Testicoli e scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma TESTICOLI SCROTO DIMENSIONI ANATOMIA FUN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl testicolo (anche chiamato didimo e testicle in inglese) fa parte dell’apparato genitale maschile, in numero di due, all’interno della sacca scrotale, è la gonade maschile. Piccoli nel feto e nel bambino, i testicoli crescono rapidamente di volume alle soglie della pubertà; nell’adulto raggiungono il peso di circa 10-20 grammi ciascuno.
Durante lo sviluppo fetale i testicoli si formano nella cavità addominale, accanto ai reni. Successivamente, si spostano verso il basso trascinandosi dotti, vasi e nervi, che formeranno il funicolo spermatico. Poco prima della nascita o subito dopo, i testicoli vanno a collocarsi nei sacchi scrotali. Quando ciò non avviene si parla di criptorchidismo.

Dimensioni dei testicoli

Pari di numero (testicolo di destra e di sinistra) e simmetrici, i testicoli presentano una forma ovoidale. Di consistenza duro-elastica, in età adulta presentano dimensioni medie pari a:

  • 3.5-4 cm di lunghezza
  • 2.5 cm di larghezza
  • 3 cm di diametro anteroposteriore

Funzioni del testicolo

I testicoli hanno due funzioni: la produzione degli spermatozoi dal momento della pubertà sino alla morte, e la produzione degli ormoni sessuali maschili chiamati androgeni, tra i quali il testosterone è il più importante. La produzione degli ormoni da parte dei testicoli è evidente fin dalla nascita, ma aumenta enormemente intorno alla pubertà e si mantiene ad alto livello per tutta l’età adulta fino a manifestare una diminuzione durante gli ultimi anni di vita.

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Scroto

I testicoli sono sospesi nello scroto, al cui interno giacciono in posizione obliqua, con il polo superiore inclinato in avanti e lateralmente, ed il polo inferiore situato medialmente e all’indietro.
All’interno della sacca scrotale i due testicoli sono parzialmente separati da un setto mediano di tessuto fibroso (il setto scrotale). La posizione esterna dello scroto, quindi la distanza dei testicoli dalla sinfisi pubica, è regolata dal muscolo dartos e dalla sua capacità di contrarsi e rilassarsi in funzione della temperatura. Infatti, se la temperatura dei testicoli sale, la sintesi degli spermatozoi (spermatogenesi) viene inibita; di conseguenza, quando fa freddo, la contrazione della muscolatura scrotale porta i testicoli in posizione più vicina al corpo, facendo apparire più raccolta e raggrinzita la borsa scrotale; viceversa, in ambiente caldo lo scroto si presenta allungato, liscio e flaccido. Anche il muscolo cremastere contribuisce a mantenere la temperatura testicolare, regolandone il funzionamento.
Il gubernaculum testis è un’appendice fibrosa, una lamina connettivale che fissa il polo inferiore del testicolo alla borsa scrotale. All’interno dello scroto i testicoli sono appesi all’estremità inferiore del corrispondente funicolo spermatico.
Oltre ai testicoli, lo scroto accoglie anche i relativi epididimi ed il tratto inferiore del funicolo spermatico. Per approfondire: Scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

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Anatomia umana

Schema del testicolo
1: Lobuli del didimo/setti
2: Tubuli seminiferi contorti
3: Lobuli del didimo/setti
4: Tubuli seminiferi rettilinei
5: Dotti efferenti
6: Rete testis

Nello schema non è presente l’epididimo, una rete contorta, che raccoglie le terminazioni dei dotti efferenti e sfocia in un dotto deferente, un tubulo rettilineo. I testicoli, o didimi, sono di forma ovale e misurano in media 5 centimetri di lunghezza, 3 centimetri circa di larghezza e 3 centimetri circa trasversalmente. Il peso dei testicoli di un adulto è di circa 18-22 grammi l’uno, compreso l’epididimo, che da solo può pesare 4 gr. Il testicolo sinistro è posizionato lievemente più in basso del destro, la ragione di questo fatto è dovuto all’anatomia delle vene genitali, in quanto la vena genitale sinistra si riversa nella vena renale, mentre la destra sfocia nella vena cava inferiore; in ragione della diversa lunghezza, l’elasticità dei condotti venosi permette al testicolo sinistro di discendere più in basso.

La produzione degli spermatozoi non comincia fino alla pubertà, anche se segue il modello della produzione di ormoni riducendosi in età avanzata. Gli spermatozoi vengono prodotti in ogni testicolo in speciali strutture chiamate tubuli seminiferi con l’ausilio e la protezione delle cellule del Sertoli. Questi tubicini sono al centro di ogni testicolo e sono collegati con una serie di condotti che convogliano lo sperma ad altri importanti organi e, alla fine, fuori dal pene, se ciò è richiesto.

In ogni testicolo, vicino ai tubuli seminiferi, ci sono numerose cellule chiamate cellule interstiziali o cellule di Leydig. Esse sono responsabili della produzione dell’ormone sessuale maschile (testosterone) che viene secreto direttamente nei vasi sanguigni circostanti. Al momento della pubertà, la maggior parte dei cambiamenti che avvengono nel ragazzo è prodotta dalla maggior quantità di testosterone che scorre nel suo corpo. Durante l’eccitazione sessuale i testicoli aumentano di grandezza. Il sangue riempie i vasi sanguigni che si trovano in essi causando il loro ingrandimento. Dopo l’eiaculazione essi tornano alle loro normali dimensioni. Subito prima dell’eiaculazione i testicoli vengono tratti molto vicini al corpo. Dopo l’eiaculazione essi ritornano alla loro posizione usuale nello scroto.

Il medesimo avvicinamento dei testicoli al corpo avviene nei momenti di intensa paura, collera o quando l’uomo ha freddo. In questo modo, naturalmente, il corpo protegge questo meccanismo delicato e vulnerabile. I testicoli pendono fuori dal corpo per potere stare alla temperatura leggermente più bassa che è richiesta per la produzione dello sperma. Quando la stagione è molto calda o durante un bagno tiepido essi pendono più in basso del normale, lontano dal corpo e dal suo calore; al contrario, nella stagione fredda, essi si avvicinano al tepore del corpo per mantenere una temperatura ottimale. Se vengono tenuti alla temperatura corporea, i testicoli non sono più in grado di produrre spermatozoi e l’uomo diventa sterile. Quando i muscoli dell’uomo si tendono, per esempio quando egli si prepara a una fuga o a un’aggressione oppure subito prima dell’eiaculazione, un insieme di muscoli posto nello scroto spinge automaticamente i testicoli verso l’alto, questi sono la fascia cremasterica, la fascia spermatica interna e la fascia spermatica esterna.

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Anatomia microscopica del testicolo

Il testicolo è costituito dalla tunica albuginea e dalle sue dipendenze, da un parenchima costituito dai tubuli seminiferi, e dallo stroma che circonda i tubuli seminiferi e contenente quest’ultimo le cellule di Leydig a funzione endocrina. La tonaca albuginea è la tonaca più intima del testicolo, costituita da tessuto connettivo fibroso denso con fasci di fibre di collagene ad andamento parallelo; è resistente e inestensibile, spessa tra lo 0,5 e 1 mm, e all’esterno continua con l’epiorchio. Negli strati più superficiali troviamo fibrocellule muscolari lisce mentre negli strati più profondi troviamo fibre elastiche. Dalla faccia profonda dell’albuginea, detta tonaca vascolosa perché riccamente vascolarizzata, si dipartono dei setti convergenti verso il mediastino testicolare (o corpo di Highmoro) che si approfondano all’interno del testicolo delimitando circa 300 logge. Ciascuna loggia ha forma piramidale, con la base volta verso la superficie del testicolo e l’apice in corrispondenza del mediastino testicolare (dà passaggio alla rete testis).

Il parenchima, di colorito roseo giallastro, riempie le logge, all’interno delle quali si organizza in lobuli. Ciascun lobulo contiene tubuli seminiferi contorti, le cui estremità si uniscono a formare i tubuli retti che sboccano nella rete testis, posta a livello del mediastino testicolare, una serie di tubuli riccamente anastomizzati. Dalla rete testis si dipartono circa 15-20 condottini efferenti che confluiscono a formare l’epididimo. I tubuli seminiferi contorti sono lunghi da 30 cm a 70 cm e occupano il poco spazio a loro disposizione grazie al loro andamento convoluto.

La parete dei tubuli seminiferi è costituita da epitelio pluriseriato detto epitelio germinativo che poggia su una lamina propria. L’epitelio germinativo comprende accanto alle cellule germinali in diverso stato differenziativo le cellule del Sertoli, che sono cellule di sostegno. Le cellule del Sertoli sono cellule di derivazione mesodermica non spermatogeniche che oltre a sostenere e a nutrire gli spermatozoi svolgono importanti funzioni endocrine. Si estendono per tutto lo spessore dell’epitelio con la base che poggia sulla membrana basale e l’apice verso il lume; l’apice presenta delle infossature entro cui sono contenute le teste degli spermatidi in via di sviluppo. Sono riconoscibili per il nucleo triangolare con nucleolo evidente e cromatina dispersa. Le cellule del Sertoli sono unite da complessi giunzionali, tight junctions, che suddividono l’epitelio germinativo in due compartimenti conosciuti come basale e come luminale. Le cellule del Sertoli mediano quindi gli scambi metabolici tra il compartimento luminale degli spermatidi quello sistemico costituendo una barriera ematotesticolare che isola gli spermatidi dal resto dell’organismo, proteggendoli dal sistema immunitario.

Il citoplasma è acidofilo, con gocciole lipidiche, scarso RER e abbondante REL. Sono talora visibili aggregati proteici noti come corpi di charcot bottcher. Troviamo anche lisosomi primari e secondari. Le cellule del Sertoli mediano la spermatogenesi e la spermiazione, riassorbono i corpi residui tramite fagocitosi. Svolgono anche funzione endocrina: producono ABP (Androgen Binding Protein), sotto lo stimolo dell’FSH ipofisario che concentra il testosterone favorendo la spermatogenesi; secernono inibina che agisce con feedback negativo a livello ipotalamo ipofisario.

Le cellule germinali sono cellule in vario stadio differenziativo. Quelle in stadio precoce di sviluppo si trovano perifericamente mentre quelle negli stadi tardivi prospettano verso il lume. Il processo attraverso il quale gli elementi cellulari passano dalla periferia al lume prende il nome di spermatogenesi. Dura 74 giorni circa e comprende la spermatogoniogenesi (proliferazione per mitosi delle cellule germinali primitive, da cui originano gli spermatociti primari), la spermatocitogenesi (divisione meiotica degli spermatociti primari a formare spermatociti secondari e da questi gli spermatidi) e la spermiogenesi (differenziazione degli spermatidi in spermatozoi maturi, non si hanno fenomeni moltiplicativi). Nello stroma vi sono le cellule di Leydig che producono sotto lo stimolo dell’ormone ipofisario LH o ICSH ormoni androgeni, dei quali il testosterone rappresenta il prototipo.

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Come misurare correttamente la lunghezza del pene

Esiste una maniera standard di misurare il pene che rispetta norme e condizioni determinate che rivelano i risultati più accurati, in modo da evitare misurazioni che possono portare a grossi disagi. Immaginate ad esempio un uomo che rilevi – con una tecnica sbagliata – una misurazione minore rispetto alla realtà: quest’uomo potrebbe per lungo tempo pensare di avere un pene di dimensioni ben al di sotto della media, con tutti i disagi che ciò può arrecare nella sfera sessuale, quando invece potrebbe avere una misura assolutamente normale. Quali sono le lunghezze medie del pene nelle varie nazioni? Leggi: Mappa mondiale della lunghezza del pene: gli italiani quale posizione occupano?

Lunghezza del pene flaccido

Misurarsi il pene quando è flaccido non è corretto. Quando non è in erezione, infatti, tende a cambiare misura molto spesso andando così a compromettere ogni volta la misurazione.

Lunghezza del pene in erezione

Per misurare il pene in erezione si usa un righello rigido, di una misura leggermente superiore alla lunghezza massima del pene, in quanto se il righello fosse più corto, le misurazioni non sarebbero esatte. Il righello va piazzato al lato del pene nel punto di congiunzione della base del pene con l’osso pubico. Il righello deve essere piazzato al centro laterale esatto dell’asta, cioè né sulla parte superiore, né in quella inferiore, vedi immagine:
MEDICINA ONLINE COME SI MISURA IL PENE LUNGHEZZA CIRCONFERENZA EREZIONE FLACCIDO CM CORRETTAMENTE.jpgNel caso in cui il vostro pene fosse affetto da curvatura, dovrete ovviamente raddrizzarlo per effettuare la misurazione, in quanto in un pene curvo, a causa della curvatura, la lunghezza e l’altezza del pene non corrispondono. Se non raddrizzate il pene, questo risulterà in una misura più corta rispetto a quella che realmente è, difatti la lunghezza effettiva data dall’arco non corrisponderà a quella proiettata (quella reale che conta). In alternativa potete usare un metro da sarta, che non è rigido.
Per misurare correttamente la lunghezza del pene in erezione, è consigliabile stare in piedi mantenendo il pene perpendicolare al corpo, premere con il righello sull’osso pubico in modo che questo non risulti sollevato dando misure incorrette, mantenere il righello a destra o a sinistra del pene ad altezza media rispetto alla grossezza del pene, inoltre bisogna misurare fino alla punta del glande e magari piazzare un altro righello in modo che faccia da angolo orizzontale sulla punta del pene (come quando si uniscono due squadre per tracciare un angolo); questo vi aiuterà a mantenere una perpendicolarità più esatta e quindi a ottenere risultati più esatti.
Fate in modo di annotare il risultato. Cercate di eseguire più di una misurazione, in modo tale da evitare gli errori e aumentare il margine di esattezza. Se state seguendo un programma di ingrandimento del pene, ripetete la misurazione ogni 15-20 giorni.

Misurazione falsata

Attenzione a non premere troppo il righello sul pube, altrimenti la misurazione sarà falsata! A tal proposito leggi anche: Misurare la lunghezza del pene: l’errore di premere sul pube

Circonferenza del pene in erezione

Come si fa a misurare la circonferenza del pene e dove prendere la misura? A tal proposito leggi: Come misurare correttamente la circonferenza del pene

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

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Composizione, caratteristiche e produzione dello sperma

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WALLPAPER.jpgIl liquido seminale, noto anche come sperma, è costituito da spermatozoi immersi in un mezzo liquido chiamato plasma seminale. Quest’ultimo è essenziale per la maturazione, il metabolismo e la vita degli spermatozoi, nonché per la sopravvivenza degli stessi dopo l’eiaculazione (emissione, al culmine dell’atto sessuale (orgasmo), del liquido seminale attraverso l’uretra). Gli spermatozoi, invece, rappresentano le cellule riproduttrici maschili, che una volta rilasciate in vagina, insieme alle altre componenti dello sperma, risalgono l’apparato riproduttivo femminile per fecondare la cellula uovo.Appena emesso, il liquido seminale coagula, assumendo una consistenza gelatinosa ed un colore bianco-lattiginoso. Pochi minuti dopo l’eiaculazione inizia il processo di dissoluzione del coagulo e rifluidificazione dello sperma, che si completa nei 20 minuti successivi per opera di specifici enzimi. Nell’eiaculato, oltre alle componenti già elencate (spermatozoi più plasma seminale), si riscontrano anche cellule immature provenienti dalla spermogenesi e cellule epiteliali di sfaldamento.La sintesi degli spermatozoi avviene all’interno dei tubuli seminiferi dei testicoli (contributo del 2-5% al volume complessivo dello sperma), mentre il plasma viene prodotto dalle vescicole seminali (contributo del 60-70% al volume spermatico), dalla prostata (20/30%) e in misura inferiore dalle ghiandole bulbo-uretrali (< 1%).Leggi anche:

Componenti del plasma seminale

Alla composizione del plasma seminale concorrono diverse sostanze prodotte a livello dell’epididimo, delle vescicole seminali e delle ghiandole accessorie, come la prostata, localizzate lungo la via escretrice. Tra queste sostanze, che abbiamo visto essere importantissime per garantire allo sperma o liquido seminale la corretta funzione, rientrano proteine, lipidi, prostaglandine, ormoni, ioni, acido citrico, fruttosio, vitamina C, una grande varietà di enzimi, zinco, carnitina e molte altre sostanze.

Ad ognuna di queste componenti è affidata una specifica funzione:

  • fruttosio e carnitina (rispettivamente utili come sorgente e produzione di energia), ad esempio, sono importanti nel metabolismo e nella motilità degli spermatozoi;
  • diversi enzimi proteolitici sono responsabili della già descritta liquefazione del coagulo seminale;
  • similmente, anche l’acido citrico interviene nel processo di coagulazione-liquefazione dello sperma;
  • i lipidi stabilizzano le membrane degli spermatozoi, proteggendole dagli insulti termici ed ambientali, e possono rappresentare una fonte addizionale di energia;
  • lo zinco ha probabilmente una funzione battericida diretta e indiretta, e stabilizza la cromatina degli spermatozoi;
  • i bicarbonati del liquido seminale hanno capacità tampone, utile per neutralizzare l’acidità dell’ambiente vaginale;
  • il muco aumenta la mobilità degli spermatozoi nell’apparato riproduttivo femminile, creando dei canalicoli all’interno dello sperma, lungo i quali gli stessi spermatozoi possono avanzare senza disperdersi;
  • le prostaglandine sono invece coinvolte nella soppressione della risposta immunitaria femminile contro gli spermatozoi del partner (una comune causa di infertilità).

E’ importante sottolineare come alcune di queste sostanze siano sintetizzate o filtrate in uno specifico distretto e come tali possano essere utilizzate quali markers diagnostici funzionali di una determinata struttura anatomica. Il fruttosio, ad esempio, rappresenta un indice molto fedele dello stato di funzionalità delle vescicole seminifere, mentre l’acido citrico è un tipico marker di funzionalità prostatica. Un buon indice della funzione epididimaria è invece rappresentato dalla concentrazione di carnitina nel liquido seminale.

Caratteristiche dello sperma

  • Volume medio eiaculato: 3/5 ml (notevolmente influenzato anche dalle condizioni psicologiche e dallo stato di eccitazione del soggetto).
  • Numero di spermatozoi nello sperma eiaculato: da 300 a 500 milioni.
  • pH leggermente alcalino: 7.2/8.
  • Odore.
  • Osmolarità del liquido seminale: iso-osmotica.
  • Colore: bianco, opalescente.
  • Sapore: variabile anche in relazione alle abitudini alimentari, con sfumature dolci, salate ed amare.

Queste ed altre caratteristiche fisiologiche del liquido seminale (ad eccezione del gusto) vengono valutate in un esame, chiamato spermiogramma, che fornisce un quadro indicativo sulla fertilità maschile.

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Eiaculazione retrograda: quando lo sperma non esce o è troppo poco

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma EIACULAZIONE RETROGRADA QUANDO SPERMA NON ESCE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgL’eiaculazione retrograda (retrograde ejaculation in inglese) è una patologia in cui lo sperma, durante l’orgasmo maschile, viene eiaculato totalmente o in parte nella vescica urinaria anziché fuoriuscire dal meato uretrale (l’apertura all’apice del glande del pene) tramite l’uretra peniena. L’eiaculazione viene definita “retrograda” proprio perché l’emissione del liquido seminale avviene in direzione contraria a quella fisiologica, non verso l’esterno ma verso la vescica. L’eiaculazione “fisiologica”, invece, viene invece definita “anterograda”, appunto perché il liquido seminale viene espulso verso l’esterno.

Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

L’aneiaculazione è un disturbo diverso dall’eiaculazione retrograda, per approfondire le differenze tra le due patologie, segui questo link: Differenza tra eiaculazione retrograda e aneiaculazione

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Sintomi e segni

Il paziente prova un orgasmo con le tipiche contrazioni, non dissimile da un orgasmo di un paziente sano, con la differenza che lo sperma non viene emesso all’esterno, oppure fuoriesce dal pene in quantità ridotta rispetto alle quantità medie emesse da un maschio adulto sano (da 2 a 5 ml di sperma). L’eiaculazione retrograda non provoca alcun dolore al paziente.

Cosa accade allo sperma rimasto all’interno del corpo?

Lo sperma, rimasto intrappolato all’interno della vescica, viene espulso insieme all’urina durante le minzioni immediatamente successive alla mancata eiaculazione.

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Cause e fattori di rischio

In condizioni di normalità, durante l’emissione di sperma, una serie di meccanismi automatici impedisce al liquido seminale di raggiungere la vescica. L’eiaculazione retrograda è dovuta nella maggioranza dei casi all’impossibilità da parte dell’imbocco della vescica di chiudersi durante l’atto eiaculatorio, e ciò permette il flusso spermatico retrogrado.
La mancata chiusura dell’imbocco della vescica è causata, a sua volta, da traumi fisici a livello vescicale, da patologie o da deficit neurologici, congeniti od acquisiti.
L’eiaculazione retrograda rappresenta un problema che riguarda molti pazienti con diabete: la neuropatia diabetica sembra infatti la maggior responsabile del danneggiamento a carico della connessione nervosa alla vescica.
Tra gli altri fattori causali direttamente implicati nell’eiaculazione retrograda, spiccano anche l’assunzione di alcuni farmaci, le disfunzioni della prostata, deficit del sistema nervoso autonomo, complicanze chirurgiche che interessano prostata e collo vescicale, e l’intervento TURP (acronimo di resezione endoscopica trans uretrale prostatica, il più noto intervento volto al trattamento dell’ipertrofia prostatica).
L’eiaculazione retrograda è stata diagnosticata anche dopo interventi chirurgici mirati, quali elettroresezione endoscopica di adenomi prostatici di natura benigna, adenomiectomia prostatica, chirurgia spinale e degli organi pelvici, chirurgia del retro peritoneo. Le cause più comuni di eiaculazione retrograda sono sinteticamente:

  • diabete;
  • disfunzioni del sistema nervoso autonomo;
  • disfunzioni della prostata;
  • complicazioni di operazioni chirurgiche a carico della prostata compiute attraversando l’uretra o di una linfoadenectomia retroperitoneale;
  • farmaci, principalmente antipertensivi, antidepressivi e neurolettici, in particolare, i farmaci neurolettici ed antipertensivi aumentano la probabilità di generare questo disturbo.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi viene confermata se si riscontra un elevato numero di spermatozoi in un campione di urina dopo l’eiaculazione. L’eiaculazione retrograda è indistinguibile dall’aneiaculazione, specie nella sua variante orgasmica, senza un esame delle urine che constati la presenza di spermatozoi nell’urina. E’ importante però ricordare che, in un paziente affetto da azoospermia (nello sperma non sono presenti spermatozoi), l’assenza di spermatozoi nelle urine non esclude con certezza l’eiaculazione retrograda: in simili frangenti, è consigliata la ricerca del fruttosio nell’urina.
Tra le altre strategie diagnostiche, anche l’ecografia prostatica trans rettale potrebbe rappresentare un valido aiuto per l’indagine di eventuali anomalie morfologico-strutturali delle vescicole seminali.

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Trattamento e complicanze fisiche e psicologiche

L’eiaculazione retrograda, come facilmente intuibile, può risultare in un’evidente causa di sterilità, oltre a determinare danni psicologici non indifferenti nel paziente. Per approfondire continua la lettura con questo articolo: Eiaculazione retrograda: cure e complicanze fisiche e psicologiche

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Prostata: ogni quanto tempo fare il controllo del PSA?

MEDICINA ONLINE PENE PROSTATA GHIANDOLA PROSTATE GLAND MALE PUNTO L L POINT SEX SESSO VAGINA PARETE ANTERIORE ANO MASSAGGIO PROSTATICOTANTRA VULVA CLITORIDE STIMOLAZIONE VIDEO TOCCARE PRC’è un’idea abbastanza diffusa (perché istintiva): più controllo la mia salute, più sarò al sicuro da malattie. Quest’idea, semplice e banale, si è diffusa dovunque, soprattutto negli strati della popolazione più attenti alla propria salute ed ovviamente, dove c’è una richiesta, si crea subito un’offerta. I servizi di controllo delle malattie sono aumentati, ambulatori e centri privati, esami del sangue e di altro tipo che controllano tutti gli organi, test che si possono fare anche a casa. Sembra così evidente che mettere in discussione una cosa del genere crea imbarazzo.
Finché qualcuno ha riflettuto. Se faccio molti controlli, ovviamente, ho la possibilità di trovare molti problemi di salute, o meglio, di trovare qualche valore anomalo (che non per forza è segno di un problema di salute). Questi valori anomali mi obbligheranno ad approfondire le cose.
Oltre all’inevitabile perdita di denaro e tempo, oltre allo stress di una “anomalia”, sarò costretto ad effettuare altre analisi e queste analisi, tutte di approfondimento quindi più precise, sono molte volte invasive, anche rischiose. Tutto questo non significa che per forza farò bene alla mia salute, anzi, potrei anche fare molto male. Troverò malattie, disturbi, problemi ma trattarli, curarli, sarà sempre un guadagno di salute?
Alcune volte no. Se per esempio il trattamento fosse molto pesante e ricco di effetti collaterali dovrei metterlo sulla bilancia con il beneficio.
Chi farebbe radioterapia per un nevo cutaneo benigno? Nessuno. Proprio perché il rischio del trattamento sarebbe superiore al beneficio, meglio lasciarlo dov’è.
Chi toglierebbe un angioma al fegato? Nessuno: sottoporsi ad un intervento chirurgico espone a rischi ed effetti collaterali maggiori di quelli che causerebbe un angioma epatico.

Un esempio pratico

Se facessi continuamente un test del PSA (antigene prostatico, un esame che si usa per controllare anomalie della prostata), rischierei di trovare più frequentemente un valore anomalo, questo mi porterebbe ad eseguire altri esami, da quelli solo fastidiosi (visita, ecografia) a quelli più invasivi e pericolosi (biopsia). Se trovassi una malattia (per esempio un tumore) rischierei di dovermi sottoporre ad intervento chirurgico (e quelli sulla prostata possono essere molto invasivi ed invalidanti) ed a terapie anch’esse importanti e con effetti collaterali. A prima vista si potrebbe pensare che, vista la presenza di una malattia, l’intervento e le terapie siano giustificate ma non è sempre così. Nel caso della prostata, ad esempio, sappiamo che alcuni tipi di tumore hanno un’evoluzione molto lenta, lentissima, nell’ordine dei decenni e che, se per esempio la diagnosi la ricevessi a 70 anni, discutere sull’opportunità di operare o meno non sarebbe una cattiva idea, perché di fronte ad un grande intervento chirurgico, c’è la possibilità che la malattia diventi mortale quando la mia età sarà di 85 anni e quindi forse, morirò prima per altri motivi, dipende da tante cose. Insomma, la “linea di condotta” non sarebbe così scontata e lineare ma avrebbe bisogno di informazioni, valutazioni, confronti. Sono oltretutto tanti i fattori che possono influenzarla.
Per questo motivo non ha senso fare ogni anno – come consigliano alcuni medici – il dosaggio del PSA una volta superati i 50 anni, ma converrebbe farlo ogni tanto, per esempio ogni due anni o anche di più a meno che non si appartenga a particolari classi di rischio (parenti con tumore alla prostata) o compaiano dei sintomi come la pollachiuria. L’idea che convenga fare le cose spesso e non quando è giusto è sempre più diffusa nella medicina moderna, in tutti i suoi campi, ma questo non è sempre il cammino più adatto.

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Micropene: quanto misura, complicazioni, c’è una cura?

MEDICINA ONLINE MEDICO PAZIENTE ANAMNESI VISITA ESAME OBIETTIVO IDIOPATICO SINTOMI DOLORE STUDIO OSPEDALE AMBULATORIO CONSIGLIO AIUTO DOTTORE INFERMIERE PRESCRIZIONE FARMACO DIAGNOSIPrima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento, vi consiglio di leggere questo articolo: Com’è fatto il pene al suo interno?

La micropenia è una condizione anatomica in cui un uomo ha un pene inferiore a 2,5 volte la deviazione standard rispetto alle dimensioni medie di un pene umano normale (non eretto 8 centimetri di lunghezza; eretto tra 12 e 16 cm). Il pene di misure così inferiori alla media della popolazione, prende il nome di micropene. Secondo alcune ricerche statistiche, la condizione di micropene riguarderebbe un nuovo nato ogni 200-500. A determinare le esigue misure del micropene è in genere una carenza di testosterone nei primi anni di vita fino all’adolescenza. Tuttavia, esistono anche casi idiopatici – cioè privi di cause spiegabili – e altri dovuti a fattori ambientali.
La micropenia può venire diagnosticata fin dalla nascita. Alla nascita, la lunghezza media del pene disteso è di circa 4 cm. Il 92% dei neonati ha un pene di dimensioni comprese tra 2,4 e 5,5 cm. La lunghezza media del pene al principio della pubertà è di 7 cm, mentre in età adulta la taglia media di un pene in erezione è di circa 13,5 cm (alcuni studi indicano in Italia una lunghezza media di circa 15 cm). In età adulta in Italia in genere viene classificato come micropene un pene che misuri meno di 7 cm. Questo dato può variare in base alle dimensioni medie del pene in erezione di quel dato Paese, quindi un pene classificato come micropene in Congo, potrebbe aver dimensioni normali in Cina.
A parte le dimensioni ridotte, il micropene non soffre di alcun altro problema fisiologico (in particolare per quanto riguarda il prepuzio ed il canale dell’uretra), quindi – se non presenti altre patologie – il micropene può emettere sperma durante l’orgasmo. Il paziente può però soffrire di problemi psicologici, a parte alcuni casi in cui, se le dimensioni sono particolarmente ridotte, si possono avere problemi nell’urinare e nella penetrazione durante l’atto sessuale. La presenza del micropene può avere, in età adulta, almeno quattro conseguenze:

  • può rendere difficoltosa la minzione,
  • può pregiudicare la vita sessuale,
  • può compromettere la fertilità,
  • può indurre uno stato di poca autostima/sicurezza in se stessi e di depressione.

Grazie a determinati esami diagnostici, il medico può risalire alle cause del micropene e pianificare modi e tempi della terapia. Di solito, le cure ormonali hanno un’importanza fondamentale in età giovanile, in quanto in molti casi riescono a incrementare le dimensioni del pene, ma non in età adulta. Per le persone adulte, esiste la possibilità di intervenire chirurgicamente, con un’operazione chiamata falloplastica di allungamento.

Cos’è il micropene?

Il micropene è un pene di dimensioni nettamente inferiori agli standard di normalità. In genere, negli individui con micropene tutte le altre strutture annesse al pene (scroto, uretra, perineo ecc) sono normali, cioè non presentano alcuna anomalia.

FOTO DI UN MICROPENE

Dimensioni di un micropene

Per poter parlare di micropene, l’organo sessuale maschile deve avere delle dimensioni ben specifiche:

  • In un uomo adulto, il pene in erezione deve essere più corto di 7 centimetri (2,8 pollici).
  • Al principio della pubertà, il pene in erezione deve essere più corto di 4 centimetri (1,5 pollici).
  • In un neonato, il pene in erezione deve essere più corto di 1,5 centimetri (0,75 pollici).

Si ricorda ai lettori che – durante un’erezione – la lunghezza media del pene di un uomo adulto sano è di circa 13,5 centimetri (15 cm in Italia secondo alcuni studi).

Cause

Nella maggior parte dei casi, la presenza del micropene è dovuta a una produzione insufficiente di testosterone, il principale ormone sessuale maschile (o androgeno). Più raramente, è il frutto di cause sconosciute (micropene idiopatico) o di un’interferenza ambientale.

Micropene idiopatico

In medicina, il termine idiopatico, associato a una condizione patologica, indica che quest’ultima è insorta senza ragioni evidenti e dimostrabili.

Micropene da carenza di testosterone

Il micropene dovuto a una carenza di testosterone nel sangue è generalmente connesso ad alcune specifiche condizioni patologiche.
Tra queste condizioni patologiche, rientrano:

  • Disgenesia testicolare. È il termine medico che indica la presenza di una o più anomalie testicolari. Una possibile disgenesia testicolare è il criptorchidismo, cioè la mancata discesa nello scroto di uno o entrambi i testicoli.
  • Difetti congeniti nella sintesi del testosterone o del diidrotestosterone. Un recente studio giapponese, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (Rivista sul Metabolismo e l’Endocrinologia Clinica), ha dimostrato che un numero consistente di uomini con micropene presenta delle mutazioni sul gene SRD5A2.
    Il gene SRD5A2 sintetizza un enzima particolare, noto come 5 alfa reduttasi, che in circostanze normali agisce sul testosterone e lo converte in diidrotestosterone. Il diidrotestosterone è l’ormone androgeno più potente dell’organismo, con un’attività che è 4-5 volte superiore a quella del testosterone.
  • Sindrome da insensibilità agli androgeni, nota anche come sindrome di Morris. È una condizione molto rara, che insorge a causa di una mutazione genetica ai danni del cromosoma sessuale X. Gli uomini che ne sono portatori presentano un normale corredo di cromosomi sessuali (cioè XY), ma non sviluppano i caratteri sessuali tipici del maschio. Ciò deriva dal fatto che le loro cellule non rispondono alla stimolazione degli androgeni, come invece avviene in un uomo sano (da qui il termine di insensibilità agli androgeni).
    Dal punto di vista anatomico, gli uomini con sindrome di Morris presentano diversi tratti somatici tipici delle donne.
  • Ipogonadismo maschile congenito. L’ipogonadismo maschile consiste in una diminuita funzionalità dei testicoli, il che comporta un’inadeguata produzione di androgeni e/o un deficit nella produzione di spermatozoi.
    Alcune cause di ipogonadismo maschile congenito sono: la sindrome di Klinefelter, la sindrome di Prader-Willi e la sindrome di Noonan.
  • Deficienza di gonadotropine, dovuta a una stimolazione inadeguata dell’ipofisi anteriore. Le gonadotropine sono ormoni in grado di regolare l’attività delle gonadi, cioè gli organi riproduttivi che producono i gameti(nell’uomo, sono i testicoli; nelle donne, sono le ovaie).
    Le più importanti sono il già citato ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follicolo stimolante (FSH). La loro secrezione spetta all’ipofisi anteriore (o adenoipofisi).
  • Ipopituitarismo congenito (o insufficienza ipofisaria congenita). Consiste nella ridotta produzione di uno o più degli otto ormoni ipofisari. È una situazione diversa dalla precedente: nel caso in questione, non vi è una stimolazione alterata, ma un vero e proprio difetto a livello dell’ipofisi (ipoplasia ipofisaria, conseguente a una o più mutazioni genetiche).
    Si ricorda ai lettori che un altro ormone ipofisario stimolante la crescita del pene è l’ormone della crescita, noto anche come GH o somatotropina. Pertanto, un suo calo determina non solo un ridotto accrescimento scheletrico, ma anche il mancato sviluppo del principale organo genitale maschile.

Sintomi e complicazioni

La ridotta dimensione del pene – che rappresenta il segno caratteristico della condizione di micropene – può avere ripercussioni, talvolta anche gravi, a vari livelli. Per prima cosa un micropene può rendere difficoltosa la minzione, inoltre può risultare anche assai problematico durante i rapporti sessuali. Infine, può influire fortemente sulla sfera psicologica, inducendo nel portatore di micropene un senso di sfiducia in sé stesso e, in alcuni, uno stato di depressione, di isolamento sociale o di ideazioni suicidarie.

Fertilità alterata

Abbastanza di frequente, la presenza del micropene coincide con una condizione di infertilità, dovuta a una scarsa produzione di spermatozoi. L’infertilità deriva molto spesso dalle anomalie anatomiche e/o funzionali che interessano l’apparato riproduttivo (alterazioni dei testicoli, comunicazione ormonale inappropriata ecc).

Diagnosi

La diagnosi di micropene si basa su un semplice esame obiettivo, durante il quale si misura la lunghezza del pene del soggetto. L’individuazione dell’anomalia può avvenire già subito dopo la nascita, in quanto la lunghezza dell’organo genitale maschile in questione è già evidentemente ridotta in questa prima fase della vita.

Altri esami

In genere, dopo aver constatato la presenza del micropene, i medici prescrivono alcuni specifici esami diagnostici, per stabilire se il portatore dell’anomalia soffre di un qualche disturbo ormonale o di una delle patologie associate (disgenesia testicolare, ipopituitarismo congenito, difetti nella sintesi del diidrotestosterone, ipogonadismo congenito ecc). L’identificazione di queste problematiche è fondamentale per la pianificazione del trattamento più efficace (o quanto meno di un rimedio che possa limitare le conseguenze della condizione patologiche presente).

Preoccupazioni infondate

Nei ragazzi tra gli 8 e i 14 anni, la pubertà deve ancora avvenire o è iniziata da poco. Pertanto il pene non ha ancora assunto le sue dimensioni definitive.
Tutto ciò, se associato a:

  • presenza eccessiva di grasso sovrapubico, che nasconde l’organo genitale maschile;
  • robusta costituzione fisica già in giovane età,

può destare, in genitori e pazienti stessi, alcune preoccupazioni infondate e del tutto inutili, in quanto la situazione è destinata, prima o poi, a mutare.

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna:

Per approfondire, leggi:

Trattamenti medici

In alcuni casi è possibile provare a correggere la condizione di micropene facendo ricorso sia a una terapia ormonale (quindi farmacologica) che ad una terapia chirurgica. A tale proposito leggi anche: Micropene: i trattamenti per un pene troppo piccolo

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Perversioni sessuali (parafilie): dagli insetti sulle parti intime fino ai pannolini sporchi e le mestruazioni

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PSICHIATRIA MEDICINA DELLE DIPENDENZE DIRETTORE MEDICINA ONLINE SESSO SESSUALI SEX ADDICTION FROTTEURISMO FROTTEURISM AUTOBUS METRO TOCCARE STRUSCIARE PENE PALPARE SEDERELe perversioni sessuali, anche dette parafilie, sono disturbi del desiderio sessuale rappresentati da ricorrenti impulsi, fantasie o comportamenti che sono considerati sessualmente eccitanti da alcuni soggetti, al contrario della maggior parte delle persone che tende a considerarle amorali o che prova disgusto e repulsione verso di esse.

Le perversioni si possono distinguere in

  • perversioni dell’atto: perversione dell’atto si tratta della sostituzione del coito con altre pratiche sessuali, ad esempio nel masochismo l’eccitazione del coito è sostituita dall’eccitazione data dalla sottomissione all’altro;
  • perversioni dell’oggetto: si assiste ad uno spostamento dell’oggetto del desiderio sessuale, che non è più il partner, ma un oggetto, un bambino o un anziano.

Le perversioni possono inoltre riguardare:

  • la fantasia: il soggetto si eccita solo nel pensare alla perversione, a ciò può far seguito o meno la messa in atto della perversione stessa;
  • il comportamento: il soggetto mette in pratica o tenta di mettere in pratica la perversione nella vita reale.

Pur non essendoci virtualmente alcun limite alle perversioni sessuali – se non quello della infinita fantasia umana – la maggior parte di esse tendono a riguardare:

  • l’attribuzione di un significato sessuale ad oggetti inanimati e ad un loro particolare uso;
  • il ricevere e/o infliggere sofferenza fisica o psicologica a se stesso o all’altro;
  • l’attuare pratiche sessuali in posti che la maggior parte delle persone troverebbero con poca privacy;
  • il compiere atti sessuali con bambini, disabili, anziani o persone non consenzienti.

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Il comportamento messo in atto nella perversione è esclusivo, cioè è l’unico che è in grado di provocare eccitazione, il concetto di esclusività è quindi fondamentale nella comprensione delle perversioni (parafilie), in quanto molti dei comportamenti (ma non tutti) che le caratterizzano possono far parte di “normali” relazioni sessuali, insieme ad un’ampia gamma di altre pratiche sessuali, mentre la persona che soffre di una parafilia può eccitarsi sessualmente quasi solo ed esclusivamente mettendo in atto il comportamento che caratterizza la sua perversione. Ecco un elenco di alcune perversioni sessuali, alcune molto diffuse, altre meno:

  • Masochismo: l’eccitazione, sia nelle fantasie che nel comportamento reale del soggetto, deriva dall’essere umiliato, picchiato o fatto soffrire in qualche modo dal partner.
  • Sadismo sessuale: l’eccitazione deriva dall’infliggere sofferenza psicologica o fisica al partner.
  • Esibizionismo: l’eccitamento sessuale deriva dall’esibire i propri genitali ad un estraneo quando non se lo aspetta e che di conseguenza non è consenziente.
  • Cuckoldismo o troilismo: il piacere sessuale è derivato dal vedere il proprio partner in attività sessuale con un’altra persona o dal sapere che il partner ha una relazione con una terza persona.
  • Cronofilia: l’eccitazione deriva dall’avere rapporti sessuali con un partner con un’età molto differente dalla propria.
  • Feticismo: l’eccitamento sessuale deriva dall’assegnare ad oggetti inanimati, frequentemente scarpe femminili o biancheria intima femminile, un significato sessuale. L’oggetto può essere usato – per raggiungere piacere – in vari modi, ad esempio leccandolo o strofinandolo su pene, seno o clitoride.
  • Abasiofilia: perversione sessuale riguardante persone con difficoltà motorie.
  • Symphorophilia: il piacere sessuale è derivato dal guardare un disastro mentre si verifica, come ad esempio assistere ad un incidente d’auto a un o incendio.

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  • Fornifilia: l’eccitazione sessuale deriva dal chiudere se stessi o un’altra persona in un mobile.
  • Acrotomofilia: perversione sessuale che riguarda persone amputate.
  • Vorarephilia o antropofagolagnia o antropofagia: l’eccitazione sessuale deriva dal pensiero di cannibalismo, cioè mangiare letteralmente un’altra persona (viva o deceduta) o dall’essere mangiati da qualcun altro.
  • Agalmatofilia: perversione sessuale che riguarda statue, manichini, oggetti con figure antropomorfe.
  • Apotemnofilia: l’eccitazione sessuale deriva dalla fantasia di essere amputati.
  • Algolagnia: perversione sessuale che riguarda il dolore nelle zone erogene, è diverso dal masochismo.
  • Frotteurismo: l’eccitamento sessuale deriva dallo strofinarsi con il corpo – specie con i genitali – contro un’altra persona che non è consenziente, il “frotteur” è colui che si strofina. La pratica viene messa in atto in posti affollati, dove il comportamento può essere facilmente occultato dal frotteur, ad esempio in un autobus affollato o ad un concerto in piedi.
  • Pedofilia: l’eccitamento sessuale deriva da immaginare o mettere in pratica attività sessuali con bambini di non più di tredici anni, la persona che mette in atto questo comportamento deve aver raggiunto la maturità genitale, avere almeno sedici anni ed essere maggiore del bambino di almeno cinque anni. L’attrazione per gli adolescenti è definita invece con i termini poco usati pederastia, efebofilia e ninfofilia.
  • Travestimento o omovestitismo: l’eccitamento sessuale deriva dall’indossare abiti dell’altro sesso da parte di un eterosessuale.
  • Mysofilia: è l’attrazione sessuale verso persone o oggetti sporchi.
  • Voyeurismo: l’eccitamento sessuale deriva dall’osservare, non essendo visti, persone nude, che si spogliano o che sono impegnate in attività sessuali.
  • Coprofilia: l’eccitamento sessuale deriva dall’osservare o maneggiare le feci.
  • Coprofagia: l’eccitamento sessuale deriva dal mangiare le feci.
  • Urofilia: l’eccitamento sessuale deriva dall’urinare o dal farsi urinare addosso, oppure dal bere urina.
  • Scatologia telefonica: l’eccitamento sessuale deriva dal fare telefonate oscene a sconosciuti.

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  • Spermatofagia: l’eccitamento sessuale deriva dall’ingerire, o far ingerire ad altri, lo sperma.
  • Dorafilia: feticismo a causa del quale si prova attrazione e piacere sessuale nel contatto con indumenti in pelle animale e pellicce.
  • Infantilismo: è il desiderio sessuale nato dalla perversione di indossare pannolini e di essere trattato come un neonato o un bambino.
  • Branding: l’eccitamento sessuale derivante dall’introdurre nel proprio corpo oggetti che bruciano.
  • Asfissiofilia o asfiziofilia: l’eccitamento sessuale derivante dallo strangolamento di se stessi o degli altri e dalle pratiche che portano ad esso.
  • Autagonistofilia: l’eccitazione sessuale deriva dall’idea di poter esser visto durante l’atto sessuale da altre persone grazie ad una ripresa video.
  • Onirofilia o sonnofilia: l’eccitamento sessuale derivante dal praticare attività sessuali con persone che dormono.
  • Autassassinofilia: l’eccitazione che deriva dal vivere situazioni pericolose o dall’idea di compiere atti sessuali durante situazioni pericolosi o che mettono a rischio l’incolumità del soggetto.
  • Autandrofilia: l’eccitazione sessuale viene procurata in una donna quando si immagina di essere un maschio.
  • Autoginefilia: l’eccitazione sessuale viene procurata in un uomo quando si immagina di essere una femmina.
  • Braquioproctosigmoidismo: l’eccitamento sessuale derivante dall’introdurre armi nell’ano.
  • Biastofilia: l’eccitamento sessuale derivante dal mettere in atto assalti imprevisti e violenti ai danni di vittime non consenzienti.
  • Hiphenophilia: l’eccitamento sessuale derivante dal contatto con peli e capelli.
  • Necrofila, cioè l’eccitamento sessuale derivante dall’avere contatti sessuali o veri e propri rapporti con cadaveri o parti di cadaveri.
  • Altocalcifilia: il feticismo di chi trae piacere dall’osservare o indossare scarpe dai tacchi alti.
  • Zoofilia: l’eccitamento sessuale derivante da atti sessuali o rapporti sessuali con animali.
  • Prostitutofilia: l’eccitamento sessuale derivante dai rapporti sessuali con le prostitute.
  • Bondage: l’eccitamento sessuale deriva dalla legatura e costrizione fisica di se stesso e/o del partner, in modo consensuale. È possibile sia legare con corde, sia con corsetti, cappucci, bavagli, o catene.
  • Capnolagnia: feticismo del fumo basato sull’osservazione di una persona che fuma.
  • Transessuofilia: l’eccitamento sessuale derivante dai rapporti sessuali con transessuali.
  • Gynandromorfofilia: attrazione verso i transessuali o i transgender donna.
  • Gynemimetofilia: attrazione verso i transessuali o i transgender donna.
  • Amartofilia: eccitazione sessuale che deriva dalla convinzione che le azioni che si stanno compiendo o i propri pensieri siano fonte di peccato e di perdizione.
  • Agorafilia: attrazione verso l’atto sessuale consumato in spazi aperti (non nel farlo davanti ad altre persone).
  • Maieusofilia: l’attrazione sessuale è rivolta alle donne incinte.
  • Spectrofilia: è il desiderio sessuale scaturito dall’idea di fare sesso con un fantasma.
  • Formicofilia: è il desiderio sessuale nato dalla perversione di essere ricoperto di insetti sul corpo, specie nelle parti intime.
  • Chelidolagnia: provare piacere sessuale nell’idea di disprezzare il partner
  • Clismofilia: l’eccitamento sessuale derivante dall’utilizzo di clisteri.
  • Sitofilia: l’eccitamento sessuale derivante dalle attività sessuali con le bambole.
  • Autoematofilia: eccitarsi all’idea di far sanguinare se stessi.
  • Autonepiofilia: l’eccitazione deriva dall’immaginare se stessi come un infante.

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  • Macrofilia: è il desiderio sessuale scatenato dall’idea di avere un rapporto sessuale con un gigante.
  • Sacofricosis: l’eccitazione sessuale è derivata dal masturbarsi in pubblico senza che nessuno se ne renda conto grazie ad un buco nella tasca dei pantaloni.
  • Meccanophilia: l’eccitazione sessuale è conseguente alla visione, l’utilizzo diretto o indiretto di macchine o attrezzature, come biciclette, veicoli, elicotteri, aeroplani.
  • Furniphilia: l’eccitazione sessuale deriva nel sottoporsi o sottoporre altri a varie forme di travestimento del corpo, tali da rendersi o renderli simili, nell’aspetto o nella funzione, a un oggetto di arredamento.
  • Dacrifilia: perversione sessuale legata al pianto o alle lacrime.
  • Feticismo del pannolino usato: essere attratti dai pannolini usati.
  • Emetofilia: essere attratti sessualmente dal vomito, perversione sessuale.
  • Erotofonofilia: perversione sessuale riguardante gli omicidi.
  • Agonofilia: eccitazione sessuale che deriva dalla lotta o dall’osservazione di persone che combattono come nella lotta, nel wrestling, nella boxe e nelle arti marziali, avendo uno stretto contatto intimo, specie tra testa e genitali.
  • Coprolalia: il soggetto si eccita nell’utilizzare continuamente, in modo compulsivo e incontrollabile, un linguaggio osceno e volgare.
  • Omorashi: il piacere sessuale è derivato sia dall’avere la vescica piena sia dal guardare qualcun altro con la vescica piena.
  • Morfofilia: attrazione verso alcune forme particolari del corpo.
  • Mucofilia: attrazione sessuale verso il muco.
  • Narratofilia: attrazione sessuale verso l’ascolto di parole volgari.
  • Nasofilia: attrazione sessuale verso il naso.
  • Oggettofilia: attrazione sessuale verso oggetti specifici inanimati.
  • Oculolincuts: eccitazione causata dall’idea di leccare gli occhi.
  • Oculofilia: eccitazione legata ad attività sessuali che riguardano gli occhi.
  • Olfattofilia: perversione sessuale che riguarda l’eccitarsi con un odore specifico.
  • Infantilismo parafilico: l’eccitazione deriva dall’idea di essere trattati da altri come se fossimo un bambino.
  • Autovampirismo: perversione che riguarda l’immaginazione di se stessi come un vampiro che a volte implica l’ingestione del proprio sangue.
  • Autozoofilia: l’eccitazione deriva dall’immaginare, durante l’atto sessuale, di essere un animale.
  • Biastofilia: perversione sessuale che riguarda la violenza sessuale su una persona non consenziente.
  • Cremastistofilia: l’eccitazione deriva dall’idea di essere derubati.
  • Acusticofilia: eccitazione sessuale che deriva dall’ascolto di determinati suoni come mugolii, gemiti, sospiri oppure canzoni, frasi specifiche o ancora una certa lingua.
  • Ematolagnia: perversione sessuale che riguarda la visione del sangue.
  • Oplofilia: perversione sessuale riguardante le pistole o le armi da fuoco.
  • Ibristofilia: eccitazione dall’idea di avere un rapporto sessuale con un criminale particolarmente violento.
  • Infantofilia: si tratta di un tipo di pedofilia riguardante i bambini più piccoli di 5 anni.
  • Cleptofilia: perversione sessuale quando si ruba.
  • Lattofilia: perversione sessuale legata al latte materno.
  • Liquidofilia: perversione sessuale legata all’immersione di genitale nei liquidi.
  • Mascalagnia: perversione sessuale che riguarda le ascelle, attrazione sessuale verso le ascelle.
  • Melolagnia: perversione sessuale che riguarda la musica.
  • Menofilia: l’eccitazione sessuale che deriva dal maneggiare, odorare ed assaggiare il frutto delle mestruazioni di una donna.
  • Metrofilia: perversione sessuale che riguarda l’eccitazione procurata dall’ascoltare una poesia.
  • Microfilia: attrazione sessuale verso persone molto piccole ed esili.
  • Parzialismo: attrazione sessuale specifica verso parti del corpo che non siano i genitali.
  • Poediktoilia: eccitazione all’idea di mostrare il pene di qualcun altro.
  • Podofilia: attrazione sessuale verso i piedi.
  • Pictofilia: eccitazione sessuale derivata dall’idea di usare pornografia.
  • Piquerismo: l’eccitazione sessuale deriva dall’idea di tagliare il corpo del partner.
  • Plushofilia: attrazione sessuale verso i peluche.
  • Pygofilia: attrazione sessuale esclusiva verso le natiche.
  • Pyrofilia: l’eccitazione deriva dall’idea e dalla pratica di usare il fuoco od oggetti infuocati nell’atto sessuale
  • Raptofilia: l’eccitazione deriva dall’idea di violentare qualcuno.
  • Sadismo: eccitazione all’idea di fare del male al partner durante l’atto sessuale.
  • Salirofilia: eccitazione all’idea di sporcare qualcuno durante l’atto sessuale.
  • Stenolagnia: attrazione sessuale verso i muscoli.
  • Stigmatofili: perversione sessuale che riguarda i tatuaggi e i piercing.
  • Teratofilia: eccitazione sessuale verso persone deformate.
  • Toucherismo: l’eccitazione deriva dall’idea di palpare inaspettatamente una persona.
  • Toxofilia: attrazione sessuale verso gli archi.
  • Zoosadismo: eccitazione dall’infliggere danno agli animali o vedere animali che sanguinano.
  • Dendrofilia: attrazione sessuale per gli alberi tanto da volersi congiungere carnalmente con loro.
  • Dismorfofilia: cioè l’eccitamento sessuale derivante da rapporti sessuali con i nani o con persone con handicap fisico.
  • Botulinonia: è l’attrazione sessuale verso salami, salsicce e wurstel, spesso usati come dildo ed introdotti in ano e vagina.
  • Sitofilia: è il desiderio sessuale scaturito dall’unione del cibo al sesso.
  • Tripsolagnia: piacere che deriva da un semplice massaggio alla testa anche durante uno shampoo.
  • Anisonogamia: attrazione sessuale verso partner con grande differenza d’età, molto più anziani o molto più giovani.
  • Gerontofilia o gerontogilia: l’attrazione verso partner maschili vecchi abbastanza per appartenere almeno ad una generazione precedente.
  • Autofilia: l’attrazione sessuale verso se stessi.
  • Efebofilia: l’attrazione sessuale verso gli adolescenti.
  • Bundling: l’eccitamento sessuale derivante dal fare sesso con i vestiti.

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Tutti gli individui cosiddetti normali hanno delle fantasie e mettono in atto delle pratiche sessuali che potrebbero apparentemente sembrare “perverse” ovvero ognuno di noi conserva un nucleo che possiamo anche definire “perverso” che si integra in un processo di personalità e di comportamento che risulta comunque normale.
La linea tra normalità e patologia nella sessualità è sempre legata ad aspetti quali la non esclusività, la non compulsione del comportamento e, ricordiamo, soprattutto al consenso reale dei partner sessuali.
Parliamo infatti di “normalità” delle condotte sessuali quando tale comportamento si svolge innanzitutto tra soggetti realmente consenzienti e non reca disagio, sofferenza o problemi legali (nella cultura di riferimento) a nessuno dei partecipanti all’attività e non rappresenta una condotta esclusiva svolta come una compulsione e non interferisce con lo svolgimento delle attività lavorativa e/o sociale.

Allo stesso modo definiamo il comportamento sessuale “patologico” quando causa anche ad uno soltanto dei partecipanti all’attività, disagio, sofferenza, interferenze con le attività lavorative e/o sociali, quando si compie come una compulsione, quando reca danni, quando causa problemi legali.

Le perversioni (parafilie) sono da distinguere dalle trasgressioni. Mentre le trasgressioni consistono nell’infrangere consapevolmente delle regole personali o sociali ed il soggetto riesce a raggiungere l’eccitazione anche senza di esse, invece la perversione è una fissazione irrazionale di cui la persona ha bisogno per l’eccitazione.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Medico Chirurgo

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