Partorisce e tenta di buttare il neonato nella spazzatura chiuso in una busta

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PARTORISCE BUTTARE NEONATO SPAZZATURA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgA Napoli, questa notte, poco prima delle 3 in piazza Garibaldi, una donna ha chiuso in un sacchetto di plastica suo figlio appena nato, cercando di disfarsi di esso. I primi ad intervenire sono stati i militari dell’Esercito, in servizio nella zona per «Strade Sicure», allertati da alcuni extracomunitari che avevano notato una donna straniera, una cittadina ucraina di 37 anni, sanguinante con un sacchetto di plastica anch’esso sporcato da tracce ematiche. La donna è stata subito rintracciata dai militari che nel frattempo avevano anche chiamato gli agenti della polizia. Quando hanno chiesto alla donna cosa contenesse il sacchetto, lei ha riferito che si trattava di spazzatura e che stava per gettarla in un cassonetto. Militari e poliziotti non si sono fidati ed esaminando il contenuto hanno scoperto che c’era un neonato appena partorito.

Vincenzo Prato, caporalmaggiore dell’Esercito, intervenuto per primo dopo la segnalazione da parte di due extracomunitari: “Il bambino era cianotico quando l’abbiamo trovato – ha raccontato  – è stata una gioia bellissima poter salvare un bambino, indescrivibile. È veramente un onore indossare questa divisa che ci permette ogni giorno di aiutare la gente e intervenire in questi casi di emergenza. Abbiamo subito provveduto a portare il bambino e la donna al caldo mettendoli in condizioni di sicurezza”.

La donna ed il neonato sono stati trasferiti all’ospedale Loreto Mare dove i sanitari hanno accertato che il neonato era stato appena partorito. Il bimbo pesa solo 2 chili e 700 grammi, tuttavia è in condizioni generali discrete e non è in pericolo di vita. E’ stato adottato da tutto il personale del reparto, e si sta pensando anche di dargli un nome, ma non è ancora stato deciso quale. “Si potrebbe ipotizzare Nicola perché oggi è San Nicola”.

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Carnitina: a cosa serve, effetti, dosi, effetti collaterali e controindicazioni

MEDICINA ONLINE INTEGRATORI ALIMENTARI CARNITINA PER DIMAGRIRE ACIDI GRASSI PALESTRA PERDERE PESO CORPOREO MASSA GRASSA.La carnitina è un acido carbossilico la cui formula è C7H15NO3, ha una struttura simile a quella di un amminoacido e appartiene alla Continua a leggere

Coprocoltura ed antibiogramma: procedura e perché si eseguono

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COPROCOLTURA ANTIBIOGRAMMA PROCEDURA PE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLa coprocoltura è un esame usato per la ricerca di particolari microorganismi nelle feci e viene effettuato su un campione di feci adeguatamente raccolto dal paziente.

A che serve la coprocoltura?
La coprocoltura ha uno scopo essenzialmente diagnostico, ma grazie all’eventuale antibiogramma può rivelarsi utile anche per scegliere il farmaco più idoneo all’eradicazione del patogeno trovato.

Come raccogliere il campione di feci nella maniera corretta?
A tale proposito leggi: Esame e raccolta delle feci: come si fa nel modo corretto ed a che serve

Quale contenitore sterile usare?
Per raccogliere e conservare correttamente il campione di feci da inviare in laboratorio, è necessario usare un contenitore sterile apposito, dotato di spatolina. Il prodotto di maggior qualità, che ci sentiamo di consigliare per raccogliere e conservare le feci, è il seguente: http://amzn.to/2C5kKig

Quando si prescrive?
Il medico può prescrivere l’esecuzione di una coprocoltura per scoprire l’origine di sintomi di natura gastro-intestinale suggestivi di un’infezione enterica, come ad esempio diarrea acuta o cronica, dolori addominali e meteorismo severo. Con una coprocoltura si ricercano svariati tipi di batteri o virus. La coprocoltura necessita di un terreno di arricchimento (dove i patogeni possono moltiplicarsi nelle condizioni ottimali) e di una metodologia specifici. Deve quindi essere eseguita in base ad un sospetto clinico ben preciso.

Cosa si cerca nelle feci?
La coprocoltura standard prevede la ricerca di: Salmonella spp. Shigella spp. e Campylobacter spp., tutti batteri responsabili di infezioni intestinali trasmesse attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati e tipicamente associate a diarrea, dolori addominali, febbre più o meno elevata e presenza di muco o pus nelle feci (raro nelle campylobatteriosi).
Altri microorganismi che all’occorrenza possono essere ricercati nelle feci (coprocoltura estesa) sono: Yersinia spp. – Escherichia coli enteropatogeni(EPEC) – Escherichia coli enteroinvasivi (EIEC) – Escherichia coli enterotossici (ETEC) – Escherichia coli O 157 (VTEC) – Vibrio spp. (incluso il colera) – Aeromonas spp. – Bacillus cereus (+ tossina) – Staphylococcus aureus (+ tossina) – Clostridium spp. (+ tossina) – Streptococcus agalactiae – Miceti.
Nei pazienti in età prediatrica la coprocoltura si concentra anche sulla ricerca dei Rotavirus, responsabili di gastroenterite (diarrea e vomito); dopo i 5/6 anni di età, invece, la ricerca dei Rotavirus mediante coprocoltura è sconsigliata, in quanto i pazienti sono quasi tutti immunizzati.

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Esame e raccolta delle feci: come si fa nel modo corretto ed a che serve

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma ESAME RACCOLTA FECI COME SI FA CORRETTO  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgL’esame delle feci è un esame che si esegue su un campione fecale raccolto dal paziente secondo le modalità prescritte dal medico. Tale esame comprende tre valutazioni principali:

  • macroscopiche: aspetto, colore, odore, consistenza, eventuale presenza di cibo non digerito;
  • chimiche: pH, acidi grassi, sangue ed altri contenuti;
  • microbiologiche: coprocoltura e ricerca di batteri, virus, funghi e parassiti.

Per far si che l’esame dia risultati corretti, è importante eseguire la raccolta del campione di feci nella maniera corretta, per evitare contaminazioni (vedi paragrafo apposito).

Quando viene prescritto?

L’esame delle feci viene prescritto dal medico qualora sospetti eventuali infezioni gastrointestinali, che possono manifestarsi con diarrea, vomito, febbre, mal di pancia. E’ un esame molto utile anche per valutare patologie del fegato e del pancreas.

Leggi anche: Sangue occulto nelle feci: come interpretare il risultato dell’esame

A cosa serve l’esame delle feci?

L’esame delle feci consente di fare valutazioni su vari organi dell’apparato digerente oltre che rilevare – nel campione di feci – la presenza di batteri responsabili di infezioni gastrointestinali. Sul campione fecale verranno effettuate varie valutazioni, tra cui la ricerca di sangue, cibo non digerito ed eventuali batteri. Quelli più comunemente ricercati sono:

  • Campylobacter;
  • Clostridium;
  • Escherichia coli;
  • Salmonelle;
  • Shigelle;
  • Stafilococco;
  • Vibrioni;
  • Yersinia.

Mediante un antibiogramma è poi possibile valutare la sensibilità e la resistenza dei batteri presenti nelle feci agli antibiotici. Nelle feci si possono ricercare anche virus e miceti, come la Candida (che è un fungo) o il Rotavirus (che è un virus) che può provocare gravi diarree soprattutto nei bambini. E’ utile anche per valutare l’eventuale presenza di sangue nelle feci, che può essere ben visibile ad occhio nudo oppure individuabile soltanto al microscopio o con delle analisi di laboratorio (in tal caso si parla di sangue occulto nelle feci).

Leggi anche: Coprocoltura feci per salmonella: perché e come si fa

Come ci si prepara all’esame?

Non sono necessarie particolari norme di preparazione, occorre solo dotarsi di un recipiente ben pulito e di un apposito contenitore sterile per la raccolta delle feci che potete acquistare in farmacia. Il contenitore e la sua spatolina devono rimanere chiusi nell’involucro fino al momento della raccolta del campione ed una volta aperti devono essere tenuti al riparo da eventuali fonti di contaminazione.

Esame delle feci e mestruazioni

Le donne non possono sottoporsi a questo esame nei giorni delle mestruazioni.

Leggi anche: Quanto peso perdiamo ogni volta che andiamo in bagno?

L’ esame delle feci è pericoloso o doloroso?

No, l’esame non è pericoloso né doloroso.

Come si raccolgono le feci nella maniera corretta?

Ecco come raccogliere le feci:

  1. Il paziente provvederà ad una accurata igiene anale con acqua tiepida (senza disinfettanti).
  2. L’evacuazione delle feci deve avvenire in maniera spontanea, senza l’assunzione di lassativi.
  3. Il paziente defecherà in un recipiente pulito tipo “vaso da notte“.
  4. Tramite l’apposita spatolina (una specie di “cucchiaino” fornito insieme al contenitore sterile; è spesso attaccato al tappo del contenitore) il paziente raccoglierà un campione di feci adeguato (secondo le indicazioni fornite dal laboratorio).
  5. Il campione raccolto deve essere posto nel contenitore sterile apposito.
  6. Il campione raccolto deve essere subito consegnato al laboratorio o refrigerato dopo il prelievo.

Leggi anche: Coprocoltura e antibiogramma: procedura e perché si eseguono

Come deve essere raccolto il campione?

Il campione deve essere:

  • privo di contaminazioni di urina o altri materiali;
  • privo di sangue mestruale;
  • privo di acqua del wc.

Quale contenitore sterile usare?

Per raccogliere e conservare correttamente il campione di feci, è necessario usare un contenitore sterile apposito, dotato di spatolina. Il prodotto di maggior qualità, che ci sentiamo di consigliare per raccogliere e conservare le feci, è il seguente: http://amzn.to/2C5kKig

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Nocciole: calorie, proprietà, benefici e controindicazioni

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma NOCCIOLE CALORIE PROPRIETA BENEFICI  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLe nocciole sono un tipo di frutta secca tra le più amate al mondo, nonché uno dei prodotti tipici italiani, come dimostrano le note nocciole del Piemonte. Le nocciole hanno origini antiche: l’albero del nocciolo – il cui nome scientifico è Corylus Avellana e appartiene alla famiglia delle Betalaceae – veniva, infatti, coltivato da Romani e Greci, che ne apprezzavano già le proprietà benefiche, nutritive e terapeutiche. La frutta secca è davvero preziosa dal punto di vista nutrizionale per la salute dell’organismo e di questa fanno parte, per l’appunto, anche le nocciole. Quali sono, quindi, le loro caratteristiche? Scopriamo di più su questo buonissimo e nutriente alimento.

Le nocciole hanno benefici, proprietà nutrizionali e alimentari e controindicazioni, che le hanno rese famose in tutto il mondo: si tratta, infatti, di un tipo di frutta secca tra le più amate, nonché uno dei prodotti tipici italiani, come dimostrano le note nocciole del Piemonte. Le nocciole hanno origini antiche: l’albero del nocciolo – il cui nome scientifico è Corylus Avellana e appartiene alla famiglia delle Betalaceae – veniva, infatti, coltivato da Romani e Greci, che ne apprezzavano già le proprietà benefiche, nutritive e terapeutiche. La frutta secca è davvero preziosa dal punto di vista nutrizionale per la salute dell’organismo e di questa fanno parte, per l’appunto, anche le nocciole. Quali sono, quindi, le loro caratteristiche? Scopriamo di più su questo buonissimo e nutriente alimento.

Benefici
Le nocciole sono ricche di vitamina E, grassi insaturi e di fitosteroli: si tratta di sostanze indicate per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie, che apportano benefici notevoli al cuore. La presenza di magnesio aiuta a regolare i livelli di calcio nel sanguee, di conseguenza, anch’esso preserva la salute del cuore e dei muscoli, rafforzandoli. La vitamina E e il manganese sono, inoltre, indicati per la prevenzione del cancro: riescono, infatti, a contrastare l’insorgere di alcuni tipi di tumore. Sempre la vitamina E e gli acidi grassi insaturi svolgono un’azione protettiva nei confronti della pelle: esiste, ad esempio, l’olio di nocciole per la cura della pelle e dei capelli, in grado di prevenirne la disidratazione e rafforzarli, grazie alle proprietà emollienti e tonificanti. Il magnesio e il manganese apportano benefici alle ossa e alle articolazioni: il magnesio è in grado, infatti, di rafforzare lo scheletro e di essere immagazzinato e utilizzato in caso di carenze. La presenza delle vitamine del gruppo B rende le nocciole utili nei confronti del sistema nervoso: queste vitamine sono, infatti, necessarie per la creazione della mielina – che aumenta l’efficacia degli impulsi nervosi – per la sintesi della serotonina, della melatonina e dell’epinefrina – neurotrasmettitori del sistema nervoso – e contribuiscono, inoltre, alla sintesi degli ormoni e alla salute dei globuli rossi. Le nocciole – grazie alla presenza di manganese e di fibre – favoriscono la digestione, il transito intestinale e l’eliminazione delle tossine, oltre ad aiutare il metabolismo delle proteine e dei carboidrati. La vitamina E è considerata un antiossidante naturale e, in quanto tale, è in grado di rallentare l’invecchiamento precoce e contrastare l’azione dei radicali liberi. Le nocciole non contengono, poi, glutine e sono, quindi, indicate nell’alimentazione di chi soffre di celiachia – di cui è importante riconoscere i sintomi – è intollerante al glutine e allergico al grano.

Proprietà curative
Le nocciole contengono acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3 – che sono in grado di abbassare i livelli del colesterolo LDL – e acido oleico, che serve per alzare i livelli di colesterolo “buono” HDL. Il magnesio presente nelle nocciole combatte la stanchezza, i crampi, i dolori e l’affaticamento. Il consumo di nocciole è, inoltre, indicato per integrare eventuali carenze e combattere l’anemia. Essendo altamente rimineralizzanti, le nocciole sono indicate negli stati di convalescenza, ma anche per chi soffre – come detto prima – di spossatezza fisica e mentale. La presenza di vitamine del gruppo B sono in grado di alleviare lo stress e l’ansia e combattere la depressione, che ha sintomi diversi. Le nocciole sono, poi, in grado di combattere la stitichezza: grazie alla presenza di fibre vantano, infatti, proprietà lassative.

Leggi anche: Mangiare nocciole, mandorle e pistacchi allunga la tua vita e ti mantiene in salute

Proprietà nutrizionali e alimentari
Le nocciole sono una fonte preziosa di sali minerali: sono presenti, infatti, ottime quantità di manganese, potassio, fosforo, magnesio, calcio, ferro, rame, zinco e selenio. Questo tipo di frutta secca include, inoltre, vitamine – la A, quelle del gruppo B, la C, la E, la K e la J – beta-carotene, saccarosio, diversi aminoacidi, acqua, proteinee fibre. Le nocciole sono, poi, un alimento molto calorico: 628 calorie ogni 100 grammi di prodotto.

Quantità per 100 grammi di nocciole
Calorie 628
Grassi 61 g
Acidi grassi saturi 4,5 g
Acidi grassi polinsaturi 8 g
Acidi grassi monoinsaturi 46 g
Colesterolo 0 mg
Sodio 0 mg
Potassio 680 mg
Carboidrati 17 g
Fibra alimentare 10 g
Zucchero 4,3 g
Proteine 15 g
Vitamina A 20 IU Vitamina C 6,3 mg
Calcio 114 mg Ferro 4,7 mg
Vitamina D 0 IU Vitamina B6 0,6 mg
Vitamina B12 0 µg Magnesio 163 mg

Controindicazioni
Non esistono effetti collaterali particolari legati al consumo di nocciole. Sicuramente, è bene prestare attenzione in presenza di allergie e intolleranze e non esagerare, in ogni caso, nel consumo: si tratta, infatti, di un alimento altamente calorico.

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Colesterolo alto: i cibi che lo abbassano e quelli da evitare

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COLESTEROLO LDL ALTO CIBI ABBASSANO EVITARE  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano.jpgLa situazione classica che mi si presenta avendo spesso a che fare con pazienti in sovrappeso o obesi, è che le loro analisi del sangue evidenziano livelli di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità, Low Density Lipoprotein, il colesterolo “cattivo”) troppo alti. Oltre alle soluzioni farmacologiche, cosa si può fare per limitare i danni ed abbassare i livelli di LDL? Tanto per cominciare, si possono cambiare le abitudini alimentari. La scelta di certi alimenti favorisce infatti l’eliminazione del colesterolo LDL, detto anche “colesterolo cattivo”, e diventa un’arma per combattere l’ipercolesterolemia.

I cibi che abbassano il colesterolo LDL

Via libera a cerealilegumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo. Largo invece a frutta e vegetali, non dimenticando di inserire nel menu quotidiano 2-3 porzioni di verdure e 2 di frutta. Il pesce è il benvenuto. Il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare. Quanto al consumo di molluschi e crostacei, non deve essere superiore a una volta la settimana.

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Colesterolo alto: i cibi da evitare

Poco olio e di quello buono. I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo. Da evitare, quindi, burro,lardo e strutto a favore di oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l’olio extravergine di oliva.
Si può consumare liberamente la carne, sia rossa che bianca. Vanno preferiti, però, i tagli magri. Ricordando sempre, prima della cottura, di eliminare il grasso visibile e di spellare il pollame. Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo. Preferire il latte scremato o parzialmente scremato a quello intero.

Consigli per una cottura sana

Quanto ai metodi di cottura vanno preferiti quelli senza l’ausilio di grassi aggiunti – come la bollitura, la cottura a vapore, la cottura al microonde o la grigliatura– e scoraggiato l’impiego della frittura in padella o nella friggitrice.

Leggi anche: Dieta per abbassare il colesterolo: cibi consigliati e da evitare

I migliori prodotti per abbassare il colesterolo e dimagrire

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche, che sono estremamente utili per abbassare il colesterolo e dimagrire, fattori che diminuiscono il rischio di ipertensione, ictus cerebrale ed infarto del miocardio:

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Il cardiochirurgo stremato dopo un trapianto cardiaco durato 23 ore

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CARDIOCHIRURGO TRAPIANTO CARDIACO FOTO Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgQuella che vedete è stata premiata da National Geographic come miglior fotografia del 1987. La foto – fatta da James Stanfield – mostra il cardiochirurgo Zbigniew Religa, stremato dopo un faticoso trapianto cardiaco durato ben 23 ore, mentre controlla i segni vitali del paziente Tadeusz Żytkiewicz, ancora steso sul letto operatorio. Nell’angolo a destra, uno dei suoi assistenti che dorme dopo lo sforzo prolungato.

Il paziente è sopravvissuto.

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