Liquido seminale (sperma) trasparente ed acquoso: cause e cure

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRUn cambiamento nell’aspetto, nel colore o nel volume dell’eiaculato può essere un segno di una condizione o patologia che riguarda testicoli, vescichette seminali, vie urinarie, vescica e/o prostata. Il liquido seminale normalmente eiaculato durante l’orgasmo ha un aspetto bianco grigio opalescente ed è abbastanza omogeneo, viscoso e denso. Il liquido seminale è composto da una parte liquida (il plasma seminale, prodotto principalmente dalla prostata) e da una parte solida, che sono gli spermatozoi (prodotti dai testicoli). Quando ci appare molto trasparente e/o liquido potrebbe essere caratterizzato da una concentrazione di spermatozoi molto scarsa (e ciò potrebbe essere correlato a cattiva spermatogenesi e problemi di infertilità/sterilità) o da altre cause che riguardano le vie genitali. Vediamo ora in quali casi lo sperma, altro modo in cui viene chiamato il liquido seminale, può cambiare aspetto e diventare meno denso.

Frequenza dell’eiaculazione

E’ importante ricordare che è normale che lo sperma tenda a risultare sempre più liquido e meno opaco (ma mai completamente trasparente!) quando si verificano varie eiaculazioni in un arco di tempo piuttosto ristretto. Lo sperma cambia in caso di eiaculazioni frequenti poiché scarso di spermatozoi: questi impiegano almeno 60 giorni per maturare nei testicoli ed in caso di rapporti o masturbazioni con eiaculazione non c’è tempo di raggiungere la densità media che ne caratterizza l’aspetto abituale. Spesso per risolvere il problema è sufficiente far passare più tempo tra una eiaculazione e l’altra. Anche la masturbazione ripetuta più volte ogni giorno, può rendere le ultime eiaculazioni molto più liquide. Per approfondire:

Dieta

A dare le caratteristiche fisiche a questo fluido del corpo maschile, possono contribuire vari fattori. Ad esempio, poiché il colore bianco è dato principalmente dalle proteine, questo potrebbe risultare più chiaro e trasparente se l’uomo ha una dieta povera di proteine. Per approfondire: Come avere un’eiaculazione più abbondante e migliorare sapore, odore, colore e densità dello sperma?

Non confonderlo col liquido pre-eiaculatorio

Non bisogna confondere però lo sperma con il liquido pre-eiaculatorio: questo è presente sul pene già dal momento dell’eccitazione (è prodotto dalla ghiandola di Cowper) e serve a lubrificare durante la penetrazione. Questo liquido è decisamente trasparente e benché possa contenere spermatozoi, di fatto non è sperma. Per approfondire: Il liquido pre-eiaculatorio può indurre gravidanza e trasmettere l’HIV?

Età avanzata

Lo sperma cambia fisiologicamente negli anni ed è normale, superati i 50 anni, notare una progressiva diminuzione della quantità dello sperma e della sua densità. Per approfondire: Come cambia lo sperma negli anni? Quantità, consistenza ed altre caratteristiche

Diminuzione del numero di spermatozoi

Una anomala produzione di spermatozoi potrebbe indicare una malattia dei testicoli, una patologia endocrinologica o altra condizione che impedisce alle gonadi maschili di procedere con la spermatogenesi, cioè il processo che porta alla formazione degli spermatozoi. Ad esempio anche un varicocele può innalzare eccessivamente la temperatura a livello dello scroto e rendere difficile la creazione degli spermatozoi, col risultato che lo sperma apparirà più liquido e trasparente. La prima cosa da fare in caso di anomalie del liquido seminale, è lo spermiogramma, seguito da un controllo del PSA, nell’ambito di una visita andrologica. Per approfondire, leggi questi articoli:

Cure

Come abbiamo visto, le cause di sperma trasparente o eccessivamente liquido sono diverse, quindi non esiste una cura unica che funzioni in tutti i casi. In genere il problema dello sperma troppo liquido si risolve con delle brevi terapie con integratori alimentari o farmaci. È comunque necessario – soprattutto se il problema si presenta spesso ed in giovane età – farsi visitare immediatamente dal proprio andrologo. Il medico effettuerà la diagnosi grazie alla visita e ad eventuali esami (come lo spermiogramma) per individuare il problema, ammesso che esista, e solo in base ai risultati degli esami prenderà provvedimenti adeguati per curare la causa a monte che lo ha determinato. Si tratta di un problema comunque molto comune, che colpisce almeno una volta praticamente tutti gli uomini in età fertile. Solo in rari casi sarà necessaria una terapia chirurgica, ad esempio in caso di varicocele o problemi relativi alla prostata, come l’iperplasia prostatica benigna o il cancro della prostata.

Integratori per migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la quantità/qualità dello sperma e la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto:

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Differenze tra menopausa ed andropausa: come cambia la sessualità nell’uomo e nella donna

MEDICINA ONLINE UOMO IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE SESSO ANDROPAUSA CRISI DI MEZZA ETA QUANTO DURA SINTOMI DEPRESSIONE COPPIA AMORE MATRIMONIO PENE SESSUALITATerza età e sessualità possono andare d’accordo, nonostante si sappia che tornare a rivedere le regole del sesso, alla luce degli evidenti cambiamenti che intercorrono per l’avanzare degli anni, in certi casi, specie quando si presentano i primi disturbi, non è così facile. Più spesso la tentazione di “metterci una pietra sopra” sia per gli uomini che per le donne, sembra essere la via più semplice da percorrere, precludendo invece il benessere completo a entrambi, reciprocamente. Con il passare degli anni all’uomo e alla donna accadono dei mutamenti fisici, psicologici e ormonali che alterano la rispettiva predisposizione alla vita sessuale: per le donne si parla di menopausa, per l’uomo invece si comincia a parlare di andropausa.

Menopausa

La menopausa si presenta in genere in una età che va dai 45 ai 55 anni e porta con sé per la donna una serie di cambiamenti fisici importanti: finiscono le mestruazioni, diminuisce il livello di ormoni estrogeni e progesterone, aumentano gli ormoni prodotti dalla ghiandola ipofisaria. Con la menopausa compaiono le prime rughe, la pelle cede leggermente per diventare più molle e tenera, il colorito di corpo e viso sono meno rosei e diventano più pallidi o più scuri a seconda della carnagione, in genere possono accadere dimagramento o aumento del peso, a seconda della personale predisposizione e una distribuzione diversa dei grassi sul corpo. Se si trattasse solo di questo non se ne risentirebbe a livello sessuale: il problema più difficile da superare è quello legato alla lubrificazione della vagina e al trofismo della muscosa vaginale, che non essendo più stimolata dall’ovulazione non necessita di predisporsi alla riproduzione, come anche a causa del cambiamento della produzione ormonale si possono verificare episodi di sudorazione e di svenimenti, che possono causare fastidio nei momenti più delicati. Invece, al contrario, per la donna potrebbe essere piacevole riscoprire insieme al suo partner il piacere del sesso a cuor leggero, senza la preoccupazione della procreazione, legata solo all’esclusivo piacere, da rivivere con la stessa delicatezza della prima volta, ascoltando i diversi ritmi del ciclo del corpo e dedicandosi più all’amore che non alla passione smisurata.

Andropausa

L’uomo entra in andropausa a partire dai 50 anni (in alcuni casi anche in modo precoce intorno ai 40/45 anni), che però per il maschio non si manifesta con segni evidenti e forti come nella donna. L’uomo produrrà a partire dai cinquant’anni in poi sempre meno testosterone, un fatto che potrebbe portarlo ad avere un ciclo del desiderio più fiacco, ma niente affatto improduttivo, il maschio in andropausa non perde la capacità di procreare. Il maschio che avverte il calo del desiderio necessita di tempi più lunghi per arrivare all’eccitazione, un fatto però che non si accoppia male con la donna in menopausa, che necessita anch’ella di tempi meno prepotenti. Per il maschio l’unico limite effettivo è quello psicologico, causato dalla paura e dall’ansia della prestazione, il terrore di non arrivare a colmare il piacere o la paura di disturbare la donna, anch’ella in ritrosia, potrebbero frenare una vita sessuale che al contrario è del tutto possibile.

Se credi di avere un problema di crisi di mezza età, di crisi di coppia o di patologie sessuali di origine psicologia, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Crisi di mezza età maschile: come influisce sul matrimonio e come superarla?

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Leggi anche: Crisi di mezza età maschile: sintomi, quanto dura, depressione

Cosa succede a 40 anni?

Quando si compiono 40 anni, convergono vari fenomeni. Si è alla metà della vita (che mediamente negli uomini ha durata di circa 80 anni) ed è un momento di riflessione e rinnovamento. È la fine di un ciclo e l’inizio di un altro, in cui ci si propongono cambiamenti in relazione alla direzione di vita. A questa età, gli uomini compiono un bilancio della propria vita a livello consapevole o inconsapevole. Valutano come vivono, come si sentono, se hanno raggiunto gli obiettivi che si erano prefissati, se il loro presente è il futuro che avevano tanto desiderato. In questo ripercorrere la propria vita, sono consapevoli del fatto che parti della loro esistenza non servono più. È per questo che alcuni uomini iniziano a interessarsi del proprio aspetto fisico anche se non l’avevano mai fatto prima, sono molto attenti alle tendenze della moda, si informano sulle cure della pelle e dei capelli, trasformano lo sport in una priorità e si dedicano a varie routine il cui scopo è recuperare o non perdere il proprio aspetto giovanile.

È qualcosa di nuovo?

La crisi di mezza età negli uomini non è niente di nuovo, è sempre esistita. Quello che è cambiato è il modo di relazionarsi tra uomini e donne, oltre agli stili di vita e alla difficoltà ad accettare l’età. Non è neanche una crisi esclusiva degli uomini, perché ne soffrono anche le donne pur se in circostanze del tutto diverse.

Leggi anche:  Crisi di mezza età maschile: come superarla?

Come può influire sul matrimonio?

La crisi dei 40 anni, se affrontata male, può diventare una minaccia alla stabilità matrimoniale se il rapporto non è nelle migliori condizioni. Se nella dinamica dell’amore coniugale la generosità non progredisce, i sacrifici richiesti dalla famiglia diventano sempre più costosi. Quando si inizia a mettere il cuore in cose estranee alla famiglia, come il successo professionale, una collega giovane e simpatica, il gruppo di amici… si spegna la luce della verità familiare e si raffredda il calore della tenerezza nell’amore. Il cuore diventa vuoto e bisogna cercare emozioni forti, che saranno sempre egoiste. La crisi di maturità nell’uomo si può superare applicando il senso comune, con una buona dose di dedizione e di lealtà, che è fedeltà, alla moglie e ai figli, anche se in alcune occasioni sarà opportuno ricorrere a una persona estranea per ottenere aiuto. L’unica via d’uscita degna della crisi dei 40 anni è accettare le proprie limitazioni e il ruolo concreto che la vita ha assegnato a ciascuno, sapere che le cose grandi si ottengono curando bene quelle ordinarie e quotidiane, assumere i doveri propri dell’amicizia, dell’amore e della professione scelta e dare alla vita il sì che deriva dalla serietà e dalla fedeltà. Con tutto ciò si ottiene quello che chiamiamo carattere, e le persone che lo raggiungono sono quelle in cui gli altri e la società confidano di più. Oltre a questo, è importante che la donna comprenda il marito e lo accompagni in questo processo anziché emettere rimproveri che non otterranno nulla. Anche se richiede uno sforzo da parte della donna, è fondamentale perché il problema arrivi a una soluzione positiva e non si trasformi da una crisi passeggera in una coniugale più grave e pregiudizievole. È anche bene che i coniugi approfittino di questa opportunità per “rinfrescare” il proprio rapporto, si propongano di compiere attività che spezzino la monotonia e godano della compagnia reciproca.

Leggi anche: Differenze tra menopausa ed andropausa: come cambia la sessualità nell’uomo e nella donna

Come superare la crisi?

Ecco alcune misure per prevenire o combattere le tappe conflittuali proprie o del partner, proposte dalla sociologa e cattedratica statunitense Barbara Weiss Hewitt:

  • Dare importanza a quello che si è raggiunto con tanto sforzo nel corso degli anni: partner, figli, amici, lavoro.
  • Avere un atteggiamento positivo nei confronti della propria vita e del futuro e valorizzare il vissuto anziché volerlo recuperare.
  • Lavorare sull’autostima nella giovinezza. Aiuterà a passare per questa età senza notare le condotte nocive che predispongono alla crisi. Modellare la struttura emotiva per poter rispondere con la forza necessaria una volta arrivato il momento.
  • Godere dei successi che si sono raggiunti e non dare un’attenzione esagerata a quello che è rimasto pendente.
  • Se si è caduti nella crisi, parlarne in famiglia. Le persone vicine devono sapere esattamente cosa si sta passando per poter agire in modo corretto. Prima si assume il conflitto, più rapidamente se ne uscirà.

Se credi di avere un problema di crisi di mezza età, di crisi di coppia o di disfunzione erettile di origine psicologia, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, riuscirai a risolvere definitivamente il tuo problema.

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Cancro del testicolo: prevenzione, diagnosi, stadiazione, cure

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CANCRO TESTICOLO TUMORE STADIAZIONE CURE Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgPrima di iniziare la lettura dell’articolo, vi consiglio di leggere: Testicoli e scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

I testicoli sono gli organi maschili preposti alla produzione degli spermatozoi e di alcuni ormoni. Il tumore maligno del testicolo è una neoplasia relativamente rara, tuttavia è purtroppo una delle più frequenti nei giovani. Il cancro si sviluppa in seguito a un’alterazione nelle cellule del testicolo, che provoca una crescita incontrollata delle stesse di determinando la formazione di una massa. La maggior parte dei tumori del testicolo originano dalle cellule germinali, che danno origine agli spermatozoi.

Quanto è diffuso

I tumori del testicolo  colpiscono soprattutto la popolazione giovane (in genere tra i 20 e i 40 anni). Nella fascia di età fino a 50 anni costituiscono il tipo di tumore principale (12% di tutte le diagnosi nel genere maschile). Dopo i 50 anni l’incidenza si riduce del 90%. Fino alla metà degli anni Settanta, nove uomini su 10 con tumore del testicolo morivano nel giro di un anno. Oggi i tumori del testicolo guariscono nel 95 per cento dei casi. Nel 2015 in Italia si sono registrati circa 2.000 casi.

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Sintomi

Di solito il tumore esordisce con un nodulo, un aumento di volume, un gonfiore o un senso di pesantezza del testicolo . Per questo è importante che gli uomini imparino a fare l’autoesame del testicolo (così come le donne fanno l’autoesame del seno) palpando l’organo di tanto in tanto per scoprire in tempo eventuali anomalie. Anche la brusca comparsa di un dolore acuto al testicolo è tipico di questo tumore, assieme a un rapido aumento del volume che può essere provocato da una emorragia all’interno del tumore. Viceversa, anche il rimpicciolimento del testicolo può essere un segnale di esordio della malattia. Infine, è importante che i genitori facciano controllare i bambini dal pediatra di fiducia, poiché una correzione dell’eventuale discesa incompleta del testicolo entro il primo anno di vita riduce il rischio di cancro e facilita la diagnosi precoce del tumore.

Fattori di rischio

I principali fattori di rischio di questo tumore sono:

  • il criptorchidismo, cioè la mancata discesa nello scroto del testicolo, che resta nell’addome o nell’inguine; il rischio rimane anche se il difetto è stato ridotto chirurgicamente
  • lo sviluppo anormale del testicolo causato da malattie quali la sindrome di Klinefelter
  • la familiarità, ossia la presenza di casi in famiglia di tumore al testicolo
  • l’età: questa patologia colpisce soprattutto i giovani, in particolare tra i 15 e i 34 anni.

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Diagnosi

Per la diagnosi del tumore del testicolo si possono utilizzare:

  • Esame obiettivo: lo specialista identifica eventuali alterazioni morfologiche del testicolo e richiede i necessari approfondimenti diagnostici.
  • Ecocolordoppler e/o ecografia testicolare: è lo strumento più adatto per la diagnosi della lesione testicolare e per la valutazione della sua estensione locale. E’ una metodica non invasiva, senza alcuna controindicazione.
  • Esami del sangue: l’innalzamento dei valori di alcune sostanze circolanti nel sangue (marcatori tumorali) può indicare la presenza di tumore del testicolo.
  • Orchiectomia radicale inguinale: consiste nell’asportazione chirurgica di un testicolo (il tumore raramente colpisce entrambi i testicoli). E’ una procedura comunemente eseguita in tutti i casi di sospetto cancro del testicolo. Il tessuto asportato viene poi analizzato da un anatomopatologo allo scopo di accertare la presenza del tumore e le sue caratteristiche.
  • TAC: è una metodica utile per definire l’esatta stadiazione della malattia (linfonodi retroperiotoneali e/o localizzazioni in altri organi o distretti corporei).
  • PET (Tomografia a Emissione di Positroni): è una moderna tecnica diagnostica di ausilio nella ristadiazione dell’estensione della malattia.

La diagnosi differenziale è posta rispetto ad altre patologie benigne dello scroto (epididimite, cisti dell’epididimo ecc.).

Stadiazione del tumore del testicolo

Dopo gli esami diagnostici e la conferma della diagnosi di cancro del testicolo, la stadiazione del tumore ai testicoli avviene attraverso il dosaggio ematico di marcatori tumorali specifici (alfa-fetoproteina, beta-HCG e latticodeidrogenasi), l’orchiectomia radicale inguinale (che ha anche valenza terapeutica, poiché permette la rimozione del tumore primitivo e la valutazione istologica) e l’esecuzione di una TAC, per identificare la presenza di eventuali localizzazioni metastatiche.

Trattamenti

A seconda del tipo di neoplasia e della sua estensione, sono possibili diverse strategie terapeutiche, tra cui vigile osservazione, chirurgia, chemioterapia, radioterapia.
Il paziente affetto da tumore del testicolo può avere problemi di fertilità.

  • Chirurgia
    Se il tumore è diagnosticato in una fase precoce, l’intervento chirurgico di rimozione di un testicolo (orchiectomia radicale inguinale) può essere l’unico trattamento necessario, seguito da stretta osservazione. L’esame anatomopatologico per la determinazione del tipo istologico (seminoma, carcinoma embrionario, choriocarcinoma, tumore del sacco vitellino) del tumore riveste un’importanza cruciale per la definizione della terapia più adeguata.
    L’asportazione di un testicolo desta spesso preoccupazione negli uomini. Oltre a produrre gli spermatozoi, il testicolo produce anche gli ormoni maschili: la funzione ormonale torna solitamente alla normalità dopo l’asportazione di un testicolo. Se necessario, il paziente può assumere ormoni allo scopo di ristabilire i livelli normali. L’asportazione di un testicolo non dovrebbe influire sulla funzione sessuale. In caso di preoccupazione per l’aspetto esteriore, gli urologi possono discutere con il paziente l’impianto di una protesi testicolare nello scroto.
    In caso di diffusione del tumore oltre i testicoli, possono rendersi necessari un secondo intervento chirurgico, la chemioterapia o la radioterapia oppure una combinazione di queste terapie.
    Qualora il cancro si sia diffuso ai linfonodi può essere necessario un intervento di dissezione dei linfonodi addominali (chirurgia retroperitoneale). L’asportazione dei linfonodi non influisce sulla capacità del paziente di avere un’erezione o un orgasmo. Tuttavia questo intervento chirurgico può diminuire la fertilità in quanto interferisce con l’eiaculazione.
  • Chemioterapia
    Solitamente, il cancro del testicolo risponde molto bene alla chemioterapia. La necessità della chemioterapia dipende dal tipo, dallo stadio e dalle dimensioni del tumore. In seguito, può essere necessaria la chirurgia allo scopo di garantire la rimozione totale dell’eventuale residuo tumorale.
    Alcuni farmaci antitumorali interferiscono con la produzione di spermatozoi: anche se molti uomini riacquistano la fertilità, talvolta l’effetto è permanente. Come precauzione prima del trattamento, è possibile ricorrere alla conservazione dello sperma ad uso futuro.
  • Radioterapia
    La radioterapia è particolarmente efficace contro un tipo di cancro del testicolo detto seminoma. In genere, la radioterapia non influisce sulle capacità sessuali del paziente. Può tuttavia interferire con la produzione di spermatozoi: questo effetto è solitamente temporaneo e la maggioranza degli uomini riacquista la fertilità nell’arco di pochi mesi. Il paziente può comunque valutare l’ipotesi di ricorrere alla crioconservazione dello sperma prima di sottoporsi al trattamento.

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Prevenzione

Per questo tipo di tumore non esiste un programma di prevenzione specifico e l’autopalpazione regolare dei testicoli rimane ancora oggi il metodo più efficace ed economico per intercettare una neoplasia testicolare in fase precoce.
Tuttavia pazienti con difficoltà riproduttiva associata a:

  • ridotta conta spermatica
  • testicoli con volume inferiore a 12 ml
  • FSH elevato
  • una storia clinica criptorchidismo

rappresentano una fascia di popolazione con un rischio più elevato di sviluppare un tumore del testicolo. L’ecografia testicolare rappresenta un valido strumento diagnostico per restringere ulteriormente la selezione dei pazienti sub-fertili con un rischio di tumore particolarmente elevato. Nei pazienti con alterazioni del tessuto testicolare (microlitiasi-calcificazioni) è indicata, oltre alla autopalpazione, una ecografia testicolare con cadenza annuale.

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Testicoli e scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma TESTICOLI SCROTO DIMENSIONI ANATOMIA FUN Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgIl testicolo (anche chiamato didimo e testicle in inglese) fa parte dell’apparato genitale maschile, in numero di due, all’interno della sacca scrotale, è la gonade maschile. Piccoli nel feto e nel bambino, i testicoli crescono rapidamente di volume alle soglie della pubertà; nell’adulto raggiungono il peso di circa 10-20 grammi ciascuno.
Durante lo sviluppo fetale i testicoli si formano nella cavità addominale, accanto ai reni. Successivamente, si spostano verso il basso trascinandosi dotti, vasi e nervi, che formeranno il funicolo spermatico. Poco prima della nascita o subito dopo, i testicoli vanno a collocarsi nei sacchi scrotali. Quando ciò non avviene si parla di criptorchidismo.

Dimensioni dei testicoli

Pari di numero (testicolo di destra e di sinistra) e simmetrici, i testicoli presentano una forma ovoidale. Di consistenza duro-elastica, in età adulta presentano dimensioni medie pari a:

  • 3.5-4 cm di lunghezza
  • 2.5 cm di larghezza
  • 3 cm di diametro anteroposteriore

Funzioni del testicolo

I testicoli hanno due funzioni: la produzione degli spermatozoi dal momento della pubertà sino alla morte, e la produzione degli ormoni sessuali maschili chiamati androgeni, tra i quali il testosterone è il più importante. La produzione degli ormoni da parte dei testicoli è evidente fin dalla nascita, ma aumenta enormemente intorno alla pubertà e si mantiene ad alto livello per tutta l’età adulta fino a manifestare una diminuzione durante gli ultimi anni di vita.

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Scroto

I testicoli sono sospesi nello scroto, al cui interno giacciono in posizione obliqua, con il polo superiore inclinato in avanti e lateralmente, ed il polo inferiore situato medialmente e all’indietro.
All’interno della sacca scrotale i due testicoli sono parzialmente separati da un setto mediano di tessuto fibroso (il setto scrotale). La posizione esterna dello scroto, quindi la distanza dei testicoli dalla sinfisi pubica, è regolata dal muscolo dartos e dalla sua capacità di contrarsi e rilassarsi in funzione della temperatura. Infatti, se la temperatura dei testicoli sale, la sintesi degli spermatozoi (spermatogenesi) viene inibita; di conseguenza, quando fa freddo, la contrazione della muscolatura scrotale porta i testicoli in posizione più vicina al corpo, facendo apparire più raccolta e raggrinzita la borsa scrotale; viceversa, in ambiente caldo lo scroto si presenta allungato, liscio e flaccido. Anche il muscolo cremastere contribuisce a mantenere la temperatura testicolare, regolandone il funzionamento.
Il gubernaculum testis è un’appendice fibrosa, una lamina connettivale che fissa il polo inferiore del testicolo alla borsa scrotale. All’interno dello scroto i testicoli sono appesi all’estremità inferiore del corrispondente funicolo spermatico.
Oltre ai testicoli, lo scroto accoglie anche i relativi epididimi ed il tratto inferiore del funicolo spermatico. Per approfondire: Scroto: dimensioni, anatomia e funzioni in sintesi

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Anatomia umana

Schema del testicolo
1: Lobuli del didimo/setti
2: Tubuli seminiferi contorti
3: Lobuli del didimo/setti
4: Tubuli seminiferi rettilinei
5: Dotti efferenti
6: Rete testis

Nello schema non è presente l’epididimo, una rete contorta, che raccoglie le terminazioni dei dotti efferenti e sfocia in un dotto deferente, un tubulo rettilineo. I testicoli, o didimi, sono di forma ovale e misurano in media 5 centimetri di lunghezza, 3 centimetri circa di larghezza e 3 centimetri circa trasversalmente. Il peso dei testicoli di un adulto è di circa 18-22 grammi l’uno, compreso l’epididimo, che da solo può pesare 4 gr. Il testicolo sinistro è posizionato lievemente più in basso del destro, la ragione di questo fatto è dovuto all’anatomia delle vene genitali, in quanto la vena genitale sinistra si riversa nella vena renale, mentre la destra sfocia nella vena cava inferiore; in ragione della diversa lunghezza, l’elasticità dei condotti venosi permette al testicolo sinistro di discendere più in basso.

La produzione degli spermatozoi non comincia fino alla pubertà, anche se segue il modello della produzione di ormoni riducendosi in età avanzata. Gli spermatozoi vengono prodotti in ogni testicolo in speciali strutture chiamate tubuli seminiferi con l’ausilio e la protezione delle cellule del Sertoli. Questi tubicini sono al centro di ogni testicolo e sono collegati con una serie di condotti che convogliano lo sperma ad altri importanti organi e, alla fine, fuori dal pene, se ciò è richiesto.

In ogni testicolo, vicino ai tubuli seminiferi, ci sono numerose cellule chiamate cellule interstiziali o cellule di Leydig. Esse sono responsabili della produzione dell’ormone sessuale maschile (testosterone) che viene secreto direttamente nei vasi sanguigni circostanti. Al momento della pubertà, la maggior parte dei cambiamenti che avvengono nel ragazzo è prodotta dalla maggior quantità di testosterone che scorre nel suo corpo. Durante l’eccitazione sessuale i testicoli aumentano di grandezza. Il sangue riempie i vasi sanguigni che si trovano in essi causando il loro ingrandimento. Dopo l’eiaculazione essi tornano alle loro normali dimensioni. Subito prima dell’eiaculazione i testicoli vengono tratti molto vicini al corpo. Dopo l’eiaculazione essi ritornano alla loro posizione usuale nello scroto.

Il medesimo avvicinamento dei testicoli al corpo avviene nei momenti di intensa paura, collera o quando l’uomo ha freddo. In questo modo, naturalmente, il corpo protegge questo meccanismo delicato e vulnerabile. I testicoli pendono fuori dal corpo per potere stare alla temperatura leggermente più bassa che è richiesta per la produzione dello sperma. Quando la stagione è molto calda o durante un bagno tiepido essi pendono più in basso del normale, lontano dal corpo e dal suo calore; al contrario, nella stagione fredda, essi si avvicinano al tepore del corpo per mantenere una temperatura ottimale. Se vengono tenuti alla temperatura corporea, i testicoli non sono più in grado di produrre spermatozoi e l’uomo diventa sterile. Quando i muscoli dell’uomo si tendono, per esempio quando egli si prepara a una fuga o a un’aggressione oppure subito prima dell’eiaculazione, un insieme di muscoli posto nello scroto spinge automaticamente i testicoli verso l’alto, questi sono la fascia cremasterica, la fascia spermatica interna e la fascia spermatica esterna.

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Anatomia microscopica del testicolo

Il testicolo è costituito dalla tunica albuginea e dalle sue dipendenze, da un parenchima costituito dai tubuli seminiferi, e dallo stroma che circonda i tubuli seminiferi e contenente quest’ultimo le cellule di Leydig a funzione endocrina. La tonaca albuginea è la tonaca più intima del testicolo, costituita da tessuto connettivo fibroso denso con fasci di fibre di collagene ad andamento parallelo; è resistente e inestensibile, spessa tra lo 0,5 e 1 mm, e all’esterno continua con l’epiorchio. Negli strati più superficiali troviamo fibrocellule muscolari lisce mentre negli strati più profondi troviamo fibre elastiche. Dalla faccia profonda dell’albuginea, detta tonaca vascolosa perché riccamente vascolarizzata, si dipartono dei setti convergenti verso il mediastino testicolare (o corpo di Highmoro) che si approfondano all’interno del testicolo delimitando circa 300 logge. Ciascuna loggia ha forma piramidale, con la base volta verso la superficie del testicolo e l’apice in corrispondenza del mediastino testicolare (dà passaggio alla rete testis).

Il parenchima, di colorito roseo giallastro, riempie le logge, all’interno delle quali si organizza in lobuli. Ciascun lobulo contiene tubuli seminiferi contorti, le cui estremità si uniscono a formare i tubuli retti che sboccano nella rete testis, posta a livello del mediastino testicolare, una serie di tubuli riccamente anastomizzati. Dalla rete testis si dipartono circa 15-20 condottini efferenti che confluiscono a formare l’epididimo. I tubuli seminiferi contorti sono lunghi da 30 cm a 70 cm e occupano il poco spazio a loro disposizione grazie al loro andamento convoluto.

La parete dei tubuli seminiferi è costituita da epitelio pluriseriato detto epitelio germinativo che poggia su una lamina propria. L’epitelio germinativo comprende accanto alle cellule germinali in diverso stato differenziativo le cellule del Sertoli, che sono cellule di sostegno. Le cellule del Sertoli sono cellule di derivazione mesodermica non spermatogeniche che oltre a sostenere e a nutrire gli spermatozoi svolgono importanti funzioni endocrine. Si estendono per tutto lo spessore dell’epitelio con la base che poggia sulla membrana basale e l’apice verso il lume; l’apice presenta delle infossature entro cui sono contenute le teste degli spermatidi in via di sviluppo. Sono riconoscibili per il nucleo triangolare con nucleolo evidente e cromatina dispersa. Le cellule del Sertoli sono unite da complessi giunzionali, tight junctions, che suddividono l’epitelio germinativo in due compartimenti conosciuti come basale e come luminale. Le cellule del Sertoli mediano quindi gli scambi metabolici tra il compartimento luminale degli spermatidi quello sistemico costituendo una barriera ematotesticolare che isola gli spermatidi dal resto dell’organismo, proteggendoli dal sistema immunitario.

Il citoplasma è acidofilo, con gocciole lipidiche, scarso RER e abbondante REL. Sono talora visibili aggregati proteici noti come corpi di charcot bottcher. Troviamo anche lisosomi primari e secondari. Le cellule del Sertoli mediano la spermatogenesi e la spermiazione, riassorbono i corpi residui tramite fagocitosi. Svolgono anche funzione endocrina: producono ABP (Androgen Binding Protein), sotto lo stimolo dell’FSH ipofisario che concentra il testosterone favorendo la spermatogenesi; secernono inibina che agisce con feedback negativo a livello ipotalamo ipofisario.

Le cellule germinali sono cellule in vario stadio differenziativo. Quelle in stadio precoce di sviluppo si trovano perifericamente mentre quelle negli stadi tardivi prospettano verso il lume. Il processo attraverso il quale gli elementi cellulari passano dalla periferia al lume prende il nome di spermatogenesi. Dura 74 giorni circa e comprende la spermatogoniogenesi (proliferazione per mitosi delle cellule germinali primitive, da cui originano gli spermatociti primari), la spermatocitogenesi (divisione meiotica degli spermatociti primari a formare spermatociti secondari e da questi gli spermatidi) e la spermiogenesi (differenziazione degli spermatidi in spermatozoi maturi, non si hanno fenomeni moltiplicativi). Nello stroma vi sono le cellule di Leydig che producono sotto lo stimolo dell’ormone ipofisario LH o ICSH ormoni androgeni, dei quali il testosterone rappresenta il prototipo.

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Tecniche mentali per sconfiggere l’ansia da prestazione sessuale

MEDICINA ONLINE AUMENTARE QUANTITA SPERMA EIACULAZIONE FORZA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA AMORE TRISTE GAY ANSIA PRESTAZIONE IMPOTENZA DISFUPochi uomini affrontano l’ansia da prestazione sessuale iniziando dall’aspetto psicologico: diciamo che per risolvere il problema è sempre più facile e pratico iniziare dall’aspetto fisico, ma è un errore perché l’ansia è nella mente e non nel fisico. Esistono tanti metodi collaudati per affrontare e vincere l’aspetto psicologico. Esercizi che possono coinvolgere la coppia, con lo scambio di stimoli ma senza un approccio diretto. Evitando di fatto l’atto sessuale e la conseguente conclusione.

Ansia da prestazione

Il grosso problema nell’affrontare l’ansia da prestazione sessuale può diventare il volere ottenere l’eiaculazione o l’orgasmo ad ogni costo. Con la forte e reale possibilità di aggravare la situazione e ottenere l’esatto opposto. Aumentando invece che sminuire l’ansia da prestazione stessa. Il modo migliore per affrontare il tutto è iniziare a praticare il piacere e il divertimento all’interno della coppia. Con umorismo, senza avere troppo a cuore il prendere sul serio ogni attimo che si vive in intimità. Sia l’eiaculazione che l’orgasmo non devono assolutamente essere visti come un obiettivo da raggiungere. Non sono una regola e non dobbiamo fare in modo che lo diventino. Sono qualcosa che fanno parte dell’eventuale piacere del rapporto e non un obbligo incessante. Se poniamo la nostra attenzione sulla sola soddisfazione psicologica, insieme alla sensualità e al gioco dell’erotismo, è probabile che potrai constatare un notevole abbassamento dell’ansia da prestazione.

Leggi anche: Ansia da prestazione sessuale: vincila con un sano egoismo

Sei semplici consigli

Tra i vari rimedi che puoi adottare per vincere l’ansia da prestazione sessuale, sicuramente troverai utili e preziosi i seguenti sei consigli. Possono tranquillamente aiutare te e il tuo partner. A ridurre l’ansia ed avere così incontri intimi di gran lunga più piacevoli e pieni.

1) Sii fiducioso con il tuo partner durante il rapporto

Entrambi avete bisogno di sicurezza nel vivere il momento piacevole. Il problema non è certamente dovuto alla vostra mancanza di suscitare nell’altro piacere e desiderio sessuale.

2) Non interpretare il sesso come una prova di abilità

Non è una competizione. Utilizzare la parola “amore” invece che “sesso” può aiutare ad uscire da questa possibile visione. Il dare e ricevere piacere può essere vissuto in tanti modi diversi e non devono necessariamente essere identificati con l’erezione e l’atto fisico.

3) Fondere sé stessi e l’altro in un’armonia rilassante

Senza concentrarti esclusivamente sull’aspetto sessuale. Bensì su ogni attimo che può regalare godimento. Uno scambio infinito di stimoli. Approcciare con le tecniche di rilassamento come fosse un nuovo gioco, coinvolgendo sia te che il tuo partner. Con la respirazione profonda. Nell’insieme tutte queste cose sono un eccellente modo per iniziare a ridurre e annullare l’ansia da prestazione sessuale.

Leggi anche: Mancata erezione da ansia da prestazioni: 24 modi per combatterla

4) Esercitare la propria fantasia

La fantasia e l’ironia aiutano ad allontanare qualsiasi tipo di ansia. Inoltre, rendere al meglio con le fantasie erotiche non è mancanza di amore verso il proprio partner.

5) Non bisogna rendere il sesso una cosa “troppo seria”

Come fosse un compito da svolgere con efficienza. Il sesso è tutt’altro che una cosa “seria”! È importante usare tutte le forme di approccio a nostra disposizione. Come può essere un tocco leggero, tanti baci, infinite e ammalianti carezze. Sono tutte cose che possono tranquillamente dare piacere infinito, sciogliendo anche i più rigidi e spaventati. In questo modo allontaniamo per sempre da noi la possibilità di fallimento. Quella che in fondo è probabilmente la tua paura più grande e costante.

Leggi anche: Ansia da prestazione sessuale: cos’è e come combatterla

6) Una buona dose di umorismo

E’ forse la chiave di miglior lettura per ogni cuore disposto ad ascoltarci. L’umorismo non è mai fuori luogo. Neanche in un rapporto con l’altro sesso. Fosse anche solo per finalità sessuali. Il sesso dovrebbe essere la miglior espressione dell’allegria e del gioco, intriso di comicità, visto che è così bello non dovrebbe essere altrimenti!! Goditi il sesso come fosse uno dei tanti giochi che ami fin dalla tua infanzia. Metti sempre più da parte il giudizio verso te stesso, non devi superare alcun esame. Non devi affrontare nessuna competizione. Solo in questo modo puoi facilmente e con certezza abbassare ed annullare l’ansia da prestazione sessuale.

Se pensi di soffrire di disfunzione erettile da cause psicologiche o di ansia da prestazione, prenota la tua visita e, grazie ad una serie di colloqui riservati, ti aiuterò a risolvere il tuo problema.

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Come misurare correttamente la lunghezza del pene

Esiste una maniera standard di misurare il pene che rispetta norme e condizioni determinate che rivelano i risultati più accurati, in modo da evitare misurazioni che possono portare a grossi disagi. Immaginate ad esempio un uomo che rilevi – con una tecnica sbagliata – una misurazione minore rispetto alla realtà: quest’uomo potrebbe per lungo tempo pensare di avere un pene di dimensioni ben al di sotto della media, con tutti i disagi che ciò può arrecare nella sfera sessuale, quando invece potrebbe avere una misura assolutamente normale. Quali sono le lunghezze medie del pene nelle varie nazioni? Leggi: Mappa mondiale della lunghezza del pene: gli italiani quale posizione occupano?

Lunghezza del pene flaccido

Misurarsi il pene quando è flaccido non è corretto. Quando non è in erezione, infatti, tende a cambiare misura molto spesso andando così a compromettere ogni volta la misurazione.

Lunghezza del pene in erezione

Per misurare il pene in erezione si usa un righello rigido, di una misura leggermente superiore alla lunghezza massima del pene, in quanto se il righello fosse più corto, le misurazioni non sarebbero esatte. Il righello va piazzato al lato del pene nel punto di congiunzione della base del pene con l’osso pubico. Il righello deve essere piazzato al centro laterale esatto dell’asta, cioè né sulla parte superiore, né in quella inferiore, vedi immagine:
MEDICINA ONLINE COME SI MISURA IL PENE LUNGHEZZA CIRCONFERENZA EREZIONE FLACCIDO CM CORRETTAMENTE.jpgNel caso in cui il vostro pene fosse affetto da curvatura, dovrete ovviamente raddrizzarlo per effettuare la misurazione, in quanto in un pene curvo, a causa della curvatura, la lunghezza e l’altezza del pene non corrispondono. Se non raddrizzate il pene, questo risulterà in una misura più corta rispetto a quella che realmente è, difatti la lunghezza effettiva data dall’arco non corrisponderà a quella proiettata (quella reale che conta). In alternativa potete usare un metro da sarta, che non è rigido.
Per misurare correttamente la lunghezza del pene in erezione, è consigliabile stare in piedi mantenendo il pene perpendicolare al corpo, premere con il righello sull’osso pubico in modo che questo non risulti sollevato dando misure incorrette, mantenere il righello a destra o a sinistra del pene ad altezza media rispetto alla grossezza del pene, inoltre bisogna misurare fino alla punta del glande e magari piazzare un altro righello in modo che faccia da angolo orizzontale sulla punta del pene (come quando si uniscono due squadre per tracciare un angolo); questo vi aiuterà a mantenere una perpendicolarità più esatta e quindi a ottenere risultati più esatti.
Fate in modo di annotare il risultato. Cercate di eseguire più di una misurazione, in modo tale da evitare gli errori e aumentare il margine di esattezza. Se state seguendo un programma di ingrandimento del pene, ripetete la misurazione ogni 15-20 giorni.

Misurazione falsata

Attenzione a non premere troppo il righello sul pube, altrimenti la misurazione sarà falsata! A tal proposito leggi anche: Misurare la lunghezza del pene: l’errore di premere sul pube

Circonferenza del pene in erezione

Come si fa a misurare la circonferenza del pene e dove prendere la misura? A tal proposito leggi: Come misurare correttamente la circonferenza del pene

Aumentare la lunghezza del pene con ausili meccanici

Esistono due tipi di strumenti per l’allungamento del pene: le pompe a vuoto e gli estensori. Le pompe a vuoto per l’allungamento penieno sono costituite da un cilindro in cui infilare il pene e di un meccanismo di pompaggio che fa espandere il pene oltre le sue normali capacità. Le pompe a vuoto, pur non fornendo guadagni macroscopici delle dimensioni, in alcuni soggetti potrebbero aumentare, anche se di poco, circonferenza e lunghezza del pene. Esempi di pompe a vuoto tecnicamente ben costruite, sono:

Le pompe Bathmate non sono tuttavia sempre disponibili su Amazon. Un prodotto più economico, ma comunque caratterizzato da buona costruzione, è questo: https://amzn.to/3qn4ILB
Un altra pompa peniena, ancora più economica ma comunque ben funzionante, è questa: https://amzn.to/3K7H6Ti

Un estensore penieno è una struttura composta da due anelli (uno da fissare alla base del pene, l’altro appena sotto il glande) uniti da aste metalliche ai lati, che vengono regolate in modo da tenere in trazione il pene, “stirandolo”, per ottenere un suo allungamento non chirurgico. Esempi di estensori tecnicamente ben costruiti, sono:

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto, aumentando la quantità di sperma disponibile, potenziando l’erezione e procurando un aumento di libido sia nell’uomo che nella donna. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Composizione, caratteristiche e produzione dello sperma

MEDICINA ONLINE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PLASMA UOMO COME FUNZIONA AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN NO WOMAN WALLPAPER.jpgIl liquido seminale, noto anche come sperma, è costituito da spermatozoi immersi in un mezzo liquido chiamato plasma seminale. Quest’ultimo è essenziale per la maturazione, il metabolismo e la vita degli spermatozoi, nonché per la sopravvivenza degli stessi dopo l’eiaculazione (emissione, al culmine dell’atto sessuale (orgasmo), del liquido seminale attraverso l’uretra). Gli spermatozoi, invece, rappresentano le cellule riproduttrici maschili, che una volta rilasciate in vagina, insieme alle altre componenti dello sperma, risalgono l’apparato riproduttivo femminile per fecondare la cellula uovo.Appena emesso, il liquido seminale coagula, assumendo una consistenza gelatinosa ed un colore bianco-lattiginoso. Pochi minuti dopo l’eiaculazione inizia il processo di dissoluzione del coagulo e rifluidificazione dello sperma, che si completa nei 20 minuti successivi per opera di specifici enzimi. Nell’eiaculato, oltre alle componenti già elencate (spermatozoi più plasma seminale), si riscontrano anche cellule immature provenienti dalla spermogenesi e cellule epiteliali di sfaldamento.La sintesi degli spermatozoi avviene all’interno dei tubuli seminiferi dei testicoli (contributo del 2-5% al volume complessivo dello sperma), mentre il plasma viene prodotto dalle vescicole seminali (contributo del 60-70% al volume spermatico), dalla prostata (20/30%) e in misura inferiore dalle ghiandole bulbo-uretrali (< 1%).Leggi anche:

Componenti del plasma seminale

Alla composizione del plasma seminale concorrono diverse sostanze prodotte a livello dell’epididimo, delle vescicole seminali e delle ghiandole accessorie, come la prostata, localizzate lungo la via escretrice. Tra queste sostanze, che abbiamo visto essere importantissime per garantire allo sperma o liquido seminale la corretta funzione, rientrano proteine, lipidi, prostaglandine, ormoni, ioni, acido citrico, fruttosio, vitamina C, una grande varietà di enzimi, zinco, carnitina e molte altre sostanze.

Ad ognuna di queste componenti è affidata una specifica funzione:

  • fruttosio e carnitina (rispettivamente utili come sorgente e produzione di energia), ad esempio, sono importanti nel metabolismo e nella motilità degli spermatozoi;
  • diversi enzimi proteolitici sono responsabili della già descritta liquefazione del coagulo seminale;
  • similmente, anche l’acido citrico interviene nel processo di coagulazione-liquefazione dello sperma;
  • i lipidi stabilizzano le membrane degli spermatozoi, proteggendole dagli insulti termici ed ambientali, e possono rappresentare una fonte addizionale di energia;
  • lo zinco ha probabilmente una funzione battericida diretta e indiretta, e stabilizza la cromatina degli spermatozoi;
  • i bicarbonati del liquido seminale hanno capacità tampone, utile per neutralizzare l’acidità dell’ambiente vaginale;
  • il muco aumenta la mobilità degli spermatozoi nell’apparato riproduttivo femminile, creando dei canalicoli all’interno dello sperma, lungo i quali gli stessi spermatozoi possono avanzare senza disperdersi;
  • le prostaglandine sono invece coinvolte nella soppressione della risposta immunitaria femminile contro gli spermatozoi del partner (una comune causa di infertilità).

E’ importante sottolineare come alcune di queste sostanze siano sintetizzate o filtrate in uno specifico distretto e come tali possano essere utilizzate quali markers diagnostici funzionali di una determinata struttura anatomica. Il fruttosio, ad esempio, rappresenta un indice molto fedele dello stato di funzionalità delle vescicole seminifere, mentre l’acido citrico è un tipico marker di funzionalità prostatica. Un buon indice della funzione epididimaria è invece rappresentato dalla concentrazione di carnitina nel liquido seminale.

Caratteristiche dello sperma

  • Volume medio eiaculato: 3/5 ml (notevolmente influenzato anche dalle condizioni psicologiche e dallo stato di eccitazione del soggetto).
  • Numero di spermatozoi nello sperma eiaculato: da 300 a 500 milioni.
  • pH leggermente alcalino: 7.2/8.
  • Odore.
  • Osmolarità del liquido seminale: iso-osmotica.
  • Colore: bianco, opalescente.
  • Sapore: variabile anche in relazione alle abitudini alimentari, con sfumature dolci, salate ed amare.

Queste ed altre caratteristiche fisiologiche del liquido seminale (ad eccezione del gusto) vengono valutate in un esame, chiamato spermiogramma, che fornisce un quadro indicativo sulla fertilità maschile.

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