lista con le possibili cause psicologiche di erezione debole o assente:

  • eccesso di stress;
  • ansia generica;
  • ansia da prestazione sessuale;
  • conflitti ed incomprensioni all’interno della coppia;
  • bassa autostima sessuale;
  • timore di deludere sessualmente;
  • timore del giudizio sociale (paura che il proprio partner parli ad altri delle proprie prestazioni scarse);
  • visione compulsiva di video pornografici (la visione continua di attori pornografici può da un lato far apparire la propria partner meno attraente e “sempre la stessa”; dall’altro può sviluppare una competizione con le dimensioni del pene degli attori maschili, competizione che vedrà il paziente quasi sempre perdente e perciò ancora più in ansia);
  • concezioni totalmente errate sulla sfera sessuale femminile;
  • paure legate alle dimensioni del proprio pene;
  • paure di essere “preso in giro” dal partner;
  • repressioni di tipo morale o religioso (il sesso visto come peccato);
  • depressione;
  • conflitto di valori (ad esempio mancanza di erezione durante un tradimento);
  • auto-sabotaggi inconsci (programmazione inconscia al fallimento sessuale);
  • auto-monitorizzazione continua del pene durante il rapporto sessuale.

Le paure dell’uomo

Il termine “problema psicologico” spaventa moltissimi uomini e viene facilmente frainteso e confuso con qualcosa di grave o irreparabile. Quasi sempre la situazione è un paziente che mi dice di aver problemi di erezione ma che le analisi non hanno dimostrato nulla di rilevante. Quando dico che il problema potrebbe risiedere nella mente, il paziente tipo mi dice di non avere problemi psicologici, è solo che…

quando sono a letto con lei ho paura di deluderla perché mi è già successo in passato con un’altra, mi prende una forte ansia, sono convinto di non piacerle abbastanza e di non essere abbastanza prestante per lei, poi ho paura che il mio pene sia troppo piccolo per lei, perché la mia ex diceva che era stato con un altro che lo aveva più grande del mio… però non ho problemi psicologici!

La grande confusione e il grave errore stanno nel fatto che la maggior parte degli uomini (e delle donne) pensano che avere un problema di erezione psicologico sia sinonimo di malattia mentale, di perversione mentale o disordini mentali gravi e irreparabili. Ma non è così, o almeno non lo è quasi mai! Non devi farti trarre in inganno da questo termine! Avere problemi di erezione psicologici può significare anche semplicemente che sei sotto stress da lavoro da troppo tempo, o che hai mille preoccupazioni quotidiane, e quando sei a letto con il partner non riesci a rilassarti e distaccarti dai pensieri stressanti o dall’idea del lavoro, non riesci a lasciarti andare… Questo è un esempio tra tanti di cosa possa essere un problema di erezione psicologico.

Un nuovo partner

Un altro esempio tipico è quando ci si innamora follemente di un nuovo partner – femminile o maschile – e si ha un “normalissimo” timore di avere un pene troppo piccolo per i suoi gusti o paura di deluderlo con una prestazione sessuale inadeguata e di perderla per questi motivi. Questo vero e proprio terrore di deludere sessualmente, chiamato anche col termine di ansia da prestazione sessuale, è più che sufficiente a creare una tensione mentale durante il rapporto sessuale che “spegne”, o impedisce del tutto, il sorgere dell’eccitazione mentale. Anche qui l’ovvia conseguenza è la mancanza di erezione, o un’erezione di breve durata. Ma questo non significa avere gravi disturbi mentali o strane deviazioni psicologiche! Insomma: avere problemi di erezione psicologici è molto comune (molto più di quanto tu possa immaginare) e tutto sommato normale, vista anche la grande disinformazione in tema di educazione sessuale.

Quanto l’ansia da prestazione diventa un vero problema?

Come spesso accade in campo psicologico e psichiatrico, avere ansia da prestazione sessuale, specie con una donna (o un uomo) nuova, è assolutamente normale e capita a tutti, ogni tanto. Questa ansia diventa però un vero problema quando rende molto poco appagante o addirittura impedisce completamente il rapporto sessuale per lunghi periodi.

Cosa fare per i problemi di erezione psicologici?

Blocchi mentali di vario genere, come quelli prima descritti, possono concorrere singolarmente, o in gruppo, nel creare un problema di erezione di natura psicologica. Cosa fare per risolvere questo problema? A tale proposito leggi: Erezione debole da ansia da prestazione: quali sono i rimedi e le cure?

Inoltre, come anticipato, vi elenchiamo una serie di ausili ed integratori che con molti nostri pazienti sono risultati essere una vera e propria “arma segreta” per aumentare l’autostima e contrastare l’ansia da prestazione, senza psicoterapia, farmaci né chirurgia.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

Se credi di avere un problema di disfunzione erettile da cause psicologiche o da masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere definitivamente il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Marijuana, cocaina, LSD e altre droghe: come cambiano il tuo sperma?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MARIJUANA COCAINA LSD DROGHE SESSO SPERMA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgTutto ciò che mangiamo e beviamo, influisce su quantità, densità, colore, odore e sapore dello sperma, come abbiamo visto in questo articolo. Ma non solo cibo e bevande: anche le droghe influiscono sulle caratteristiche dell’eiacultato, ognuna in modo diverso. Vediamolo oggi.

Marijuana

Secondo il National Study on Drug Use and Health realizzato negli USA nel 2009, la marijuana è la sostanza illegale più utilizzata dagli americani. I cannabinoidi da cui è composta la marijuana vengono sintetizzati dal nostro corpo, quindi le nostre cellule sono naturalmente dotate di recettori per questa sostanza. Proprio per tale ragione se i cannabinoidi attaccano i testicoli e quindi lo sperma, si verificano alcuni effetti indesiderati. Più o meno il 33 percento dei consumatori abituali di marijuana ha una bassa conta di spermatozoi. Si è anche dimostrato che il legame tra i componenti attivi e i metaboliti della marjuana e i ricettori dello sperma può causare una diminuzione della motilità degli spermatozoi. Non è invece ancora ben chiaro quali siano gli effetti di un utilizzo saltuario della sostanza: non sono stati ancora condotti studi approfonditi, ma l’idea predominante è che nonostante questi uomini possano recuperare facilmente le loro funzionalità riproduttive interrompendo l’utilizzo, non dovrebbero fare uso di marijuana nel momento in cui decidessero di avere un figlio.

Leggi anche:

Cocaina

La cocaina è la leggendaria “killer dell’erezione,” perché causa vasocostrizione (ossia la riduzione del calibro dei vasi sanguigni), che è una delle cause della disfunzione erettile. È difficile stabilire cos’altro provochi perché tutti gli studi condotti su esseri umani sono complicati dal fatto che la cocaina ti fa venire semplicemente venire voglia di divertirti di più. Perché non abbiamo più informazioni sugli effetti della cocaina? I test che sono stati fatti sui consumatori non sono mai puri perché nella maggior parte dei casi la cocaina si assume con l’alcol, con le sigarette o anche con altre droghe ed è rarissimo imbattersi in persone che usano solo cocaina. Non si può ovviamente chiedere forzatamente ad un gruppo di persone di farsi di cocaina e poi cercare di accoppiarsi. Gli studi condotti sugli animali invece hanno dimostrato che nei testicoli e nello sperma esistono alcuni recettori della cocaina. I tessuti testicolari registrano un’anatomia anormale. C’è la degenerazione di un buon numero di cellule. Questi studi condotti sugli animali hanno rivelato che ci potrebbe essere una sorta di trasmissione della cocaina dallo sperma maschile all’ovulo femminile. Gli effetti di questo fenomeno non sono ancora noti, ma potrebbero portare a un aborto spontaneo.

Leggi anche:

Oppiacei

Tanto per essere chiari, quando parlo di oppiacei mi riferisco all’eroina, all’ossicodone, ecc. Un utilizzo di oppiacei a lungo termine può comportare problemi al sistema riproduttivo a causa di una soppressione dell’ormone GnRH che è normalmente secreto nell’ipotalamo (l’organo che controlla la ghiandola pituitaria). Ciò significa che la ghiandola pituitaria produce meno LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone follicolo-stimolante), che è semplicemente un modo più fantasioso di dire che il corpo non produce abbastanza sperma per fare un bambino. È stato inoltre studiato che la dipendenza da oppiacei produce una frammentazione del DNA all’interno dello sperma, che può ridurre la fertilità e causare aborti spontanei.

Metanfetamine

Trovo superfluo dire che se fai uso di metanfetamine forse avere un figlio non rientra proprio nelle tue priorità. Se nonostante ciò vuoi comunque avere figli allora aspettati dei danni ai tubuli seminiferi che sono parte dell’apparato riproduttore maschile. Anche in questo caso il problema è sempre lo stesso: bassa produzione di testosterone. Inoltre lo sperma potrebbe incorrere in problemi di vasocostrizione e circolazione del sangue. Il problema principale in materia di anfetamine e loro derivati è il rischio che nel bambino si sviluppino malformazioni cardiache.

LSD (dietilammide-25 dell’acido lisergico), funghi allucinogeni e ketamina

Probabilmente concepire un figlio sotto acido non è un’idea grandiosa, ma la verità è che nessuno può dirlo con assoluta certezza. La maggior parte degli studi effettuati non ha mostrato effetti diretti dell’LSD sullo sperma. Tutte le ricerche che sono state fatte per capire se l’utilizzo di acidi (inclusi funghi e ketamina) può modificare le cellule del DNA negli spermatozoi sono state assolutamente inconcludenti.

MDMA/Ecstasy

Anche se avete la fortuna di trovare della vera MDMA e non semplicemente quella porcheria che circola nei vari locali, sappiate che il vostro sperma avrà comunque dei problemi. La ricerca su queste droghe non è moltissima, tuttavia è sicuro che l’MDMA può danneggiare la produzione di testosterone, come tutte le altre sostanze che sono su questa lista del resto. Può determinare danni al DNA spermatico o degenerazioni delle cellule nel tessuto testicolare. La motilità degli spermatozoi si mantiene intatta ma il numero diminuisce drasticamente. Diciamo che l’effetto è simile a quello della cocaina, con l’unica differenza che nel caso della cocaina anche la motilità subisce danni, mentre qui è solo la conta degli spermatozoi, cioè la produzione di sperma, a risentirne. Sostanzialmente lo sperma c’è ancora, ma le possibilità che si possa mettere incinta una donna diminuiscono notevolmente. Inoltre, come nel caso delle metanfetamine, anche la MDMA può causare malformazioni cardiache nel bambino.
Se avete letto attentamente queste informazioni e non volete comunque rinunciare alle vostre abitudini ma, al tempo stesso, volete dare al vostro partner dello sperma di qualità, astenetevi da qualsiasi droga per almeno 3/4 settimane prima di avere un rapporto sessuale.

Per la stesura di questo pezzo ci siamo basati anche sullo studio del 2012 “The Insults of Illicit Drug Use in Male Fertility”, realizzato dall’American Society of Andrology e apparso sul Journal of Andrology. Se siete curiosi di saperne di più potete trovarlo qui.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn e su Pinterest, grazie!

 

Frenulo corto (breve): sintomi, complicanze e trattamenti

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma FRENULO CORTO BREVE CURA TRATTAMENTO SINTOMI Legge 104 Avvocato Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Pene.jpgIn anatomia il frenulo del pene è quella sottile lamina tissutale che collega il glande al prepuzio, zona erogena particolarmente sensibile quando stimolata, perché riccamente vascolarizzata e dotata di moltissimi recettori nervosi del piacere. In seguito a malformazioni congenite e/o a rapporti sessuali ripetuti, si verifica un’inevitabile sollecitazione meccanica del frenulo, zona particolarmente delicata, quindi sensibile a micro lacerazioni e  piccoli tagli che, con il tempo, creano dolore e lesioni cicatriziali retraenti a livello del prepuzio che portano ad accorciamento del frenulo e quindi al frenulo corto (o breve). Il frenulo corto è in definitiva una caratteristica anatomica in cui il frenulo del glande appare più breve rispetto alla norma.

Sintomi di frenulo corto

Il frenulo corto porta a difficoltà nel movimento del prepuziodispareunia (dolore durante i rapporti) e fastidio durante l’erezione, con conseguente difficoltà al suo mantenimento. Tant’è vero che alcuni pazienti presentanti questa caratteristica anatomica lamentano un dolore acuto durante la penetrazione: il frenulo, essendo corto, rende difficile la scopertura del glande poiché viene ostacolato lo scorrimento normale del prepuzio. Inoltre, in simili frangenti, aumenta la probabilità di una spontanea lacerazione del frenulo stesso, a cui ne consegue un sanguinamento, provocato soprattutto dallo sfregamento con le pareti vaginali. Con un frenulo troppo corto, la condizione può degenerare, quindi provocare un vero e proprio incurvamento del glande verso il basso.
Alcuni pazienti che presentano un frenulo evidentemente corto tendono a lamentare un’eiaculazione precoce.

Trattamenti del frenulo corto

Il problema del frenulo corto spaventa molti uomini, perché potrebbe creare notevoli disagi e disturbi psicologici, soprattutto nella sfera sessuale: il paziente dovrà sottoporsi ad un controllo andrologico, a seguito del quale potrà risolvere il fastidioso problema tramite interventi correttivi chiamati frenulotomia o frenuloplastica.

  • Frenulotomia: intervento chirurgico che consiste principalmente nel recidere il frenulo del prepuzio; dopodiché i margini dell’incisione vengono suturati per rimediare al problema del frenulo breve (si ottiene l’allungamento del frenulo). Generalmente, l’operazione viene svolta in day-hospital, tramite anestesia locale: l’intervento è di breve durata. In seguito alla frenulotomia, il paziente potrebbe percepire una sensazione fastidiosa a livello genitale, dolore e sanguinamento; meno frequenti i casi di ematoma ed infezioni. Alcuni pazienti lamentano anche una modulazione delle sensazioni durante l’intimità con la partner. È indispensabile l’astensione dai rapporti per circa un mese, per permettere all’organo genitale di riacquistare completamente le proprie funzionalità.
  • Frenuloplastica: altra tipologia d’intervento volto alla risoluzione del frenulo corto. In questo caso, l’incisione del frenulo è trasversale ed i punti di sutura vengono applicati longitudinalmente: in questo modo, il pene risulta apparentemente più allungato. In un intervento tale, non pericoloso quando vengono rispettate tutte le condizioni igienico-sanitarie, gli effetti collaterali sono minimi; l’operazione di allungamento del frenulo dura meno di 30 minuti ed il paziente viene anestetizzato solamente in situ tramite pomata anestetizzante.

Grazie a questi semplici interventi, il paziente riacquista completamente la funzionalità del membro e guarisce completamente: il frenulo, dunque, torna dimensioni normali.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Si inserisce un cavo USB nel pene per provare piacere ma finisce al pronto soccorso

MEDICINA ONLINE UOMO CINESE CAVO USB PENE URETRA PRONTO SOCCORSO SESSO SEX Drunk' man shoves 20cm USB cable into his penis 'for sexual pleasure' - and gets it stuck.jpgCerte volte il desiderio sessuale è così forte che si è pronti a tutto, ma nel caso di questo uomo della provincia di Shaanxi, in Cina, la situazione che si è verificata ha dell’assurdo.

Come riporta il Mirror, l’uomo era completamente ubriaco ed ha avuto l’idea di prendere un cavetto USB di 20 cm ed infilarlo nel pene tramite il meato uretrale (il foro attraverso cui esce l’urina). La “geniale” trovata gli sarebbe venuta guardando un video su internet: “infilare il cavo USB all’interno dell’uretra”. Purtroppo per lui non è andata come sperava.

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PSICHIATRIA MEDICINA DELLE DIPENDENZE DIRETTORE MEDICINA ONLINE CAVO USB INFILATO NEL PENE TRAMITE URETRA INCASTRATO PRONTO SOCCORSO RADIOGRAFIA SESSO SESSUALITA

Invece di arrivare all’orgasmo, come agognava, l’uomo ha provato un dolore micidiale e si è accorto che non riusciva più a rimuoverlo dal pene. L’unica soluzione è stata quella di recarsi al pronto soccorso del più vicino ospedale, dove l’uomo è arrivato dilaniato dal dolore. Qui sopra vedete una radiografia dove è ben visibile il cavo USB incastrato nel pene.

L’intervento è durato più di un’ora, con i chirurghi che hanno tagliato in tre sezioni il cavo per poterlo estrarre senza creare problemi dal pene. Non è noto se l’uomo, che si sta riprendendo in ospedale, abbia subito danni a lungo termine. I medici affermano che “era molto imbarazzato e rammaricato”. Il chirurgo ha confessato di non aver mai affrontato un caso simile in passato.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn e su Pinterest, grazie!

PSA totale e free alto: capire i risultati dell’esame e rischio di tumore alla prostata

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PSA TOTALE FREE LIBERO ALTO TUMORE Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene VaginaIl PSA (acronimo di Prostatic Specific Antigen, in italiano Antigene Prostatico Specifico, anche chiamato semenogelasi), è un enzima, appartenente alla classe delle idrolasi, che viene prodotto dalla prostata, la ghiandola posta lungo l’uretra che produce la parte liquida dello sperma. L’esame del PSA è un esame che viene utilizzato per individuare precocemente gli uomini che possono sviluppare il carcinoma della prostata, uno dei più diffusi tumori maligni del sesso maschile, essendo il PSA un formidabile marker tumorale. I marker tumorali o marcatori tumorali sono quelle sostanze riscontrabili nel sangue o nel liquido ascitico che presentano un aumento significativo della loro concentrazione in presenza di alcuni tipi di tumore. Un aumento di uno specifico marker, può far scattare nel medico un “campanello d’allarme” ed indurlo ad effettuare ulteriori analisi per individuare il tumore correlato all’aumento di quel determinato marker. L’aumento di un dato marker, non basta comunque da solo per poter fare diagnosi di tumore.

Che funzioni ha il PSA?

La funzione fisiologica del PSA è la dissoluzione della gelatina che serve a intrappolare gli spermatozoi e che è composta di semenogelline e di fibronectina. Il PSA catalizza la proteolisi di queste due proteine e favorisce la liquefazione del coagulo, lasciando che gli spermatozoi siano liberati.

Perché eseguire il PSA?

Il PSA è una proteina presente nel sangue dell’uomo e che risulta essere elevata in varie situazioni, tra cui la presenza di tumore della prostata. Conoscere il PSA può essere quindi utile per sospettare o meno la presenza di un tumore prostatico, soprattutto nei pazienti considerati più a rischio.

Leggi anche: Prostata: anatomia, dimensioni, posizione e funzioni in sintesi

PSA alto significa cancro alla prostata?

All’inizio dell’articolo avevo scritto chiaramente che l’aumento di un marker tumorale, non basta da solo per poter fare diagnosi di tumore ed il PSA, nonostante sia senza dubbio uno dei marker più “capaci” nell’indicare la reale presenza di un tumore prostatico, non fa differenza. E’ quindi importante sottolineare il fatto che alti valori di PSA non sono necessariamente sinonimo di cancro prostatico.

Leggi anche: Visita andrologica completa di pene e testicoli [VIDEO]

In quali altri casi il PSA aumenta?

Il PSA può aumentare non solo in caso di cancro prostatico, ma può risultare elevato anche in presenza di:

  • ipertrofia prostatica beni­gna (adenoma prostatico): l’ipertrofia prostatica benigna (più correttamente denominata “iperplasia prostatica benigna“) è una patologia benigna che si presenta solitamente dopo i 50-60 anni, e consiste in un ingrossamento della parte centrale della prostata, che può diventare anche 2-3 volte più grande del normale.È dovuta all’aumento degli estrogeni che si ha in età avanzata, ed essendo la prostata ricca di recettori per gli estrogeni, subisce facilmente l’influsso di questo cambiamento ormonale. L’ingrossamento della prostata, pur essendo una neoplasia benigna, dà origine a problemi soprattutto di origine meccanica. La pressione della prostata ingrossata contro vescica e uretra rende difficoltosa la minzione, addirittura risulta difficile iniziare ad urinare e svuotare completamente la vescica. Di conseguenza, i residui che rimangono nella vescica possono essere la causa di infezioni secondarie, conseguenti all’ipertrofia prostatica.Le difficoltà nel controllo dell’urina possono portare a casi estremi in cui sia necessario l’uso del catetere. Le cure vanno dai rimedi farmacologici e fitoterapici fino all’intervento chirurgico. Per approfondire: Ipertrofia o iperplasia prostatica benigna: cause, sintomi e cure
  • infezione urinaria;
  • infiammazione (prostatite): la prostatite è l’infiammazione della prostata, può essere dovuta a svariate cause e le diverse forme di prostatiti colpiscono circa il 14% della popolazione nazionale.
    Principalmente, le prostatiti acute e croniche sono di origine batterica e si curano con antibiotici sistemici. Le forme acute iniziano con un dolore che aumenta velocemente e si risolvono, se ben curate in pochi giorni: i sintomi sono febbre, brividi, problemi o dolore a urinare, urgenza e difficoltà nella minzione, nausea e vomito, dolori diffusi.Nelle forme croniche il dolore aumenta più lentamente e per la guarigione completa possono volerci anni: anche in questo caso vi è urgenza di urinare spesso ma con risultati poco soddisfacenti, dolore nella zona pelvica che aumenta con l’eiaculazione.Esistono poi anche prostatiti che non sono causate da batteri e vengono chiamate prostatosi. Vi è poi un particolare tipo di prostatite, particolarmente dolorosa, detta prostatite cronica o sindrome del dolore pelvico cronico: in questo caso le cause della patologia sono sconosciute e generalmente vengono imputate ad una qualche forma di prostatosi (dove l’agente patogeno è un microbo ma non un batterio) o ad un problema nel sistema nervoso o stress psicologico. Il dolore coinvolge anche schiena, pene e addome e può aumentare durante o subito dopo l’eiaculazione e la minzione, con gravi conseguenze sulla qualità della vita della persona che viene colpita.Infine, esiste la prostatite infiammatoria asintomatica, che non necessita generalmente di trattamento e viene scoperta casualmente quando si va ad indagare su altre affezioni dell’apparato urinario o riproduttore maschile;
  • manovre o solleciti del­l’apparato urinario per esempio, dovuti al posizionamento di un catetere, cistoscopia;
  • un recente rapporto sessuale con eiaculazione;
  • una recente masturbazione con eiaculazione;
  • eiaculazioni frequenti;
  • una visita con esplorazione digito-rettale, a tal proposito leggi anche: Esplorazione rettale digitale della prostata: fa male? A che serve?;
  • un’ecografia transrettale;
  • minimi traumatismi ripetuti, dovuti all’uso della bicicletta o alle vibrazioni da guida prolungata di moto.

Per i motivi sopra esposti , se possibile è sempre meglio effettuare il test del PSA a distanza di qualche giorno dalle condizioni sopra menzionate (quelle evitabili ovviamente).

Leggi anche: Prostatite batterica ed abatterica: cause e cure dell’infiammazione della prostata

Che significa PSA totale e PSA free (libero)?

Il PSA totale è la somma della quantità di PSA libero e di PSA legato a proteine di trasporto, misurato in nanogrammi per millilitro, disciolti nel plasma.
Se il valore di PSA totale risulta elevato, il laboratorio procede in automatico al calcolo del ratio (cioè del rapporto) tra il PSA totale ed il PSA free, cioè il PSA libero, analisi che viene eseguita sullo stesso siero già prelevato. Infatti, se il rapporto tra il PSA-totale e il PSA-free è ancora alterato, aumenta la pro­babilità che l’anomalia sia dovuta a tumore della prostata maligno e, quindi, il medico consiglierà ulteriori esami di approfondimento, come, per esempio, una ecografia transrettale e una biopsia, al fine di arrivare alla certezza della diagnosi. Va ricordato che non esistono sintomi specifici del tumo­re del carcinoma della prostata, se non quelli dovuti all’ostruzione determi­nata dall’ingrossamento della ghiandola che è causa di indebolimento del getto delle urine, aumento della frequenza ad urinare sia di giorno che di notte e stimolo impellente ad urinare, sintomi che non sono distinguibili da quelli dell’ipertrofia prostatica benigna.

Leggi anche: Esplorazione rettale digitale della prostata [VIDEO]

Da che età è consigliabile controllare il PSA?

E’ un esame utile a titolo di prevenzione e deve essere effettuato dai 40 anni di età in poi, insieme alla visita urologica. In caso di patologie tumorali in famiglia, soprattutto a livello prostatico, i controlli dovrebbero essere anticipati di almeno cinque anni.

Ogni quanto fare l’esame?

E’ con­sigliabile effettuarlo una volta ogni due anni (anche meno in soggetti a rischio, con casi di tumore in famiglia e con frequenti sintomi di malattia urinaria).

Leggi anche: Il peperoncino e gli altri cibi che irritano la tua prostata e possono causarti eiaculazione precoce

Come si fa l’esame del PSA?

Il PSA si valuta grazie ad un semplice prelievo di sangue venoso in cui non è necessario il digiu­no, anche se è consigliabile perché in questo modo il siero è più fluido. Nelle ventiquattro ore precedenti l’esecuzione dell’analisi, è necessario non andare in bici o in motocicletta (il sellino, infatti, stimola la prostata), non avere rapporti sessuali o altri stimoli di alcun genere sulla prostata (per esempio l’e­splorazione manuale rettale durante la visita dall’urologo). Tutto questo per­ché se la ghiandola viene stimolata comincia a produrre PSA e, quindi, l’a­nalisi potrebbe risultare falsata in eccesso.

Leggi anche: Ecografia prostatica transrettale: come si svolge, è dolorosa, a che serve?

I valori normali di PSA

I valori normali di PSA per un uomo adulto, sono:

  • PSA totale 0-4 ng/ml (ng/ml si legge “nanogrammi per millilitro di sangue)
  • Rapporto PSA free/PSA totale superiore a 0,20

Interpretare i valori

Per interpretare i valori del PSA totale e libero ed il loro rapporto, serve tener presente che:

  • se il valore del PSA totale è inferiore a 4 nanogrammi per millilitro di sangue, non vi è nulla da segnalare. Il PSA, infatti, viene prodotto normalmente dalla prostata, per cui un valore, anche se basso, di questa proteina è sempre presente nel sangue.
  • se il suo valore è uguale o superiore a 4 nanogrammi per millilitro di sangue, siamo in presenza di una anomalia che potrebbe essere causata da una infezione delle vie urinarie, ipertrofia prostatica benigna oppu­re dal più preoccupante carcinoma della prostata. Il laboratorio in auto­matico esegue il PSA-free, cioè il PSA-libero, che è la quota di PSA che generalmente circola libero nel sangue:
    • se il PSA libero / PSA totale ha unrapporto basso, inferiore a 0,2: in questo caso abbiamo un PSA totale di cui la maggior parte è costituita da PSA legato, quindi prodotto probabilmente da cellule tumorali. In questo caso la diagnosi è di un’alta probabilità di tumore maligno;
    • se il PSA libero / PSA totale ha rapporto normale o elevato, maggiore di 0,2: in questo caso abbiamo un PSA totale di cui la maggior parte è costituita da PSA libero, prodotto da una ghiandola prostatica che difficilmente presenta un tumore maligno.

Leggi anche: Prostata: ogni quanto tempo fare il controllo del PSA?

Valutare il PSA a casa

La valutazione del PSA può essere effettuata anche a casa, usando un test pratico ed affidabile come quello consigliato dal nostro Staff medico: https://amzn.to/44JmBFz

Valore del PSA e probabilità di tumore

Più è alto il valore di PSA, maggiore sarà il rischio di tumore prostatico:

  • PSA totale 0-4: c’è il 10% di probabilità di avere un tumore alla prostata, che nel 90% dei casi coinvolge solo la prostata senza aver fatto metastasi;
  • PSA totale 4-10: c’è il 25% di probabilità di avere un tumore alla prostata, che nel 70% dei casi coinvolge solo la prostata senza aver fatto metastasi:
  • PSA totale >10: c’è il 50% di probabilità di avere un tumore alla prostata, che nel 50% dei casi coinvolge solo la prostata senza aver fatto metastasi.

Leggi anche: Mi alzo spesso di notte per urinare: quali sono le cause e le cure?

Il tumore della prostata

Il cancro alla prostata è la neoplasia maschile più diffusa: in Italia ne vengono colpiti più di 40.000 uomini ogni anno, principalmente individui che abbiano superato i 50 anni di età. È un tumore strettamente legato all’età anagrafica, tanto che quasi tutti gli over 80 presentano l’inizio di una neoplasia alla prostata, anche asintomatica. La buona notizia riguardo a questo tumore maligno è che nella maggior parte dei casi si tratta di un tipo di cancro poco aggressivo per due motivi: tende a non dare metastasi (fatto che migliora la prognosi) od a produrle molto tardivamente e tende a progredire piano, crescendo con estrema lentezza. Ne esistono tuttavia forme aggressive con crescita rapida e facilità nel produrre metastasi, che viaggiano attraverso i vasi sanguigni e i vasi linfatici andando ad attecchire soprattutto come metastasi ossee, rilevabili con la scintigrafia ossea. I fattori di rischio per il cancro alla prostata sono l’età superiore a 40 anni, l’appartenenza all’etnia afro-americana, la predisposizione familiare (parenti con cancro alla prostata o al seno), il fumo di sigaretta, l’obesità e consumo di alimenti ricchi di grassi saturi, frequenti infezioni alla prostata. Inizialmente, il tumore alla prostata può essere asintomatico, cioè a non dare al paziente alcuna manifestazione della sua presenza, almeno fino a quando la sua dimensione non induce i primi sintomi e segni, del tutto simili a patologie benigne, come difficoltà nella minzione (urgenza, frequenza, sensazione di svuotamento incompleto della vescica), seguiti da un aggravamento del quadro generale con possibilità di:

  • sangue nelle urine o nello sperma;
  • eiaculazionedolorosa;
  • minzione dolorose;
  • disfunzione erettile;
  • dolori diffuso in zona pelvica e addominale;
  • spossatezza e perdita di appetito;
  • incontinenza urinaria;
  • perdita di peso nelle fasi avanzate.

La conseguenza più grave è data dalle metastasi ossee, che portano ad una eccezionale fragilità dello scheletro, che è indolenzito e indebolito al punto tale per cui anche i traumi più lievi causano fratture (fratture patologiche). La rimozione chirurgica della prostata è un rimedio risolutivo nella maggioranza dei casi, ma può condurre a disfunzione erettile permanente, salvo gli interventi chirurgici detti di “nerve sparing“, che conservano la funzionalità erettiva del pene perché permettono di asportare la ghiandola prostatica i fasci di nervi responsabili dell’erezione peniena. Per approfondire: Tumore maligno della prostata (carcinoma prostatico): cause, sintomi e terapie

Ho il PSA elevato, che faccio?

Nel caso di PSA elevato, è SEMPRE IMPORTANTE eseguire una visita urologica o andrologica con analisi attenta di eventuali sintomi urinari presenti, come la minzione frequente. Durante la visita, il medico provvederà ad una esplorazione digito-rettale e – se necessario – una ecografia transrettale che analizzi la prostata e calcoli il suo volume: il volume prostatico associato al valore di PSA è infatti molto utile al medico per fare una corretta diagnosi.

Leggi anche: Prostata ingrossata ed infiammata: ecco cosa fare per mantenerla in salute

Integratori alimentari per il benessere della prostata

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di diminuire infiammazioni e bruciori e migliorare la salute della prostata:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!