Il diabete insipido, o DIN, è una malattia caratterizzata da poliuria e da diminuita capacità del rene di concentrare le urine, che si traduce in urine abbondanti e molto diluite. Nonostante il nome, la malattia presenta meccanismi fisiopatologici molto diversi rispetto al diabete mellito, infatti in caso di DIN non si riscontrano alterazioni nella concentrazione di glucosio nel sangue e nelle urine, che dagli esami risultano quindi nella norma.
Leggi anche: Differenze tra diabete mellito ed insipido: glicemia, vasopressina, poliuria e polidipsia
Cause
- La forma più frequente è di tipo ipofisario, per mancanza di ADH (vasopressina).
- Idiopatico, circa 1/3 dei casi.
- Alcuni casi sono a trasmissione dominante.
- In altri si trovano anticorpi contro le cellule produttrici di vasopressina.
- Secondario, circa 2/3 dei casi.
- Per tumori ipofisari o in prossimità, o per metastasi
- Per traumatismi, operazioni neurochirurgiche
- Encefalite, meningite e altri.
- Idiopatico, circa 1/3 dei casi.
- Diabete nefrogenico (DIN), raro
- forma congenita in due varianti
- DIN recessivo legato al cromosoma X, gene mutante Xq28 che codifica per i recettori di tipo 2 della vasopressina
- DIN autosomico recessivo. Il gene in questione codifica per l’acquaporina 2, che deficia a livello dei tubuli collettori renali.
- Affezioni secondarie a danni tubulari, ipokaliemia, ipercalcemia, farmaci.
- forma congenita in due varianti
Patologia
Il mancato controllo da parte dell’ADH compromette il riassorbimento tubulare distale e collettore, con poliuria (emissione di 5-25 litri di urina nelle 24h) e isostenuria. Per riflesso il paziente presenta una sete incoercibile (polidipsia). Nei bambini al di sotto dei 2 anni si può avere diarrea invece della poliuria. La mancanza di iperglicemia esclude praticamente la diagnosi di diabete mellito.
Diagnosi
La diagnosi differenziale si effettua escludendo la polidipsia psicogena, il diabete mellito e l’abuso di diuretici. La determinazione dell’osmolarità urinaria dopo prova di assetamento o dopo amministrazione di arginina-vasopressina è diagnostica.
- Prova di assetamento. In un soggetto sano comporta un aumento dell’osmolarità. Nel diabete insipido questa resta <300mOsm/L, mentre l’osmolarità plasmatica è superiore a 295. Non bere per lungo tempo può provocare una disidratazione ipertonica senza perdita di elettroliti.
- Test secondo Hickey-Hare. Se si sospetta un’assunzione di liquidi durante la prova di assetamento, si somministrano soluzioni ipertoniche che procurano risultati fisiologici e patologici identici alla prova da assetamento.
- Test alla desmopressina. Controindicata in caso di insufficienza coronarica per i suoi effetti vasospastici. Dopo questa somministrazione l’osmolarità urinaria aumenta in caso di diabete insipido centrale, ma non nel nefrogenico.
La determinazione dell’ADH è raramente necessaria. In caso di polidipsia psicogena sia l’ADH che l’osmolarità urinaria si elevano. Occorre escludere un tumore ipofisario o ipotalamico mediante tomografia computerizzata o imaging a risonanza magnetica.
Trattamento
Il trattamento dev’essere eziologico, cioè occorre curare l’affezione sottostante. Utile la desmopressina orale o intranasale in caso di diabete insipido centrale. Il diabete nefrogenico si cura paradossalmente con diuretici tiazidici come per esempio il clortalidone, tali farmaci sono poi aiutati dai FANS, come per esempio l’indometacina, perché riducono la filtrazione glomerulare.
Leggi anche:
- Differenze tra il diabete di tipo 1 e 2 (insulino dipendente e resistente)
- Diabete mellito: diffusione, sintomi, classificazione e diagnosi differenziale
- Diabete mellito: cause e fattori di rischio del tipo 1 e 2
- Diabete mellito: come si forma la malattia?
- Diabete mellito: conseguenze e complicanze a lungo termine
- Prevenzione del diabete mellito
- Trattamento del diabete mellito: esercizio fisico e follow up
- Trattamento farmacologico del diabete mellito
- Trattamento chirurgico del diabete mellito
- Neuropatia diabetica: sintomi e diagnosi di una complicanza del diabete
- Piede di Charcot: quali sono le cause della neuro-osteoartropatia?
- Piede diabetico: gradi di rischio, sintomi, diagnosi e terapia
- Ulcera diabetica: cause e tipi
- Diabete: tutte le diverse tipologie
- Diabete mellito gestazionale: cause, diagnosi e trattamento
- Trapianto di cellule pancreatiche e pancreas artificiale per dire addio al diabete
- Insulina alta: cause, diabete, prediabete, valori normali e cure
- Glicemia alta o bassa: valori normali, che patologie indica e come si controlla nei diabetici
- Diabete gestazionale: cos’è e quali sono i rischi per il feto e la madre
- Fa più ingrassare la pasta o il riso? Quale scegliere per dimagrire?
- Diabete di tipo 2: cause, fattori di rischio, sintomi e cure
- Diabete di tipo 1: cause, fattori di rischio, sintomi e cure
- Differenza tra dieta ipocalorica, normocalorica ed ipercalorica
- Dieta ipoglucidica: cos’è e cosa mangiare?
- Dieta zero grano senza pane né pasta: cosa mangiare?
- Dieta mima digiuno: cosa mangiare, esempio e menu
- Dieta chetogenica: cosa mangiare, controindicazioni e rischi
- Dieta ipoproteica ed aproteica: cosa mangiare e chi la deve seguire
- I diabetici possono mangiare le mandorle?
- Il diabetico può mangiare il riso?
- Chi ha il diabete può mangiare l’anguria? In che quantità e quando?
- Il diabetico può mangiare la marmellata o il miele?
- Il diabetico può mangiare le fave ed i piselli?
- Il diabetico può mangiare la polenta?
- Il diabetico può mangiare le banane?
- Diabete: quale frutta mangiare e quale evitare? Guida completa
Lo staff di Medicina OnLine
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!



La dieta di chi soffre di diabete (in particolare di diabete di tipo 2, il più diffuso) non deve essere per forza fatta di privazioni. Anzi: carboidrati e zuccheri sono ammessi. Basta seguire qualche regola per tenere a bassa la glicemia e scegliere ricette pensate per chi ha problemi di insulina. Inoltre il ritmo dei pasti deve essere adattato alle necessità individuali e al tasso glicemico. Di certo non possono mancare colazione, pranzo e cena, intercalati da un paio di spuntini, che vanno introdotti se il paziente fa attività fisica, o si sottopone a terapie farmacologiche specifiche, o ha altre necessità ancora. Gli spuntini forniscono un apporto costante di glucidi ed evitano sia le punte di glicemia (iperglicemia) dopo il pasto che l’ipoglicemia tra un pasto e l’ altro. Ecco quali sono gli alimenti da inserire nel menu della dieta di chi ha problemi a tenere a bada l’insulina.
Avere la continua sensazione di non essere abbastanza alti rispetto alle altre persone, è un problema estremamente diffuso, specie tra gli uomini, dal momento che una elevata statura è considerata dalle donne un elemento di grande fascino nell’uomo. Il fatto che la nostra altezza rientri dentro gli intervalli di normalità, purtroppo, non ci consola molto quando tutti i nostri amici e conoscenti sono più alti di noi e ciò a volte può evolvere in maniera patologica e dare luogo ad un vero e proprio complesso di inferiorità. Analogamente alla ricerca ossessiva della magrezza corporea (
La pizza è uno dei cibi che fa alzare maggiormente la glicemia e non dovrebbe essere mangiata spesso dal paziente diabetico (una pizza media di 300 gr ha 800 cal). Tuttavia questo divieto non è assoluto, specie se la pizza ha il condimento adeguato.
Uno scarso controllo della glicemia è collegato all’obesità e viene associato a patologie croniche come il diabete e le malattie cardiovascolari. Per questo è estremamente importante, per chi soffre di diabete, mantenere sempre sotto controllo il livello di glucosio ematico.
Le persone affette dal diabete devono evitare l’assunzione di zuccheri puri e controllare molto attentamente la dieta. Quando tali misure non sono sufficienti a tenere sotto controllo la glicemia, si devono assumere particolari farmaci a seconda del tipo di diabete.