Capire se sono incinta: i primi 7 sintomi di gravidanza

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma A CAPIRE SONO INCINTA SINTOMI GRAVIDANZA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina AnoI primi sintomi e segni  dell’esordio esordio di una gravidanza si confondono facilmente sia con la sindrome premestruale sia con disturbi di differente origine (ad esempio, quelli causati dallo stress). Come si fa, dunque, a capire se si è incinta oppure no? L’unico metodo certo è il test di gravidanza, benché anch’esso abbia alcuni limiti (se effettuato nel modo errato o troppo precocemente), insieme al primo sintomo di dolce attesa, ovvero l’assenza di mestruazioni. Vi sono, comunque, alcuni segnali da considerare e che potrebbero rappresentare la spia di una gravidanza, impariamo a riconoscere i sette più importanti, che sono anche i più precoci.

1) Ritardo delle mestruazioni

Sembra banale ricordarlo, ma il sintomo più “veritiero” ed evidente di una gravidanza è la mancanza di mestruazioni. Ma un ritardo può essere considerato la norma, laddove il ciclo mestruale si presenta solitamente irregolare. Così come in presenza di stress, traumi o cambio di stagione. Chiaramente, se il ritardo si protrae a lungo e le mestruazioni non compaiono, l’ipotesi di una gravidanza si fa più nitida.

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2) Gonfiore e tensione delle mammelle

La gravidanza può annunciarsi con una sensazione di gonfiore della mammella e dolore al seno. Ma questi sintomi sono comuni anche alla sindrome premestruale e, dunque, con essa facilmente confondibili. C’è da aggiungere, però, che molte donne all’inizio della gravidanza percepiscono un cambiamento nella forma e nell’aspetto del seno. Quest’ultimo appare, dunque, non solo più gonfio e teso ma anche “diverso”: capita, infatti, che il capezzolo diventi più “scuro”. Anche in questo caso, sapersi osservare con attenzione è un ottimo modo per imparare a conoscersi e a prendersi cura di sé. A tale proposito leggi anche: Mastodinia: quando il seno è gonfio e dolorante

3) Sonnolenza o stanchezza eccessiva

Anche in questo caso, si tratta di sintomi spesso presenti in gravidanza ma comuni anche a numerose condizioni diverse dall’attesa. Sonnolenza e stanchezza possono, infatti, essere dovute a stress, eccesso di lavoro, cambio di stagione, carenze nutrizionali o patologie in corso (acute oppure croniche).

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4) Nausea e repulsione per alcuni alimenti e odori

Quando si pensa ai primi sintomi di gravidanza, la nausea è una delle immagini più associate. E, infatti, la nausea gravidica fa parte di una sintomatologia molto comune, spia di una gravidanza che procede nel modo migliore. Quindi, è vero che provare una sensazione di nausea o repulsione verso taluni cibi e profumi – soprattutto se tali cibi e profumi precedentemente ci piacevano ed all’improvviso li proviamo repugnanti – può essere sintomo di gravidanza. Il riconoscimento di questi segnali si fa più nitido – ripeto – se si inizia a sentire rifiuto proprio per ciò che fino al giorno prima si gradiva, per esempio per il caffè o un certo tipo di formaggio o di pesce, o ancora per il proprio profumo preferito. Ma bisogna sempre tener presente che la nausea si può associare anche a disturbi nervosi, virus gastrointestinali, digestione difficile, intossicazione alimentare ed intolleranze.

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5) Crampi addominali

All’inizio della gravidanza, nel momento dell’impianto, l’utero si contrae e provoca dolori all’addome. I “crampi da impianto” sono comuni a molte donne e rientrano dunque nella vasta sintomatologia precoce di gravidanza. Ma il mal di pancia può essere causato anche dalle mestruazioni in arrivo oppure da semplici disturbi intestinali o, ancora, da stress ed emotività.

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6) Vomito

Anche vomitare improvvisamente ed apparentemente senza alcun motivo, può essere sintomo di gravidanza, specie se ciò si associa a nausea provata per odori e cibi prima apprezzati. Il vomito da solo tuttavia non è molto attendibile come segno di gravidanza: può essere infatti determinato da molte altre condizioni e patologie, tra cui intossicazioni da cibo, farmaci, forte paura, ingestione di veleni ed affezioni gastrointestinali, epato-biliari o renali. Il vomito può inoltre essere inoltre correlato a mal d’auto, mal di mare e mal d’aria, oltre che a situazioni di ansia o stress cronico.

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7) Perdite ematiche

Le perdite di tipo ematico di solito sono correlate all’inizio delle mestruazioni. Ma, se ci si conosce bene, le perdite ematiche “anomale” possono anche rappresentare la spia di un esordio di gravidanza. Queste ultime si presentano più “leggere” e di colore diverso a quelle relative alle mestruazioni. Inoltre, in caso di gravidanza, le perdite ematiche non evolvono aumentando di intensità e quantità come durante il consueto svolgimento delle mestruazioni. Anche in questo caso, però, test e ginecologo rappresentano la via da perseguire per ottenere una risposta sicura.

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Da cosa sono attratte zanzare e mosche?

MEDICINA ONLINE ZANZARA TIGRE MOSQUITO MOSKITO MOSCA INSETTO MOSCA PUNTURA MORSO PRURITO PELLE PUNGE FASTIDIO ESTATE ATTRAE WALLPAPER PICS PICTURE PHOTOZanzare e mosche sono insetti particolarmente fastidiosi e possono anche essere veicolo di malattie, anche gravi, nell’uomo. Scopriamo oggi quali sono i motivi che li attraggono.

Cosa e chi attrae le mosche?

La mosca domestica (Musca domestica) è un insetto assai mobile ed è attratto da cumuli di rifiuti, escrementi, liquami, substrati in decomposizione che rappresentano i luoghi ideali dove depositare le uova. La più alta concentrazione di questi insetti si ha negli allevamenti di bestiame, e nei centri di raccolta rifiuti delle nostre città. E’ un insetto “curioso” guidato da sensazioni visive ed olfattive, tende a posarsi ovunque. Sono attratte indistintamente da qualsiasi cibo solido o liquido, sano e in putrefazione. Al momento della riproduzione ricerca materiali come rifiuti e letamai, sufficientemente caldi ed umidi.

Leggi anche: Come allontanare le mosche con metodi naturali

Perché le zanzare pungono?

Le zanzare che ci pungono sono solo quelle femmine (gli esemplari maschi non pungono) e lo fanno perché col nostro sangue riescono a trovare il nutrimento adatto a deporre le uova.

Cosa e chi attrae le zanzare?

Le zanzare sono attratte, in primo luogo, dal rilascio di CO2, cioè l’anidride carbonica che emettiamo col respiro: in pratica quando respiriamo la CO2 rilasciata dal nostro organismo attrae l’insetto verso di noi. Durante la gravidanza la quantità di CO2 emessa e più elevata e ciò spiega perché le zanzare prediligano le donne incinte. Il rimedio principale non è ovviamente quello di trattenere il respiro, bensì creare una fonte secondaria che emetta CO2 e “confonda” l’animale, come le apposite piastrine. I nostri profumi sono un’altra fonte molto attrattiva per le zanzare, sia quello naturale della nostra pelle, sia quelli artificiali delle case cosmetiche. Anche il calore del nostro corpo rappresenta una attrattiva per le zanzare, specie quando la temperatura esterna è più bassa e le zanzare si dirigono nei nostri appartamenti attratti dal nostro calore e da fonti di luce.
Secondo uno studio effettuato dal Pest Control Technology Institute, le zanzare preferiscono il sangue del gruppo “0” più che quello del gruppo “B” e circa il doppio di quello del gruppo “A”., quindi anche il tuo gruppo sanguigno potrebbe attrarre più zanzare. Un’altra fonte molto attrattiva è la luce ultravioletta, che non a caso vengono usati per attrarre gli insetti verso le zanzariere elettriche dove vengono uccise tramite folgorazione.

Leggi anche: Sistemi per evitare di essere punti dalle zanzare

Altre cose che attraggono le zanzare

Le zanzare sono attratte dai soggetti sportivi, per almeno due motivi: dopo un’intensa attività fisica, nei muscoli si forma acido lattico e le zanzare sono attratte dal suo odore (oltre che dal calore del corpo, che aumenta durante gli sforzi) inoltre, alcuni integratori usati dagli sportivi, aumentano la quantità di ammoniaca e di acido urico che espelli con il sudore ed anche questa è una attrattiva irresistibile per l’insetto. Anche le colonie di batteri che albergano nei pressi di piedi e caviglie, specie dopo tanto sport, attraggono le zanzare, motivo per cui tali insetti pungono soprattutto alle estremità del corpo (anche perché è qui che spesso trovano vasi sanguigni venosi rilevati e facilmente accessibili).
Bere alcolici aumenta il rischio della possibilità di essere punti, sia per l’etanolo (che attrae le mosche), sia perché l’alcol è un vasodilatatore ed aumenta la temperatura corporea. Inoltre le persone con alte concentrazioni di colesterolo o steroidi sulla pelle sembrano attirare più zanzare: anche gli ormoni fanno la loro parte. Infine i colori scuri, come il nero, ed il rosso, sembrano attrarre maggiormente le zanzare.

Prodotti per allontanare le zanzare

Di seguito vi riporto una lista di prodotti estremamente efficaci, scelti e testati personalmente da me e dal mio Staff, per neutralizzare le zanzare, le mosche ed altri insetti fastidiosi:

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Com’è fatto il cervello, a che serve e come funziona la memoria?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma COME FATTO CERVELLO SERVE FUNZIONA MEMORIA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene.jpgIl cervello è l’organo più importante del sistema nervoso centrale (SNC), presente in tutti gli animali a simmetria bilaterale, compreso ovviamente l’uomo.

A che serve il cervello?

Il cervello controlla tutte le funzioni del nostro corpo; quelle che permettono di restare in vita, poi le attività psichiche, motorie e sensoriali. Molte di queste funzioni sono sotto il controllo della volontà, mentre altre sono del tutto “autonome” (respiro, battito cardiaco, attività digestive ecc.). Nell’essere umano, inoltre, il cervello è la sede di funzioni cosiddette “superiori”, come il pensiero, il linguaggio, l’apprendimento ecc. Le funzioni “volontarie” del cervello si dividono in tre gruppi: quelle motorie (come camminare, deglutire, afferrare), quelle sensitive (cioè legate ai 5 organi di senso) e quelle cognitive (linguistiche, mnemoniche, logiche e di giudizio). Fra tutte le funzioni cognitive quelle più soggette all’invecchiamento sono quelle legate alla memoria.

Leggi anche: Sistema nervoso: com’è fatto, a che serve e come funziona

Quanto pesa un cervello?

Il peso è piuttosto variabile, normalmente non supera i 1500 grammi ed ha un volume compreso tra i 1100 e i 1300 cm³, tenendo presente la possibilità di significative variazioni tra individuo e individuo oltre al sesso (il cervello maschile è mediamente più grande di quello femminile) ed ovviamente all’età.

Qual è la differenza tra cervello ed encefalo?

L’encefalo (dal greco ἐγκέφαλος, enképhalos, “dentro la testa”, composto di ἐν, en, “in” e κεϕαλή, kephalè, “testa”) è quella parte del sistema nervoso centrale (SNC) completamente contenuta nella scatola cranica e divisa dal midollo spinale. L’encefalo è composto da tre parti:

  • tronco encefalico (diviso in bulbo, ponte e mesencefalo);
  • cervelletto;
  • cervello.

Da ciò si intuisce come l’encefalo sia la parte del SNC che è nel cranio, mentre il cervello è una parte dell’encefalo stesso.

Leggi anche: Tronco cerebrale (mesencefalo, ponte e bulbo) anatomia e funzioni in sintesi

Com’è fatto un cervello?

Il cervello è diviso in due parti:

  • Telencefalo (la porzione più superficiale dell’encefalo, costituito dagli emisferi cerebrali e dai nuclei della base. Il telencefalo è estremamente sviluppato e può essere suddiviso in quattro aree o lobi: lobo frontale, lobo parietale, lobo occipitale, lobo temporale. Il telencefalo include anche la corteccia cerebrale che è importantissima a livello funzionale essendo sede delle “funzioni cerebrali superiori”, quali il pensiero e la coscienza.
  • Diencefalo: posto internamente alla sostanza bianca telencefalica, è costituito da cinque porzioni (talamo, epitalamo, metatalamo, ipotalamo, subtalamo) strutturalmente e funzionalmente legate ai nuclei della base. Si trova in continuazione, caudalmente, con il mesencefalo tramite i due peduncoli cerebrali.

Leggi anche: Cervello maschile e femminile: quali sono le differenze?

Cos’è la “plasticità cerebrale”?

Il cervello possiede una proprietà straordinaria, chiamata “plasticità cerebrale”. Si tratta della capacità di modificare la propria struttura e la propria funzionalità in base all’attività dei neuroni e di rispondere all’esperienza o di essere addirittura modificato da quest’ultima. Nei primi tre anni di vita la plasticità cerebrale è altissima, ma anche il cervello adulto, sulla base delle ultime scoperte scientifici che, è in grado di rimodellarsi continuamente sulla base delle nuove esperienze, formando nuovi circuiti sinaptici o ristrutturando gli esistenti. Oggi sappiamo infatti che il cervello dell’uomo non è una struttura rigida e determinata dalla nascita ma può ancora crescere e cambiare la sua struttura fisica anche in età adulta. E siamo proprio noi, con le nostre abitudini di vita e le esperienze, a forgiare la nostra mente in un modo piuttosto che in un altro.

Leggi anche: Mark Sloan e il recupero fittizio: il mistero del cervello pochi attimi prima di morire

Cos’è la memoria?

La memoria è una delle funzioni principali del cervello. Essa consiste nella capacità di immagazzinare, mantenere e richiamare determinate informazioni. L’encefalo è in grado di elaborare impressioni figurate, verbalizzare quanto appreso e associarlo a informazioni precedenti. Maggiori sono le possibili associazioni, più è facile ricordare per tempi più lunghi quanto appreso.

Vari tipi di memorie

Classicamente si distinguono vari tipi di memoria. Uno dei criteri più frequentemente utilizzati è quello per cui, a seconda del carattere fugace o duraturo delle informazioni immagazzinate, si distinguono una memoria a breve termine (o immediata) e una memoria a lungo termine. La prima è quella che trattiene una bassa quantità di dati per pochi secondi o pochi minuti. La seconda invece consente di mantenere una maggiore quantità di informazioni per un periodo di tempo più duraturo (potenzialmente illimitato). Tutti hanno esperienze di memorie a lungo termine in cui i ricordi si associano a emozioni forti vissute in una determinata circostanza. Nella memoria a lungo termine si possono poi distinguere una memoria episodica che riguarda le esperienze personali o i ricordi e che dipende dal contesto, soprattutto affettivo, con cui sono state vissute e una memoria semantica che si riferisce ai ricordi dei fatti e alla conoscenza degli oggetti e del mondo (la cui rievocazione non riguarda il contesto spazio-temporale in cui queste informazioni sono state immagazzinate). Per esempio, ricordare che nell’estate di un tal anno siamo stati a Parigi riguarda la memoria episodica, ma sapere che Parigi è la capitale della Francia è conservato nella memoria semantica. Infine, con la memoria procedurale ci si riferisce alla capacità di ricordare una serie di movimenti che si compiono per svolgere un’azione automaticamente, senza averne una continua consapevolezza. Per esempio allacciarsi le scarpe, farsi il nodo alla cravatta ecc. Quest’ultima, a differenza delle altre due, è molto più resistente all’usura del tempo e al danno cerebrale. L’incapacità di ricordare si definisce invece “amnesia”. Si distinguono l’amnesia anterograda, quando non si riescono a immagazzinare nuovi dati dopo un trauma (per esempio uno shock psico- fisico, un lutto, un incidente) e l’amnesia retrograda quando non si ricordano più eventi accaduti immediatamente prima di un trauma (un fenomeno tipico degli incidenti e dei traumi cranici). Per approfondire, leggi anche:

Come funziona la memoria?

Nell’encefalo non esistono singole zone deputate alla memorizzazione dei singoli dati. Ogni informazione, infatti, viene distribuita attraverso un complesso di cellule deputate alla memorizzazione. Il funzionamento della memoria non è stato ancora del tutto chiarito: nuove memorie vengono immagazzinate all’interno di nuovi circuiti neuronali (ogni nuovo dato crea dei nuovi collegamenti nel nostro cervello). Continua la lettura con questo articolo: Come funziona la nostra memoria e come facciamo per aumentarla: guida per prendere trenta e lode agli esami universitari

Integratori per il cervello e la memoria

Prodotti ottimi per contrastare la stanchezza mentale e migliorare memoria e concentrazione, sono:

Per approfondire: Gli integratori per allenare il tuo cervello e sviluppare una memoria prodigiosa

Leggi anche:

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Cervello maschile e femminile: quali sono le differenze?

MEDICINA ONLINE CERVELLO MASCHILE FEMMINILE DIFFERENZE ENCEFALO PSICOLOGIA AMORE PENSIERI OBIETTIVI PROBLEM SOLVING SOLUZIONE ITER MECCANISMI MEMORIA RAGIONAMENTO.jpgIl cervello è l’organo più importante del sistema nervoso centrale con un peso piuttosto variabile che non supera i 1500 grammi ed ha un volume compreso tra i 1100 e i 1300 cm³, tenendo presente la possibilità di significative variazioni tra individuo e individuo, anche legate a sesso, età e altri fattori.

Il cervello della donna adulta pesa in media circa il 12% in meno di quello dell’uomo adulto. Fino a non molti decenni or sono questo veniva interpretato come il correlato biologico di una presunta superiorità intellettiva dell’uomo rispetto alla donna. In realtà questa differenza riflette semplicemente la maggiore taglia corporea del maschio rispetto alla femmina nella specie umana. Infatti se si fa una misura non assoluta del peso cerebrale, ma relativa al peso corporeo la differenza si annulla ed anzi ne esiste una molto lieve a favore della femmina.

Il cervello femminile ha l’11% in più di neuroni rispetto a quello maschile nelle aree del linguaggio e dell’ascolto, inoltre presenta zone collegate alle emozioni e alla memoria, situate nell’ippocampo, più grandi che negli uomini. Il cervello femminile ha meno circuiti neuronali nell’amigdala, zona del cervello in cui si attivano le risposte di fronte al pericolo o si generano i comportamenti aggressivi, ecco perché alcuni possono arrivare a uno scontro fisico in pochi secondi mentre molte donne fanno di tutto per evitare il conflitto.La zona del cervello in cui si genera l’ansia è quattro volte inferiore negli uomini. Nell’uomo lo spazio cerebrale preposto all’impulso sessuale è due volte più grande.

Esistono altre piccole ma significative differenze anatomiche fra il cervello della donna e dell’uomo: in particolare le connessioni fra i due emisferi cerebrali sono relativamente più sviluppate nella donna che nell’uomo, mentre in piccoli centri nervosi di una regione del cervello chiamata ipotalamo, esistono nell’uomo neuroni maggiori in numero e dimensioni. D’altro canto, test appropriati mettono in luce differenze in alcune capacità intellettive fra l’uomo e la donna, ad esempio nel pensiero logico-matematico, nella capacità di calcolo, nell’abilità linguistica, nella capacità di orientamento spaziale.

In linea di massima è possibile ipotizzare oggi che l’uomo possegga un cervello che segue schemi logici più basati sulla razionalità, mentre nella donna il funzionamento cerebrale sarebbe maggiormente di tipo intuitivo, che nell’uomo il funzionamento dei circuiti nervosi sia più rigido mentre è più plastico nella donna. Questa differenza è certamente il risultato di una catena di effetti, avvenuti nel corso di millenni, che coinvolgono la genetica, gli ormoni, il cervello, i comportamenti, e che non implicano alcun giudizio di inferiorità o superiorità, di maggiore o minore intelligenza, ma semplicemente il riconoscimento del fatto che durante l’evoluzione, nel corso di millenni, l’uomo e la donna hanno avuto ruoli diversi e per questo si sono realizzati adattamenti cerebrali diversi nei due sessi, in grado di fornire una base neurobiologica alle diversità comportamentali.

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Pornografia e masturbazione compulsiva danneggiano il cervello: la sindrome frontale

MEDICINA ONLINE CERVELLO CORTECCIA VISIVA UDITIVA LOBO LOBI FRONTALE PRO FRONTALE PARIETALE OCCIPITALE TEMPORALE ENCEFALO SISTEMA NERVOSO ANATOMIA PRIMARIA SECONDARIAAl termine di questo articolo capirete che la massiccia presenza di pornografia su internet può danneggiare la nostra salute al pari di una sigaretta o dell’eroina. Vi anticipo che nessuno parla di ciò per il semplice fatto che il mercato della pornografia frutta miliardi di dollari a livello mondiale quindi c’è tutto l’interesse affinché se ne parli il meno possibile. Non voglio fare il solito complottista ma i fatti sono esattamente così.

In un articolo precedente ci siamo chiesti se la masturbazione faccia bene o faccia male alla salute, inoltre abbiamo visto come la masturbazione non sia un vizio, bensì una vera e propria tossicodipendenza, ed in un successivo articolo avevamo imparato il modo per capire se la propria masturbazione è “normale” o “compulsiva”. Vediamo oggi come potenzialmente la pornografia online e la masturbazione compulsiva, possono danneggiare in maniera irreversibile il tuo cervello. Lo chiarisce il dott. Norman Doidge – neurologo Continua a leggere

La sindrome che fa crescere il pene alle bambine di 12 anni

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PENE BAMBINE 12 ANNI GUEVEDOCES Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Ano 1.jpgIn un villaggio della Repubblica Dominicana chiamato Salinas, accade da anni qualcosa di veramente strano. Tante bambine all’età 12 anni si trasformano letteralmente in ragazzi.
Durante la pubertà, infatti, sviluppano organi sessuali maschili, diventando a tutti gli effetti maschi. Questi bambini sono chiamati semplicemente “guevedoces” – che si traduce letteralmente “pene a 12 anni”.
Un cambio di sesso che ha catturato l’interesse della comunità scientifica: è stato così scoperto che a causare la trasformazione sarebbe una rara sindrome genetica che si verifica a causa di un enzima mancante che impedisce la produzione di una specifica forma di ormone sessuale maschile – diidro-testosterone – nel grembo materno.
Sebbene nel mondo sia rara, la sindrome (chiamata Sindrome Guevedoces) è molto comune nel villaggio di Salinas (probabilmente a causa dell’isolamento degli abitanti del villaggio). Per questo motivo ora la Repubblica Dominicana classifica le persone come maschio, femmina o pseudohermaphrodite.

La storia di Johnny

Così è stata seguita da vicino la storia di Johnny, abitante del piccolo villaggio di Salinas, nel sud-ovest della Repubblica Dominicana dove la malattia colpisce un bambino su 90 e non è più considerata “strana”. Oggi 24enne, il ragazzo era conosciuto fino all’età di 12 anni come Felicita. “Quando sono nato i miei genitori e i medici pensavano che fossi una bimba, mi vestivano con le gonnelline e mi regalavano giocattoli da femminuccia, ma in realtà io non mi sentivo a mio agio”, ha raccontato il guevedoce alla BBC. Crescendo, però, qualcosa è cambiato nel corpo di Johnny: si è sviluppato il pene. Per Johnny, che non si è mai sentito una bambina, è accaduto all’età di sette anni.
“Quando ho cambiato ero felice della mia vita”, ha detto. Egli ha sostenuto che non aveva mai sentito come una bambina ed era molto più felice dopo che fu completamente un ragazzo. “Quando sono cambiato ero felice della mia vita”, ha detto. Una bambina di nome Carla, di 9 anni, sta attraversando la stessa trasformazione. Nonostante sia cresciuta come una ragazza, sua madre ha notato che a partire dall’età di cinque era più incline verso i giochi mascolini.

La patologia

Tutti i bambini nel grembo materno, sia maschio o femmina, hanno ghiandole interne, denominate gonadi e una piccola sporgenza tra le gambe chiamata tubercolo.
A circa otto settimane, i bambini di sesso maschile che portano il cromosoma Y iniziano a produrre diidro-testosterone in grandi quantità, che trasforma il tubercolo in un pene. Per le femmine, il tubercolo diventa un clitoride. Ma in alcuni neonati maschi manca l’enzima 5-α-reduttasi che innesca l’aumento dell’ormone. Questa mancanza li fa apparire come femmine alla nascita, senza testicoli e con quella che sembra essere una vagina.
Questo fino alla pubertà, quando si produce un enorme aumento di testosterone, e si sviluppano gli organi riproduttivi maschili. In pratica, quello che sarebbe dovuto accadere nel grembo materno avviene intorno ai 12 anni: la voce diventa più grave e cresce un pene.

Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Mamma va in coma dopo il parto: poi un’infermiera…

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma MAMMA COMA PARTO INFERMIERA Riabilitazione Nutrizionista Medicina Estetica Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Linfodrenaggio Pene Vagina Glutei.jpgErano felici di poter dare alla luce il loro secondo figlio gli statunitensi Shelly Ann Cawley e suo marito Jeremy. La bimba in arrivo si sarebbe chiamata Rylan e che avrebbe fatto compagnia al suo fratellino che non vedeva l’ora che nascesse. Purtroppo nel giro di qualche giorno la loro storia che non aveva nulla a che invidiare ad una fiaba si è trasformata in un vero e proprio incubo, il peggiore che Jeremy ed il suo bimbo potessero vivere. Quella che sembrava una gravidanza tranquilla, improvvisamente si era trasformata nella trappola mortale di una mamma e della sua bimba. Shelly, 23enne del North Carolina, fu sottoposta ad un taglio cesareo al Carolinas HealthCare System NorthEast per permettere alla bimba di nascere, purtroppo però, subito dopo l’operazione, è entrata in coma per via di alcuni coaguli che le hanno ostruito le arterie ed inoltre la bambina anche se era nata viva non riusciva a piangere e non mostrava reazioni di alcun tipo, il che faceva temere il peggio. Sono stati momenti terribili per Jeremy che non sapeva cosa poter fare per aiutare la moglie e la figlia. Si sentiva impotente e per un attimo il mondo gli è crollato addosso. Cosa avrebbe fatto senza sua moglie? Chi avrebbe detto al piccolo che la sua mamma non c’era più e che non avrebbe mai avuto una sorellina? In questi momenti, non resta che provare, tentare ogni strada ed è proprio quello che ha fatto un’infermiera.

L’abbraccio vitale
L’infermiera Ashley Manus decise che era giusto che madre e figlia potessero vivere gli ultimi momenti della loro vita almeno stando vicine e poggiò la bimba sul suo petto ancora caldo in modo che Rylan potesse avvertire l’odore della sua pelle ed il calore del seno materno. Sperava in fondo al loro cuore che il contatto con la mamma potesse in qualche modo scatenare delle reazioni nella piccola. Dopo 10 interminabile minuti la piccola emise un grido stridulo e comincio a piangere. I medici sono intervenuti immediatamente riscoprendo con loro immenso stupore che anche le condizioni della mamma erano improvvisamente migliorate ed oggi, a distanza ormai di mesi, entrambe stanno bene ed in salute. Che si tratti di coincidenza, dell’effetto delle cure mediche o di qualsiasi altra cosa… l’importante è che ora siano tutti e quattro felici e rimane il bellissimo gesto dell’infermiera Ashley: forse è proprio grazie alla sua idea che tutto è finito per il meglio.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli infermieri: senza il loro aiuto, sarebbe impossibile svolgere il mio lavoro!

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Idee per marmellate e confetture fatte in casa in autunno ed inverno

MEDICINA ONLINE MARMELLATA GELATINA CONSERVA MOSTARDA SENAPE VERDURA FRUTTA OLIO BARATTOLO BOTULINO DISINFEZIONE COTTURA BOLLITURA PESCA KIWI CREMA NUTELLA CIOCCOLATO RICETTA CACAO FATTA IN CASA YOGURT CALORIE DIETA FRAGOLAArriva il freddo, ma anche in autunno ed inverno possiamo preparare marmellate e confetture fatte in casa scegliendo il più possibile ingredienti di stagione. Le classiche ricette delle marmellate o confetture vengono preparate con lo zucchero bianco, ma potete provare a sostituirlo con lo zucchero di canna integrale, se volete. Una buona idea è quella di abbinare alla frutta delle spezie, come la cannella, lo zenzero e il cardamomo. Ecco una selezione di dieci interessanti ricette di marmellate e confetture da preparare in inverno.

1) Confettura di cachi

Per preparare la confettura di cachi dovrete ricavare la polpa di questi frutti scavando con il cucchiaino al loro interno. Potrete unire agli ingredienti per la preparazione della marmellata la vaniglia in polvere e del succo o scorza di limone.

2) Confettura di melagrana

Per preparare la confettura di melagrana dovrete scegliere i frutti più maturi, che risulteranno anche più teneri e saporiti. La confettura di melagrana è rara da trovare in vendita, ma se vorrete ora potrete provare a prepararla in casa.

3) Confettura di kiwi

Se amate il gusto dei kiwi, provate a sceglierli per preparare una confettura un po’ diversa dal solito. Il consiglio è di scegliere i kiwi più morbidi e maturi per una confettura dal gusto più dolce.

4) Marmellata di arance

Con le arance potrete preparare una gustosa marmellata, ottima da spalmare sul pane a colazione. Alla marmellata di arance potrete unire anche i limoni o il succo di limone e una mela, che servirà per la sua pectina naturale.

5) Marmellata di mandarini

Una marmellata dal sapore intenso e persistente, ecco uno dei motivi per cui dovreste provare a preparare almeno una volta nella vita una marmellata di mandarini. Sarà diversa da tutte le marmellate che avrete assaggiato e vi stupirà.

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6) Confettura di zucca e cardamomo

A partire dalla zucca potrete preparare una marmellata speziata da insaporire con i semi di cardamomo. Questa confettura di zucca e cardamomo fatta in casa è perfetta come regalo per gli amici o per gli ospiti, ma anche da gustare in famiglia.

7) Marmellata di limoni e zenzero

Potete rendere la classica marmellata di limoni un po’ più particolare aggiungendo un tocco di zenzero. Oltre ai limoni, dunque, vi servirà anche dello zenzero in polvere, da dosare a seconda dei vostri gusti.

8) Confettura di castagne

La confettura di castagne si ricava a partire dalle castagne bollite da unire allo zucchero e ad una stecca di vaniglia. La conserverete in vasetti a chiusura ermetica da sigillare solo dopo che la marmellata di castagne si sarà raffreddata.

9) Confettura di pere alla cannella

Confettura di pere e cannella, che delizia! Pere e cannella sono un abbinamento perfetto per preparare una confettura dolce e speziata allo stesso tempo. Sarà ottima da assaggiare in qualsiasi momento della giornata.

10) Confettura di mele cotogne

La confettura di mele cotogne, o cotognata, si prepara abbinando questi frutti allo zucchero e al succo di limone. È utile usare il passaverdura per ottenere una confettura di mele cotogne compatta e non grumosa.

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