Differenza tra massa e peso in fisica ed in medicina

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIFFERENZA MASSA PESO FISICA MEDICINA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgQual è la differenza tra massa e peso nell’ambito della fisica?
Masse e peso sono spesso usati come sinonimi, mentre in realtà non lo sono affatto, basti pensare che su in questo preciso momento voi foste sulla luna, la vostra massa rimarrebbe la stessa che sulla terra, ma pesereste circa un sesto del vostro peso “terrestre”!
Mentre il peso rappresenta la forza di attrazione di un corpo verso il centro della Terra (o di qualsiasi altro pianeta in cui si trovi), la massa corrisponde esattamente alla quantità di materia di un corpo.
Al contrario del peso, la massa è una proprietà intrinseca di un corpo, cioè non varia al variare del luogo in cui si trova.  Il peso, invece, può cambiare perché dipende dal valore dell’accelerazione di gravità; quest’ultima varia perfino spostandosi da un punto all’altro della Terra (ad esempio dai poli all’equatore), perciò anche il nostro peso subisce variazioni minime sullo stesso pianeta Terra. Essendo quest’ultima un ovale schiacciato sui poli, il vostro peso sarebbe lievemente più alto al Polo Nord ed al Polo Sud (punti più vicini al centro della terra), mentre sarebbe più basso lungo la linea dell’equatore (punto più lontano dal centro della terra. Mediamente l’accelerazione terrestre corrisponde a 9.81 m/s2.
Variazioni più consistenti di peso si hanno passando da un pianeta all’altro (o su un satellite, come nel caso della luna citato all’inizio dell’articolo), poiché il valore dell’accelerazione di gravità cambia di molto.
Mentre l’unità di misura della massa è il chilogrammo (kg), l’unità di misura del peso è il newton (simbolo N). Il newton è infatti l’unità di misura della forza, che nel caso del peso si chiama “forza-peso” (Fp).  Dunque il peso di un corpo deve essere espresso in newton;  anche se nell’esperienza comune si usano i kg, questi devono essere usati per la massa, non per il peso.

Massa e peso in medicina
Le cose si complicano un po’ nell’ambito della medicina. Quella che la fisica chiama massa (espressa in kg), corrisponde a quello che in medicina viene comunemente chiamato “peso” (espresso in kg), cioè quello che viene rilevato quando vi pesate sulla bilancia. In medicina si usa il termine “massa” relativamente alla massa grassa ed alla massa magra, valori che possono essere rilevati con una plicometria o con una bioimpedenziometria.

Per scoprire cosa sono la massa magra e quella grassa, vi consiglio di leggere: Cosa sono e qual è la differenza tra massa magra e massa grassa? Tutte le percentuali di grasso, ossa e muscoli

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Mal di schiena: cibi consigliati, farmaci, rimedi naturali e prevenzione del dolore

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAL DI SCHIENA LOMBALGIA RIMEDI NATURALI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari An Pene.jpgLa lombalgia, cioè il mal di schiena in zona lombare, è una sindrome dolorosa localizzata a livello del rachide lombare, nella parte bassa della schiena. Per leggere cause, esercizi e consigli per diminuire il dolore senza farmaci, vi consiglio di leggere questo mio articolo: Mal di schiena in zona lombare (lombalgia): esercizi e cosa fare per il dolore

Cosa mangiare per migliorare il mal di schiena

  • Alimenti ricchi in calcio e fosforo, dato che incidono positivamente sulla salute del rachide.
  • Cibi alcalinizzanti (soprattutto frutta e verdura ricca di magnesio) per prevenire il mal di schiena causato dall’artrosi.
  • Brodo, trippe e bolliti (fonti di collagene) per migliorare il mal di schiena dipendente da artrosi.
  • Alimenti ricchi di fitoestrogeni (es. soia): rimedio alimentare particolarmente indicato per le donne in menopausa affette da mal di schiena.
  • Alimenti ricchi di Omega 3 e 6 (pesce, crostacei, tofu, mandorle, noci, olio di semi di lino). Questo accorgimento è particolarmente utile per migliorare il mal di schiena dipendente da spondilite anchilosante.
Cosa NON mangiare per migliorare il mal di schiena

  • Evitare il consumo di alimenti di difficile digestione, come intingoli, fritture ed alimenti ricchi di grassi. Un’alimentazione sregolata può favorire sovrappeso ed obesità, elementi predisponenti il mal di schiena.
  • Alimenti iperproteici (limitarne il consumo).

In generale, non c’è alcuna evidenza scientifica che relazioni il cibo con il peggioramento dei sintomi del mal di schiena.

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Cure e rimedi naturali per il mal di schiena

Per alleviare la lombalgia dipendente dall’assunzione di posizioni scorrette, è in genere sufficiente applicare sulla schiena creme, pomate o impacchi formulati con principi attivi ad azione rubefacente. A tale scopo, si consigliano:

  • Peperoncino (Capsicum frutescens) → proprietà rubefacenti, antibatteriche, analgesiche.
  • Canfora (Cinnamomum camphora) → proprietà rubefacenti.
  • Arnica (Arnica montana) → proprietà antinfiammatorie, antireumatiche, revulsive, analgesiche.

Considerato che lo stress e la tensione possono accentuare il dolore lombare, il paziente colpito può assumere tisane rilassanti ed ansiolitiche, formulate con principi attivi come:

  • Camomilla (Chamomilla recutita) → blande proprietà ansiolitiche e sedative.
  • Valeriana (Valeriana officinalis) → proprietà ipnotiche, anticonvulsive, sedative del sistema nervoso centrale.
  • Escolzia (Eschscholtzia californica) → sedativa, ipno-inducente, analgesica, rilassante, antinevralgica e spasmolitica.
  • Tiglio (Tilia cordata) → proprietà rilassanti, ansiolitiche.
  • Zinco: rimedio contro lo stress (da assumere sottoforma di compresse).

Cure farmacologiche per diminuire il dolore alla schiena

  • FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei):
    • Ibuprofene (es. Brufen, Moment, Subitene)
    • Acido acetilsalicilico (es. Aspirina, salicina, Vivin C, Ascriptin)
    • Naproxene (Aleve, Naprosyn, Prexan, Naprius)
  • Farmaci corticosteroidi: esercitano una potente attività antinfiammatoria:
    • Prednisone (es. Deltacortene, Lodotra)
    • Metilprednisolone (es., Solu-medrol, Depo-medrol, Medrol, Urbason)
  • Iniezione di anestetici locali:
    • Lidocaina (es. Lidocaina Cloridrato Molteni, Xylocaina)
  • Antidolorifici oppioidi: quando il dolore e troppo intenso. Vengono assunti per via orale.
    • Idrocodone: ad esempio Vicodin (non venduto in Italia).

Prevenzione del mal di schiena

  • Mantenere un indice di massa corporea normale garantisce nel lungo termine la conservazione dell’integrità cartilaginea articolare, prevenendo malattie responsabili di mal di schiena
  • Assumere una posizione corretta durante la stazione eretta:
    • Tenere i piedi distanziati
    • Flettere di tanto in tanto gli arti inferiori per avere una maggior stabilità
  • Per spostare un carico, si consiglia di tenere il peso vicino al baricentro del corpo
  • Per sollevare un carico, chinarsi leggermente flettendo le ginocchia ed allargare la base d’appoggio, mantenendo la colonna vertebrale diritta
  • Per alzarsi dal letto, si raccomanda di roteare il corpo su un fianco, appoggiare le mani sul letto (il più vicino possibile dal corpo) e far scendere le gambe dal materasso. Seguendo questi semplici consigli è possibile con buone probabilità prevenire il mal di schiena.

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Mal di schiena in zona lombare (lombalgia): esercizi e cosa fare per il dolore

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAL DI SCHIENA LOMBALGIA ESERCIZI DOLORE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari An Pene.jpgIl mal di schiena in zona lombare, anche chiamato lombalgia, è una sindrome dolorosa localizzata a livello del rachide lombare, nella parte bassa della schiena.

Tipi di dolore in zona lombare

Il dolore percepito che può essere improvviso e lancinante oppure graduale e progressivo, acuto o cronico, intermittente o continuo, sopportabile o invalidante, e può accentuarsi od attenuarsi eseguendo determinati movimenti. Il tipo di dolore avvertito cambia da soggetto a soggetto in base alla causa che l’ha scatenato.

Cause di dolore in zona lombare

La lombalgia può essere di origine vertebrale o non vertebrale. Nel primo caso, i responsabili più accreditati sono le ernie o l’artrosi, mentre nel secondo caso il ventaglio delle possibili cause si amplia, comprendendo problemi muscolari, ginecologici e posturali, ma anche sovrappeso e abitudini di vita sbagliate. Infatti, posture scorrette, vita sedentaria e eccesso di peso possono compromettere la salute della schiena e scatenare episodi dolorosi. I più diffusi agenti eziologici della lombalgia, sono:

  • abitudini di vita scorrette (obesità, sedentarietà, postura scorretta, materasso troppo morbido);
  • ansia e stress (le tensioni si scaricano sulla schiena);
  • sport inadeguati o praticati scorrettamente;
  • traumi gravi al rachide (es. ernia discale, colpo di frusta, colpo della strega);
  • patologie della colonna vertebrale (spondilolistesi, scoliosi, sciatica).

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Cosa fare in caso di mal di schiena in zona lombare

Se il mal di schiena è di tipo secondario, cioè più che un disturbo a sé è il sintomo di un’altra patologia, com’è facilmente intuibile, sarà necessario curare la malattia scatenante. Negli altri casi, si può optare, sotto stretto controllo medico e affidandosi a professionisti qualificati, per un ciclo di massaggi e manipolazioni decontratturanti e per impacchi caldi sulla zona interessata. La cura migliore, comunque, è la prevenzione che comprende maggiore attenzione per la postura assunta, attività fisica costante e regolare, controllo del peso corporeo o alimentazione salutare. Ecco alcuni pratici consigli su cosa fare per migliorare la situazione:

  • Ridurre i carichi che gravano sulla schiena.
  • Proteggere la schiena da traumi ed evitare movimenti bruschi.
  • Praticare regolarmente sport ed attività fisica. Per porre rimedio al mal di schiena si consiglia di puntare su esercizi di tonificazione ed allungamento, da associare ad una moderata attività aerobica. Leggi anche: Lo stretching: benefici e le 6 regole per eseguirlo bene.
  • Praticare con regolarità un’attività motoria finalizzata alla riduzione del peso corporeo e al miglioramento di tono ed elasticità muscolare.
  • Irrobustire tutti i muscoli, specie dorsali, addominali e spalle. Leggi anche: Come fare gli addominali.
  • Mantenere il proprio peso ideale. Ricordiamo infatti che anche l’obesità costituisce un fattore di rischio per il mal di schiena.
  • Eseguire sempre movimenti consoni all’entità del dolore lombare, usando il buon senso.
  • Le borsette a tracolla, specie se pesanti, devono essere spostate da ambedue le parti: tenerle sempre sulla spalla destra ad esempio, può provocare un difetto posturale e alla lunga mal di schiena.
  • Indossare bretelle del reggiseno o della canottiera stabili: se non stabili possono provocare una errata tensione muscolare.
  • Bilanciare il peso tra le due braccia quando portiamo le buste della spesa: meglio due buste più leggere su ambo i lati che una sola pesante su un lato solo.
  • Sistemarsi in posizione antalgica (corrisponde alla posizione in cui si è avvertito il trauma) è un buon rimedio per attenuare il mal di schiena dipendente dal colpo della strega.
  • Evitare di chinarsi in avanti per raccogliere un oggetto ma piegare le gambe per abbassarsi.
  • Riposo assoluto per un periodo non superiore a 12-48 ore (a partire dal momento in cui si è avvertito il colpo della strega).
  • Sottoporsi a manipolazioni e massaggi decontratturanti (eseguiti da medico o fisioterapista esperto).
  • Evitare una vita stressante. Leggi anche: I nove consigli per superare lo stress del lunedì mattina.
  • Gli impacchi caldi sulla schiena possono temporaneamente alleviare il dolore.
  • Evitare quanto possibile i colpi di freddo e le correnti d’aria.
  • Se il dolore non si interrompe, recarsi dal medico che indagherà sulle cause del dolore lombare per intervenire prontamente con un trattamento specifico che curi a monte il problema e non con palliativi.

Leggi anche: Terapia con Infrarossi per il dolore

Cosa NON fare in caso di mal di schiena in zona lombare

  • Intraprendere un nuovo allenamento sportivo “fai-da-te”: se eseguiti in maniera scorretta e indisciplinata, gli sport di potenza – come il bodybuilding – possono essere molto dannosi per il rachide cervicale.
  • Mantenere una posizione scorretta a lungo.
  • Indossare spesso scarpe con tacchi alti: si consiglia di preferire calzature comode, idonee da indossare durante l’intero arco della giornata.
  • Condurre una vita stressante.
  • Riposo eccessivo: un simile atteggiamento non giova al mal di schiena, anzi può perfino peggiorare la condizione. Difatti, in condizioni di immobilità, la muscolatura tende ad indebolirsi diventando ancor più incapace di sopportare le numerose sollecitazioni a cui viene sottoposta.
  • Sforzi violenti e sollecitazioni muscolari e legamentose eccessive.
  • Atteggiamenti posturali scorretti.
  • Tecnica di sollevamento errata.
  • Iniziare terapie farmacologiche o fisioterapiche fai da te.

Leggi anche: Dolore muscolare il giorno dopo l’allenamento: cause, cure e prevenzione

Gli esercizi

Per prevenire, ma anche per alleviare, il dolore alla schiena, ci sono alcuni esercizi utili. Eccone tre facili da fare anche da sole a casa:

  1. Ginocchia al petto. Si parta con la schiena a terra, le gambe tese, per poi sollevare la gamba destra, con il ginocchio piegato da portare al petto e da stringere con le mani; ripetere con l’altra gamba, 10 volte per lato.
  2. Torsione. La partenza è da sdraiate, con la schiena a terra e le braccia aperte perpendicolari al corpo e appoggiate al suolo; piegare la gamba destra, effettuando una torsione dell’addome, verso sinistra, portando il piede a toccare il suolo. Ripetere con l’altra gamba, sempre con incrocio e torsione; effettuare 10 sessioni.
  3. Estensione. Sdraiate a pancia a terra; le braccia piegate e le mani a terra; sollevare la testa, le spalle verso l’alto, volgendo lo sguardo al cielo. Ripetere 10 volte.

Trattamenti medici

Prima di procedere con un qualsivoglia intervento medico, si raccomanda di sottoporsi ad accertamenti diagnostici volti ad individuare la causa scatenante il mal di schiena.

  • Terapie alternative:
    • Agopuntura
    • Massofisioterapia
    • Osteopatia
    • Chiropratica
    • Laserterapia
    • Elettroterapia
    • Crioterapia
  • Ossigeno-ozono terapia per il mal di schiena dipendente da ernie discali. Prevede l’introduzione di una miscela ossigeno/ozono in sede interdiscale. L’ozono infatti esercita un discreto potere antinfiammatorio riducendo la pressione discale.
  • Intervento di discectomia: quando il mal di schiena dipende da un’ernia al disco.

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Acidità di stomaco in gravidanza: farmaci, cibi e rimedi naturali

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ACIDITA STOMACO GRAVIDANZA CURA RIMEDI   Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’acidità di stomaco durante il periodo della gravidanza, specie nei mesi finali, è un disturbo estremamente frequente, imputabile ai cambiamenti tipici della gestazione che avvengono sia a livello anatomico che ormonale. Il sintomo caratterizzante l’acidità di stomaco in gravidanza è costituito dal fastidioso bruciore, che si percepisce sia a livello gastrico, sia a livello esofageo (a causa del reflusso acido che si viene a creare). Generalmente, l’acidità di stomaco in gravidanza è un disturbo che può essere facilmente prevenuto e trattato. Nonostante ciò, è bene non sottovalutarlo e rivolgersi al proprio medico, evitando qualsiasi forma di autodiagnosi e/o di autoterapia.

Cause del bruciore di stomaco durante la gravidanza
L’acidità di stomaco è diffuso durante tutto il periodo della gravidanza, tuttavia riconosce cause diverse a seconda del mese di insorgenza:

  • Durante i primi tre mesi di gestazione l’acidità di stomaco è principalmente dovuta all’aumento dei livelli di progesterone, che sono in grado di rallentare i processi digestivi (quindi rallentano la velocità di svuotamento gastrico) e riducono il tono dello sfintere posto fra stomaco ed esofago, favorendo in questo modo il reflusso dell’acido contenuto nello stesso stomaco.
  • Dal quarto mese di gestazione in poi, invece, l’acidità di stomaco sembra sia dovuta principalmente all’aumento delle dimensioni del feto e alla pressione da esso esercitata sulle pareti dello stomaco. Ciò è facilmente intuibile guardando la foto in alto, che mostra come il feto – aumentando di dimensioni – crei un aumento della pressione intra-addominale che coinvolge molti organi, tra cui colon, vescica e stomaco.

E’ importante ricordare che l’acidità di stomaco può avere moltissime altre cause:

  • ingestione di alimenti irritanti;
  • ingestione di farmaci particolari;
  • reflusso gastroesofageo;
  • esofagite da reflusso;
  • consumo di cibi difficilmente digeribili e cattiva digestione;
  • ostacoli allo svuotamento gastrico;
  • ernia iatale;
  • ulcera gastrica;
  • ulcera duodenale.

Quindi non si deve mai sottovalutare l’acidità di stomaco, specie se questa era già presente PRIMA dell’inizio della gravidanza.

Fattori che aumentano la possibilità del presentarsi del disturbo:

  • chinarsi in avanti;
  • decubito notturno
  • stress;
  • forti emozioni;
  • abuso di nicotina ed alcol
  • dormire sul fianco destro
  • dormire con un cuscino basso.

Farmaci per l’acidità in caso di gravidanza

Come avviene sempre durante la gravidanza, quando possibile si cerca di limitare il più possibile l’impiego di farmaci in modo da evitare di esporre inutilmente il feto e la madre a qualsiasi tipo di potenziale rischio. Prima di ricorrere al trattamento farmacologico, infatti, si cerca di risolvere il problema dell’acidità di stomaco in gravidanza apportando piccole modifiche allo stile di vita della gestante, quali:

  • evitare il consumo di pasti troppo abbondanti
  • evitare cibi grassi e caffè
  • evitare di coricarsi subito dopo i pasti
  • evitare di indossare indumenti troppo stretti
  • evitare di eseguire movimenti in grado di aumentare la pressione addominale.

Tuttavia, se questi accorgimenti non dovessero essere sufficienti a risolvere l’acidità di stomaco, il medico può decidere di intervenire prescrivendo alla donna in gravidanza la somministrazione di appositi farmaci che non provochino danni di alcun tipo né al feto, né alla madre.
Generalmente, il medico decide di ricorrere alla somministrazione di farmaci antiacidi che agiscono neutralizzando temporaneamente l’ambiente eccessivamente acido che si è venuto a creare nello stomaco.
Gli inibitori di pompa protonica, invece, raramente trovano impiego in gravidanza, poiché non vi sono dati sufficienti circa la loro sicurezza d’uso durante la gestazione. Per tale ragione, il medico prescrive questi medicinali solo in casi di effettiva necessità e solo dopo un’attenta valutazione del rapporto fra i potenziali benefici attesi per la madre e i potenziali rischi cui il feto può andare incontro.
Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l’acidità di stomaco in gravidanza ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura.

Leggi anche: Ritirato in tutta Italia il famoso farmaco anti reflusso: ecco i lotti interessati

Antiacidi

I farmaci antiacidi sono i principali medicinali impiegati nel trattamento dell’acidità di stomaco e possono essere utilizzati anche in gravidanza. Tuttavia, benché si tratti di medicinali di automedicazione e senz’obbligo di prescrizione medica, il loro uso in gravidanza dev’essere effettuato solo ed esclusivamente su consiglio del medico e solo sotto la stretta sorveglianza dello stesso.
Fra gli antiacidi maggiormente impiegati contro l’acidità di stomaco in gravidanza, ricordiamo:

  • Sodio bicarbonato (Citrosodina®): questo sale è uno dei prodotti maggiormente impiegati per contrastare l’acidità di stomaco. È disponibile in polvere o in granulato effervescente. Solitamente, si consiglia l’assunzione di due cucchiaini da caffè di prodotto da sciogliersi preventivamente in acqua.
  • Idrossido di alluminio e idrossido di magnesio (Maalox®): anche questi composti vengono ampiamente utilizzati nel trattamento dell’acidità di stomaco e, anche in questo caso, il loro uso è possibile durante la gravidanza, ma solo se il medico lo ritiene assolutamente necessario.
    Gli idrossidi di alluminio e magnesio sono disponibili in diverse formulazioni farmaceutiche, fra cui ricordiamo le compresse masticabili e la sospensione orale.
    Quando utilizzati sotto forma di compresse masticabili, si consiglia l’assunzione di una o due compresse (contenenti 400 mg di ciascun principio attivo) dalle tre alle quattro volte al giorno, dopo i pasti e prima di coricarsi.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per il benessere del vostro apparato digerente, in grado di combattere stipsi, fecalomi, meteorismo, gonfiore addominale, acidità di stomaco, reflusso, cattiva digestione ed alitosi. Noi NON sponsorizziamo né siamo legati ad alcuna azienda produttrice: per ogni tipologia di prodotto, il nostro Staff seleziona solo il prodotto migliore, a prescindere dalla marca. Ogni prodotto viene inoltre periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Il pene finto in silicone per la donna che vuole urinare in piedi: prima di sorridere leggete il motivo per cui è stato inventato

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PENE FINTO SILICONE DONNA URINARE IN PIEDI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari PeneUn problema che gli uomini non conoscono, ma che invece è molto sentito dalle donne, è sempre stato quello di urinare in bagni pubblici, specie quando non sono ben puliti ed il rischio di infezioni è molto alto. Ma a questo problema sembra si sia trovata una soluzione semplice ma efficace: un dispositivo chiamato GoGirlGoGirl è una specie di pene finto fatto in silicone il cui utilizzo è piuttosto intuitivo: in pratica convoglia l’urina delle donne all’interno di un cono e successivamente lo espelle all’esternoGo Girl è già molto conosciuto ed apprezzato in America, dove viene venduto in molti negozi. In Italia purtroppo – come spesso accade – siamo ancora piuttosto indietro. Questo genere di prodotti è ancora visto con molta diffidenza e viene venduto solamente online. La domanda di molti è…

Perché utilizzare uno di questi dispositivi?

Inizialmente può sembrare bizzarro urinare in piedi, quasi si voglia “imitare” gli uomini, ma non è assolutamente così: il razionale dell’utilizzo di questo apparecchio è molto più serio di quello che possa sembrare. Come dicevo all’inizio, l’utilizzo di questi dispositivi nasce da un bisogno concreto di igiene innanzitutto: poter usare con tranquillità e velocità i bagni pubblici (o poter urinare all’aperto) che non sono sempre in ottime condizioni, evitando contatti con tavoletta e gabinetto, senza costringere le donne a fare le equilibriste con la costante paure di toccare lo sporco, e soprattutto la possibilità di farli usare alle bambine per la loro totale sicurezza.

Potete acquistare questo utilissimo dispositivo, qui: https://amzn.to/2OsmCaw

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Acidità di stomaco e bruciore: tutti i farmaci antiacidi

MEDICINA ONLINE NAUSEA MAL DI PANCIA REFLUSSO GASTROESOFAGEO ESOFAGO STOMACO DUODENO INTESTINO TENUE DIGIUNO ILEO APPARATO DIGERENTE CIBO TUMORE CANCRO POLIPO DIVERTICOLO CRASSO FECI VOMITO SANGUE OCCULTO MILZA VARICI CIRROSIL’acidità gastrica, anche chiamata acidità di stomaco o pirosi retrosternale, è un sintomo dolorifico urente localizzato posteriormente allo sterno e diffuso nella parte superiore dell’addome, che può indicare una disfunzione dell’apparato digerente, in particolare dello stomaco. I pazienti affetti da questo disturbo riferiscono varie sensazioni quali un senso diffuso di bruciore allo stomaco che si propaga all’esofago ed alla faringe, accompagnato da scialorrea (ipersecrezione di saliva) ed eventuale reflusso in bocca di liquido dal gusto acre. Sovente il bruciore è accompagnato da eruttazione, alitosi e vomito.
La pirosi può insorgere spontaneamente o in seguito a vari eventi/patologie, tra cui i più frequenti sono:

  • ingestione di alimenti irritanti;
  • ingestione di farmaci particolari;
  • reflusso gastroesofageo (a tale proposito leggi anche: Reflusso gastroesofageo: sintomi, diagnosi e cura);
  • esofagite da reflusso;
  • consumo di cibi difficilmente digeribili e cattiva digestione;
  • ostacoli allo svuotamento gastrico;
  • ernia iatale;
  • ulcera gastrica;
  • ulcera duodenale.

Fattori che aumentano la possibilità del presentarsi del disturbo:

Generalmente, l’acidità di stomaco è un disturbo che può essere facilmente trattato, tuttavia, è bene non sottovalutarlo, poiché potrebbe rappresentare il sintomo di eventuali patologie di base non ancora diagnosticate.

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Farmaci per l’acidità di stomaco

Trattandosi di un disturbo che può essere provocato da cause di varia origine e natura, il trattamento del bruciore di stomaco può variare da paziente a paziente, appare quindi chiaro quanto sia importante individuare quale sia la causa scatenante che ha portato all’insorgenza di questo disturbo, per poter curare a monte il problema e non con palliativi.
I principali farmaci utilizzati per la cura dell’acidità di stomaco sono i cosiddetti antiacidi. Tali farmaci esplicano la loro attività attraverso la neutralizzazione temporanea dell’eccessiva acidità a livello dello stomaco, ma senza alterare la produzione dell’acido cloridrico da parte delle cellule gastriche. Per tale ragione, questo tipo di farmaci è utile perlopiù nei casi sporadici di acidità di stomaco, magari provocati da pasti eccessivamente abbondanti o dal consumo di cibi difficilmente digeribili.
Quando, invece, l’acidità di stomaco è provocata da patologie più gravi, allora il medico potrebbe ritenere necessario il ricorso a farmaci in grado di interferire direttamente con la produzione dell’acido cloridrico a livello gastrico, oppure in grado di proteggere la parete dello stomaco dall’eccessivo ambiente acido. Stiamo parlando dei cosiddetti farmaci gastroprotettori, fra cui ritroviamo gli inibitori di pompa protonica, gli antistaminici H2 e gli agenti citoprotettivi.
Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro l’acidità di stomaco ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura.

Leggi anche: Ritirato in tutta Italia il famoso farmaco anti reflusso: ecco i lotti interessati

Antiacidi

Come accennato, i farmaci antiacidi esplicano la loro azione neutralizzando temporaneamente l’acidità di stomaco e non influiscono in alcun modo sulla produzione di acido cloridrico.
Fra gli antiacidi maggiormente impiegati in terapia, ricordiamo:

  • Sodio bicarbonato (Citrosodina®): questo sale è uno dei prodotti maggiormente impiegati per contrastare l’acidità di stomaco. È disponibile in polvere o in granulato effervescente. Solitamente, si consiglia l’assunzione di due cucchiaini da caffè di prodotto da sciogliersi preventivamente in acqua.
  • Idrossido di alluminio e idrossido di magnesio (Maalox®, Maalox TC®, Maalox Plus®): questi composti vengono impiegati sempre in associazione. Sono disponibili in diverse formulazioni farmaceutiche, fra cui ricordiamo le compresse masticabili e la sospensione orale.
    Quando utilizzati sotto forma di compresse masticabili, si consiglia l’assunzione di una o due compresse (contenenti 400 mg di idrossido di alluminio e 400 mg di idrossido di magnesio) dalle tre alle quattro volte al dì.

Inibitori di Pompa Protonica

Come accennato, questi farmaci trovano impiego nel trattamento dell’acidità di stomaco soprattutto quando questa è provocata da patologie come ulcere gastrointestinali, reflusso gastroesofageo o ernia iatale.
Fra i principi attivi maggiormente impiegati, ricordiamo:

  • Lansoprazolo (Lansox®, Lansoprazolo EG®): il lansoprazolo è uno degli inibitori di pompa protonica maggiormente impiegati in terapia. È disponibile in formulazioni farmaceutiche sotto forma di capsule. Generalmente, per il trattamento dell’acidità di stomaco si consiglia l’assunzione di 15-30 mg di principio attivo al giorno, per un periodo di almeno quattro settimane.
  • Pantoprazolo (Pantorc®, Peptazol®): il pantoprazolo è disponibile sotto forma di compresse. La dose di farmaco da assumere e la durata del trattamento possono dipendere dal tipo di patologia che sta alla base dell’acidità di stomaco. Solitamente, la dose consigliata varia fra i 20 mg e i 40 mg al giorno, da assumersi un’ora prima dei pasti, per un periodo che può variare dalle due alle quattro settimane.

Antistaminici H2

Gli anatistaminici H2 (o antagonisti dei recettori istaminici H2, che dir si voglia), costituiscono anch’essi una classe di farmaci che viene largamente impiegata nel trattamento dell’acidità di stomaco causata da diversi tipi di patologie e disturbi.
Fra i diversi principi attivi appartenenti a questa classe, ricordiamo il capostipite: la cimetidina (Ulis®). Questo principio attivo è disponibile in compresse e in granulato per soluzione orale. Solitamente, nei pazienti adulti si consiglia l’assunzione di 800 mg di cimetidina al giorno, la sera prima di coricarsi.

Agenti citoprotettivi

Gli agenti citoprotettivi non sono farmaci impiegati per la cura dell’acidità di stomaco in sé, poiché non sono in grado né di inibire la sintesi di acido cloridrico né di neutralizzare l’ambiente eccessivamente acido che si viene a creare a livello gastrico. Tuttavia, grazie al loro meccanismo d’azione, agiscono proteggendo la mucosa dello stomaco dall’eccessiva acidità.
Fra i principi attivi appartenenti a questo gruppo, ricordiamo il sucralfato (Gastrogel®). Questo principio attivo, una volta raggiunto lo stomaco, è in grado di formare un gel che funge da barriera protettiva nei confronti della mucosa gastrica, ostacolandone in questo modo il contatto con l’acido cloridrico.
Il sucralfato è disponibile in diverse formulazioni farmaceutiche sotto forma di compresse, gel, polvere orale e sospensione orale. Quando assunto sotto forma di gel, si consiglia l’assunzione di 1 grammo di principio attivo due volte al dì, un’ora prima dei pasti, oppure al mattino ed alla sera prima di coricarsi.

I migliori prodotti per la salute dell’apparato digerente

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Bruciore di stomaco: cosa mangiare, come dormire e rimedi naturali

MEDICINA ONLINE DIETA FIBRA FRUTTA VERDURA GRASSI ZUCCHERI PROTEINE MACEDONIA FRAGOLE MANGIARE CIBO COLAZIONE MERENDA PRANZO DIMAGRIRE RICETTA PESO MASSA BILANCIA COLON INTESTINO DIGESTIONE STOMACO CALORIE PROPRIETA CARBOIl bruciore di stomaco è un fastidioso sintomo localizzato nella parte superiore dell’addome e legato a diversi disturbi gastrici, dalla gastrite all’ulcera gastrica, dall’ulcera duodenale al reflusso gastroesofageo. Spesso il bruciore di stomaco è presente in gravidanza. Ci sono comunque anche fattori emozionali che entrano in gioco: ansia e stress possono aumentare il fastidio. I rimedi principali consistono nell’utilizzo dei farmaci antiacidi o al tanto usato bicarbonato di sodio, tuttavia esistono numerosi altri metodi per alleviare il bruciore di stomaco, fermo restando che sono tutti palliativi e che se il disturbo non accenna a diminuire è necessario interpellare subito il medico che indagherà sulle cause organiche del bruciore.

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I rimedi naturali
Contro il bruciore di stomaco, meglio puntare tutto sui toccasana naturali capaci di assorbire i succhi gastrici in eccesso, responsabili dell’acidità. Allo scopo, si possono sfruttare le proprietà calmanti e antinfiammatorie dell’altea, da consumare sotto forma di infuso prima dei pasti principali, o l’azione antispasmodica e antinfiammatoria della liquirizia (estratto secco titolato assunto mattina e sera).
Ma la migliore alleata anti-acidità è sicuramente l’argilla verde, grazie alle sue proprietà assorbenti e cicatrizzanti da sfruttare al meglio immergendo due cucchiai da caffè di argilla in mezzo bicchiere d’acqua, da lasciare a riposo per una notte, filtrare con una garza, per poi bere, due volte al giorno, dopo i pasti principali. Digestiva e rilassante, calmante e lenitiva, anche in questo caso la camomilla è un valido rimedio naturale, così come la melissa, grazie alle sue proprietà sedative e spasmolitiche o la malva, dall’azione antinfiammatoria garantita: il consiglio è di consumare queste erbe come protagoniste di infusi e tisane, mattina e sera, come benefici alleati digestivi dopo i pasti principali.

Leggi anche: Ritirato in tutta Italia il famoso farmaco anti reflusso: ecco i lotti interessati

Come mangiare
E’ fondamentale optare per un regime alimentare equilibrato e regolare, fatto di tre pasti principali, cioè colazione, pranzo e cena, che non vanno mai saltati, e di due spuntini leggeri spezza fame da consumare a metà mattina e a metà pomeriggio. Importantissima la scelta degli alimenti da mangiare:

CIBI DA EVITARE O LIMITARE:

  • i cibi ricchi di grassi e conservanti;
  • i grassi animali;
  • le portate troppo abbondanti, specie a cena;
  • le fritture;
  • le salse ipercaloriche;
  • i piatti troppi unti.

CIBI CONSIGLIATI:

  • frutta;
  • verdura;
  • legumi;
  • cereali integrali;
  • pesce;
  • carne bianca;
  • olio extravergine di oliva come condimento per i piatti da utilizzare preferibilmente a crudo;
  • le cotture leggere e salutari, come quella al vapore.

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Bruciore di stomaco, i miei consigli:

  1. Dormi sul fianco sinistro. Da recenti ricerche del “The Journal of Clinical Gastroenterology” è emerso che dormire sul fianco sinistro mantiene la giunzione tra esofago e stomaco al di sopra del livello dell’acido gastrico, in particolare limita il reflusso gastrico, quindi se il tuo bruciore è provocato da esso il mio primo consiglio è di provare a dormire sul fianco sinistro.
  2. Usa due cuscini: il reflusso gastroesofageo sarà ostacolato dalla forza di gracità.
  3. Il materassino triangolare. Altrettanto valida ed efficace come soluzione è quella di adottare un materassino triangolare per rialzare il tuo materasso nella zona cervicale e quindi dormire con una leggera pendenza a favore dello stomaco per contrastare con la forza di gravità la “risalita di succhi gastrici”. Lo stesso effetto lo puoi ottenere con una rete a doghe reclinabile.
  4. Una camminata dopo cena aiuta digerire meglio. Cerca di non praticare attività fisica prima di andare a dormire, piuttosto fai una bella camminata di circa 20 minuti a passo sostenuto, in questo modo favorirai la tua digestione e diminuirai le probabilità di avere acidità di stomaco durante la notte.
  5. Mangia una gomma da masticare dopo cena. Masticare una gomma dopo cena sicuramente aiuterà a limitare l’acidità di stomaco, tuttavia non può rappresentare “la soluzione definitiva” al tuo problema di reflusso gastrico.

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