Come studiare bene e velocemente: i consigli migliori (prima parte)

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Estetico Medicina Estetica Roma IL MODO PER RIVOLUZIONARE TUTTO IL SISTEMA Studio Scuola Radiofrequenza Rughe Cavitazione Cellulite Pulsata Pressoterapia Linfodrenante Mappatura Nei Dietologo DermatologiaChe tu stia preparando un esame universitario, un concorso o una interrogazione al liceo, non importa: in tutti i casi è importante studiare bene. Per farlo segui questi pratici consigli che trasformeranno il tuo cervello in una potente arma da 10 e lode, sono gli stessi che ho usato io per laurearmi in medicina, quindi sono sicuramente efficaci!

1) Dormi a sufficienza

Ritagliati abbastanza tempo per dormire bene. Riposare adeguatamente ogni notte ti permetterà di sfruttare al meglio le ore dedicate allo studio. È importante durante il quadrimestre o il semestre, e lo è ancora di più poco prima degli esami. Alcuni studi hanno dimostrato che un sonno di qualità ha impatto sui test perché migliora la memoria e l’attenzione. Rimanere in piedi tutta la notte per studiare sembrerà una buona idea, ma cerca di evitare queste sessioni intense. Se studi nel corso delle settimane, non ne avrai affatto bisogno. Dormire bene ti aiuterà a rendere meglio. Se nonostante i tuoi grandi sforzi finisci comunque per dormire poco, fai un breve pisolino prima di studiare. Limitati a 15-30 minuti. Al risveglio, fai un po’ di attività fisica (come faresti durante una pausa) poco prima di metterti sui libri.

2) Libera la mente

Se hai molte cose a cui pensare, prenditi un momento per riflettere sulle tue preoccupazioni ed ai tuoi sentimenti. Nel momento in cui inizi a studiare – però – smetti di pensarci, altrimenti il tuo studio non sarà efficace.

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3) Elimina le distrazioni

Quando studi, i dispositivi elettronici possono distogliere la tua attenzione. Sono collegati ai social network, ricevono SMS, e internet può farti pensare ad altro. Imposta la modalità silenziosa sul cellulare o tienilo nello zaino, così non ti distrarrà qualora dovessero chiamarti o mandarti un messaggio. Se puoi, non aprire il portatile né collegarlo al web.

4) Blocca alcuni siti sul pc

Se per studiare hai bisogno di usare il tuo computer e se vieni facilmente distratto da social network come YouTube, Facebook e così via, puoi scaricare un’applicazione per bloccare istantaneamente sul computer alcuni dei siti più deleteri per la tua attenzione. Una volta finito di studiare, puoi sbloccare l’accesso a tutte le pagine e usarle normalmente.

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5) Non fumare e non bere alcolici

Fumo ed alcol sono nemici del cervello e della memoria. Anche se fumare apparentemente sembra aiutare la vostra concentrazione, in realtà sta solo causando un minor afflusso di sangue al cervello, rendendo lo studio meno efficiente. La sensazione di maggior concentrazione è illusoria: in realtà essa corrisponde alla cessazione dei sintomi di astinenza lasciati dalla sigaretta fumata (fumare è una tossicodipendenza). Smettere di fumare e di bere sarà un toccasana per il tuo studio.

6) Scegli attentamente la musica di sottofondo

Qualcuno preferisce studiare in silenzio, altri con della musica di sottofondo, che può infatti essere benefica perché ti aiuta a calmarti, migliora lo spirito e motiva. Tuttavia non tutte le musiche sono adeguate al compito: potrebbe essere preferibile scegliere della musica strumentale, ovvero priva di testi, come quella classica, trance, barocca o le colonne sonore: la parte cantata, specie se in italiano, potrebbe infatti distrarti.

  • Se non ti distrae, ascolta della musica cantata di tuo gradimento. Evita però quella che ti distrae dallo studio. Magari sei in grado di studiare con un sottofondo di musica rock cantata, mentre non ci riesci con il pop. Cerca di capire che cosa fa al caso tuo.
  • Assicurati di mantenere la musica a un volume moderato o basso. Quella ad alto volume può distrarti, mentre quella bassa può stimolare l’apprendimento.
  • Evita la radio. Le pubblicità e la voce dei DJ possono distrarti dallo studio.
  • Apposite compilation di musica naturale, possono aiutarti a entrare nell’atmosfera giusta e concentrarti sullo studio senza distrarti. I suoni naturali, come cascate, pioggia, tuoni e suoni della giungla, possono generare abbastanza rumore bianco da permetterti di concentrarti e bloccare altri rumori. Esistono molti siti su cui trovare questi tipi di suoni in compilation come ad esempio YouTube.

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7) Mangia sano e fai spuntini intelligenti

Una corretta alimentazione durante tutta la giornata è uno dei sistemi migliori per affrontare efficacemente lo studio. Inoltre mentre studi mangia cibi sani e nutrienti, evita gli alimenti pieni di zuccheri e grassi che non fanno altro di farti venire voglia di appisolarti durante la digestione. Preferisci i cibi che ti danno energia sana, come la frutta, o che ti fanno sentire sazio, come verdure e frutta secca. Se hai voglia di dolce, preferisci il cioccolato fondente a quello al latte o – peggio – bianco. Bevi dell’acqua per mantenere livelli di idratazione ottimali, mentre il tè ti risolleva quando ti senti giù.

  • Evita i cibi contenenti grandi quantità di zuccheri e carboidrati, come alimenti dalla cottura istantanea, patatine e dolciumi. Non bere energy drink e bevande gassate: contengono molti zuccheri, che causeranno un crollo energetico. Se bevi il caffè, evita di riempirlo di zucchero.
  • Prepara gli spuntini prima di iniziare a studiare, così non ti verrà fame e non dovrai alzarti per cercare il cibo, interrompendo lo studio.

8) Corretta postura

Durante lo studio ricordati di avere una corretta postura della schiena. Usa una scrivania ed una sedia di qualità ed adeguati alla tua altezza.

9) Riposa gli occhi

Se usi occhiali, lenti o se usi il computer per studiare, prenditi delle pause per far riposare i tuoi occhi. Usa postazioni di lavoro ben illuminate.

10) Organizza il tuo tempo

Stabilisci un programma settimanale e, quotidianamente, dedica una certa quantità di ore allo studio. Questa abitudine migliorerà anche i tuoi voti. Il piano varia a seconda di diversi fattori: vai alle superiori, all’università o ti stai preparando per un esame di stato o un concorso? Qual è il tuo campo di studio? Assicurati di seguire un programma realistico. Non dimenticare di pianificare tutto: cibo, vestiti, spostamenti, lezioni teoriche e pratiche. Devi equilibrare scuola, lavoro e attività esterne. Se hai più di un problema a seguire le lezioni ed essere costante con lo studio, sarebbe meglio rinunciare alle attività pomeridiane o extra finché i voti non saranno migliorati. Devi assegnare delle priorità in fatto di tempo. Per le lezioni universitarie, dovresti basare la quantità di ore di studio dedicate a ogni materia sulla difficoltà del corso e sui relativi crediti. Per esempio, se segui un corso di fisica molto difficile da 9 crediti, devi calcolare 25 ore di impegno personale per credito (è questo lo standard previsto dalle università italiane), quindi 225 ore totali per prepararti all’esame. Se hai un corso di letteratura da 6 crediti, caratterizzato da una difficoltà media, moltiplica 25 per 6, quindi avrai bisogno di 150 ore per prepararti all’esame.

11) Spegni la tv

Inoltre spegni la televisione: generalmente, lasciarla accesa mentre studi è una pessima idea. Può essere una grande fonte di distrazione; invece di concentrarti sul libro, finisci per guardare il programma o il film trasmesso. Inoltre, le voci distraggono parecchio perché impegnano il centro del cervello dedicato al linguaggio.

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12) Tieniti in forma

La mente è sana se anche il corpo è sano: fai attività fisica ogni giorno e cerca di non superare il tuo peso forma: vedrai che studiare diventerà più facile!

13) Trova uno spazio favorevole per lo studio

Adibiscilo unicamente a questa attività. Dovresti stare comodo, così imparare sarà più gradevole. Se detesti sederti a un tavolo della biblioteca, allora individua un posto più piacevole, come un divano o un pouf. Cerca di indossare vestiti comodi, come una felpa morbida e un paio di pantaloni da yoga. Il luogo in cui studi dovrebbe essere privo di distrazioni e relativamente tranquillo.

  • Non scegliere un posto talmente comodo da rischiare di addormentarti. Devi sentirti a tuo agio, ma non appisolarti. Quando sei stanco, il letto NON E’ il posto migliore per studiare.
  • Il traffico stradale che senti dalla finestra e le conversazioni bisbigliate tipiche di una biblioteca emettono un rumore bianco accettabile, però se vieni interrotto dalla tua famiglia o qualcuno accende la musica a un volume elevato nella stanza accanto alla tua, non potrai concentrarti: dovresti andare in un posto in cui nessuno ti distrarrà.

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14) Fai pause programmate

Fai delle brevi pause ogni ora. Alzati dalla scrivania e sgranchisci le tue gambe. Bevi un bicchiere d’acqua, mangia un frutto, vai in bagno. Delimita dei tempi per la tua pausa: non farla diventare di un’ora! Non stare sempre seduto mentre studi, prova ad alzarti. Per esempio, cammina intorno al tavolo mentre ripassi le informazioni ad alta voce e mentre ripeti o appoggiati al muro quando leggi gli appunti.

15) Trova il metodo di studio migliore per te

Facile a dirsi, molto difficile a farsi! Ci sono molti modi diversi per memorizzare informazioni e per ognuno di noi ne esiste uno più efficace degli altri. Per trovare il miglior metodo di studio serve molta pazienza e tempo… a tale proposito ti sarà sicuramente utile leggere la seconda parte dell’articolo: Come studiare bene e velocemente: i consigli migliori (seconda parte)

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Come si trasmette il virus Ebola?

MEDICINA ONLINE VIRUS BATTERI INFLUENZA RAFFREDDORE TEMPERATURA STARNUTO EBOLA TRASMISSIONE MORTE SINTOMI STARNUTO CONTATTONel 2014 i casi di Ebola, e i conseguenti decessi registrati a seguito della contrazione della malattia, sono aumentati e il rischio di internazionalizzazione dell’epidemia esiste, sebbene in Italia sia ridotto al 5-10%, rispetto al 20% di Belgio, Francia e Inghilterra, stati che hanno collegamenti aerei diretti con i paesi dell’Africa, dove è presente la malattia.
In questi paesi l’Ebola è stata probabilmente trasmessa da alcune particolari specie di pipistrelli della frutta, noti anche col nome di volpi volanti, che vivono nelle foreste africane e sono portatori sani del virus.

A seguito della deforestazione di un’area della Nuova Guinea, i pipistrelli sono stati costretti a migrare ed entrare maggiormente in contatto con l’uomo che, toccandone il sangue o altri liquidi corporei, ma anche mangiando la frutta di cui l’animale si è nutrito, ha contratto la malattia. Il contagio può essere avvenuto anche con l’assunzione di carni di animali contagiati dai pipistrelli, quali la piccola antilope o dik dik, scimpanzé, gorilla e successivamente si è trasmesso da persona a persona.

Il contagio avviene in modo rapido e ha un periodo di incubazione che può arrivare fino a 21 giorni; la trasmissione avviene con il contatto diretto dei fluidi corporei come saliva, muco, sangue, lacrime, vomito e feci di una persona infetta, che entrano in contatto con membrane mucose o ferite aperte di bocca, naso, occhi, mani e altre parti del corpo di una persona sana.
Il virus può essere preso toccando anche un oggetto o una superficie su cui immediatamente prima è caduto il fluido corporeo di una persona infetta e poi toccandosi subito dopo gli occhi o mettendosi le mani in bocca. L’Ebola riesce a sopravvivere fuori dal corpo per un arco di tempo che varia da pochi secondi a pochi minuti.

Anche toccare il cadavere di una persona infetta è pericoloso, ed è la principale causa di trasmissione del virus in Africa, dove si usa lavare il cadavere e ricoprirlo con bende prima del funerale. Non si devono avere rapporti sessuali con persone infette o persone guarite da Ebola, poiché il virus può essere in questo modo trasmesso anche a distanza di tre mesi dalla guarigione.

In ogni caso, come raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per contenere il rischio di contagio è sempre raccomandabile lavarsi spesso le mani, possibilmente con gel disinfettanti o soluzioni idro-alcoliche e sorvegliare eventuali sintomi della malattia, specialmente nei casi sospetti.

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Come allontanare api, vespe e zanzare da balcone, giardino e piscina

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Come allontanare api e vespe da balcone, giardino e piscina?

Con l’inizio della primavera e durante l’estate l’incubo ricomincia: avete il terrore di essere punti da questi aculeati e non sapete propri come tenerli a debita distanza. C’è sempre una soluzione! Se non volete ucciderli inutilmente, esistono dei pratici modi per non essere attaccati che vi permetteranno di passare un’estate senza gonfiori e dolori vari. Ci sono degli odori che disturbano questi insetti, che non riescono proprio a sopportare e quindi, anche se si trovano dinanzi a una bella bibita zuccherina – nel caso delle vespe -, preferiscono fare dietrofront. Di seguito, troverete tutti i consigli per allontanare zanzare, vespe ed api suddivisi in base al posto in cui volete scacciarle.

Le piante le migliori alleate

Api e vespe sono attratte dai fiori. E tutti lo sappiamo bene. Ma cosa fare per allontanarle dal balcone? Se amate la flora, vi consiglio di puntare proprio su alcune piante che hanno la capacità di disorientarle: comprate e mettete sul balcone la citronella, il geranio, la canfora, il basilico e l’alloro. Badate bene a non mettere vicino a queste piante piselli, anice e finocchio perché neutralizzano le proprietà delle piante repellenti. Potete anche mettere in un bicchiere d’acqua tre cucchiai di polvere d’aglio, mischiate e versatelo in uno spruzzino da usare sul piatto dei vasi o sui muri del balcone.

Giardino senza vespe e api? Non è impossibile

Nel giardino, potete usare le stesse piante che vi ho consigliato qui sopra. Se invece fate dei pranzi o delle cene all’aperto, vi consiglio di mettere dei cetriolitagliati a pezzi attorno alle pietanze per allontanare api e vespe; oppure, cospargetevi il corpo (o almeno le zone scoperte) con oli essenziali di lavanda ed eucalipto. Importanti, anche le candele alla citronella da distribuire in giardino.

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Caffè, il repellente per eccellenza

Se volete tenere lontane vespe e api dalla piscina, utilizzate o le candele di citronella oppure il caffè: dovete bruciarlo all’interno di una candela vuota oppure in un tappo di ketchup e maionese. Quando il caffè inizia a bruciare, lasciatelo sul bordo della piscina: il suo effetto durerà per diverse ore.

E le zanzare?

Vi parlo delle piante anti-zanzare più diffuse: alcune avranno bisogno di molte attenzioni; altre, invece, sono facilmente adattabili all’ambiente in cui vivono, ma ricordatevi di metterle sempre davanti a porte e finestre e su balconi e giardino per evitare così zanzare tigre e comuni:

  • L’erba gatta è una delle piante scaccia-zanzare più efficaci, molto più potente di un repellente chimico. Dovete assicurarvi che sia sempre protetta dal vento perché potrebbe disperdere il suo potere di allontanare le zanzare: fate in modo, quindi, di coprirla tutt’intorno, lasciandola scoperta solo in alto affinché possa beneficiare dei raggi solari.
  • Il gelsomino rampicante è molto adattabile e resiste a diversi tipi di clima, tranne a quello troppo rigido: quando infatti la temperatura scende al di sotto dello zero, perde le sue foglie. Ma questo non è un problema che avrete d’estate e non dovrete preoccuparvi nemmeno di annaffiarlo giornalmente perché abbisogna di poca acqua.
  • La citronella è ottima per allontanare le zanzare, ma esistono alcuni tipi che non hanno lo stesso effetto di quella originale: dovrete prestare molta attenzione quando vi rivolgete al fioraio perché potrebbe rifilavi una Cymbopogon Winterianus o una  Cymbopogon Nardus.
  • La catambra produce catalpolo, che è un forte repellente. Anche in questo caso, dovete prestare molta attenzione quando acquistate un catambra: quella originale ha un Brevetto Europeo e possiede una etichetta antistrappo.
  • La calendula viene spesso utilizzata per i repellenti che si trovano in commercio e più precisamente il piretro, la sostanza che respinge le zanzare come un grande scudo. Dovete sempre assicurare a questa pianta l’esposizione diretta al sole e un terriccio ricco di sali minerali e acqua.
  • Il geranio profumato riesce a tenere lontane le zanzare in maniera efficace e, inoltre, abbellisce la casa. Per la sua proprietà anti-zanzara, ha preso il nome di mosquitaway.
  • L’agerato produce, attraverso la cumarina, un odore che le zanzare trovano insopportabile, tanto da girare alla larga da questa pianta. Deve essere esposta al sole per un minimo di cinque ore, ma più tempo assorbe luce e meglio è.

Prodotti per allontanare le zanzare

Non ne potete più delle zanzare? Di seguito vi riportiamo una lista di prodotti estremamente efficaci, scelti e testati dal nostro Staff di esperti, per neutralizzare le zanzare, le mosche ed altri insetti fastidiosi:

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Differenza tra virus HIV1 e HIV2

MEDICINA ONLINE SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA INNATA ASPECIFICA SPECIFICA ADATTATIVA PRIMARIA SECONDARIA  SANGUE ANALISI LABORATORIO ANTICORPO AUTO ANTIGENE EPITOPO CARRIER APTENE LINFOCITI B T HELPER KILLER MACROFAGI MEMORIAIl virus dell’immunodeficienza umana (anche chiamato HIV, acronimo dall’inglese “human immunodeficiency virus”) è un retrovirus del genere lentivirus, caratterizzato dal dare origine a infezioni croniche che sono scarsamente sensibili alla risposta immunitaria ed evolvono lentamente, ma progressivamente e che, se non trattate, possono avere un esito fatale. L’HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali (80% dei casi), trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno. L’HIV è suddiviso in due ceppi:

  • HIV-1: prevalentemente localizzato in Europa, America e Africa centrale. E’ il primo ad essere stato scoperto; è il ceppo più diffuso e contagioso ed è responsabile di una sindrome clinicamente più severa del secondo ceppo. Quando comunemente si parla di “virus dell’HIV”, generalmente ci si sta riferendo a questo ceppo e non al secondo. L’HIV-1 generalmente conduce ad AIDS molto più velocemente del secondo ceppo.
  • HIV-2: prevalentemente localizzato in Africa occidentale e Asia, è meno diffuso e contagioso del primo ceppo e determina una sindrome clinicamente più moderata rispetto al ceppo precedente. Solo 166 casi di HIV-2 sono stati identificati fra 1988 e 2010 negli Stati Uniti. L’HIV-2 generalmente conduce ad AIDS molto più lentamente rispetto al primo ceppo.

HIV-1 e HIV-2 hanno anche dei tratti in comune: sono entrambi retrovirus che appartengono al genere lentivirus ed entrambi sono trasmessi allo stesso modo ed hanno medesimo ciclo virale. Più di 55% del materiale genetico è differente tra i due ceppi di virus. La reattività crociata fra gli anticorpi di HIV-1 ed il HIV-2 può spiegare i numerosi casi di diagnosi sbagliata tra le infezioni di HIV-1 e HIV-2. I trattamenti farmacologici sono simili per entrambi i ceppi. Il HIV-1 ed il HIV-2 sono ulteriormente divisi in vari gruppi e sottotipi.

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Differenza tra HIV e AIDS: sono uguali?

MEDICINA ONLINE SISTEMA IMMUNITARIO IMMUNITA INNATA ASPECIFICA SPECIFICA ADATTATIVA PRIMARIA SECONDARIA DIFFERENZA LABORATORIO ANTICORPO AUTO ANTIGENE EPITOPO CARRIER APTENE LINFOCITI BHIV e AIDS non sono affatto la stessa cosa, anche se ovviamente sono termini tra loro legati. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Il virus dell’immunodeficienza umana (anche chiamato HIV, acronimo dall’inglese “human immunodeficiency virus”) è un retrovirus del genere lentivirus, caratterizzato dal dare origine a infezioni croniche che sono scarsamente sensibili alla risposta immunitaria ed evolvono lentamente, ma progressivamente e che, se non trattate, possono avere un esito fatale. L’HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali (80% dei casi), trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

La sindrome da immunodeficienza acquisita (anche chiamata AIDS, acronimo dall’inglese “acquired immune deficiency syndrome”) è una patologia del sistema immunitario umano. La malattia interferisce con il sistema immunitario limitandone l’efficacia, rendendo le persone colpite più suscettibili alle infezioni, in particolare a quelle opportunistiche, e allo sviluppo di tumori; tale vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia.  L’AIDS è causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV).

Da quanto detto appare chiara la differenza tra HIV e AIDS: il primo è un virus ed è responsabile della seconda.

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Sindrome di Klinefelter: cariotipo, cause, sintomi e cura

MEDICINA ONLINE SINDROME KLINEFELTER CARIOTIPO CAUSE SINTOMI CURA GENETICA MALATTIA.jpgLa sindrome di Klinefelter è una condizione caratterizzata dalla presenza di un cromosoma sessuale X in più nei soggetti di sesso maschile (47,XXY). Questa condizione prende il nome dal medico statunitense Harry Klinefelter, del Massachusetts General Hospital di Boston, che nel 1942 pubblicò i risultati delle sue ricerche su nove uomini che manifestavano testicoli ipotrofici, aumento del volume delle mammelle e diminuzione/mancanza di peli sulla superficie corporea. L’assetto cromosomico dei soggetti aventi tali caratteristiche fisiche fu identificato negli anni Cinquanta; negli anni Settanta, l’istituto statunitense National Institute of Child Health and Human Development avviò uno screening su larga scala per determinare il tipo di cromosomi sessuali presenti in 40.000 neonati, e la frequenza della condizione XXY. Attualmente, sembra che l’incidenza di XXY sia relativamente alta (circa uno su 1000 neonati maschi); in realtà, solo una bassa percentuale di questi individui sviluppano una vera e propria sindrome, cioè un insieme di disturbi correlati al loro particolare assetto cromosomico. Per questo motivo, molti autori hanno preferito abbandonare la vecchia denominazione di sindrome di Klinefelter, e indicano i soggetti in questione semplicemente come “maschi-XXY”.

CAUSE

Le cause che portano allo sviluppo di un maschio-XXY non sono ancora del tutto conosciute. Sembra che vi possa essere una relazione con l’età in cui la madre affronta la gravidanza, ma non vi sono dati che indichino con precisione la correlazione tra età della madre e incidenza di XXY. Qualunque sia la causa, il meccanismo che conduce alla formazione di un embrione XXY è un’errore al momento della meiosi e della formazione dei gameti nei genitori; tale errore è costituito dalla mancata separazione dei cromosomi omologhi, da cui possono derivare cellule uovo con un corredo cromosomico normalmente aploide ma con due cromosomi sessuali (XX), oppure spermatozoi con corredo cromosomico aploide ma due cromosomi sessuali (X e Y). Al momento della fecondazione, la fusione di uno spermatozoo XY con un uovo normale X, oppure di uno spermatozoo normale Y con un uovo XX produce l’individuo XXY.

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SINTOMI

I maschi-XXY sono spesso più alti dei loro genitori; tendono all’obesità; sono privi o carenti di barba e di peli; possono presentare mammelle più o meno sviluppate (fenomeno detto ginecomastia), e sviluppare una corporatura con proporzioni di tipo femminile (ad esempio, con fianchi più arrotondati e spalle più strette dei maschi XY). Molti di essi, inoltre, sono colpiti da difficoltà nello sviluppo del linguaggio; iniziano a parlare più tardi rispetto agli altri bambini e in seguito possono incontrare problemi nella lettura e nella scrittura. Raggiunta la pubertà, i maschi XXY sviluppano un pene di dimensioni normali; i testicoli rimangono però di dimensioni ridotte (ipogonadismo). Inoltre, questi individui sono sterili.

DIAGNOSI

La condizione XXY può essere diagnosticata attraverso test di diagnosi prenatale, quali l’amniocentesi e l’ esame dei villi coriali. Può altrimenti passare inosservata fino all’età scolare, in cui i bambini XXY possono manifestare difficoltà di linguaggio e di scrittura, presentano un comportamento piuttosto timido e statura elevata; tali caratteri, comunque, non sono sufficienti a una diagnosi. Nell’adolescenza, può comparire l’ingrossamento mammario, ma solo nel 10% dei casi è tale da creare imbarazzo al ragazzo e da fare pensare alla condizione di Klinefelter. La maggior parte dei pazienti Klinefelter vengono diagnosticati in età fertile, quando, dopo aver tentato il concepimento ed essersi rivolti ad un centro di Andrologia, ricevono una diagnosi di infertilità causata da azoospermia. In seguito a tale riscontro e all’effettuazione del cariotipo da sangue periferico, vengono classificati come maschio-XXY.

TERAPIA

L’ingrossamento delle mammelle dei maschi-XXY, se è particolarmente accentuato, può trovare una risoluzione chirurgica; iniezioni regolari di testosterone e altri ormoni androgeni, praticate dall’inizio della pubertà, possono favorire la crescita dei peli e lo sviluppo di una struttura corporea di tipo maschile. Le difficoltà di linguaggio possono migliorare con l’ausilio di specialisti, tanto più quanto più precocemente inizia il trattamento. L’infertilità dei maschi-XXY, invece, in genere non può essere trattata; sono noti comunque alcuni rari casi di maschi-XXY capaci di procreare con tecniche di fecondazione assistita. Non sono note nascite di bambini 47,XXY da padri Klinefelter.

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Dormire col climatizzatore o il ventilatore fa male? Gli errori da non commettere

MEDICINA ONLINE AIR CONDITIONING ARIA CONDIZIONATA CALDO FREDDO CLIMATIZZATORE CLIMA VENTILATORE FLUSSO ARIA NOTTE GIORNO ESTATE TEMPERATURA SUMMER COLD HOT AIR ROOM BEDROOM BED NIGHT.jpgSe il caldo tormenta il sonno e non ci lascia riposare tranquilli, vogliamo subito trovare una soluzione e riprendere a sognare con la testa poggiata sull’amato cuscino, ma come fare? Dormire col ventilatore o col climatizzatore ad esempio, fa male? Più che giusto porsi questa domanda, non solo per i bambini ma anche per gli adulti, soprattutto se vi è già capitato di risvegliarvi con un leggero torcicollo oppure con il mal di schiena, e vi siete chiesti se non fosse tutta colpa del ventilatore. La questione, comunque, non è tanto se dormire o meno con questo apparecchio, ma il come bisogna farlo: ventilatore e climatizzatore sono in grado di rinfrescare la stanza in cui si dorme, questo è fuori discussione, però bisogna utilizzarli con cautela e con le dovute accortezze.

Nell’opuscolo Estate sicura, Vincere il caldo diffuso dal Ministero della Salute viene spiegato che il getto d’aria non va mai indirizzato sul nostro corpo: occorre fare attenzione a non indirizzare il flusso d’aria direttamente sul corpo delle persone, specialmente se costrette a stare a letto, perché potrebbero andare incontro a disidratazione.

Da queste parole possiamo dedurre che dormire col ventilatore o climatizzatore puntato addosso fa male, ma possiamo ugualmente tenerlo acceso seguendo questi consigli:

  • tenete il ventilatore a distanza di qualche metro dal letto,
  • non tenete il ventilatore a direzione fissa ma fatelo roteare,
  • puntate il ventilatore verso il soffitto.
  • impostate il timer di climatizzatore e ventilatore, in modo da tenerlo acceso per un paio d’ore per potervi addormentare tranquillamente, poi si spegnerà da solo mentre voi starete già dormendo.

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Puntura d’ape, gonfiore: cosa fare, quanto dura, bisogna preoccuparsi?

MEDICINA ONLINE APE BEE WASP VESPA MOSCA ZANZARA MOSQUITO INSETTO PUNTURA SHOCK ANAFILATTICO ADRENALINA MORTE MORIRE DIE VITA LIFE DOLORE PELLE CUTE ADRENALINA FIORE POLLINEIl gonfiore provocato dalla puntura d’ape quanto dura, bisogna preoccuparsi dopo ventiquattro ore, e cosa fare affinché passi in fretta? Sono tutte domande che si pone una persona dopo aver avuto la sfortuna di essere attaccata da un’ape. È importante essere informati perché con l’apitossina – il veleno dell’ape – non si scherza: se alcuni individui avvertono semplicemente dolore localizzatobruciore e prurito, altri potrebbero essere colpiti da malessere generale o shock anafilattico. I test allergici, quindi, sono di fondamentale importanza e dovrebbero essere fatti da tutti, inoltre, se abitate in zone dove abbondano gli insetti, usare delle piante-repellenti sul balcone, in giardino e in piscina, vi farà correre sicuramente molti meno rischi, a tal proposito leggete anche: Come allontanare api, vespe e zanzare da balcone, giardino e piscina

Gonfiore e dolore

Uno dei primi sintomi che provoca l’apitossina è il gonfiore, anticipato da dolore acuto, bruciore e rossore; potrete notare, nella parte dove il pungiglione ha perforato la pelle, una zona di colore bianco, che si gonfierà nel giro di pochi minuti: un problema, questo, che potrete arginare efficientemente estraendo subitamente l’aculeo. Esistono zone del corpo in cui si avverte maggiormente il dolore dovuto alla puntura di ape, come la testa, dove è difficile individuare il pungiglione da estrarre a causa della lunghezza dei capelli; anche la zona attorno all’occhio è molto sensibile e può provocare problemi momentanei alla vista; è raro, ma può accadere, che l’ape punga sulla lingua o sulla faringe: non ci sono rimedi efficaci, in episodi sfortunati come questi, e bisogna recarsi rapidamente in ospedale, prima che il gonfiore renda impossibile il passaggio dell’aria ai polmoni.

Quanto dura il gonfiore?

Nella maggior parte dei casi, il gonfiore sparisce gradatamente in un arco temporale variabile, generalmente dopo quattro/cinque ore, tuttavia in alcuni casi potrebbe durare per 24 ore: nulla di preoccupante, perché ciò dipende sempre dalla velocità di reazione del vostro organismo – della sua capacità, cioè, di eliminare le tossine del veleno d’ape – e anche dalla prontezza che dimostrerete nel curare il gonfiore dovuto alla puntura con rimedi naturale.

Allergia e shock anafilattico

Ci sono delle persone che possono avere delle reazioni esagerate nei confronti dell’apitossina: queste noteranno un rossore intenso, un gonfiore che tende a diventare sempre più evidente, prurito a cui è difficile resistere. Questo, ovviamente, non significa essere in pericolo di vita, ma comunque è consigliabile rivolgersi al medico di fiducia, che saprà risolvere tutti i problemi causati dalla puntura d’ape nel giro di una settimana. Dovete sapere per tempo se siete allergici al veleno dell’ape: quando un allergico viene punto, prova immediatamente una sensazione di soffocamento e va incontro a uno shock anafilattico; in quel caso, deve avere a portata di mano medicine adatte prescritte dal proprio medico. Si può avere uno schock anafilattico anche quando si subiscono cinquanta o più punture di api, quando cioè la quantità di veleno nel corpo è più copiosa. Devono fare particolarmente attenzione i bambini, che non riescono a debellare facilmente l’apitossina: evitate che giochino in ambienti dove ci sono un gran numero di api e premuratevi che facciano un test allergico completo. Per approfondire, leggete anche: Morire per una puntura di vespa: capire cos’è uno shock anafilattico può salvarti la vita

Quando attacca un’ape?

Un’ape attacca solo quando si sente in pericolo (tranne in rari casi o per colpa di movimenti bruschi) perché muore dopo aver punto, quindi, il segreto per non essere punti è quello di stare a debita distanza da loro ed evitare movimenti repentini in loro presenza.

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Cosa fare per il gonfiore? I rimedi contro la puntura d’ape

Ci sono diversi rimedi casalinghi per il gonfiore dovuto alla puntura d’ape, che dovete utilizzare seguendo l’ordine con cui ve ne parlerò:

  • non allarmatevi ed estraete dalla pelle il pungiglione attraverso una carta smussata (tipo la carta di credito);
  • usate acqua ossigenata per disinfettare;
  • per limitare al minimo il gonfiore, dovete stringere del ghiaccio avvolto da un panno sulla zona colpita per dieci minuti;
  • una crema di aloe vera al 100% o l’unguento di calendula vi torneranno utili per rossore e prurito, inoltre sono efficaci anche per far sì che la pelle si rigeneri più in fretta;
  • arrivati a questo punto, non dovete assolutamente grattare la parte di pelle gonfia: rischierete di peggiorare la situazione, soprattutto se avete le mani sporche;
  • se dopo sei ore dalla puntura dell’ape avvertite ancora dolore o prurito, usate la polpa di banana fatta in casa o del prezzemolo, oppure potete riapplicare prima il ghiaccio e poi la crema di aloe vera o l’unguento di calendula.

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Se i sintomi sono gravi e non tendono a diminuire, non perdete ulteriore tempo e recatevi al più vicino Pronto Soccorso.

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