Denominazione
FULCRO 200 MG CAPSULE RIGIDE
Categoria Farmacoterapeutica
Sostanze modificatrici dei lipidi, non associate.
Principi Attivi
Fenofibrato.
Eccipienti
Lattosio, magnesio stearato, amido pregelatinizzato, sodio laurilsolfato, povidone reticolato, titanio diossido (E171), eritrosina (E127), ferro ossido giallo, gelatina.
Indicazioni
E’ indicato in aggiunta alla dieta e ad altri trattamenti non farmacologici (ad es. esercizio fisico, riduzione ponderale) per: trattamentodell’ipertrigliceridemia grave con o senza bassi livelli di colesterolo HDL; iperlipidemia mista, quando una statina e’ controindicata o nontollerata; iperlipidemia mista nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare, in aggiunta a una statina, quando i livelli di trigliceridi edi colesterolo HDL non sono adeguatamente controllati.
Controindicazioni/Eff.Secondar
Insufficienza epatica (compresa la cirrosi biliare) e persistenti anormalita’ della funzionalita’ epatica di natura non chiara; insufficienza renale ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi deglieccipienti; fotoallergia nota o reazioni di fototossicita’ durante iltrattamento con fibrati o ketoprofene; malattia della colecisti. Pancreatite acuta o cronica ad eccezione della pancreatite acuta dovuta agrave ipertrigliceridemia. Gravidanza e allattamento; il prodotto nondeve essere impiegato in eta’ pediatrica non essendo ancora disponibile un’esperienza sufficiente.
Posologia
La dose consigliata e’ di 1 capsula da 200 mg al giorno. Durante la terapia con il medicinale vanno rispettate le necessarie misure dietetiche. Funzionalita’ renale: nell’insufficienza renale puo’ essere necessario ridurre la dose di fenofibrato, in base alla clearance della creatinina. Una riduzione di dose deve essere presa in considerazione in pazienti anziani con funzione renale compromessa.
Conservazione
Conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C e nella confezioneoriginale.
Avvertenze
Prima di ricorrere all’impiego del prodotto e’ consigliabile saggiarel’efficacia di un trattamento dietetico ipolipemizzante. Se dopo diversi mesi di somministrazione di fenofibrato (da 3 a 6 mesi) i livelli lipidici sierici non si sono ridotti in modo soddisfacente, dovrebberoessere prese in considerazione misure terapeutiche complementari o differenti. Funzionalita’ renale: il trattamento deve essere interrotto in caso di aumento dei livelli di creatinina maggiori del 50% rispettoal limite superiore di normalita’ (ULN). Si raccomanda di controllarela creatinina nei primi 3 mesi successivi all’inizio del trattamento,e dopo periodicamente. Funzionalita’ epatica: come per altri farmaci ipolipemizzanti, sono stati riportati, in alcuni pazienti, aumenti deilivelli delle transaminasi. Nella maggioranza dei casi questo aumentoe’ stato di carattere transitorio, lieve ed asintomatico. Si raccomanda di effettuare frequenti controlli delle prove di funzionalita’ epatica (in particolare monitorare i livelli di transaminasi ogni 3 mesi durante i primi 12 mesi di trattamento), e dopo periodicamente, dei tassi ematici, dei lipidi ed esami emocromocitometrici. Attenzione deve essere riservata ai pazienti che sviluppano un aumento dei livelli di transaminasi e il trattamento deve essere interrotto se i livelli di ASTe ALT aumentano piu’ di 3 volte rispetto al limite superiore dei valori normali. In presenza di eventuali sintomi indicativi di un’epatite(ad es. ittero, prurito), devono essere condotti opportuni esami di laboratorio e, se necessario, il trattamento con fenofibrato deve essereinterrotto. Nel caso che la risposta al farmaco non sia soddisfacenteo in presenza di persistente anormalita’ delle prove di funzionalita’epatica, si consiglia di sospendere il trattamento. Da usare con cautela con un’anamnesi di epatopatia. Pancreatite: come per altri fibrati, sono stati segnalati casi di pancreatite in pazienti che assumono fenofibrato. Cio’ puo’ rappresentare una mancata efficacia in pazienti con ipertrigliceridemia severa, un effetto diretto del farmaco o un fenomeno secondario a formazione di calcoli o depositi sabbiosi nel tratto biliare con ostruzione del dotto biliare. Sistema muscolare: a seguito di somministrazione di fibrati o di altri agenti ipolipemizzanti, sono stati segnalati casi di tossicita’ muscolare, compresi rarissimi casi di rabdomiolisi. L’incidenza di questi effetti aumenta in caso diipoalbuminemia e pregressa insufficienza renale. La tossicita’ muscolare deve essere sospettata nei pazienti che presentano una mialgia diffusa, miosite, crampi muscolari, debolezza e/o un aumento marcato dellaCPK (livelli superiori di 5 volte i valori normali). In questi casi il trattamento con fenofibrato deve essere interrotto. Il rischio di tossicita’ muscolare puo’ essere aumentato se il farmaco viene somministrato con un altro fibrato o con un inibitore della HMG-CoA reduttasi,particolarmente nei casi di preesistente malattia muscolare. Conseguentemente, la co-prescrizione di fenofibrato con una statina deve essereriservata ai pazienti con dislipidemia combinata grave ed elevato rischio cardiovascolare senza una storia pregressa di miopatia e monitorando attentamente l’insorgenza di segni e/o sintomi di tossicita’ muscolare. Cautela deve essere usata nel trattamento di soggetti con bassilivelli sierici di albumina per la possibile insorgenza di mialgie, crampi muscolari e rabdomiolisi con aumento dei livelli di creatininkinasi. Da usare con cautela in soggetti con ulcera peptica poiche’ quest’ultima potrebbe riattivarsi. Per pazienti iperlipidemici che assumonoestrogeni o contraccettivi contenenti estrogeni deve essere accertatose si tratti di iperlipidemia di natura primaria o secondaria (possibile aumento dei valori lipidici causato da estrogeni assunti per via orale). Le capsule rigide contengono lattosio.
Interazioni
Il fenofibrato aumenta l’effetto degli anticoagulanti orali e puo’ aumentare il rischio di sanguinamento. Si raccomanda di ridurre la dose di anticoagulanti di circa un terzo all’inizio del trattamento e successivamente di aggiustarla gradualmente, se necessario, in base all’INR(International Normalised Ratio). Alcuni casi severi di alterazione reversibile della funzionalita’ renale sono stati riportati durante l’assunzione concomitante di fenofibrato e ciclosporina. La funzionalita’renale in questi pazienti deve percio’ essere strettamente monitoratae il trattamento con fenofibrato interrotto in caso di gravi alterazioni dei parametri di laboratorio. Studi in vitro con microsomi epaticiumani indicano che il fenofibrato e l’acido fenofibrico non sono inibitori delle isoforme CYP3A4, CYP2D6, CYP2E1, o CYP1A2 del citocromo (CYP) P450. Essi sono deboli inibitori del CYP2C19 e CYP2A6, e inibitorilievi-moderati del CYP2C9 alle concentrazioni terapeutiche. I pazientiche assumono fenofibrato e farmaci metabolizzati dal CYP2C19, CYP2A6e specialmente dal CYP2C9 e che hanno un ristretto indice terapeutico,devono essere attentamente monitorati e, se necessario, si raccomandadi aggiustare la dose di questi farmaci.
Effetti Indesiderati
Patologie del sistema emolinfopoietico. Rari: riduzione dell’emoglobina, riduzione della conta leucocitaria. Disturbi del sistema immunitario. Rari: ipersensibilita’. Patologie del sistema nervoso. Non comuni:cefalea; rari: fatica e vertigini. Patologie vascolari. Non comuni: tromboembolia (embolia polmonare, trombosi venosa profonda). Patologie gastrointestinali. Comuni: segni e sintomi gastrointestinali (dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, flatulenza); non comuni: pancreatite. Patologie epatobiliari. Comuni: aumento delle transaminasi; non comuni: colelitiasi; epatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comuni: ipersensibilita’ cutanea (es. rash, prurito, orticaria); rari: alopecia, reazioni di fotosensibilita’. Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e osseo. Non comuni: disturbi muscolari (es mialgia, miosite, aumento della CPK, spasmi muscolari e debolezza). Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comuni: disfunzione sessuale. Esami diagnostici. Non comuni: aumento della creatinina nel sangue; rari: aumento dell’urea nel sangue.Uno studio randomizzato controllato con placebo, eseguito su pazienticon diabete mellito di tipo 2, e’ stato osservato un aumento statisticamente significativo dei casi di pancreatite nei pazienti che ricevevano fenofibrato rispetto a coloro che ricevevano il placebo. E’ statoriportato anche un aumento statisticamente significativo dell’aumentodi incidenza di embolia polmonare, e un aumento non statisticamente significativo delle trombosi venose profonde. Sono stati riportati anchei seguenti effetti indesiderati: varie forme di aritmie cardiache, segni di disfunzione renale quali: disuria, oliguria, ematuria e proteinuria, polifagia e aumento di peso. Oltre agli eventi segnalati negli studi clinici, i seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati spontaneamente durante la commercializzazione di fenofibrato. Dai dati disponibili non si puo’ stimare una frequenza precisa che percio’ e’ daconsiderarsi “non nota”. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: malattia polmonare interstiziale. Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e osseo: rabdomiolisi.
Gravidanza E Allattamento
Non sono disponibili dati adeguati relativi all’impiego di fenofibratonelle donne in gravidanza. Gli studi effettuati fino ad ora sugli animali non hanno dimostrato alcun effetto teratogeno. Sono stati riscontrati effetti embriotossici nell’intervallo di dosi che hanno provocatotossicita’ nelle madri. Non sono tuttavia disponibili dati sufficienti sul trattamento di pazienti in gravidanza per escludere qualsiasi rischio. Si raccomanda pertanto di non usare fenofibrato in gravidanza accertata o presunta. In assenza di dati riguardanti il passaggio di fenofibrato nel latte materno, si raccomanda di non usare fenofibrato durante l’allattamento.
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Lo staff di Medicina OnLine
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Una preoccupazione comune circa le diete vegane è se riescono ad offrire, a chi le segue, tutte le vitamine e i minerali di cui si ha bisogno. Molti sostengono che una dieta a base di alimenti vegetali integrali, riesce a fornire facilmente tutte le esigenze nutrizionali quotidiane. Alcuni addirittura incoraggiano i vegani ad evitare tutti gli integratori. Nonostante il buon senso, questo tipo di consulenza può fare più male che bene. Qui ci sono 7 nutrienti che potrebbero essere necessari integrare quando si segue una dieta vegana.
Uno studio dell’Università di Basilea, pubblicato sulla rivista scientifica Cerebral Cortex, si è concentrato nello scoprire quali siano le aree del cervello coinvolte quando ridiamo. I ricercatori hanno suddiviso alcuni volontari in tre gruppi: il primo gruppo veniva solleticato sotto la pianta dei piedi e aveva il permesso di ridere, il secondo veniva solleticato ma doveva cercare di non ridere, infine il terzo doveva ridere volontariamente senza essere solleticato. Durante l’esperimento i volontari sono stati sottoposti a Risonanza Magnetica per Immagini. Nel cervello del primo gruppo, dove i partecipanti ridevano in modo genuino, alcune regioni del cervello si attivavano in maniera più consistente rispetto agli altri due gruppi. Le aree stimolate erano:
Il sangue mestruale raggiunge l’esterno anche in presenza di un imene integro che nella donna vergine ricopre l’apertura vaginale: questo perché, anche prima del primo rapporto sessuale dove avviene la deflorazione, l’imene è dotato di opportuni forellini – in numero variabile – presenti fisiologicamente sulla sua superficie. L’assenza congenita di questi forellini impedisce la fuoriuscita del sangue mestruale e rende necessario l’intervento del medico.
L’urina, in arrivo dalla vescica, percorre l’uretra e fuoriesce attraverso una apertura chiamata meato uretrale (o orifizio, o apertura, in inglese urethral opening), un piccolo forellino che nella donna è relativamente ben nascosto: nella vulva è posizionato al di sopra dell’apertura della vagina ed al di sotto del clitoride. Nell’uomo il meato uretrale è invece posizionato sul glande, proprio sulla punta del pene.
No, il flusso mestruale fuoriesce dall’apertura vaginale, mentre l’urina fuoriesce dal meato (o orifizio) uretrale, un piccolo forellino relativamente ben nascosto che nella vulva è posizionato al di sopra dell’apertura della vagina ed al di sotto del clitoride (vedi foto in alto).
Lo squirting è l’ultima sorpresa della mia vita di sex editor. Una quindicina di anni fa ho conosciuto la comunità americana dei diapers lovers, tutta organizzata in incontri a casa e domeniche di barbecue (tanto carini). A una fiera di feticisti del lattice per la prima volta ho visto una cosa molto simile a un sarcofago con toilet mask, una roba che usano i rubber fetish (tanta paura).
Con “arma automatica” (in inglese “automatic firearm”) si intende un’arma da fuoco con la capacità di sparare in modo automatico, senza bisogno di ricaricare le stesse tra l’esplosione di una cartuccia e l’altra, in grado quindi di generare un fuoco continuo (continuano a sparare fino a che non finiscono i proiettili o viene rilasciato il grilletto). Esempi di arma a fuoco automatico, sono: