Lo scrub: a che serve e da cosa è composto?

MEDICINA ONLINE SCRUB VISO CORPO FREQUENZA LAVARE LAVAGGIO PELLE DERMA VISO SKIN BAGNO FACCIA DONNA COSMETICI BICARBONATO ACQUA SAPONE DETERGENTE WOMAN YOUNG GIRL EXFOLIATING HER FACE BODYGommage o scrub o scrubbing è un termine della lingua inglese utilizzato per indicare un tipo di trattamento estetico che interessa per lo più il viso e finalizzato alla esfoliazione dell’epidermide. Consiste in sostanza nella rimozione di quello strato superficiale di cellule morte e sporcizia che viene ad accumularsi col tempo sulla pelle. Esso favorisce pertanto l’ossigenazione dei tessuti, il rinnovamento della cute e previene il cosiddetto “incarnimento” dei peli. Il gommage si applica sempre dopo la detersione, a volte congiuntamente alla vaporizzazione della pelle; l’effetto ottimale si ottiene a pelle pulita con pori dilatati e circolazione cutanea particolarmente attiva. Consiste, sostanzialmente, nella rimozione meccanica dello strato in eccesso di cellule morte e sporcizia attraverso l’uso di superfici abrasive come il guanto di crine; spesso l’abrasione è accompagnata dall’azione chimica di particolari creme a base di acidi di frutta che ne migliorano l’efficacia.

Il movimento (sempre circolare) del guanto di crine sulla pelle, soprattutto in zone in cui il tessuto da asportare è particolarmente coriaceo (ginocchia, gomiti), dev’essere deciso e profondo. Essendo una procedura di abrasione è consigliato farlo saltuariamente e solo in zone che necessitano di tale operazione, utilizzando componenti abrasivi non eccessivamente aggressivi sulle parti delicate, vanno evitate le zone stressate. Lo scrub viso va effettuato con moderazione evitando il contorno occhi.

Esistono diversi tipi di esfolianti in cosmesi estetica; normalmente se ne utilizzano tre tipi:

  • Scrub: viene considerato un esfoliante di tipo meccanico; al suo interno contiene sostanze quali pietre, sali, polveri o gherigli di semi che effettuano un’esfoliazione (eliminazione delle cellule morte dello strato corneo) meccanica. Infatti il prodotto applicato sul viso e massaggiato, permette la desquamazione di queste cellule, apportando maggior luminosità al viso e permettendo una migliore penetrazione delle sostanze cosmetiche applicate successivamente. Se ne consiglia l’uso principalmente su pelli ispessite facendo attenzione nel massaggio a non abradere l’epidermide. Gli strumenti cosmetici professionali per la pulizia meccanica del viso sono realizzati in acciaio chirurgico di alta qualità. È resistente, leggero e maneggevole. L’utilizzo del materiale consente di riutilizzare gli accessori nel lavoro, a condizione che vengano effettuate regolari disinfezione e sterilizzazione.
  • Gommage: esfoliante più delicato che contiene al suo interno polvere di avena o riso, ecc. È sempre un esfoliante meccanico perché necessita di movimenti “gommanti” che si attuano sul viso al fine di eliminare le cellule morte in modo meno aggressivo per l’epidermide, adatto a pelli sensibili. L’unica attenzione è rivolta alle pelli con couperose; in quel caso il massaggio gommante non deve protrarsi eccessivamente in quanto può stimolare eccessivamente la micro circolazione.
  • Peeling: Effettua un’azione chimica in quanto lo strato corneo, ormai morto, viene eliminato o per mezzo di prodotti che contengono acidi (i più noti sono gli acidi della frutta come ad esempio l’acido glicolico), oppure tramite enzimi che decompongono le cellule morte agendo da cheratolitici. Nel settore estetico possono essere utilizzati solo prodotti con percentuali di acido ridotto, diversamente che nel campo medico, mentre per il prodotto enzimatico l’unica accortezza è quella di essere utilizzato nella fase di risciacquo, altrimenti la lisi potrebbe proseguire causando possibili micro fessurazioni.

La procedura di peeling chimico è il processo di rimozione degli strati superiori e successivo rinnovamento fisiologico della pelle grazie alla sua naturale esfoliazione utilizzando formulazioni chimiche appositamente selezionate.

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Il peeling per migliorare la qualità della pelle del viso

MEDICINA ONLINE PELLE CUTE DONNA COSMESTICI CREMA TRUCCO FEMMINA DERMATITE ATOPICA ALLERGIA RUGHE VISO OCCHI LABBRA BELLEZZA CURA COSMESI BELLAIl peeling chimico (dall’inglese to peel, “spellare”, “sbucciare”) è una tecnica clinico-estetica che consiste nell’applicazione di uno o più agenti caustici sulla cute per un periodo sufficiente ad interagire con strati cellulari sempre più profondi dell’epidermide e successivamente del derma, provocando un danneggiamento selettivo e prevedibile della pelle. Può semplicemente accelerare i processi naturali di desquamazione, ma può anche necrotizzare l’epidermide e una proporzione più o meno profonda del derma, essenzialmente mediante coagulazione proteica o lisi. In funzione delle sostanze utilizzate, della procedura di applicazione e degli strati cutanei raggiunti, qualsiasi peeling chimico può, in misura maggiore o minore, modulare i processi rigenerativi e riparativi della cute. Il peeling chimico, quando produce una esfoliazione solo degli strati più esterni, può essere eseguito anche come trattamento cosmetico e procedura non ambulatoriale.

Classificazione

A seconda della profondità della loro azione i peeling chimici si possono suddividere in:

  • molto superficiali (assottigliamento o rimozione dello strato corneo);
  • superficiali (necrosi di una parte o di tutta l’epidermide fino allo strato basale);
  • medi (necrosi dell’epidermide e di una parte o di tutto il derma papillare);
  • profondi (necrosi dell’epidermide fino al derma reticolare).

Il peeling chimico molto superficiale normalmente non rientra tra le procedure dermatologiche ambulatoriali, potendosi eseguire anche con prodotti cosmetici.

Agenti chimici utilizzati

Quelli maggiormente utilizzati sono:

  • acido glicolico
  • acido tricloroacetico
  • acido salicilico
  • acido mandelico
  • acido piruvico
  • fenolo
  • acido lattobionico
  • resorcinolo

e loro miscele o combinazioni. Di alcuni di questi è permesso l’utilizzo nei prodotti cosmetici. Alcuni autori e lineeguida classificano come peeling chimico anche quello realizzato con tretinoina all’1%, che agirebbe promuovendo la differenziazione cellulare e come antiprioiferativo piuttosto che come agente caustico.

Effetti

A livello dell’epidermide il peeling, diminuendo le coesione o lisando i cheratinociti:

  • rimuove lo strato corneo della cute e il tappo cheratinico dei comedoni;
  • aumenta il turnover cellulare con relativa esfoliazione;
  • inibisce l’attività delle ghiandole sebacee;
  • in base alla profondità di penetrazione, la sostanza chimica adoperata può coagulare la struttura proteica delle cellule (frosting).

A livello del derma il peeling:

  • esercita un effetto irritante con conseguente eritema ed edema
  • stimola i fibroblasti a produrre glicosamminoglicani, glicoproteine, elastina e nuovo collagene, con conseguente ristrutturazione della matrice del derma.

Gli effetti del peeling chimico si possono considerare come una combinazione di un effetto distruttivo, che va dalla desquamazione alla denaturazione o liquefazione e necrosi dei tessuti con cui viene a contatto, ed un effetto stimolante sui meccanismi fisiologici di rigenerazione e riparazione cutanei. La concentrazione del agente caustico applicato sulla pelle deve essere sufficientemente alta perché questo possa agire prima di essere neutralizzato dalla pelle stessa. La desquamazione degli strati più superficiali si ipotizza sia dipendente dall’indebolimento delle giunzioni che legano tra loro le cellule. Si ipotizza una specifica interposizione nei desmosomi che spiegherebbe la desquamazione prodotta da una qualunque sostanza in grado di cedere protoni ( acido ). È possibile anche l’acidificazione intracellulare grazie alla attivazione di alcuni canali TRPV3. Questo modello spiegherebbe alcuni degli effetti del peeling chimico sia in termini di morte cellulare sia in termini di modulazione e segnale verso la produzione di nuovo collagene e glucosamminoglicani o di degradazione delle MMP.

Modificazioni istologiche

Istologicamente, gli effetti di peeling chimici medi o profondi innescano un processo di guarigione della pelle che segue una precisa sequenza di diverse fasi.

  • Stadio dell’infiammazione e della coagulazione
  • Stadio della riepitelizzazione
  • Stadio del tessuto di granulazione
  • Stadio della neoangiogenesi
  • Stadio del rimodellamento del collagene

Il processo inizia quasi immediatamente: i neutrofili entrano nella zona trattata non appena è stato applicato l’agente esfoliante e vi restano per 3-5 giorni. I macrofagi si presentano dal 3º al 10º giorno e linfociti dal 6º o 7º giorno. La riepitelizzazione inizia solo 24 ore dopo il peeling e si manifesta per la prima volta come una migrazione centripeta dei cheratinociti, seguita da rapida proliferazione cellulare. Dopo la fase di riepitelizzazione, viene rigenerato il collagene dermico per un periodo da 2 a 3 mesi.

Indicazioni

La procedura è indicata per il trattamento di:

  • discromie,
  • melasma,
  • ittiosi lamellare,
  • rughe e segni dell’invecchiamento,
  • pelli acneiche,
  • iperplasia sebacea,
  • cicatrici superficiali,
  • lassità cutanea.

Controindicazioni

Controindicazioni relative a tutti i tipi di peeling chimico:

  • herpes simplex in fase attiva, in area o aree da trattare;
  • pregressi interventi chirurgici interessanti il viso o aree facciali, caratterizzati da tecniche di scollamento (lifting, blefaroplastica, liposuzione, ecc);
  • pregressa radioterapia, limitante la riepitelizzazione a partenza annessiale;
  • recente trattamento sistemico con isotretinoina;
  • diatesi fibroblastica;
  • terapie in atto, controindicate per supposti rallentamenti e/o ritardi della fase riparativa;
  • malattie autoimmunitarie;
  • ipersensibilità o allergia all’agente esfoliante (es. salicilati).

Controindicazioni relative a peeling medi o profondi:

  • pelli scure (Fitzpatck IV e V) per il rischio iperpigmentazione

Controindicazioni relative a peeling con fenolo:

  • anamnesi positiva per cardio e/o nefro-epatopatie.

Complicanze

In base al momento dell’esordio, le complicanze possono essere immediate o ritardate.

  • Immediate (entro minuti, fino a ore dopo la applicazione):
    • Irritazione, bruciore, prurito e dolore
    • eritema persistente
    • Edema
    • Flittene
  • Ritardate (da alcuni giorni a settimane):
    • Infezioni (batteriche, erpetiche e candidali)
    • Cicatrici, ritardi nella guarigione, milia e cambiamenti strutturali
    • Iperpigmentazione, ipopigmentazione e linee di demarcazione
    • Compromissione o perdita della barriera cutanea e lesioni tissutali
    • Eruzioni acneiformi
    • Reazioni allergiche, tossicità ed ectropion
  • Accidentali
    • Complicazioni oculari.

Modalità di esecuzione

La modalità di esecuzione di un peeling chimico varia sensibilmente in funzione dell’agente esfoliante utilizzato e della profondità di azione che si vuole ottenere. Nel peeling chimico ambulatoriale, ma anche in alcuni trattamenti cosmetici con alte concentrazioni di agenti esfolianti è richiesta la preventiva pulizia e sgrassamento dell’area da trattare. Sgrassando la pelle si aumenta la capacità di penetrazione degli agenti esfolianti non liposolubili. Il tempo di esposizione prima che l’agente esfoliante venga neutralizzato o rimosso aiuta a determinare gli effetti e la profondità che si vogliono ottenere. Per aumentare l’effetto e la penetrazione alcuni agenti caustici possono venire massaggiati e frizionati sulla pelle. La neutralizzazione non è necessaria quando l’agente esfoliante viene applicato a concentrazioni per cui viene neutralizzato dalla pelle. Alcuni interventi possono agevolare i processi riparativi:

  • antibiotici e/o antivirali;
  • cortisonici sistemici, topici, intralesionali, veicolati da cerotti e/o in occlusione;
  • creme barriera e/o cerotti a base di polimeri siliconici.

Alcuni tipi di bendaggi, impacchi, medicazioni e prodotti topici possono interferire, accelerando o ritardando i processi riparativi. La pelle trattata con un peeling chimico non deve essere esposta a raggi UV e, se necessario, deve essere protetta con filtri solari.

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Elettroporazione – Veicolazione transdermica di principi attivi per contrastare acne, rughe, macchie cutanee, cicatrici e smagliature

Cos’è
Rappresenta una metodica in grado di veicolare negli strati profondi dell’epidermide sostanze medicamentose o principi attivi con diametri maggiori degli spazi normalmente presenti all’interno dello strato cutaneo. Il principio fisico sul quale si base tale metodica – in assenza di aghi, di laser o peeling chimici – consiste nella sommistrazione di micro-correnti elettriche (continue ed alternate) che attraverso un manipolo, vengono erogate a livello cutaneo superficiale. Il paziente non avverte alcun fastidio, in quanto le “dosi” di corrente sono infinitesimali ed impercettibili per il paziente stesso.. si differenzia dalla ionoforesi, dalla Ionoforesi e dalla Crioelettroforesi in quanto nella veicolazione trasdermica si impiegano molecole di principio attivo a diametro maggiore; raggiungimento di una maggiore profondità nel derma; assenza di effetti colaterali (rischio di ustioni cutanee).

Come funziona
Viene quindi impiegato un manipolo collegato ad un generatore elettrico il quale, erogando microcorrenti, favorisce l’apertura di canali ionici ed acquosi che rappresentano vere e proprie “autostrade”. Attraverso questi canali, mediante l’applicazione di un gel conduttore, si applicano i principi attivi ionizzabili (sia liquidi che in polvere generalemtne sotto forma di cocktail) in funzione delle indicazioni cliniche poste dal medico. Il trattemento dura circa 20-40 min in funzione della regione del corpo da trattare (volto e/o corpo). Mediamente sono previste 6-10 sedute a cadenza settimanale.

Post Trattamento
al termine della seduta può essere applicata una maschera lenitiva. Il trattemento non è socialmente invalidante. Il paziente riprende immediatamente la sua attività lavorativa.

A chi è rivolta
a pazienti affetti da: acne papulo-pustuilosa; acne rosacea; discromie ed iperpigmentazioni. Rugosità del volto, collo e decoltè; cicatrici e smagliature. PEFS (cellulite)

Domande frequenti
D. La cute, prima del trattamento, dev’essere pre-trattata in qualche modo?
R. generalmente non è richiesta alcuna preparazione domiciliare; talvolta potrebbe essere indicato un trattamento di qualche settimana con creme domiciliari indicate dal medico
D. La metodica si può eseguire in qualunque periodo dell’anno?
R. Si, anche se si consiglia il trattamento su cute non abbronzata o particolarmente irritata.
D. E’ possibile conoscere in anticipo il numero di sedute necessarie per la risoluzione del problema clinico/estetico.
R. Generalmente NO: esistono delle “medie” di numero di sedute applicative; ogni singolo caso clinico va studiato, vagliato e concordato con il paziente il numero “minimo” e l’intervallo tra una seduta e l’altra.

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Peeling chimico per una pelle nuova

Che cosa sono i peelings?

I peelings sono delle soluzioni chimiche che consentono di migliorare e levigare la cute del volto rimuovendo gli strati più superficiali danneggiati da eventi patologici (cicatrici, esiti da acne, lesioni precancerose, ecc.), da iperpigmentazione o dagli effetti dell’invecchiamento (rughe, perdita di elasticità e tonicità della pelle, ecc.).

Vari tipi di peelings
Esistono diversi tipi di peelings che si distinguono in:
Peelings superficiali e molto superficiali (derivati degli alfaidrossiacidi AHA).
Peelings intermedi (derivati dell’acido tricloroacetico TCA).
Peelings profondi (derivati del fenolo).

Come agiscono
I peelings chimici agiscono sulla cute rompendo i legami intercellulari dei vari strati dell’epitelio. L’azione dipende dal tipo di peeling usato:

molto superficiale (assottigliamento o rimozione dello strato corneo)
superficiale (necrosi di una parte o di tutta l’epidermide fino allo strato basale)
medio (necrosi dell’epidermide e di una parte o di tutto il derma papillare)
profondo (necrosi dell’epidermide fino al derma reticolare)

Scopo del peeling chimico

Lo scopo del peeling chimico è quello di rimuovere gli strati cutanei superficiali per migliorare e correggere le rughe sottili del viso, migliorare la pigmentazione cutanea (macchie), rendere meno visibili le smagliature. Oltre alle rughe del viso, il peeling chimico può essere utilizzato in altre aree corporee sia per il miglioramento della qualità cutanea, sia per la riduzione della visibilità delle smagliature.

Quali difetti estetici possono essere corretti con i peelings superficiali?

I peelings superficiali derivati degli alfaidrossiacidi (AHA) come l’acido glicolico, l’acido lattico, ecc, consentono di eliminare le rughe più superficiali del volto e delle mani, restituire tonicità alla cute, rimuovere piccole macchie della pelle e migliorare la qualità della cute acneica e gli esiti da acne.

Quali difetti estetici possono essere corretti con i peelings intermedi?

I peelings intermedi derivati dell’acido tricloroacetico (TCA), utilizzati a varie concentrazioni, permettono di eliminare le rughe meno superficiali del volto e di rimuovere le macchie della cute e piccole cheratosi.

Quali difetti estetici possono essere corretti con i peelings profondi?

I peelings profondi derivati del fenolo, usati a varie concentrazioni, consentono di eliminare le rughe più profonde del volto, rinnovare completamente la cute, rimuovere le macchie anche più estese e le lesioni precancerose, migliorare le cicatrici e gli esiti da acne e ottenere un notevole ringiovanimento del volto senza ricorrere alla chirurgia estetica (si parla in questo caso di lifting non chirurgico).

Pre peeeling

Per la preparazione della pelle si consiglia, nelle due settimane precedenti il peeling, l’uso di formulazioni domiciliari contenenti alfa – idrossi – acidi, allo scopo di ottenere un risultato più evidente e una più rapida riepitelizzazione. Tale più rapida riepitelizzazione diminuisce il rischio di infezioni e complicanze. L’uso di cosmetici contenenti acido glicolico assicura allo stesso modo una più veloce guarigione della pelle, riducendo l’incidenza di iperpigmentazioni post-infiammatorie. Anche l’uso di sostanze depigmentanti (idrochinone, acido cogico, acido azelaico) può essere consigliabile per prevenire ed attenuare la comparsa di iperpigmentazioni post-infiammatorie.

Che tipo di anestesia viene praticata?

Il trattamento con peelings superficiali e intermedi non richiede alcun tipo di anestesia, mentre i peelings profondi necessitano di una anestesia locale con sedazione e vengono effettuati in regime di day hospital o con ricovero in clinica per una notte.

Metodo

Una soluzione acida (generalmente acido glicolico a varie concentrazioni, ma possono essere impiegati, in base alle necessità, altri prodotti più aggressivi, come l’ acido tricloroacetico o il fenolo) viene applicata sul viso per pochi minuti. Il trattamento, che va normalmente ripetuto più volte, elimina lo strato superficiale ed invecchiato dell’ epitelio, rigenerandolo e donando nuova lucentezza alla pelle. Il peeling chimico viene effettuato in ambulatorio, richiede circa 15-20 minuti e non è doloroso. Poichè i peeling chimici assottigliano gli strati cutanei superficiali, il trattamento non è consigliabile nei mesi estivi, e richiede l’ applicazione di crema protettiva dopo l’ effettuazione.

Post peeling

La pelle deve essere detersa con un detergente delicato, risciacquata con cura ed estrema delicatezza. E’ necessario asciugare la cute evitando qualsiasi tipo di sfregamento o irritazione per non provocare l’esfoliazione precoce. Mantenere la cute costantemente protetta con un prodotto emolliente. Ma soprattutto, evitare in maniera assoluta esposizioni al sole o a lampade UVA – UVB per almeno due mesi dopo l’applicazione del peeling.

Periodo di guarigione

Successivamente al peeling chimico si nota un lieve rossore nelle aree trattate per circa 24 ore (più a lungo nel caso dei peeling con agenti più potenti dell’ acido glicolico). Nei giorni successivi al trattamento è possibile notare una desquamazione superficiale nelle zone trattate. La ripresa delle normali attività dopo il peeling chimico con acido glicolico è immediata.

Dopo il trattamento con i peelings chimici residuano postumi significativi?

Quando vengono utilizzati peelings superficiali, gli unici postumi consistono in un lieve rossore che permane per 1-2 ore e, talvolta, nella formazione di qualche piccola crosticina che scomparirà dopo 3-4 giorni.
Quando vengono usati peelings intermedi, oltre ad un rossore iniziale, dopo 3-4 giorni si avrà un’esfoliazione che si completa dopo 6-7 giorni.
Nel caso di peelings profondi, invece, la zona trattata risulterà gonfia ed edematosa, andrà incontro a desquamazione, e nei 7-10 giorni successivi al trattamento si avrà il completo rinnovamento di tutti gli strati cutanei.

Durata del risultato

La durata del risultato è temporanea, poichè il peeling non interrompe il normale invecchiamento cutaneo. Il peeling va ripetuto periodicamente per il mantenimento del risultato.

Quali sono i rischi e le complicanze di questo tipo di trattamento?

Il trattamento estetico mediante peelings chimici è generalmente molto sicuro. Si tratta comunque di una procedura delicata dove le complicanze (difetti di pigmentazione, infezione e cicatrici anomale) sono rare ma possono accadere ed essere agevolmente risolte solo se il trattamento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica.

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Lifting del sopracciglio con tossina botulinica

La tossina botulinica per uso cosmetico (botulino) può essere utilizzata con successo per il lifting del sopracciglio o per il suo rimodellamento. La tecnica di infiltrazione è simile a quella impiegata per l’ eliminazione delle rughe glabellari (le rughe di espressione poste tra le sopracciglia al di sopra del naso), ma richiede una maggiore precisione nella selezione dei muscoli che dovranno essere temporaneamente bloccati dalla tossina botulinica. Il principio è quello di indebolire selettivamente i muscoli depressori del sopracciglio, consentendo che l’ azione dei muscoli elevatori sollevi l’ arcata di qualche millimetro. La tecnica non chirurgica per il lifting del sopracciglio con tossina botulinica viene spesso anche definita lifting chimico del sopracciglio.

Le aree da trattare

Muscolo Procero e Depressore del Sopracciglio

Il lifting del sopracciglio prevede l’ infiltrazione del muscolo procero, con una quantità di tossina botulinica generalmente pari a 4 unità, ed il successivo massaggio della zona per consentire la diffusione della tossina al depressore del sopracciglio (parte del muscolo corrugatore).
Muscolo depressore laterale del sopracciglio

Per sollevare la porzione laterale del sopracciglio viene effettuata un’ infiltrazione di circa 2 unità di tossina botulinica a livello del muscolo depressore laterale, come indicato nella figura a lato.

I risultati ottenibili con il lifting del sopracciglio

Il sollevamento ottenibile con questa tecnica misura in media circa 4mm. nella porzione laterale del sopracciglio, misurando la distanza tra estremità del sopracciglio e canto esterno (angolo laterale dell’ occhio), mentre nella parte centrale l’ infiltrazione del muscolo procero consente mediamente un sollevamento compreso tra 1mm. e 3mm., misurando la distanza tra l’ estremità del sopracciglio e la pupilla.

Periodo di guarigione, durata degli effetti e rischi

Come per tutti i trattamenti con tossina botulinica, il periodo di guarigione successivo al lifting chimico del sopracciglio è particolarmente rapido, ed in genere si nota soltanto un lieve rossore per le prime ore successive all’ infiltrazione. L’ effetto del trattamento non è immediato, ed in genere sono necessari sette-otto giorni perchè l’ azione della tossina botulinica diventi pienamente visibile.
Gli effetti del lifting del sopracciglio con tossina botulinica non sono permanenti, e la loro durata media è di circa quattro-cinque mesi. Se il trattamento non viene ripetuto gli effetti sono pienamente reversibili.
Le complicanze del trattamento con tossina botulinica sono estremamente rare, ed includono lividi e gonfiore nelle aree trattate e ptosi palpebrale (abbassamento della palpebra).

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Da labbra sottili a labbra carnose: riempimento e rimodellamento con filler a base di acido ialuronico

Correggere le labbra sottili

Le labbra sottili sono una caratteristica molto comune nella popolazione europea ma, più che una variante estetica, sono considerate da molte donne un difetto sgradevole, anche perché le labbra sottili sono spesso viste come segno di un carattere chiuso ed introverso. In effetti le labbra, quando sono ben disegnate, leggermente sporgenti, equilibrate nei volumi che ne definiscono i tratti, incarnano il concetto stesso del desiderio e rappresentano il tratto più sensuale del volto sia femminile che maschile. Il make-up può essere d’aiuto per creare l’illusione di una bella bocca ma spesso le labbra sottili sono davvero difficili da truccare e si rischia di ottenere un effetto ‘burlesque’, decisamente volgare.

Come intervenire

Il riempimento delle labbra sottili può essere effettuato rispettando pienamente i desideri di ognuno: la tendenza attuale è tesa ad uno spiccato individualismo e questo si riflette nella domanda sempre più diversificata sia in termini di volume che di forma delle labbra. La procedura che meglio si accorda con questo tipo di richiesta è l’impiego di fillers a base di acido ialuronico.
Per il riempimento delle labbra sottili sono disponibili diversi tipi di gel di acido ialuronico, dai più fluidi, impiegati per dare compattezza e turgore senza esagerare con la proiezione e la sporgenza, ai più strutturati in cui le microparticelle assumono una conformazione globulare, adatti per creare un effetto di maggiore pienezza e rotazione del prolabio. Questi ultimi sono particolarmente ricercati da chi desidera aumentare l’altezza delle labbra e non solo la sporgenza.
La correzione della labbra sottili è un trattamento che viene eseguito in anestesia locale, richiede circa trenta minuti ed ha tempi di recupero molto ridotti (al trattamento residua un modesto gonfiore, che dura 24/48 ore, la ripresa delle normali attività è immediata)
Alcuni accorgimenti messi in atto prima (per esempio la sospensione dei farmaci anticoagulanti come l’aspirina), durante (infiltrazione effettuata utilizzando microcannule flessibili e atraumatiche) e dopo il trattamento (evitare tutte le attività che aumentano la temperatura a livello del volto e favorire invece l’idratazione dei tessuti) consentono di ridurre al minimo i fastidi ed i rischi di complicanze e ne migliorano l’efficacia.

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L’obesità non è un semplice “inestetismo”: i legami con ormoni ed esercizio fisico

BOTERO NUDO PITTURA SOVRAPPESO OBESITA METABOLISMO ORMONI ENDOCRINOLOGIA GRASSO TIROIDE ORMONI TIROIDEI

Alcune persone considerano l’obesità come un inestetismo. Una semplice questione di bellezza, sottovalutabile, che ha un impatto solo sulla psicologia di chi la possiede. Sbagliato!

L’obesità non è una semplice alterazione estetica, ma una vera e propria patologia che aumenta il rischio di molte malattie gravi riducendo aspettativa e qualità di vita. L’aumento della morbilità associato al grave sovrappeso è mediato da alterazioni endocrine e metaboliche favorite dalla sedentarietà e da uno stile di vita scorretto. Anche in questo contesto vale il concetto che l’attività fisica è il mezzo ideale per favorire il dimagrimento, mantenere il peso raggiunto ed opporsi a queste pericolose modificazioni ormonali, ovviamente con alimentazione e stile di vita sano.

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Ingrandimento del seno con la mastoplastica additiva: intervento, anestesia e rischi

MEDICINA ONLINE seno mammelle donna gravidanza cambia capezzoli areolaLa mastoplastica additiva è una ormai molto nota tecnica chirurgica che consente di aumentare il volume e di rimodellare la forma di una mammella; questa metodica viene eseguita qualora la paziente voglia aumentare il volume per un semplice fine estetico, o per ridare volume dopo una gravidanza, o in caso di asimmetrie volumetriche mammarie o in chirurgia ricostruttiva dopo una mastectomia.

Continua la lettura su: http://www.senosalvo.com/

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