Rendere reversibile la morte cerebrale? In USA ci stanno lavorando

MEDICINA ONLINE MORTE COSA SI PROVA A MORIRE TERMINALE DEAD DEATH CURE PALLIATIVE TERAPIA DEL DOLORE AEROPLANE TURBINE CHOCOLATE AIR BREATH ANNEGATO TURBINA AEREO PRECIPITA GRATTACIELO GResuscitare il cervello?

Sta facendo discutere da qualche settimana la dichiarazione di una società americana, nota come Bioquark, secondo la quale presto verranno avviate delle sperimentazioni sui cervelli di pazienti dichiarati cerebralmente morti. Questi test hanno lo scopo di verificare se è possibile riportare in vita il cervello o quantomeno dimostrare come il processo non sia del tutto irreversibile. Lo scorso anno la Bioquark aveva riferito che avrebbe inziato a condurre degli esperimenti in India, ma il governo americano aveva obbligato la società ad annullare tutti i test sugli esseri umani. Tuttavia quest’anno l’azienda ha comunicato che procederà con i test, ma non ha specificato il luogo dove tali esperimenti verranno avviati; si pensa sia in Sud America.

Il metodo

La Bioquark crede di poter riportare in vita i processi neuronali dell’encefalo grazie alle cellule staminali. Il primo step del test consiste nell’estrarre le cellule staminali e iniettarle di nuovo nel corpo. Successivamente nel midollo spinale del paziente deceduto verrà inserita una dose di peptidi. L’ultima parte dell’espirimento consiste nella stimolazione dei nervi attraverso l’utilizzo di un laser; tale operazione sarà continumanete monitorata tramite un elettroencefalogramma. Come dichiarato dal CEO, Ira Pastor, i test verranno effettuati subito sull’uomo, non ci saranno dunque esperimenti iniziali sugli animali.

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Un progetto pericoloso

Ad oggi tutta la questione è vista con grande difidenza da parte della comunità scientifica, sia per i metodi utilizzati sia per il risultato dichiarato, che per molti è difficilmente realizzabile. Inoltre come si può leggere dal sito del NCBI (National Center for Biotechnology Information):

“Questo progetto è stato approvato internamente in un ospedale a Rudrapur, India, ma non è stato esaminato dal Consiglio indiano per la ricerca medica o da qualsiasi comitato scientifico o etico esterno. Sebbene lo studio sia condotto in India e non sia soggetto alle norme americane, la Bioquark ha comunque  sede negli Stati Uniti”. Tale ricerca,dal forte dubbio etico, non sarebbe mai stata consentita negli USA.  Inoltre, sempre da quanto si legge sul sito del NCBI, la Bioquark “mira ad alterare lo stato iniziale dei tessuti e degli organi umani” ed “ha un brusco conflitto di interesse per intraprendere questa attività”.

Nessun fondamento scientifico

Alcuni medici hanno definito il metodo utilizzato dalla Bioquark come “privo di fondamenti scientifici”. Il bioetico Arthur Caplan e il neurologo Arian Lewis hanno dichiarato: “Purtroppo, questo studio non ha fondamenti scientifici. La scienza biomedica si basa sulla ricerca di una conoscenza attraverso l’osservazione e la sperimentazione. Lo studio di Bioquark sembra cercare di facilitare questa ricerca, tuttavia, l’indagine scientifica non può essere casuale, e gli studi umani devono essere basati su prove e aderire agli standard e alle normative.”

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Differenza tra mascella e mandibola: sono sinonimi?

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA MASCELLA MANDIBOLA OSSA CRANIO MASCELLONE ATM ARTICOLAZIONE TEMPOR MANDIBOLARE MANGIARE PARLARE BOCCA DENTI.jpgNel linguaggio di tutti i giorni si usano i termini “mandibola” e “mascella” come se fossero dei sinonimi. Ma è davvero così? In realtà usare mandibola e mascella come se fossero sinonimi è un errore grossolano, purtroppo molto diffuso in Italia, dove ad esempio si usa la parola “mascellone” riferito ad una persona che ha – in realtà – una grossa mandibola e non una grossa mascella. Il termine corretto sarebbe quindi “mandibolone”. Ma dov’è la differenza? Come riportato nell’immagine in alto, dove le due ossa sono evidenziate in giallo, i due termini si riferiscono a due regioni anatomiche ben distinte:

  • la mandibola è un osso che forma l’impalcatura inferiore della bocca. Ospita, nell’arcata alveolare, i denti inferiori ed è l’unica parte mobile della faccia, grazie alla potente azione dell’articolazione temporo mandibolare (ATM).
  • la mascella è un osso che forma invece l’impalcatura superiore della bocca ed ospita l’arcata dentaria superiore. A differenza della mandibola, la mascella è un osso fisso, per cui non si muove con l’apertura e chiusura della bocca.

Il fatto che la mandibola sia spesso indicata come mascella inferiore, e che la mascella sia spesso indicata come mascella superiore, è un altro errore tipico, che alimenta ulteriormente la confusione tra i due termini.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Eiaculazione retrograda: quando lo sperma non esce o è troppo poco

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma EIACULAZIONE RETROGRADA QUANDO SPERMA NON ESCE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgL’eiaculazione retrograda (retrograde ejaculation in inglese) è una patologia in cui lo sperma, durante l’orgasmo maschile, viene eiaculato totalmente o in parte nella vescica urinaria anziché fuoriuscire dal meato uretrale (l’apertura all’apice del glande del pene) tramite l’uretra peniena. L’eiaculazione viene definita “retrograda” proprio perché l’emissione del liquido seminale avviene in direzione contraria a quella fisiologica, non verso l’esterno ma verso la vescica. L’eiaculazione “fisiologica”, invece, viene invece definita “anterograda”, appunto perché il liquido seminale viene espulso verso l’esterno.

Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

L’aneiaculazione è un disturbo diverso dall’eiaculazione retrograda, per approfondire le differenze tra le due patologie, segui questo link: Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

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Sintomi e segni

Il paziente prova un orgasmo con le tipiche contrazioni, non dissimile da un orgasmo di un paziente sano, con la differenza che lo sperma non viene emesso all’esterno, oppure fuoriesce dal pene in quantità ridotta rispetto alle quantità medie emesse da un maschio adulto sano (da 2 a 5 ml di sperma). L’eiaculazione retrograda non provoca alcun dolore al paziente.

Cosa accade allo sperma rimasto all’interno del corpo?

Lo sperma, rimasto intrappolato all’interno della vescica, viene espulso insieme all’urina durante le minzioni immediatamente successive alla mancata eiaculazione.

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Cause e fattori di rischio

In condizioni di normalità, durante l’emissione di sperma, una serie di meccanismi automatici impedisce al liquido seminale di raggiungere la vescica. L’eiaculazione retrograda è dovuta nella maggioranza dei casi all’impossibilità da parte dell’imbocco della vescica di chiudersi durante l’atto eiaculatorio, e ciò permette il flusso spermatico retrogrado.
La mancata chiusura dell’imbocco della vescica è causata, a sua volta, da traumi fisici a livello vescicale, da patologie o da deficit neurologici, congeniti od acquisiti.
L’eiaculazione retrograda rappresenta un problema che riguarda molti pazienti con diabete: la neuropatia diabetica sembra infatti la maggior responsabile del danneggiamento a carico della connessione nervosa alla vescica.
Tra gli altri fattori causali direttamente implicati nell’eiaculazione retrograda, spiccano anche l’assunzione di alcuni farmaci, le disfunzioni della prostata, deficit del sistema nervoso autonomo, complicanze chirurgiche che interessano prostata e collo vescicale, e l’intervento TURP (acronimo di resezione endoscopica trans uretrale prostatica, il più noto intervento volto al trattamento dell’ipertrofia prostatica).
L’eiaculazione retrograda è stata diagnosticata anche dopo interventi chirurgici mirati, quali elettroresezione endoscopica di adenomi prostatici di natura benigna, adenomiectomia prostatica, chirurgia spinale e degli organi pelvici, chirurgia del retro peritoneo. Le cause più comuni di eiaculazione retrograda sono sinteticamente:

  • diabete;
  • disfunzioni del sistema nervoso autonomo;
  • disfunzioni della prostata;
  • complicazioni di operazioni chirurgiche a carico della prostata compiute attraversando l’uretra o di una linfoadenectomia retroperitoneale;
  • farmaci, principalmente antipertensivi, antidepressivi e neurolettici, in particolare, i farmaci neurolettici ed antipertensivi aumentano la probabilità di generare questo disturbo.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi viene confermata se si riscontra un elevato numero di spermatozoi in un campione di urina dopo l’eiaculazione. L’eiaculazione retrograda è indistinguibile dall’aneiaculazione, specie nella sua variante orgasmica, senza un esame delle urine che constati la presenza di spermatozoi nell’urina. E’ importante però ricordare che, in un paziente affetto da azoospermia (nello sperma non sono presenti spermatozoi), l’assenza di spermatozoi nelle urine non esclude con certezza l’eiaculazione retrograda: in simili frangenti, è consigliata la ricerca del fruttosio nell’urina.
Tra le altre strategie diagnostiche, anche l’ecografia prostatica trans rettale potrebbe rappresentare un valido aiuto per l’indagine di eventuali anomalie morfologico-strutturali delle vescicole seminali.

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Trattamento e complicanze fisiche e psicologiche

L’eiaculazione retrograda, come facilmente intuibile, può risultare in un’evidente causa di sterilità, oltre a determinare danni psicologici non indifferenti nel paziente. Per approfondire continua la lettura con questo articolo: Eiaculazione retrograda: cure e complicanze fisiche e psicologiche

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, erezione e libido maschile e femminile

Qui di seguito trovate una lista completa di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dai rapporti sessuali:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Differenza tra carabinieri e polizia

MEDICINA ONLINE CIA FBI NSA DEA STATE POLICE SHERIFF DIFFERENCE SPECIAL FORCE USA PICS PICTURES WALLPAPER WEAPONS WAR BAD DIFFERENZA FORZE SPECIALI TESTE DI QUOIO NAS POLIZIA DI STATO AGENZIA STATI UNITI AMERICA BIG BROTHERChe differenza c’è tra Carabinieri e Polizia di Stato? La maggior parte delle persone tende a fare confusione quando si tratta delle forze dell’ordine, confondendo le caratteristiche e le funzioni che svolge ognuna di loro. L’Arma dei carabinieri e la Polizia di Stato si differenziano tra loro per storia, organizzazione e funzioni che svolgono. Vediamo insieme che differenza c’è tra Carabinieri e Polizia. La prima diversità è che, mentre la Polizia è un’arma civile che dipende direttamente dal Ministero dell’Interno, l’Arma dei carabinieri è una forza armata che dipende dal Ministero della Difesa e, oltre a esercitare funzioni civili, può compiere operazioni nei paesi esteri insieme all’esercito.

La Polizia di Stato è l’autorità che si occupa della sicurezza pubblica e che vigila sul mantenimento dell’ordine pubblico. Come anticipato, dipende direttamente dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. I ruoli ricoperti all’interno della Polizia di Stato sono agenti, assistenti, sovrintendenti, ispettori, funzionari e dirigenti. Per quanto riguarda le mansioni, la Polizia si occupa di prevenire i crimini svolgendo una funzione di pattugliamento sulle strade delle varie città. Inoltre, si occupa di mantenere l’ordine durante le manifestazioni di qualsiasi genere, musicali, sportive eccetera.

Infine, si occupa di controllare i carcerati all’interno delle strutture penitenziarie. All’interno della Polizia di Stato sono stati creati diversi tipi di istituzioni, ognuna delle quali ha un compito dedicato, come ad esempio la polizia penitenziaria, la polizia postale, la polizia stradale, la polizia ferroviaria e la polizia municipale. L’Arma dei carabinieri invece, costituisce una delle quattro forze armate della Repubblica italiana; le altre sono l’Esercito Italiano, la Marina Militare e l’Aeronautica Militare.

Inizialmente è nata come arma all’interno dell’Esercito Italiano, ma nel 2000 è stata dichiarata una forza armata autonoma, anche se dipendente del Ministero della Difesa . All’interno dell’Arma dei Carabinieri si suddividono i seguenti ruoli: appuntati, carabinieri, brigadieri, marescialli e ufficiali. Le funzioni svolte dall’Arma dei carabinieri si suddividono in tre categorie: compiti militari, compiti di polizia e compiti speciali. I carabinieri possono operare sia come corpo militare svolgendo missioni all’estero, che come supporto alla polizia locale nell’ambito della sicurezza civile.

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Perché si soffre così tanto per amore?

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Se vieni mollato dalla persona che ami, la chimica del tuo corpo si stravolge radicalmente. Inizi a stalkerare il tuo ex, a fare violenza su te stesso e sugli altri e a cadere in una profonda depressione.

Chi dopo una separazione o un rifiuto si strugge nella fase del mal d’amore, generalmente soffre come se avesse dei dolori fisici. Ma come funziona e perché esiste questo insopportabile dolore che ha ispirato milioni di canzoni pop e che può portare a gravi conseguenze tra cui il suicidio?

Helen Fisher, antropologa e psicologa, è una grande esperta di relazioni amorose. Ha dedicato tutta la sua carriera a studiare questo grande ideale e conosce bene il motivo evoluzionistico della sofferenza da cuore spezzato.

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La prima fase delle pene d’amore è caratterizzata da grande energia e motivazione a riprendersi il proprio partner e dal pensiero ossessivo del desiderio nei suoi confronti. E così Fisher, insieme alla neuroscienziata Lucy Brown, ha cercato di capire quale area del cervello si attiva quando soffriamo per amore, con l’intento di descrivere ciò che accade nel corpo da un punto di vista biochimico.

Fisher ha sottoposto 15 cavie, che si erano appena separate dalla persona amata, da uno scan cerebrale—usando la risonanza magnetica funzionale che è in grado di individuare i più piccoli mutamenti in determinate regioni del cervello: là dove si evidenzia un’attività rafforzata c’è un maggiore bisogno di ossigeno e glucosio che corrisponde a un flusso maggiorato di sangue. Le cavie di Fisher avevano in media 20 anni e un rapporto di almeno 21 mesi alle spalle. La separazione, invece, era avvenuta in media 63 giorni prima.

“Il fatto che l’amore si attivi nel profondo del tronco encefalico, dove risiedono i circuiti degli altri istinti vitali, ci fa pensare che faccia parte del nostro sistema di sopravvivenza.” Fisher e il suo team hanno riscontrato un’attività più intensa nella cosiddetta area tegmentale ventrale o VTA (ventral tegmental area). Qui si collocano non solo le emozioni che conseguono all’orgasmo e all’innamoramento, ma anche quella sensazione liberatoria tipica di un cocainomane che ha appena tirato—oppure di una persona che placa la sua fame o la sua sete. Dalla VTA scaturisce anche il sistema dopaminergico, anche detto “sistema della ricompensa”, che provvede al rilascio di dopamina con conseguente sensazione di benessere.

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Potrebbe sembrare illogico che una semplice questione amorosa possa sconvolgere un’area del cervello. Il fatto che nelle cavie si siano verificate attività cerebrali di questo genere anche dopo la fine del rapporto ha portato Fisher alla conclusione che queste fossero ancora innamorate—e tale fenomeno si chiama “frustration attraction“.

L’ipotesi di Fishers è che all’origine dell’ “amore romantico” ci sia una “profonda dipendenza” evidenziata dall’attività delle regioni cerebrali del VTA e del nucleo caudato, che è una parte del sistema di compensazione.

Di fronte a una persona amata le persone si comportano come dei drogati. “Probabilmente è questo il motivo per cui l’amore è così difficile da controllare. Non è colpa nostra, siamo fatti così.” L’istinto che c’è dietro ciò che definiamo amore romantico “ha un fine essenziale; è segno della nostra appartenenza al regno animale, e ne abbiamo bisogno,” scrive Fisher sul sito del suo libro “The Anatomy of love”. Questo istinto esiste già da quattro milioni di anni, e ha guidato la perpetuazione della specie e l’istituzione della coppia.

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Se l’amore ci rende bramosi quanto una droga, ciò significa che dopo la separazione si è costretti a lasciarsi la dipendenza alle spalle. “È importante non avere più niente a che fare con la persona che ci ha lasciati”, sostiene Fisher. Più entriamo in contatto con il nostro ex, più il nostro sistema dopaminergico reagisce. O per dirla con le parole dell’antropologa: “Pensavo che l’amore fosse un insieme di sentimenti, ma in realtà è semplicemente un impulso originario.”

L’amore sprona a ottenere l’oggetto desiderato anche a livello biochimico—e dopo una separazione ancora di più. Colpa del cosiddetto impulso originario. “Il fatto che l’amore si attivi nel profondo del tronco encefalico, dove risiedono i circuiti degli altri istinti vitali, ci fa pensare che faccia parte del nostro sistema di sopravvivenza.”

Che il nostro desiderio dell’altro possa manifestarsi come una dipendenza da cocaina, anfetamina o nicotina non è l’unico risultato dello studio. Oltre che nella VTA, anche nel lobo dell’insula è stata riscontrata un’attività più intensa. Qui i neurologi collocano non solo la tristezza profonda ma anche il dolore fisico. “Le emozioni, in questa zona, si interpongono come se il dolore avesse una collocazione fisica. Secondo alcuni è la base stessa dei nostri sentimenti” cita il sito della Fisher.

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Fischer paragona il dolore fisico di una persona che soffre per amore con “una gamba rotta” o con il “mal di denti”. In generale, i pensieri legati al cuore spezzato equivalgono a una ferita: “anche dopo anni possiamo rivivere gli spasmi fisici legati al ricordo della perdita.” Ed ecco il paradosso: “non esiste alcuna medicina che possa aiutarci.”

“Quando gli alcolizzati decidono di smettere di bere, fanno sparire tutte le bottiglie.”

L’unico rimedio è compensare la mancanza di dopamina con altri mezzi, tra cui l’attività aerobica. Lo stesso vale per tutte quelle attività che ci fanno scoprire cose nuove. L’attività sportiva aumenta il livello di serotonina e riduce i dolori corporei. Un’altra cosa da fare è eliminare tutti i ricordi che ci fanno pensare ai nostri ex: “quando gli alcolizzati decidono di smettere di bere fanno sparire tutte le bottiglie.”

Quindi l’amore non è altro che una dolorosa imitazione della dipendenza da droghe? A quanto dicono gli studi di Fisher si tratta anche di altro. “L’amore è una dipendenza naturale, ed è sopravvissuto a millenni di evoluzione attraverso la selezione naturale. Le coppie che si proteggono l’un l’altra hanno maggiori possibilità di proteggere i loro figli.” Le droghe portano a una forma di dipendenza che non ha alcuna utilità evolutiva. Le coppie che sviluppano questa dipendenza, invece, riescono a proteggere la prole. E ciò è vitale per la sopravvivenza della specie.

Se credi di avere dei problemi con il tuo partner o la tua partner e non riesci a gestire da sola o da solo questa situazione, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo momento difficile.

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Perché si verificano le maree?

MEDICINA ONLINE POLAR STARS SPACE GALAXY GALASSIA MOON SEA LEVEL MAREA ECLIPSE LUNA STELLA POLARE TROVARE LUNA FACCIA APOLLO PIANETA LIGHT SPEED TERRA EARTH SPACE SPAZIO HI RESOLUTION WALLPAPER NASA IMAGE PICTURE PICS.jpgIn alcuni luoghi della terra avviene circa due volte al giorno, in altri succede in particolari momenti della giornata, in altri ancora non avviene mai. Stiamo parlando della marea, il fenomeno periodico che provoca l’innalzamento o all’abbassamento di mari, laghi e oceani sparsi nel mondo.

Tecnicamente è definibile come un’onda estesa – chiamata “onda di marea” – e se oggi siamo in grado di dare una spiegazione scientifica al loro affascinante meccanismo lo dobbiamo agli studi intrapresi da Newton sulla legge di gravitazione universale, secondo cui la forza di attrazione tra due corpi è inversamente proporzionale al quadrato delle loro distanze, e direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse.

La formazione delle maree prevede perciò la combinazione di due fattori fisici: la forza gravitazionale che la Luna esercita sul nostro pianeta e la forza centrifuga prodotta dalla rotazione terrestre intorno al baricentro del sistema Terra-Luna. Dalla combinazione di queste forze possiamo trovarci in presenza di un flusso – alta marea – o di un riflusso – bassa marea.

L’alta marea si verifica quando la Luna, essendo più vicina, esercita una forza gravitazionale maggiore sui punti del meridiano che attraversa e ha perciò una forza centrifuga inferiore.

Nello stesso momento, dall’altro lato della Terra si verifica il fenomeno inverso: la forza centrifuga è maggiore di quella gravitazionale esercitata dalla Luna. In queste condizioni la somma delle forze provoca il sollevamento delle masse d’acqua sia sul lato della Terra che guarda la Luna, sia su quello opposto. Di conseguenza, nei luoghi che si trovano a 90° rispetto alla linea immaginaria che collega Terra e Luna, le due forze si indirizzano verso il centro della Terra originando il fenomeno della bassa marea.
Il fenomeno si ripete ciclicamente all’incirca ogni 12 ore e 25 minuti con variazioni nel livello delle acque che possono raggiungere anche i 15 metri. Sono più intense (maree vive) quando Luna, Terra e Sole si trovano in posizione di allineamento (in fase di opposizione – Luna piena – o di congiunzione – Luna nuova) e più ridotte (maree stanche) durante le fasi lunari di Primo e di Ultimo quarto, quando la Luna si trova a 90° rispetto all’allineamento Terra-Sole. Nonostante la sua enorme massa, a causa della sua maggiore distanza dal nostro pianeta, l’attrazione gravitazionale del Sole non incide però sulla formazione delle maree quanto quella della Luna.

Il loro verificarsi è legato anche a precise condizioni morfologiche (e meteorologiche) di alcune zone del pianeta, che per fattori legati al paesaggio non sono interessati all’effetto delle maree. Ne sono un esempio alcuni mari europei settentrionali, mentre altri, come l’oceano Pacifico, assistono il ripetersi dell’evento negli intervalli prestabiliti dall’astronomia.

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Sistema nervoso parasimpatico: funzioni

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SISTEMA NERVOSO AUTONOMO SIMPATICO PARASIMPATICO FUNZIONI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata MacchieLe funzioni del sistema parasimpatico sono numerose, il nervo vago, il X paio di nervi cranici, ne costituisce l’asse portante.

  • restringimento della pupilla (miosi)
  • normale delle ghiandole lacrimali
  • secrezione abbondante delle ghiandole salivari
  • contrazione della muscolatura liscia dei polmoni, riduzione del volume
  • dilatazione dei vasi sanguigni dei genitali e delle ghiandole dell’apparato digerente
  • diminuzione del volume sistolico del cuore, della sua frequenza e della pressione sanguigna
  • costrizione delle coronarie
  • aumento della secrezione dello stomaco, inibizione degli sfinteri e mobilità aumentata
  • maggiore mobilità delle pareti intestinali
  • il fegato promuove la glicogenesi e aumenta la secrezione di bile
  • il pancreas promuove la secrezione
  • la vescica stimola la parete e inibisce lo sfintere

L’innervazione parasimpatica predomina su quella simpatica nelle ghiandole salivari, lacrimali e nel tessuto erettile (corpi cavernosi e spongiosi di pene e clitoride).

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Sistema nervoso simpatico (ortosimpatico): funzioni

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma SISTEMA NERVOSO AUTONOMO SIMPATICO PARASIMPATICO FUNZIONI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie.jpgLe funzioni del sistema simpatico propriamente detto sono numerose, tutte legate con la reazione “combatti o fuggi” (flight or fight). Il sistema simpatico propriamente detto determina:

  • la messa in circolo di catecolamine da parte della midollare del surrene. (La noradrenalina e adrenalina nel circolo sanguigno determinano numerosi effetti tra cui la liberazione di CRH da parte dell’ipotalamo. Il CRH determina il rilascio di ACTH da parte dell’adenoipofisi che stimola la zona fascicolata a mettere in circolo cortisolo, ormone essenziale per l’adattamento allo stress.);
  • la dilatazione delle pupille attraverso la contrazione del muscolo dilatatore della pupilla (midriasi);
  • la secrezione da parte delle ghiandole lacrimali (senza effetti evidenti);
  • il rilassamento del muscolo ciliare e l’accomodazione per la visione lontana;
  • l’aumento del volume sistolico del cuore, della sua frequenza e della pressione sanguigna;
  • la dilatazione dei bronchi;
  • la dilatazione delle arterie coronariche (coronariodilatazione);
  • la dilatazione dei vasi dei muscoli scheletrici;
  • la contrazione dei vasi sanguigni periferici;
  • la costrizione dei vasi di cute ed organi viscerali (fatta eccezione per cuore e polmoni);
  • la produzione di saliva acquosa (inibendola, con conseguente produzione di saliva ricca di muco);
  • l’incremento della sintesi di acido cloridrico da parte delle cellule parietali delle ghiandole gastriche, diminuzione della mobilità e stimolazione degli sfinteri nello stomaco;
  • la promozione dell’idrolisi del glicogeno (glicogenolisi) e diminuzione della secrezione di bile nel fegato;
  • le secrezioni nel pancreas (inibizione);
  • la diminuzione della diuresi attraverso la sintesi di renina da parte delle cellule iuxtaglomerulari del rene;
  • l’eiaculazione;
  • la diminuzione della mobilità intestinale con dei movimenti del tratto gastro-intestinale.

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