Tendine d’Achille: cos’è, dov’è, a che serve e perché si chiama così?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma TENDINE ACHILLE DOVE COSE CHIAMA COSI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneCos’è il tendine d’Achille?
Il tendine di Achille, (anche chiamato tendine calcaneale o tendine d’Achille) è appunto un tendine del corpo dell’uomo e di alcuni animali, cioè un insieme di fibre che permettono ai muscoli di fissare le proprie estremità ad un osso o alla pelle consentendo all’apparato contrattile di svolgere le sue funzioni. In caso di lesioni gravi di questo tendine, si ha la perdita del movimento generato dal muscolo interessato con impossibilità di eseguire una flessione plantare della caviglia.

Dove si trova il tendine d’Achille?
E’ sito sulla parte posteriore del piede, tra il calcagno ed il polpaccio (vedi foto). Origina dal muscolo tricipite della sura (formato dai muscoli gemelli e dal soleo) e si inserisce sull’osso calcaneale.

Da cosa è costituito il tendine d’Achille?
Come tutti i tendini è costituito dal punto di vista istologico da fibre elastiche (fibre di collagene) e da foglietti di rivestimento connettivali che prendono il nome di epitenonio, peritenonio ed endotenonio. La sua integrità anatomica può essere valutata col test di Simmonds.

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Anatomia del tendine d’Achille
Il tendine calcaneale, il tendine comune al gastrocnemio e soleo, è il più grosso e più forte del corpo. È lungo 15 cm circa, comincia verso la metà della gamba, ma riceve fibre muscolari sulla sua faccia anteriore, quasi alla sua estremità inferiore. Gradualmente si assottiglia verso il basso, è inserito nella parte centrale della faccia posteriore del calcagno, una borsa è interposta tra il tendine e la parte superiore di questa superficie. Il tendine si allarga un po’ alla sua estremità inferiore, in modo che la sua parte più stretta è circa 4 cm al di sopra del suo inserimento. È coperto dalla fascia e dal tegumento, ed è separato dai muscoli profondi e dai vasi da uno spazio notevole riempito di tessuto areolare e adiposo. Lungo il suo fianco laterale, ma superficiale ad esso, c’è la piccola vena safena. Il tendine può ricevere uno stress di carico di 3,9 volte il peso del corpo mentre si cammina e 7,7 volte il peso del corpo in corsa.

A che serve il tendine d’Achille
Il tendine d’Achille permette di eseguire una flessione plantare della caviglia; potete “metterlo in funzione” stando in posizione eretta e mettendovi in punta di piedi. Il tendine di Achille è breve o assente nelle grandi scimmie, ma lungo non solo negli esseri umani ma anche nella quasi totalità dei gibboni arboricoli. Esso ha tante altre funzioni oltre a permettere la flessione plantare della caviglia: contribuisce all’equilibrio del corpo, regala stabilità al piede, fornisce soprattutto una riserva di energia elastica nel salto, nel camminare e nella corsa. I modelli al computer suggeriscono che l’energia accumulata nel tendine aumenta la velocità di marcia di più dell’80% e riduce i costi energetici della corsa di oltre tre quarti. È stato suggerito che la mancanza di un tendine d’Achille ben sviluppato nelle scimmie africane le preclude la possibilità di correre su lunghe distanze ad alta velocità. La vibrazione bilaterale del tendine di Achille, in assenza della vista, ha un maggiore impatto nei comportamenti posturali. Si sa che una vibrazione applicata a tale tendine induce in soggetti liberi in piedi uno spostamento indietro del corpo e in un soggetto trattenuto un’illusoria inclinazione in avanti del corpo. Le vibrazioni stimolano fusi neuromuscolari nei muscoli del polpaccio. I fusi neuromuscolari avvisano il cervello che il corpo si muove in avanti, in tal modo il sistema nervoso centrale compensa spostando il corpo all’indietro.

Perché il tendine d’Achille si chiama così?
La più antica annotazione conosciuta del termine risale al 1693 dovuta all’anatomista fiammingo/olandese Philip Verheyen. Nel suo testo ampiamente utilizzato Humani Corporis Anatomia, capitolo XV, pagina 328, ha descritto la posizione del tendine e disse che era comunemente chiamato “chorda Achillis”. Il nome tallone d’Achille deriva dalla mitologia greca; la nereide Teti, madre di Achille aveva ricevuto una profezia della morte di suo figlio allora lo immerse nel fiume Stige per proteggerne il corpo dai pericoli. Tuttavia, lo tenne con la mano per il suo tendine, il che significa che l’acqua non toccò questa parte del suo corpo che era quindi vulnerabile. Durante la guerra di Troia, Achille fu colpito sul tendine non protetto da una freccia avvelenata, che lo uccise. Perché gli eponimi non hanno alcun rapporto con l’oggetto, gli eponimi di parti anatomiche sono sostituiti da termini descrittivi; la terminologia corrente per “tendine di Achille” è tendine calcaneale.

Breve accenno sulle patologie più diffuse che riguardano il tendine d’Achille
I più comuni danni a questo tendine sono la tendinite e la rottura. La tendinite di Achille, l’infiammazione del tendine, induce dolore e rigidità dello stesso. La rottura parziale o totale del tendine è più probabile che accada in sport che richiedono un’estensione improvvisa, come la corsa veloce. Si possono distinguere in lesioni acute e lesioni degenerative. Possiamo quindi considerare:

  • Rotture da traumi diretti
  • Rotture traumatiche indirette
  • Rotture spontanee

Nel trauma acuto il paziente riferisce di uno schiocco a livello del polpaccio seguito dalla comparsa di dolore, nelle rotture croniche, il paziente riferisce un fastidio costante nel tempo. Una volta lesionato, nella zona del tendine, si evidenzia un avvallamento più o meno marcato e una mancanza di continuità del profilo tendineo, il movimento dell’articolazione provoca dolore, il paziente a volte però riesce a camminare da solo. Maffulli et al. ha suggerito che l’etichetta di tendinopatia dovrebbe essere data alla combinazione di dolore tendineo, gonfiore e prestazione compromessa. Lo xantoma può essere sviluppato a livello del tendine di Achille in pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare. Infine, possono verificarsi anche casi di tendinopatia achillea. Attualmente si può fare l’intervento chirurgico che consiste nell’allungare i tendini nei casi di spasticità consultando un ortopedico di fiducia.Di solito lo si fa nei bambini che sono in crescita.L’intervento dura di solito circa 10 minuti.

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Cos’è un anno luce ed a quanti km corrisponde?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COSE ANNO LUCE QUANTI KM CORRISPONDE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene HD.jpgL’anno luce o light year (ly o al) non è, contrariamente a quello che farebbe pensare il suo nome, una unità di misura del tempo: è invece un’unità di misura della lunghezza.

Anno luce: definizione
L’anno luce è definito come la distanza percorsa da un fotone (dalla luce, cioè una radiazione elettromagnetica) nel vuoto in assenza di campo gravitazionale o magnetico, nell’intervallo temporaneo di un anno giuliano (equivalente a 365,25 giorni, mediamente di 86 400 secondi ciascuno, in totale corrispondenti a 31 557 600 secondi).

Anno luce: a quanti km equivale?
Poiché la velocità della luce nel vuoto è pari a 299 792,458 chilometri al secondo (km/s), un anno luce corrisponde a…

299\,792\,,458\ {\mathrm  {km/s}}\cdot 365{{,}}25\ {\mathrm  {d}}\cdot 86\,400\ {\mathrm  {s/d}}\approx 9{{,}}461\cdot 10^{{12}}\ {\mathrm  {km}}

vale a dire 9 460 730 472 581 chilometri, che corrispondono a ben 63 241 volte la distanza fra la Terra e il Sole (nota come “unità astronomica”). La luce è quindi decisamente… veloce, riuscendo a percorrere nel vuoto quasi 9500 miliardi e mezzo di km in un anno.

Per cosa viene usato l’anno luce?
Essendo un valore così grande, l’anno luce non trova applicazione nell’uso quotidiano di tutti noi, è invece estremamente utile in astronomia per esprimere le distanze con (e tra) oggetti celesti posti al di fuori dal Sistema Solare, cioè per distanze su scala galattica.

Altre misure usate in astronomia
Un’altra unità dello stesso ordine di grandezza spesso utilizzata dagli astronomi è il parsec, che corrisponde a circa 3,26 anni luce. Altre unità di misura delle lunghezze accomunate con l’anno luce sono il minuto luce (pari a 17 987 547 480 metri), il secondo luce (pari a 299 792 458 metri), e così via; esse sono ottenute considerando la distanza percorsa dalla luce in una certa unità di tempo.

Leggi anche: Le distanze dell’universo, ovvero: bagliori di luce da una stella ormai scomparsa

Alcuni esempi e curiosità

  • La luce impiega circa 1,28 s per coprire la distanza che separa la Terra dalla Luna.
  • In una scala in cui la Terra avesse un diametro di 1 cm, un anno luce corrisponderebbe a una distanza di 7 423,80 chilometri.
  • La luce impiega circa 8,33 minuti per viaggiare dal Sole alla Terra.
  • Un’ora luce corrisponde a circa 1,08 miliardi di chilometri (circa la distanza tra il Sole e Saturno).
  • Plutone è a circa 39 UA dalla Terra, il che significa che è a circa 5,4 ore (5 h 24 min) luce dalla Terra.
  • La stella più vicina alla Terra (escluso il Sole), Proxima Centauri, dista 4,23 anni luce dalla Terra.
  • Il disco della nostra galassia, la Via Lattea, ha un diametro di circa 100 000 anni luce.
  • La più vicina galassia di grandi dimensioni, la galassia Andromeda, si trova a una distanza di 2,5 milioni di anni luce.
  • Il Gruppo Locale ha un diametro di circa 10 milioni di anni luce.
  • Il quasar più vicino alla Terra (3C 273) si trova a circa 3 miliardi di anni luce.
  • Alla velocità attuale di circa 61 000 km/h la sonda Voyager I lanciata nel 1977, percorrerà la distanza di 1 anno luce in circa 17 700 anni.
  • Poiché si calcola che il Big Bang sia avvenuto circa 13 820 000 000 di anni fa, l’Universo osservabile, supposto sferico, ha un raggio di circa 13 820 000 000 anni luce.

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Un nuovo studio lo conferma: il cioccolato ti fa dimagrire

CIOCCOLATO CACAO FONDENTEDa sempre considerato uno dei cibi meno dietetici in assoluto, il cioccolato è stato molto rivalutato nel corso degli ultimi anni grazie a vari studi che ne hanno confermato le alte qualità e il buon impatto sul nostro metabolismo. Una nuova ricerca tedesca lo conferma: il mitico alimento aiuta a bruciare il grasso in eccesso se associato a un’alimentazione povera di carboidrati. Prima di scappare al supermercato più vicino e fare scorta di tutti i tipi di cioccolato possibili, dovete sapere che non tutti sono adatti allo scopo. Secondo lo studio, pubblicato dalla rivista International Archives of Medicine, consumando 49 grammi di cioccolato fondente (con l’81% di cacao) al giorno si perde il 10% di peso in più rispetto a seguire la semplice dieta. Potete trovare lo studio, seguendo questo link. Buon cioccolato (fondente) a tutti!

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Scopri quali sono le 5 spezie più usate al mondo e le loro proprietà

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma LE 5 SPEZIE PIU USATE AL MONDO PROPRIETA Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pene AnoLe spezie fin dall’antichità hanno sempre assunto un valore eccezionale, questo perché anche la pietanza più semplice (ed insipida!) può assumere un gusto buono e particolare con la loro aggiunta. Le spezie sono una vera e propria “polvere magica”: rendono ogni piatto speciale e diverso. Le spezie ci fanno viaggiare, non solo con il palato, ma anche attraverso il mondo. Ogni spezia, infatti, è ricavata da un differente tipo di pianta o di fiore che cresce in una specifica parte del pianeta, ed è per questo che ci sono alcune spezie il cui sapore evoca terre lontane, sapori a volte sconosciuti, andando ad identificare un particolare paese, un po’ come il curry ci ricorda la dorata e assolata terra d’India o il coriandolo, il cui colore evoca i verdi e incontaminati paesaggi del Perù.

Il loro uso è, infatti, dominante nei paesi orientali dove, così come nel Sud America, se ne conoscono e sfruttano le numerose proprietà benefiche, ma anche in Europa se ne fa largo uso, nella cucina domestica così come nei ristoranti a cinque stelle per la preparazione di pietanze raffinate dal gusto “esotico”.
Ma quali sono le spezie più diffuse nel  mondo?

Una delle più antiche è l’anice. Da quello verde Il caratteristico anice stellatoallo stellato, passando per quello pepato, questa spezia importata dagli arabiusata nell’antichità da greci e romani per le sue proprietà digestive, è stata rivalutato nell’800. In Francia, l’anice viene usato nella preparazione di alcuni piatti di carne ma in generale lo si ritrova alla base di molti liquori, come ad esempio la sambuca, l’ouzo greco e il Pastis, quest’ultimo tipico aperitivo alcolico originario di Marsiglia, in Francia.

Cannella in polvere e in stecca
La cannella è, invece, originaria della Cina e si ricava da un arbusto. La forma sotto la quale è conosciuta è quella di una polvere molto profumata che viene utilizzata nella preparazione di dolci, e non solo. Ha virtù stimolanti e forse, come è stato ipotizzato, anche afrodisiache.

I 4 colori del pepeDall’India “con furore”, è il caso di dirlo, è arrivato il pepe, una delle spezie più utilizzate in tutto il mondo. Ne esistono di diversi tipi, identificati da colori: bianco, nero, verde e rosa. La qualità bianca, verde e nera rappresentano in realtà diversi gradi di maturazione di uno stesso frutto, mentre quello rosa deriva da un’altra specie di pianta, tanto è vero che è anche chiamato falso pepe. Parlando degli effetti che ha il pepe sull’organismo umano, possiamo dire che esso favorisce la produzione gastrica e perciò ha un’azione digestiva, per questo ne è sconsigliato l’utilizzo a chi soffre di gastrite e altre patologie dell’apparato digerente.

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Zafferano non in polvereLo zafferano, spezia fondamentale nella preparazione del tipico risotto alla milanese, è una pianta pregiata e rara che viene da lontano e per questo molto cara. Deriva, infatti da un particolare fiore che cresce in Asia. Conosciuto in oriente fin da tempi antichissimi, lo zafferano oggi viene usato nella preparazione di vari tipi di pietanze, dalle carni al pesce, dalla verdura, fino ai dolci. Gli vengono attribuite proprietà antiossidanti, oltre a un’azione nel potenziamento delle difese immunitarie e di prevenzione dell’ipercolesterolemia.

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Il famosissimo curryInfine, tra le spezie più importanti e conosciute al mondo, un posto di rilievo è occupato dal curry. Quello che alcuni non sanno è che in realtà il curry non è una spezia, non una sola. Quella polvere giallo oro che rende due alimenti di per sè molto semplici nel sapore, come il pollo e il riso, così golosi e saporiti, altro non è che una armoniosa miscela di spezie orientali e aromi diversi, tra cui spiccano la cannella, il coriandolo, la curcuma, i chiodi di garofano e il cumino. Anche il curry ha delle proprietà mediche fungendo da blando antisettico ed antinfiammatorio naturale. Impiegato per lo più nella preparazione di piatti salati, soprattutto in Asia, può essere utilizzato anche nella preparazione di dolci come, ad esempio i budini.

Per chi ama le spezie e desidera conoscerne tipologie, origini e proprietà, non c’è bisogno di fare il giro del mondo: basta programmare una gita in Toscana, al Museo Aboca, a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, dove sono esposte tantissime varietà di piante, erbe medicinali e spezie, dalle più comuni alle più rare e particolari.

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Si inserisce un cavo USB nel pene per provare piacere ma finisce al pronto soccorso

MEDICINA ONLINE UOMO CINESE CAVO USB PENE URETRA PRONTO SOCCORSO SESSO SEX Drunk' man shoves 20cm USB cable into his penis 'for sexual pleasure' - and gets it stuck.jpgCerte volte il desiderio sessuale è così forte che si è pronti a tutto, ma nel caso di questo uomo della provincia di Shaanxi, in Cina, la situazione che si è verificata ha dell’assurdo.

Come riporta il Mirror, l’uomo era completamente ubriaco ed ha avuto l’idea di prendere un cavetto USB di 20 cm ed infilarlo nel pene tramite il meato uretrale (il foro attraverso cui esce l’urina). La “geniale” trovata gli sarebbe venuta guardando un video su internet: “infilare il cavo USB all’interno dell’uretra”. Purtroppo per lui non è andata come sperava.

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PSICHIATRIA MEDICINA DELLE DIPENDENZE DIRETTORE MEDICINA ONLINE CAVO USB INFILATO NEL PENE TRAMITE URETRA INCASTRATO PRONTO SOCCORSO RADIOGRAFIA SESSO SESSUALITA

Invece di arrivare all’orgasmo, come agognava, l’uomo ha provato un dolore micidiale e si è accorto che non riusciva più a rimuoverlo dal pene. L’unica soluzione è stata quella di recarsi al pronto soccorso del più vicino ospedale, dove l’uomo è arrivato dilaniato dal dolore. Qui sopra vedete una radiografia dove è ben visibile il cavo USB incastrato nel pene.

L’intervento è durato più di un’ora, con i chirurghi che hanno tagliato in tre sezioni il cavo per poterlo estrarre senza creare problemi dal pene. Non è noto se l’uomo, che si sta riprendendo in ospedale, abbia subito danni a lungo termine. I medici affermano che “era molto imbarazzato e rammaricato”. Il chirurgo ha confessato di non aver mai affrontato un caso simile in passato.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
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I 5 migliori benefici del cioccolato che ancora non conosci

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma 5 BENEFICI MIGLIORI CIOCCOLATO SALUTE    Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgI benefici del cioccolato per la nostra salute sono numerosi grazie alle sostanze che contiene, specie quello fondente. E’ importante non Continua a leggere

Sofferenza da ciclo? Arriva il cioccolato che allevia i tuoi dolori mestruali

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CICLO CIOCCOLATO TUOI DOLORI MESTRUALI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIdeato dal pasticcere svizzero Marc Widmer, proprietario dell’azienda Chocolate with Love, il cioccolato che allevia il dolore mestruale si chiama Frauenmond, che in tedesco vuol dire Luna delle donne proprio perché è una ricetta creata appositamente per soddisfare il genere femminile durante l’odiato ciclo mestruale. Che il cioccolato sia un fidato alleato per le donne è notizia già da tempo confermata da alcuni studi epidemiologici: infatti è noto che il cioccolato fondente limita la sindrome premestruale, migliora l’umore e attenua i fastidiosi “mal di testa”.

Il segreto è nelle erbe
La ricetta di Marc Widmer, tuttavia, presenta una formulazione piuttosto originale dalla normale, infatti miscela la consueta pasta di cioccolato al 60% di cacao con 17 erbe medicinali provenienti dalle montagne svizzere. Le proprietà delle erbe combinate a quelle già note del cioccolato sarebbero un vero e proprio rimedio durante il ciclo perché avrebbero la capacità di causare un benefico effetto distensivo sui muscoli del corpo.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Zenzero: proprietà e 10 tipici usi in cucina

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ZENZERO PROPRIETA USI IN CUCINA RICETTE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneLo zenzero, il cui nome scientifico è Zingiber officinalis Roscoe, è una radice di una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zinziberacee. Il suo aroma caratteristico è simile a quello di limone e citronella, difatti è molto utilizzato in cucina, sia fresco che essiccato.

Proprietà dello zenzero
Ma lo zenzero  è conosciuto soprattutto  per le sue molteplici proprietà terapeutiche, infatti questa radice veniva usata in antichità per stimolare la circolazione ed attualmente viene utilizzata in quanto  aiuta la digestione (di carboidrati e proteine), è antisettica, calmante e lenitiva, infatti pare che diminuisca il dolore causato dall’artrite.
Inoltre abbassa il colesterolo, è anticoagulante, cura la diarrea causata da escherichia coli e la nausea in gravidanza o dovuta da mal di mare o da chemioterapia. Lo zenzero viene utilizzato anche per diminuire il mal di testa e il mal di denti.
Quotidianamente possiamo utilizzarlo in modi diversi, in polvere per aromatizzare  un buon thè caldo, magari dolcificato con del miele per combattere il raffreddore e il mal di gola, o per creare un antibiotico naturale composto da un cucchiaio di miele, qualche goccia di limone appena spremuto e un pochino di zenzero in polvere. E’ un potente energizzante infatti è ricco di vitamina B,C e D, potassio, rame, zinco, calcio e magnesio ed un blando lassativo se assunto come olio essenziale (una goccia di olio essenziale in un cucchiaio di olio di oliva). Si consiglia di non esagerare nelle dosi perché potrebbe causare tachicardia. Lo zenzero può anche essere utilizzato anche per insaporire zuppe di pesce, carne e per i buonissimi biscotti al zenzero.

Quindi ora che sappiamo tutto questo, non ci resta che provare ad usarlo, grazie a questi dieci tipici usi:

1) Ginger drink
Lo zenzero può essere impiegato per la preparazione di una bevanda sana e naturale, per ottenere la quale è necessario avere a propria disposizione della radice fresca di zenzero, che può essere reperita in alcuni supermercati o negozi di prodotti biologici. La soluzione migliore per avere sempre a disposizione della radice di zenzero fresca, così da poter preparare il perfetto Ginger Drink, consiste nel coltivare lo zenzero sul balcone.

2) Biscotti allo zenzero
Lo zenzero è una spezia utilizzata per la preparazione di biscotti soprattutto nei Paesi nordici e nel periodo natalizio ed invernale. L’impiego dello zenzero non è casuale, in quanto esso rappresenta una delle spezie dal maggior potere riscaldante per il nostro organismo, utile a combattere la sensazione di freddo. I biscotti allo zenzero sono molto semplici da preparare.

3) Riso alla curcuma e zenzero
Lessate il riso in acqua bollente e salata, in cui avrete aggiunto un quarto di cucchiaino di curcuma ed un pizzico di zenzero. Una volta scolato il riso, che avrà assunto un bel colore giallo per via dell’impiego della curcuma (che può essere eventualmente sostituita da zafferano), saltatelo in padella con del porro tritato e dei piselli già cotti in precedenza. Condite con olio extravergine, origano e zenzero in polvere.

4) Tisana allo zenzero
A partire dalla radice di zenzero essiccata, che sarà necessario grattugiare, o da un pezzetto di radice fresca, è possibile apprestarsi nella preparazione di una tisana davvero portentosa, ottima in caso di raffreddore, ma anche di tosse, mal di gola e influenza. Per la preparazione della tisana allo zenzero vi occorreranno inoltre due cucchiaini di thè bancha ed un pezzetto di cannella da grattugiare.

5) Curry
Il curry è un condimento a base di spezie grattugiate tipico della cucina tradizionale indiana. E’ particolarmente adatto per arricchire di sapore preparazioni a base di verdura, di legumi o di riso. Per la preparazione casalinga del curry è necessario avere a disposizione dello zenzero in polvere o della radice essiccata di zenzero da grattugiare. Altre spezie da includere nella preparazione sono curcuma, pepe nero, chiodi di garofano, semi di finocchio, semi di cumino e senape.

6) Punch allo zenzero
Lo zenzero può essere impiegato per la preparazione di un punch analcolico dal potere riscaldante, particolarmente adatto come bevanda nel corso della stagione invernale. La preparazione del punch allo zenzero prevede di procedere come nel caso di un decotto e richiede di portare ad ebollizione – e di prolungare la cottura per venti minuti – un pezzetto di radice di zenzero insieme ad un pizzico di cannella, coriandolo, scorza di limone e ad un chiodo di garofano. Il punch dovrà dunque essere filtrato e servito caldo.

7) Pere al cioccolato e zenzero
Per due persone perlate e lavate due pere ed affettatele in due parti simmetriche nel senso della lunghezza. Rimuovete i semi e lessatele in acqua bollente, in cui avrete aggiunto un pizzico di zenzero in polvere ed un pizzico di cannella, fino a quando non si saranno ammorbidite. Scolatele, disponetele su piattini e guarnitele con del cioccolato fondente grattugiato al momento e con un ulteriore tocco di zenzero.

8) Spiedini di tofu allo zenzero
Lasciate marinare il tofu per un’ora, dopo averlo tagliato a cubetti, in acqua salata, a cui avrete aggiunto uno o due cucchiai di oli extravergine d’oliva, a seconda della quantità, ed un pizzico abbondante di zenzero. Trascorsa almeno un’ora, saltate i cubetti di tofu in padella fino a doratura e componete i vostri spiedini alternandoli a olive verdi o nere, oppure a chicchi d’uva o pezzetti di ortaggi di stagione.

9) Zenzero candito
Per preparare lo zenzero candito è necessario procedere nell’affettarlo a fettine sottili o cubetti, che dovranno essere riposi sul fondo di una pentola e ricoperti completamente d’acqua. Il tutto dovrà essere portato ad ebollizione e lasciato cuocere per circa 40 minuti, fino a quando lo zenzero si sarà ammorbidito. A questo punto è necessario scolare lo zenzero, ricoprirlo di zucchero di canna dopo averlo riposto all’interno della pentola ed aggiungere due o tre cucchiai di acqua fredda. La nuova cottura dello zenzero dovrà prolungarsi fino a doratura e alla quasi totale evaporazione del liquido che si formerà durante la cottura. Non vi resterà che scolare lo zenzero candito e lasciarlo raffreddare prima di gustarlo.

10) Lenticchie allo zenzero
Disponete le lenticchie – precedentemente lasciate in ammollo, se necessario, a seconda della loro tipologia – sul fondo di un tegame e ricopritele con acqua pari al doppio del loro volume. Aggiungete prima di iniziare la cottura una carota tritata, del prezzemolo e del sedano fresco, precedentemente affettati con la mezzaluna. Disciogliete nell’acqua di cottura un quarto di cucchiaino di zenzero in polvere, insieme ad un pizzico di sale integrale, e mescolate. Prolungate la cottura con coperchio e a fiamma bassa per circa 30 minuti, fino a quando le lenticchie non si saranno ammorbidite. Mescolate di tanto in tanto ed aggiungete delle piccole quantità d’acqua, quando necessario, nel caso in cui le lenticchie l’abbiano assorbita prima di essere giunte a cottura.

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