Dipendenza dal porno online: è facile cadere nel vortice della masturbazione compulsiva

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO GIOVANE DISPERATO DI FRONTE A PC NOTEBOOK COMPUTER SMARTPHONE TELEFONINO CELLULARE PORNOGRAFIA VIDEO MASTURBAZIONE DIPENDENZA DOPAMINAI problemi di erezione dell’uomo sono sempre esistiti, fin dalla antichità. L’avanzare dell’età, il fumo di sigaretta, l’abuso di alcolici, la scarsa propensione all’attività fisica costante, ha portato i deficit erettivi tra i più diffusi in tutto il mondo. Negli ultimi anni ho però notato un incremento esponenziale rapidissimo tra i giovani di casi di disfunzione erettile, quasi sempre legato alla dipendenza comportamentale sessuale, in particolare alla visione di pornografia online ed alla masturbazione compulsiva. Questo incremento di disfunzione erettile da dipendenza dal sesso tra i più giovani è andato di pari passo con alcuni fattori che descrivo in questo articolo, che sono stati desunti dai racconti e dalle affermazioni dei miei pazienti maschi, sia di orientamento eterosessuale che omosessuale:

  1. la possibilità per chiunque di accedere a reti internet sempre più veloci;
  2. l’aumento dei siti con streaming di video pornografici con contenuti sempre più estremi e diversificati;
  3. l’aumento di piattaforme che permettono la condivisione e l’acquisto di materiale pornografico in modo diretto, senza intermediari, come OnlyFans;
  4. il fatto che i siti con video pornografici siano accessibili a tutti (di fatto anche ai non maggiorenni), in qualsiasi momento e luogo e lontano da occhi indiscreti;
  5. il commercio di sex toys sempre più realistici (che ricalcano fedelmente pene, ano e vagina) e tecnologici (che simulano il movimento massaggiante di una mano, di una vagina, di un ano o di una bocca). Ultimamente si sta diffondendo inoltre l’uso di costose “bambole gonfiabili robot” iper-realistiche, che in futuro diverranno sempre più economiche, tecnologiche (dotate di intelligenza artificiale) ed accessibili a chiunque (già ora ho riscontrato alcuni casi di quella che ho denominato “dipendenza da bambola gonfiabile” o “dipendenza da sex doll” o “dipendenza da ginodroide“);
  6. la possibilità di poter acquistare i sex toys online, eliminando l’intermediario umano, cosa che in passato non poteva essere fatta (alcuni decenni fa era necessario ad esempio rivolgersi ad un negoziante specializzato per acquistare i sex toys e ciò rappresentava spesso un blocco derivato dalla vergogna, specie nei piccoli paesi);
  7. il processo di secolarizzazione con relativa diminuzione dei tabù sociali e religiosi relativi alla masturbazione;
  8. il fatto che alcuni medici sottostimino ancora molto i problemi di una attività masturbatoria ripetuta più e più volte al giorno ed anzi “sdoganino” la masturbazione come atto salutare con frasi come ad esempio “masturbarsi protegge dal cancro alla prostata”, fatto assolutamente vero, ma che tralascia la non indifferente informazione che farlo troppo spesso può essere la spia di una dipendenza comportamentale sessuale;
  9. il continuo bombardamento sessuale che subiamo inconsciamente dall’ambiente che ci circonda, dai cartelloni pubblicitari per strada fino ai film, dai programmi televisivi alle pubblicità in tv o nei siti internet, fino ai “balletti” e similari presenti su TikTok ed altri social, che mostrano spesso nudità o riferimenti sessuali più o meno nascosti;
  10. la relativa facilità con cui, tramite internet, si può visionare anche immagini e video illegali, come la pedopornografia od il materiale derivato dal revenge porn;
  11. il fatto che – legalmente o illegalmente – sia possibile accedere a video pornografici di alta qualità gratuitamente ed in modo illimitato, tramite siti, canali Telegram, Emule, Torrent…
  12. il miglioramento della definizione e qualità dei video, sia dal punto di vista grafico che sonoro, il quale permette maggiore realismo e quindi aumenta il coinvolgimento da parte di chi lo osserva;
  13. la diffusione di video “POV” (point of view), cioè quei video in cui la ripresa avviene secondo il punto di vista diretto dell’attore maschile. Si tratta dunque di riprese che sono create come se si stesse guardando la scena con gli occhi del protagonista maschile, in prima persona, e ciò aumenta il coinvolgimento e l’immedesimazione di chi guarda il video;
  14. il fatto che un video POV possa essere fruito da uno smartphone, il che dà ancora più l’illusione di essere il protagonista reale della scena, come se fossimo noi stessi a registrare un video sullo smartphone: ad esempio più di un paziente mi ha riferito di masturbarsi vedendo un video di sesso orale POV e mettendo il telefonino davanti al pene, fantasticando che il pene nel video sia il proprio;
  15. la diffusione di video pornografici in lingua italiana, fatto che aumenta il coinvolgimento dello spettatore italiano;
  16. la diffusione di video pornografici amatoriali, che aumentano il realismo dell’atto sessuale visionato e di conseguenza il coinvolgimento dello spettatore;
  17. la diversificazione della tipologia di video: i siti ed i canali hanno varie sottosezioni che permettono facilmente di trovare quello che si cerca ed attingere in un attimo allo stile ed alla scena che più ci interessa;
  18. la diversificazione dei personaggi dei video: i video sono talmente tanti, che ogni utente può facilmente trovare i “protagonisti” che più lo eccitano e lo coinvolgono. Ad esempio, uno spettatore eterosessuale potrà scegliere il video con la donna con le caratteristiche (colore dei capelli, costituzione, forma dei seni e dei glutei, tipo di pelo pubico…) che più lo eccitano sessualmente, ma non solo: se vuole potrà scegliere l’attore maschio con cui può può più facilmente identificarsi (più giovane, più anziano, più grasso, più magro, più basso…). A tal proposito, più di un paziente mi ha riferito di scegliere i video anche in base al tipo di pene dell’attore maschio: un pene più simile al proprio (in fatto di caratteristiche come lunghezza, forma del glande, presenza o meno di circoncisione…), aumenta il coinvolgimento dello spettatore;
  19. la grande quantità di attrici pornografiche: l’uomo etero, grazie ai milioni di video esistenti, ha accesso a svariate partner virtuali che possono essere anche “cambiate” ogni giorno. A causa dell’effetto Coolidge e della tolleranza tipica di ogni dipendenza, ciò porta l’uomo a eccitarsi meno o a non eccitarsi più con la propria partner reale (magari la stessa da anni e magari meno attraenti di un tempo) ed a preferire la visione di video con donne ogni giorno nuove ed affascinanti, il che lo lega ancor di più alla dipendenza. Discorso simile può essere fatto ovviamente per i maschi con orientamento omosessuale;
  20. la possibilità di vedere e rivedere all’infinito un video che ci è particolarmente piaciuto, ad esempio mettendolo tra i “preferiti” o scaricandolo su smartphone o computer;
  21. la possibilità di individuare una attrice preferita e metterla tra i “preferiti”, in modo da poter vedere moltissimi video con lei come protagonista ed essere aggiornati in tempo reale su eventuali nuovi suoi video usciti;
  22. la possibilità di poter (o aver l’illusione di poter) interagire direttamente con la propria attrice pornografica preferita, ad esempio seguendola sui social e mandandole messaggi e like;
  23. la presenza, alla fine di ogni video, di link a video simili che ci portano a vedere sempre nuovi video in linea con i nostri gusti, in un circolo vizioso che favorisce comportamenti ossessivo-compulsivi che solo l’orgasmo può interrompere;
  24. la capacità dei siti pornografici di “ricordare” i video che si sono visti nei giorni precedenti, in modo da consigliarci nuovi video in linea con i nostri gusti;
  25. i costi sempre più ridotti degli abbonamenti ai siti pornografici;
  26. il costo praticamente nullo della visione di video e immagini pornografiche anche senza alcun abbonamento;
  27. l’abbassamento dei costi di connessione ed il loro miglioramento in termini di performance: le connessioni ad internet sono sempre più economiche e veloci, ciò permette a tutti di vedere moltissimi video, caricati rapidamente e con la possibilità di spostarsi tra una scena e l’altra dello stesso video con tempi di caricamento minimi;
  28. l’aumento delle performance dei siti pornografici: i siti specializzati in contenuti pornografici sono oggi più performanti del passato e permettono – ad esempio – sempre più facilmente la visione, senza interruzioni dovuta a tempi di caricamento, di video pornografici ad alta definizione, cosa impossibile fino a pochi anni fa;
  29. la possibilità di fruire in privato e in anonimato di immagini e video pornografici, senza che nessuno possa giudicare il proprio comportamento. L’attività sessuale diviene un “oscuro passeggero” che non conosce nessuno tranne la persona stessa che la pratica;
  30. il fatto che una dipendenza sessuale, nella maggioranza dei casi, non determini alcun sintomo o danno significativo visibile dall’esterno, con il risultato che la dipendenza possa perpetuarsi per anni (peggiorando) e spesso senza che nessuno (mogli, partner, fidanzate, amici, parenti…) possa anche solo immaginare che la vita della persona sia così immersa nella pornografia;
  31. la possibilità di ottenere materiale pornografico eliminando l’intermediario umano, cosa che in passato non poteva essere fatta. Alcuni decenni fa era necessario ad esempio rivolgersi ad un giornalaio o ad un negozio di videonoleggio per ottenere immagini e video pornografici e ciò rappresentava spesso un blocco derivato dalla vergogna e disincentivava la visione compulsiva di materiale pornografico;
  32. l’aumento dello stress, delle pressioni e dello stigma sociale a cui viene sempre più sottoposto il genere maschile negli ultimi anni da stampa, società e politica, che viene “curato” con la masturbazione, un vero e proprio antidepressivo naturale;
  33. la difficoltà dell’uomo medio ad accedere ad una relazione amorosa e/o sessuale, che è andata aumentando negli ultimi anni: ciò lo porta, più spesso che nel passato, a ripiegare in un surrogato del sesso reale;
  34. l’aumentata percezione di paura, per l’uomo, di subire false accuse di violenza sessuale, col risultato di essere portato a preferire la masturbazione ad un rapporto sessuale reale ed ai possibili rischi penali ad esso legato;
  35. la recente diffusione dello smart working, che ha permesso a milioni di persone nel mondo di lavorare da casa, tramite un pc, fatto che “aumenta le tentazioni”. Un mio paziente mi ha recentemente riferito che lui – dalla pandemia in poi – lavora abitualmente da casa con un computer e che, mentre lavora, tiene quasi sempre aperta sul lato dello schermo una finestra con avviato un video pornografico che ogni tanto “sbircia”: lui stesso riferisce che la stessa cosa non sarebbe stata possibile se avesse continuato a lavorare in ufficio, come faceva prima, e che questa cosa ha determinato in lui una riduzione delle performance lavorative;
  36. la presenza di app e programmi su smartphone e pc che facilitano la visione e lo scaricamento di un gran numero di filmati pornografici;
  37. la possibilità di avere supporti di memoria (hard disk, schede di memoria…) di capienza sempre più elevata ed a prezzi sempre più bassi che permettono di salvare sul proprio pc o smartphone, una quantità elevatissima di immagini e filmati pornografici e di poterli vedere anche quando si è offline;
  38. la possibilità di avere internet illimitato sia sul pc di casa che sullo smartphone, che permette di aver accesso ad una quantità di materiale pornografico illimitato;
  39. la diffusione di apparecchi facilmente trasportabili (come smartphone e tablet) che permettono di fruire di video pornografici in qualsiasi luogo e momento, anche in luoghi e momenti inappropriati, ad esempio mentre si guida un automobile o mentre si è a lavoro;
  40. la diffusione di smartphone con schermi sempre più grandi e più definiti che consentono maggiore realismo e coinvolgimento;
  41. il progressivo abbassamento del prezzo di strumenti tecnologici utili a visionare materiale pornografico, come smartphone, tablet, notebook e televisori collegati ad internet (smart tv);
  42. l’aumento delle capacità dell’intelligenza artificiale, sempre più capace di generare deepfake e pornografia sintetica realistica.

Questi fattori – che presi da soli sono in alcuni casi del tutto innocui – in sinergia tra loro hanno permesso (direttamente e/o indirettamente) a chiunque, in barba ai controlli su chi è o non è realmente “maggiore di 18 anni”, di usufruire in qualsiasi momento e luogo di una quantità sterminata di video pornografici sempre più estremi, coinvolgenti e diversificati in base ai gusti. Chiunque può “cacciare” i propri attori, i propri video e le proprie scene preferiti e vedere per ore e ore (masturbandosi in modalità “edging” cioè senza mai raggiungere l’orgasmo e prolungando al massimo il piacere) sterminate quantità di filmati a luci rosse legali o illegali direttamente sul proprio smartphone in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo: sul lavoro, a scuola, mentre si è nella sala d’attesa del dentista, perfino mentre si guida l’automobile o la bicicletta, come riferito da un mio paziente, con grandi rischi sia sociali che penali. Questa cosa non era possibile fino a neanche dieci anni fa, quando, per fruire di un video pornografico, si doveva essere di fronte ad un pc collegato ad internet o, ancor prima nel tempo, di fronte ad un televisore collegato ad un videoregistratore VHS. La tecnologia è avanzata veloce, troppo veloce rispetto alle capacità del nostro cervello di “metabolizzarla” e ciò – legato alla naturale tendenza umana a percorrere le vie neurologiche della “ricompensa”, ha trasformato il masturbatore saltuario e “sano”, in una sorta di eroinomane che può avere una dose di droga sempre maggiore ed assolutamente gratis, dove vuole, quando vuole e con la percezione che quello che sta facendo è assolutamente naturale ed anzi salutare, ignaro dei pericoli. Mutatis mutandis, l’unica vera differenza è che per un masturbatore compulsivo la droga non è l’eroina, bensì la dopamina, che viene secreta in risposta all’eccitazione procurata dalla masturbazione. E badate bene che quando si parla di masturbazione “compulsiva”, non ci si riferisce alla normale masturbazione che avviene “ogni tanto” (che è fisiologica ed assolutamente normale), bensì a quelle situazioni in cui il soggetto è ossessionato dal vedere materiale pornografico e dal masturbarsi periodicamente una o più volte al giorno senza poterne fare a meno (pena l’avere sintomi di astinenza come il nervosismo e l’ansia) e con seri risvolti nella vita sociale, relazionale, professionale e – a volte – penale. La masturbazione compulsiva è una vera e propria dipendenza comportamentale sessuale che a sua volta è una tossicodipendenza dalla dopamina prodotta dal nostro cervello come ricompensa all’atto sessuale, a tal proposito leggi anche:

I bambini con lo smartphone

Il dato più allarmante è però quello che riguarda i bambini. La tecnologia viene usata da soggetti sempre più giovani, ormai è normale vedere un 11enne ad esempio che usa con facilità il suo smartphone con delle possibilità che noi adulti – alla sua età – ci sognavamo. Questo permette ad individui giovanissimi, perfino prepuberi, con una sfera sessuale ancora in fase di sviluppo, di poter accedere a dei siti colmi di video non adatti a loro e che sarebbero in alcuni casi considerati estremi perfino da un adulto, con tutte le implicazioni del caso (oltre al rischio di pubertà sempre più precoce, col rischio di alterazioni ormonali complesse): prevedo che il vero picco di pazienti con masturbazione compulsiva da porno online non corrisponde alla mia generazione (ultraquarantenni), bensì si verificherà con quelli nati dopo il 2000, che sono letteralmente cresciuti a contatto con video pornografici illimitati e la cultura del “la masturbazione fa sempre bene alla salute”. Dal momento che le dipendenze comportamentali sessuali sembrano modificare irreversibilmente alcune aree del cervello di un adulto, immaginate cosa possa fare una dipendenza dal sesso nel plastico cervello di un bambino o di in un adolescente. A tal proposito leggi anche: Pornografia e masturbazione compulsiva danneggiano il cervello: la Sindrome frontale

E non è tutto. Dal momento che i video porno online diventano ogni anno sempre più numerosi e più coinvolgenti, e che le tecnologie per fruire di questi video diventano sempre più “innestate” nella nostra vita (immaginate un futuro di porno-realtà virtuale tramite il metaverso o di porno-ologrammi o ancora di androidi sessuali già ora in commercio, che in futuro saranno sempre più realistici, economici e dotati di intelligenza artificiale), ogni generazione futura – specie maschile – sarà sempre più isolata, meno propensa a rapporti con persone reali (anche a causa di deterrenti come rischio di malattie, rischio di gravidanze, rischio di denunce per violenza sessuale, rischio di “fare cilecca”, eccessivi ed irrealistici standard richiesti per attrarre un partner…) e soffrirà sempre di più di dipendenza da pornografia e masturbazione compulsiva, a meno che questo circolo vizioso non venga spezzato, cosa molto difficile visto che l’industria del porno guadagna miliardi da questa dipendenza e non ha nessuna intenzione di interromperla, un po’ come avviene per l’industria del tabacco o dell’alcol o – illegalmente – per quella della cocaina o dell’eroina. Ciò mi da la certezza che le dipendenze sessuali da pornografia online e da masturbazione compulsiva diventeranno, in pochi anni, le prime malattie psichiatriche per diffusione tra gli uomini nel mondo occidentale.

Le confessioni di un mio paziente masturbatore cronico

A tale proposito è molto interessante leggere alcune confessioni di un mio paziente – in cui forse vi ritroverete – che soffre da anni di masturbazione compulsiva e dipendenza dal porno online, le potete trovare a questo link: Le confessioni di un mio paziente masturbatore cronico

Se credi di avere un problema di dipendenza da porno online e masturbazione compulsiva, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire e risolvere definitivamente il tuo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Sullo stesso argomento:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Perché sbadigliamo e ci stiracchiamo? Perché lo sbadiglio è contagioso?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SBADIGLIO NOIA DORMIRE LETTO SONNOTutti quanti lo abbiamo fatto almeno una volta “in faccia” a qualcuno che ci stava parlando di cose noiose. Oppure lo abbiamo fatto la mattina presto quando preferivamo rimanere ancora un po’ a letto piuttosto che andare a lavoro. Qualcuno lo fa in modo maleducato, senza mettersi la mano davanti alla bocca. Sto parlando di uno dei gesti più antichi dell’essere umano, compiuto mediamente ben 250 mila volte in una vita: lo sbadiglio.

Cos’è uno sbadiglio?

Uno sbadiglio è un atto spontaneo e involontario di profonda inalazione ed espirazione del respiro, fisiologico e compiuto da ogni essere umano a prescindere da razza, sesso e ceto sociale. E’ compiuto anche da molti animali, come pesci, cani, gatti, topi, serpenti, uccelli. È dimostrato che già a 11 settimane di gestazione i feti manifestano contrazioni della bocca accompagnate da un abbassamento della lingua. Spesso è accompagnato da vari gesti di “stiracchiamento” che in gergo medico sono definiti “pandiculazione”.

Come avviene uno sbadiglio?

Bastano circa sei secondi per fare uno sbadiglio. Un’azione ripetuta in media quasi 10 volte al giorno, per un totale di quasi 250mila volte nella vita. Lo sbadiglio si compone di due fasi:

  1. inspirazione: si apre la bocca, si alza la glottide, si contraggono i muscoli costali allo scopo di favorire il passaggio dell’aria;
  2. espirazione: l’aria viene espulsa lentamente e si assiste al progressivo ritorno alla posizione iniziale.

Leggi anche: Le dieci cose che sicuramente non sai sui sogni

Perché si sbadiglia?

Le cause degli sbadigli non sono ancora state del tutto chiarite, anche se ci sono varie ipotesi a riguardo, molte legate all’aumento della disponibilità di ossigeno legato allo sbadiglio.

1) Stress: quando siamo sottoposti a stress, il nostro corpo ha bisogno di più ossigeno e l’ottiene facilmente con uno o più sbadigli;

2) noia: non ancora del tutto chiarito il legame tra noia e sbadigli, tuttavia è un legame forte come l’esperienza di tutti noi può confermare;

3) fame e digestione: durante la digestione il corpo ha bisogno di più ossigeno, ottenuto con uno o più sbadigli. Non ancora del tutto chiarito invece il legame tra fame e sbadiglio;

4) sonnolenza (mattina presto e tarda sera). Anche in questo caso il corpo reclama più ossigeno: la mattina presto dopo la minore ossigenazione durante la notte; oppure al termine di una giornata stancante quando le energie cominciano a latitare;

5) empatia: a volte sbadigliamo senza alcun apparente motivo, solo perché una persona che ci sta accanto ha sbadigliato. Analizzerò meglio la questione nel prossimo paragrafo.

6) attrazione sessuale: sembra incredibile eppure sempre più tesi vanno verso un legame tra sbadiglio ed attrazione sessuale. La correlazione tra sesso e sbadiglio, messa in primo piano da un gruppo di studiosi nel 2012, è documentata già in antichi testi indiani, che paragonano lo sbadiglio a un piccolo orgasmo. Forse lo sbadiglio permette una maggiore ossigenazione dei tessuti in vista di un rapporto sessuale;

7) farmaci: alcuni farmaci, come quelli per curare Parkinson, ansia, depressione, possono provocare una media giornaliera di sbadigli più alta.

Da quanto detto appare chiaro il fatto che lo sbadiglio non sia un segno specifico, bensì un atto che il nostro corpo manifesta in una variegata quantità di situazioni diverse. Eppure le reali cause restano praticamente sconosciute. Come dice Wolter Seuntjens, un accademico olandese considerato il pioniere della chasmology – la scienza che studia gli sbadigli  – «Siamo in grado di mandare un uomo sulla luna, ma non riusciamo a spiegare il più banale degli atti: lo sbadiglio».

Leggi anche: Dormire senza struccarsi invecchia la pelle di dieci anni

Perché gli sbadigli sono contagiosi?

Tutti lo sanno: sbadigliare è contagioso. E’ più probabile che una persona sbadigli dopo aver visto – o anche solo udito! – lo sbadiglio emesso da un’altra persona; questo statisticamente avviene più la mattina presto e la sera. Un recente studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (Università di Pisa) ha fornito la prima evidenza comportamentale che il contagio dello sbadiglio è associato al legame empatico tra le persone. Lo studio ha dimostrato che il contagio segue lo stesso gradiente dell’empatia: è massimo e rapidissimo a manifestarsi nei parenti stretti (genitori/figli/nipoti, fratelli, coppie stabili), decresce negli amici, poi nei conoscenti e raggiunge il minimo negli sconosciuti. Vari studi di tipo clinico, psicologico e neurobiologico suggeriscono e supportano il legame tra contagio dello sbadiglio e empatia. Ad esempio, il contagio inizia a manifestarsi a 4-5 anni di età, quando i bambini sviluppano la capacità di identificare, in modo corretto, le emozioni altrui. Inoltre, il contagio è ridotto o assente in soggetti che presentano disturbi legati all’empatia, come gli autistici ed è positivamente legato ai punteggi soggettivi di empatia basati su test di tipo psicologico. Infine, le aree del cervello legate alla sfera emotiva si sovrappongono, in parte, con quelle coinvolte nella risposta allo sbadiglio, con un possibile coinvolgimento dei neuroni specchio. Curiosità: più si è anziani e meno si sbadiglia per empatia.

Leggi anche: Sognare topi, serpenti, gatti, sangue… Perché alcuni sogni sono ricorrenti e cosa significano?

Sbadigli contagiosi tra uomo e cani

Il contagio dello sbadiglio, con possibili implicazioni empatiche, è stato finora dimostrato negli scimpanzé e nei babbuini gelada. La presenza di contagio tra uomo e cane domestico, considerato capace di un legame empatico con gli umani, è stata ipotizzata, ma i risultati sono controversi.

Perché ci si stiracchia durante uno sbadiglio?

Come precedentemente accennato, l’atto di “stiracchiamento” viene chiamato più correttamente “pandiculazione” ed è un insieme di contrazioni muscolari sinergiche in parte volontarie ed in parte involontarie che di solito – ma non sempre – accompagnano lo sbadiglio, e che portano a “sgranchirsi”. La maggior parte delle volte la pandiculazione coinvolge la testa, la contrazione dei muscoli lombari e toracici (con un caratteristico movimento “petto in fuori”) e lo stiramento degli arti superiori, che nell’atto vengono portati verso l’alto, stirati e con le mani spesso raccolte su se stesse. Lo stiramento può anche localizzarsi agli arti inferiori, con allungamento dei piedi. Il significato della pandiculazione non è ancora stato chiarito, si pensa che il caratteristico movimento del busto permetta al torace di espandersi permettendo ai polmoni di accumulare più aria e determinando una maggiore dinamica nel sangue nelle estremità del corpo dopo che esse sono rimaste inattive, non a caso la pandiculazione accosta gli sbadigli mattutini dopo che per una notte le estremità sono rimaste non attive.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Perché l’uomo tradisce la donna? Dieci uomini raccontano senza censure il loro tradimento

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE UOMO TRADISCE DONNA Tradimento Riabilitazione Nutrizionista Dieta Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Seno Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Vagina HDIn un altro articolo ci eravamo chiesti i motivi per cui le donne tradiscono i loro uomini, vediamo invece oggi quali sono i motivi per cui sono gli uomini a tradire le proprie donne, basati sulle testimonianze e le confessione dei miei pazienti maschi. Attenzione: le testimonianze sono vere e decisamente poco politically correct!

Leggi anche: Perché un uomo sposato tradisce la moglie con un’altra donna o una prostituta?

1) Ho tradito perché ne avevo la possibilità

La donna generalmente quando tradisce cerca un uomo che le dia quello che il proprio uomo magari le dava un tempo ma che ora non le dona più: sicurezza, attenzione, farsi sentire desiderata, farsi sentire amata. Pur potendo essere fatto in modo istintivo, il tradimento nella donna è un processo di solito lento, costruito nel tempo. A noi uomini invece basta un attimo. A noi uomini basta una donna che voglia avere un rapporto sessuale. Questa è la pura verità che in pochi ammettono. Per molti uomini, il solo venire a conoscenza di una donna che voglia avere un rapporto sessuale con loro, è abbastanza per farli tradire. La maggior parte delle donne tradisce quando le manca qualcosa dal rapporto? Noi uomini tradiamo anche se non ci manca nulla dal rapporto.

Leggi anche: Perché la donna tradisce l’uomo? Nove donne raccontano senza censure il loro tradimento

2) Ho tradito per infrangere le regole

Una delle voglie principali degli esseri umani è da sempre ciò che non può avere. Provare il brivido del proibito. “Tradire”, per la sua definizione, implica qualcosa che non si dovrebbe fare. Proprio per questa ragione, la gente vuole farlo e soprattutto gli uomini. Ricordiamoci che il tradimento esiste solo perché noi lo abbiamo inventato, non è una regola universale della natura, come la forza di gravità. La fedeltà è una regola costruita dalla nostra società per motivi sociali. E a noi uomini le regole piace infrangerle.

Leggi anche: Le 5 cose che indicano che stai con qualcuno che ti farà sicuramente soffrire

3) Ho tradito per sentirmi giovane

Un uomo, magari sposato e con figli, può avere tutti gli anni e le responsabilità che volete, ma all’interno è un vulcano che non vede l’ora di riesplodere. L’età che avanza lo spaventa, perché ha paura che il vulcano che è dentro di loro si spenga definitivamente. Per questo, se può, tradisce. E tradisce con una donna possibilmente molto più giovane. Per tornare ad essere il ragazzo che era magari trent’anni prima. Per tornare a far esplodere il vulcano.

Leggi anche: Gli uomini sono per natura poligami e sono attratti da donne giovani: le verità che nessuno ha il coraggio di ammettere

4) Ho tradito per rimettermi in gioco

Qualsiasi uomo, in fondo in fondo, è insicuro. Un buon modo per sfidare sé stesso e ritrovare fiducia in sé è riuscire ad attrarre una nuova donna, magari giovane e considerata una preda ambita da tanti uomini.

5) Ho tradito per rompere la routine

Ogni uomo, specie se fa un lavoro di ufficio da tanti anni e se con la moglie fa sempre le stesse cose, sogna di spezzare la routine con una pazzia. E quale migliore pazzia di un tradimento? Più rottura degli schemi di così!

Leggi anche: Confessare un tradimento e riavvicinarsi al partner dopo averlo tradito

6) Ho tradito per noia e curiosità

Dopo essere stati con la stessa donna per lungo tempo, gli uomini sono costretti dalla società a dimenticarsi cosa voglia dire stare con una donna diversa. Ma sotto sotto, nascosta sotto una noia che l’uomo fa finta di considerare “una bella vita tranquilla”, la curiosità di avere una donna nuova accanto rimane viva. Se capita l’occasione, l’uomo colmerà questa curiosità.

7) Ho tradito per la dopamina e l’effetto Coolidge

Per capire meglio questo punto, leggete questo articolo illuminante (tantissime cose sul tradimento maschile vi appariranno chiare!): Masturbazione compulsiva e dipendenza dalla pornografia online causano impotenza anche nei giovani: colpa dell’effetto Coolidge

8) Ho tradito perché mi hanno spinto i miei amici

Situazione tipo: una vostra bella collega di lavoro vi fa chiaramente capire che farebbe sesso con te. Tu però sei sposato e non vuoi tradire tua moglie. I tuoi colleghi iniziano a pressarti con “se te la lasci scappare sei pazzo”, “ma che sei diventato gay?”, “ogni lasciata è persa”. Ed ecco che tante certezze, giorno dopo giorno, possono cadere. L’amicizia tra uomini è una cosa particolare! Gli amici possono convincere un uomo a tradire con molta facilità. Un uomo con degli amici singles, potrebbe essere inavvertitamente persuaso a tradire, semplicemente ascoltando le avventure sessuali degli amici, che fanno risvegliare in lui curiosità e quel vulcano prima citato.

Leggi anche: Uomo egoista a letto: cosa fare e come comportarsi?

9) Ho tradito perché è la natura che mi spinge a farlo

La natura ha dato alle donne un numero limitato di ovocellule: la donna tenderà per sua natura a ricercare un numero limitato di partner che abbiano grandi qualità. La natura ha dato all’uomo un numero di spermatozoi virtualmente infinito: l’uomo cercherà per sua natura a ricercare un numero virtualmente infinito di partner. Per la donna la ricerca è “qualitativa”, per l’uomo è “quantitativa”. Tutto qui. L’uomo è stato programmato per spargere il proprio seme il più possibile per assicurare la continuazione della specie umana. Da quel giorno, l’umanità non si è semplicemente evoluta abbastanza per far si che gli uomini ignorino completamente questo impulso. Per alcuni versi, gli uomini sono come dei cani addomesticati. Potete insegnare al cane a non abbaiare. Potete portarlo ad un livello di obbedienza dove sia condizionato a non abbaiare. Ma se qualcuno bussa alla porta, probabilmente abbaierà ugualmente.

Leggi anche: Quando una storia d’amore subisce un duro colpo, può tornare come prima?

10) Ho tradito perché la mia partner è perfetta

Sembrerebbe una affermazione senza senso ma non è così. Quando un uomo tradisce una donna, quest’ultima potrebbe in alcuni casi sentirsi responsabile. Comincerà magari a chiedersi “cosa ho fatto mancare al mio uomo, tale per cui lui l’ha cercata in un altra?”. La realtà è un’altra. In molti casi in cui un uomo tradisce, non è stato un errore della donna, ma semplicemente una specie di sorte inevitabile. Le donne hanno la tendenza ad analizzare troppo il perché gli uomini tradiscono. Come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, spesso le donne tradiscono per cercare qualcosa che l’uomo le fa mancare e pensano che la stessa cosa accada per l’uomo. Non è così. La donna può essere perfetta e non far mancare nulla al marito, ma l’uomo la può tradire lo stesso. L’uomo, inoltre, non utilizza il tradimento come uno strumento di vendetta come spesso fa la donna. Lo fa perché il vulcano è sempre attivo, appena c’è la possibilità di eruttare.

Se sei stato tradito o tradita dalla tua partner o dal tuo partner ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a gestire ed a superare questo brutto momento.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Stupra una ragazza: “Pensavo piangesse per il mio pene troppo grosso”

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma STUPRA PENE TROPPO GROSSO Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio Pene Vagin.jpgUn agente di cambio di 26 anni, sotto l’effetto di alcol e droghe, ha stuprato una donna di 29 anni. Daniel Green, questo il suo nome, è inglese ed è stato condannato a sei anni di prigione per la violenza. Questa storia ha avuto un clamoroso risalto nel Regno Unito soprattutto per quanto affermato dallo stupratore nel corso della difesa in tribunale. Green, infatti, ha ammesso di aver notato che durante l’atto sessuale la donna piangeva, ma ha detto che credeva che le lacrime fossero dovute alle “eccessive dimensioni” del suo pene. Il giovane ha dichiarato: “Stavo ballando tra i tavoli, quando mi sono accorto di questa ragazza che dormiva sotto una scrivania. Mi ha detto che non aveva soldi per il taxi che l’avrebbe dovuta portare a casa”, ha raccontato Continua a leggere

Sesso e AIDS: l’HIV si trasmette anche tramite il sesso orale

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA ABBRACCIO MATRIMONIO MASTURBAZIONE ORGASMO (2)L’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è una patologia ancora oggi molto diffusa che colpisce più di 30 milioni di persone nel mondo (due terzi dei quali solo nel continente africano) e, nonostante i progressi fatti nel suo trattamento, rimane una patologia insidiosa e molto temibile. Il contagio da virus dell’AIDS (cioè il virus HIV) avviene oggi prevalentemente (ma non esclusivamente) per via sessuale, a causa di rapporti non protetti: l’HIV si trasmette attraverso il sangue, lo sperma e i fluidi vaginali. L’occasione di scrivere questo articolo me l’ha fornita la lettura di un numero della rivista scientifica “Journal of Virology” dove si parla proprio di HIV associato al sesso orale. Ecco una panoramica sui rapporti a rischio e sulle pratiche sicure.

Penetrazione vaginale

Il rapporto sessuale con penetrazione vaginale è a rischio per entrambi i partner: l’HIV è presente sia nello sperma maschile che nei fluidi vaginali; tuttavia, il rischio di contagio è maggiore per le donne che fanno sesso con uomini sieropositivi. Il preservativo protegge se utilizzato correttamente dall’inizio del rapporto.

Leggi anche: HIV e AIDS: come, dove e quando si eseguono i test per la diagnosi?

Penetrazione anale

Il rapporto con penetrazione anale è quello più rischioso: la mucosa anale è delicata e – data la la minore lubrificazione – più soggetta a lesioni e microtraumi; inoltre è più facile che lo sperma contenente virus entri nella circolazione sanguigna. Il rischio è minore – anche se comunque presente – per chi penetra: il virus può infatti passare dall’ano attraverso l’uretra. Anche in questo caso il preservativo, usato correttamente dall’inizio del rapporto con un lubrificante adatto, protegge. Il fisting, cioè la penetrazione anale col pugno, è considerata a rischio perché il virus potrebbe trasmettersi attraverso lesioni cutanee.

Leggi anche: In un rapporto orale dove va a finire e cosa accade allo sperma ingoiato? Può dare problemi alla salute?

Sesso orale

Veniamo ora al principale tema di questo articolo. Molti giovani mi chiedono speranzosi se un rapporto sessuale orale li tiene al sicuro da un eventuale contagio. Mi dispiace deludervi ma purtroppo non è così. Ovviamente il rischio di contrarre l’HIV tramite un rapporto orale è statisticamente più basso rispetto ad un rapporto vaginale ed estremamente più basso rispetto ad un rapporto anale, tuttavia questo rischio è comunque presente. La fellatio (stimolazione orale del pene) è a rischio per chi la pratica: l’HIV presente nello sperma potrebbe trasmettersi attraverso la mucosa orale, soprattutto in presenza di microtraumi. Se il vostro è un partner occasionale è consigliabile praticare la fellatio con il preservativo o, per abbassare il rischio, evitare almeno di accogliere il suo sperma nella vostra bocca. So che con questo consiglio potrei rovinare il week end a tanti maschietti ma… non si scherza con una patologia come questa! Anche senza il contatto diretto tra sperma e mucosa orale, questo tipo di rapporto è comunque a rischio quando sia sul pene che sulla mucosa siano contemporaneamente presenti delle ferite, specialmente se ancora in fase di sanguinamento.

Il cunnilingus (stimolazione orale dell’organo genitale femminile) è a rischio: le secrezioni vaginali possono contenere il virus HIV, che può essere trasmesso – come per la fellatio – tramite la mucosa orale. Il cunnilingus è da evitare durante le mestruazioni. L’utilizzo di una ‘diga’ (una striscia in lattice che si può ottenere da un preservativo) come barriera limita il rischio.

L’anilingus (stimolazione orale dell’ano, chiamata anche ‘rimming’) è una pratica considerata a rischio non solo riguardo l’HIV, ma anche per altri tipi di infezione. Ricordatevi infatti che tramite questo e tutti gli altri tipi di rapporto sessuale fin qui elencati, c’è la possibilità di contrarre una grandissima quantità di patogeni e molte tipologie di malattia sessuale. L’anilingus può rappresentare un mezzo di contagio e può essere ancora più pericoloso se effettuato dopo un rapporto anale, proprio perché durante la penetrazione l’ano può lacerarsi e sanguinare e ciò è ovviamente rischioso.

Leggi anche: E’ possibile rimanere incinta con il coito interrotto?

Altre brutte notizie

Per alcuni scienziati il rischio nella fellatio si estenderebbe addirittura oltre la trasmissione in presenza di microtraumi al pene e alla mucosa orale.  Il Dr. Xuan Liu dell’Università di Los Angeles ha infatti realizzato uno studio che tenderebbe a dimostrare la base scientifica di alcuni contagi definiti “probabili da fellatio”, anche se il medico sostiene che si tratta della via di contagio meno rischiosa. Tutti conosciamo bene il rischio nel caso in cui la bocca o il glande e le mucose presentino delle micro lesioni impossibili da vedere ad occhio nudo, come ad esempio in caso di gengiviti. Tuttavia, anche senza tagli né irritazioni nella bocca, il virus dell’HIV, secondo lo studio realizzato per la prima volta dai ricercatori americani, può infettare i tessuti. Lo studio ha riguardato una cinquantina di reperti di tessuti orali provenienti da una cinquantina di pazienti sieronegativi. Tutti questi tessuti sono stati esposti a diversi tipi di virus HIV che sono riusciti ad infettarli attraverso cellule chiamate cheratinociti e che sono presenti sulla superficie dei tessuti della bocca. Da questi tessuti l’infezione passa poi nel sangue. Insomma, nonostante si sia sempre detto che la via orale, senza eiaculazione, risulti essere la meno pericolosa per il contagio da HIV, resta il fatto che un rischio concreto ora è stato dimostrato scientificamente. L’uso del preservativo nel rapporto orale diventa così più che consigliato e non dimentichiamo inoltre che il rapporto orale è comunque rischioso per altri tipi di malattie a trasmissione sessuale. Sulla possibilità di trasmissione dell’HIV attraverso la fellatio vi è comunque un dibattito tra chi considera questa pratica a rischio di trasmissione dell’HIV e chi sostiene che la possibilità sia solo teorica (plausibilità biologica).

Leggi anche: Il liquido pre-eiaculatorio può indurre gravidanza e trasmettere l’HIV?

Come non si trasmette l’HIV?

Il virus HIV non si trasmette:

  • abbracciandosi (fermo restando che il contatto tra due ferite sanguinanti può tecnicamente essere fonte di contagio);
  • accarezzandosi;
  • baciandosi;
  • masturbando il partner, a condizione che lo sperma o le secrezioni vaginali non vengano a contatto con ferite aperte;
  • scambiandosi vibratori o altri “sex toys”, a condizione che si rispettino elementari norme igieniche, come lavarli con un disinfettante prima e dopo l’uso; l’ideale sarebbe mettere un preservativo sull’oggetto e sostituirlo ad ogni nuova penetrazione.

Per approfondire:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Il sesso è davvero importante in una coppia?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO SESSO COPPIA BACIO AMOREAlcune persone pensano che il sesso sia sopravvalutato, mentre altre ritengono che ci siano moltissime ragioni per cui è estremamente importante. Il sesso, in realtà, è un aspetto fondamentale della vita di coppia, anche se non tutti vi danno lo stesso peso: molti problemi di relazione dipendono proprio dalla poca importanza che danno al sesso o alla frequenza con cui si dovrebbero avere rapporti sessuali. Le coppie di qualsiasi età che sono soddisfatte del loro rapporto, è difficile che non abbiano una buona intesa e vita sessuale, mentre coppie che non hanno rapporti sessuali sono spesso – anche se non sempre – infelici e frustrate e statisticamente tendono più facilmente a divorziare.

Parametri “normali”? Nel sesso non esistono

Pur non esistendo dei veri e propri parametri di normalità, in genere viene considerata una coppia “senza sesso” quella che ha rapporti sessuali non oltre le dieci volte l’anno, tuttavia ogni coppia è diversa. Alcune coppie felici hanno in media 3 o 4 rapporti sessuali al mese, ma questo dipende da coppia a coppia, da come si mantiene l’impulso sessuale negli anni e da molti altri fattori. La stessa importanza che viene data al sesso può cambiare nel tempo: non mi dite che l’importanza che date al sesso a 20 anni è la stessa che gli dedicate a 70! In una coppia si trasforma e cambia anche il modo di praticarlo, così come cambiano altri aspetti della relazione. In ogni caso conoscersi e conoscere l’altra persona è un lavoro che non finisce mai, quindi non bisogna dare per scontate questioni importantissime per la vita di coppia, come la sessualità. La cosa fondamentale è continuare ad ascoltare e ad imparare l’uno dall’altro.

Leggi anche:

Sesso vitale, distingue gli amici dalle coppie

Non esistono “leggi” nel sesso, quindi non c’è ragione di sentirsi in colpa perché si chiede ciò che si vuole o perché non si desidera quello che l’altro chiede: la vera legge dei rapporti è che la comunicazione è fondamentale. Parlare è il modo migliore per risolvere i problemi, specie in campo sessuale. Affinché un rapporto di coppia funzioni per quanto riguarda la sessualità, è necessario parlarsi senza sentirsi in colpa, spiegando con calma i propri desideri e quello che eventualmente si considera una mancanza da parte del partner. Solo così i rapporti sessuali potranno essere davvero piacevoli e, di conseguenza, aumenterà anche la loro frequenza e, quasi sicuramente, ciò aumenterà l’intesa della coppia. In un rapporto di coppia, infatti, di solito l’unica cosa che si condivide in modo esclusivo è il sesso, cioè il sesso è ciò che rende la relazione di coppia diversa da quella tra due amici, quindi è importante che esista intesa sessuale, affinché la coppia funzioni. Nella coppia, inoltre, il sesso è molto più che divertimento, infatti richiede un profondo livello di comunicazione. Il sesso nella coppia richiede di parlare di questioni emotive intime, richiede di conoscere l’altro, di sapere cosa lo fa stare bene, di rispettarsi a vicenda, di dare e ricevere, arrivando ad un alto livello di fiducia reciproco.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma DIMENSIONI PENE CONTANO CONFESSIONI Riabilitazione Medicina Estetica Nutrizionista Sesso Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Pressoterapia Linfodrenaggio AntifumoAscoltando amici e pazienti maschi, appare chiaro come la maggior parte degli uomini – anche quelli più sicuri di sé – siano in segreto fondamentalmente insicuri riguardo alle dimensioni del loro pene in erezione.
Ricordo che in Italia la lunghezza media del pene in erezione misurata a partire dal pube è di circa 15 cm e circa 13 cm di circonferenza, il che è sicuramente un dato elevato se messo in comparazione con la mappa mondiale della lunghezza del pene che potete vedere cliccando qui.

La diplomazia delle donne

Nonostante il fatto che gli uomini abbiano nella maggioranza dei casi misure assolutamente normali e più che sufficienti per soddisfare una donna (la vagina è sensibile soprattutto nei primi 7 cm!), ogni uomo pagherebbe una fortuna per sapere quello che veramente pensano le donne riguardo alle dimensioni del proprio pene. Dico “quello che veramente pensano”, perché di solito le donne sono molto diplomatiche quando gli viene chiesto se per loro le dimensioni del pene contano o no a letto, rispondono infatti: “le dimensioni non contano”, “basta saperlo usare” e frasi di questo tipo, che mi appaiono piuttosto false e “di circostanza” (qualcuno direbbe “bluepill”). Negli ultimi tempi ho perciò raccolto una serie di testimonianze reali tra le mie pazienti donne, a cui ho chiesto di essere assolutamente sincere. Le riporto oggi, a distanza di circa due anni da quando ho iniziato a raccoglierle, dividendole in due categorie caratterizzate da un campione di donne tra 19 e 39 anni ed un altro campione tra 40 e 65 anni. Scopriamo quindi cosa pensano realmente le donne, più giovani e meno giovani, riguardo alle dimensioni del pene (e non solo), assolutamente senza censure eccetto per poche piccole variazioni che ho introdotto per rendere più chiaro il pensiero, variazioni che però non modificano il senso della risposta.

CAMPIONE DI DONNE TRA 19 E 39 ANNI

1) Ilaria (23 anni, studentessa, impegnata). Il pene deve essere grande, un pene piccolo mi fa iniziare male un rapporto sessuale. Ovvio che se poi l’uomo lo sa usare bene un po’ il problema passa in secondo piano ed il rapporto può essere bello uguale, ma se ci spogliamo e durante i preliminari lo vedo piccolo, questo mi condiziona un po’ in modo negativo per il seguito, e non solo per il rapporto sessuale, ma proprio per l’intera storia con lui. Vedere che lui possiede un pene grande invece mi dispone bene anche se non è sicurezza di sesso piacevole. Una cosa importante è che sia pulito e non apprezzo chi si depila del tutto.

2) Marta (31 anni, impiegata, coniugata). Il pene deve essere sicuramente grande ma non deve essere troppo lungo altrimenti, se spinge troppo in profondità, mi fa addirittura male. Un pene piccolo non è la fine del mondo, ma se posso scegliere preferisco un pene più grande perché mi ispira più virilità. La grandezza dei testicoli è indifferente, basta che non siano minuscoli. Non mi piace quando lo sperma è amaro. Il pene più piccolo è quello di un mio ex che lo aveva tipo sui 12 cm, però almeno lo sapeva usare bene! Preferisco un pene circonciso.

3) Martina (37 anni, libero professionista, divorziata). Un pene sopra la media, dai 17 cm in su, mi ispira sesso migliore. Però la lunghezza non è l’unica cosa importante: la pelle del pene deve essere curata e non mi piacciono i peli troppo lunghi. Poi se è troppo lungo, l’uomo pensa che basti questo per farmi godere e non si impegna. Importante: l’erezione deve essere forte, devo sentirlo “duro”, può essere grande ma se non rimane in erezione a lungo, ci faccio poco.

4) Veronica (26 anni, studentessa, single). Mi piace un pene più grande, la lunghezza è meno importante anche se deve essere almeno nella media, quello che più mi importa è la circonferenza perché un pene grosso di circonferenza mi riempie di più quando mi penetra. Certo, se è largo ma corto non è che mi vada molto bene. I testicoli devono essere “pieni”. Anche un glande grosso mi ispira “pienezza” anche se deve essere grande ma proporzionato: non mi piace quando l’asta è secca ma il glande è grosso, meglio proporzionati. Deve essere anche duro per il tempo sufficiente.

5) Ilaria (19 anni, studentessa, single). Mi piace un pene più grande della media ma non enorme, se è troppo grosso rischia di darmi dolore quando mi penetra. Deve essere curato: anche se è un bellissimo pene, mi da fastidio se ha odore di sudato o se lo apro ed è sporco. Non deve venire subito altrimenti non ho neanche il tempo per eccitarmi. Mi piace depilato ma non troppo, qualche pelo deve averlo! Il pene deve essere “bello”, ma anche se il pene è bello, mi eccita poco se il suo proprietario non è esteticamente carino.

6) Giulia (39 anni, impiegata, impegnata). Il pene più grosso è meglio anche se quando è troppo lungo può farmi male se arriva troppo in profondità. Mi piace depilato su asta e testicoli ma peloso sul pube. Mi piace con una grande circonferenza perché mi “riempie” anche se un pene “grosso” può essere difficile da gestire nel sesso orale e anale. Il pene deve essere pulito. Preferisco un pene non circonciso.

7) Tania (33 anni, disoccupata, coniugata). La lunghezza è importante, ma meglio la circonferenza. Tra un pene lungo e “magrolino” ed uno corto e grosso preferisco il secondo, certo che è meglio uno abbastanza lungo e molto grosso. Un pene con grande circonferenza lo “sento” di più. I testicoli non li noto troppo a meno che non siano piccoli il che non è un belvedere, ma meglio quelli piccoli e non il pene che il contrario. Preferisco i peli all’uomo depilato, mi dà più l’idea di uomo, anche se è meglio evitare l’effetto moquette.

8) Marta (27 anni, impiegata, impegnata). Il pene più grande con cui ho fatto sesso misurava, a quello che lui diceva, 20 cm: non so se avesse detto un dato reale, ma in effetti era molto grande tanto che quando spingeva a volte mi faceva dolore ed ero costretta a dirgli di non metterlo fino alla base. Quello più piccolo non saprei di quanti cm era, però non era così bello a vederlo. Forse è migliore un pene nella media o poco di più, sicuramente pulito e che non puzzi. Poi bisogna saperlo usare, non è importante che l’erezione duri troppo: mi piacciono rapporti brevi ma intensi. Preferisco un po’ depilato ma non troppo.

CAMPIONE DI DONNE TRA 40 E 65 ANNI

Per leggere le interviste alle mie pazienti del secondo gruppo (tra i 40 ed i 65 anni) riguardo alle dimensioni del pene, leggi la seconda parte dell’articolo: Le dimensioni del pene contano o no? Le confessioni senza censura delle mie pazienti (seconda parte)

CONSIDERAZIONI FINALI E I CONSIGLI DELLE DONNE

Per leggere le considerazioni finali ed i consigli delle mie pazienti riguardo alla lunghezza del pene, leggi questo articolo: Le dimensioni del pene contano o no? I consigli delle mie pazienti

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Depressione post coitale: perché le donne piangono dopo aver fatto l’amore? Cause e cura

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA TRISTE DEPRESSIONE PIANTO PIANGERE TRISTEZZA BIANCO E NERATra gli uomini è un fenomeno estremamente raro, tra le donne è invece molto più diffuso di quello che si pensi, almeno a giudicare da quello che mi riferiscono le mie pazienti donne: sto parlando del pianto dopo l’orgasmo o del pianto che segue un rapporto anche quando la donna non raggiunge l’orgasmo. La prima cosa che mi sento di fare è rassicurare gli uomini all’ascolto: il pianto post rapporto non deve spaventare gli uomini né farli sentire inadeguati o in colpa per aver fatto qualcosa di male nei confronti della partner, perché la maggior parte delle volte è un pianto che semplicemente incornicia una emozione fortissima provata dalla donna durante il rapporto. Altre volte però, il pianto della donna dopo il sesso può essere il sintomo del “post sex blues” anche chiamato “depressione post coitale”. Analizziamo bene i vari scenari possibili.

Leggi anche: Perché si piange? Per quale motivo si piange di gioia, di dolore e dal ridere? A che servono le lacrime?

La donna piange dopo il rapporto per il troppo piacere

Alla volte, le lacrime possono essere provocate dalla forte intensità del momento, da gioia e commozione, da un piacere così intenso e profondo che arriva a far piangere. Del resto le donne, molto più che gli uomini, si esprimono anche con il pianto e le lacrime possono essere un modo proprio per esprimere la forte emotività del momento. Piangere mentre si fa l’amore o dopo può essere il modo naturale attraverso il quale una donna manifesta le proprie emozioni.

Il pianto liberatorio dopo il sesso

Spesso per la donna il pianto dopo l’orgasmo è un pianto liberatorio: durante il rapporto intimo c’è la tensione verso il piacere, con il raggiungimento del piacere ci si lascia completamente andare e dopo possono arrivare le lacrime. La tensione si scioglie all’improvviso dopo il picco del piacere, la donna entra in una “fase nuova” del momento e subentra uno stato di profonda emotività.

La donna piange perché l’uomo si allontana dopo il sesso

Quando una donna è profondamente innamorata del proprio compagno, il momento immediatamente successivo al raggiungimento dell’orgasmo può essere vissuto come una sorta di perdita: il culmine del piacere è stato raggiunto e la donna e l’uomo si sono disgiunti, una sensazione che potrebbe essere vissuta dalla donna come un incanto che si spezza, da qui la malinconia e la tristezza che possono portare alle lacrime. Il suggerimento per gli uomini, in questi casi, è di stare vicino alle proprie compagne ed abbracciarle, in modo che il contatto fisico e l’intimità non si interrompano.

Leggi anche: Quali sono le differenze tra orgasmo vaginale e clitorideo?

La donna piange per il post sex blues o depressione post coitale

Il pianto post-orgasmo può dipendere anche da uno stato diverso dalla semplice liberazione emotiva o dalla commozione. Si può verificare nella donna, dopo il raggiungimento del piacere, un profondo stato di tristezza, una sensazione di solitudine, fino ad arrivare all’angoscia, chiamato dagli psicologi “post sex blues” o “depressione post coitale”.

Da cosa è causata la depressione post coito?

Questo particolare tipo di depressione non dipende necessariamente dal rapporto sessuale in sé, che può essere stato molto appagante, né dalla relazione di coppia, che può essere soddisfacente. Ma allora perché avviene? Alla base di questo transitorio stato di depressione, che può portare al pianto, ci può essere una causa fisiologica ed una componente psicologica, che possono essere anche presenti contemporaneamente:

  • causa fisiologica: la tristezza post-orgasmo può essere scatenata dal brusco calo delle endorfine nel sangue che hanno raggiunto l’apice durante l’orgasmo per poi precipitare subito dopo, dando una sensazione di abbattimento relativo, prima di ritornare sui livelli normali;
  • cause psicologiche: la componente psicologica può essere molto variegata, tuttavia la maggior parte delle volte il pianto viene provocato da un crollo psicologico che si verifica nella donna dopo il rapporto sessuale a causa della tensione e dell’ansia da prestazione accumulate prima e durante il rapporto. Alla base di questa componente vi è una mancanza di autostima da parte della donna.

Leggi anche: Micropene: quanto misura, complicazioni, c’è una cura?

I consigli per superare la depressione post coitale?

Di solito il post sex blues” è transitorio: tende a sparire completamente in pochi minuti. In ogni caso è importante imparare a riconoscerlo e capirne le origini, così come parlarne con il partner per non farlo sentire a disagio o inadeguato. Quando la tristezza e il pianto post-orgasmo dipendono da cause psicologiche si possono mettere a punto delle strategie per contenerli, come chiedere al proprio partner vicinanza, coccole e rassicurazioni. Quando invece alla base ci sono cause fisiologiche occorre imparare ad accettarle senza giudicarle e spiegare bene al partner quello che sta succedendo, in modo da non farlo sentire inutilmente responsabile. L’importante è la condivisione di coppia e affrontare insieme anche queste situazioni. Se notate che la depressione post coitale non accenna a diminuire dopo alcuni minuti e prosegue durante la giornata, potrebbe essere utile l’intervento di uno psicoterapeuta o di un medico.

Se credi di soffrire di depressione post coitale ed hai bisogno di supporto, prenota subito la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a superare questo problema.

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PRENOTA UNA VISITA CONTATTI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano Pene

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!