Cosa avviene nel momento in cui si muore? Quali sono le sensazioni tipiche, raccontate da chi ha provato esperienze di pre morte? Oggi ve ne proponiamo dieci:
1) La luce
La più classica: la luce alla fine del tunnel. La maggior parte delle persone che stavano per morire ma che si sono poi salvate hanno dichiarato di aver visto tale luce!
2) Vedere il proprio corpo
Esperienza fuori dal corpo: grazie ad essa, si può vedere il proprio corpo inerme, nel momento in cui si sta per morire. Ma non solo: come vi diremo tra pochi punti, si possono vedere tutte le persone intorno a noi, ed ascoltare le loro voci.
3) Angelo custode
Vi sono anche tante testimonianze della visione di un angelo o di uno spirito, che ci guarda dritto negli occhi e che sembra prendersi cura di noi nel momento del trapasso. Si tratterebbe forse di una specie di “angelo custode”.
4) La visita della madre
Molti hanno parlato addirittura di una visita della propria madre, nel bel mezzo delle visioni in cui ci si trova quando si è sul letto di morte!
5) Vedere i propri parenti morti
Siete pronti a rivedere i vostri familiari passati a miglior vita? Nel momento della morte, pare che li rivedremo tutti, secondo quanto riportato da diverse persone che stavano per morire e che poi sono tornate in vita grazie alla medicina.
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6) Il flash della propria vita
Prima di morire, secondo alcune testimonianze, si rivivono i migliori momenti vissuti, così come anche i peggiori. Si vede la propria vita passare davanti agli occhi come un flash.
7) Riuscire a vedere e sentire chiunque
Sono tantissime le persone ad aver raccontato che nella propria esperienza di pre-morte, dalla quale poi sono tornati in vita, erano in grado di vedere le persone che avevano intorno e di sentirne la voce: hanno raccontato i minimi dettagli, che ovviamente non avrebbero mai potuto conoscere.
8) Senso di pace
Una grande maggioranza di persone che hanno provato una tale esperienza e che poi sono però tornare in vita, hanno dichiarato si aver provato una incredibile sensazione di pace e calma interiore, la cui esistenza mai si sarebbero potuti immaginare.
9) Non voler tornare indietro
Secondo molte testimonianze, l’esperienza della morte da una pace e tranquillità tali che molte persone che l’hanno provata non sarebbero volute tornare in vita! Provate ad immaginare di provare qualcosa di così bello da non voler tornare alla vita per la quale avete lottato così tanto fino ad oggi!
10 La luce emessa nel momento del decesso
Per concludere questa classifica, vi proponiamo lo studio di Konstantin Korotkov, direttore del Research Institute of Physical Culture di San Pietroburgo, uno scienziato che è riuscito a dimostrare cosa accade al nostro corpo nel preciso momento in cui avviene il decesso. Come potete vedere, l’ombelico e la testa perdono per prime la loro forza, che secondo molti sarebbe “l’anima”, mentre le ultime sono cuore ed inguine. Pare che se davvero ci fosse un’anima, questa tornerebbe più volte nel corpo, soprattutto se la morte è violenta o improvvisa, perché stenterebbe ad accettare l’improvvisa separazione!
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Lo staff di Medicina OnLine
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Hazel Jones, la ragazza che vedete in foto, sembrerebbe una normalissima ragazza come tante altre, eppure ha una particolarità che la rende unica: possiede due organi genitali femminili. La 27enne inglese ha raccontato la sua storia a This Morning, una seguitissima trasmissione del canale ITV1 del Regno Unito. La sua peculiare conformazione fisica è conosciuta come uterus didelphys, una malformazione molto rara: le tube del suo sistema riproduttivo non convergono in un utero solo ma si sono sviluppate in modo indipendente con il risultato che lei ora ha due uteri, due vagine e due cervici.
La paralisi del sonno, anche chiamata “paralisi nel sonno”, “paralisi ipnagogica” o Sleep paralysis, è un disturbo che si manifesta nella fase di addormentamento o di risveglio, nel quale per un certo lasso di tempo risulta inibito il movimento dei muscoli volontari: in pratica il soggetto è sveglio e cosciente ma non riesce a muoversi né a parlare per un periodo di tempo limitato e variabile da pochi secondi a qualche minuto. Una volta terminato l’attacco di paralisi del sonno, il soggetto riacquista la capacità di muoversi e parlare in maniera solitamente improvvisa. Fisicamente l’individuo sta bene, ma psicologicamente può essere invaso da un profondo stato di paura e di ansia, specialmente se era la prima volta che provava la paralisi del sonno e non conosceva il fenomeno.
Jon Brower Minnoch viene considerato dal Guinness dei primati come l’uomo più pesante di tutti i tempi. Jon nacque a Bainbridge Island il 29 settembre 1941. Soffriva fin dall’infanzia di ipotiroidismo e di obesità, ma queste malattie non gli impedirono di laurearsi in filosofia con ottimi voti. Nel 1963, ovvero nell’anno della sua laurea, pesava 178 chili distribuiti in 185 centimetri di altezza. Da allora Minnoch sarebbe ingrassato ogni giorno. Questo eccessivo aumento di peso non si poteva spiegare con una semplice vita sedentaria o con un’alimentazione ricca di grassi, Minnoch era difatti affetto da una qualche malattia particolare che non gli faceva smaltire nulla di ciò che ingeriva. Già nel 1966 il suo peso era arrivato a 318 chili e ciò lo obbligò a dimettersi dall’incarico di professore. Nel settembre del 1976 arrivò a toccare quota 442 chili. Con un peso simile fu ricoverato per insufficienza cardiaca e polmonare, ma dopo due anni di dieta a 1200 calorie giornaliere la sua massa era diminuita fino a 216 chili. Per trasportarlo all’ospedale furono necessari 12 vigili del fuoco, una barella modificata ed una barca. All’University Hospital di Seattle fu posto su due letti affiancati: solo per rotolarlo su di essi erano necessarie 13 persone.
Senti un suono acuto e stridulo ed hai un brivido di fastidio del tutto particolare, diverso da quello che, ad esempio, ci procura un “normale suono” a volume troppo alto: quante volte ti è successo? È una reazione innata che
Molti animali, tra cui anche vari mammiferi a noi molto simili come il gorilla e lo scimpanzé, hanno un osso nel loro pene che gli consente una rigidità migliore e più a lungo durante rapporti sessuali. Perché l’uomo non ha alcun osso nel suo pene? Alcuni scienziati sono da anni alla ricerca della spiegazione antropologica e soprattutto evolutiva del motivo per cui gli esseri umani sono sprovvisti di un osso del pene ed oggi forse hanno trovato la soluzione dell’enigma.
A 18 anni sembrava che la sua esistenza fosse spezzata inesorabilmente: il cancro al collo dell’utero che le avevano appena diagnosticato le lasciava poche speranze di vita e le toglieva per sempre ogni possibilità di avere figli. Quel referto medico suonava come una condanna a morte che spazzava via in un colpo solo tutti i suoi sogni di adolescente. Tre anni dopo Jessica Jenkins, una parrucchiera 21enne di Rhymney, nel Galles, si ritrova guarita dal tumore e con un bimbo di tre chili tra le braccia, partorito il 2 dicembre da sua madre Julie Bradford, 45 anni, che ha portato avanti la gravidanza al posto della figlia: la ragazza, infatti, prima di cominciare le cure si era fatta prelevare 21 ovuli per avere degli embrioni da congelare e utilizzare in futuro in caso se ne fosse presentata l’occasione. Julie, già madre di tre figli, si ritrova ora a essere contemporaneamente madre e nonna del piccolo Jack.